Anita Pili: «Dobbiamo farci trovare pronti per la Fase 2, per trasformare l’emergenza in nuove opportunità»
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In Sardegna risalgono i casi positivi al Covid-19, da 3 a 14, su 462 tamponi eseguiti e 430 casi testati. Ben 11 dei 14 nuovi casi positivi sono stati riscontrati nella provincia di Sassari che resta quella largamente più colpita, con 822 casi complessivi su. 1,271 totali, il 64,67%. Gli altri 3 casi sono stati riscontrati 2 nella provincia di Nuoro (totale 76) e 1 nella Città Metropolitana di Cagliari (totale 230). Nessun nuovo caso positivo nella provincia del Sud Sardegna (totale 91) e in quella di Oristano (totale 52).
I pazienti ricoverati con sintomi oggi sono 96, uno più di ieri, quelli ricoverati in terapia intensiva 18, uno meno di ieri (il numero è in leggero ma costante calo). E’ sceso di 10 unità sia il numero delle persone in isolamento domiciliare, oggi 680, sia quello degli attualmente positivi, oggi 794. E’ in crescita il numero dei pazienti dimessi/guariti, 374 (ieri erano 351). Oggi si è registrato un nuovo decesso che porta il numero complessivo a 103.
Nonostante l’incremento odierno, il numero complessivo dei casi positivi al Covid-19 resta contenuto, 35 negli ultimi quattro giorni, e la Sardegna continua le operazioni di avvicinamento alla Fase 2.
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«Negli ultimi mesi la Regione ha adottato azioni importanti per ridurre il ‘digital divide’, cercando di salvaguardare le Amministrazioni Comunali da ogni pregiudizio economico derivante dai ritardi nell’esecuzione dei lavori.»
Lo comunica l’assessore regionale degli Affari generali, Valeria Satta, ricordando che attualmente sono 75 i cantieri in lavorazione, 220 quelli collaudati e 152 i servizi di banda ultra larga attivati.
«In questo periodo abbiamo lavorato intensamente in questa direzione ed alcuni risultati lo testimoniano – aggiunge l’assessore Valeria Satta -. La Regione Sardegna è stata candidata come polo strategico nazionale per i data center pubblici, ha avuto il riconoscimento degli interventi sulla sicurezza con il primo Cert-PA regionale, oltre al recente progetto ‘Kentos’ che porta la connettività a 100 (Gbps) in oltre 800 uffici, compresi i Comuni della Sardegna. Vogliamo continuare il percorso intrapreso che ha consentito di attivare l’infrastruttura in 152 Comuni, rispetto ai soli 24 che risultavano nello scorso mese di luglio.»
«Siamo pronti ad adottare ogni iniziativa per non perdere, a causa degli eccessivi ritardi del passato, i fondi della programmazione Fesr e Feasr. Già a dicembre 2018, siamo stati penalizzati per oltre 8 milioni di euro – conclude l’assessore regionale degli Affari generali –. Lo scorso 23 aprile abbiamo sollecitato l’immediato avvio dei lavori e l’applicazione anche in Sardegna della delibera del 7 aprile dell’Agcom in materia di adozione di misure sui servizi a banda larga e ultra larga.»
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«La Regione ha il dovere di adottare tutte le misure necessarie ad affrontare l’emergenza con l’unico scopo di tutelare la salute dei sardi. Questo è ciò che abbiamo fatto sin dall’inizio per preparare il nostro sistema sanitario ad un’epidemia dagli sviluppi imprevedibili, che avrebbe potuto avere un impatto ben peggiore di quello che registriamo oggi.»
Lo ha detto, questa sera, l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.
«L’inserimento delle strutture convenzionate Mater Olbia e Policlinico Sassarese nella rete dei Covid hospital, a sostegno e supporto degli ospedali pubblici, è stato deciso in quest’ottica – aggiunge l’assessore regionale della Sanità – e la loro attivazione è avvenuta in un momento in cui l’epidemia a livello nazionale era in forte crescita e l’andamento dei contagi non poteva essere previsto. Chi contesta questa impostazione dimostra non solo di non conoscere i protocolli di gestione dell’emergenza a livello nazionale, ma anche i termini delle convenzioni e i numeri, alimentando, in malafede, una polemica strumentale, con l’unico scopo di generare dissenso e destabilizzare attraverso la disinformazione.»
«Nell’emergenza – spiega ancora Mario Nieddu – la Regione non ha stanziato un euro in più rispetto ai tetti di spesa già previsti per l’acquisto di prestazioni dalle strutture private per l’attività ordinaria. Le indennità di servizio stabilite per i Covid hospital non riguardano solo i posti letto, ma il fatto che le intere strutture siano state messe a disposizione del servizio pubblico, come per altro avvenuto in diverse Regioni, e i costi rientrano comunque nei budget già approvati.»
«I piani per contrastare l’epidemia sono serviti ad anticipare e prevenire eventuali crisi e noi abbiamo agito nei tempi giusti – precisa l’assessore della Sanità -. I due ospedali convenzionati si trovano fuori dalla rete dell’emergenza-urgenza, indicarli come centri Covid ci ha consentito di non dover stravolgere il sistema dei pronto soccorso e del 118 e di poter continuare a garantire l’assistenza nelle strutture pubbliche per tutte le patologie, che, è bene ricordare, il Covid-19 non ha cancellato dal nostro territorio.»
