16 August, 2026

[bing_translator]

Sono 9 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna, su 750 tamponi eseguiti. Salgono a 1.280 i casi di positività al virus dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 21.101 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 115, di cui 20 in terapia intensiva, mentre 668 sono le persone in isolamento domiciliare. 783 gli attualmente positivi. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 317 pazienti guariti (+17 rispetto al dato precedente), più altri 71 guariti clinicamente. Salgono a 109 i decessi (6 oggi).

Sul territorio, dei 1.280 casi positivi complessivamente accertati, 231 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all’ultimo aggiornamento), 91 nel Sud Sardegna, 54 (+2) a Oristano, 76 a Nuoro, 828 (+6) a Sassari.

[bing_translator]

È indubbio che la situazione socio-economica italiana, con la diffusione al Coronavirus, abbia assunto un aspetto completamente diverso rispetto alla precedente. Abbiamo chiesto all’ing. Giuseppe Toia, vicepresidente Assomet, di esprimere il suo pensiero in merito.
«La situazione nazionale e non solo ha esordito l’ing. Giuseppe Toiaa causa del Coronavirus, ha dovuto confrontarsi con una realtà nuova, dove antecedente alla Pandemia, aveva imboccato la strada della ripresa. Indubbiamente la situazione si è completamente capovolta e adesso i presupposti per una nuova ripresa si allungano notevolmente. In generale l’aspetto socioeconomico deve essere affrontato con nuove iniziative governative che devono trovare una nuova strada orientata e finalizzata ad una ripresa che non può più attendere.»
«La Sardegna non è certamente esente – ha aggiunto Giuseppe Toiaanche se rispetto al resto dell’Italia si trova in una situazione più favorevole con la diffusione del Coronavirus, tuttavia anche da noi le problematiche sono diverse e quindi gli interventi da mettere in campo da parte della Regione Sarda sono innumerevoli. Sotto questo aspetto la situazione socio-economica ha dovuto fare i conti con il Coronavirus, con le ripercussioni negative che hanno messo in luce, come anche nel resto d’Italia, tutti i limiti che in questa situazione impongono di rivedere una nuova società completamente diversa e più razionale.»
«Una riflessione è necessariaha rimarcato Giuseppe Toiala nostra preoccupazione come Assomet è rivolta, soprattutto, a tutte quelle aziende produttive che si sono trovate a confrontarsi con una recessione devastante, nella quale il loro sistema produttivo ha subito un blocco e gli scambi commerciali, i contratti stipulati, sono stati freezzati e l’aspetto occupazionale ne ha risentito tantissimo. Si parla concretamente di una perdita finanziaria di oltre 30 miliardi di euro se la situazione dovesse perdurare ancora.»
«Pertantoha concluso l’ing. Giuseppe Toianoi come Assomet seguiamo con una certa preoccupazione l’evoluzione della situazione, nella speranza che tutte le iniziative che il Governo ha cantierizzato siano indirizzate verso una concreta ripresa produttiva.»
Armando Cusa

[bing_translator]

Dal 14 marzo sono 35.711 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 1.105 controlli: 144 nell’area di Cagliari, 36 Iglesias, 54 Oristano, 360 Sassari, 233 Nuoro, 95 Lanusei, 183 a Tempio. Sono state sanzionate 34 persone (19 a Cagliari, 8 a Sassari, 4 a Nuoro, 3 ad Iglesias), per un totale (dal 14 marzo) di 705.

[bing_translator]

Nino Falchi, una delle icone del calcio rossoblu dell’Iglesias e sardo per quasi mezzo secolo. Iniziò a giocare nella Monteponi ragazzi di Angelino Salis. Dopo la trafila nelle giovanili fece l’esordio in prima squadra nel campionato di IV serie 1957/1958 con l’allenatore Piccione. Con lo scioglimento della Monteponi passò al Cagliari di Stefano Perati per il campionato di B 1959/1960, dove bagnò il suo esordio con il Verona. Si dice che alla fine della stagione 1958/1959, prima del suo passaggio al Cagliari, il mitico Fulvio Bernardini allenatore della Lazio, lo avesse adocchiato per le sue qualità, ma la fine non si fece nulla.

