26 June, 2026

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L’associazione “Le Rondini” garantirà il servizio di trasporto delle persone disabili al proprio seggio elettorale in occasione del referendum costituzionale confermativo relativo alla riduzione del numero dei parlamentari, che si svolgerà nelle giornate di domenica 20 e lunedì 21 settembre.
Il servizio verrà garantito ai cittadini disabili in possesso della certificazione medica rilasciata dalla competente Azienda Sanitaria.
I cittadini che vorranno usufruire del servizio dovranno comunicare la propria richiesta all’Ufficio Elettorale del comune di Carbonia nelle giornate di venerdì 18 settembre (dalle ore 15.30 alle ore 19.00) ed il sabato 19 settembre (dalle ore 9.00 alle ore 13.00) al numero di telefono 0781 694493.
L’operatore comunicherà al cittadino richiedente il numero dell’associazione “Le Rondini”.

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Ha preso il via sabato e domenica la nuova stagione calcistica regionale, con le partite del primo turno della Coppa Italia di Eccellenza e Promozione.
Le tre squadre sulcitane del girone A della Promozione, sono inserite in un mini girone eliminatorio. Ieri si sarebbe dovuta svolgere la partita Villamassargia-Monteponi, con il Cortoghiana a riposo, ma la partita è stata rinviata a causa della situazione in cui si trova il Villamassargia, i cui calciatori sono stati sottoposti tutti a tampone, dopo l’accertamento di un caso di positività. I primi tamponi sono risultati tutti negativi ma sono in corso ulteriori esami di verifica, prima della ripresa degli allenamenti.

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Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha diffuso la nota esplicativa ed interpretativa per l’attuazione delle ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da COVID-19 nel territorio regionale della Sardegna di cui all’ordinanza n. 43 dell’11 settembre 2020.

