27 June, 2026

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Non si ferma la protesta degli studenti universitari di Cagliari. «Con la “riapertura” del servizio mensa, ancora una volta ci sentiamo presi in giro dall’ERSU – si legge in una nota -.Dal primo luglio, stando a quanto comunicato dal sito ufficiale, il servizio ci verrà infatti erogato in formato da asporto, presso la mensa di via Trentino, l’unica che per il momento riaprirà e verrà usata soltanto come punto di ritiro. Nel menù pubblicato sul sito, è previsto soltanto pane, cibo in scatola e affettato preconfezionato, in violazione alle più basilari regole di sana alimentazione, mentre le cucine delle case – secondo quanto ci è stato finora comunicato – saranno chiuse in conformità dei protocolli proposti dall’ente ad ATS.»

«Sono ancora sconosciuti i tempi e le modalità di rientro nelle Case dello Studente, né ci sono notizie sull’indennizzo richiesto per rimborsare i canoni affitto già detratti e anticipati, mentre i lavoratori delle mense restano a casa senza lavoro e senza stipendio aggiungono gli studenti -. Chiediamo che l’ente ponga fine a questa ennesima farsa! A nome di tutti gli studenti universitari, chiediamo che questo Consiglio d’Amministrazione, a cominciare dal suo Presidente, presenti le proprie dimissioni, ammettendo la propria incapacità a risolvere i nostri problemi e a tutelare i nostri diritti.»

Il comune di Sant’Antioco ha pubblicato l’avviso per la realizzazione del progetto “Street Art e riqualificazione urbana”una delle azioni rientranti nel più ampio “Museo Diffuso”, il cui obiettivo principale è dare una nuova immagine ad angoli del centro città ma anche ad alcune aree periferiche in attuale stato di abbandono e degrado, migliorando il paesaggio e il decoro urbano grazie all’espressione artistico-creativa dei partecipanti: artisti professionisti o emergenti, scuole e associazioni. La direzione artistica è affidata a Giorgio Casu, sardo di San Gavino Monreale, di comprovata fama ed esperienza internazionale, esecutore di murales in Messico e Sardegna ma anche a Miami, New York, Los Angeles, Costa Rica, Serbia, India e Australia.

L’avviso pubblicato dagli Uffici, reperibile nel sito istituzionale www.comune.santantioco.ca.it, è proiettato verso l’affidamento degli spazi ed è finalizzato unicamente alla raccolta di manifestazioni di interesse da parte dei soggetti interessati ad una partecipazione attiva al progetto, all’interno del quale sono previste differenti tipologie di intervento, per le quali verranno predisposti appositi elenchi per l’affidamento degli spazi. Al fine di favorire la cittadinanza attiva, si offre la possibilità ad associazioni, gruppi di cittadini e comitati di quartiere regolarmente costituiti, di presentare proposte legate ad eventi, progetti e iniziative extra. Gli interessati sono invitati a compilare e sottoscrivere l’apposito allegato, corredato dalla relativa documentazione richiesta, indicando le azioni che si intendono realizzare, il bozzetto dell’opera da proporre unitamente ad una proposta delle aree da destinare a tali iniziative, individuate nel Catalogo degli Spazi Disponibili. Tale proposta potrà essere accettata, sostituita o modificata se non ritenuta idonea dalla Commissione. Nel caso in cui il richiedente necessiti di materiale e attrezzatura per la realizzazione dell’opera, dovrà essere corredato da un preventivo di spesa dettagliata che indichi quanto necessario per la realizzazione della stessa (codice colore, quantità, dimensioni).

La concessione dello spazio espositivo rilasciata dalla Commissione è della durata di un anno. L’artista è tenuto a realizzare l’opera entro tre mesi dall’assegnazione dell’area. Le manifestazioni d’interesse dovranno essere inviate e fatte pervenire, entro le 10.00 del 30/07/2020 in formato cartaceo presso l’ufficio protocollo del comune di Sant’Antioco o tramite PEC all’indirizzo protocollo@comune.santantioco.legamail.it .