Ala di ruolo, dotato di buona tecnica, dribbling e buona corsa, la sua caratteristica migliore era quella di involarsi sulla fascia puntando e superando il suo avversario al fine di pennellare palloni invitanti dal fondo per i suoi compagni in area di rigore. Dopo le tre stagioni di Cagliari, due delle quali in serie C, Nino varcò il mare per giocare prima con il Grosseto e poi con la Narnese, disputando con quelle squadre campionati di serie C e D. Alla fine dell’esperienza continentale, rientrò definitivamente in città per disputare con la squadra rossoblù dell’Iglesias il campionato dilettanti 1967/1968. Con i minerari di Iglesias disputò 6 campionati consecutivi, 2 dei quali in serie D, i quali sommati ai 2 precedenti giocati con la Monteponi, sono 8 in totale, per 176 presenze e 62 reti.

Alla fine del campionato di serie D 1972/1973, continuò a giocare come giocatore-allenatore, prima nel Domusnovas, poi nel San Giovanni Suergiu. Una volta appese le scarpette al fatidico chiodo, incominciò ad allenare, guidando Cortoghiana, Fersulcis, Assemini, Iglesias, Decimoputzu e Villacidrese, vincendo tra l’altro molti campionati.

Nel 1998/1999, Nino Falchi lasciò definitivamente anche la panchina e da allora vive alla periferia di Iglesias da pensionato. Recentemente ha pubblicato il libro della sua storia ed ha festeggiato i suoi primi 80 anni.

Brano tratto dal libro “80 anni di calcio rossoblù Monteponi Iglesias 1925 -2005”, di Franco Reina, Giampaolo Cirronis Editore.

[bing_translator]

Ugo Corda è stato per oltre un quarto di secolo uno dei grandi protagonisti, prima da calciatore, poi da allenatore, del calcio sulcitano. Originario di Carbonia, iniziò a giocare al calcio con la squadra giovanile dell’Orione di Carbonia. Conclusa l’attività giovanile sembrava che dovesse passare al Carbonia in serie D, ma visti gli scarsi risultati per il tesseramento finì per giocare con il Cortoghiana nei dilettanti. Dopo alcuni campionati dilettantistici arrivò finalmente a coronare il suo sogno di giocare con la squadra della sua città, in serie D. Al termine del campionato 1968/69, conclusosi con la retrocessione del Carbonia nei dilettanti, lasciò la squadra biancoblù per passare all’Alghero, sempre in serie D. Dalla squadra catalana arrivò a Iglesias nella stagione 1972/73, in serie D, con Alvaro Amarugi presidente e Mariano Dessì allenatore. In rossoblù ha giocato 5 campionati consecutivi, tutti in serie D, per un totale di 157 partite e 7 reti.

Elemento dotato di buona tecnica e di un ottimo sinistro, ma anche giocatore di grande personalità e di un carattere forte, veniva considerato l’allenatore in campo, doti sulle quali il tecnico Mariano Dessì faceva grande affidamento, facendolo giocare in mezzo al campo da centromediano metodista con compiti sia di interdizione che di impostazione. Lasciato il sodalizio rossoblù al termine della stagione 1976/77, ha giocato prima con il Portoscuso, per poi tornare in serie D con il Carbonia.

Conclusa la carriera da calciatore, è rimasto nell’ambiente da allenatore ed ha guidato il Carbonia in serie C/2, il Carloforte, la Fermassenti e la Sguotti. E’ morto nel mese di maggio 2019, all’età di 75 anni.

Brano tratto dal libro “80 anni di calcio rossoblù Monteponi Iglesias 1925-2002”, di Franco Reina, Giampaolo Cirronis Editore

 

[bing_translator]

Uno dei migliori talenti del calcio sulcitano degli anni ’70 è stato sicuramente Fulvio Cabiddu. Originario di Cortoghiana, iniziò a giocare al calcio nei NAGC del Cortoghiana, per passare successivamente alle giovanili del Cagliari. Durante il NAGC il giovanissimo Fulvio Cabiddu arrivò tra i primissimi posti a Coverciano nelle selezioni di categoria a livello nazionale. Conclusa l’esperienza con il Cagliari Primavera, passò all’Iglesias per disputare il campionato di Promozione 1971/1972.

