16 August, 2026

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«Intendiamo rafforzare le politiche di accoglienza turistica nella nostra terra definendo l’identità culturale e ambientale attraverso un programma di comunicazione digitale che vedrà il coinvolgimento attivo delle edicole in Sardegna. Pensiamo al futuro: superare in fretta questa emergenza fornendo un supporto per rendere competitiva la nostra Isola è uno dei nostri obiettivi.»

Lo afferma il presidente della Regione, Christian Solinas, a margine della firma del protocollo d’intesa tra la Regione – con gli assessorati del Turismo e degli Enti locali – l’Anci Sardegna e la Fieg.

«Vogliamo raggiungere il duplice obiettivo di sostenere le edicolepresidi diffusi capillarmente nella nostra Regione – con iniziative funzionali che, valorizzando e ridefinendo il loro ruolo tradizionale, possano essere un punto di erogazione di servizi per i turisti e i cittadini», puntualizza l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa.

«Il rapporto diretto degli edicolanti con il pubblico e gli spazi a disposizione nelle loro attività commerciali rappresentano un elemento innovativo col quale comunicheremo la nostra identità turistica in maniera immediata ed efficaceaggiunge Gianni Chessale edicole saranno ‘punti di informazione’ riconoscibili attraverso una specifica immagine coordinata.»

Il protocollo descrive obiettivi che consentono, inoltre, in cambio di servizi per la comunità, di mantenere l’occupazione in attività economiche che hanno risentito nel tempo di un calo progressivo del fatturato.

L’accordo quadro – condiviso con gli enti locali e gli editori – rientra nelle azioni descritte recentemente con una delibera della Giunta regionale.

Il documento approvato dà il via libera al Programma Regionale di Sviluppo che ha definito per i prossimi quattro anni le linee prioritarie nell’ambito strategico dell’identità turistica e contiene il “Progetto pilota edicole” per potenziare la rete di accoglienza.

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Il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha firmato l’ordinanza per la prevenzione degli incendi, garantire la sicurezza stradale, il decoro urbano e, infine, per prevenire la diffusione di insetti nocivi.

L’ordinanza dispone che tutti i proprietari e detentori, a qualsiasi titolo, di fondi rustici e di fabbricati adiacenti ad abitazioni private, strade, piazze, marciapiedi, aree pubbliche, provvedano a proprie cure e spese, entro il termine perentorio del 31 maggio 2020, agli interventi di seguito indicati:

  • taglio di erba, alberature, piante e siepi, con rimozione dello sfalcio, nelle aree private e, in particolare, nelle aree private prospicienti il suolo pubblico, laddove la crescita di erba incolta, siepi e rami si protenda oltre il ciglio stradale;
  • eseguire la bonifica delle aree medesime da accumuli di rifiuti o depositi di altri materiali di scarto che possano essere rifugio per i parassiti;
  • procedere al taglio e alla rimozione delle ramaglie cadute o pericolanti che possano sporgere su spazio pubblico;
  • pProvvedere alla manutenzione delle viabilità private e vicinali, in particolare, con la realizzazione di opere atte alla regolazione del deflusso delle acque meteoriche e al controllo di fuoriuscita dalle stesse di materiali terrosi, o di altra natura, su aree pubbliche;
  • provvedere alla pulizia degli animali domestici e mantenere costantemente puliti, a mezzo di disinfezioni periodiche, gli spazi a questi dedicati.

Questi interventi dovranno essere eseguiti frequentemente dai soggetti interessati anche durante il periodo che va dal 1° giugno al 31 ottobre 2020 per impedire che i fattori di rischio richiamati (erba, sterpaglie e rifiuti) possano rappresentare un pericolo per l’innesco e la propagazione degli incendi, l’igiene pubblica, la circolazione stradale e il decoro urbano.

Materiali di risulta, verde e ramaglie potranno essere smaltiti gratuitamente previa prenotazione al numero verde della De Vizia, 800591387, o presso l’Ecocentro comunale in via Nazionale, zona PIP.

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La Polizia di Stato di Cagliari ha denunciato tre persone, amministratori di società con sede a Brescia ed in provincia di Salerno, responsabili dei reati di frode nell’esercizio del commercio e falsità materiale commessa dal privato in certificati.

L’Operazione Mask, avviata nell’ambito del contrasto alla commercializzazione di DPI da destinare all’emergenza Covid-19, è stata condotta dal Compartimento della Polizia postale e delle Comunicazioni di Cagliari con il coordinamento del Servizio Polizia postale e delle Comunicazioni.

