4 November, 2026

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Il nuovo Piano Industriale 2020-2024 di Autostrade per l’Italia, prevede la creazione di 2.900 posti di lavoro per l’inserimento di nuovi profili, che dovranno gestire i servizi digitali, la ricerca e i rapporti con i clienti: «La promozione del talento e del valore umano sono gli elementi centrali per consentire il successo del Piano. Le assunzioni riguarderanno le principali sedi di ASPI e delle sue controllate in tutta Italia». Inoltre il piano prevede importanti investimenti per il miglioramento della gestione integrata del ciclo di vita delle infrastrutture, l’ammodernamento e l’ampliamento della rete per aumentare la sicurezza dei servizi digitali ai viaggiatori e il comfort del viaggio oltre all’aumento della produzione di energie rinnovabili. Al momento sul sito della società sono presenti diversi annunci di lavoro per diplomati e laureati tra i quali: Addetti Centro Monitoraggio Impianti, che dovranno verificare lo stato di deterioramento degli impianti ed attivare il personale operativo per gli interventi di manutenzione correttiva, collaborare con il personale specializzato per il ripristino delle funzionalità da guasto complesso e gestire gli ordini di lavoro; Assistenti alla Viabilità, che dovranno supportare le attività di ripristino delle normali condizioni di viabilità in caso di emergenza, verificare l’efficienza dei servizi/sistemi di soccorso interni ed esterni in caso di incidenti e gestire il personale impegnato in attività di viabilità; Tecnici Manutenzione Ordinaria, che dovranno fornire supporto tecnico-specialistico per l’analisi dei progetti, predisporre la documentazione di gara per la stipula di contratti esterni aventi ad oggetto attività di manutenzione ordinaria e gestire i contratti con le imprese esterne per i servizi di manutenzione ordinaria.

Per verificare tutte le posizioni aperte… 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_autostrade_1_21.html .

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Il 27 gennaio è la giornata della memoria e, anche per il 2021, i ragazzi della V A Liceo dell’Istituto Angioy hanno realizzato un cortometraggio “Vivere la Memoria” con l’obiettivo di non dimenticare quanto accadde nei lager. Il cortometraggio è stato condiviso da tutti gli studenti dell’istituto in due incontri a cui è seguito un interessante dibattito sull’argomento. Questi incontri sono per il nostro Istituto molto importanti, soprattutto, in un periodo dove secondo i dati dell’Eurispes ad oggi la percentuale di coloro che ritengono che la Shoah non sia mai avvenuta è del 15,6%.
I ragazzi che hanno realizzato il cortometraggio sono:
Sara Campus
Barbara Casu
Alessandra Esu
Alessia Fazio
Giorgia Flore
Nicole Mele
Alessandro Ursillo
Martina Vella
Coordinati dalla prof.ssa Franca Ghiani Franca e la dirigente scolastica Teresa Florio.

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In una lettera inviata in serata al ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Regione Christian Solinas ha chiesto l’immediata modifica dell’ordinanza del 22 gennaio scorso ed il ritorno della classificazione gialla per la Sardegna.

«In caso contrario – ha scritto il Presidente – saranno avviate azioni legali volte ad evitare ogni ulteriore danno ad un territorio già duramente provato dalla crisi.«
»La collocazione della Sardegna tra le Regioni ad alto rischio – prosegue il presidente Christian Solinas -, in ragione dell’incidenza dei contagi per 100mila abitanti, avrebbe certamente meritato maggiore ponderazione e condivisione, vista anche la mole di provvedimenti statali che le Regioni, con cadenze imprevedibili, sono tenute ad applicare con enormi sforzi interpretativi. Fino al 14 gennaio, la Sardegna era saldamente in zona gialla, e proprio il 14 gennaio si è deciso inopinatamente di abbassare sensibilmente le soglie di rischio per l’ingresso in zona arancione, con immediata esecuzione. Proprio a questa collocazione si è vista candidata, a nostro avviso immotivatamente, la Sardegna. I dati immediatamente precedenti a quella data, relativi all’incidenza epidemiologica, segnalavano evidenze migliori di molte altre regioni e un trend in miglioramento. La collocazione della Sardegna in arancione, dunque, – sottolinea il presidente della Regione -, appare immotivata, e nemmeno è possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla. I dati da noi trasmessi dopo essere stati tardivamente avvisati dal Ministero, prosegue, quelli pubblicati da Agenas e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l’ingiustizia del provvedimento adottato, tanto più che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l’indicatore RT non e’ mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione.»
«Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali. Nello spirito della leale collaborazione che deve guidare i rapporti tra Istituzioni, le chiedo dunque, di modificare l’ordinanza del 22 gennaio. In caso contrario – conclude Christian Solinas -, il dovere di tutelare gli interessi generali della Sardegna mi imporrà di intraprendere ogni azione in favore della mia terra.
Per la Sardegna, non è possibile accettare uno scenario così gravemente dannoso.»

