5 August, 2021
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Offrire a istituzioni e cittadini informazioni, risposte e indicazioni, sulla base di dati scientifici, competenze ed esperienze in tema di inquinamento atmosferico e COVID-19. Nasce con questi obiettivi l’alleanza scientifica fra ENEA, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA, composto da ISPRA e dalle Agenzie Regionali del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) annunciata oggi con l’avvio di un progetto di ricerca congiunto denominato PULVIRUS. Si tratta di un’iniziativa di respiro nazionale in raccordo con il Servizio pre-operativo nazionale in via di definizione “Qualità dell’Aria – Mirror Copernicus” e in stretto rapporto con il progetto europeo Life-Prepair sul bacino padano, che si propone di mettere a fattor comune rilevanti insiemi di dati, competenze ed esperienze in corso di cui dispongono le tre istituzioni e di verificare gli strumenti che la comunità scientifica si è data per supportare le policy ambientali e sanitarie.

In particolare il progetto vuole approfondire:

  • il discusso legame fra inquinamento atmosferico e diffusione della pandemia,
  • le interazioni fisico-chimiche-biologiche fra polveri sottili e virus
  • gli effetti del “lock down” sull’inquinamento atmosferico e sui gas serra.

Il progetto utilizzerà per lo studio di interazione fra particolato atmosferico e virus sia analisi “in silico”, ossia la riproduzione dell’interazione fra virus e particolato atmosferico mediante la simulazione matematica al computer, sia un modello biologico rappresentativo delle caratteristiche di SARS-CoV-2.

PULVIRUS si svilupperà sull’arco di un anno, ma fra pochi mesi saranno comunque disponibili alcuni risultati significativi, fra i quali l’analisi di fattibilità di un sistema di rivelazione precoce da attivare possibilmente prima della prossima stagione autunnale. Inoltre dati, modelli ed elaborazioni, rapporti e pubblicazioni verranno resi disponibili al pubblico e alla comunità scientifica nazionale attraverso un apposito sito web, costituendo una formidabile base di dati per gli studi successivi.

«Ciò che si è verificato con il lockdown è un evento eccezionale, e speriamo unico, e rappresenta un involontario esperimento di blocco delle sorgenti emissive, altrimenti non attuabile, che può dimostrare l’ampiezza e l’intensità delle misure da porre in essere per rispettare i limiti alle concentrazioni e fornire indicazioni per affrontare le cosiddette ‘emergenze smog’ che si ripresentano annualmente», spiegano ENEA, ISS e SNPA.

Nello specifico, il progetto parte dall’evidenza che l’introduzione delle misure di contrasto al COVID-19 ha causato riduzioni delle concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici, riscontrata dai dati delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria. L’analisi preliminare indica che le concentrazioni degli inquinanti non seguono gli stessi andamenti, come è inevitabile che sia per fenomeni complessi e non lineari. La diminuzione delle concentrazioni di alcuni inquinanti come il biossido di azoto (NO2) sembra interessare maggiormente le stazioni di monitoraggio vicine al traffico veicolare e meno quelle lontane dalle sorgenti. Gli andamenti altalenanti della concentrazione del particolato dipendono dal ruolo che la variabilità meteorologica e le reazioni chimiche in atmosfera giocano nella sua formazione e dispersione.

L’obiettivo è quindi quello di effettuare un’analisi seria ed approfondita su queste tematiche, fondata su protocolli scientifici verificabili, così da fornire a istituzioni e cittadini informazioni attendibili utili per la migliore comprensione dei fenomeni e l’assunzione delle opportune decisioni.

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EuroSpin, il più grande discount italiano e leader nel settore per numero di punti vendita, fatturato e numero di clienti, assumerà oltre 60 diplomati e laureati, ai quali è richiesta flessibilità, massima serietà, disponibilità, capacità comunicative e organizzative, orientamento al cliente, saper lavorare in squadra, capacità di problem solving, determinazione nel raggiungimento degli obbiettivi, motivazione, dinamicità, etc.