L’indagine è scaturita da una segnalazione di una nota farmacia di Cagliari la quale, ricevuta una partita di 1.800 mascherine del tipo FFP2, acquistate attraverso un agente di commercio titolare di una società con sede in provincia di Salerno, ha avuto sospetti sull’autenticità della documentazione attestante l’idoneità e la conformità alle normative vigenti del prodotto acquistato.

Le indagini, condotte nell’immediatezza, hanno consentito di accertare che i DPI erano stati fabbricati in Cina ed importati in Italia da una società di Brescia, operante nel commercio all’ingrosso di prodotti medicali, e sia il certificato che la dichiarazione attestante la conformità alla normativa italiana erano falsi, e solo apparentemente emessi da una società della provincia di Mantova.

Nella giornata del 5 maggio scorso, con la collaborazione delle Sezioni Polizia postale e delle Comunicazioni di Salerno e Brescia, sono state eseguite due perquisizioni delegate dall’Autorità giudiziaria cagliaritana nei confronti di altrettante società e relativi amministratori, attraverso le quali sono state rintracciate e sequestrate ulteriori mascherine (a Brescia e nella città di Sassari) nonché documentazione cartacea e contabile che ha consentito di ricostruire l’iter commerciale ed individuare due aziende cinesi che sembrerebbe abbiano fornito all’azienda bresciana la falsa certificazione.

Quest’ultima società conseguentemente sta procedendo a rintracciare sul territorio nazionale eventuali altri DPI non ancora messi in vendita, avendone chiesto il ritiro dal commercio e la restituzione.

Le indagini sono ancora in corso, anche con la collaborazione dell’OLAF (Ufficio europeo per la Lotta Antifrode presso la Commissione europea) per individuare i responsabili della falsificazione documentale.

 

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«Nell’incontro di questa mattina abbiamo appreso che si dovrà aspettare ancora alcune settimane per l’approvazione delle delibere degli operatori finanziari-assicurativi interessati nell’operazione delle garanzie per il progetto di riavvio della produzione di alluminio, per poter consentire a SiderAll0ys di firmare il contratto con Enel per la fornitura di energia.»

Lo hanno scritto, in una nota, il coordinatore nazionale Uilm del settore siderurgico Guglielmo Gambardella ed il segretario territoriale Uilm Sulcis, Renato Tocco, al termine della riunione svoltasi stamane in audio conferenza con la partecipazione della sottosegretaria del ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, del vice Capo di Gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, dei rappresentanti di Invitalia, della Regione Sardegna e della SiderAlloys.

«Abbiamo ribadito la nostra insofferenza rispetto alla necessità di aspettare ulteriore tempo per la firma definitivaaggiungono Guglielmo Gambardella e Renato Toccoma almeno la multinazionale svizzera ha confermato la sua volontà in una sede istituzionale. Per la Uilm resta un’insofferenza che riporta l’insostenibilità da parte della maggioranza dei lavoratori ex Alcoa nel vedersi ancora una volta rinviato il loro rientro in fabbrica e continuare a restare con un sussidio di poco superiore ai 400 euro.»

«Abbiamo chiesto a SiderAlloys che da subito si impegni ad aggiornare il crono programma del progetto di revampingsottolineano Guglielmo Gambardella e Renato Toccoper essere pronti a ripartire alla sia realizzazione un attimo dopo la firma del contratto con Enel.»

«Restano ancora tanti aspetti da chiarire su questa drammatica vicendaconcludono Guglielmo Gambardella e Renato Toccoa partire dai lavori di pre-revamping che l’azienda ha dichiarato di aver eseguito ma di cui non abbiamo avuto fino ad oggi evidenza. Speriamo che, nella prossima riunione che verrà convocata dal Mise nelle prossime settimane, non ci siano ulteriori sorprese e si possa mettere la parola fine a questa lunga e logorante vertenza.»

