25 June, 2026

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Verrà interrotto a partire da domani 27 maggio, a Carbonia, il servizio di reperibilità telefonica del Centro Operativo Comunale di Protezione civile.

Il comune di Carbonia, ha deciso dopo aver preso atto dell’auspicata riduzione dell’emergenza da Covid-19, dell’avvio della cosiddetta “Fase 2”, del graduale ritorno alla normalità delle attività e del consolidamento delle iniziative di supporto alimentare tramite “Buoni Spesa” e “Buste Spesa”.

Pertanto, il numero 347 3855336 non sarà più attivo. Per qualsivoglia informazione su “Buoni Spesa” e “Buste Spesa” i cittadini in stato di necessità, comunque, potranno contattare direttamente le due associazioni deputate allo svolgimento di questo servizio, la Caritas e la Croce Rossa Italiana.

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Proseguono i sopralluoghi della seconda Commissione consiliare del comune di Carbonia con la partecipazione del Direttivo del Comitato di quartiere di Serbariu. Ieri il Direttivo ha accompagnato i membri della Commissione in un sopralluogo nella frazione di Medadeddu. Tante le criticità che insistono nella frazione; in particolare si è evidenziata in alcuni casi la mancanza totale o parziale dei servizi urbani minimi quali manto stradale ed illuminazione.
La frazione di Medadeddu è da tempo interessata da un forte traffico proveniente da e per la strada provinciale, causa di usura degli asfalti, nonché di una sensazione di pericolo generale percepita dai residenti, derivata dal traffico che, soprattutto, nelle ore di punta, si snoda nelle strette stradine.
«Già dallo scorso mese di ottobre, durante la partecipata assemblea plenaria del Comitato di Quartiere di Serbariu tenutasi alla presenza di sindaco e vicesindaco – si legge in una nota del direttivo del Comitato di quartiere – avevamo chiesto l’intervento dell’Amministrazione comunale affinché provvedesse alla messa in posa di segnaletica stradale orizzontale e verticale, con limiti di velocità ridotti e dissuasori, ma nulla è stato fatto.»
A tutt’oggi, a Medadeddu esiste un’unica strada d’ingresso e di uscita, mentre sono presenti più strade sterrate che, già usate in un passato recente anche dai mezzi comunali, con un serio piano di riordino viario, permetterebbero di smistare il traffico su più direzioni, alleggerendo quello della strada principale.
Tra le problematiche segnalate, vi è quella del ponte sul Rio Santu Milanu, la cui ben nota pericolosità è accentuata dal progressivo arrugginimento del parapetto che risulta in più punti non fissato alla muratura, la mancanza di panchina pensilina e cartellonistica nella fermata del bus, nonché quella della lottizzazione di via Vasco Da Gama dove diverse decine di famiglie vivono senza illuminazione pubblica, con marciapiedi invasi da rovi e con fogne che di sovente si mischiano alle acque piovane per poi traboccare, creando una situazione sanitaria precaria.
Il direttivo del Comitato di quartiere di Serbariu ha quindi colto l’occasione del sopralluogo della seconda Commissione consiliare per chiedere che le richieste venissero riportate nel verbale della riunione di Commissione, affinché, un domani, nessuno possa dire di non essere a conoscenza dei problemi che i cittadini della frazione di Medadeddu chiedono a gran voce che vengano risolti.
La Commissione ed il Direttivo si sono ripromessi di incontrarsi prossimamente per un nuovo sopralluogo nella frazione di Sirri, da tenersi in data da stabilirsi in tempi rapidi.

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«Il sistema turistico sardo è stato messo in ginocchio dalla crisi causata del Coronavirus e la categoria delle guide turistiche è una tra quelle più penalizzate dall’epidemia. Parliamo di oltre 3.000 guide turistiche regionali e di circa un migliaio di guide ambientali, che si sono dovute fermare e ora stanno cercando di ripartire. Come se non bastasse, nel progetto regionale di ripartenza, le guide turistiche non sono state prese in considerazione e si trovano in una situazione di stallo, in quanto non sono state definite le linee guida per poter operare in totale sicurezza.»

