24 June, 2026

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Sono solo 3 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna su 2.045 tamponi eseguiti, 1.956 i casi testati. 4 i decessi.

1.257 i casi di positività al virus in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 19.889 tamponi, 18.050 i casi testati. I pazienti ricoverati in ospedale con sintomi sono 95, 19 quelli ricoverati in terapia intensiva, mentre 690 sono le persone in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi sono 804. Il totale di pazienti dimessi/guariti è 351. Salgono a 102 i decessi.
Sul territorio, dei 1.257 casi positivi complessivamente accertati, 229 (+1) sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 91 (+1) nel Sud Sardegna, 52 a Oristano, 74 a Nuoro, 811 (+1) a Sassari.

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Non si placa la polemica tra Mise e Regione sui tempi di presentazione delle pratiche per la cassa integrazione in deroga. Dopo le dichiarazioni del sottosegretario del Mise Alessandra Todde e la replica del capogruppo della Lega in Consiglio regionale Dario Giagoni e quella dell’assessore regionale del Lavoro Alessandra Zedda, interviene nuovamente la sottosegretaria Alessandra Todde.

«Le stesse parole dell’assessore al Lavoro della Regione Sardegna Alessandra Zedda, ci dicono che il 22 di aprile sarebbero state inviate dalla Regione Sardegna all’INPS le prime 823 pratiche (ricevute a partire dall’8 aprile) su complessive 13mila domande da evadere. Quindi, un primo invio parziale avvenuto, a suo dire, 2 giorni fa», spiega la aottosegretaria Alessandra Todde rispondendo alle dichiarazioni dell’assessore al Lavoro sardo, Alessandra Zedda.

Ieri pomeriggio, a seguito delle migliaia di segnalazioni arrivate dalla Sardegna, dalla Sicilia e da altre regioni sui ritardi della cassa integrazione in deroga e a seguito dell’intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in Parlamento ha denunciato i ritardi delle Regioni sulle richieste, la sottosegretaria Alessandra Todde ha verificato con il ministero del Lavoro e con l’Inps lo stato dell’arte ieri e oggi, riportando l’informazione che per Sicilia e Sardegna non ci fossero flussi in transito di pratiche trasmesse da entrambe le Regioni.

«L’INPS certifica oggi che la Regione Sardegna ha trasmesso soltanto ieri pomeriggio (forse in seguito al nostro intervento?) il primo flusso di pratiche per accedere alla cassa integrazione in deroga (CIGD) per un totale di 100 pratiche. Inoltre, non risultano limiti nella capacità numerica di gestione dei sistemi dell’INPS semplicemente le altre pratiche non sono ancora state presentate. Stanotte, le domande correttamente transitate ed accettate sono state 73 (27 risultano scartate nel merito) – delle 823 dichiarate non ci sta traccia – mentre per quanto riguarda la Regione Sicilia, ad oggi sono pervenute 13 domande», aggiunge la sottosegretaria del Mise.

«Crediamo sulla parola l’assessore regionale Alessandra Zedda ma ciò non toglie che ad oggi solo 73 pratiche sono state ricevute ed approvate. Provare a polemizzare non serve a nulla. L’amministrazione regionale acceleri piuttosto le procedure perché i ritardi accumulati sono già tanti e non possono essere certo addebitati al Governo o all’INPS», conclude Alessandra Todde.

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I consiglieri del gruppo LeU Sardigna, Eugenio Lai e Daniele Cocco, hanno presentato un’interrogazione con la quale chiedono al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore regionale dell’Agricoltura Gabriella Murgia «quale sia ad oggi lo stato di attuazione dell’organismo pagatore regionale (Argea) e, soprattutto, se il medesimo sia in linea con termini e scadenze previste per garantire la sua piena operatività, relativamente alle funzioni di gestione e controllo delle spese finanziate dai fondi FEAGA e FEASR».

«Siamo fortemente preoccupatiaggiungono i due consiglieri regionali di LeU Sardignasoprattutto in ordine al piano di reclutamento del personale ed all’organizzazione della struttura, che dovranno garantire la massima efficienza della gestione interamente regionalizzata degli aiuti rispetto a quella precedente e semplificare in maniera tangibile il rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini.»

«I lavoratori delle campagne non possono continuare a caricarsi sulle spalle le lungaggini della politica e della burocrazia – concludono Eugenio Lai e Daniele Cocco – soprattutto in questo periodo di ristrettezza imposto dai noti problemi dovuti all’emergenza Coronavirus, in cui l’incertezza dei tempi di erogazione degli aiuti incide pesantemente sul bilancio delle famiglie degli agricoltori e degli allevatori sardi.»

