18 August, 2026

[bing_translator]

Quattro consiglieri del M5S hanno presentato una proposta di legge in Consiglio regionale, per la concessione di “contributi per l’acquisto dei prodotti senza glutine in favore dei soggetti affetti da malattia celiaca”.

La Sardegna è la regione italiana con la percentuale di celiachia maggiore rispetto alla sua popolazione (0,44%). È questo il dato che emerge dalla più recente Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia (dati del 2017). Nel 2017 nell’Isola sono stati stimati, infatti, 7.290 celiaci, di cui 1.834 maschi e 5.456 femmine. Bambini, adulti, anziani, per i quali l’unica cura attualmente disponibile è l’esclusione dalla propria dieta di tutti gli alimenti contenenti glutine, o la sostituzione con prodotti alimentari appositamente formulati per celiaci, dai costi non proprio popolari.

Dal 2017, con la revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), la celiachia e la sua variante clinica, la dermatite erpetiforme, sono state inserite nell’elenco delle malattie croniche invalidanti, per le quali è previsto il regime di esenzione, sia per tutte le prestazioni sanitarie, sia per l’acquisto degli alimenti senza glutine.

Tuttavia, il sistema regionale sardo di erogazione dei buoni per i celiaci risulta di gran lunga superato se paragonato a modelli tecnologicamente all’avanguardia come quelli adottati da altre Regioni, in particolare la Lombardia.

Nasce così, dall’esigenza di portare la Sardegna al passo con i tempi, la prima proposta di legge presentata in Consiglio regionale dal Gruppo Movimento 5 Stelle sardo. Promossa dalla capogruppo Desirè Manca (prima firmataria), ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita dei tanti sardi affetti da celiachia e allo stesso tempo punta a consentire un effettivo risparmio agli assistiti dal SSN che ancora oggi hanno a che fare con gli scomodi buoni acquisto cartacei, da spendere in un’unica soluzione nelle farmacie o nei negozi specializzati convenzionati, in cui i prezzi sono decisamente più alti rispetto a quelli proposti dalla grande distribuzione organizzata.

Cosa cambia? Gli assistiti dal sistema sanitario nazionale potranno finalmente utilizzare la tessera sanitaria per la loro spesa (che funzionerebbe come una sorta di carta di credito in cui verrebbe caricato un budget mensile) e gli alimenti per celiaci potranno essere comodamente comprati anche nei supermercati a costi notevolmente più bassi.

Attualmente, infatti, in Sardegna il buono spesa è ancora cartaceo e non frazionabile, quindi deve essere utilizzato in un unico punto vendita e in un’unica soluzione. Ciascun assistito in tutta Italia ha oggi diritto a un contributo che va da un minimo di 56 euro al mese a un massimo di 124, e varia a seconda del sesso e dell’età.

Con questa proposta di legge il Gruppo M5S intende raggiungere un duplice obiettivo: il miglioramento della qualità di vita degli assistiti e la razionalizzazione della spesa sanitaria regionale. Grazie alla dematerializzazione del buono spesa e alla gestione informatizzata dell’intero processo si potrà infatti consentire a Regione e ATS un più efficiente monitoraggio dell’andamento del costo dei prodotti senza glutine e una migliore tracciabilità delle operazioni connesse all’utilizzo dei buoni.

Per quanto concerne i costi invece: la proposta di legge prevede una spesa di 1.000.000 di euro per il 2019 e di 250.000 per ciascuno degli anni successivi (2020 e 2021). Spese alle quali si potrebbe far fronte mediante corrispondente quota delle risorse europee disponibili.

dav

[bing_translator]

E’ stata siglata ufficialmente, attraverso la firma di un’apposita convenzione, l’alleanza tra i comuni di Carbonia, Fluminimaggiore, Siliqua e Villaperuccio per la gestione dei siti archeologici, “4 siti 1 solo percorso”.

Dal Neolitico al Medioevo, alla scoperta di quattro siti archeologici in un solo percorso. I siti di Carbonia, Fluminimaggiore, Siliqua e Villaperuccio danno vita ad una convenzione per agevolare le visite alle proprie bellezze storiche. La promozione “4 siti 1 solo percorso” è valida fino al 31 dicembre 2020: presentando il biglietto di uno dei quattro siti, il visitatore ha diritto alla riduzione negli altri tre.