 

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Is Molas Resort riapre la stagione estiva e lo fa all’insegna della sicurezza, ma anche di imperdibili promozioni e novità. “Unlimited Golf Summer 2020” prevede una settimana intera di golf illimitato, per un soggiorno con Green Fee incluso nel prestigioso Circolo di Golf Is Molas, considerato tra i migliori tracciati d’Europa.

Inoltre, grazie all’Early Booking che garantisce uno sconto esclusivo valido per prenotazioni effettuate fino al 15 luglio sarà più facile concedersi il lusso di vivere l’experience all’interno di un’opera d’arte, in una delle ville disegnate da Massimiliano e Doriana Fuksas

In quel paradiso di macchia mediterranea che si trova alle pendici del Parco di Gutturu Mannu, la foresta di lecci più antica ed estesa del Mediterraneo, le ville rappresentano dei preziosi gioielli abitativi, minimali e al contempo ipertecnologici, una costellazione di sculture arricchite da servizi di altissima conciergerie.

Is Molas Resort è un complesso residenziale di lusso di cui fanno parte il comfort hotel 4 stelle con il suo apprezzato ristorante Le Ginestre, e il Circolo Golf Is Molas, un campo 27 buche riconosciuto tra i migliori d’Europa.

Il resort, oggetto di un costante upgrade, si appresta a vivere una stagione all’insegna della rinascita, con numerose novità, come la riqualificazione del “comfort” Hotel 4 stelle, posizionato accanto al campo da Golf e dotato di ampia piscina e ristorante.

Nuovissima anche l’esclusiva area lounge “La19”, composta da uno spazio ristorante, pool&cocktail bar e ampi spazi dove ospitare musica live: un originale palcoscenico naturale dove assistere a raffinati concerti sotto le stelle, una location tutta da scoprire, dove deliziarsi delle prelibatezze ideate dallo chef Ivano Congiu, esperto in cucina mediterranea creativa.

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Carbonia potenzia il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Sale a 30 il numero di contenitori per la raccolta di indumenti usati. Dopo quelli installati nel giugno 2019, nelle scorse giornate sono stati posizionati altri 5 contenitori di abbigliamento e prodotti tessili nelle seguenti vie:

Via Mazzini (angolo di via Roux);
Via Lubiana (presso ASVOC);
Via Bellini;
Via Umbria;
Cortoghiana (presso Circoscrizione).

Il servizio, curato dalla De Vizia, prevede una raccolta con frequenza settimanale. A seconda del loro stato, gli indumenti potranno essere rimessi nel circuito della vendita oppure riciclati per il recupero delle fibre tessili.

Di seguito pubblichiamo l’elenco completo delle vie ove sono presenti i raccoglitori:
n. 2 a Cortoghiana (presso Circoscrizione);
Piazza Santa Barbara a Bacu Abis;
Piazza Olivastro a Barbusi;
Viale Trento (presso SerD);
Via Lubiana (presso bar incrocio con via della Vittoria);
n. 3 in Via Mazzini-angolo via Roux;
Via Nicotera (in prossimità della scuola);
Via San Giorgio;
Piazza 1° Maggio;
Via Logudoro;
n. 2 in piazza Iglesias;
Piazza Santa Rita a Medadeddu;
Via Fertilia;
Piazza Repubblica;
n. 2 in via Santa Caterina (presso parcheggio SuperPan);
Piazza Serbariu;
Piazza San Marco a Is Gannaus.
n. 2 in Via Lubiana (presso ASVOC);
n. 2 in Via Bellini;
n. 2 in Via Umbria;
n. 2 c/o Ecocentro Zona PIP.
Il nuovo servizio comprende la fornitura, la pulizia e la sanificazione dei contenitori, la raccolta e il monitoraggio della piazzola in cui sono allocati i contenitori stessi.