Giocatore non molto dotato fisicamente, per il modo di giocare era considerato il classico centrocampista dai piedi buoni, utile sia nella fase di impostazione del gioco sia in quella di interdizione, nonché elemento tenace e determinato. Alla fine del campionato di serie D 1973/1974 Fulvio Cabiddu lasciò l’Iglesias per giocare con il Vittoria in Sicilia, sempre in serie D. Dopo avere contribuito a portare la squadra siciliana in serie C, rientrò in rossoblù alla vigilia del campionato 1978/1979, con l’Iglesias ancora in serie D. Ha giocato con i rossoblù 8 campionati, 2 in Promozione e 6 in serie D, per un totale di 202 presenze e 16 reti, intervallate da 4 stagioni trascorse a Vittoria. Lasciata la squadra rossoblù in Promozione alla fine del campionato 1982/1983, continuò a giocare ancora per qualche stagione con il Cortoghiana.

Abbandonata l’attività agonistica iniziò quella di allenatore, guidando tra l’altro lo stesso Cortoghiana, il Teulada, Tratalias, Rio Narcao, Carloforte e Villacidro.

Fulvio Cabiddu oggi vive a Cortoghiana, ha lavorato presso l’Azienda Regionale Trasporti (Arst), prima Fms, è in pensione dal 2018 ed è stato consigliere comunale a Carbonia.

Brano tratto dal libro “80 anni di calcio rossoblù Monteponi Iglesias 1925-2005“, di Franco Reina, Giampaolo Cirronis Editore.

[bing_translator]

13, 36, 55: sono i numeri estratti dall’OPI, collegati alle donazioni ricevute per la produzione di 5.000 mascherine protettive pediatriche. I “fortunati” possessori dei 3 numeri, riceveranno rispettivamente 200, 100 e 50 mascherine. Con il ricavato è stato possibile proseguire il lavoro di confezionamento delle mascherine da parte delle sarte e la distribuzione da parte degli infermieri volontari.

Ricordiamo che la scorsa settimana l’Ordine Professioni Infermieristiche ha avviato la produzione delle mascherine protettive in tessuto cotone e polipropilene, questa volta per la distribuzione e nella disponibilità di cittadini di età pediatrica e scolare del Sulcis Iglesiente.

Come realizzato con l’ampio gradimento e successo della precedente iniziativa per la produzione e la distribuzione ai cittadini, istituzioni, associazioni, infermieri e operatori della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale di 20.000 mascherine protettive, nella lotta al CoViD 19, ancora una volta l’OPI ha scelto l’ambito della fattibilità, producendo nel nostro territorio quanto utile ai cittadini in età pediatrica e scolare, ad oggi costretta al proprio domicilio e quindi con movimenti abbastanza limitati e controllabili, ma che dal 4 maggio prossimo, con la fine progressiva del lock down, sarà libera di muoversi più agevolmente, bambini, scolari, ragazzi e studenti che non si può pensare di non proteggere dal virus e con attività di educazione sanitaria affinché non divengano essi stessi veicolo di contagio.

Agire anche per i ragazzi e i bambini significa provare a proteggere la loro salute, con senso di responsabilità e con un gesto di attenzione dall’alto profilo comunicativo, emotivo, di sanità pubblica: «Stiamo pensando anche a voi e alla vostra libertà di movimento nel rispetto del momento».

Le mascherine protettive in tessuto e spundbond-polipropilene sono confezionate da sarte artigiane volontarie del comune di Sant’Antioco e distribuite GRATUITAMENTE e direttamente dall’OPI Carbonia Iglesias ai pediatri di libera scelta, nei distretti scolastici, alle associazioni, nei luoghi di lavoro e delle risposte di cura e assistenza per utenti in età pediatrica.

 

 

[bing_translator]

Pinuccio Dettori è stato un grande uomo di sport. Primatista italiano nel salto in alto dal 1941 al 1957 con metri 1,85, due volte nazionale, campione italiano 2ª e 3ª serie nel ’40, secondo agli assoluti nel ’41 e ’46, secondo agli Studenteschi del ’39 e vittorioso in gare nazionali a Roma, Torino, Napoli, Parma e Milano, si qualificò per le Olimpiadi a Firenze nel 1940, con la misura di 1,85, ma non poté rappresentare l’Italia nella rassegna iridata per lo scoppio della guerra.