Lo sostengono, in una nota, i consiglieri regionali del gruppo Progressisti in Consiglio regionale.

«È inaccettabile che una Giunta che parla di ripartenza dal turismo sicuro e dalla valorizzazione delle nostre risorse ambientali e culturali en plain air non stia dando risposte concrete a un settore trainante per l’economia regionale. Pare un controsenso che proprio la categoria delle guide turistiche sia stata dimenticata, considerando che possono contingentare e dirigere i loro gruppi, garantendo il rispetto delle regole e una fruizione intelligente del territorio», afferma Maria Laura Orrù, consigliera regionale del gruppo Progressisti.

«Quello che è avvenuto in questi mesi è sicuramente qualcosa di mai vistoaggiunge Maria Laura Orrù e dobbiamo pensare che la pandemia cambierà il modo di viaggiare in prospettiva. Si smetterà di viaggiare nelle lunghe distanze ed i viaggiatori saranno quasi esclusivamente i cosiddetti “locals”, ovvero i residenti che alimentano il turismo interno in Sardegna.»

«Le prospettive del turismo locale sono preoccupanti e la conseguenza potrebbe essere la cancellazione di un’intera stagione – conclude Maria Laura Orrù -. È urgente dare risposte concrete alle guide turistiche, categoria fondamentale per la ripresa del comparto turistico sardo.»

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I consiglieri regionali del Partito democratico, primo firmatario il consigliere Gianluigi Piano, hanno presentato una mozione all’assessore dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, per conoscere le motivazioni hanno portato all’esclusione dal bando, sulla misura 13 del Programma di sviluppo rurale della Sardegna, le aziende agricole ricadenti nel territorio dei comuni di Assemini, Badesi, Girasole, Masainas, Olmedo, Ortacesus e Sìmaxis. E inoltre, causa l’assenza di condizioni di svantaggio rispetto alla precedente delimitazione, per le aziende agricole dei comuni di: Alghero, Arborea, Samassi, San Gavino, San Sperate, Senorbì, Uras e Valledoria.
La mozione pone in rilievo il fatto che in un periodo di drammatica crisi epidemiologica, con risvolti negativi sotto il profilo socioeconomico e sociosanitario, le aziende di tali comuni, se escluse dagli aiuti per il Programma di Sviluppo rurale per l’annualità 2020, subiranno un fortissimo contraccolpo economico. Tale ricaduta negativa finirà per indebolire ulteriormente la già fortemente compromessa economia di questi centri.
Per questo motivo, la mozione impegna il presidente della Regione e l’assessora dell’Agricoltura sulla base delle considerazioni esposte a: segnalare al ministero delle Politiche agricole la macroscopica disparità che si è venuta a creare con il mancato inserimento nella delimitazione delle zone svantaggiate e, conseguentemente, a chiedere che i motivi di tale iniqua esclusione, in ragione della eccezionalità della crisi che il settore agricolo sardo ha subito per i contraccolpi derivanti dalle disposizioni normative e dalle ordinanze di contenimento della diffusione del virus Covid-19, vengano rimossi con provvedimento urgente.
Impegna inoltre, constatata la sperequazione subita dai Comuni esclusi e dato il periodo di grave crisi emergenziale dovuta al Covid-19, a modificare le direttive riportate nel nuovo bando della Misura 13 dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, pubblicato il 24 aprile 2020, inserendo fra i centri agricoli ammessi, i Comuni oggi esclusi.

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La Sardegna allontana il Covid-19, anche oggi nessun nuovo caso positivo su 895 tamponi eseguiti e nessun decesso. I casi di positività accertati dall’inizio dell’emergenza sono complessivamente 1.354.
È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 51.968 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 43, di cui 2 in terapia intensiva, mentre 181 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 935 pazienti guariti (+5 rispetto al dato precedente), più altri 65 guariti clinicamente. Le vittime salgono a 130 in seguito a verifiche che hanno portato all’inserimento di un decesso avvenuto ad aprile, non conteggiato precedentemente.
Sul territorio, dei 1.354 casi positivi complessivamente accertati, 249 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 59 a Oristano, 79 a Nuoro, 870 a Sassari.