«Sono pervenute diverse richieste di chiarimenti interpretativi in ordine ad alcuni articoli contenuti nell’Ordinanza n. 43 dell’11/09/2020, che si rendono mediante la presente nota esplicativa. Giova, in primo luogo, precisare che l’ordinanza è prioritariamente rivolta al contrasto ed alla prevenzione della diffusione epidemiologica del Covid-19 in un momento di ripresa della curva dei contagi e di aumento dell’indice di trasmissibilità (Rt) che impone un nuovo punto di equilibrio nel contemperamento tra le esigenze di massima tutela sanitaria e le ragioni del sistema economico-produttivo, turistico e del legittimo esercizio dei diritti individuali. In tale ottica, mentre restano ferme le misure previste a livello nazionale per chi si muove per ragioni di lavoro o di salute o nell’esercizio di funzioni essenziali, si prevede un maggiore livello di controllo per chi intende entrare nell’Isola per finalità ludico ricreative o turistiche. Considerato che, dalle analisi epidemiologiche svolte per la ricostruzione delle catene di contagio, è emerso con chiarezza che la nuova diffusione virale è stata determinata in Sardegna dall’apertura dei flussi turistici, si è ritenuto indispensabile – mantenendo ferme le misure ordinarie di distanziamento personale, utilizzo delle mascherine, igienizzazione delle mani con soluzioni idroalcoliche, etc – prevedere un “filtro” in ingresso che non limita in alcun modo la libera circolazione delle persone ma incide sull’attività di screening ad ampio spettro dei soggetti positivi, anche asintomatici o paucisintomatici, consentendo di individuarli tempestivamente ai fini dell’applicazione dei protocolli sanitari in uso sull’intero territorio nazionale. Infatti, attualmente in Italia e nel Mondo una persona che risulti positiva al Covid-19 non solo non può imbarcarsi su navi o aerei ma non può nemmeno circolare sull’intero territorio nazionale. Pertanto, l’ordinanza non introduce alcuna ulteriore compressione dei diritti individuali costituzionalmente garantiti, ma si pone sul piano della prevenzione sanitaria consentendo un rilevamento più puntuale dei soggetti potenzialmente diffusivi del virus. Ciò, peraltro, soddisfa un preminente ed evidente interesse pubblico al contrasto della circolazione del Covid-19. Ciò premesso, l’art. 10 dell’Ordinanza, in particolare, prevede che i passeggeri che intendano fare ingresso nel territorio regionale, salve le categorie esplicitamente esentate ai sensi del successivo art. 12, sono invitate a presentare all’atto dell’imbarco e alternativamente: a) l’esito di un test per covid-19 – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbia dato esito negativo; b) la ricevuta di avvenuta compilazione, nell’ambito delle procedure di registrazione on line di cui all’art. 1 dell’Ordinanza, dell’apposita autocertificazione, ai sensi e per gli effetti di cui al DPR n. 445/2000, comprovante di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio regionale, ad un test sierologico, molecolare o antigenico, il cui esito è risultato negativo. A tal fine, si rammenta che oramai sull’intero territorio nazionale ed in Europa esistono centinaia di strutture pubbliche e private convenzionate che effettuano in tempi rapidi e senza alcuna complicazione test coerenti con le previsioni dell’Ordinanza. Qualora i passeggeri non abbiano potuto effettuare prima dell’imbarco il test e giungano sul territorio regionale sprovvisti delle anzidette certificazioni, l’Ordinanza prevede che gli stessi possano mettersi in regola entro le 48 ore successive, secondo una delle seguenti modalità: a) comunicando immediatamente il proprio arrivo all’azienda sanitaria competente ed accettando di sottoporsi a tampone, nelle more dell’esito del quale si impegnano ad osservare l’isolamento domiciliare fiduciario, che verrà meno solo all’atto dell’eventuale esito negativo dello stesso; b) accettando di sottoporsi ad uno dei test effettuati direttamente presso le postazioni eventualmente allestite nei porti e negli aeroporti di arrivo; c) effettuando un test presso le strutture o i punti di prelievo accreditati, di cui alla determinazione del DG Sanità n. 666 del 03/09/2020 (consultabili sul link https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_422_20200804092506.pdf) e comunicando il relativo esito; d) effettuando un test sierologico, anche qualitativo, presso la struttura di destinazione il cui esito sia certificato da un medico abilitato e trasmettendolo alla direzione generale dell’Assessorato dell’igiene e sanità della Regione Sardegna. Il costo sostenuto per l’effettuazione dei test in argomento sarà rimborsato dalla Regione autonoma della Sardegna dietro presentazione di regolare ricevuta, secondo termini e modalità definiti con deliberazione della Giunta regionale, che sarà consultabile sul sito istituzionale www.regione.sardegna.it. Resta fermo che, ai sensi dell’articolo 12 della medesima Ordinanza, sono esclusi da tale obbligo: a) le persone che viaggiano su navi e aerei per comprovati motivi di lavoro o di salute; b) gli equipaggi dei mezzi di trasporto; c) i soggetti appartenenti ad organi costituzionali o addetti a servizi pubblici essenziali nell’esercizio delle rispettive funzioni (sanitari, forze dell’ordine, forze armate); d) i soggetti inquadrabili in tutte le altre ipotesi previste all’art. 6, commi 6 e 7 del DPCM 7 agosto 2020, in coerenza a quanto disposto dal comma 3 dell’art.1 del DPCM 7 settembre 2020. Sono altresì esclusi dall’applicazione i minori di anni 10, nonché le persone in uscita dalla Sardegna e che vi facciano rientro entro le 48 ore. Nell’articolo 11 dell’Ordinanza, infine, per mero refuso – come è peraltro desumibile da una lettura sistematica del testo – è stata editata la parola “imbarco” in luogo di “sbarco”. Pertanto, il periodo de quo si interpreta correttamente nel senso che “Le società di gestione aeroportuale, l’Autorità di sistema del mare di Sardegna, le Direzioni marittime, le Capitanerie di porto e i gestori dei porti, per quanto di rispettiva competenza, sono tenuti a verificare che i passeggeri all’atto dello sbarco siano muniti della certificazione di cui all’art. 1,…»

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«Siamo ormai a poche ore dall’applicazione dell’ultima ordinanza del presidente della Regione ed è panico totale. Non è dato sapere quando verrà emessa l’annunciata “circolare esplicativa “, che vista la situazione poco chiarirà. È necessario che attorno alla questione accessi in Sardegna si fissi un punto fermo e cessi la corsa all’inutile propaganda così come dichiarato dal ministro Boccia che invita la Regione Sardegna al rispetto delle regole e alla condivisione delle strategie per il contenimento della pandemia.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«Il momento è ancora molto difficile, le istituzioni, in primis la Regione, devono dare regole certe e applicabili e non inventarsi modalità che generano sono caos – conclude Emanuele Cani -. Il presidente Christian Solinas concordi con il Governo nazionale un provvedimento che rispetti la legge e che possa essere applicato.»

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«Il ministro Boccia bene farebbe a chiarire come e perché i cittadini sardi siano discriminati in alcune regioni senza che il Governo abbia detto una parola. Lazio, Campania e Puglia hanno adottato ordinanze che impongono a chi rientra dalla Sardegna il tampone e la quarantena. E’ di oggi la notizia di una famiglia sarda con bambini, che riconosciuta all’ingresso dello zoo di Roma per via della nostra lingua, è stata fermata e le è stato impedito l’accesso sulla base di disposizioni amministrative della Regione Lazio, per paura che potesse contagiare gli animali. E su questo il Governo di Boccia, quello che si dichiara “vicino alla Sardegna” , non ha avviato nessuna istruttoria, nessuna verifica di legittimità costituzionale, non ha nemmeno sentito il bisogno di chiedere scusa.»