Divenne allenatore federale di atletica e, sotto la sua guida, crebbero atleti di assoluto valore quali Franco Sar, Antonio Ambu, Giacomo Multineddu ed Angelo Defraia.

A Carbonia conobbe e sposò Angela Beccheroni, con la quale ebbe due figli: Manlio, scomparso a soli 25 anni in un tragico incidente automobilistico; e Lilia, docente liceale.

Maestro elementare, ha dedicato la sua vita alla formazione dei giovani, nella scuola e nello sport. A lui si deve la realizzazione del campo sportivo di Corso Albania, al quale poi Aldo Carboni diede i crismi dell’ufficialità.

Pinuccio Dettori nel 1996 partecipò all’inaugurazione del complesso sportivo di via Balilla che, dopo la sua scomparsa, gli è stato intitolato.

Pinuccio Dettori era nato a Sassari il 21.03.1920, è morto a Carbonia il 13.02.2004.

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore

[bing_translator]

Alessio Rondelli è nato a Carbonia il 19 ottobre 1975. Si è dedicato fin da giovanissimo ad una disciplina sportiva bella quanto impegnativa qual è il full contact, raggiungendo presto i vertici nazionali e poi quelli europei e mondiali.

Di seguito i risultati raggiunti.

1995: campione italiano dilettanti 3ª serie full contact Wako categoria 81 kg.

1996: campione italiano dilettanti 2ª serie full contact Wako categoria 81 kg.

1997/1999/2000/2001: campione italiano dilettanti 1ª serie full contact Wako categoria 81 kg.

Caorle 1999/Jugoslavia 2001: medaglia di bronzo ai campionati del mondo full contact Wako categoria 81 kg con la maglia azzurra.

Mosca 2000: medaglia di bronzo ai campionati europei full contact Wako categoria 81 kg con la maglia azzurra.

2001: vincitore del torneo internazionale di Casablanca (full contact Pro Italia-Marocco).

2001: campione italiano professionisti Wako – Pro full contact categoria 81,400 kg.

Dal 2004 al 2007 – 2 volte nel 2007: campione del mondo professionisti Wako – Pro full contact categoria 78,100 kg.

2003 e 2004: campione italiano universitario di boxe categoria 81 kg.

2008: campione internazionale WBF di boxe professionisti categoria mediomassimi.

2009: campione intercontinentale WBF di boxe professionisti categoria mediomassimi.

 

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore

[bing_translator]

Roberto Masili è nato a Genova il 13 dicembre del 1969. Ha iniziato la pratica del ju-jitsu all’età di 5 anni, sotto gli insegnamenti del maestro Giuliano Masili (suo padre), dando subito dimostrazione di attitudine e passione verso la disciplina sportiva.

Nel 1981 si è aggiudicato, al palazzetto dello sport di Genova, il primo campionato italiano di ju-jitsu. Negli anni successivi, fino al 1989, ha vinto 2 campionati sardi e, per due volte, nel 1986 e 1987, è stato finalista ai campionati italiani, nei quali ha conquistato altrettante medaglie d’argento.

Nel 1983 Roberto Masili si è laureato per la prima volta campione italiano di judo, sotto la guida del maestro Settimio Pelliccioni (ex campione europeo di judo, nel 1975).

Nel 1986 ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al karate sportivo (disciplina che pratica insieme a judo e ju-jitsu dal 1982), riuscendo a raggiungere i traguardi più importanti della sua carriera. Dal 1986 al 1993, si è aggiudicato per 6 volte il titolo di campione sardo (specialità kumité) e dal 1986 al 1993, è stato per 4 volte campione italiano.

Nel 1991, all’età di 21 anni, si è laureato per la prima volta campione europeo, al palazzetto dello sport di Cagliari, battendo l’atleta olandese Andreas Miller e si è ripetuto nel 2000.

Nel 2001, in Romania, e nel 2006 in Olanda, ha conquistato il titolo mondiale I.K.F. Roberto Masili è stato titolare della Nazionale di karate dal 1990 al 1999, titolare del GS nazionale Vigili del fuoco dal 1994 al 1999 ed è stato premiato dal Comitato Atleti Azzurri d’Italia.

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore