La Lega chiede al ministro dei Trasporti Paola De Micheli risposte sulla Continuità territoriale
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Il corriere espresso Bartolini-BRT assumerà nuovo personale in possesso di diploma o di laurea, con capacità manageriali e di gestione delle risorse umane, dinamicità, buone capacità comunicative, relazionali e di problem solving, capacità di operare in autonomia etc. Le assunzioni riguardano soprattutto Responsabili di Filiale, che dovranno gestire in piena autonomia la filiale loro affidata, gestire la distribuzione dei colli, svolgere attività di promozione e vendita del servizio presso la clientela e gestire tutti i costi fissi e variabili della filiale; Impiegati Assistenza Clienti, che dovranno soddisfare le richieste telefoniche dei clienti ed espletare le attività dell’ufficio relative alle pratiche di assistenza; Responsabili Operativi, i quali dovranno fornire servizio logistico ai clienti in conformità con il contratto stipulato e coordinare l’operatività e le risorse di magazzino; Tecnici per la Manutenzione Immobiliare, che dovranno gestire i progetti di sviluppo e manutenzione del patrimonio immobiliare e le gare di appalto oltre a Impiegati Operativi, Addetti Commerciali Interno/Esterno, Impiegati Ufficio Prese e Consegne etc.
I candidati dovranno…
L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_brt_4_20.html .
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Dal 14 marzo sono 33.529 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 377 controlli: 150 nell’area di Cagliari, 42 Iglesias, 19 Oristano, 93 Sassari, 47 Nuoro, 26 Lanusei. Sono state sanzionate 3 persone, tutte a Cagliari, per un totale (dal 14 marzo) di 653.
Inoltre, nello scalo di Porro Torres, sono stati controllati 30 passeggeri in arrivo da Barcellona.
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«In Sardegna gli istituti di credito possono anticipare da subito l’assegno di cassa integrazione in deroga ai lavoratori interessati.»
Lo precisa l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, commentando il parere obbligatorio rilasciato dalle Commissioni consiliari competenti relativo alla deliberazione n° 18/04 dell’8 aprile 2020, con la quale la Giunta regionale concede la garanzia, attraverso la Sfirs, ai principali istituti di credito, che hanno già sottoscritto l’accordo con Abi nazionale per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali.
«Pertanto – sottolinea l’assessore Alessandra Zedda – non è necessario nessun accordo, tavolo o convenzione con le banche per poter attivare l’anticipazione della cassa integrazione dei lavoratori. Le richieste dei beneficiari alla misura della cassa integrazione sono state da oggi trasferite all’Inps che congiuntamente alla Regione ha iniziato la lavorazione delle pratiche.»
«Lo strumento dell’anticipazione – conclude l’assessore regionale del Lavoro – nasce dall’esigenza di aiutare le persone più colpite dalla grande crisi generata dal Coronavirus ed è fondamentale sia per i lavoratori che non hanno alcuna entrata, sia per le piccole aziende.»
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1.000 i tamponi eseguiti oggi in Sardegna, 11 i casi positivi al Covid-19, la situazione complessiva migliora. Il numero di tamponi eseguiti è quasi doppio rispetto a ieri (erano 558), i casi positivi sono solo 3 in più (erano 8). Ieri erano state quattro le province senza nuovi casi, oggi sono due: Oristano e Nuoro (il totale resta fermo rispettivamente a 52 e 74 casi positivi). 3 casi, dopo una settimana di assenza, sono stati riscontrati nella provincia del Sud Sardegna (il totale è salito a 89), 6 nella provincia di Sassari dopo un giorno di assenza (il totale è arrivato a 804), e 2 nella Città Metopolitana di Cagliari (ieri erano stati 8, 228 il totale dall’inizio dell’emergenza).