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La diocesi di Iglesias piange un suo sacerdote. Nella notte appena trascorsa, è morto don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi e di Terresoli.

Don Marongiu era nato a Mutlangen (Germania) il 2 luglio 1968, fece il seminario minore ad Iglesias ed il maggiore a Cagliari, per gli studi nella Pontificia Facoltà teologica. Venne ordinato sacerdote da sua Ecc.za Mons. Arrigo Miglio, allora vescovo di Iglesias, nella sua parrocchia di origine, Narcao, il 10 agosto 1997.

Viceparroco a Carloforte con il compianto, don Lino Melis, fu successivamente viceparroco nella chiesa di Cristo Re, a Carbonia, e parroco della parrocchia San Narciso, in Serbariu. Venne, successivamente, inviato a Santadi e, da alcuni anni, era incaricato anche della parrocchia di Terresoli.

In tanti, appena appresa la notizia, anche attraverso i social, hanno espresso sentimenti di stima per don Giampiero e di vicinanza ai familiari per il lutto improvviso.

I funerali saranno celebrati giovedì 28 gennaio, alle ore 11.00, nella chiesa parrocchiale di San Nicola, in Narcao.

Guido Cadoni

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Sono 251 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 4.403 i test eseguiti.

Salgono a 37.647 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 564.745 tamponi di cui 6.877 antigenici rapidi. Il rapporto casi positivi-numero dei tamponi eseguiti segna per l’Isola un tasso di positività del 5,7%.

Si registrano 7 decessi (962 in tutto). Sono 471 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+3 rispetto al dato di ieri), 43 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.034. I guariti sono complessivamente 19.749 (+564), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 388.

Sul territorio, dei 37.647 casi positivi complessivamente accertati, 8.647 (+52) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.174 (+16) nel Sud Sardegna, 3.073 (+26) a Oristano, 7.572 (+48) a Nuoro, 12.181 (+109) a Sassari.

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Continua senza sosta il progetto di solidarietà sociale per la tutela sanitaria di persone fragili e per la protezione delle categorie di lavoratori che assicurano servizi essenziali e di pubblico interesse nell’ambito dell’emergenza Covid-19, nella Regione Sardegna denominato “Ad Adiuvandium”.

Il progetto, nato il 29 giugno 2020 a seguito della sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra la Rete di Solidarietà sociale “Ad Adiuvandum”, l’assessore regionale della Sanità e il Sottosegretario di Stato alla Difesa, con delega alla Sanità militare, dopo Cagliari, Maracalagonis, Assemini, Mandas, Quartu Sant’Elena, Ussana e San Sperate, approda a Sant’Antioco.

Domani, giovedì 28 gennaio 2021, l’Amministrazione comunale di Sant’Antioco, con la Rete di solidarietà sociale Ad Adiuvandum ed il supporto logistico delle Forze armate, coordinate dal Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, attiverà presso il Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di via Sabatino Moscati, l’hub per l’esecuzione dei test che saranno eseguiti sulla popolazione di Sant’Antioco nelle giornate del domani 28 gennaio e giovedì 4 febbraio 2021.

Le due giornate di screening sierologici tramite prelievo sanguigno destinati alla popolazione, effettuate con l’ausilio del personale militare dell’Esercito, con i volontari medici, infermieri e civili saranno estensibili a nuove date in base alle richieste che perverranno alla Rete di solidarietà sociale “Ad Adiuvandum”.

 

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Dopo la manifestazione sotto il Consiglio regionale dello scorso 12 gennaio culminato con l’incontro con i capigruppo in Consiglio regionale e la successiva convocazione del Presidente della Giunta regionale per il giorno 14 u.s. abbiamo creduto si fosse finalmente arrivati alla risoluzione della vertenza.