Il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha risposto così alle dichiarazioni rese dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.

«Abbiamo subito dalla metà di Agosto un attacco politico e mediatico senza precedenti nei confronti della Sardegna da parte di Regioni del centrosinistra, che hanno creato un danno enorme all’immagine dell’Isola volendola rappresentare come epicentro della nuova ondata di Coronavirus. Ora ha aggiunto il Governatore sardo“stranamente” lo stesso leitmotiv viene ripreso dal Ministro Boccia con una inaccettabile mistificazione della realtà. Basti vedere i numeri diffusi oggi dallo stesso Governo per smentire le sue parole e comprendere chi stia facendo propaganda sulla pelle dei sardi: su 1.458 nuovi casi in Italia, solo 33 sono segnalati in Sardegna mentre il Lazio e l’Emilia sono a 143 e la Campania a 122. E il problema saremmo noi? Boccia addirittura afferma che solo in Sardegna i protocolli nazionali non funzionerebbero ma dimentica di sottolineare che nel resto d’Italia stanno funzionando talmente meglio che ci sono 37.105 casi attuali contro i nostri 1.404, la cui genesi epidemiologica è interamente riconducibile a casi d’importazione o di ritorno.»

«L’indagine epidemiologica nazionale ha certificato che con il più basso indice di sieroprevalenza del Paese, pari a 0,3, fino a luglio la Sardegna non ha avuto circolazione virale – ha rimarcato il presidente della Regione -. Avevamo chiesto di preservare questa situazione attraverso un sistema di controlli che il Governo non ha voluto accettare ed in particolare il ministro Boccia ha osteggiato in qualsiasi modo a favore di una riapertura senza filtri della circolazione di persone in tutto il territorio nazionale e dall’estero. Risultato: i grandi flussi turistici registrati in Sardegna, con oltre 10 milioni di presenze, hanno riportato il virus e favorito la sua diffusione, che abbiamo comunque affrontato in maniera ordinata e tempestiva con il nostro servizio sanitario regionale.»

«La proposta di accordo con la sola Regione Lazio, che non abbiamo accettato, era a dir poco paradossale: proponeva i controlli ( che in quel caso sarebbero stati inspiegabilmente “costituzionali” ) solo lungo le rotte marittime tra porti sardi e Civitavecchia, lasciando che sul resto delle linee via mare ed in tutti gli aeroporti la gente potesse continuare ad entrare in Sardegna senza controllo – ha sottolineato Christian Solinas -. L’ordinanza non parla di alcun passaporto sanitario. Anche questa volta è la propaganda di regime che cerca di mistificare il nostro modello per contrastarlo, esattamente come ha fatto con i numeri dei positivi: abbiamo assistito ad annunci di positivi in un camping dati a reti unificate prima ancora che fossero effettuati i test di laboratorio, che hanno certificato l’esatto opposto. Si è creato un caso nazionale su un noto locale della Costa Smeralda, attribuendogli oltre 60 casi positivi mentre i dati ufficiali ci dicono che erano 32 e, soprattutto, lascia sgomenti come tutta la comunicazione si sia concentrata su questo mentre nelle stesse ore venivano registrati 133 casi positivi in una discoteca di Cervia. Stranezze di una propaganda geopoliticamente selettiva.»

«I pasticci e la propaganda non appartengono certo all’operato della Regione Sardegna ma suggerisco cristianamenteha concluso il presidente Christian Solinas -, a chi rivolge queste accuse di indagare dentro il proprio occhio, perché ne trarrebbe nuove e più corrette consapevolezze.»

 

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Il ministro per gli Affari generali e le Autonomie, Francesco Boccia, interviene sul decreto approvato dal governatore Solinas per contrastare e prevenire la diffusione del Coronavirus.

