24 June, 2026

[bing_translator]

Sono tante le donazioni che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, privati cittadini, aziende, associazioni culturali, sportive e mondo del volontariato quindi istituzioni hanno rivolto all’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari. Gesti finalizzati a supportare l’intero personale sanitario che opera nelle strutture in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus.

Sono numerose le donazioni di mascherine, tute, guanti, stivali di gomma e visiere, materiale particolarmente utile per gli operatori dei reparti ospedalieri. A queste si aggiungono termometri, pulsossimetri e misuratori di pressione.

E ancora monitor multiparametrici, centraline di controllo, ventilatori e respiratori polmonari, ventilatori polmonari da trasporto, ecografi portatili, ecografi polmonari, broncoscopi, kit per la diagnostica Covid, un carrello per l’emergenza e materiale igienizzante.

Non sono mancate le raccolte fondi finalizzate all’acquisto di materiali per sostenere i reparti in prima linea nella lotta al Coronavirus.

«Si tratta di gesti di grande solidarietà e generositàafferma il commissario dell’Aou di Sassari, Giovanni Maria Soro – che fanno sentire vicina l’intera comunità. Una forte iniezione di fiducia per tutti gli operatori sanitari che ogni giorno sono impegnati nell’assistenza ai pazienti.»

Per ringraziare tutti, sul sito web dell’Aou di Sassari è stata creata una pagina, in costante aggiornamento, Le donazioni al tempo del Covid-19, raggiungibile anche dalla home page, nella quale sono elencate le varie donazioni e i donatori.

È arrivata ieri dalla Cina, intanto, una parte consistente della fornitura di mascherine acquistate dall’Aou di Sassari. Si tratta di 76mila mascherine chirurgiche (in attesa di 24.000), 10mila dispositivi FFP2 (consegna completata) e 5.000 FFP3 (consegna completata). Il materiale è stato consegnato alla farmacia ospedaliera di via Monte Grappa e va a incrementare le risorse a disposizione dei reparti dell’azienda.

[bing_translator]

Con 3 positivi su 2.045 tamponi eseguiti e 1.956 casi testati, la Sardegna è più vicina alla “Fase 2”. 1 caso positivo in provincia di Sassari (811 il totale), 1 nella Città Metropolitana di Cagliari (229 il totale) e 1 nella provincia del Sud Sardegna (91 il totale), nessun nuovo caso nelle province di Nuoro ed Oristano.

Negli ultimi tre giorni, in Sardegna, sono stati eseguiti 4.003 tamponi e sono stati riscontrati complessivamente 21 nuovi casi di positività al Covid-19 (11 due giorni fa, 7 ieri, 3 oggi). La Sardegna vede più vicina la “Fase 2.

Rispetto a ieri è cresciuto il numero dei pazienti ricoverati con sintomi, 95 (ieri erano 90), mentre è sceso quello dei ricoverati in terapia intensiva, 19 (ieri e l’altro ieri erano 20). E’ in calo sia il numero delle persone in isolamento domiciliare, 690 (erano 707), sia quello degli attualmente positivi, 804 (ieri erano 817). E’ in crescita, il numero dei pazienti dimessi/guariti, 351 (ieri erano 339). Oggi, purtroppo, sono stati registrati 4 decessi che portano il totale a 102.

 

[bing_translator]

Egregio Direttore,

Il momento difficile che il nostro Paese, e con esso il mondo intero, sta vivendo, ci spinge tutti a ragionare sul “dopo”. In tanti si stanno interrogando sul futuro dell’economia, del modello di sviluppo, dell’ambiente, della sanità, dell’istruzione. Un dibattito in cui pare però scomparsa dai radar la questione giovanile.

L’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO è composta di giovani da tutta Italia. Nati tra il 1985 e il 2000, come tutti i millennials nella loro vita hanno già conosciuto tre crisi in soli 20 anni: quella legata al terrorismo a partire dal 2001, quella finanziaria del 2008 e adesso la crisi connessa al coronavirus. Tre shock che hanno minato dalle basi ogni certezza.

L’emergenza di queste settimane sta impattando in maniera gravissima sulle nostre vite. Da un lato la possibilità di trovare lavoro si riduce, dall’altro aumenta il rischio di perderlo per chi c’è l’ha. Il tutto in un momento della vita in cui è concreto il rischio di dover fare rinunce che possono rivelarsi definitive sugli obiettivi personali e sulle scelte di vita.