Dal Neolitico al Medioevo, per un viaggio lungo 6.000 anni. I siti di Carbonia, Fluminimaggiore, Siliqua e Villaperuccio aprono il 2020 con una bella novità per i visitatori. Le Società di gestione hanno stipulato tra loro una convenzione turistica per collegare i rispettivi siti archeologici di epoche storiche differenti.
Il Parco Archeologico di Monte Sirai a Carbonia, Il Parco Archeologico di Montessu a Villaperuccio, il tempio di Antas a Fluminimaggiore e il Castello di Acquafredda a Siliqua entrano in rete ed offrono un’eccezionale opportunità di riscoprire il territorio con un unico percorso. Acquistando il biglietto in uno di questi siti, si ha diritto ad una riduzione per la visita degli altri tre spazi.

La promozione “4 siti 1 solo percorso” è valida fino al 31 dicembre 2020. Presentando il biglietto di uno dei quattro siti, il visitatore ha diritto alla riduzione negli altri tre.

L’ampio Parco Archeologico di Monte Sirai, a Carbonia, domina lo straordinario paesaggio del Sulcis dal suo altopiano. È un’istantanea unica del periodo fenicio e punico, con l’abitato alto, le necropoli, i templi, il tofet.
Situato in un contesto naturalistico unico, il Parco archeologico di Montessu, a Villaperuccio, comprende una necropoli a domus de janas (grotticelle artificiali) formata da 35 tombe scavate in un anfiteatro naturale, un’allée couverte (corridoio megalitico funerario) e i resti di due nuraghi. La necropoli costituisce uno dei più grandi e importanti complessi sepolcrali di Età preistorica della Sardegna e del bacino del Mediterraneo occidentale.

Le maestose colonne del Tempio romano di Antas, a Fluminimaggiore, rendono unica ed affascinante la splendida valle omonima, individuata come luogo di abitazione e di culto fin dal lontano periodo nuragico. Il Tempio era dedicato al Dio Sardus Pater Babai e datato al III secolo a.C., per quanto riguarda la fase di restauro sotto il dominio dell’Imperatore Caracalla.
Il percorso si chiude cronologicamente con Castello di Acquafredda a Siliqua, importante testimonianza di struttura fortificata di epoca medioevale. Costruito probabilmente nella prima metà del Duecento con funzione difensiva, il castello si erge solitario in posizione scenografica e dominante sulla valle del Cixerri

La convenzione è stata stipulata tra le Cooperative che gestiscono i siti archeologici: Sistema Museo per Carbonia e Villaperuccio, Antarias per Siliqua e StartUno per Fluminimaggiore.

[bing_translator]

Si è tenuto ieri pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30, nella sala congressi dell’Hotel Catalunya ad Alghero il dibattito pubblico organizzato dal coordinamento provinciale di Sassari della Lega Salvini Sardegna sul tema “Posidonia spiaggiata – prospettive di gestione”.

Il dibattito ha visto la partecipazione di un centinaio di cittadini e “portatori di interesse” che hanno contribuito alla discussione sia portando avanti le istanze delle loro categorie sia suggerendo soluzioni complementari alla risoluzione del problema.

Il tema è di stretta attualità perché nei prossimi giorni verrà discussa, in seno alla commissione Ambiente del Consiglio regionale, una proposta di legge in materia.

Al tavolo dei relatori, guidato da Ferdinando Manconi, legislatori, giuristi, scienziati e funzionari  hanno sviluppato il tema sotto tutti gli aspetti confrontandosi con i lavoratori del settore affinché la nuova legge sulla gestione della posidonia non sia un “libro dei sogni” ma possa essere applicata concretamente e con successo.

Le relazioni sono state tenute da Michele Pais, coordinatore provinciale di Sassari della Lega Salvini Sardegna; Michele Ennas, componente della commissione Ambiente del Consiglio regionale della Sardegna; Paola Madau, funzionario del settore sviluppo sostenibile del comune di Alghero; Mario Tocci, DISSUF, Università di Sassari; Sergio Ginesu, Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio, Università di Sassari.

«Bellissimo e partecipatissimo dibattito quello organizzato ieri sulla posidonia spiaggiata, un problema che finalmente ci si augura possa trovare soluzione trasformandosi anche in una grande opportunità economica – ha detto Michele Pais, coordinatore provinciale di Sassari della Lega Salvini Sardegna –. Ottimi gli interventi dei relatori e del pubblico che hanno coinvolto e mai annoiato. Non era facile data la specificità del tema. Da ieri si inaugura un modello di coinvolgimento della cittadinanza della formazione delle leggi.
Questo il mio impegno nei confronti di chi ci ha dato fiducia, questa la concretezza e “popolarità” della Lega!»

