23 June, 2026

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«Per il rilascio dell’autorizzazione regionale alla pesca del corallo rosso è previsto il pagamento di 1500 euro, un importo ritenuto congruo per il valore commerciale della risorsa e del fatturato delle imprese del settore. Le risorse finanziare provenienti dai versamenti dovuti per il rilascio della tassa potrebbero essere destinate ad attività di formazione e ricerca scientifica sul corallo rosso.»

Lo precisa l’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, che chiarisce alcuni aspetti del decreto firmato nei giorni scorsi.

Per i termini previsti per il pagamento, il decreto prevede che la ricevuta del versamento della tassa annua dovuta per il rilascio dell’autorizzazione dovrà essere caricata da parte degli operatori ammessi in graduatoria sul sistema Sportello unico dei servizi (Sus) entro e non oltre il termine indicato nella notifica (presente sul Sus e inviata anche via mail all’indirizzo indicato dal richiedente) con la quale è comunicata l’accettazione dell’istanza. «Qualora ci fossero delle necessità di dilazionare questo termine di pagamento in conseguenza dell’emergenza Covid-19spiega l’assessore dell’Agricoltura lo si potrà prevedere, inserendo nel decreto una deroga all’accertamento dell’effettivo versamento della tassa regionale per il rilascio delle autorizzazioni.»

«Per quanto riguarda invece la certificazione medicaaggiunge Gabriella Murgiabisogna considerare la particolare complessità della pesca del corallo rosso che viene svolta a profondità elevate e che pertanto necessita, oltre che di una consolidata esperienza nelle tecniche di immersione subacquea anche di condizioni di salute certificate a garanzia della tutela degli stessi operatori. Su questo punto non è possibile prevedere alcuna deroga, ma solo un eventuale dilazione dei termini. Pertanto, il rilascio dell’autorizzazione potrà avvenire solo qualora l’operatore sia in grado di produrre la certificazione medica prevista nel decreto.»

La piattaforma Sus prevede il caricamento di questa certificazione medica per poter concludere la procedura di presentazione dell’istanza. Nel caso in cui fosse necessaria una tempistica diversa da quella prevista (20 aprile) per la presentazione della documentazione si potrà caricare una dichiarazione d’impegno a presentare la certificazione medica richiesta, fermo restando che questi operatori potranno essere inseriti in graduatoria solo con riserva e autorizzati all’esercizio della pesca solo dopo presentazione del certificato medico di abilitazione.

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Arriveranno solo domani mattina i pareri delle commissioni Bilancio e Sanità sul disegno di legge predisposto dalla Giunta per contrastare gli effetti dell’emergenza Covid-19.
I due parlamentini, presieduti da Valerio De Giorgi e Domenico Gallus, si riuniranno alle 10.30 prima della seduta dell’Aula prevista per le 11.00. Il rinvio è stato deciso dalla Conferenza dei capigruppo che, dal primo pomeriggio, è riunita per esaminare nel dettaglio il provvedimento da 120 milioni di euro a favore delle famiglie isolane in difficoltà.
Dopo il via libera dai capigruppo si è riunita la commissione Sanità per un primo esame del disegno di legge che sarà trasmesso alla Commissione Bilancio per il parere finanziario. Parere che arriverà, come detto, solo domani mattina. Il provvedimento tornerà poi in Sesta Commissione per il parere definitivo di competenza. Il disegno di legge della Giunta sarà quindi trasmesso al Consiglio che lo esaminerà a partire dalle 11.00.

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All’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Coronavirus, ormai da alcune settimane si è affiancata un’emergenza economica che ha già messo in ginocchio numerose piccole e medie imprese e minaccia di acuirsi drammaticamente nei prossimi mesi. La chiusura di tutti gli esercizi commerciali non ritenuti essenziali e la fermata di tutti gli eventi pubblici (sport, spettacolo, cultura, assemblee varie) che prevedono assembramenti di persone, hanno già prodotto la perdita si moltissimi posti di lavoro che sarà assai difficile recuperare. Coscienti della drammaticità della situazione, il Governo in primis, con il decreto approvato ieri sera, ma anche le Regioni, stanno mettendo in campo provvedimenti straordinari, con lo stanziamento di una quantità di risorse immensa, in proporzioni mai conosciute prima nel nostro Paese, per sostenere le famiglie in difficoltà e alle imprese di ripartire.

Uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi è sicuramente quello turistico. L’isolamento tra le persone cui ci costringe il rischio di infezione, inevitabilmente ha paralizzato l’intero settore e per recuperare la fiducia necessaria per riprendere a viaggiare per piacere e, in particolare, per trascorrere periodi di vacanza, non sarà facile. Tra le comunità maggiormente colpite dall’emergenza nel settore turistico, c’è sicuramente quella dell’Isola di San Pietro che basa la sua economia in larga misura sul turismo. Oggi il problema prioritario è la tutela della salute e per questa sono impegnati tutti, istituzioni pubbliche e private, tutti i cittadini. A Carloforte, l’emergenza sanitaria ha già portato alla cancellazione e/o rinvio, di diversi eventi, tra i quali il XVIII Girotonno, previsto dal 30 maggio al 2 giugno e rimandato ufficialmente al 2021. La stagione turistica estiva sarà fortemente condizionata ma tra gli operatori del settore, nell’Isola, c’è chi non ha perso la fiducia in una parziale ripresa, da avviare tra fine luglio ed inizio agosto. Tra questi c’è Andrea Granara, che abbiamo intervistato.

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Dal 14 marzo sono 20.742 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 1.045 controlli: 270 nell’area di Cagliari, 60 Iglesias, 80 Oristano, 206 Sassari, 101 Tempio, 221 Nuoro, 107 Lanusei. Sono state sanzionate 29 persone (11 a Cagliari, 10 a Sassari, 4 ad Iglesias, 2 a Tempio, 1 ad Oristano, 1 a Nuoro), per un totale (dal 14 marzo) di 374.
Inoltre, nella mattinata di ieri, gli uomini del Corpo forestale hanno realizzato il servizio di scorta armata dei due tir, arrivati ad Olbia da Civitavecchia, che hanno trasportato le casse dei dispositivi di protezione individuale (dpi) al deposito realizzato alla Fiera di Cagliari, dove i forestali hanno svolto anche il servizio di vigilanza.

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Sono 272 i Comuni sardi che non hanno riscontrato casi di positività al Covid-19 dall’inizio dell’emergenza. E’ questo il dato più confortante per il 72% dei Comuni sardi, in una giornata che ha registrato anche un calo nel numero complessivo dei casi riscontrati, 13, 10 dei quali nella provincia di Sassari, 2 nella Città Metropolitana di Cagliari, 1 nella provincia di Oristano. Nessun caso nelle province del Sud Sardegna e di Nuoro. E’ salito a 935 il numero complessivo dei casi di positività. E’ cresciuto, purtroppo, il numero dei decessi, da 47 a 52.

La situazione più critica resta quella della provincia di Sassari, dove sono stati riscontrati ben 620 casi, il 66,31% del totale.

Oggi sono stati eseguiti meno tamponi rispetto a ieri, 159, il numero più basso dall’inizio del mese di aprile. Questa l’evoluzione del numero di tamponi dall’inizio del mese: 1° aprile 244, 2 aprile 469, 3 aprile 492, 4 aprile 311, 5 aprile 368, 6 aprile 364, 7 aprile 159. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, sono stati eseguiti 7.680 tamponi.

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Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari e del Comparto (AAROI EMAC, ANAAO ASSOMED, FVM, FASSID, Nursing UP e FSI/USAE), preso atto delle numerose criticità emerse in conseguenza dell’emergenza Covid-19, si sono rese disponibili a collaborare con l’assessorato regionale della Sanità e mettere a disposizione le proprie professionalità.

«Siamo in attesa di incontrare in teleconferenza l’Assessore in un clima di fattiva collaborazione – si legge in una nota – per poter discutere le proposte presentate in questi giorni al fine di contribuire a ottimizzare il piano di emergenza a livello ospedaliero (delibera 17/10).»

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Nessun Comune è uguale a un altro, e in tempi di crisi e virus questo appare ancora più evidente. A Seulo, comunità nota per i suoi numerosi centenari e una indiscussa longevità della popolazione, ci si è organizzati per affrontare l’emergenza Covid-19 in base alle esigenze della comunità, insieme a una forte solidarietà che è alla base dei legami sociali e umani. Andando forse anche oltre le restrizioni del Governo nazionale, tutto sembra per ora funzionare nel migliore dei modi con la chiusura totale dei negozi, generi alimentari e farmaci ordinati e obbligatoriamente recapitati a domicilio, sconto sulla spesa per tutti, distribuzione buoni d’acquisto e pc per la didattica a distanza dei più piccoli. Non mancano i volontari e le sarte per la produzione di mascherine.

«Stiamo trattando questa emergenza sanitaria come fosse un incendio boschivo ha detto il sindaco di Seulo Enrico Murgia – ovvero cerchiamo in primis di prevenire e poi di provare ad anticipare le problematiche dovute a un incremento di criticità, organizzando una risposta coordinata, proporzionale ed efficace. Voglio per questo ringraziare come sindaco, a nome di tutta la comunità di Seulo, le persone che con lavoro e passione ci stanno consentendo di dare risposte efficaci alla lotta contro il virus. Il Centro Operativo Comunale, riunitosi per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, ha da subito considerato di fondamentale importanza l’utilizzo delle mascherine, ma ovviamente la difficoltà è stata quella di reperirle. Così si è pensato di mettere in moto la macchina del volontariato.»