Il risvolto della medaglia è che di fatto siamo abituati a reinventarci continuamente. Ciò che abbiamo alle spalle, prima di questa crisi, è un percorso a ostacoli fatto di stage, tirocini, master, precariato senza orizzonti. Può essere l’uscita da questa crisi l’occasione per affermare un nuovo protagonismo di chi oggi è escluso, come i giovani? Dobbiamo scegliere: il “dopo” passa dal sostegno dei settori produttivi ed economici e del sociale, ma questo deve avvenire senza lasciare indietro i giovani, a partire da una maggiore presenza giovanile nei tavoli tecnici in cui si delinea la exit strategy dall’emergenza.

E deve avvenire senza lasciare indietro il mondo della cultura. Il rischio concreto è che i già risicatissimi budget pubblici e privati destinati alla cultura siano destinati nei prossimi anni ad altre finalità, nobilissime, ma con la conseguenza di una ulteriore riduzione degli spazi per la cultura e per l’arte.

Per questo avanziamo due proposte concrete, che come giovani italiani che operano nel nome dell’UNESCO non possono che partire proprio dalla cultura.

La prima: usciamo dalla crisi attraverso la più grande iniezione di risorse nel patrimonio culturale italiano: i giovani. Un New Deal per la Cultura capace di proteggere il patrimonio italiano

attraverso l’assunzione a tempo indeterminato del più alto numero possibile di giovani che si occupano di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, sia di quello materiale che di quello immateriale.

La seconda: accesso gratuito a tutti i musei e luoghi della cultura statale per i giovani sotto i 35 anni. La marginalizzazione si combatte attraverso l’innalzamento del livello culturale e la riduzione delle disuguaglianze educative. Nessun ostacolo di natura economica può frapporsi tra i giovani e la cultura, che resta la più grande arma di libertà.

Queste misure dovrebbero essere affiancate da una sempre maggiore semplificazione e sostegno pubblico al mecenatismo e alle piccole donazioni, non solo attraverso incentivi fiscali ma anche attraverso bonus da riutilizzare nei circuiti culturali. E ancora da una maggiore attenzione al patrimonio culturale periferico ed ai piccoli borghi: lo smart working e il turismo di prossimità possono essere strumenti importanti in questo senso se inseriti all’interno di un grande progetto nazionale di riqualificazione di paesi e piccoli centri abbandonati. Gratuità, innovazione, sperimentazione e sostenibilità possono essere l’antidoto contro il virus delle disuguaglianze culturali ed educative in tutte le fasi del “dopo” emergenza.

Non ci sfugge che per realizzare queste proposte serve denaro. Ma probabilmente si tratterebbe di cifre più ridotte di quelle destinate a voci di spesa meno essenziali e strategiche.

Oggi più che mai è necessaria la ricostruzione della dimensione pubblica per scongiurare l’aumento delle disuguaglianze e per stimolare anche il settore privato a dare il suo contributo nella stessa direzione.

Noi ci crediamo.

Antonio Libonati

Presidente Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO

[bing_translator]

«In questo momento di straordinaria emergenza, abbiamo deciso di sostenere in maniera incondizionata i nostri agricoltori garantendo loro la liquidità necessaria e senza alcun costo, perché interessi e commissioni saranno a carico della Regione.»

Lo afferma il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando la delibera approvata dalla Giunta, su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, che istituisce un sistema di aiuti per agevolare l’accesso al credito. L’intervento si fonda su un accordo definito con la Commissione regionale Abi Sardegna che consente ai beneficiari dei premi comunitari relativi alle misure a capo e a superficie, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale del periodo di programmazione 2014-2020, di poter richiedere alle banche aderenti l’anticipazione dei premi a loro dovuti.

In particolar modo potranno essere anticipati i contributi relativi a 11.470 domande per gli anni 2016-2017-2018, non ancora erogati da Agea (l’Agenzia nazionale), per un totale di circa 30 milioni di euro, oltre alle 16.658 domande dell’annualità 2019 (con scadenza impegno a maggio 2020) per un totale di circa 68 milioni e 500mila euro.