«La legge parte dal presupposto che la posidonia sia una risorsa contro l’erosione del litorale ed un indice della salute dell’ecosistema – ha spiegato Michele Ennas, componente della commissione ambiente del Consiglio regionale della Sardegna –. Noi però dobbiamo confrontarci con l’esigenza di rendere fruibile l’arenile, quindi proponiamo una serie di interventi che vanno dal mantenimento in loco, laddove possibile, che è la soluzione preferibile, oppure allo spostamento ed eventualmente all’utilizzo di questa matrice organica. Il nostro obbiettivo è di arrivare ad una legge che risponda concretamente a tutte le sensibilità in campo.»

«La natura abbandonata a se stessa, senza una presenza corretta dell’uomo, è destinata al degrado – ha rimarcato Sergio Ginesu, componente del dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio, Università di Sassari –. Ne è un esempio l’attuale situazione in Australia dove bruciano i parchi naturali, dove la vegetazione è libera di crescere, mentre una gestione costante del territorio avrebbe impedito danni così estesi. Questo vale anche per le spiagge. La presenza dell’uomo è garanzia di un sano equilibrio nell’ambiente. Ovviamente ci possono essere degli abusi, ma spetta alla società sapersi comportare e conoscere gli aspetti naturali al meglio.»

 

 

[bing_translator]

La notte scorsa i carabinieri della stazione di Carbonia, in via Asproni, hanno arrestato un pregiudicato di Carbonia, M.G., classe  1972, ivi residente, disoccupato, già sottoposto gli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, perché colto nella flagranza del reato di evasione. L’operazione rientra nell’ambito della lotta ai reati che destano particolare allarme sociale, quali i reati predatori, i carabinieri della Compagnia di Carbonia rafforzano sempre di più, a tutela della legalità, i dispositivi di vigilanza e prevenzione nelle aree urbane più sensibili attraverso una costante e ravvicinata presenza dell’Istituzione alla cittadinanza, per garantire, oltre che un più efficace controllo del territorio, anche un minor senso di insicurezza percepita.

L’uomo si trovava da qualche tempo agli arresti domiciliari, arrestato per furto aggravato in abitazione. In quella circostanza, in un pomeriggio di ottobre 2019, intorno alle ore 16.00, attraverso il numero 112, i carabinieri dell’aliquota radiomobile erano stati allertati dal vicinato di un furto in atto in un’abitazione di va Liguria. I militari, giunti sul posto, dopo aver notato un foro nella recinzione del cortile, si sono precipitati all’interno dell’appartamento, sorprendendo il M.G. che stava rovistando all’interno di mobili e cassetti, asportando monili in oro e bigiotteria varia. Immediatamente bloccato, il malvivente, oltre alla refurtiva che è stata poi riconsegnata all’avente diritto, era in possesso di due chiavi alterate ed un paio di tenaglie utilizzate come strumenti per lo scasso e l’effrazione. Arrestato e giudicato con rito direttissimo, era stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.     

Nella serata di ieri, intorno alle 20.15 circa, proprio i carabinieri dell’aliquota radiomobile che lo avevano arrestato, durante un servizio di controllo del territorio, si sono recati a casa sua e lo hanno trovato regolarmente all’interno del domicilio in compagnia della propria mamma convivente. Tuttavia, terminato il previsto controllo di polizia, il M.G., una volta che i carabinieri si sono allontanati, è uscito di casa di casa ed i militari della stazione di Carbonia, nel frattempo impegnati in un concomitante servizio di vigilanza della città, alle successive ore 20.30, sono andati di nuovo a casa sua per verificarne la presenza. In casa, stavolta, i carabinieri hanno trovato solo la mamma, mentre il M.G. è stato atteso fino al rientro, alle ore 21.40 circa, momento in cui i militari lo hanno arrestato per evasione. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, dopo aver passato la notte nelle camere di sicurezza del comando compagnia, questa mattina all’alba è stato tradotto al Tribunale di Cagliari, per essere nuovamente giudicato con rito direttissimo disposto dalla magistratura.