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L’Arma dei Carabinieri, da sempre attenta e vicina alle esigenze delle “Comunità locali” e nell’attuale contesto emergenziale determinato dal particolare scenario che si è venuto a creare a seguito dell’emergenza del Covid-19, attraverso la sinergia messa in campo tra il Comando provinciale di Cagliari e la Scuola allievi di Iglesias, in questi giorni fornirà una concreta collaborazione alla Caritas diocesana di Iglesias che si è sviluppata in due distinte iniziative:

  • sabato scorso sono stati messi a disposizione della Caritas personale e mezzi della Scuola allievi e del Comando provinciale di Cagliari, che hanno contribuito a trasportare dai punti di raccolta di Cagliari e Iglesias alle varie sedi della Caritas e ai centri di raccolta delle Parrocchie della Provincia, numerose derrate alimentari e beni di prima necessità che fanno parte del cosiddetto “Emporio della Solidarietà”, un servizio dedicato alle famiglie e alle persone meno abbienti del territorio che, già in difficoltà, sono state ulteriormente colpite dalle misure contenitive e restrittive messe in atto a seguito del Covid-19;
  • oggi pomeriggio, sempre il personale dell’Arma, ha concorso concretamente, attraverso una “donazione su base volontaria”, organizzata a entrambi i Reparti e tesa alla raccolta di generi di prima necessità (derrate alimentari, beni destinati alla prima infanzia, ecc.), che sono stati acquistati e successivamente verranno donati e consegnati presso l’“Emporio della Solidarietà” presente a Iglesias.

L’iniziativa rientra in una più ampia e vasta collaborazione tra i Reparti addestrativi e territoriali della “Benemerita” e che ha visto e vede tutt’oggi la Scuola ed il Comando provinciale sempre in prima linea nella solidarietà e nell’aiuto alla popolazione della provincia di Cagliari. Solidarietà ed aiuto che si sono manifestati ad esempio, le scorse settimane, anche attraverso la distribuzione di materiale informatico agli studenti di tutta la Provincia (30 Tablet, 25 PC e 18 Sim Card Dati), tramite la consegna presso le abitazioni degli alunni, su richiesta dei Presidi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Azuni”, dell’Istituto Comprensivo Statale di via Stoccolma e del Liceo Scientifico Statale “Pacinotti” di Cagliari. Tale ulteriore iniziativa ha permesso, nel difficoltoso periodo del Lockdown, di consentire ad oltre 70 studenti di poter seguire le lezioni a distanza, svolte dai rispettivi docenti, e di potersi, altresì, preparare per gli imminenti esami che a breve dovranno sostenere.

 

 

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«La “rivoluzione del traffico” che nelle prossime settimane interesserà alcuni quartieri di Carbonia, per l’ennesima volta, esclude i quartieri di Medadeddu, Santa Caterina e Serbariu. Come Comitato di quartiere di Serbariu avevamo richiesto maggiore attenzione, e l’avevamo fatto nel migliore dei modi, ossia con una partecipata assemblea tenutasi il 14 ottobre scorso alla presenza di un folto gruppo di cittadini. Duole constatare che le richieste di questi cittadini vengano completamente ignorate, e le promesse disattese.»

Il direttivo del Comitato di quartiere di Serbariu esprime un giudizio molto severo sul progetto di riordino della viabilità avviato dal comune di Carbonia.

«All’assemblea plenaria del Comitato di quartiere aveva partecipato, tra gli altri, l’assessore Gian Luca Lai, padre di questo riordino della viabilità aggiunge il direttivo del Comitato di quartiere di Serbariu -. Niente richieste assurde, giusto la possibilità di avere qualche cartello stradale, e qualora fosse possibile tracciare strisce pedonali o posizionare dissuasori del traffico, e magari togliere quel segnale di pericolo che ormai da due anni fa bella mostra di sé all’imbocco del ponte che conduce a Medadeddu.»

«Inutile dire che come direttivo del Comitato di quartiere di Serbariu avremmo avuto il piacere di dire la nostra, ma a quanto pare è più semplice esautorare i comitati del loro scopo principe, ossia quello di farsi portavoce di suggerimenti per il miglioramento della nostra città conclude il direttivo del Comitato di quartiere di Serbariu -. A questo punto ci chiediamo a cosa servano i Comitati di quartiere, organismi che questa amministrazione ha fortemente voluto e immediatamente dopo dimenticato; lasciati soli a fare da parafulmine tra un comune accentratore e i cittadini che legittimamente rivendicano il diritto ad una città veramente vivibile.»

