18 August, 2026

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Dopo il grande successo della prima edizione, venerdì 17 gennaio, alle ore 17.45, a Barbusi, presso la piazzetta antistante la Chiesa, si svolgerà il 2° Falò di Sant’Antonio Abate, un’iniziativa organizzata dal Comitato di Sant’Antonio in collaborazione con la parrocchia Beata Vergine delle Grazie e con il patrocinio del comune di Carbonia.

«L’evento sarà un importante momento di unione e condivisione per l’intera comunità di Barbusi nel ricordo di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici, in cui onore verrà acceso un grande fuoco, alla presenza di musica, balli e folklore», ha spiegato il sindaco Paola Massidda.

Nella mitologia sarda, Sant’Antonio Abate rubò il fuoco ai demoni con un bastone di ferula, dopo essere entrato nell’inferno per recuperare il suo maialino.

«La 2ª edizione del Falò di Sant’Antonio rappresenta un’occasione per ricordare le antiche tradizioni della cultura sarda, che affondano le radici nel mondo protosardo quale testimone di un patrimonio immateriale che investe l’antropologia, la socialità e la storia di un territorio che narra attraverso i suoi simboli, conservati sino ad oggi, un racconto umano affascinante, il quale può ben rappresentare Carbonia come Capitale italiana della Cultura 2021», ha sottolineato l’assessore della Cultura, Sabrina Sabiu.

Il programma dell’iniziativa prevede, alle ore 17.45, la benedizione e l’accensione del falò e, a seguire, l’intrattenimento alla presenza del Gruppo Folk “Is Massaius” di Barbusi.

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«Non c’è dubbio che i risultati ottenuti in questi mesi siano molto importanti verso l’eliminazione del digital divide: sono azioni concrete sui due fronti del popolamento dell’interno della Sardegna e per rendere la nostra Isola competitiva malgrado l’handicap rappresentato dall’insularità. È il risultato dell’impegno dell’assessore e dell’intero Consiglio regionale, che a suo tempo ha approvato all’unanimità la mia mozione, in cui si impegnava la giunta a pretendere un cronoprogramma realistico e verificabile sulla realizzazione e illuminazione della fibra. E ad agire sul governo nazionale per riconoscere un ruolo più attivo alla Regione Sardegna, tale anche da consentirle di pianificare e porre in essere adeguate “misure d’accompagnamento” e di sostegno economico mediante appositi voucher alle famiglie, alle imprese ed alle istituzioni scolastiche per affrontare i costi del servizio in abbonamento, per evitare che lo sfruttamento della banda ultralarga diventi un fatto elitario, riservato solo a chi se lo può permettere, cosa che ne vanificherebbe in gran parte le potenzialità.»
Lo sostiene Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori sardi.
«Si tratta di una questione di rilevanza economica, sociale e democratica straordinaria: ecco perché il potere pubblico non deve abdicare alla propria missione ma deve favorire la concreta fruizione da parte di tutti di un’infrastruttura di enorme rilevanza strategica – aggiunge Michele Cossa -. Per fare questo è anche necessaria una efficace azione informativa rivolta principalmente ai cittadini e agli enti locali, che devono diventare i veri attori dello sviluppo. Mi consta che l’assessore Satta si stia accingendo a promuovere un tavolo inter-assessoriale sul tema – conclude Michele Cossa -. Ritengo che si stia andando nella giusta direzione per valorizzare al meglio le opportunità e gli sviluppi che la diffusione della banda larga è in grado innescare nel tessuto socio-economico della Sardegna.»

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«In vent’anni il rapporto tra lavoratori fissi e lavoratori stagionali all’interno del Consorzio di bonifica di Oristano si è capovolto: oggi il numero di impiegati stagionali è spropositatamente maggiore rispetto a quello dei lavoratori fissi. È una situazione insostenibile e che dura da decenni quella che affligge i lavoratori del Consorzio di bonifica dell’Oristanese denunciata dal consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas. A seguito della recente elezione del presidente del Consorzio avvenuta dopo 15 anni di commissariamento dopo i quali si è finalmente riusciti a risanare le casse dell’ente.»

Lo scrive, in una nota, consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas, sollecitando l’intervento della Regione e del Consorzio di Bonifica di Oristano.