[bing_translator]

Nei giorni 17 e 18 gennaio, nello spazio espositivo della Ottovolante Home Gallery a Sant’Antioco, si terrà il quinto appuntamento della rassegna “Fragile”, dal titolo “Anatomie di un amore”.

L’evento ospiterà la mostra dell’artista cagliaritana Amirah Suboh, le cui opere nascono da una riflessione sul proprio io, sul dissidio tra la propria immagine specchiante e quella che non si vede. Nella seconda giornata della mostra si svolgerà un laboratorio aperto al pubblico a cura dell’artista.

A trent’anni dalla scomparsa di Bruno Munari, la rassegna FRAGILE rende omaggio alla sua ricerca attraverso una rassegna di mostre-laboratorio, concepite come contributo al tentativo di rispondere alla domanda “È possibile cercare di capire come «nasce» un’idea?”. Ogni esposizione analizzerà il processo creativo mettendo in evidenza la fragilità e la forza di un’idea.

Amirah Suboh, figlia di madre sarda e padre palestinese, ha conseguito il diploma di scuola superiore a Cagliari, sua città natale, presso il liceo statale di derivazione classica Giovanni Siotto Pintor. Successivamente intraprende il proprio percorso artistico iscrivendosi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue la laurea in indirizzo pittorico.

La sua arte trae linfa vitale dall’interesse per la lettura psicanalitica delle opere. Il suo medium privilegiato è la carta, la cui essenza fragile e delicata le permette di divenire tavolozza immediata di pulsioni, umori e stati d’animo che trovano espressione per mezzo della mano; questa prende e getta su di essa china, acrilico, pastelli, matite, pennarelli, collage, che tra di loro hanno differenti forme di comunicazione e non sempre si bilanciano, ma punto di forza può essere anche l’errore, la ricerca della traccia tipica dell’infanzia.

Altri ambiti di interesse del suo lavoro sono quelli della fotografia e dell’illustrazione.

[bing_translator]

La situazione di grande incertezza in cui si trova la vertenza Sider Alloys per il rilancio produttivo dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, è stata al centro dell’assemblea dei lavoratori aderenti al sindacato autonomo Confsafi, svoltasi questa mattina nel saloncino dell’oratorio San Giovanni Bosco della parrocchia di San Ponziano, a Carbonia, alla presenza del segretario regionale Fabio Enne.

Dagli interventi è emerso grande preoccupazione per lo stato in cui si trovano i lavoratori che usufruiscono della mobilità in deroga, un assegno minimo che non consente loro di assicurare il sostentamento delle famiglie, e chiedono di poter tornare quanto prima al lavoro. Nell’attesa, rivendicano l’assunzione da parte della Sider Alloys, strada obbligata, unitamente alla presentazione di un concreto piano industriale, per poter usufruire della cassa integrazione.

Al termine dell’assemblea, abbiano intervistato il segretario regionale Confsafi, Fabio Enne.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10221515183496899/

 

[bing_translator]

Il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, vice presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, interviene nel dibattito in corso sulla proposta di legge sulla posidonia spiaggiata.

«Sulla carta uno strumento utile e rispettoso dell’ambiente costiero, di fatto un lasciapassare che consentirà a chiunque di decidere del futuro delle spiagge sarde pur non avendo alcuna competenza in materia. Da un’attenta lettura dei diversi punti contenuti in questa proposta di legge è chiaro che è stata elaborata ignorando completamente il parere degli esperti in materia, ma fatto ancora più grave è che tra le numerose alternative proposte è presente anche il conferimento della posidonia in discarica. Un’opzione inaccettabile, in totale contrasto con quanto disposto dal decreto “Salvamare” in via di approvazione al Senato grazie all’impegno in Commissione Ambiente della portavoce del M5S Paola Deiana: norma sovraordinata a cui la Regione Sardegna dovrà obbligatoriamente adeguarsi e che ha trovato anche l’approvazione dell’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, che già lo scorso giugno ad Alghero in occasione della visita del ministro Costa aveva espresso la sua soddisfazione. Al contrario, la proposta di legge del Psd’Az tratta ancora una volta la posidonia alla stregua di un rifiuto e non come una presenza di fondamentale importanza per preservare le nostre spiagge dall’erosione costiera.»