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Poste Italiane anticiperà il trattamento di cassa integrazione ordinaria e in deroga ai clienti BancoPosta e PostePay Evolution con accredito dello stipendio a chi ne farà richiesta.

Con questa iniziativa, Poste Italiane intende offrire un sostegno concreto ai lavoratori destinatari di uno dei trattamenti di integrazione salariale ordinario o in deroga per aiutarli ad affrontare le esigenze economiche durante l’emergenza Covid-19.

Le somme che saranno erogate dall’INPS e messe a disposizione dallo Stato nei termini previsti dalla normativa saranno anticipate da Poste Italiane in partnership con BNL Finance, società specializzata in soluzioni di finanziamento. La richiesta di anticipazione potrà essere presentata online sin da oggi accedendo al sito internet di Poste Italiane www.poste.it dal quale è scaricabile la documentazione e la guida alla compilazione della domanda.

Poste Italiane estinguerà automaticamente le anticipazioni concesse non appena l’INPS erogherà i trattamenti, senza necessità di alcun adempimento da parte dei lavoratori.

«Il sistema dei trasporti sardi deve farsi trovare preparato alla imminente “Fase due” con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza dei cittadini ma anche alla sostenibilità economica delle aziende e alla stabilità occupazionale dei lavoratori.»

E’ quanto sostengono il segretario generale della Uiltrasporti Sardegna William Zonca e la segretaria territoriale per il Nord Sardegna Elisabetta Manca. «Riteniamo necessaria la realizzazione di un protocollo che, in conformità con le imminenti decisioni che il Governo Nazionale prenderà in merito alla cosiddetta Fase 2, garantisca la massima tutela dei lavoratori, del popolo sardo e dei viaggiatori che sceglieranno la Sardegna come meta delle loro vacanze», scrivono i rappresentanti della Uiltrasporti.

Per il sindacato, la riapertura del sistema Sardegna, oltre ad avere come punto fondamentale la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori (attraverso un test di controllo negli scali sardi per tutti i passeggeri in arrivo), dovrà essere accompagnata da una sostenibilità economica che prevenga eventuali stati di sofferenza delle aziende.

«Chiediamo alla Regione un intervento immediato per risanare le diseconomicità dell’aeroporto di Cagliari che in questo periodo di emergenza sta continuando ad offrire un importantissimo servizio alla comunità spiegano William Zonca ed Elisabetta Manca -. Nel momento in cui il Governo deciderà di riaprire gli aeroporti nazionali bisognerà pensare ai criteri di sostenibilità economica anche per altri scali di Alghero e Olbia, ma ora è necessario un intervento immediato per Cagliari. Non vorremmo vederci costretti a dover gestire situazioni di riduzione del personale su uno scalo che ha garantito finora i servizi essenziali a tutta l’isola: sarebbe inconcepibile·»

Per questo motivo la Uiltrasporti chiede con urgenza un tavolo di regia permanente con la Regione, le società di gestione degli aeroporti e le organizzazioni sindacali per monitorare e analizzare le ricadute economiche e occupazionali di questa crisi in previsione dei possibili scenari futuri.

La Uiltrasporti Sardegna esprime inoltre preoccupazione per le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Christian Solinas in merito all’eventuale apertura traffico areo solo per voli provenienti da Roma Fiumicino e Milano Linate (in cui sarebbero effettuati i controlli sanitari dei passeggieri destinati all’isola).

«Limitare il traffico aereo da e per l’Isola ai soli voli di continuità territoriale rischierebbe di condizionare ulteriormente la stagione turistica già fortemente compromessa – concludono William Zonca ed Elisabetta Manca -. Prorogare la chiusura degli scali di Olbia ed Alghero e lasciare lo scalo di Cagliari aperto solo per pochi voli rischierebbe, inoltre, di aggravare in maniera notevole i costi delle società di gestione e pregiudicare pesantemente i livelli occupazionali dei tre aeroporti. Peraltro la previsione di un cordone sanitario direttamente all’arrivo sugli scali sardi e non alle partenze permetterebbe di avere una pluralità di rotte in piena sicurezza.»

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I cimiteri di Carbonia e Cortoghiana resteranno ancora chiusi al pubblico sino a nuove disposizioni, nel rispetto delle prescrizioni riportate nei DPCM e nelle ordinanze regionali emanate per il contenimento della diffusione del Covid-19.

