4 November, 2026

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Il 1° marzo ripartirà l’attività di produzione alla RWM di Domusnovas, per alcuni mesi, per soddisfare alcune commesse urgenti di un paese europeo. Questa mattina la RWM Italia, durante una riunione in Confindustria, ha comunicato alle Parti Sociali che sospenderà nei prossimi giorni il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli 80 lavoratori dello stabilimento di Domusnovas in Cassa Integrazione da settembre 2020.

«L’acquisizione tra dicembre e gennaio di alcune commesse urgenti da parte di un Paese europeo – ha dichiarato l’amministratore delegato di RWM Italia, l’ing. Fabio Sgarzi – consentirà qualche mese di continuità lavorativa a tutti i lavoratori dello stabilimento di Domusnovas. È tuttavia evidente che non basta una rondine a fare primavera: la ripresa, purtroppo, è solo temporanea. Siamo ben lontani dai volumi produttivi e dal numero di lavoratori di due anni fa e, soprattutto, dalle previsioni di crescita, della produzione e dell’occupazione, collegate alle autorizzazioni prima concesse e ora revocate.»  
«Chi ha gridato al ricatto occupazionale. licenziamenti in caso di cancellazione delle licenze di esportazione. dovrebbe ricredersi. La RWM Italia non pratica questo genere di condotte; al contrario, dove ci sono occasioni di business le coglie, anche a beneficio dei lavoratori e del territorio. Come è normale che sia. Ora lo Stato, il Governo e la Regione devono fare la loro parte, dopo 18 mesi di incomprensibile immobilismo – aggiunge Fabio Sgarzi – se oggi è giusto essere soddisfatti per chi torna al lavoro, è altrettanto giusto non dimenticare chi rimarrà, comunque, senza lavoro in conseguenza di una decisione dello Stato.»
«I lavoratori senza occupazione a causa della revoca delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti non sono diversi da quelli di altre aziende italiane per le quali lo Stato si è prodigato, a fronte, peraltro, di problemi causati da cattiva gestione o distorte logiche di profitto. Nel nostro caso, al contrario, i problemi nascono da scelte governative non ponderate e, dunque, è doveroso, adesso, l’impegno anche dello Stato nella ricerca di soluzioni. Lo Stato, se vuole, può farlo. RWM Italia farà tutto il possibile per restare in Italia e restare a fianco dei lavoratori, ma non vuole e non può galleggiare.»

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Nell’ambito delle misure di solidarietà, previste nel decreto legge n. 154 del 23 novembre 2020 e nell’Ordinanza n. 658/2020 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, al fine di contrastare le ricadute socio-economiche dell’emergenza sanitaria in corso, tra i residenti nel comune di Iglesias, sono state accolte 340 domande, per un importo complessivo erogato di oltre 73.000,00 euro.
«Sono numeri importanti – ha commentato il sindaco Mauro Usai – grazie al grande lavoro degli Uffici è stato possibile rispondere in maniera tempestiva alle esigenze di 340 nuclei familiari ed assegnare le risorse ai beneficiari.»
La stessa valutazione è stata condivisa dall’assessore delle Politiche sociali, Angela Scarpa: «Nonostante il periodo difficile, gli Uffici si stanno adoperando per individuare strumenti sempre più efficaci per venire incontro alle esigenze delle tante persone colpite dall’emergenza Covid. Si sta inoltre valutando la riapertura dei termini per la presentazione di ulteriori domande, in quanto sono ancora disponibili delle risorse, e stiamo cercando di accompagnare i cittadini nel disbrigo delle domande online, con guide e tutorial, per favorire la loro autonomia nell’utilizzo degli strumenti digitali».

«La definitiva revoca delle licenze legate alle esportazioni di missili e bombe da aereo verso l’Arabia Saudita è un atto dovuto nel rispetto della legge 185 del 1990 e della Costituzione Italiana. Diversi partiti presenti in Parlamento (tra cui Lega, M5S, PD e FdI), nel corso degli ultimi mesi e anni, hanno proposto provvedimenti per bloccare queste esportazioni, nonostante alcune di queste forze politiche “rivoltino la frittata”, strumentalizzando le preoccupazioni dei lavoratori per scopi elettoralistici.»
La Federazione PCI Sulcis Iglesiente ha sempre espresso parere contrario alla presenza della fabbrica di produzioni belliche nel territorio e fa propria la posizione espressa in questi anni dalla CGIL Nazionale e della Rete Italiana per il Disarmo in materia di riconversione delle industrie militari presenti in Italia.