«Secondo l’ultimo Pov (piano di organizzazione variabile) 35 lavoratori avrebbero presto ottenuto il tanto agognato contratto, ma questi numeri già di per sé insufficienti a fornire un’adeguata risposta al problema del precariato che affligge il Consorzio di bonifica dell’Oristanese, sono stati messi in dubbio e potenzialmente ridotti. La delibera di approvazione del Pov dello scorso 31 luglio, è stata infatti parzialmente annullata perché secondo l’assessorato non si potevano conteggiare i posti liberi lasciati dai dipendenti passati a Enas negli anni. Sono stati così sensibilmente ridotti i posti disponibili, e ad essere stato sfavorito in massima parte nei numeri delle assunzioni è ancora una volta il settore operaio.»

«Il Consorzio di bonifica di Oristano, il secondo più grande della Sardegna, si serve in maniera spropositata rispetto ad altri consorzi di lavoratori avventizi che soffrono una situazione di precariato da anni, da decenni. Un vero e proprio piano di stabilizzazione non c’è mai stato e troppo spesso sono state penalizzate le figure che rivestono ruoli operativi legati al funzionamento della complessa macchina del Consorzio. Possono esistere, senza ulteriore aggravio sui consorziati e favoriti da un’oculata gestione delle risorse regionali, dei meccanismi tali da portare avanti un piano di stabilizzazione serio che coinvolga tutti i lavoratori precari privati per molti anni, se non per decenni, di adeguate condizioni e garanzie lavorative che la Costituzione riconosce loro – conclude Alessandro Solinas -. La Regione intervenga in modo concreto e con una legislazione seria, senza atti meramente propagandistici, al fine di dare le risposte che queste persone meritano e che aspettano da decenni. Basta precariato.»

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L’associazione Casa Emmaus, che da anni affronta i problemi di grave disagio sociale sul territorio, ha unito le sue forze con quelle del Volontariato Vincenziano della parrocchia di San Pio X e delle Acli di Iglesias per dare vita a “L’Armadio Solidale”, un servizio rivolto alle persone in difficoltà della comunità cittadina.

Infatti, un welfare poco incisivo, l’aumento della disoccupazione e del costo della vita, uniti ad altri fattori hanno fatto sì che un numero crescente di persone non riesca nemmeno a reperire dei capi di vestiario. Per venire incontro a questa esigenza “L’armadio solidale” si propone due obiettivi: sensibilizzare lopinione pubblica sulla necessità di donare – a chi è meno fortunato – capi di vestiario puliti e in buone condizioni di usura, prevenendo gli sprechi e diminuendo anche lo smaltimento dei rifiuti; garantire alle fasce di popolazione del territorio bisognose la possibilità di dotarsi di capi di abbigliamento estivi e invernali e delle attrezzature per i figli che vanno a scuola o di età inferiore (come passeggini, culle e giochi).

La raccolta di indumenti usati si svolge il giovedì dalle 9.30 alle 12.30, mentre la il servizio di distribuzione di scarpe, vestiario e attrezzatura varia alle famiglie indigenti è aperto nella stessa fascia di orario il martedì ed il venerdì. La sede è quella delle ACLI di Iglesias, in via Crocifisso 90, grazie all’impegno del Volontariato Vincenziano della parrocchia di San Pio X. L’associazione Casa Emmaus si occupa di allestire i locali per il servizio, lo stoccaggio, la selezione del vestiario e il trasporto presso i capannoni che gestisce; si fa garante inoltre del rendiconto annuale e di pubblicizzare e coordinare l’attività.

Per garantire la trasparenza verso chi darà la sua disponibilità a donare, è previsto un programma che contabilizza quanto viene offerto alle persone in difficoltà. Il rendiconto annuale reso pubblico, oltre a garantire la serietà dell’operazione, offrirà uno stimolo alla cittadinanza per diventare parte attiva del progetto attraverso le donazioni.

«Il progetto dell’Armadio Solidale – spiega Paola Piras, presidente Gruppo Vincenziano della parrocchia di San Pio X a Iglesias – è fra le iniziative che ci permettono di avere un rapporto speciale con le persone in difficoltà nel nostro territorio, iniziative che svolgiamo sempre riferendoci al nostro parroco, don Giorgio Fois. Speriamo che possano arrivare buoni frutti».

«Casa Emmaus offre un servizio presente e senza clamori alla città – aggiunge Giovanna Grillo, direttrice dell’associazione Casa Emmaus -. Insieme alle istituzioni e agli altri enti che si occupano di volontariato, si spende ogni giorno per venire incontro alla difficoltà delle persone che soffrono. Il progetto dell’Armadio Solidale rappresenta un’opportunità rivolta a chi ha bisogno e un’occasione per la città per donare ed essere presenti in maniera concreta nei confronti di chi ha meno degli altri».