I raccoglitori sono dotati di apposita cartellonistica indicante il regolamento d’uso dell’attrezzatura, l’App di supporto al servizio e il numero verde di riferimento da contattare per ogni ulteriore informazione.

L’Amministrazione comunale invita i cittadini a utilizzare i contenitori in maniera corretta, non depositando nulla all’esterno e raccogliendo gli abiti in buste più piccole che possono essere agevolmente inserite nell’apposito vano.

 

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L’Amministrazione comunale di Sant’Anna Arresi, attraverso gli assessorati dell’urbanistica e del Turismo, con l’intento di offrire un servizio più efficiente ed un’immagine più decorosa a Porto Pino, ha concordato con la Cosir, società appaltatrice del servizio di raccolta differenziata, l’anticipo dell’orario di ritiro dei rifiuti.
A partire da lunedì 6 luglio 2020 il ritiro dei rifiuti a Porto Pino verrà effettuato alle ore 6.00, per consentire a turisti e residenti di avere un ambiente più ordinato già dalle prime ore del mattino.

«Affinché ciò sia possibile è necessaria la collaborazione di tutti, turisti, residenti e operatori commerciali, cui è richiesto come da istruzioni sul calendario, di conferire i rifiuti tra le ore 22.00 della sera prima e le 6.00 della mattina del ritiro spiegano gli assessori Adriana Lobina e Claudio Mei -. I rifiuti posizionati oltre le 6.00 della mattina e non ritirati non potranno restare nella pubblica via, ma dovranno essere riportati nelle pertinenze private a cura degli utenti e posizionati nuovamente per conferimento al primo giorno utile come da calendario.»
In alternativa, tutti i rifiuti differenziati, ad eccezione del secco, potranno essere conferiti all’ecocentro comunale sito in località Corti Abruxada zona PIP (strada provinciale 73) che nel periodo estivo dal 15 giugno al 15 settembre sarà aperto tutti i giorni, tranne il mercoledì unico giorno di chiusura settimanale, dalle 8.30 alle 11.00. Dal 16 settembre si riprenderà con l’orario invernale che prevede una apertura nei giorni di lunedì, mercoledì, sabato dalle 8.00 alle 12.00. Eventuali variazioni di orario saranno pubblicati sul sito del comune.
I calendari, al momento in consegna porta a porta, sono inoltre disponibili presso l’ecocentro o in formato PDF sul sito del Comune.

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Il direttore regionale dei vigili del fuoco della Sardegna, ing. Antonio Angelo Porcu, va in pensione, dopo una lunga esperienza professionale che lo ha visto ricoprire numerosi incarichi sia a livello locale che a livello nazionale.
Ha iniziato la sua carriera come funzionario del Comando dei vigili del fuoco di Cagliari, poi della Direzione Regionale Sardegna, occupandosi degli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante. Nominato dirigente, diventa Comandante provinciale di Cagliari e, successivamente, Comandante di Caserta, Nuoro e Sassari.
Ha svolto anche vari incarichi a livello centrale, come Dirigente dell’Ufficio Centrale dei Servizi Informatici, dell’Ufficio Centrale per il Servizio antincendio boschivo, e nel periodo del terremoto dell’Italia Centrale del 2016 ha ricoperto il ruolo di vice direttore Centrale per l’Emergenza a Roma. Nel 2017 gli è stato affidato l’incarico di dirigente dell’Ufficio del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nominato dirigente generale, nell’agosto 2018 diventa direttore regionale dell’Abruzzo. Torna nella sua terra a novembre 2019, come direttore regionale, concludendo una brillante carriera durante la quale ha saputo dare un importante contributo nell’ambito del processo innovativo che ha interessato il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e il suo ruolo all’interno del sistema della Protezione civile nazionale.