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Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo assumerà nuove figure diplomate e laureate con abilità a relazionarsi con clienti e partner, orientamento al risultato e agli obiettivi, approccio imprenditoriale e consulenziale, capacità di negoziazione, flessibilità, attitudine all’attività di analisi, spirito di iniziativa, problem solving, capacità decisionale e autonomia organizzativa, che potranno crescere in un contesto sempre più internazionale e innovativo, contribuendo allo sviluppo e alla crescita del paese.

La ricerca riguarda Consulenti Commerciali, i quali dovranno proporre servizi sviluppati in collaborazione con partner qualificati e accuratamente selezionati, visitare i clienti e analizzare i loro bisogni e lavorare a stretto contatto con i gestori delle filiali; Dirigenti Conto Assicurativo, che dovranno anticipare le esigenze assicurative dei clienti, proporre un’ampia gamma di prodotti, agire di concerto con la rete commerciale e collaborare con i colleghi; Revisori, che dovranno redigere i report in modo chiaro e completo, interagire con il management delle altre strutture e svolgere attività di audit; Assicuratori Infortuni, che dovranno valutare le proposte assicurative, controllare le domande di assicurazione, elaborare testi contrattuali, acquisire informazioni complete dai distributori e monitorare la redditività del portafoglio sottoscritto e gestirne i rinnovi, etc.

Per verificare tutte le posizioni aperte e candidarti …

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_intesa_5_20.html .

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In un nuovo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, la maggioranza (58%) degli intervistati dichiara di aver incontrato difficoltà finanziarie dall’inizio della crisi da Covid-19.

Secondo il sondaggio condotto alla fine di aprile 2020, l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Quasi sette intervistati su dieci (69%) vogliono un ruolo più forte dell’UE nella lotta contro questa crisi. Parallelamente, quasi sei intervistati su dieci si dicono insoddisfatti della solidarietà dimostrata tra gli Stati membri dell’UE durante la pandemia. Mentre il 74% degli intervistati ha sentito parlare di misure o azioni avviate dall’UE per rispondere alla pandemia, solo il 42% di loro è soddisfatto, al momento, di queste misure.

Covid-19: l’UE dovrebbe migliorare gli strumenti comuni per affrontare crisi di questo tipo

Per circa due terzi degli intervistati (69%), l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Meno di un quarto degli intervistati (22%) non è d’accordo con questa affermazione. I paesi che più concordano con questa affermazione sono il Portogallo e l’Irlanda, mentre Cechia e Svezia quelli che esprimono maggior d’accordo.

Nella risposta alla pandemia, i cittadini europei avrebbero voluto che l’UE si concentrasse principalmente sul garantire forniture mediche sufficienti per tutti gli Stati membri dell’UE, sull’assegnazione di fondi per la ricerca per lo sviluppo di un vaccino, sul sostegno finanziario diretto agli Stati membri e sul miglioramento della cooperazione scientifica tra i paesi.

Rilanciare la solidarietà europea in tempi di crisi

Questa forte richiesta di maggiori competenze e di una risposta UE più coordinata va di pari passo con l’insoddisfazione espressa dalla maggioranza degli intervistati per quanto riguarda la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE nella lotta contro la pandemia del Coronavirus: il 57% è insoddisfatto dell’attuale stato di solidarietà, tra questi il 22% “non è affatto” soddisfatto. Solo un terzo degli intervistati (34%) è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Portogallo. Gli intervistati di Italia, Spagna e Grecia sono tra i più insoddisfatti, seguiti dai cittadini di Austria, Belgio e Svezia.

