15 August, 2026

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Il campionato mondiale 2020 di motociclismo si sviluppa su 13 gare da disputarsi in 4 mesi. Le prime due sono state corse a Jerez, in Andalusia, una città a 12 km dall’Oceano Atlantico, e a 85 km da Gibilterra. E’ una provincia bellissima fin dai tempi della dominazione moresca.
Nel corso della prima gara, il campione del mondo in carica Marc Marquez ha fatto un capitombolo a 149 km orari, in curva. Ha volato in alto come un proiettile. Durante quel secondo di volo si è attivato l’air-bag della tuta che gli ha evitato di sfracellarsi; tuttavia, mentre il corpo planava a terra, il braccio destro, disteso in avanti a protezione, è stato investito dalla ruota anteriore della moto, che a sua volta volava un po’ dietro di lui. Miracolosamente il danno si è limitato ad una frattura scomposta della parte lunga dell’omero.
Marc Marquez fa parte della scuderia della Honda. Gli altri atleti corrono per altrettante case produttrici di motociclette. Il gruppo è costituito da un capitale umano ed economico pregiatissimo del mondo motociclistico e gode di tutele di alto livello. Viene seguito, ovunque si muova, da una “Clinica mobile” che si prende cura dell’integrità dei loro corpi, data l’alta esposizione agli incidenti. Per la parte traumatologica, il gruppo di atleti è stato curato, fino a poco tempo fa dal mitico dottor Claudio Costa. Attualmente, il responsabile medico traumatologo è il dottor Xavier Mir, che esercita nella Dexeus University di Barcellona.
Il dottor Mir, dopo aver ridotto la frattura ed immobilizzato il braccio, ha sistemato Marc Marquez su un aereo e l’ha portato nella sua Università a Barcellona. Lì, lo ha operato 48 ore dopo l’incidente.
Il paziente non aveva sintomi neurologici alla mano. Muoveva bene dita e mano, sia in estensione sia in flessione, ed era capace di eseguire una presa e rilasciare. Non aveva disturbi ai movimenti del pollice e non presentava disturbi sensitivi. La clinica dimostrava che tutt’e tre i nervi importanti del braccio erano integri (radiale, mediano, ulnare). Il nervo che in questi casi corre più pericoli è il nervo radiale. Questo nervo, ad un certo punto, corre lungo un solco osseo e si rompe quando la rima di frattura è vicina. Allora il guaio è serio. Compaiono disturbi sensitivi e difficoltà ad aprire la mano; fatto che compromette la capacità di manipolare i comandi nel manubrio della moto. In tali casi, è necessario preparare chirurgicamente i due monconi di nervo e procedere alla “riunione fascicolare microscopica”. Il recupero avviene, se l’intervento riesce, in 6 mesi. Comunque, prima dell’intervento, non c’erano sintomi da compromissione del nervo radiale.
A questo punto, parole di Xaver Mir: «Si poteva ricostruire la continuità dell’osso inserendo nel suo canale interno un chiodo endomidollare di titanio», oppure si poteva applicare una placca in titanio da avvitare su un lato dei monconi. Il dottor Xavier Mir ha optato per la seconda scelta: ha praticato un’ampia incisione sul versante postero-laterale del braccio; ha isolato il nervo radiale; poi ha fissato con 10 viti una lunga placca di titanio direttamente alla parte esterna dell’omero fratturato, raddrizzandolo. Quindi ha fissato un frammento osseo, che si era staccato, con due viti ai monconi maggiori. In tutto 12 viti. Con questa tecnica si vuole che la placca funga da “stampella” all’omero e, su questa guida si formi il callo fibroso, e poi osseo. Si paga, tuttavia, il prezzo di un ampio taglio e 12 viti che, perforando l’osso, lo indeboliscono intaccandone la continuità strutturale.
E’ stata una buona scelta? Secondo la “AO Trauma Foundation” lo è stata. Secondo il mitico Claudio Costa, no. Lui l’aveva detto subito: «…per accelerare i tempi di recupero bisognava intervenire con un chiodo endomidollare, non con una placca. […] Avrei consigliato di rischiare un po’ e di mettere un chiodo, per fare un impianto più affidabile dal punto di vista della traumatologia motociclistica. Probabilmente, hanno pensato che con una placca più grande e più viti, l’impianto potesse tenere; me lo auguro. Il chiodo, probabilmente, viene tenuto come emergenza in caso di malaugurata sfortuna».
E la “sfortuna” c’è stata. Dopo 3 giorni dall’intervento Marc Marquez è salito in moto, per fare un giro di prova, e la placca si è rotta. Alla fine del giro, il campione non sentiva più la mano. Brutto segno di compromissione dei nervi del braccio. Adesso il braccio è inutilizzabile.
Dalla radiografia si vede chiaramente che la placca, con le sue 12 viti, non può dare la certezza dalla guarigione senza altre rotture in caso di banali cadute. E si vede chiaramente che, invece, il chiodo endomidollare, mostrato nella radiografia di un altro paziente fratturato di omero, operato a Carbonia, dà più sicurezza. Se il povero Marc Marquez si fosse fratturato l’omero nei tornanti del Sulcis Iglesiente sarebbe stato operato da noi con l’inserimento di un solido “chiodo endomidollare”, ma ad una condizione: avrebbe dovuto aspettare in “lista d’attesa” per 8-10 giorni, come tutti, perché da un po’ di tempo i nostri Ospedali sono carenti di Anestesisti ed Ortopedici. E bisogna aspettare. Ma Marc Marquez non aspetta.
Questa della “lista d’attesa” è un problema che non riesce ad entrare nella testa dei politici che ci hanno governato e di quelli che ci governano ora. L’umiliazione delle “liste d’attesa” viene subita da tutti con una rassegnazione tipica dei sardi, sopravvissuti a secoli di dominazioni straniere.
Però, pochi giorni fa, abbiamo avuto il fulgido esempio di un sarda che non si è rassegnata ad aspettare i tempi della assistenza ospedaliera: si tratta della bambina di Calasetta che, dopo una corsa non ha atteso ed ha preferito nascere in macchina prima di arrivare al CTO d’Iglesias.
Certamente questo non sarebbe successo se il Reparto di Ostetricia si fosse trovato ancora a Carbonia, che si trova a 27 km da Calasetta, e non a 50 km come è invece il CTO di Iglesias. Pertanto, non ce l’ha fatta.
Quattro anni fa il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Carbonia venne soppresso. Quel taglio, attuato nell’assurda credenza che dovesse tradursi in un risparmio, in realtà si è trasformato nello immiserimento dell’Ospedale e nell’aggravio di spese per le famiglie. Alcune portano le gravide a termine ad Iglesias, ma le più ricorrono agli Ospedali di Cagliari, spendendo più soldi e facendo più sacrifici. Questo assurdo allungamento della percorrenza per raggiungere i Servizi Ospedalieri equivale, per sofferenza e spese, all’allungamento delle “liste d’attesa”.
La fantastica bambina di Calasetta ha rotto l’incantesimo: ha dimostrato che si può nascere secondo i ritmi della natura. La “Burocrazia sanitaria” con lei non ha vinto.
Tanti Auguri alla bambina calasettana, al povero Marc Marquez, e anche a noi.