«Anche sui numeri occorre fare chiarezza, al 23 di aprile i pazienti Covid ricoverati al Mater Olbia erano nove, otto in terapia subintensiva e uno in terapia intensiva, mentre al Policlinico Sassarese gli stessi erano trentaquattro, di cui ventidue in degenza ordinaria, otto in subintensiva e quattro in intensiva. Un totale di quarantatré ricoveri, cifre ben diverse da quanto sostenuto da chi ha affermato che fossero appena nove in totale. Chi oggi lamenta che queste strutture siano rimaste sottoutilizzate rispetto agli scenari più gravi, ipotizzati nel piano dell’emergenza, forse si augurava una Sardegna messa in ginocchio dal virus come accaduto altrove? Abbiamo messo in campo ogni strumento a nostra disposizione per impedire la circolazione del Covid-19 ed i numeri oggi ci stanno dando ragione. Lunedì 27 il Mater Olbia uscirà dalla rete degli ospedali Covid, ma sarà pronto a rientrarci nel caso lo scenario dovesse mutare – conclude l’assessore regionale della Sanità -. Le polemiche non ci faranno mai abbassare la guardia.»
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«Tutte le imprese edili con contratto nel sistema della PA devono adottare le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri edili a tutela della salute dei lavoratori, senza costi aggiuntivi. La Regione prepara la fase 2 ribadendo la necessità di aggiornare il Piano Operativo di Sicurezza (POS) e il Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) ed individuando la copertura dei maggiori costi da sostenere per specifici DPI e altre attività di contenimento dei rischi nelle somme a disposizione nel quadro economico dell’opera, alleggerendo quindi le aziende del costo. »
Lo comunica il presidente della Regione Christian Solinas. «Ripartiamo in sicurezza, la salute dei cittadini e dei lavoratori è il bene primario», sottolinea il presidente della Regione.
Le misure anti contagio ricordate nella direttiva inviata dall’assessorato dei Lavori pubblici a tutti i Comuni e le Province alla Città metropolitana di Cagliari ed agli Enti appaltanti del sistema Pubblica Amministrazione, dovranno essere adottate sia alla ripresa delle attività nei cantieri oggi sospesi, sia nei cantieri i cui contratti risultano in fase di stipula. Gli Enti attuatori di interventi di competenza regionale saranno quindi tenuti ad adottare tutti i protocolli volti a impedire la diffusione e il contagio da Covid-9 tra i lavoratori, specie per quelle attività che si svolgono al chiuso. Il tutto senza oneri aggiuntivi a carico delle aziende dato che il maggiore costo dovrà essere individuato nel quadro economico dell’opera.
Nello specifico, i coordinatori per l’esecuzione dei lavori dovranno integrare i Piani di sicurezza e coordinamento (Psc) determinando i maggiori oneri per specifici DPI o altre attività di contenimento dei rischi. Le stazioni appaltanti dovranno dal canto loro vigilare affinché le imprese appaltatrici e subappaltatrici redigano i necessari aggiornamenti dei Piani operativi di sicurezza (Pos) per la tutela dei propri lavoratori.
«L’emergenza che stiamo vivendo ha rimesso al centro la sicurezza nei luoghi di lavoro e la tutela della salute dei lavoratori – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia -. Insieme ai sindacati ed alle associazioni di categoria abbiamo ragionato sul modo più efficace per far ripartire i cantieri, partendo dal presupposto che oggi abbiamo il dovere di prestare la massima attenzione a tutte quelle attività che espongono i lavoratori a rischi elevati, in primis a quelle che si svolgono nei cantieri edili. È per questo che la direttiva, oltre a indicare la necessità per committenti e stazioni appaltanti di aggiornare i Piani di sicurezza e coordinamento, vuole essere un richiamo alla responsabilità di tutti, imprenditori e lavoratori, sul rispetto delle indicazioni anti contagio favorendone l’applicazione a costo zero per l’azienda.»
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Anche in Sardegna, in presenza delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus, il 25 aprile è stato celebrato con modalità inedite, in videoconferenza o messaggi attraverso internet e, soprattutto, i social. La sindaca di Villamassargia, Debora Porrà, ha scelto di celebrare il 25 aprile con un videomessaggio di alcuni minuti ai cittadini, che riportiamo integralmente.
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Le restrizioni imposte dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri e dalle ordinanze del presidente della Regione, impediscono qualsiasi manifestazione pubblica che comporti assembramento di persone e tra queste vi sono anche quelle che oggi avrebbero dovuto celebrare il 25 aprile, festa della Liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti. Stamane, un po’ ovunque, le manifestazioni si sono svolte in solitudine o con pochissime persone, adeguatamente distanziate l’una dall’altra, ad iniziare dalla Capitale, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è salito da solo, con una mascherina protettiva sul viso, sui gradini dell’Altare della Patria per rendere onore ai Caduti del 2° Conflitto Mondiale e deporre una corona d’alloro. Un’immagine inedita, per una cerimonia che non si era mai vista prima e si spera di non dover più rivedere nel futuro più o meno prossimo.
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Sono 14 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna. Salgono a 1.271 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 20.351 test (462 oggi). I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 114, di cui 18 in terapia intensiva, mentre 680 sono le persone in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi sono 794. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 307 pazienti guariti (+14 rispetto al dato precedente), più altri 67 guariti clinicamente. Salgono a 103 i decessi.
Sul territorio, dei 1.271 casi positivi complessivamente accertati, 230 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all’ultimo aggiornamento), 91 nel Sud Sardegna, 52 a Oristano, 76 (+2) a Nuoro, 822 (+11) a Sassari.
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Dal 14 marzo sono 34.606 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 545 controlli: 85 nell’area di Cagliari, 27 Iglesias, 25 Oristano, 198 Sassari, 102 Nuoro, 39 Lanusei, 69 a Tempio. Sono state sanzionate 11 persone (6 a Sassari, 5 a Cagliari), per un totale (dal 14 marzo) di 671.