Le misure adottate dall’UE sono conosciute ma non sufficienti

Tre intervistati su quattro, in tutti i Paesi in cui è stato condotto il sondaggio, dicono di aver sentito, visto o letto delle misure di risposta dell’UE alla pandemia del Coronavirus, e un terzo degli intervistati (33%) conosce queste misure. Allo stesso tempo, circa la metà (52%) di coloro che conoscono l’azione dell’UE in questa crisi si dichiarano insoddisfatti delle misure adottate finora. Solo il 42% è soddisfatto, soprattutto, in Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia. Il grado di insoddisfazione è più alto in Italia, Spagna e Grecia, e piuttosto elevato in Austria e Bulgaria.

Difficoltà finanziarie per sei cittadini su dieci

Una netta maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato nel sondaggio di aver incontrato difficoltà finanziarie dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Tra i problemi riscontrati figurano perdita di reddito (30%), disoccupazione totale o parziale (23%), utilizzo di risparmi personali prima del previsto (21%), difficoltà a pagare l’affitto, le bollette o i prestiti bancari (14%), nonché difficoltà ad avere pasti adeguati e di buona qualità (9%). Un intervistato su dieci ha dichiarato di dover chiedere aiuto finanziario a famiglia o amici, mentre il 3% degli intervistati ha dovuto affrontare un fallimento.

Nel complesso, gli intervistati di Ungheria, Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna sono quelli che hanno avuto i maggiori problemi finanziari, mentre quelli in Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Austria sono i meno propensi a segnalare problemi. In questi ultimi paesi, infatti, più della metà degli intervistati non ha avuto problemi finanziari: il 66% in Danimarca, il 57% nei Paesi Bassi, il 54% in Finlandia e il 53% in Svezia.

Nota sulla metodologia

Il sondaggio è stato condotto online da Kantar tra il 23 aprile e il 1° maggio 2020, con 21.804 intervistati in 21 Stati membri dell’UE (paesi non coperti dal sondaggio: Lituania, Estonia, Lettonia, Cipro, Malta e Lussemburgo). Il sondaggio è stato limitato agli intervistati di età compresa tra i 16 e i 64 anni (16-54 in Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia). La rappresentatività a livello nazionale è garantita da quote su genere, età e regione. I risultati medi totali sono ponderati in base alle dimensioni della popolazione di ciascun paese intervistato.

I risultati completi dell’indagine, comprese le tabelle dei dati nazionali e sociodemografici, saranno pubblicati dal Parlamento europeo all’inizio di giugno.

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Questa mattina, il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci ha incontrato il direttore del Distretto socio sanitario delle Isole, facente funzioni Aldo Atzori, presso la “Casa della Salute” di Sant’Antioco. Una struttura ampia e moderna, che tuttavia può e deve dare molto di più in termini di servizi al cittadino, al fine di fornire quella risposta alla domanda di salute di prossimità invocata da tempo.

«Abbiamo parlato del tema della continuità con la medicina di base commenta Ignazio Locci – del funzionamento a regime del punto unico di accesso, nonché dell’integrazione delle politiche sociali con i servizi di medicina di base e territoriali. L’istituzione del Distretto delle isole necessita del completamento del disegno di governo del territorio, con la previsione dell’istituzione di un Plus (Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona) staccato dall’ufficio di Carbonia e dedicato essenzialmente alle isole di Sant’Antioco e Carloforte. Un progetto su cui concentreremo l’attenzione.»

Nel corso dell’incontro, il primo cittadino di Sant’Antioco, ha inoltre chiesto l’implementazione dei servizi ambulatoriali specialistici ed il potenziamento del servizio amministrativo, soprattutto in questo momento di pandemia, al fine di andare il più possibile incontro alle esigenze dei cittadini.

«La “Casa della Salute”conclude il sindaco di Sant’Antiocodeve essere quel luogo vicino e agevolmente riconoscibile, nel quale l’assistenza avviene attraverso l’azione congiunta dei medici di famiglia con i professionisti della Assl, supportata da una struttura amministrativa efficace e rispondente. Riapriremo ora un confronto sereno e proficuo con la Regione Sardegna e con l’ATS al fine di giungere, in breve tempo, alle giuste soluzioni.»