 

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«La Regione è impegnata attivamente nel raggiungere l’obiettivo della proroga di sei mesi della cassa integrazione ai lavoratori del Porto Canale. L’incontro odierno è stato positivo e tutti i partecipanti hanno dato il proprio contributo per dare delle prospettive concrete a un risultato che riteniamo importantissimo. Dal ministero dello Sviluppo economico abbiamo riscontrato la volontà di utilizzare il Fondo salva imprese e la cassa integrazione speciale ai sensi del decreto Genova e riteniamo si stia andando nella direzione giusta.»
Sono queste le parole pronunciate dall’assessora regionale al Lavoro, Alessandra Zedda, che oggi ha partecipato a un incontro, in videoconferenza, per discutere il futuro dei 200 lavoratori del Porto Canale.
Erano presenti anche Alessandra Todde, sottosegretaria del ministero dello Sviluppo economico, i dirigenti del ministero del Lavoro, i rappresentanti del ministro per il Sud, le sigle sindacali, l’Autorità di Sistema e i rappresentanti della Cagliari International Container Terminal, società del gruppo Contship ed ex-concessionaria del Porto Canale.
«La proroga degli ammortizzatori di fatto cristallizza le procedure di licenziamento, pur mantenendone l’efficacia. Le soluzioni proposte ha aggiunto Alessandra Zeddae l’ipotesi di allungare i tempi di liquidazione dovranno trovare la disponibilità della società terminalista, che si è riservata la possibilità di decidere con i propri azionisti. In questa fase, in attesa che si chiudano le procedure delle manifestazioni di interesse per l’individuazione di una nuova gestione, garantire la tutela dei lavoratori è di rilevanza strategica. Continueremo a lavorare nella direzione segnata, con responsabilità e spirito costruttivo – ha concluso Alessandra Zedda -, nella massima collaborazione fra le istituzioni. Crediamo fermamente nelle potenzialità dello scalo che per la Sardegna significano opportunità di sviluppo e lavoro irrinunciabili.»
2 allegati

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Si è conclusa oggi a Carbonia, con l’assegnazione di 29 unità immobiliari, la prima fase relativa all’attribuzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica per 46 unità complessive. Gli appartamenti ad alta efficienza energetica della lottizzazione di via Roux si sviluppano su due livelli e sono costruiti con particolare attenzione nella scelta dei materiali (bioedilizia).

Si tratta di alloggi a canone moderato, ovvero di alloggi destinati a persone appartenenti alla fascia cosiddetta “grigia” (coloro che pur avendo un reddito manifestano evidenti difficoltà a pagare un affitto). Le famiglie beneficiarie potranno accedere agli appartamenti entro una ventina di giorni.

L’assegnazione dei 29 alloggi segue le interlocuzioni ed i sopralluoghi effettuati nelle scorse settimane dall’Assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia. La prossima settimana verranno assegnati i restanti 17 alloggi, proseguendo con lo scorrimento della graduatoria.

«La consegna degli alloggi a Carbonia, che seguirà l’assegnazione formale di stamani, rappresenta sicuramente una risposta importante al disagio abitativo e segue un intenso lavoro portato avanti con determinazione da tutti i soggetti coinvolti, in primis il Commissario Straordinario di Area spiega l’assessore regionale dei Lavori pubblici Roberto Frongia -. Stiamo contestualmente lavorando sia sul piano dell’edilizia abitativa per quanto riguarda il patrimonio esistente, sia sul piano normativo, per arrivare quanto prima ad avere una legge in materia che sia aggiornata e improntata al soddisfacimento delle esigenze della società moderna.»

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I giovani laureati sardi in medicina potranno usufruire di borse di studio aggiuntive regionali. È la principale novità introdotta dalla legge, presentata da Giorgio Oppi, Gianfilippo Sechi, Antonello Peru, Pietro Moro, Domenico Gallus del gruppo consiliare UDC Cambiamo, approvata questa mattina in Consiglio regionale.

«Abbiamo voluto dare un segnale forte investendo sui nostri giovani laureati in medicina e allo stesso tempo abbiamo fissato requisiti ed obblighi per fare in modo che dopo la specializzazione possano svolgere la loro professione nel sistema regionale sardo», spiega il consigliere dell’UDC Giorgio Oppi.

«La legge che avevamo presentato in commissione era sicuramente più organica ma purtroppo anche a causa dell’impugnazione da parte del governo si è perso molto tempo e oggi abbiamo dovuto far fronte ad un’emergenzaaggiunge il leader dell’UDC -. Avremmo rischiato di perdere il treno e invece con l’approvazione di oggi diamo un’opportunità in più a 190 studenti sardi che a seguito dell’introduzione del concorso unico nazionale sarebbero stati costretti, nella migliore delle ipotesi, a completare la loro formazione lontano dall’isola. Sicuramente saranno necessari dei correttivi e bisognerà incrementare le risorse perché non dimentichiamo si dovrà intervenire anche per le borse di studio delle altre specializzazioni. Per quelle di medicina c’era un’urgenza particolare che implicava un intervento immediato. Voglio ricordare che da quattro anni dico che sarebbero praticamente scomparsi in Sardegna i pediatri di libera scelta e i medici di base, e questo mentre si continuava a parlare delle case della salute ben sapendo che senza queste figure non possono andare avanti. E allora l’importante ora era fare questo primo indispensabile passoconclude Giorgio Oppi -. Lo abbiamo fatto ben sapendo che ne saranno necessari anche altri ma l’obiettivo che ora possiamo raggiungere è di dare ai nostri studenti la possibilità di formarsi in Sardegna ma anche di garantire un adeguato turn over al nostro sistema sanitario regionale.»

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L’epidemia di Covid19 è stata l’evento straordinario che ha legittimato la sospensione di libertà garantite dalla Costituzione e ci ha precipitato in uno stato di diritto medioevale. Abbiamo vissuto un periodo di diritti violati e sperimentato dal vero una forma di “archeologia sociale” da libri di storia.

Per due mesi sono stati sospesi diritti come: la libertà di movimento nel territorio, la libere frequentazioni sociali, il lavoro, le pratiche religiose, la scuola, gli hobby, gli sport, le manifestazioni popolari, le feste pubbliche e private, i contatti con i parenti stretti, i viaggi, il turismo, gli scambi commerciali, le pratiche professionali, le prestazioni sanitarie ordinarie, l’amministrazione della Giustizia ordinaria, etc. La sospensione di tutti questi diritti di cui siamo titolari si sintetizza in tre parole: mancanza di libertà. Più esattamente si tratta di tutte le libertà garantite dalla Costituzione. In sostanza vi è stata una “sospensione della Costituzione”. Un fatto così grave, tuttavia,  era necessario e ha dato i suoi frutti.

Per effetto di quelle “restrizioni di libertà” stiamo vedendo la cessazione dell’epidemia nella nostra Nazione e in quelle che ci hanno imitato.

Oggi, alla fine del lockdown, stiamo apprezzando il valore della  Libertà conquistata dai nostri Padri in secoli di lotte, sconfitte, sofferenze indicibili, e anche vittorie. Ci siamo svincolati dal viluppo di regole soffocanti ed ora dobbiamo riprendere a goderne i frutti.

E’ come se all’improvviso il Governo avesse emanato l’”Habeas Corpus”: la legge che per prima affermò che ognuno di noi è padrone del proprio corpo e che nessuno lo può tenere in detenzione senza un motivo giuridicamente accertato.

Nel Medio Evo l’autorità amministrativa, rappresentata da sceriffi o altri ufficiali, anche senza motivazione esplicita, e spesso a fini non penali (tributari, debiti privati, ordine pubblico), poteva arrestare chiunque e tenerlo in prigione, e anche torturarlo per strappare confessioni di colpevolezza infondata. Per la prima volta nella storia i Baroni inglesi nel 1215 imposero al re Giovanni Senza Terra la “Magna Charta Libertatum” in cui si afferma che “Nessun uomo libero può essere arrestato, imprigionato, danneggiato… Eccetto che dal Giudizio legale dei suoi pari e della Legge del Paese”. Il Giudice della Corona, che era un emissario del re, per effetto della “Habeas Corpus Act” rappresentò la prima più importante garanzia verso gli abusi, potendo scavalcare l’Ufficiale che aveva eseguito l’arresto. Fu una rivoluzione contro gli abusi.