In attesa di novità in merito alla possibilità di riapertura regolare dei cimiteri, a partire da martedì 28 aprile sarà possibile far portare i fiori sulle tombe dei propri cari defunti a cura dei fiorai.

I cittadini che volessero usufruire di questo servizio potranno prenotarlo presso il proprio fioraio di fiducia, che si farà carico di deporre i fiori in cimitero, secondo il seguente calendario e nella fascia oraria indicata:

– Martedì e giovedì dalle 13.00 alle 15.00;
– Sabato dalle 11.00 alle 12.00.

L’accesso sarà riservato solo agli addetti di vendita, che dovranno essere dotati dei necessari DPI previsti (mascherina e guanti) per poter operare.

 

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In questo tempo sospeso in cui, in ragione della pandemia da Covid-19, tutto ritorna nella dimensione domestica, i nazionalismi sovranisti del centro destra, piuttosto che collaborare alla soluzione di una situazione mai così critica dall’immediato dopoguerra ad oggi, non rinunciano, anche quest’anno, come è ormai consuetudine in questi ultimi tempi, a mettere in discussione la festa del 25 aprile.

Con la solita retorica negazionista, purtroppo mai paga, si cerca di cancellare con un colpo di spugna l’importanza di una celebrazione verso coloro che hanno riconquistato la libertà e con essa la dignità, perduta nel ventennio di dittatura fascista.

In un momento in cui il mondo sembra avere interrotto il suo moto di rotazione (cit.) anche l’esercizio della libertà è messo in discussione e niente deve darsi per scontato.

Per questo è importante anche in questa occasione, anzi soprattutto in questa occasione, non abbassare la guardia.

Oggi come allora siamo davanti ad uno scenario che ci obbliga ad assumere decisioni gravide di conseguenze, la prima tra tutte, proprio di questi giorni, è quando ed in che modo riprendere le attività produttive in modo da garantire a tutti, lavoratori compresi, il diritto costituzionale alla salute.

Sarà necessario, oggi come nel 1945, mettersi in gioco non solo per se stessi, ma per costruire un futuro diverso per tutti.

Quale esempio migliore se non quello di chi ha rinunciato a tutto, talvolta anche alla vita, per un obiettivo così alto come la libertà, talvolta giovanissimo con la consapevolezza che l’esito della sua lotta non era affatto scontato?

La festa della Liberazione quest’anno ha un tratto di eccezionalità perché si svolgerà piuttosto che in luoghi pubblici, in una piazza virtuale. Se il confinamento ci aiuta a capire il valore della libertà, così come ricordato da Piero Calamandrei, l’utilizzo della piazza virtuale è destinato a segnare un importante passaggio di testimone ad una nuova generazione di liberi per usare le parole di Marco Ravelli.

Per questa ragione la CGIL, i suoi iscritti, parteciperanno a tutte le manifestazioni per la commemorazione del 25 aprile che si terranno sulle piazze virtuali organizzate dalle Associazioni antifasciste sia su base nazionale come #iorestolibero che su base locali aventi lo stesso tenore.

Antonello Congiu

Il Segretario Generale della Camera del Lavoro

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«Abbiamo sbloccato una situazione che si trascinava da quasi quarant’anni, avviando un percorso finalizzato all’attivazione degli impianti che consentiranno agli agricoltori e agli allevatori di Uta e Villaspeciosa di beneficiare dell’acqua dell’invaso del Cixerri, e rivitalizzando l’economia del territorio.»

Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha commentato così la delibera approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, che assegna al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale la gestione delle opere incluse nel distretto irriguo “Uta Nord”, finora in capo all’Enas.

Il comprensorio, che si estende su un’area di 1.727 ettari, era stato realizzato dall’ex Ente autonomo del Flumendosa (ora Enas) e non è mai entrato in funzione. Il Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale ha già ricevuto da parte dell’assessorato dei Lavori pubblici un finanziamento per il ripristino dell’impianto esistente.

«Orasottolinea l’assessore Gabriella Murgiasi potranno portare avanti gli interventi di verifica delle opere esistenti, accelerando al massimo i tempi per arrivare a un pieno funzionamento degli impianti. In un secondo momento bisognerà trovare altre risorse per ampliare l’area del comprensorio, anche fino a 3.700 ettari, venendo incontro alle esigenze di un più ampio bacino di utenza.»

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«Accusare la Regione di non aver dato corso tempestivamente alla lavorazione delle pratiche per la cassa integrazione in deroga è falso, come appare strumentale e goffo il tentativo di spostare l’attenzione sui ritardi del Governo nelle varie emergenze che investono la Sardegna e per le quali ad oggi siamo ancora in attesa di risposte concrete.»