 

 

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Nuovo format, interamente digitale, con ospiti provenienti dal mondo della politica e dell’imprenditoria collegati da Roma, Milano, Bologna, Cagliari. Al via la seconda edizione della Scuola di politica promossa dai Riformatori sardi, in collaborazione con l’Associazione Copernicani, che tra maggio e giugno, per 4 lunedì, si candida a diventare punto di riferimento nel panorama sardo della formazione politica a distanza.
La seconda edizione del percorso formativo nasce dalla volontà di mettere a disposizione di chi vorrà partecipare una serie di strumenti utili per affrontare gli scenari post-Covid e dalla necessità di dare una risposta alle numerose richieste arrivate in seguito allo straordinario successo della prima edizione della Scuola di formazione politica.
Si parte via web. Quattro appuntamenti divisi in tre giornate formative e un webinar finale, tutti di lunedì nella fascia oraria che va dalle 18 alle 20, pensata per dare la possibilità a tutti di partecipare. Prima giornata di alta formazione lunedì 18 maggio, con due interventi di altissimo profilo, il primo politico con il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Del Rio che parlerà delle cose da fare e di quelle da non fare più alla luce dell’emergenza che ha travolto l’Italia, ed il secondo di carattere economico con Stefano Quintarelli, cofondatore dei Copernicani, componente del Leadership Council del Sustainable Development Solutions Network per l’Onu e presidente del comitato di indirizzo di Agenzia per l’Italia digitale (AgID) che si occuperà di innovazione e politica.
Lunedì 25 maggio aprirà il pomeriggio, alle 18.00, Annamaria Bernini, Capogruppo di Forza Italia al Senato con un intervento dal titolo “Tra emergenza economica e fragili equilibri
politici” per lasciare poi sazio, dalle 19.00, a Giuliano Cazzola, uno dei massimi esperti di lavoro e previdenza in Italia, che cercherà di capire insieme ai partecipanti cosa chiede il mercato all’indomani della pandemia, quali prospettive occupazionali e come rinascere professionalmente dalla crisi.
Lunedì 8 giugno Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, con un intervento dal titolo “Il Covid ha infettato la democrazia?”, entrerà nel vivo degli scenari politici attuali e futuri. Alle 19.00, spazio a un tema del momento, l’innovazione digitale, con Massimo Simbula, avvocato in ambito Fintech, privacy, startup innovative, venture capital, criptovalute, blockchain.
La Scuola di formazione politica terminerà con un webinar conclusivo aperto a tutti, lunedì 15 giugno, che coronerà l’evento formativo promosso dai Riformatori Sardi attraverso alcune realtà imprenditoriali di indiscusso valore, sinonimo di qualità e made in Italy nel mondo. Al nome dell’ospite in programma corrisponderà infatti il brand di successo. Tra gli imprenditori in programma Oscar Farinetti, patron della catena Eataly, Francesca Argiolas, responsabile Programmazione e Sviluppo di una eccellenza sarda, le cantine Argiolas, Lorenzo Giannuzzi, Amministratore delegato del Forte Village.

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«Non è un segreto che la stagione turistica di quest’anno sarà caratterizzata da un drastico calo delle presenze esterne. Il settore turistico ha bisogno di quelle certezze sollecitate agli inizi di Maggio anche dagli assessori comunali al turismo che hanno scritto alla Giunta, senza mai ricevere risposta. E’ evidente che l’assenza della Regione anche in questa fase delicata porta alcune amministrazioni a compiere fughe in avanti, annunciando la chiusura delle spiagge libere o raddoppiando l’estensione delle concessioni demaniali a discapito della spiaggia libera disponibile gratuitamente per tutti i cittadini. Sarebbe grave che nel totale silenzio della Regione si avviasse, a fari spenti, una nuovo tentativo di privatizzazione delle coste sarde, questa volta ai danni dei tanti che ogni anno frequentano le spiagge libere dell’isola.»

Così Maria Laura Orrù, consigliera regionale dei Progressisti, interviene sul futuro della stagione turistica nell’isola e sulle misure di restrizione adottate dalla Regione per vietare l’accesso alle spiagge.

«Già da alcune settimane altre Regioni avevano allo studio protocolli e misure specifiche per consentire l’accesso e la fruizione delle spiagge da parte dei cittadini. Il Governo ha definito, nel frattempo, le misure da adottare nei tratti liberi e negli stabilimenti. In Sardegna, regina delle spiagge e del mare pulito, è ancora tutto fermo, nonostante siano già stati riaperti i parchi pubblici, sia stata consentita l’attività sportiva all’aria aperta e in tutto il territorio regionale sia stata autorizzata dalla Regione anche la pesca, sportiva e amatoriale

Sulle criticità che renderebbero complicata la fruizione delle spiagge libere Maria Laura Orrù evidenzia che «non possiamo aspettarci in Sardegna gli stessi problemi di disponibilità di arenile che avranno invece altre Regioni alle prese con occupazioni private dell’arenile fino al 90% del litorale. La fruibilità delle nostre spiagge per chi non può permettersi il costo del noleggio di lettini e ombrelloni può essere garantita anche col distanziamento tra i bagnanti secondo le indicazioni di sicurezza. Sono convinta che anche quest’anno ci siano tutte le possibilità per garantire ai sardi sia la disponibilità dei servizi balneari a pagamento che l’accesso gratuito ai tratti di spiaggia libera».