Il diritto derivante dalla “Habeas Corpus”, per cui nessuno può essere detenuto a lungo in prigione, se non per applicazione della legge e del giudizio del tribunale, divenne legge definitiva in Inghilterra col “Bill of Rights “del 1688. Successivamente tale diritto venne  acquisito nel 5° e 6° emendamento della Costituzione Americana. L’”Habeas Corpus” fu una delle radici di tutte le Costituzioni Moderne.

Ne parliamo perché oggi, con la fine del lockdown, non ci sentiamo ancora completamente liberi: sentiamo che certe libertà non sono ancora tornate. Ci serve un “Habeas Corpus ad hoc” per noi. Ci serve ridiventare completamente “proprietari del nostro corpo”, cioè della nostra dignità. Ma non è facile.

Questo è il punto.

Abbiamo visto come è stato facile, con pochi decreti, perdere “la proprietà del nostro corpo” e tutti abbiamo assistito spaventati a scene di:

  • Uomini morenti nella congestione polmonare, dividersi disperati le insufficienti bombole d’ossigeno:
  • Pazienti morire senza poter vedere i propri cari.
  • Esseri Umani morire anonimi in stanze affollate di altri morenti sconosciuti, senza la riservatezza che la morte richiede.
  • File di bare tutte uguali stipate in magazzini anonimi, senza riti di cordoglio.
  • La fretta di smaltire le salme.
  • File di camion che portano con urgenza cadaveri in forni crematori anonimi all’insaputa dei parenti.
  • Sepolture senza nome ignote anche a mogli e figli.
  • Medici, Infermieri e Preti morire per spirito di servizio perché è necessario che sia così.
  • Corpi sottratti alla proprietà della famiglia.
  • Abbiamo visto famiglia rinchiuse in minimi appartamenti condominiali, senza la possibilità di uscire a fare due passi: corpi viventi senza  il diritto d’essere usati.
  • Scuole chiuse e alunni collegati in rete senza la presenza fisica dei compagni e degli insegnanti.
  • Fabbriche chiuse e operai in cassa integrazione.
  • Spiagge e campagne, senza presenze umane, sorvegliate dai militari.
  • Supermercati vuoti e file di persone “mascherinate”, a debita distanza, in file ordinate, anche per ore, in attesa di rapidi acquisti.
  • Laboratori artigiani, banche e uffici pubblici, vuoti, ma con file di utenti all’esterno degli ingressi.
  • Ospedali attrezzati con tende per i triage per la captazione dei Covid positivi,

Pronto Soccorso vuoti.

  • Reparti Ospedalieri quasi deserti.
  • Ambulatori ospedalieri e laboratori analisi chiusi.
  • Ingressi all’Ospedale contingentati e sorvegliati da guardie armate.
  • Ambulatori medici del territorio quasi deserti.
  • Feste popolari di ogni specie sospese,
  • Fine degli assembramenti e fine di contatti umani; fine degli scambi di idee e di sentimenti.

E’ la descrizione di una prigione collettiva in cui l’“Habeas Corpus” è abolito.

Il rischio sta nel fatto che se abolisci l’Habeas Corpus ricompaiono “sceriffi” e altre forme di abuso di autorità che ti possono mettere vincoli.

***

La lista dei vincoli che stanno emergendo e si stanno consolidando è enorme.

Limitiamo l’esame a due tipologie di vincoli.

Primo: quelli che stanno per calarsi sulla scuola.

Abbiamo letto questi giorni proposte varie accomunate tutte da una caratteristica: l’irrealizzabilità.