«Sulla Sardegna c’è tanta propaganda politica e le conseguenze rischiano di pagarle i cittadini sardidice il ministro Francesco Boccia -. Sui test la Regione Sardegna ha rifiutato diverse volte di sottoscrivere un accordo con la Protezione civile ed il ministero della Salute, rinviando senza motivi. Il Governo è sempre a totale disposizione della comunità sarda ma fare propaganda su un passaporto che non c’è, che non può esistere, è molto grave. Il passaporto sanitario non c’entra nulla con la reciprocità dei test in ingresso e in uscita che abbiamo più volte proposto e organizzato con la stessa regione Lazio. Quella proposta era semplicemente una richiesta di forte assistenza inoltrata al ministro della Salute per la Sardegna e il Lazio per mettere in campo tutte le misure adeguate per prevenire e bloccare la diffusione del contagio. Peraltro avevamo proposto che l’iniziativa si estendesse anche ad altre Regioni con legami frequenti attraverso i porti per evitare assembramenti rischiosi.»
«In questi mesi abbiamo organizzato test ovunque e fornito a richiesta test d’ingresso ogni tipo in caso di esigenza a partire da quelli molecolari e assicurato anche attraverso la Protezione civile qualsiasi supporto; la Regione Sardegna avrà sempre il nostro supporto ma deve chiarirsi le idee su cosa fare aggiunge Francesco Boccia -. Non esiste una ‘soluzione sarda’ al Coronavirus, ma azioni sinergiche tra Stato e Regioni per bloccare la diffusione del contagio.»

«La Sardegna è l’unica Regione italiana che ha avuto problemi con le linee guida nazionali approvate all’unanimità anche dalla stessa Sardegna; le regole funzionano ovunque tranne in Sardegna o si fa propaganda sulla pelle dei sardi? Il nostro obiettivo è sempre e solo garantire la massima sicurezza. In questi mesi tra Stato e Regione abbiamo sempre lavorato per trovare accordi di varia natura sulle entrate, sui trasporti, sul federalismo fiscale, la Regione Sardegna ha avviato da marzo un’importante collaborazione con il ministero della Difesa e la sanità militare; arrivare allo scontro adesso su un’ordinanza in materia di Covid-19, dopo i mesi passati a lottare fianco a fiancoconclude Francesco Boccia -, rischia soltanto di far strumentalizzare politicamente l’emergenza sanitaria.»

Sono 33 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati in Sardegna nelle ultime 24 ore. Salgono a 2.874 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. Dei 33 nuovi casi, 21 sono stati rilevati attraverso attività di screening e 12 da sospetto diagnostico.  Resta invariato il numero delle vittime, 140.

In totale sono stati eseguiti 158.080 tamponi, con un incremento di 1.252 test rispetto all’ultimo aggiornamento. Sono invece 80 i pazienti ricoverati in ospedale (+18 rispetto al dato di ieri), mentre è invariato il numero dei pazienti (14) attualmente in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 1.310. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.323 (+8) pazienti guariti, più altri 7 guariti clinicamente.

Sul territorio, dei 2.874 casi positivi complessivamente accertati, 478 (+5) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 288 nel Sud Sardegna, 150 a Oristano, 250 (+8) a Nuoro, 1.708 (+20) a Sassari.

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Il Carbonia Calcio ha ufficializzato il tesseramento di quattro giovani Under provenienti da società professionistiche. Si tratta di Fabio Fredrich classe 2002, Mattia Mura classe 2003 e Daniel Pischedda classe 2003, provenienti dal Cagliari Calcio e Lorenzo Isaia, proveniente dalla Lodigiani, reduce dal prestito alla Roma.

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«Come movimento politico liberale, chiediamo urgentemente al presidente della Regione Sardegna Solinas di sospendere l’ordinanza n° 43, perché inapplicabile in termini pratici, per mancanza di adeguate strutture sanitarie atte ad eseguire i test della positività sul Covid-19. L’ordinanza, così come è formulata, non protegge la Sardegna ma, al contrario, danneggia l’isola e i Sardi.»

Lo scrive, in una nota, Tore Piana, coordinatore del movimento politico Liberale “Energie Per L’Italia”.

«Quando si prendono dei provvedimenti di questo tenore – conclude Tore Piana – occorre verificarne la fattibilità ed il rispetto con le restanti norme, occorre evitare di fare annunci che poi non possono essere posti in essere, per mancanza di strutture e mezzi

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51 nuovi casi di Covid-19 sono stati accertati in Sardegna, nelle ultime 24 ore. Salgono a 2.841 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. Dei 51 nuovi casi, 30 derivano da attività di screening e 21 da sospetto diagnostico. Si registra una nuova vittima nella provincia di Sassari: un uomo di 70 anni, ricoverato in terapia intensiva e con gravi patologie pregresse. I decessi sono 140.
In totale sono stati eseguiti 156.828 tamponi, con un incremento di 1.964 test rispetto all’ultimo aggiornamento. Sono invece 62 i pazienti ricoverati in ospedale (+1 rispetto al dato di ieri), mentre è di 14 (+2) il numero dei pazienti attualmente in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 1.303. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.315 (+8) pazienti guariti, più altri 7 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 2.841 casi positivi complessivamente accertati, 473 (+7) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 288 (+6) nel Sud Sardegna, 150 (+7) a Oristano, 242 (+5) a Nuoro, 1.688 (+26) a Sassari.