Mario Marroccu

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Sabato 8 agosto il festival culturale Liberevento, organizzato dall’associazione Contramilonga, avrà ospite Alessandro Cecchi Paone, giornalista, conduttore televisivo e divulgatore scientifico.

L’appuntamento è alle 22.00 alla Torre sabauda di Calasetta dove, in dialogo con il giornalista Carlo FlorisCecchi Paone ripercorrerà le pagine del suo libro “Dieci vite per la scienza (Rubettino 2012), in cui sono raccolte le interviste dell’autore alle più grandi menti italiane nel campo della scienza e della tecnologia.

L’incontro sarà seguito da Gene mangia gene, di e con Rita Atzeri. Si tratta di uno spettacolo bilingue in italiano e sardo campidanese in cui, tra una caustica ironia, si riflette sugli alimenti che mettiamo a tavola.

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«Reputo necessario informare la comunità del fatto che il virus si è materializzato anche nel nostro Comune. In base ai dati dell’Ats sono, infatti, attualmente 3 i quartesi positivi, 2 dei quali in isolamento domiciliare e 1 ricoverato in ospedale. La situazione è comunque sotto controllo e le autorità sanitarie si sono occupate, come da protocollo, di avvertire sia i familiari che tutte le persone entrate in contatto con le persone attualmente positive.»

Ad annunciarlo è stato il sindaco di Quartu Sant’Elena, Stefano Delunas, che aggiunge: «Questi contagi devono fungere da monito. La pandemia non è infatti terminata e bisogna continuare a osservare tutte le misure anti-contagio prescritte, in particolare il distanziamento sociale e l’utilizzo della mascherina negli spazi al chiuso. Abbiamo saputo limitare i contagi anche nel periodo critico e sono fiducioso sul fatto che continueremo ad assumere comportamenti responsabili, necessari per il bene nostro e del prossimo».

Antonio Caria

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Sono tutti negativi i primi 20 tamponi eseguiti ieri a Carloforte, disposti tra le persone venute a contatto con i tre giovani risultati positivi al Coronavirus negli ultimi giorni. Ora è atteso l’esito di altri 19 tamponi eseguiti. Ne ha dato comunicazione, questa sera, il sindaco di Carloforte, Salvatore Puggioni che ha ribadito l’infondatezza delle notizie circolate in base alle quali i tre giovani risultati positivi al tampone, avrebbero trascorso una serata in discoteca.