Ne riporto alcuni esempi :

  • Proposte di lezioni all’aperto in campi sportivi, come se fosse sempre estate.
  • Proposte di lezioni nei boschi, come se fossimo in Finlandia o Svezia.
  • Lezioni in classi ridottissime per garantire il distanziamento.
  • La necessità di suddividere gli alunni, e quindi di moltiplicare le classi, gli insegnanti e le aule.
  • Banchi monoposto negli asili e nelle scuole elementari per assicurare il distanziamento dei bambini, con l’obbligo di consumare i pasti nello stesso banco senza muoversi mai dall’aula. I bambini..fermi per ore?
  • Proposte di continuare le lezioni in “smart Working”.
  • Separazione degli alunni con barriere in plexiglas e mascherine perpetue sul volto.

Tutte le proposte che stanno emergendo, soprattutto a livello governativo, hanno l’effetto di moltiplicare i problemi  per evidente impraticabilità.

La Scuola, che è il “corpo Sociale” più importante ha perso la “proprietà” di se stesso.

Arriveremo al 14 settembre impreparati.

Eppure per riavere l’”Habesa Corpus” del diritto allo studio sarebbe sufficiente ascoltare la logica della scienza Si capirebbe così lo stupore del neopresidente di Confindustria Carlo Bonomi, che all’apertura degli Stati Generali, voluti da Giuseppe Conte, a Villa Panphilj, affermò: «Non ho capito per quale motivo in questi mesi di lockdown non si sia utilizzato il tempo disponibile per procedere allo screening, con tampone, di tutto il personale della scuola e degli alunni». Sarebbe stato l’unico modo per individuare i portatori del virus e creare un ambiente scolastico Covid free. Questo provvedimento avrebbe, da solo, consentito l’immediata riapertura delle scuole senza patemi d’animo.

Due mesi fa questo giornale fece esattamente la stessa proposta. Per questo avviò una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per far acquistare l’estrattore di RNA virale per la ASL di Carbonia Iglesias.

Incredibilmente allora nessuno aveva provveduto a dotare il nostro sistema sanitario locale di un presidio di ricerca anti-Covid. E’ di questi giorni la notizia giornalistica che il Laboratorio Analisi dell’Ospedale di Nuoro ha, non solo l’estrattore di RNA, ma tutto il sistema che consente di trasferire l’RNA virale in una impronta di DNA e procedere alla decodificazione completa del virus.

Molto bene Nuoro, un applauso all’intelligenza e previdenza.

Noi no.

Se qualcuno avesse dotato il Sulcis Iglesiente di decodificatore, e se questo fosse stato utilizzato per mappare tutta la popolazione di 130.000 abitanti, oggi saremmo esattamente a conoscenza del nostro stato e potremmo esibire la nostra “patente di Immunità”.

Ciò vale per il personale delle scuole, degli Ospedali, dei Comuni, delle Poste, delle Banche, delle attività artigianali e Commerciali, dei Trasporti. Ne sarebbe conseguito un cartello “COVID FREE” da esibire ai turisti. Altro che “Bandiere Blu” per  spiagge!. Tutti i turisti, ospiti dei nostri alberghi, delle case vacanze, e anche degli affitti clandestini, sarebbero stati invitati a eseguire, gratuitamente, il “tampone”. Questo sarebbe il vero “Habeas Corpus” per il Sulcis Iglesiente.

Vi è poi il problema dello “Habeas Corpus” del Sistema  Sanitario.  Quello del Territorio e quello degli Ospedali.

Sistema Sanitario del Territorio: riguardo al Covid-19 i Medici di Base sono il primo e vero argine al virus. Se fossero dotati di un supporto pubblico efficace, sarebbero capaci di fermare da soli la diffusione del virus.

Di cosa hanno bisogno? Avrebbero bisogno dei dispositivi di protezione e del supporto di un Laboratorio Analisi che, in tempo reale (cioè in 1 ora), desse risposte con tamponi e sierodiagnosi. Di fatto, alla fine della visita al paziente febbrile, non sanno mai se il paziente sia contagiato o no da virus. Con lo screening questo non succederebbe.