Nel corso dell’incontro era stata ribadita la centralità della Sotacarbo nel panorama scientifico regionale e nazionale, considerata oramai un’eccellenza; il Governatore si era impegnato per far si che entro breve tempo fossero formalizzati i passaggi per portare le quote della Regione dal 50 al 51 per cento e definire le procedure per garantire il fondo di dotazione necessario per il funzionamento del centro ricerche investimenti, cofinanziamenti.

Oltre a delineare, le caratteristiche del nuovo Presidente Sotacarbo, il Governatore Solinas aveva assunto l’impegno per trovare una soluzione rapida per la nomina e che sarebbe stata comunicata nella riunione successiva già convocata per il martedì 19 gennaio.

Purtroppo, ad oggi, nessun incontro, nonostante i ripetuti solleciti verso la segreteria della Presidenza, prima rinvii ora neppure quelli; con grande rammarico dobbiamo riscontrare, per ora, l’inaffidabilità della Regione Sardegna nella sua massima figura istituzionale.

Intanto, la situazione della Sotacarbo precipita, arrivano le prime ingiunzioni di pagamento e non sono più garantiti gli stipendi futuri oltre a tutti gli investimenti che determineranno la ricerca per i prossimi anni. Questa situazione è inaccettabile, oltre a richiamare il Presidente al senso di responsabilità ed al rispetto degli impegni assunti verso le lavoratrici e i lavoratori.

Lanciamo un appello alla conferenza capigruppo che avevano manifestato attenzione ed interesse verso la società.

Emanuele Madeddu (FILCTEM-CGIL Sardegna Sud Occidentale)

Gianrico Cuboni (FLAEI-CISL Sardegna)

Pierluigi Loi (UILTEC-UIL Sardegna)

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Ieri mattina si è svolto un incontro in videoconferenza alla presenza della sottosegretaria Alessandra Todde e dell’assessore regionale del Lavoro Alessandra Zedda, il responsabile del ministero del lavoro, le organizzazioni sindacali, l’azienda e Invitalia, per discutere degli ammortizzatori sociali per i lavoratori ex Alcoa. Nel corso dell’incontro, è stato evidenziato il problema relativo al pagamento della mobilità in deroga per i lavoratori per il 2021 e, preso atto della volontà del Governo di riconfermare anche per tutto l’anno appena iniziato l’ammortizzatore sociale, rimangono da definire i tempi ed il quantum per i lavoratori interessati. E’ stato avviato inoltre un consulto tecnico con l’Inps e con il ministero del lavoro per verificare la fattibilità della modifica della norma sugli ammortizzatori sociali in deroga per modificare l’importo e permettere la continuità del pagamento senza dover attendere tanti mesi come successo negli anni passati

Dalla prossima settimana si dovrebbe conoscere il parere dell’Inps, per verificare la fattibilità di quanto proposto.

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L’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, ha riferito nella Sesta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Domenico Gallus (Udc), sulle decisioni assunte dal ministero della Salute il 22 gennaio scorso e che hanno portato la Sardegna in zona arancione, con le conseguenti restrizioni in termini di spostamenti tra i Comuni e per ciò che attiene le limitazioni delle attività dei bar e dei ristoranti. Nella sostanza l’assessore ha ribadito il superamento, fin dall’indomani della firma dell’ordinanza ministeriale del 22 gennaio, delle criticità che hanno portato alla nuova e più penalizzante classificazione, determinata dal rapporto stilato dall’Istituto superiore di sanità e da cui discende la valutazione del rischio epidemiologico delle regioni in base a 21 differenti indicatori di rischio.

«La Sardegna – ha detto Mario Nieddu – è passata da zona gialla a zona arancione, perché il 19 gennaio ha registrato un aumento di focolai nelle Rsa e negli ospedali, a cui si sono aggiunti due ricoveri in più nei reparti di terapia intensiva (da 51 a 53) che hanno fatto superare il limite massimo del 30 per cento di occupazione dei letti con il respiratore.»

«Il giorno successivo alla firma del decreto Speranza – ha aggiunto il responsabile della Sanità – abbiamo attivato, come da programma, i trenta posti della terapia intensiva dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari e si è rientrati dunque ampiamente entro il tetto massimo di occupazione.»