«Le produzioni belliche non generano lavoro utile a soddisfare bisogni umani: le produzioni belliche sono solo utili alla guerra e alla distruzione – conclude la Federazione PCI Sulcis Iglesiente -. Siamo vicini ai lavoratori e alle lavoratrici, il cui bisogno è avere la garanzia del salario, ma è lontana e contraria alle produzioni belliche. Pertanto, riprendendo la recente intervista della Camusso, ex-segretaria generale della CGIL, respingiamo ogni tentativo di legare il diritto al Lavoro agli interessi di investimento della RWM o di qualsiasi altra industria bellica.»

 

«Valorizzare e far conoscere la storia, il patrimonio architettonico e artistico delle città di fondazione, realizzate in Sardegna nei primi decenni del ventesimo secolo.»

«E’ questo l’obiettivo contenuto nella proposta di legge depositata quest’oggi in Consiglio regionale – dice Annalisa Mele, consigliera regionale della Lega -, che ha raccolto l’adesione unanime di tutti i partiti politici della maggioranza (Lega, FdI, UDC, FI, Riformatori, Psd’Az) all’interno dell’assemblea civica di via Roma. Arborea, Fertilia e Carbonia sono accomunate dalla medesima istituzione, ma si differenziano tra loro per vocazione economica, lavorativa e territoriale oltre che dalla necessità di vedersi riconosciuta una valorizzazione storica e culturale sino ad ora spesso passata in secondo piano.»

«Riteniamo assolutamente necessario avviare un processo di rivalutazione del patrimonio artistico e immobiliare, tristemente soggetto a degrado e abbandono negli ultimi anni. Il passo fatto oggi tende a riscoprire le nostre radici, a ridar lustro al nostro passato, fatto di collaborazione con le popolazioni che in quei territori si sono stanziate, come ad esempio i veneti e i friulani che con il loro apporto hanno contribuito a rendere la zona di Arborea il fiore all’occhiello isolano nel settore agricolo. Oggi in Europa occorre acquisire una precisa nozione della propria identità, anche per coniugare forze diverse e unirle nelle dure competizioni economiche, a livello planetario – conclude Annalisa Mele -. Identità e memoria attendono quindi di essere rafforzate e tramandate nel presente, e proiettate con lungimiranza nel futuro. Proprio per questo abbiamo scelto la data odierna nel presentare la proposta di legge, nella giornata in cui si celebra il ricordo dei martiri delle foibe, una strage di fratelli italiani, a lungo nascosta o sminuita.»

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Domenica 14 febbraio, all’interno della Grotta Santa Barbara, presso la miniera di San Giovanni, si terrà un’esercitazione del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna, che simulerà un intervento di recupero di un turista infortunatosi durante una visita guidata all’interno della cavità. In uno scenario carsico di grande fascino, i tecnici opereranno suddivisi in piccole squadre che, nel rispetto delle misure anticovid, si alterneranno nelle fasi di stabilizzazione, imbarellamento e trasporto con specifiche tecniche di soccorso speleologico. L’evento avrà inizio all’alba con l’allestimento del campo base, dove verrà istituita la direzione delle operazioni che gestirà le squadre dei tecnici e le varie fasi dell’intervento di soccorso, fino all’uscita della barella col ferito. L’esercitazione, organizzata dalla Stazione di Iglesias, con la partecipazione della Stazione di Cagliari e della Scuola Regionale Tecnici dell’VIII Zona di Soccorso Speleologico, si terrà in collaborazione con il comune di Iglesias e con la Società Iglesias Servizi Srl, gestore del sito, che parteciperà alle operazioni simulando l’attivazione dei soccorsi e supportandoli nello svolgimento. L’evento, oltre che essere un importante momento addestrativo, rappresenta un esempio di sinergia tra i diversi operatori e l’amministrazione comunale, nell’ottica di valorizzazione di uno dei più importanti siti turistici del territorio. Inoltre, si inserisce in un quadro di collaborazione tra diversi enti, avviato nei mesi scorsi, quando il Comune, al fine di garantire l’importante servizio svolto e favorire la rapidità degli eventuali interventi di soccorso nel sito, ha risposto positivamente all’appello della Stazione di Iglesias, rimasta priva di una sede operativa, per dare disponibilità all’utilizzo di un edificio minerario per la custodia delle attrezzature in prossimità della Grotta.

«Grazie alla collaborazione con il Soccorso Alpino e Speleologico – ha messo in evidenza il sindaco Mauro Usai – nella Grotta Santa Barbara verrà allestito un presidio, fondamentale per la sicurezza del sito e dei suoi visitatori. E’ importante proseguire nella sinergia con le Associazioni, per valorizzare le loro attività di pubblica utilità. Dopo il CISSA nei locali della Foresteria di Monteponi, anche il Soccorso Alpino e Speleologico potrà avere una sede operativa adeguata presso la Grotta Santa Barbara.»