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«Il Piano per la metanizzazione della Sardegna è ormai entrato nella fase attuativa.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, dopo il parere favorevole di compatibilità ambientale della Commissione tecnica nazionale (Ctvia) sul progetto del tratto nord della dorsale che porterà il metano in Sardegna.

«L’autorizzazione appena ottenuta aggiunge un altro tassello alla prospettiva di transizione energetica per la Sardegna – ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili -. L’infrastruttura consentirà anche alla nostra regione di contribuire allo spegnimento delle centrali e al pieno raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Attendiamo ora gli ultimi passaggi, fiduciosi che si arrivi alla conclusione di un iter che compenserà il gap infrastrutturale che si è protratto per troppi anni a svantaggio dei cittadini sardi e dell’industria. Basti pensare che ogni anno l’assenza del metano costa alla Sardegna 400 milioni di euro. Per questa ragione, la Giunta regionale ha inserito la metanizzazione come obiettivo primario per la nostra Isola. Continuerà il nostro impegno affinché si sciolga  il cruciale nodo della perequazione, la ripartizione degli oneri connessi alle opere di infrastrutturazione della Sardegna, prevedendo che, in attesa di un’auspicabile tariffa unica nazionale, l’Isola sia associata a uno degli ambiti tariffari già formati dall’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) e che garantisca quindi ai cittadini e alle imprese sarde un costo del gas naturale paragonabile a quello sostenuto dagli altri cittadini italiani.»

Il progetto, denominato “Metanizzazione Sardegna” settore centro-nord, interessa i territori di tre province (Sassari, Nuoro e Oristano) e 43 comuni, prevedendo come principale intervento la realizzazione di tre metanodotti principali di lunghezza complessiva di circa 237 chilometri: metanodotto Palmas Arborea – Macomer (50,100 km); metanodotto Macomer – Porto Torres (78,680 km); metanodotto Macomer – Olbia (108,325 km).

L’opera verrà completata con la realizzazione di otto linee secondarie (circa 112 chilometri), funzionalmente connesse alle linee principali, che assicureranno il collegamento tra la nuova struttura di trasporto e le diverse utenze presenti sul territorio: metanodotto Derivazione per Alghero (18,460 km); metanodotto Stacco per comune di Ittiri (0,305 km); metanodotto Derivazione per Nuoro (54,260 km); metanodotto Stacco per comune di Pozzomaggiore (1,055 km); metanodotto Allacciamento per Sassari (6,280 km); metanodotto Allacciamento per Siamanna (5,330 km); metanodotto Allacciamento per Suni (15,500 km); metanodotto Allacciamento per Thiesi DN 150 mm (10,455 km).

La profondità media di posa in opera del metanodotto sarà dì circa 2 metri, incrementabile in funzione delle condizioni locali, in particolare dove verranno realizzati attraversamenti di corsi d’acqua, infrastrutture (strade e ferrovie) e aree di particolare pregio ambientale con modalità ‘trenchless’ (tecnologia a basso impatto ambientale). Oltre alla posa in opera delle condotte principali e secondarie, è prevista la realizzazione di tutte le infrastrutture fuori terra, in particolare dei cosiddetti Pidi (Punti di intercettazione e derivazione importante), Pil (Punti di intercettazione di linea), Pida (Punti dì intercettazione con disgaggio di allacciamento), che occuperanno complessivamente circa 31.000 metri quadri di superficie.

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Mons. Antonello Mura, vescovo di Nuoro, è il nuovo presidente della Conferenza Episcopale Sarda. E’ stato eletto oggi, nel corso della riunione straordinaria della Conferenza Episcopale Sarda, tenutasi presso il Centro di spiritualità NS del Rimedio a Donigala Fenughedu, essendo scaduti per fine mandato il presidente monsignor Arrigo Miglio ed il vice presidente monsignor Ignazio Sanna, si è proceduto all’elezione dei loro successori. Monsignor Antonello Mura, vescovo di Nuoro e amministratore apostolico di Lanusei è stato eletto presidente. Monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, è stato eletto vice presidente.

Si è pure proceduto all’elezione della Commissione per il Seminario Regionale Sardo, che risulta così composta: monsignor Mauro Maria Morfino, monsignor Roberto Carboni, monsignor Corrado Melis.

È stata altresì eletta la Commissione per la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna nelle persone di monsignor Giuseppe Baturi, monsignor Gian Franco Saba, monsignor Antonello Mura.