Scende sensibilmente il numero dei pazienti ricoverati con sintomi, 97 (ieri erano 112), e scende ancora anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, 20 (ieri erano 21). Cresce il numero delle persone in isolamento domiciliare, 716 (ieri erano 704). Sono 833 gli attualmente positivi (ieri erano 837). E’ in crescita il numero dei pazienti dimessi/guariti, 318, 12 più di ieri, quando erano 306. Il numero di decessi è salito ancora di 3 unità, il totale è arrivato a 96.
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Dal 14 marzo sono 33.152 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 323 controlli: 74 nell’area di Cagliari, 28 Iglesias, 21 Oristano, 131 Sassari, 5 Tempio, 36 Nuoro, 28 Lanusei. Sono state sanzionate 3 persone (1 a Cagliari, 1 a Sassari, 1 a Nuoro), per un totale (dal 14 marzo) di 650.
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Il Bollettino Viaggiatori diffuso oggi dalla Regione Sardegna, richiesta di autorizzazione straordinaria per l’imbarco di passeggeri da e per la Sardegna, misure straordinarie urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019 nel territorio regionale della Sardegna.
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Sono 11 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna. 1.000 i tamponi eseguiti.
Il totale dei positivi al Covid-19 sale a 1.247. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 16.886 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 117, di cui 20 in terapia intensiva, mentre 716 sono le persone in isolamento domiciliare. Le persone attualmente positive sono 833. Il dato progressivo dei casi positivi comprende i 318 pazienti dimessi/guariti (12 più di ieri). Salgono a 96 i decessi (3 nelle ultime 24 ore).
Sul territorio, dei 1.247 casi positivi complessivamente accertati, 228 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento), 89 nel Sud Sardegna (+3), 52 a Oristano, 74 a Nuoro, 804 a Sassari (+6).
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«Come già sottolineato nei giorni scorsi, ritengo assai grave la scelta della Regione di accorpare i reparti di Urologia e Chirurgia del Sirai di Carbonia per la creazione dell’Area protetta Covid. Per questo motivo, sostengo la posizione della segreteria della Funzione pubblica CGIL e della segreteria generale dello SPI CGIL.»
Il segretario regionale di Articolo UNO, Luca Pizzuto, ribadisce una netta opposizione all’accorpamento dei reparti di Urologia e Chirurgia del Sirai di Carbonia per liberare gli spazi utili alla creazione dell’Area protetta Covid.
«Bene hanno fatto i due segretari Giovanni Zedde e Carla Piana a sottolineare come tale operazione abbia comportato per entrambe le Unità operative una riduzione di posti letto per un totale di 14 unità (10 per la Chirurgia e 4 per l’Urologia) – aggiunge Luca Pizzuto -. Siamo certi che la creazione dell’Area protetta potesse avvenire senza bisogno di ridurre i servizi presenti. Anche io reputo inaccettabile il tentativo di accorpare reparti e ridurre servizi, utilizzando come pretesto le necessità derivanti dalla pandemia da Coronavirus.»
«Si intervenga immediatamente – conclude Luca Pizzuto – per porre fine a questo nuovo tentativo di depauperamento delle prestazioni ospedaliere locali.»
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Si è riunita oggi la commissione Sanità e Politiche sociali del Consiglio regionale. All’ordine del giorno la situazione sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus e gli interventi di contrasto e prevenzione messi in atto dalla Giunta regionale.
Partirà entro questa settimana o, al più tardi, all’inizio della prossima l’indagine epidemiologica sulla diffusione del Covid-19 in Sardegna. Si baserà su test rapidi per l’individuazione del virus. L’indagine regionale affiancherà quella promossa dal ministero della Salute a livello nazionale. A disposizione della Sardegna, 5mila test sierologici dei 150mila programmati. Lo ha confermato l’assessore della Sanità Mario Nieddu sentito in audizione.