Il Gruppo è alla ricerca soprattutto di Addetti alla Vendita, i quali dovranno dare assistenza ai clienti, gestire la cassa, sistemare la merce negli scaffali e occuparsi di tutte le attività presenti all’interno dei punti vendita; Capi Settore, che dovranno occuparsi dell’andamento commerciale dei vari reparti garantendo il raggiungimento degli obbiettivi aziendali; Tecnici di Cantiere, che si occuperanno della direzione dei lavori, della preparazione dei preventivi e di seguire lo stato di avanzamento dei lavori; Impiegati Fatturazione, che dovranno occuparsi della contabilità generale (fatturazione elettronica, controllo fatture fornitori e clienti, pratiche amministrative) e supportare le attività ordinarie di amministrazione e segreteria oltre a Assistenti di Filiale, Impiegati Ufficio Commerciale, Gastronomi e tante altre. Per candidarvi a queste posizioni…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_eurospin_5_20.html .

 

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«Tanti proclami ma pochi fatti. La Regione cavalca l’onda della glorificazione degli infermieri, e di tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea nella battaglia al Covid-19, ma non si adopera realmente per individuare le strutture alberghiere, nelle città di Sassari, Nuoro e Cagliari dove sono operativi i Covid Hospital, per far trascorrere il periodo di isolamento a positivi asintomatici, e a chi deve rispettare la quarantena ma non può rientrare nel proprio domicilio per il pericolo di entrare in contatto con i familiari: ovvero infermieri e medici.»
A denunciare la situazione che si protrae ormai da 50 giorni è Christian Cugusi, dirigente sindacale NurSind dell’AOU di Cagliari.

Il pericolo dell’isolamento domiciliare. «Le statistiche parlano chiaro – ha proseguito Christian Cugusi l’isolamento nel proprio domicilio non funziona, anzi espone i congiunti a un grave rischio di contagio, e presuppone l’utilizzo di un bagno riservato, nonché la sanificazione continua degli ambienti comuni, di biancheria, stoviglie e indumenti, e tutto viene ulteriormente complicato dalla presenza di bambini che spesso sfuggono al controllo dei genitori. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate – da parte degli infermieri – le richieste di aiuto in tal senso, senza ottenere risposta da parte delle Amministrazioni delle Aziende sanitarie.»

Nessun alloggio per il personale sanitario. «Dopo tutte le promesse fatte dal presidente della Regione Christian Solinas e dall’assessore della Sanità Mario Nieddu, ancora oggi – prosegue il dirigente sindacale – alla richiesta di alloggio da parte del personale sanitario, l’amministrazione dell’AOU di Cagliari, risponde di non avere a disposizione nessun locale idoneo a tal fine, asserendo di aver richiesto alla presidenza della regione Sardegna la disponibilità di almeno 30 alloggi senza aver ricevuto alcuna risposta. Ancora, sono stati vani i tentativi di ottenere rassicurazione da parte della protezione civile, che si è limitata ad acquisire i nominativi e i recapiti telefonici dei richiedenti, senza poi contattarli. Ancora una volta, gli stessi infermieri che venivano osannati quali eroi e salvatori della patria, oggi sono stati dimenticati ed abbandonati dalla politica, regionale e nazionale che ci ha riservato la misera elemosina di 100 euro a dipendente, quale gratificazione per il servizio svolto nel mese di marzo, e neppure mai intascati dagli operatori.»

Il caso del policlinico di Monserrato. «Emblematico l’episodio verificatosi il 28 aprile nel Policlinico di Monserrato, quando una paziente è stata confermata positiva all’interno del reparto di chirurgia del blocco G. Il personale sanitario che è entrato a contatto con la paziente – racconta Christian Cugusi – è stato prontamente messo in isolamento domiciliare fiduciario, e questo fino all’esecuzione del tampone, che non potrà avvenire prima del quarto giorno dal contatto, per una maggiore attendibilità dell’esame. Si capisce allora che potrebbero essere ben più gravi le conseguenze – per infermieri ed operatori sanitari sottoposti a isolamento preventivo per quattro giorni – qualora venissero confermati positivi al Covid-19: per loro scatterebbe inevitabilmente la quarantena obbligatoria per almeno 14 giorni in alloggi di fortuna, per preservare la salute e l’incolumità dei propri familiari. Chiediamo per questo un tempestivo intervento della Regione, perché non si può attendere oltre.»

