16 August, 2026

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L’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, oggi ha rivolto un messaggio ai fedeli, sulla situazione venutasi a determinare con la diffusione del Coronavirus. Di seguito il testo integrale e allegato il video.

Ai fedeli dell’arcidiocesi di Cagliari

Carissimi in Cristo,

la diffusione della nuova epidemia virale sta cambiando le nostre vite: non solo le abitudini quotidiane devono adeguarsi alla situazione che si è creata ma collettivamente siamo nuovamente messi davanti agli enigmi di sempre, che interrogano nel profondo l’animo dell’uomo e la convivenza civile. Sono i temi della fragilità dell’uomo, della malattia, della sofferenza e della morte, ma anche il tema della convivenza, della responsabilità per gli altri e del dovere della solidarietà vicendevole. Non possiamo lasciar cadere alcuna di queste domande.

La fede cristiana ci rende certi della presenza di Dio in mezzo a noi. Nel suo amore di Padre, Dio ha mandato il suo Figlio a condividere la nostra debolezza di sangue e di carne, per poter venir in aiuto a quanti sono nella prova come fratello misericordioso e degno di fede (cf. Ebr 2,14-18).

Raccogliendo la richiesta che sento provenire dal santo popolo di Dio, chiedo a tutti i fedeli di questa amata Diocesi di Cagliari di offrire una giornata di preghiera e digiunolunedì 16 marzo 2020, per chiedere al Signore onnipotente e ricco di misericordia di volgere il suo sguardo sulla condizione di sofferenza del nostro Paese, di confortare i nostri cuori e aprirli alla fede e alla speranza, di far ardere la nostra carità perché possiamo consolare i nostri fratelli e perché assumiamo con forza i nostri impegni e responsabilità verso la comunità degli uomini.

La preghiera sarà rivolta per i defunti, perché il Signore doni loro l’eterno riposo, e a quanti sono già contagiati dal male, perché possano guarire al più presto. Un pensiero pieno di gratitudine sarà per i medici, gli infermieri e tutti gli operatori della sanità, perché siano benedetti in questa loro corsa di generosità e donazione. Pregheremo per chi ha responsabilità di governo e gli uomini delle istituzioni chiamati a servire il bene comune. Sarà l’occasione per dire il nostro grazie ai tanti operatori e volontari della carità, che si stanno prodigando per i più fragili e bisognosi, rendendo presente la carità di Cristo. Un pensiero particolare per i sacerdoti, i religiosi e le consacrate, per i parroci e i cappellani negli ospedali e nelle carceri, che si stanno prodigando, nella preghiera e nell’azione, per non far mancare il conforto a quanti sono nella prova.

Per la fiducia nel vincolo di amore che ci lega al Santo protettore dell’Arcidiocesi, durante la giornata del 16 marzo, presso la Chiesa di Sant’Efisio rivolgerò a nome di tutti un Atto di affidamento a favore della comunità diocesana e dell’intero nostro Paese. Il testo della preghiera sarà a disposizione per la preghiera personale sul sito della diocesi (www.chiesadicagliari.it).

Facciamo nostro l’invito di Sant’Agostino di dare «in elemosina quanto riceviamo dal digiuno». Chiedo pertanto di devolvere a favore della Caritas diocesana il frutto delle nostre rinunce perché possiamo continuare a sostenere i singoli e le famiglie che in questo momento necessitano dell’aiuto delle mense, della distribuzione dei viveri e del ricovero nelle strutture di accoglienza, sia della Diocesi e delle parrocchie che delle diverse organizzazioni di carità e volontariato.

Esorto tutti ad aderire all’iniziativa della Chiesa italiana che promuove un momento di preghiera per tutto il Paese il prossimo giovedì 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono della Chiesa Universale. Alle ore 21.00 si invita ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario con i Misteri della luce, simbolicamente uniti alla stessa ora. Si propone di esporre alle finestre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.

Vi saluto fraternamente nel Signore e Vi benedico

https://www.facebook.com/diocesicagliari/videos/602526753935954/

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Su richiesta del presidente della Regione, Christian Solinas, al fine di contrastare e limitare la diffusione del virus in Sardegna, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato un decreto con il quale vengono sospesi i collegamenti e i trasporti ordinari dei passeggeri da e per la Sardegna. È consentito quindi solo il trasporto marittimo delle merci sulle navi previste in convenzione ed il trasporto marittimo delle persone può eventualmente avvenire soltanto previa autorizzazione del presidente della Regione, quale Autorità sanitaria e per dimostrate e improrogabili esigenze. Per quanto riguarda il trasporto aereo, si viaggia solo tra Roma Fiumicino e l’aeroporto di Cagliari, a patto che le ragioni dello spostamento siano dimostrate ed improrogabili, e previa autorizzazione del presidente della Regione.

 

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E’ salito a 47 il numero di test positivi al Covid-19 riscontrati in Sardegna. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale. Complessivamente, su 530 test effettuati 392 hanno dato esito negativo, mentre per 91 l’accertamento è in corso. I pazienti che ricevono cure ospedaliere sono 14 e 33 si trovano in isolamento domiciliare. Il dato territoriale rileva 16 persone positive al Covid-19 nella Città metropolitana di Cagliari, 5 nel Sud Sardegna, 2 a Oristano, 18 a Nuoro e 6 a Sassari.

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Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

«È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici – si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil -. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva. L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.»

Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di  lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.

«Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese – concludono Cgil, Cisl e Uil -. Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo.»

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Un ponte di solidarietà tra la Sardegna e la Cina per affrontare l’emergenza Covid-19. Quattro tonnellate di materiale medicale, 1.800 indumenti di protezione medica, 40mila mascherine, 250mila guanti, arriveranno nell’Isola grazie all’iniziativa benefica del gruppo Blue River, che dal 2016 opera in Sardegna nel ramo lattiero caseario con la società Alimenta, e realizzata con il sostegno delle istituzioni della provincia cinese di Hunan e del distretto di Wangcheng.

Questa mattina la vicepresidente della Regione e assessore del Lavoro, Alessandra Zedda, ed il collega della Sanità, Mario Nieddu, portando i saluti del presidente Christian Solinas, hanno ringraziato in videoconferenza il presidente del consiglio del Gruppo Blue River, Chen Yuanrong, e gli esponenti delle istituzioni cinesi riuniti in una breve cerimonia dedicata all’iniziativa.

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Nel rispetto delle disposizioni del Commissario straordinario del “G. Brotzu” per l’emergenza COVID-19, sono sospese tutte le attività ordinarie (prelievi e visite) svolte presso il Day Hospital del Centro trapianti di fegato e pancreas al 7° piano, il Day Hospital del Centro trapianti di cuore al sottopiano e gli ambulatori del Centro trapianti di rene al 9° piano.

Queste le indicazioni specifiche per i pazienti seguiti dai diversi Centri trapianti:

TRAPIANTATI DI FEGATO E PANCREAS

La dott.ssa Laura Mameli e la dott.sa Vincenza Congias comunicano che il Day Hospital è chiuso e saranno presenti solo medici e infermieri secondo specifici piani turno: sarà loro cura stabilire quali siano i pazienti urgenti che dovranno essere seguiti anche in questo periodo con visite e prelievi.

Noi ricordiamo, inoltre, che:

– la nostra associazione ha messo a disposizione del Centro trapianti un cellulare con il numero 392 91 91 846, al quale risponde, dalle ore 09.00 alle 13.00, un medico del Day Hospital;

– la nostra Giusy Melis non può essere presente in ospedale, ma può comunque essere contattata al numero 392 90 99 472 ed è, a sua volta, in contatto con i medici e gli infermieri, oltre che con gli ambulatori di riferimento e con lo studio Casciu, fintanto che resterà aperto.

TRAPIANTATI DI CUORE

Il dott. Marco Corda della Cardiologia comunica che:

– l’ambulatorio del D.H. è chiuso fino al 31 marzo 2020: sarà cura dei medici della Struttura verificare quali sono i pazienti per cui erano in programma visite e prelievi nel mese di marzo che potranno essere differiti ad altra data e quali, invece, potranno essere visitati perché ritenuti urgenti. I pazienti saranno chiamati individualmente dal personale della Struttura;

i rapporti con il Day Hospital della Cardiologia dovranno avvenire solo per telefono al numero 070 539 755 o al numero del Reparto 070 539 510.

TRAPIANTATI DI RENE

L’ambulatorio del Centro trapianti di rene comunica che l’ambulatorio è chiuso fino al 31 marzo 2020: saranno i medici della Medicina del trapianto renale a verificare quali sono i pazienti per cui è possibile differire visite e prelievi e quelli che potranno essere visitati in quanto urgenti. I pazienti saranno contattati telefonicamente dal personale dell’ambulatorio. Per qualsiasi esigenza i contatti attivi sono la casella e-mail txrene.ca@tiscali.it ed il numero telefonico 070 539 497

Giuseppe Argiolas

Presidente associazione PROMETEO AITF ODV

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Silvia Messori, Segretaria Generale, FLC CGIL Sardegna Sud Occidentale, ed Antonello Congiu, Segretario Generale CGIL Sardegna Sud Occidentale, hanno diffuso una nota nella quale chiedono «l’attivazione di hot spot gratuiti in ogni Comune, per garantire oggi, a tutti i cittadini di domani, le stesse opportunità e gli stessi diritti».

«Con la pubblicazione del DPCM del 4 marzo 2020 sono state sospese le attività didattiche in presenza. Le scuole e i loro insegnanti si sono attivati per predisporre modalità di didattica alternativa e anche in “modalità a distanza”scrivono Silvia Messori ed Antonello Congiu –. Tutte le modalità attivate utilizzano la rete: connessioni a internet private dei docenti e degli studenti che la possiedono funzionante e adeguata. E, tutto ad un tratto, appare chiaro che l’assenza di connessione alla rete, ora più che mai, rappresenta un grosso limite: “la rete” necessaria e indispensabile per tenere il contatto con i nostri alunni, nella realtà si rivela lo strumento meno inclusivo, che amplia le disuguaglianze. Gli studenti che non hanno una connessione ad internet, di fatto, non possono accedere ai percorsi di formazione a distanza.»

«Ma in territori come quelli delle ex province del Medio Campidano e del Sulcis Iglesiente, nei quali la dispersione scolastica diventa l’emergenza da combattere e le famiglie affrontano le difficoltà quotidiane dovute alla mancanza di lavoro, avere una connessione funzionante a casa diventa un’utopia per molti – aggiungono Silvia Messori ed Antonello Congiu -. È per questo che attivare hot spot gratuiti in ogni comune ci permette di continuare a lottare contro la dispersione scolastica anche in stato di emergenza e di continuare ad essere scuola inclusiva e non esclusiva. Perché oggi questo modello di scuola a distanza non è democratico anzi aumenta le disuguaglianze: quelle che la scuola combatte ogni giorno e che ora ci vengono sbattute in faccia senza pietà. Si caricano sulle famiglie tutta una serie di incombenze che fanno affidamento solo ed esclusivamente sulle possibilità dei genitori e a rimanere fuori sono i soggetti più vulnerabili.»

«Per questo abbiamo la necessità di rimanere veramente tutti “connessi” e di dare a tutti le stesse opportunità rispettando i dettami della nostra Costituzione: il libero accesso all’istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione, la gratuità dell’istruzione dell’obbligo e il riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi – concludono Silvia Messori ed Antonello Congiu –Chiediamo a gran voce l’attivazione di hot spot gratuiti in ogni Comune, per garantire oggi, a tutti i cittadini di domani, le stesse opportunità e gli stessi diritti.»

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Il sindaco Mauro Usai ed il presidente del Consiglio comunale di Iglesias Daniele Reginali hanno scritto una lettera ai cittadini.

Di seguito, il testo integrale.

Cari concittadini e concittadine
i momenti​ vissuti in queste settimane, in questi giorni, e che ci separano dal termine di questa emergenza, segneranno la nostra vita.

Dalla segnalazione del primo caso di infezione in Città, ci sono stati tanti​ momenti carichi di tensione, ma da subito l’Amministrazione si è attivata per tutelare la salute di tutti i cittadini.

Mai avremmo pensato di dover affrontare una situazione cosi complicata, confusa, che mette in discussione e a rischio le fasce più deboli del nostro Paese, ma che allo stesso tempo ci consegna certezze​ come la qualità e la validità del nostro sistema sanitario, e il clima di solidarietà e di tolleranza dimostrato da commercianti e cittadini.

Gia dai primi giorni, la scelta di molti operatori commerciali di abbassare volontariamente le proprie serrande ha rinnovato dentro di noi l’orgoglio di vivere e di amministrare questa meravigliosa città, che fa della propria storia il suo punto di forza, e dei suoi cittadini i protagonisti del proprio futuro, perché siamo sicuri che tutti insieme ripartiremo ancora più forti.

Le decisioni che questa Amministrazione ha assunto sono state rigide. Sono decisioni che abbiamo avuto la possibilità di condividere anche con la minoranza, che da subito ci ha sostenuto in questo momento di difficoltà e a loro rinnoviamo il ringraziamento per il senso civico e la prova di maturità che tutti insieme stiamo dimostrando.

Con queste poche righe vogliamo lanciare un messaggio di presenza e di speranza: siamo attenti, vigili e pronti per affrontare eventuali emergenze.

Il ringraziamento va a voi cittadini, alla Giunta e al Consiglio comunale, agli uffici comunali, alle forze dell’ordine e a tutti gli angeli quali medici, infermieri e Oss, ai quali affidiamo la nostra sicurezza e la nostra salute.

ANDRÀ TUTTO BENE

Il sindaco                   
Mauro Usai

Il presidente del Consiglio comunale
Daniele Reginali

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«Come hanno denunciato anche le loro organizzazioni rappresentative, da Confindustria a Coldiretti, il problema maggiore che le imprese hanno in questo momento è la liquidità. Le difficoltà sono evidenti, soprattutto per le aziende che non si occupano di alimentare, e alle spese ordinarie per molte di esse hanno pagato a febbraio – appena prima che esplodesse la crisi del Coronavirus – quanto dovuto all’Agenzia delle entrate per la rottamazione delle cartelle.»

Lo scrive il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Fasolino.

«Oggi la maggiora o parte delle PMI sarde si trovano con incassi pressoché azzerati ma con molte spese imminenti da pagare (a partire da affitti e retribuzioni dei dipendenti) – aggiunge Michele Cossa -. La Regione deve agire subito per aiutarle a superare il momento, anche attraverso la propria finanziaria regionale, la Sfirs, fornendo le necessarie garanzie perché il sistema bancario dia più margini agli imprenditori. Se non si agisce oggi molti di essi rischiano di essere strangolati dalla crisi, e sarebbe un colpo che il nostro sistema economico molto difficilmente potrebbe superare. Le misure già previste da Regione e Governo vanno benissimo – conclude Michele Cossa -, ma i i loro effetti si vedranno (forse) tra qualche mese, e le imprese hanno bisogno di liquidità adesso.»