«Le imprese agricole, che stanno affrontando uno stato di forte difficoltà del comparto agroalimentare come quello della mancanza di liquidità, potranno quindi accedere alle risorse a costo zerosottolinea l’assessore Gabriella Murgia -. Nell’intervento saranno coinvolti i Centri di assistenza agricola che, curando la tenuta dei fascicoli aziendali e assistendo gli agricoltori nella presentazione delle domande, saranno chiamati ad attestare l’avvenuta presentazione delle richieste dei premi e ad assistere gli stessi agricoltori nei rapporti con gli istituti di credito. Si tratta di un altro necessario e importante intervento per snellire, attraverso i Caa, la burocrazia e per consentire agli agricoltori di acquisire dal sistema creditizio liquidità immediata. Questo provvedimentoconclude l’assessore regionale dell’Agricolturaresterà in essere anche per il futuro.»

[bing_translator]

Gli assessori regionali dell’Industria e della Difesa dell’Ambiente hanno approvato congiuntamente le “Linee guida per la regolamentazione e l’incentivazione dello sfruttamento delle risorse finalizzate alla realizzazione di impianti a bioenergie in Sardegna”.

Partendo dalla analisi della diffusione degli impianti alimentati a bioenergie nell’isola, e dai relativi studi sulle emissioni in atmosfera, il provvedimento mira a fornire indicazioni utili alla regolamentazione e valorizzazione dell’utilizzo delle bioenergie disponibili, affinché suddetti impianti possano essere realizzati e gestiti in ottemperanza alle misure previste dal Piano Energetico Ambientale Regionale della Sardegna.

Gli assessori Gianni Lampis ed Anita Pili concordano sull’incentivazione di determinate forme di recupero e valorizzazione delle risorse, attraverso la premialità per gli operatori che sottoscriveranno accordi di ritiro dedicato alla valorizzazione energetica della biomassa da scarti di lavorazione, e sui contributi per la realizzazione di strutture logistiche asservite al recupero e alla valorizzazione della biomassa residuale. Tra le tipologie di impianti pilota finanziabili rientrano quelle di tipo cogenerativo con teleriscaldamento situate in aree industriali e in prossimità dei centri urbani, le colture di micro-alghe o oleaginose per produzione di biocarburanti, e gli impianti di teleriscaldamento asserviti ad edifici di pubblica fruizione anche in presenza di offerta energetica termica di tipo privato.

Con l’obiettivo di sostenere la promozione e lo sviluppo della produzione di energia da biomassa, infine, saranno da individuarsi come ottimali gli studi finalizzati all’individuazione di condizioni infrastrutturali e contrattuali favorevoli ad accordi di filiera per la produzione di energia termica da biomassa legnosa e di biocarburanti da colture dedicate di aree marginali. Promuovibili anche i regolamenti di gestione delle aree industriali e artigianali rivolti a favorire e/o ad incentivare la produzione di energia da biomassa preferibilmente residuale; nonché i regolamenti urbanistici comunali atti a favorire con i necessari limiti e condizioni la localizzazione degli impianti termici a biomassa in prossimità dei centri urbani.

[bing_translator]

«La grave crisi che sta investendo, tra gli altri, anche il mondo dello spettacolo, non ci lascia indifferenti. Adottiamo quindi misure importanti dirette ad ampliare ed accelerare le possibilità di accesso a liquidità straordinarie in favore degli enti produttori di spettacolo nei campi della musica, della danza, del teatro, con un pacchetto di misure di sostegno per un importo di 7 milioni di euro.»

Lo comunica il presidente della Regione Christian Solinas, che annuncia come la Giunta ha impresso un’accelerazione alla spendita delle risorse stanziate nel bilancio 2020 che consentono agli organismi dello spettacolo di ottenere, con rapidità, l’anticipazione 2020, conciliando le previsioni contenute nella Legge di stabilità (proroga di tutte le scadenze al 31.07.2020) con l’esigenza di avere nel più breve tempo possibile la liquidità necessaria.

«Si tratta sottolinea l’assessore della Cultura e Spettacolo, Andrea Biancareddudi un consistente intervento di sostegno che sarà analizzato con i rappresentanti del mondo dello spettacolo, con il quale la Giunta intende aprire al più presto un tavolo di confronto. Una parte dello stanziamento sarà destinata all’elaborazione di un primo programma stralcio. Sulla base di tale indirizzo approvato, gli uffici avvieranno l’istruttoria delle domande pervenute entro il 12 marzo 2020, al fine di poter concedere quanto prima le relative anticipazioni. In una fase successiva al 31 luglio prossimo, verrà adottato un secondo programma relativo sia alle eventuali domande che dovessero pervenire entro il 31 luglio che ai conguagli sulle domande già pervenute.»