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I consiglieri regionali del Partito Democratico incalzano la Giunta regionale e la maggioranza a far presto sulle misure da adottare per le imprese e rilanciano la loro proposta di legge sul contributo a fondo perduto per le micro e piccole imprese e prospettano una riduzione temporanea degli oneri tributari a vantaggio delle medie imprese sarde.

«Non è comprensibile e neppure giustificataè scritto in un comunicato a firma dei consiglieri regionali democraticila lentezza dell’azione politica della Giunta regionale che, inevitabilmente, ha effetti sull’intero sistema economico isolano, aggravando una crisi già di per sé drammatica e rendendo ancora più difficile l’efficacia di qualsiasi provvedimento si dovesse approvare successivamente.»

«Sono ormai trascorsi quasi due mesi dal 5 marzo si legge ancora nel comunicatogiorno in cui il Consiglio regionale ha impegnato il Presidente della Regione e la sua Giunta a mettere in campo tutte le azioni di propria competenza, utili e necessarie a contenere gli effetti economici dell’emergenza da Covid-19 sul sistema produttivo e imprenditoriale sardo. Da allora solo annunci, e oggi, 29 aprile, l’assenza conclamata dell’Assessore alla Programmazione, chiamato in audizione in V Commissione a riferire sull’annunciato provvedimento della Giunta, del quale nulla si sa.»

«Noi la nostra proposta ce l’abbiamo, ed è chiara da tempo, a pieno e incondizionato sostegno al mondo delle imprese. Riteniamo, dunqueconcludono i consiglieri democratici che il tempo sia abbondantemente scaduto e la situazione generale sufficientemente chiara tanto da considerare irrinunciabile il ricorso al sostegno a fondo perduto per le nostre micro e piccole imprese, così come necessaria l’adozione di misure temporanee e urgenti volte ad alleggerire il carico degli oneri tributari sul sistema delle medie imprese sarde, le quali chiedono a gran voce di essere ascoltate.»

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La commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale, presieduta da Piero Maieli, è stata convocata per martedì 5 maggio, alle 10,30. All’ordine del giorno figura l’audizione dell’assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Fasolino, sulle misure che la Regione sta adottando per affrontare la gravissima crisi di tutti i comparti produttivi regionali conseguente ai provvedimenti necessari a fronteggiare l’epidemia di Covid-19.
I lavori della Commissione proseguiranno alle 15,30, con l’audizione dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, e dei Commissari straordinari di Argea e Laore sullo stato e la liquidazione delle pratiche relative alla concessione di contributi ed erogazioni nel settore agricolo.

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Il Coronavirus, in Sardegna, continua ad arretrare: 5 casi positivi oggi, 67 negli ultimi 10 giorni (1.295 il totale). E’ meno positivo, nello stesso arco di tempo, il bilancio delle vittime, 30, per un totale di 116 (nessun decesso negli ultimi 2 giorni, dopo i 7 di martedì 28 aprile).

Oggi sono 87 i ricoverati in ospedale con sintomi, 1o giorni fa erano 115. Anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono in calo, oggi 16 (10 giorni fa erano 21). Nello stesso periodo le persone in isolamento domiciliare sono scese da 718 a 641, gli attualmente positivi da 854 a 744, i dimessi/guariti sono cresciuti da 288 a 435. I tamponi eseguiti dall’inizio dell’emergenza sono 24.754 (22.350 i casi testati), 10 giorni fa i tamponi eseguiti erano 15.328.