I volontari delle mascherine e della spesa. Il comune di Seulo ha e avrà le sue mascherine grazie alle due imprese tessili (Tesca 2000 e Su Tessingiu) e all’opera di tante seulesi che si sono messe a cucire per proteggere il proprio paese.

«Le mascherine verranno distribuite dal gruppo dei volontari che si occupano della spesa – ha proseguito il sindaco – ed ogni famiglia avrà due mascherine. Voglio sottolineare inoltre che per motivi di sicurezza da noi in paese è stato chiuso tutto, anche i negozi di alimentari e le farmacie. La spesa viene portata obbligatoriamente a domicilio, grazie al prezioso aiuto – lo ripeto – dei volontari.

E’ infatti possibile acquistare attraverso un ordine telefonico o per messaggio al negoziante di fiducia: il tutto viene poi recapitato gratuitamente. La consegna della merce sarà effettuata da corrieri volontari opportunamente formati e dotati dei presidi di sicurezza necessari allo scopo. Questo evita che il titolare del negozio sia esposto al contatto con il pubblico in uno spazio ristretto, elimina le file fuori dalle botteghe, e assembramenti anche involontari per gli acquisti.

I generi di prima necessità stanno ovviamente aumentando di prezzo, per evitare di incidere ulteriormente sulle tasche della comunità ci stiamo organizzando attraverso due linee d’azione: la prima è velocizzare la distribuzione dei buoni spesa messi in campo dal Governo/Protezione Civile, la seconda è una misura esclusivamente comunale dai contenuti innovativi, ovvero generare uno sconto sui beni di prima necessità aperto a tutta la popolazione presente in questo momento a Seulo (per un principio di solidarietà usufruiranno dello sconto sia i residenti, i seulesi non residenti, e anche chi per vari motivi si trovasse in quel momento a Seulo).»

La chiusura dei negozi consente inoltre all’Amministrazione di ricostruire più facilmente gli spostamenti ed i possibili contatti delle eventuali persone risultate infette da Covid-19, aspetto di fondamentale importanza per contenere facilmente l’infezione.

Scuola, nuovi pc per i bambini e la didattica on line. «Occorre prepararsi a una normalità nell’emergenza – ha concluso Enrico Murgia – penso soprattutto ai bambini e ragazzi che hanno visto la scuola chiudersi e ritrovarsi a dover affrontare le difficoltà della didattica a distanza. Non tutte le famiglie erano attrezzate per la didattica on line, non solo per mancanza di supporti informatici adeguati, ma anche per l’assenza di una connettività stabile e veloce. Abbiamo dunque ritenuto doveroso trovare le risorse per acquistare i computer a tutti i bambini delle elementari, seguendo una linea politica ormai consolidata a Seulo, che ha un’attenzione particolare per una istruzione di qualità. I ragazzi della scuola media sono stati dotati in precedenza di notebook e quindi sono già operativi.»

Il Centro Operativo Comunale. E’ composto dal responsabile, il sindaco Enrico Salvatore Murgia, dalla vice-sindaca Luciana Patrizia Moi con funzione di supporto Risorse, dall’assessore Adriano Mulas supporto Volontariato, dall’agente di Polizia Locale Igor Leoni funzione di supporto tecnico, dalla dott.ssa Valentina Locci supporto Sanità. Collaborano inoltre: il Comandante della Locale stazione Carabinieri Maresciallo Gerry Onano ed Efisio Pilia come responsabile della Protezione Civile di Sadali.

Foto: Panorama parziale dell’abitato
Autore: Dario Loddo

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Sono 935 i casi di positività al Covid-19 riscontrati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza, 13 in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono 122, i pazienti in terapia intensiva 26, gli ospedalizzati complessivamente 148, 673 i pazienti in isolamento domiciliare.

Le persone attualmente positive sono 821, 2 i nuovi attualmente positivi, 62 i dimessi (in attesa di conferma dall’Istituto Superiore di Sanità). I deceduti sono saliti a 52. I tamponi effettuati sono 7.680. 

Sul territorio, dei 935 casi positivi complessivamente accertati, 148 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento), 74 nel Sud Sardegna, 28 a Oristano (+1), 65 a Nuoro, 620 (+10) a Sassari.