«Precauzionalmente ho disposto la chiusura delle discoteche e la sospensione di tutti gli eventi che potrebbero provocare pericolosi assembramenti ha detto Salvatore Puggioni -, è una fase molto delicata, nella quale bisogna assolutamente rispettare le misure di prevenzione, distanziamento fisico di almeno un metro, uso della mascherina e lavaggio frequente delle mani. La situazione è sotto controllo ma le norme vanno sempre rispettate.»

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Venerdì 7 agosto 2020, ore 17.30, Stadio Comunale “Carlo Zoboli”: inizia la preparazione del Carbonia in vista della stagione agonistica 2020/2021 in serie D. E’ una squadra quasi interamente nuova, rispetto a quella protagonista della straordinaria stagione 2019/2020 culminata con il doppio trionfo della conquista della Coppa Italia di Eccellenza regionale e della promozione in serie D, sotto la guida tecnica di Andrea Marongiu. E’ nuovo il direttore sportivo, Andrea Colombino; è nuovo il tecnico, Marco Mariotti; sono nuovi quasi tutti i calciatori, ben 14, finora tesserati; due soli, al momento, i confermati: Nicola Serra, centrocampista, classe 1999; Fabio Mastino, esterno difensivo, classe 2001.

Alla vigilia del primo giorno di preparazione, abbiamo intervistato il nuovo tecnico, Marco Mariotti.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10223645768800200

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C’era anche il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, oggi all’incontro sul progetto di eolico offshore prospiciente alle coste della Sardegna sud occidentale. Anche da parte di Emiliano Deiana, a nome anche di tutti i sindaci sardi, è arrivato un secco no.

«Una posizione di contrarietà ha aggiunto Emiliano Deianache va espressa non solo su una linea politica, ma ponendo in evidenza criticità tecniche, giuridiche e socio-economiche. Una contrarietà che va espressa senza tentennamenti e senza “aperture” perché significherebbe trasformare il mare sardo in una preda che ne trasformerebbe in via definitiva il valore paesaggistico e ambientale e danneggerebbe in maniera irreparabile altri settori economici che faticosamente si stanno affermando in Sardegna.»

«Auspichiamocosì ancora Emiliano Deianaun’espressione unanime del Consiglio Regionale e del sistema delle autonomie locali perché serve una grande unità istituzionale per affermare le giuste regione della Sardegna nei confronti dello Stato italiano.»

«Essere contrari all’eolico offshoreconclude Emiliano Deiananon significa essere contrari alle energie rinnovabili e alla transizione energetica prevista dagli accordi di Parigi, bensì ha il significato creare un modello energetico sardo che abbia un’orizzonte reale verso le rinnovabili a cui la Sardegna è particolarmente vocata è un ruolo pubblico nella produzione dell’energia da fonte rinnovabile.»

Antonio Caria

Nella foto di copertina, Emiliano Deiana con i sindaci di Buggerru Laura Cappelli e di Iglesias Mauro Usai

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La squadra di pronto intervento “5A” del distaccamento vigili del fuoco di Iglesias è intervenuta nella tarda mattinata di oggi, intorno alle ore 13.00, in via Oristano, a Iglesias, per l’incendio di una canna fumaria della cucina di un’osteria.
I vigili del fuoco giunti sul posto con un’APS, hanno delimitato l’area e provveduto ad effettuare le operazioni di spegnimento raffreddamento e messa in sicurezza della struttura e dell’interno del locale. Nessuna persona è rimasta coinvolta, la squadra dei vigili del fuoco di Iglesias ha evitato la propagazione delle fiamme alla struttura e limitato i danni.

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La Parrocchia di San Ponziano ha organizzato, con il patrocinio del comune di Carbonia, i festeggiamenti in onore del nostro Patrono, che avranno inizio lunedì 10 agosto e culmineranno il 13 agosto, alle ore 19.30, con la Santa Messa Solenne animata dalla musica della nota cantante sarda Maria Giovanna Cherchi, che si esibirà all’aperto in piazza Roma in uno spazio delimitato nel rispetto delle norme di prevenzione anti-Covid.

Lo spazio avrà una disponibilità di posti contingentata (pari a un massimo di 400 sedie), pertanto è necessaria la prenotazione al numero 347.2878203, come indicato nella locandina allegata.

La Festa di San Ponziano del 13 agosto sarà preceduta da un Triduo (10-11-12 agosto), con l’aiuto delle meditazioni di don Francesco Mannu, diacono che il 5 settembre diventerà sacerdote.

 

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Il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, ha disposto la chiusura degli Uffici comunali nella giornata di lunedì 10 agosto 2020. La decisione scaturisce dalla necessità, nell’ambito della più generale riduzione della spesa pubblica, di adottare provvedimenti tesi al contenimento del consumo energetico, da perseguirsi in particolari periodi dell’anno caratterizzati da riduzione dell’accesso ai servizi comunali da parte dell’utenza, e della correlata contrazione del numero di unità di personale in servizio in concomitanza con la fruizione delle ferie del personale.

I dirigenti competenti garantiranno i servizi pubblici essenziali.