Riconoscendo alle attività di spettacolo dal vivo, nelle sue diverse articolazioni di generi e di settori, un ruolo importante nella crescita culturale, nell’integrazione sociale e nello sviluppo economico dell’Isola e nell’intero tessuto socio-economico regionale, l’assessore Andrea Biancareddu ha evidenziato la necessità di garantire, anche per il 2020, la realizzazione delle attività di spettacolo dal vivo, autorizzando la programmazione delle risorse stanziate nel bilancio regionale. Per quegli eventi inseriti nelle domande che rientrano nel primo programma stralcio, che non sono stati realizzati a causa del blocco per l’emergenza Covid, l’esponente della Giunta Solinas ha disposto che si possa derogare ai parametri minimi di accesso necessari per l’ottenimento del contributo e che venga salvata la programmazione 2020, purché tali eventi siano stati inclusi nell’ambito dei piani di attività presentati. Intanto, gli uffici hanno terminato le istruttorie sui rendiconti 2019 e sono in arrivo i relativi pagamenti a saldo.

[bing_translator]

Martedì 21 aprile i lavoratori della società Engineering Sardegna hanno scioperato con percentuali fino all’80% sul totale di 140 dipendenti per contestare l’attivazione della CIGO con causale Covid-19 decisa dall’Azienda.

Lo scrivono, in una nota, la RSU Engineering Sardegna e le segreterie regionali SLC CGIL e UILCOM UIL SLC – CGIL.

«Ricordiamo che l’azienda opera direttamente con il cliente Tiscali a seguito dell’affitto di ramo di sette anni dalla stessa azienda disposto nel 2017 e che, nel corso di questi primi tre anni ha visto ridurre il numero di dipendenti di 30 unità rispetto ai 170 iniziali. A partire dal 5.03.2020 con i primi decreti legislativi emanati dal Governo a seguito dell’emergenza Covid-19, l’Azienda ha collocato tutti i lavoratori in regime di lavoro Agile garantendo la continuità lavorativa che ad oggi non risulta aver subito nessun decremento in termini in termini di volumi lavoratisi legge nella nota -. Questo è il motivo principale per cui contestiamo il ricorso alla CIGO Covid-19 che inoltre per la maggior parte è stata applicata ignorando i principi di rotazione su tutte le unità coinvolte.»

«Continuiamo a credere che ci siano le possibilità di far valere le ragioni dei lavoratori per tutelare la dignità del proprio lavoro – conclude la nota sindacale – e, proseguiremo la battaglia per i diritti dei lavoratori in tutte le sedi appropriate e con gli strumenti che abbiamo a disposizione.»

[bing_translator]

«Abbiamo votato un ordine del giorno presentato da Giorgia Meloni che recitava una frase spesso pronunciata solennemente dal governo Conte: ‘Non utilizzare per nessun motivo il MES’. Abbiamo cioè votato un’ovvietà contro uno strumento che volle invece un governo in cui Giorgia Meloni era ministra.»

Così, in una nota, il deputato Pino Cabras (M5S) riguardo il voto favorevole all’ordine del giorno che impegnava il Governo a non ricorrere in nessun caso al MES.

«Abbiamo dato un modesto segnale sul peso delle parole: ‘No MES’ significa ‘No MES’. E questo ci va bene dirlo una volta di più, senza però autorizzare l’alleata di Silvio Berlusconi (alfiere del MES) e di Matteo Salvini (che brama Draghi premier) a considerarla una sfida a misteriosi diktat pentastellati – aggiunge la nota -. Come Movimento 5 Stelle siamo tutti impegnati a superare gli anni dell’austerity. Gran parte del gruppo parlamentare ha preferito svelare l’inconsistenza del documento della leader di Fratelli d’Italia, perché veniva da una forza politica e uno schieramento davvero incoerente, e lo ha rigettato. Una parte di noi ha richiamato invece l’attenzione sul senso di quelle parole pronunciate nell’aula del parlamento. Tutto qui.»

«La sfida sul campo conclude Pino Cabrasvede il Movimento 5 Stelle compatto per conquistare gli strumenti economici e finanziari che ristoreranno l’Italia del post-pandemia.»

 

[bing_translator]

Dal 14 marzo sono 34.061 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 532 controlli: 86 nell’area di Cagliari, 24 Iglesias, 23 Oristano, 221 Sassari, 45 Tempio, 94 Nuoro, 39 Lanusei. Sono state sanzionate 7 persone (4 a Cagliari, 2 a Sassari, 1 ad Iglesias), per un totale (dal 14 marzo) di 660.