L’assessore ha inoltre contestato le rigidità e l’automatismo con i quali si procede per l’attribuzione delle zone di rischio alle Regioni («fino al 12 gennaio scattavano le prescrizioni ora si va direttamente alle chiusure») ed ha ribadito la richiesta affinché siano modificate le decisioni che riguardano la Sardegna, riportando così l’Isola in zona gialla, senza attendete i 14 giorni di vigenza del decreto del 22 gennaio.

«Rilevo inoltre – ha concluso l’assessore della Sanità – che una certa elasticità nel valutare le aree di rischio è stata riservata invece ad alcune Regioni, come la Basilicata e il Molise, che sono rimaste in zona gialla pur registrando un indice di contagio (Rt) di molto superiore rispetto a quello della Sardegna.»

Nel corso del dibattito non sono mancate alcune sottolineature polemiche da parte dei consiglieri della minoranza che hanno evidenziato la correttezza dell’operato del ministro della Salute, Roberto Speranza, ed hanno lamentato i ritardi con i quali l’amministrazione regionale ha provveduto alla trasmissione dei dati relativi all’emergenza Covid, nonché una generale sottovalutazione dei limiti di occupazione dei reparti della terapia intensiva e dei posti letto in genere.

Francesco Agus (Progressisti) non ha nascosto i timori perché l’Isola possa restare in zona arancione per più di 14 giorni («bisogna capire se abbiamo il personale necessario per far funzionare le terapie intensive») ed Eugenio Lai (Leu) ha invece chiesto lumi sull’operato del “bed manager” e domandato copia della documentazione inoltrata all’assessorato sull’occupazione dei posti letto. Di una generale sottovalutazione dei rischi, ha parlato Gianfranco Ganau (Pd), che ha insistito anche sulla attendibilità scientifica dei 21 criteri dell’Iss per la classificazione dei rischi.

Annalisa Mele (Lega) ha difeso l’operato dell’assessore e riaffermato «il superamento delle criticità che hanno determinato il passaggio della Sardegna in zona arancione», mentre Rossella Pinna (Pd) ha ricordato «che il declassamento della Regione era annunciato» ed ha precisato che dei trenta posti della terapia intensiva inaugurati lo scorso sabato a Sassari, in realtà soltanto 14 risulterebbero di nuova attivazione. Antonello Peru (Udc-Cambiamo) si è soffermato sulle penalizzazioni che la zona arancione comporta per i baristi ed i ristoratori ed ha invitato l’assessore a garantire «maggiore attenzione ai numeri e ai parametri che determinano le decisioni del ministero».

Pierluigi Saiu (Lega) ha definito “statici” i criteri utilizzati a Roma ed ha bollato come “assurda” la scelta del Governo di non tener conto del miglioramento di tutti gli indicatori riferiti alla situazione Covid in Sardegna.

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«Grazie al proficuo lavoro svolto dagli Uffici, siamo riusciti ad anticipare la pubblicazione dell’Avviso a sportello per la concessione di sovvenzioni a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi, perfezionando il bando che consente la partecipazione ad una più ampia platea di destinatari.»

L’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, ha annunciato così l’anticipazione della pubblicazione del bando (R)esisto, rispetto ai termini prefissati del giorno 27 gennaio 2021. Tra le modifiche apportate viene evidenziato il contributo parametrato al costo del lavoro annuo, fino ad un massimo del 30 per cento, a condizione che sia mantenuto alla data del 30 giugno 2020, almeno il 40 per cento, e non più il 50 per cento, degli addetti e degli effettivi in servizio rispetto al medesimo periodo dell’anno 2019.

Obiettivo specifico, favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi attraverso l’erogazione di sovvenzioni a Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI), Grandi imprese, Lavoratori e lavoratrici titolari di Partita IVA residenti in Sardegna senza dipendenti, particolarmente colpiti dalla pandemia. La presentazione delle domande dovrà essere effettuata esclusivamente utilizzando l’apposito applicativo reso disponibile dalla Regione all’interno del Sistema Informativo del Lavoro e della formazione Professionale (SIL) al seguente indirizzo: www.sardegnalavoro.it. Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 2 febbraio 2021 e fino alle ore 23.59 del 12 febbraio 2021. Farà fede la data di invio telematico certificata dal SIL. Sarà inoltre possibile consultare le FAQ presentate dagli aventi diritto