Lo sottolinea l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, in relazione alle dichiarazioni su presunti ritardi nell’avvio delle pratiche sulla cassa integrazione in deroga.

«L’assessorato del Lavoro ha iniziato a ricevere le prime domande per l’accesso alla cassa integrazione l’8 aprile e conseguentemente gli uffici hanno avviato immediatamente l’iter per istruttoria delle pratiche. Formalmente, a partire dal giorno 22 aprile sono state trasferite all’Istituto di previdenza 823 pratiche per l’erogazione di un importo totale di 1 milione 620.269,80 euro. È evidente che l’aggiornamento delle domande nei sistemi Inps non ne ha consentito la visualizzazione in tempo reale, e ciò è stato utilizzato come elemento strumentale per fomentare una polemica politica senza senso ai danni dei lavoratori che vogliamo rassicurare sulla correttezza e tempestività nella gestione delle pratiche», ha concluso Alessandra Zedda.

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Nel corso della seduta straordinaria di giovedì 23 aprile, il Consiglio comunale di Iglesias ha approvato un ordine del giorno presentato dai consiglieri Ignazio Mocci, Eleonora Deidda e Carlo Murru, nel quale si impegnano il Sindaco e la Giunta a farsi portavoce, presso la Regione Autonoma della Sardegna, della proposta di creare un fondo destinato al finanziamento di un’indennità giornaliera in favore del personale sanitario delle strutture pubbliche, di quelle private, e delle RSA, in prima fila nell’affrontare l’emergenza Covid-19 e sottoposto ai rischi maggiori.
La richiesta di un’indennità giornaliera, vuole essere un riconoscimento per il lavoro svolto dagli operatori sanitari in questo periodo di grave emergenza, e recepisce quanto già approvato in altre realtà italiane, come nella Regione Toscana, dove gli incentivi sono stati finanziati attraverso una campagna di crowdfounding e sono state individuate tre fasce, sulla base della percentuale del rischio a cui i lavoratori sono stati esposti, identiche per tutti gli operatori che rientrano in quel reparto o servizio, indipendentemente dalla qualifica e dalla retribuzione.
L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Iglesias, auspica la collaborazione dei sindacati di settore per l’individuazione e la quantificazione delle fasce di indennità, e chiede che nel bilancio della Regione Sardegna possa essere previsto uno stanziamento, utilizzando anche la modalità del crowdfunding per reperire i fondi necessari, analogamente a quanto fatto dalla Regione Toscana.
«In una situazione come quella che stiamo affrontando, in cui tutti sono chiamati nel loro piccolo a dare il proprio contributo materiale e non, credo sia un nostro dovere come amministratori ringraziare gli operatori sanitari, e lo dobbiamo fare a mondo nostro – ha spiegato la consigliera Eleonora Deidda -. I doni materiali, i flash mob, gli applausi, le celebrazioni televisive o sui social devono essere lasciate ai privati cittadini che, personalmente, ringrazio per aver dimostrato la propria generosità nei confronti della comunità in cui vivono e lavorano; ma noi che siamo stati eletti per rappresentare e dare voce al popolo dobbiamo fare di più e lo dobbiamo fare utilizzando gli strumenti di cui siamo dotati. Sulla base di queste motivazioni e spinti dalla necessità di fare la nostra parte come amministratori, ma soprattutto, dalla voglia di ringraziare tutti, ma proprio tutti quelli che stanno lavorando con amore, dedizione e impegno, insieme ai consiglieri Mocci e Murru abbiamo ritenuto importante presentare questa proposta per il riconoscimento di un’indennità giornaliera al personale sanitario.»
«Ci teniamo a precisareha aggiunto Eleonora Deiddache è una proposta e come tale migliorabile in tutte le sue parti, anzi, auspichiamo che tutte le forze politiche regionali diano il loro apporto positivo al nostro documento e speriamo che tale indennità, inoltre, venga riconosciuta anche agli operatori delle case di cura private e delle RSA.»
«Infine, permettetemi di ringraziare gli operatori sanitari dei nostri presidi ospedalieri, i medici di famiglia, i pediatri e tutti i volontari, in particolare quelli che hanno saputo riconoscere il Covid-19 e lo hanno fatto nell’immediato e salvaguardando la salute di un’intera comunità – ha concluso Eleonora Deidda -. Voi siete gli eroi di questa città e spero che si trovi il modo per potervi ringraziare in maniera degna.»