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«In data 9 febbraio è stata premiata la determinazione e la tenacia dei lavoratori Sotacarbo che per mesi, supportati dalle OO.SS. Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, UIltec-Uil, hanno portato avanti diverse iniziative tra sit-in, assemblee e in ultimo lo sciopero presso la sede di Rappresentanza della Regione Sardegna. Con mesi di ritardo finalmente la delibera n° 62/14 del 4 dicembre 2020 è stata resa nota, ed è stato espresso, dal presidente Christian Solinas, il nome del componente mancante all’interno del Consiglio di Amministrazione della società stessa.»

I segretari delle tre organizzazioni sindacali, Emanuele Madeddu, Gianrico Cuboni e Pierluigi Loi, e i tre della RSU Ivo Puddu, Andrea Porcu ed Alberto Plaisant, salutano così la notizia della nomina dell’ing. Mario Porcu quale rappresentante della Regione Sardegna nel Cda della Sotacarbo.

«L’auspicio è che non vi siano ulteriori ritardi che possano compromettere le ricerche, e dar seguito a progetti scientifici in ambito energetico peraltro strategici anche per la nostra Isola – aggiungono -. I prossimi importanti passi riguardano l’Assemblea ordinaria e straordinaria tra i soci (Regione Autonoma della Sardegna ed ENEA-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) fissata per i giorni 11 e 15 febbraio finalizzata all’acquisizione delle quote di maggioranza da parte della Regione. Essenziale per il proseguo delle attività è il “fondo di dotazione” (da inserire in finanziaria regionale) che consenta a Sotacarbo di partecipare a bandi di ricerca nazionali ed europei.»
«Come OO.SS. vigileremo attentamente affinché la società possa esprimere quanto prima tutto il suo potenziale ed a tal fine verrà chiesto un incontro con l’assessore Giuseppe Fasolino ed al nuovo Presidente. È importante sottolineare – concludono – che i ricercatori Sotacarbo lavorano da anni su temi in linea con le strategie europee di sviluppo del settore energetico a basse emissioni di anidride carbonica e con le loro competenze sono riusciti a ritagliarsi una altissima credibilità nel panorama scientifico internazionale.»

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La commissione Sanità del Consiglio regionale ha discusso un’interpellanza del consigliere di Udc-Cambiamo Giorgio Oppi sul fabbisogno di personale in sanità e l’assegnazione dello stesso alla diverse sedi nel territorio. A giudizio del consigliere, che ha preso lo spunto da una selezione Ats del dicembre scorso per contratti a tempo determinato, questa programmazione è stata attuata senza un confronto con l’assessorato provocando vuoti  di organico in molte realtà (in ruoli coperti da agenzie di somministrazione e cooperative) e prevedibili disservizi in funzioni strategiche come il Cup ed il servizio ticket.

Il commissario Massimo Temussi ha risposto che la linea dell’azienda, coerente con le indicazioni nazionali, è quella di privilegiare i concorsi pubblici, tenendo all’interno di una certa “quota” il personale delle agenzie. Inoltre, le selezioni effettuate hanno tenuto conto dei piani di fabbisogno predisposti dalle aziende locali e, per quanto possibile, delle indicazioni fornite dallo stesso personale per quanto riguarda la “prossimità” ai luoghi di residenza.

 

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Si accende il dibattito sulla transizione energetica e tutto ciò che vi ruota intorno, in particolare nelle realtà dove sono presenti siti di produzione. Tra questi vi è Portovesme, con la centrale Grazia Deledda, il cui futuro è legato alle scelte  che verranno fatte ed attuate in materia.

Lo scorso 2 febbraio i delegati della Centrale di Portovesme, sono stati ricevuti dal sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, nella sala consiliare del Consorzio Industriale.

«Abbiamo apprezzato – scrivono i delegati in una nota – la cordiale disponibilità del Sindaco e la trasparenza con la quale ha risposto a tutti i nostri quesiti e preoccupazioni. In premessa si è parlato della questione ritenuta più scottante, riguardante l’approdo del gas metano nel Sulcis e dell’escavo del porto industriale di Portovesme per il quale ci sono state fornite maggiori delucidazioni sulle modalità d’intervento per la messa in esercizio della Banchina Riva Est. Si parla di porto perché tutto gira intorno alle infrastrutture che permetteranno l’approdo di navi di varie stazze e generi nel porto commerciale di Portovesme, un porto d’importanza strategica al centro del Mediterraneo pronto ad accogliere numerosi progetti latenti in particolar modo per poter sviluppare un polo EnergeticoIndustriale-Nautico di tutto rispetto e non ultimo in pieno rispetto dell’ambiente. »