«Sarà un’indagine mirata, basata su criteri severi e stringenti per accertare la reale entità della circolazione del virus nell’Isola – ha detto l’assessore della Sanità – riguarderà in particolare quei paesi dove finora non sono stati registrati casi di Coronavirus. Servirà a capire se realmente il Covid-19 non ha colpito alcuni centri o se, invece, sono presenti soggetti asintomatici. La Fase 2 si avvicina, ma se vogliamo procedere a una graduale riapertura delle attività lo dobbiamo fare su dati certi. Se dovessimo accertare la presenza del virus in zone ritenute immuni lo scenario cambierebbe radicalmente.»
L’assessore ha confermato i dati confortanti sull’andamento dell’epidemia in Sardegna: «Il numero dei positivi si riduce – ha affermato Mario Nieddu – ieri a Sassari è stato raggiunto il contagio zero. Questo vuol dire che le misure adottate hanno funzionato».
La Regione, intanto, conferma la volontà di potenziare l’attività di assistenza e controllo nei territori. «Abbiamo firmato il protocollo d’intesa con i sindacati per l’istituzione delle Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, contiamo di attivarle al più tardi entro le prossima settimana. Si tratta di risolvere alcuni problemi organizzativi che riguardano, in particolare, l’individuazione delle sedi.»
Sulle polemiche riguardanti la fornitura dei dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari, Mario Nieddu ha ammesso qualche difficoltà dovuta ai massicci ordini provenienti dagli Stati Uniti che hanno influito negativamente sull’offerta globale: «In ogni caso i dispositivi nelle strutture Covid non sono mai mancati». Rispondendo a una sollecitazione del capogruppo dei Progressisti Francesco Agus sulla differenza, in molti casi marcata, dei costi affrontati dai diversi ospedali per l’acquisto di mascherine e tute, l’assessore ha detto: «In alcuni casi abbiamo dovuto acquistare a prezzi più alti, ma eravamo in stato di necessità, si comprava ciò che si trovava sul mercato». Nessuna novità invece sulla messa a disposizione di alberghi per ospitare pazienti positivi dimessi dagli ospedali che devono affrontare un periodo di quarantena. «In questo caso c’è qualche difficoltà di natura finanziaria – ha detto Mario Nieddu – occorrerà adeguare la nostra capacità di spesa».
La Commissione ha poi sentito il responsabile dell’Ats Sardegna, Giorgio Steri, ed il neo commissario dell’Aou di Sassari Giovanni Maria Soro. Entrambi hanno espresso ottimismo per l’andamento dell’epidemia in Sardegna invitando comunque alla cautela: «E’ proprio in questo momento che non bisogna abbassare la guardia – ha detto Giorgio Steri – le misure di contenimento hanno consentito di frenare la diffusione della malattia. Lo confermano i dati sui tamponi effettuati nella prima fase della comparsa del virus e quelli disposti dopo la chiusura delle attività commerciali e di intrattenimento. Nel primo periodo la percentuale dei positivi era del 12% sul numero dei tamponi effettuati, oggi è scesa al 7%». Il commissario dell’Ats ha poi illustrato l’attività di monitoraggio sulle Rsa: «Dopo aver messo in sicurezza le strutture del Nord Sardegna, grazie anche al lavoro fatto dai medici militari nelle Rsa e case di riposo, contiamo entro la settimana di completare l’attività di screening in tutte le Rsa del Centro e Sud Sardegna. La prossima settimana crediamo di concludere anche il monitoraggio sulle carceri. Valuteremo poi se intervenire sulle case di riposo dove è più alto il rischio di un “inquinamento” esterno».
Il responsabile dell’Aou di Sassari ha invece fornito dati rassicuranti sulla situazione nel Nord Sardegna: «Oggi siamo in grado di processare circa 600 tamponi al giorno. Siamo arrivati a oltre 11mila tamponi effettuati – ha detto Giovanni Maria Soro – i risultati delle analisi confermano un trend in calo dei contagiati. Abbiamo effettuato circa 2800 tamponi sul personale ospedaliero: 87 sono risultati positivi ma 60 sono già rientrati al lavoro. Cala il numero dei ricoveri, attualmente abbiamo 33 pazienti nelle strutture Covid: 9 in terapia intensiva, 15 nel reparto di malattie infettive, 9 nell’area “grigi” riservata ai pazienti con tampone negativo ma con sintomi sospetti. La minor pressione ospedaliera ci consente di pensare a un riconversione delle terapie intensive. All’inizio dell’epidemia disponevamo di 68 posti letto, aumentati successivamente a 83. L’andamento dei dati potrebbe consentirci di riaprire in sicurezza le strutture per la cure di altre patologie che necessitano di assistenza».