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La Rappresentanza Sindacale Unitaria della Carbosulcis sollecita la riattivazione del tavolo tecnico sui progetti di ricerca Spirulina 2.0 e FeDE.

«Apprendiamo con soddisfazione i contenuti della deliberazione di Giunta regionale 24/24 del 08/05/2020 che riconosce la validità dei progetti di ricerca proposti dalla Carbosulcissi legge in una nota diffusa stamane. Il tutto passa attraverso la Legge regionale 7 agosto 2007, n. 7 “Promozione della Ricerca Scientifica e dell’Innovazione Tecnologica in Sardegna” ed il finanziamento, a valere sul fondo FSC 2014-2020, riguarderà i seguenti progetti:

• progetto strategico Spirulina 2.0 in favore dall’Università degli Studi di Cagliari e Carbosulcis SpA;

• Progetto FeDE (Progetto di ricerca & sviluppo per innovazione di prodotto per fertilizzanti e disinquinanti ecologici) in favore di Carbosulcis SpA.»

«Entrambi i progetti rientrano nella tipologia degli interventi che dovranno tendere al rafforzamento internazionale della Regione Sardegna e contribuire ad attrarre grandi imprese innovative e favorire la collaborazione con il sistema della ricerca e dell’innovazione isolano si legge ancora nella nota della RSU Carbosulcis -. Questi progetti di ricerca, oltre al già noto progetto ARIA, potrebbero permettere di guardare oltre il piano di chiusura della miniera. Progetti che debbono mettere al centro il lavoro delle professionalità presenti all’interno della miniera e non solo, che potrebbero costituire una opportunità futura per questo territorio. Sono passati 3 mesi dall’ultimo incontro tecnico sul nuovo piano industriale della Carbosulcis. Poiché il tempo non è una variabile indipendente, è opportuno, e non più rinviabile, riprendere il percorso interrotto alcuni mesi faconclude la RSU Carbosulcis -. Per questo motivo chiediamo la convocazione, nelle modalità più opportune visto il periodo, per la ripresa delle discussioni sul futuro dei lavoratori della Carbosulcis.»

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I sindaci dei comuni del Sulcis Iglesiente dicono basta a chiusure, trasferimenti, riduzioni, sospensioni di servizi sanitari ospedalieri e territoriali.

«Dal 2017 ad oggi abbiamo in più occasioni diffuso note stampa con le quali evidenziavamo criticità legate a chiusure, trasferimenti, riduzioni, sospensioni di servizi sanitari ospedalieri e territoriali, portate avanti in dispregio dei processi di riordino e riforma del Servizio sanitario regionale – scrivono in una nota -. Il depotenziamento dei servizi periferici e delle cure intermedie, presenti presso le strutture mediche territoriali in alternativa al ricovero in ospedale, ormai è evidente: non ultima, dal mese di giugno, la chiusura presso i poliambulatori di San Giovanni Suergiu, Calasetta, Narcao e Santadi, del servizio di diabetologia
«Punti prelievo, servizi ambulatoriali, screening territoriale sono stati sospesi, ridotti, trasferiti e spesso chiusi; le dotazioni organiche mediche-infermieristiche sono al collasso e fortemente sofferenti per il mancato turn over e le sporadiche assunzioni – aggiungono i sindaci dei comuni del Sulcis Iglesiente -. In un territorio di circa 128.000 abitanti, i sindaci da anni continuano a registrare servizi socio sanitari frammentati e non comunicanti tra loro, se non del tutto inesistenti, che non permettono di dare un’adeguata risposta ai cittadini.»
Alla vigilia della discussione in Consiglio regionale della riforma del sistema sanitario regionale, approvata prima dalla Giunta poi dalla competente commissione consiliare, i sindaci dei comuni del Sulcis Iglesiente hanno convocato una conferenza stampa itinerante su queste tematiche, per giovedì 28 maggio 2020, alle ore 10.00, presso il poliambulatorio del comune di San Giovanni Suergiu.