Vediamo, infine, i casi di positività al Covid-19 riscontrati nell’Area Metropolitana di Cagliari e nelle quattro province sarde negli ultimi 10 giorni.

Città metropolitana di Cagliari 235 (+17 negli ultimi 10 giorni), provincia del Sud Sardegna 93 (7 negli ultimi 10 giorni), Oristano 54 (2 negli ultimi 10 giorni), Nuoro 77 (3 negli ultimi 10 giorni), Sassari 836 (38 negli ultimi 10 giorni).

 

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Il 1° maggio 1950, dall’unificazione tra la LCGIL e la FIL, nasce la CISL, con la proclamazione a Roma al Teatro Adriano.

Anche in Sardegna a maggio si costituiscono le unioni sindacali provinciali.

I 70 anni di rappresentanza e protagonismo della CISL nel mondo del lavoro dell’Isola li festeggiamo in un momento di grande emergenza sanitaria ed economica, che si riverbera pesantemente sulle condizioni di vita e di lavoro di tutti i sardi.

La ricorrenza del 1° maggio, festa del lavoro, e della nascita della CISL, non possono vedere come nel passato una partecipazione popolare adeguata, a causa delle prescrizioni sul distanziamento sociale.

Nonostante queste limitazioni, l’impegno che stiamo profondendo per contrastare la diffusione del contagio e garantire la sicurezza dei lavoratori, per la tutela del reddito dei lavoratori e delle famiglie, per una strategia utile a rilanciare l’economia e il lavoro, sono un segnale forte e visibile che rinnova lo spirito e il significato sia della ricorrenza del 1° maggio che le ragioni della nascita della CISL come sindacato libero e popolare.

Libero perché autonomo dalla politica, popolare perché inserito e radicato in tutte le comunità della Sardegna e partecipe dello sviluppo del Paese e dell’Isola con gli stessi diritti, pur con diversi ruoli, della rappresentanza politica.

Questa concomitanza non casuale, del 1° maggio e della nascita della CISL, è un fatto certamente simbolico, ma anche evocativo della volontà di essere un soggetto di rappresentanza di lavoratori, pensionati, disoccupati, donne e uomini, che nasce nel lavoro e che attraverso la sua cittadinanza nello stato intende garantirne autonomo ruolo e dignità.

Dal 1950 molta acqua è passata sotto i ponti e la Sardegna è profondamente cambiata, nonostante perdurino una grande quantità di problemi, la prima modernizzazione dell’Isola ha visto protagonista il sindacato con le idee, le proposte e le lotte.

Ora, in un difficile frangente della storia, siamo di nuovo, e come altre volte, impegnati ad affrontare il presente e il futuro con rinnovata combattività e positiva speranza di superare le avversità della crisi sanitaria e delle sue conseguenze, per la ripresa del lavoro in sicurezza e per una nuova fase espansiva dell’economia.

In questa direzione la CISL sarda è unitariamente impegnata con la CGIL e la UIL, e in totale sintonia con le strategie sindacali nazionali, a confrontarsi con la Regione Sardegna per condividere le scelte necessarie a superare la crisi sanitaria e produttiva.

Infatti senza una strategia unitaria tra forze sociali e istituzionali sarà impresa ardua venire a capo di una recessione economica senza precedenti e dall’emergenza sanitaria che ha radicalmente cambiato abitudini, modi di vivere e di lavorare.

L’appello che in questa occasione la CISL sarda rinnova alla Regione è di dare corpo a un confronto e a un dialogo indispensabile per andare oltre la crisi e per costruire la seconda modernizzazione della Sardegna.

Come in tutti questi settanta anni i lavoratori, i pensionati, le donne e gli uomini della CISL sono e saranno al fianco di tutto il popolo sardo e delle sue istituzioni per promuovere la giustizia sociale, la dignità del lavoro e della persona, i diritti di cittadinanza.

Gavino Carta

Segretario Generale CISL Sardegna

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Piattaforma digitale ‘Go-to meeting’, 30 aprile 2020. Date certe per riaprire porti ed aeroporti, protocolli chiari e applicabili per aerei, navi, hotel e ristoranti, il tutto in una normativa regionale con procedura d’urgenza, dotata di fondi adeguati, per mettere in sicurezza turisti, operatori, cittadini e lavoratori e realizzare la stagione 2020.

I Comuni turistici della Sardegna sono la rete più capillare che c’è per applicare ogni misura di protezione e di rilancio e per questo si rivolgeranno al presidente della Regione, Christian Solinas e all’assessore del Turismo, Gianni Chessa attraverso una lettera condivisa. Sono diventati 50 gli Enti locali isolani che hanno risposto alla seconda Conferenza online degli assessori del Turismo dei Comuni della Sardegna realizzata questa mattina sulla piattaforma online “go-to meeting”. Dalla Conferenza anche la richiesta di un incontro urgente alla Regione per tracciare la strada della ripresa e condividere un nuovo modello di sviluppo economico, sociale e culturale della Sardegna.

I COMUNI. Il secondo appuntamento ha visto crescere considerevolmente il numero dei Comuni aderenti all’iniziativa lanciata nelle scorse settimane dell’assessore del Turismo di Santa Teresa Gallura, Stefania Taras. I Comuni sardi che hanno aderito alle Conferenze, rappresentanti di tutta la Sardegna, dal Nord al Sud, passando per le coste occidentali e orientali della regione fino alle zone interne, hanno lanciato anche la richiesta che le istituzioni regionali diano «risposte rapide alle richieste di intervento contenute nella lettera» e che «garantiscano al più presto le risorse necessarie per attuare i protocolli di sicurezza”, ma anche che assicurino una «data certa per far partire la stagione turistica» e «trasporti accessibili in piena sicurezza». Dagli interventi degli esponenti degli Enti locali isolani è arrivato forte il messaggio sulla necessità di essere considerati dalla Regione e dal Consiglio regionale come l’unico soggetto che può assicurare capillarità di intervento sui territori verso turisti, cittadini, operatori e lavoratori. Dalla Conferenza, inoltre, l’appello a che la ‘Consulta permanente degli assessori del Turismo’ sia riconosciuta come interlocutore istituzionale essenziale e per questa ragione la necessità di dare ai Comuni turistici le risorse finanziarie necessarie.

LA LETTERA. La richiesta della definizione urgente della normativa regionale parte dalla necessità di attivare i protocolli per un’accoglienza sicura. In particolare per la fruizione ottimale delle spiagge, siti naturalistici e luoghi pubblici, per la gestione dei siti di interesse culturale, l’organizzazione dei mezzi di trasporto pubblico locale. Ma dalla normativa deve arrivare una risposta ai nuovi costi per i servizi che porterebbero i Comuni a fronteggiare gravi difficoltà di bilancio anche a causa delle future minori entrate su servizi legati al turismo, con riflessi immediati di tipo economico, sociale e occupazionale. Inoltre è partita la richiesta di vedere garantita l’operatività, in piena sicurezza sanitaria, dei vettori nei trasporti interni ed esterni. Non ultima la forte necessità di tutti gli Enti locali sardi di veder superato il “digital divide” che non permette ai Comuni di colmare il gap nei confronti del resto d’Italia e d’Europa, con gravi riflessi sull’efficacia dei servizi offerti a cittadini e turisti.

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Anche oggi sono 5 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati in Sardegna su 1.455 tamponi eseguiti. Il totale dei casi positivi sale così a 1.295 dall’inizio dell’emergenza. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 24.754 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 103, di cui 16 in terapia intensiva, mentre 641 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 355 pazienti guariti (+20 rispetto al dato precedente), più altri 80 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime (116).
Sul territorio, dei 1.295 casi positivi complessivamente accertati, 235 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all’ultimo aggiornamento), 93 nel Sud Sardegna, 54 a Oristano, 77 (+1) a Nuoro, 836 (+3) a Sassari.