Con il 79,4% di spiaggia libera sui 595 chilometri di estensione lineare del litorale sabbioso l’isola detiene anche il miglior rapporto tra spiaggia libera e concessioni demaniali per uso turistico-balneare. La rilevanza del caso Sardegna diventa evidente di fronte al dato medio italiano che vede il 42% di tratti costieri disponibili alla balneazione occupati dai soli stabilimenti balneari.

«La nostra è la regione con la maggiore estensione di spiagge libere e con la più ampia disponibilità di litorale libero rapportata alla popolazione residente – prosegue la consigliera -. La necessità di approntare le necessarie misure di sicurezza non diventi in alcun modo un pretesto per estendere in modo incontrollato le concessioni demaniali e assaltare i beni collettivi. Non si costringano le famiglie, già provate dalla crisi economica, a prolungare gioco forza le restrizioni anche durante il caldo torrido annunciato per le prossime settimane

L’esponente del centrosinistra annuncia la presentazione di una mozione dei Progressisti per chiedere alla Giunta di affrontare tutte le questioni con gli enti locali, responsabili, peraltro, della gestione dei tratti di spiaggia libera da concessioni balneari.

«Senza un coordinamento generale da parte della Regione i Comuni si ritrovano a gestire in solitudine questioni delicate che impatteranno anche sul turismo interno, unica certezza economica e occupazionale in questo periodo di grande emergenza. Se ciascuno dei 100 comuni costieri dovesse adottare protocolli, orari di accesso e modalità di distanziamento, tutti diversi tra loro, si aggiungerebbe ulteriore stress a cittadini e famiglie che per quest’estate di tutto hanno bisogno meno che di starsene rinchiusi in casa e rinunciare a momenti di recupero psicofisico per non incappare in nuovi cavilli burocratici e in ulteriori spese difficilmente sostenibili.

La Giunta eviti lo stesso pasticcio creato con l’R(t) comunale e ragioni insieme agli enti locali prima di prendere decisioni avventate. Attivi urgentemente un tavolo con i Comuni per concordare linee di azione condivise a tutela del settore turistico e della sostenibilità economica delle vacanze dei sardi. Servono strumenti tecnologici già utilizzati dai cittadini in questi mesi per supportare l’accesso ai luoghi pubblici. Con la giuste applicazioni anche le amministrazioni locali sarebbero in grado di programmare gran parte degli aspetti connessi con l’accesso e la regolare fruizione delle spiagge. Con la disponibilità di appositi fondi regionali che garantiscano la vigilanza quotidiana sul rispetto delle misure di distanziamento si riuscirebbe, allo stesso tempo, a tutelare le spiagge anche dai fenomeni di abbandono di rifiuti e di occupazione impropria della aree destinate al transito dei bagnanti.»

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Dopo alcuni giorni, il livello del contagio da Covid-19, in Sardegna, sfiora nuovamente quota 0. Nelle ultime 24 ore, infatti, è stato riscontrato 1 solo nuovo caso positivo nella Città Metropolitana di Cagliari (totale 246). Nessun  nuovo caso nelle quattro Province, Sassari (totale 866), Nuoro (totale 78), Oristano (57) e Sud Sardegna (97).

Oggi sono stati eseguiti più tamponi, 835 (ieri erano stati 595, il totale è salito a 35.476) e sono cresciuti i casi testati in 24 ore, 769 (ieri erano stati 496, il totale è salito a 31.351).

E’ sceso sensibilmente il numero dei pazienti ricoverati in ospedale con sintomi, 77, ben 7 meno di ieri, mentre i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 11 (ieri erano 10) e le persone in isolamento domiciliare 418 (ieri erano 417). In calo il numero degli attualmente positivi, 506 (ieri erano 511), in crescita quello dei dimessi/guariti, 718 (ieri erano 712). E’ invariato il numero dei decessi, 120.