Esiste poi il problema irrisolti della gestione di tutte le altre malattie: le cardiovascolari, le respiratorie, le renali, le chirurgiche, le oncologiche, le degenerative come diabete e arteriosclerosi, le neurologiche, etc. Con il lockdown vi è stata la chiusura totale dei supporti ospedalieri a queste patologie se non in regime d’urgenza.

Di fatto oggi la fine della chiusura delle consulenze specialistiche ha il problema di una riattivazione che sia congrua con le richieste. Le liste d’attesa sono infinite e i lunghissimi tempi programmati equivalgono ad una “negazione di sanità”.

L’”Habeas Corpus” del paziente ordinario è ancora sospesa: i vincoli burocratici che  anno da impedimento alle cure del suo corpo malato sono ancora in piedi. E’ un ritorno ad un Medio Evo sanitario.

Vi è poi la situazione ospedaliera:

Già proponemmo di acquisire l’estrattore di RNA virale per sottoporre a screening, sistematico e ripetuto, tutti i ricoverati, tutti gli accessi al Pronto Soccorso,  tutti i richiedenti servizi al CUP e a tutti i visitatori abituali.  Considerato che la spesa sanitaria non è elevata, e che è compensabile con un ticket, non rappresenterebbe un aggravio economico per il bilancio. Al contrario, aumenterebbe la fiducia nell’Ospedale e nel Territorio, migliorando il commercio umano nelle piazze sociali come: scuola , imprese, commerci

La fiducia nel nostro “corpo” indenne da virus renderebbe molto più facili tutte le attività pubbliche.

L’incertezza sul nostro stato sierologico e virologico sta avviluppando la nostra libertà in regolamenti talmente restrittivi che di fatto l’accesso ai  Sevizi dell’Ospedale sono difficilissimi e preclusi. La chiusura si concretizza nell’“allungamento delle liste d’attesa” per gli interventi chirurgici e per le  per visite ed esami specialistici.

La chiusura delle visite diabetogiche “in presenza” equivale a negare la certezza della assistenza clinica.

La riduzione dei Chirurghi Ortopedico comporta l’impossibilità di operare le fratture di femore entro poche ore, e la possibilità di morire per complicazioni respiratorie e tromboemboliche.

La riduzione dei Gastroenterologi equivale a non fare le colonscopie e non ricevere in tempo la diagnosi di Cancro del Colon.

La riduzione dei radiologi equivale a ridurre le Risonanze Magnetiche e le TAC, e a far scomparire le “visite senologiche” per la diagnosi tempestiva di Cancro di Mammella.

La riduzione dei Cardiologi equivale a non soccorrere in tempo gli infartuati e le aritmie mortali.

La chiusura dell’Ostetricia e Ginecologia è un “vulnus” inaccettabile a tutte la popolazione femminile del territorio, di tutte le età.

***

Dopo la sospensione dei Diritti Costituzionali dovuta al Lockdown, ci serve subito una nuova legge “Habeas Corpus” per uscire definitivamente da una involuzione medioevale e recuperare il diritto alla libertà di proteggere il nostro corpo e tutte le sue ineludibili esigenze.

Ci serve riprendere in mano la gestione della Sanità e liberarci dall’opprimente disinteresse di gestori estranei al territorio.

A proposito del ritardo, a dotarci di un laboratorio per l’estrazione dello RNA virale, dobbiamo, tutti insieme, puntare gli occhi sulla lenta procedura di acquisto dello strumento. E’ noto che la Fondazione di Sardegna ha finanziato l’intera somma necessaria per l’acquisto, pertanto, ora si deve procedere all’acquisto e alla messa in funzione dello strumento. Non ci sono ostacoli economici. Verifichiamo che la procedura vada avanti veloce. Sorvegliamo tutti insieme e diamoci appuntamento per riparlarne.