Sebastiano Sanguinetti – segretario CES

S.E. Mons. Antonello Mura è nato a Bortigali (NU), diocesi di Alghero – Bosa, il 28 dicembre 1952; ordinato presbitero il 1° agosto 1979; eletto alla sede vescovile di Lanusei il 31 gennaio 2014; ordinato vescovo il 25 marzo 2014; trasferito a Nuoro il 2 luglio 2019.

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Il presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, ha espresso soddisfazione per il superamento dell’ultimo ostacolo tecnico ambientale alla realizzazione del tratto nord della dorsale che porterà il metano in Sardegna.

«Con il parere favorevole di compatibilità ambientale della Commissione tecnica nazionale sul progetto della rete metano della Sardegna nord si compie un altro passo fondamentale per la realizzazione in tempi brevi di un’opera strategica per lo sviluppo dell’Isola.»

Il decreto di valutazione di impatto ambientale per il tratto sud della rete, che ha già superato tutte le verifiche tecniche, è già pronto per la firma al ministero dell’Ambiente, mentre quello del tratto nord sarà preparato nei prossimi giorni.

«Con questo esame sul progetto della rete si conclude la fase tecnica e si compongono tutti i tasselli per arrivare alle decisive firme dei Ministri competenti – ha aggiunto il presidente Christian Solinas -. In pochi mesi, da quando l’attuale Giunta regionale ha preso in carico il progetto metano, sono stati superati tutti i problemi tecnici, recuperando il tempo perso. Terminato l’iter procedurale, con la realizzazione delle infrastrutture, si potrà programmare il futuro energetico della Sardegna.»

Resta de definire il nodo relativo al prezzo che i Sardi dovranno sostenere per le forniture: «Su questo tema – aggiunge il Presidente -, continueremo la nostra battaglia in ogni sede per vedere riconosciuto un regime favorevole a chi vive e lavora nella nostra regione, tale da mettere i Sardi nelle medesime condizioni delle famiglie e delle imprese del resto d’Italia, e per colmare il divario del prezzo dell’energia fino ad ora subito, e che ha rappresentato una forte penalità per il nostro tessuto produttivo».

«La valutazione positiva della Commissione tecnica rappresenta il naturale apprezzamento per il lavoro svolto in questi mesi dall’assessorato della Difesa dell’Ambiente, che ha riservato assoluta priorità all’istruttoria tecnico-amministrativa – ha evidenziato l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis -. In questi primi mesi di legislatura abbiamo dimostrato come le prospettive di crescita e di sviluppo della Sardegna siano conciliabili con le esigenze di tutela dell’ambiente e del paesaggio. L’infrastruttura energivora verrà realizzata con le dovute prescrizioni chieste dalla Regione e non ci sarà alcun impatto negativo. Si tratta di opere prevalentemente interrate, perciò tutte le piante saranno preservate e rimesse a dimora, e i siti di interesse comunitario e quelli archeologici coinvolti non saranno in alcun modo alterati.»

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«Nel corso della seduta odierna abbiamo posto all’attenzione della Commissione Ambiente e Trasporti le gravi problematiche che si stanno manifestando nel trasporto aereo isolano. L’impossibilità di prenotare biglietti aerei nei voli in continuità territoriale in partenza dal 17 aprile 2020 è la prima grave conseguenza causata dalle incertezze sul futuro del sistema dei trasporti in Sardegna.»

A dirlo sono Maria Laura Orrù ed Antonio Piu, componenti dei Progressisti in Commissione IV del Consiglio regionale.

«Riteniamo sia necessaria un’ azione rapida per impedire che il sistema di continuità territoriale isolano imploda fra poche settimane con la scadenza dell’attuale regime di oneri di servizio pubblico. La situazione è delicata, ma speriamo ancora non troppo compromessa – aggiungono Maria Laura Orrù ed Antonio Piu -. La richiesta di audizione dell’assessore dei Trasporti, che abbiamo richiesto e ottenuto oggi insieme agli altri colleghi di opposizione, punta a portare in Consiglio un tema non più procrastinabile. Sia per quanto riguarda la proroga del sistema attuale di continuità territoriale, sia per avere contezza di quali siano i dettagli della nuova proposta presentata dalla Giunta regionale alla Commissione europea di cui, sino ad ora, il Consiglio è stato informato solo dalla stampa.»

«Nel frattempo – concludono Maria Laura Orrù ed Antonio Piu – auspichiamo che la conferenza dei Capigruppo convocata domani mattina recepisca la gravità del problema e calendarizzi la discussione in Aula dell’interpellanza presentata dal centrosinistra al Presidente della Regione su questi temi.»

 

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Nuovo duro attacco dell’on. Carla Cuccu (M5S), segretaria della commissione Sanità, all’assessore della Salute Mario Nieddu, sulla mancata razionalizzazione delle risorse umane dell’Azienda Ospedaliera Brotzu e sulla mancanza di un’assistenza sanitaria di alto livello, come dovrebbe prevedere la riforma sanitaria regionale.
«Nessuna risposta ai numerosi atti finora presentati in Consiglio regionale – spiega Carla Cuccu – ulteriore conferma di quanto si continui a procedere prescindendo dalle reali esigenze dei territori. In questi mesi, in cui ho lavorato in maniera continuativa portando avanti le esigenze dei cittadini sardi, ho personalmente denunciato le problematiche in cui versa anche l’ospedale oncologico Businco. Tanti i pazienti costretti a un calvario, soprattutto nei giorni in cui devono sottoporsi alla chemioterapia: carenza di personale e sovraffollamento sono le maggiori criticità che costringono ad interminabili ore di attesa, ulteriormente incrementate in questi giorni, al termine delle festività natalizie.»
«E’ scandaloso e non più accettabile che si ritardi l’erogazione di prestazioni sanitarie salva vita a pazienti già tanto defedati – conclude Carla Cuccu -. Noi non resteremo in silenzio, non abbandoneremo nessun cittadino sardo, tantomeno un malato in attesa di cure, che soffre e che andrebbe accudito con attenzione e rispetto.»

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Sabato 15 febbraio, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il salone della Cooperativa L’Albero Amico – Via Umbria, 22, a Carbonia, si terrà una nuova edizione del: Corso di Primo Soccorso Pediatrico“. Il corso verrà replicato dalle ore 14.00 alle ore 18.00 per coloro che sono impossibilitati a seguire la mattina.

La mancata conoscenza del Primo Soccorso costituisce un grosso svantaggio in caso di evento acuto che mette in pericola la vita di vostro/a figlio/a, alunno/a, nipote, etc. Imparerai a gestire il problema se il bambino o il lattante mentre mangia o gioca manifesta una ostruzione completa della via aerea e non riesce a respirare o tossire. Saprai intervenire se si ferisce e se sanguina vistosamente da un’arteria di un arto; conoscerai il C-A-T che potrebbe salvargli la vita. Saprai come comportarti se viene folgorato, se si ustiona, se una medusa inocula la sua tossina urticante, se si tratta di uno scorpione, o una tracina o una vipera mentre è in vacanza, se morsicato da un ragno, se ha assunto dei farmaci o un prodotto per la pulizia della casa, se manifesta una crisi convulsiva, se punto da un’ape e manifesta uno shock anafilattico, se riporta un trauma, se perde coscienza e non respira. Questi ed altri argomenti verranno illustrati durante il corso perché se sei un genitore, un nonno, o un operatore del settore infantile e pediatrico, se sei un sanitario, se fai la baby-sitter, o un insegnante della scuola primaria sicuramente è importante, per tutti, sapere come intervenire in caso di emergenza-urgenza. E’ prevista inoltre una parte pratica e tra i ventidue manichini “lattante” e “bambino” saranno disponibili i più recenti ed innovativi manichini dotati di monitor che indicano la correttezza delle manovre.

Al termine del corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione numerato. L’Università degli Studi di Sassari ha valutato come importante l’evento formativo riconoscendo per gli studenti del corso di Laurea di Infermieristica n. 0,5 CFU per corso seguito, per gli studenti del corso di Laurea di Medicina n. 0,4 CFU, per gli studenti del corso di Laurea in Fisioterapia 0,5 CFU.

Il docente del corso è il dottor Sergio Rassu, un’esperienza di oltre quaranta anni, in particolare nel settore dell’emergenza, avendo lavorato presso il Pronto Soccorso di Sassari per venti anni, quindi è stato chiamato nel 2000 a dirigere il Pronto Soccorso e l’Osservazione Breve Intensiva del Presidio Ospedaliero di Ozieri e nel 2010 è stato richiamato per dirigere il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza del Presidio Ospedaliero di Sassari che ha diretto sino al 2015. E’ stato più volte invitato per tenere dei corsi di aggiornamento ai medici ed infermieri di un importante ospedale, nella provincia dello Yunnan in Cina ed è Consulente Tecnico del Giudice istruttore del Tribunale di Sassari.