Su questo punto è arrivata una segnalazione preoccupante dal consigliere dell’UDC Cambiamo! Antonello Peru: «A Sassari interi reparti sono fermi – ha detto Antonello Peru – dall’inizio dell’epidemia molti pazienti, per paura, non si ricoverano o rinunciano agli esami diagnostici. Si viaggia dalle 100 alle 150 disdette al giorno di visite specialistiche. Si rischia un’emergenza nell’emergenza. Si valuti l’opportunità di riaprire gradualmente i reparti e di procedere con gli esami ordinari».
Il commissario dell’Aou di Sassari ha poi segnalato la criticità più importante del sistema sanitario, condivisa con le altre aree dell’Isola: la sistemazione dei pazienti positivi dimessi: «In molti casi si tratta di persone anziane non autosufficienti che necessitano di assistenza continua – ha detto Giovanni Maria Soro – si pone il problema di trovare un luogo adatto alle loro condizioni. Spesso non possono rientrare nella propria abitazione né andare in una Casa di riposo. Occorre trovare una soluzione adeguata».
In chiusura di seduta la Commissione ha votato all’unanimità una risoluzione proposta del capogruppo di Leu Daniele Secondo Cocco e sostenuta dal presidente della Commissione Domenico Gallus che impegna la giunta regionale ad impartire ad Ats e aziende ospedaliere indirizzi specifici sulle assunzioni di nuovo personale. La copertura dei posti vacanti di infermiere e oss dovrà avvenire attraverso la stabilizzazione del personale che opera a tempo determinato o attraverso lo scorrimento delle graduatorie concorsuali. Anche su questo punto l’assessore Nieddu ha dato ampie garanzie: «Non ci sarà bisogno di prorogare al 2021 le graduatorie perché pensiamo di mandarle in esaurimento entro il 2020, anche quelle del 2017 relative alla sanità oristanese».
Soddisfatto il presidente della Commissione Domenico Gallus: «Abbiamo ricevuto oggi importanti rassicurazioni sulle azioni messe in campo per il contenimento del virus, anche le notizie che arrivano da Sassari sono confortanti – ha detto Domenico Gallus – possiamo adesso cominciare a progettare un graduale ripresa delle attività economiche e sociali anche se dovremo attendere ancora qualche tempo per il pieno ritorno alla normalità».
Reparto Oncoematologia Oristano
A margine delle audizioni si è parlato anche della paventata chiusura del reparto di oncoematologia di Oristano. Rispondendo a una precisa domanda del presidente Domenico Gallus, l’assessore ha assicurato che l’attività del reparto riprenderà al più presto: «Abbiamo preso l’impegno per riconoscere ai malati oristanesi il diritto di essere curati nella propria città – ha detto Mario Nieddu – il reparto non sarà chiuso. Il disagio per i pazienti finirà con la fine dell’emergenza Covid-19».
«Finalmente si parla non più di mesi ma di settimane per la riapertura del reparto – ha commentato il presidente della commissione Domenico Gallus – avvicinare le cure ai pazienti è stato uno dei nostri mantra in campagna elettorale. Le parole dell’assessore Mario Nieddu confermano che si viaggia in questa direzione. Il reparto di oncoematologia sarà presto una realtà.»
Vediamo gli interventi del presidente della commissione Domenico Gallus, di Antonello Peru (Udc Cambiamo!), Daniele Secondo Cocco (LeU Sardigna) e Stefano Schirru (PSd1Az), registrati al termine dei lavori.
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