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In Sardegna risultano soffrire di Diabete circa 120.000 persone. Alle necessità e ai bisogni di salute strettamente legati alla patologia, si debbono purtroppo associare necessità e bisogni di natura organizzativa e amministrativa fondamentali per garantire la corretta terapia a tutti. Pensiamo alle visite di controllo periodiche, all’approvvigionamento di farmaci e presidi (insulina, siringhe, aghi cannule, sensori e strisce per l’autocontrollo, etc.), al rinnovo dei piani terapeutici e delle diverse autorizzazioni e  certificazioni.

Queste condizioni, quelle propriamente che derivano dall’organizzazione in ambito sanitario, e che impattano notevolmente sulla qualità della vita delle persone con diabete, sono quelle dove storicamente si registrano le maggiori difficoltà e i maggiori ritardi con forti livelli di disuguaglianza rispetto alle altre Regioni d’Italia.

Già lo scorso 21 gennaio la RSD convocata in audizione pubblica presso la VI commissione della Salute della Regione Sardegna ha avuto modo di segnalare diverse tra le maggiori problematiche sulle quali si reputa necessario un intervento riorganizzativo, e tra queste ve ne sono certamente  alcune che, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria derivante dalla pandemia Covid‐19, risultano improcrastinabili.

Non appare superfluo evidenziare che le indicazioni emanate dal Governo e dagli Organi Sanitari auspicano la riduzione degli spostamenti delle persone, e che dai report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a Covid‐19 in Italia pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità, il Diabete mellito è per frequenza la seconda patologia osservata nei pazienti deceduti. Inoltre, la presenza di più patologie preesistenti, molto frequente nelle persone con diabete, fa impennare la possibilità di esito fatale dell’infezione.

Pertanto, in coerenza con gli attuali Decreti ed Ordinanze, ma anche con le iniziative temporanee già introdotte (vedi estensione della validità dei Piani Terapeutici scaduti o in scadenze nel periodo di emergenza; dematerializzazione della ricetta rossa ancora obbligatoria per farmaci inseriti in piano terapeutico e conseguente semplificazione per i pazienti con cronicità nel ritiro degli stessi), chiediamo risposte immediate ed urgenti su:

1) istanza inviata all’assessorato della Sanità della Sardegna lo scorso 1 aprile, tesa a rafforzare identica richiesta già inviata da Diabete Italia il 27 marzo u.s. (vedi allegati), e relativa alla  semplificazione del processo di ritiro di farmaci e presidi presso le farmacie Ospedaliere, meglio nota come distribuzione in forma diretta.

Questa modalità di approvvigionamento di farmaci, presidi e devices, riguarda un numero significativo di pazienti (oltre 5.000), e risulta fortemente problematica per i seguenti motivi:

• ridotta offerta di servizio erogato (apertura per solo poche ore alla settimana);

• la non capillarità delle strutture obbliga gli assistiti a spostamenti dal proprio Comune di residenza con percorrenze anche di diverse decine di chilometri.

Per contro sono state avanzate tre possibili alternative organizzative:

“previo appuntamento” presso i punti di distribuzione diretta;

• oppure presso le Farmacie private e convenzionate sul territorio attraverso l’estensione della modalità DPC (Distribuzione Per Conto), modalità già in essere per altri farmaci e materiali;

• oppure presso i punti di distribuzione diretta ma secondo una calendarizzazione basata sulla lettera iniziale del cognome del paziente al fine di evitare lunghe attese o viaggi inutili.

2) Attivazione della Teleassistenza. In questo momento, in ottemperanza ai DPCM dell’8 e 9 marzo 2020, sono sospese le visite programmate presso i Servizi e gli ambulatori di Diabetologia di tutta Italia. Ovviamente poiché il Diabete è patologia che è necessario gestire quotidianamente, aldilà del grave momento di emergenza sanitaria, le Società Scientifiche di AMD e SID (che rappresentano i medici diabetologi), insieme alle Associazioni dei pazienti, hanno chiesto oltre quindici giorni fa all’Assessorato alla Sanità della Sardegna l’attivazione ed il riconoscimento della tele assistenza (già operativa su gran parte del territorio nazionale).

La modalità ovviamente ancorché non esaustiva come solo può essere una visita tradizionale, risulta utile per soddisfare alcune importanti condizioni:

• viene comunque garantita una forma di assistenza terapeutica, escludendo quindi possibili gravi conseguenze dall’interruzione della stessa;

• viene fornito il necessario supporto ai pazienti attraverso l’esame e la comprensione dei dati glicemici giornalieri trasmessi per via telematica.

• è possibile intercettare casi di emergenza altrimenti sconosciuti e dagli esiti potenzialmente incerti e gravi;

• si riducono i possibili accessi agli ambulatori dei MMG e dei pronto soccorso.

Dott. Riccardo Trentin

Presidente Federazione Rete Sarda Diabete