 

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La commissione Bilancio del Consiglio regionale, all’unanimità, ha espresso parere favorevole alle delibere della Giunta 13/11 e 17/18 approvate rispettivamente il 17 marzo e il 1 aprile 2020 per contrastare l’emergenza Covid-19.
La prima individua misure urgenti a sostegno del sistema produttivo isolano con quattro linee di intervento:
1) 50 milioni di euro del Fondo regionale di garanzia per le PMI gestito dalla Sfirs vengono destinate a forme di garanzia diretta: 25 milioni andranno alle imprese del settore turistico e 25 agli altri settori produttivi.
2) sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti regionali
3) 20 milioni di euro per forme di finanza innovativa: lending, cambiali finanziarie, anticipo di fatture digitale
4) 20 milioni di euro per l’erogazione di finanziamento a condizioni di mercato da parte della Regione tramite Sfirs.
La seconda delibera, invece, estende a tutti i finanziamenti in ammortamento concessi dalla Regione la sospensione dei pagamenti fino al 30 settembre 2020 anche per la quota interessi.
Nei pareri, la Commissione invita la Giunta, visto il tempo trascorso dalla adozione delle due delibere e in considerazione dei nuovi provvedimenti a favore delle imprese, adottati e in via di adozione da parte del Governo nazionale, a una verifica dell’attualità dei provvedimenti e alla loro efficacia in modo da evitare sovrapposizioni con gli interventi statali.
Su questo punto l’assessore Giuseppe Fasolino e il direttore dell’Unità di progetto per la Programmazione unitaria, Gianluca Cadeddu, hanno rassicurato la Commissione spiegando che le due delibere contengono una clausola che accoglie automaticamente tutti i miglioramenti previsti da norme statali e comunitarie.
Nel corso della seduta gli esponenti dell’opposizione Massimo Zedda (Progressisti), Eugenio Lai (Leu), Alessandro Solinas (M5S) e i consiglieri del Pd Cesare Moriconi e Giuseppe Meloni, hanno invitato l’assessore Giuseppe Fasolino a un maggior coinvolgimento del Consiglio regionale dichiarando la disponibilità della minoranza a fare la sua parte per provare a superare il momento drammatico che la Sardegna si trova ad affrontare. In particolare, le opposizioni hanno insistito sull’opportunità di prevedere un finanziamento a fondo perduto per le piccole e micro imprese della Sardegna nel prossimo provvedimento da 200 milioni di euro che la Giunta si appresta a presentare in Consiglio e su cui si concentra il confronto con la maggioranza.
I consiglieri di opposizione hanno poi suggerito all’esecutivo una rapida e puntuale ricognizione sul bilancio regionale, in modo da recuperare le somme non impegnate (o che non potranno essere spese) e metterle a disposizioni per gli interventi rivolti al contrasto dell’emergenza Covid-19. L’assessore Giuseppe Fasolino ha molto apprezzato l’atteggiamento costruttivo delle opposizioni e si è detto d’accordo sulla necessità di una immediata verifica non solo sulle risorse regionali ma anche su quelle europee. Sulle misure a fondo perduto, Giuseppe Fasolino non ha chiuso del tutto le porte alla proposta della minoranza: «Aspettiamo di capire cosa deciderà il Governo. Una volta che il quadro finanziario delle misure a sostegno delle imprese sarà più chiaro allora potremo ragionare su cosa fare coinvolgendo anche altri soggetti come le Camere di Commercio che, in alcuni territori della Sardegna, hanno già pensato a interventi di questo tipo con un attenta analisi del fabbisogno – ha detto Giuseppe Fasolino bisogna però essere chiari:è vero che le imprese hanno bisogno di un immediato ristoro per i danni economici subiti ma è ancora più importante pensare a come farle ripartire. Mi piacerebbe che questo Consiglio venisse ricordato come quello che meglio di tutti è riuscito a interpretare le esigenze del momento garantendo un futuro migliore al proprio tessuto economico».
Dubbi su una misura a fondo perduto, invece, da parte del consigliere dei Riformatori sardi Michele Cossa: «Bisogna capire qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere. In questo momento la proposta e insostenibile. Se si volessero dare mille euro a ogni piccola o micro impresa servirebbero 80 milioni di euro. Se la cifra invece dovesse aggirarsi tra i 10 e i 15mila euro allora si andrebbe oltre il miliardo».