«La nostra principale preoccupazione è che a seguito dei veti imposti dall’Amministrazione comunale (motivati con scelte ponderate in merito all’accavallamento di varie attività in procinto di attuazione) ci porta a pensare che ad oggi non sia ancora chiaro come Enel dovrà affrontare questa transizione energetica – aggiungono i delegati -. Purtroppo, si sta prospettando un nuovo scenario dove l’approdo del rigassificatore galleggiante interferirebbe con lo sviluppo del Polo Nautico. La prospettiva dell’Amministrazione comunale di Portoscuso sarebbe quella di permettere l’installazione di un rigassificatore costiero con bacini di accumulo in una zona ritenuta più sicura e confacente alle necessità dell’intero polo industriale, in tale modo si renderebbe fruibile la banchina Riva Est per lo sviluppo di altri progetti che compenserebbero le ricadute sociali dovute alla Riconversione della Centrale Elettrica Grazia Deledda che attualmente garantisce circa 400 posti di lavoro che in seguito potrebbero diventare meno di 100 tra diretti e indiretti. Da parte nostra riteniamo che debbano coesistere entrambe le realtà e chiediamo che venga stipulato un patto territoriale dove tutti gli attori si debbano coordinare nel miglior modo possibile in primis per lo scioglimento dei nodi legati al Porto Industriale e all’approvvigionamento del Gas, in secondo luogo per commissariare il Progetto di Rilancio dell’Intero Polo Energetico-Industriale con un adeguato utilizzo dei fondi del Just Transition Fund,e, infine, e non per grado di importanza, garantire i livelli occupazionali attraverso una riqualificazione e formazione delle risorse attualmente impiegate nelle poche realtà industriali rimaste ancora attive. Siamo convinti che uno sviluppo moderno e intelligente dell’intero polo industriale possa convivere in simbiosi con l’ambiente e nessuno vorrebbe commettere gli errori del passato. Tralasciando I tecnicismi possiamo affermare che per ricongiungere il tessuto industriale il Metano è ESSENZIALE, perché permetterà ai vari attori di poter credere ed investire nel nostro territorio!»

«Ognuno di noi è pronto ad accogliere il cambiamento ma certamente nessuno di noi sarà disposto a perdere un solo posto di lavoro – concludono i delegati –. Il nostro territorio già martoriato dalla crisi deve ripartire da zero e permettere a qualsiasi cittadino, a tutte le lavoratrici e lavoratori, a tutti gli artigiani e imprenditori, ma soprattutto ai NOSTRI FIGLI di poter avere una vita sana e dignitosa alla cui base ci siano SALUTE e LAVORO!»

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Domani mattina, alle 10.00, il comitato di quartiere di Serbariu e la commissione consiliare Lavori pubblici del comune di Carbonia, faranno un sopralluogo a Sirri, dove incontreranno un gruppo di cittadini per verificare lo stato delle strade della frazione. In quel sito c’è un’emergenza, documentata dalla foto allegata, per un costone roccioso che sta per venire giù.

«È da venerdì scorso che abbiamo segnalato all’Amministrazione e non si è mosso nulla – dice Giulio Usai, componente del Comitato di quartiere -. Ma questa del crollo è solo l’emergenza del momento, perché nella frazione ci sono anche altri problemi cha meritano l’attenzione e interventi urgenti da parte dell’Amministrazione comunale.»

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I carabinieri di Sant’Antioco, coadiuvati dai colleghi del Norm della Compagnia di Carbonia, la notte scorsa hanno arrestato nella flagranza del reato di violenza privata e danneggiamento aggravato un meccanico 47enne e denunciato a piede libero per concorso in violenza privata un muratore 41enne.

I due uomini, alle ore 20,50, a bordo dell’auto di proprietà e condotta dal 47enne, hanno inseguito e sorpassato ripetutamente l’auto in uso e condotta dall’ex coniuge 40enne del luogo, intimidendola e costringendola a fermarsi lungo la via Nazionale di Sant’Antioco. Una volta raggiunto il loro intento e costretta la donna a fermarsi, il 47enne ha danneggiato con un martello il parabrezza ed il lunotto laterale dell’auto della donna, la quale è riuscita a chiamare il 112 e richiedere l’intervento dei carabinieri che poco dopo hanno rintracciato i due uomini nelle immediate vicinanze dell’abitazione della donna.
I carabinieri hanno rinvenuto a bordo dell’auto dell’uomo, il martello utilizzato per compiere il danneggiamento. Il 47enne, arrestato, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari e, nella mattinata  odierna durante la celebrazione del rito per direttissima a suo carico, l’arresto è stato convalidato e nell’attesa del dibattimento che si celebrerà il 18 febbraio, all’uomo è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento  alla persona offesa, nel raggio di 200 metri.