«I proponenti hanno presentato questo provvedimento come un modello virtuoso di riciclaggio della pianta marina, ma se andiamo oltre le apparenze notiamo che la posidonia è destinata a finire tutta in discarica. Infatti all’articolo 1 comma 3 si afferma che i comuni o i titolari di concessioni demaniali, al termine della stagione balneare, devono provvedere al riposizionamento della posidonia nella spiaggia di provenienza per evitare fenomeni di erosione. Tuttavia nel comma seguente si specifica che qualora, per motivi tecnici o economici, ritengano sia necessario optare per la rimozione permanente devono conferire la posidonia prioritariamente negli impianti di recupero e riciclaggio. Ma nel caso in cui le due opzioni sopra descritte non siano percorribili, gli stessi possono procedere allo smaltimento in discarica. Quindi saranno gli stessi comuni (con che competenza?) a poter optare per la rimozione permanente e quindi per il conferimento in discarica.»

«Quanti saranno i Comuni e i titolari di concessioni demaniali che potendo scegliere preferiranno sostenere i costi per il trasporto di questo materiale nei depositi di recupero e riciclaggio? Anche perché – sottolinea Roberto Li Gioi – l’unico impianto di recupero e riciclaggio della posidonia si trova a Quartu. Voi riuscite a immaginare i Comuni e i titolari di concessioni demaniali della Sardegna caricare a proprie spese dei camion per portare la posidonia sino a Quartu? Magari da Alghero, da Olbia o da Orosei? Credo che questa proposta di legge equivalga ad un “fate pure come volete”.»

«Ma soprattutto – sottolinea il consigliere M5S -, stiamo perdendo tempo a discutere una proposta di legge sbagliata che per una materia così delicata si avvale dell’incompetenza comunale, come precisato anche dai massimi esperti regionali con i quali abbiamo avuto la fortuna di confrontarci in Commissione. Gli stessi hanno proposto di affidare la competenza alla Regione Sardegna e di elaborare un “Piano costiero regionale”. Questo perché le spiagge presentano caratteristiche diverse l’una dall’altra dalle quali non si può prescindere. Gli studiosi hanno inoltre offerto gratuitamente la loro consulenza come direttori dei lavori per curare i particolari progetti relativi ad ogni singola spiaggia».

«In Sardegna abbiamo 1.897 km di costa, 495 km sono spiagge. Di questi 160 km sono spiagge in forte modificazione, e 50 km sono già in forte e fortissima erosione. Sono dati che ci devono far riflettere. Dobbiamo lavorare ad una legge regionale che guardi al futuro – conclude Roberto Li Gioi – una legge che permetterà anche ai nostri figli di godere delle nostre spiagge, di questo passo destinate invece a scomparire assestando al contempo un colpo mortale alla nostra economia turistica e balneare.»

[bing_translator]

Storie straordinarie di migrazioni, salvataggi,accoglienza e testimonianze dal vivo della vita a bordo di una rescue boat. I volti, gli sguardi, i corpi, di coloro che bruciano e sognano le frontiere per raggiungere l’Europa come unica possibilità di sopravvivenza, dopo aver attraversato il deserto e il mare della speranza. Una grande ferita del mondo contemporaneo di cui oggi si parla tanto, ma mai abbastanza. Questi e tanti altri saranno i nodi centrali dell’open lesson del 14 gennaio di IED Cagliari, alle ore 18.00, inserita all’interno del ciclo di incontri “Respect! Persone. Futuri. Luoghi dedicati ai temi di interesse sociale. Protagonista di questo terzo talk a Villa Satta sarà Isabella Trombetta, Communication Officer per SOS Mediterranée Italia, l’organizzazione marittima e umanitaria sostenuta dalla società civile europea per il soccorso nel Mediterraneo.

Con lospite dialogherà Paola Masala, esperta di comunicazione impegnata nel sociale dal suo punto di vista privilegiato, la cultura. È responsabile Marketing per Sardegna Teatro e Delegata regionale per la comunicazione del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Di fronte all’aumento dei morti e alle tragedie sulle rotte del Mediterraneo centrale tanti giovani europei hanno deciso di collaborare con organizzazioni umanitarie, diventando “angeli del mare”. Così come Isabella Trombetta, originaria di Reggio Calabria, laurea all’Università LUISS di Roma in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, che dal 2017 al 2018 ha svolto l’incarico di Communication Officer a bordo della nave di salvataggio “Aquarius”, nella quale si è occupata delle comunicazioni fra la nave e gli uffici a terra, e soprattutto è stata il canale di comunicazione fra la nave e la stampa a bordo. Un compito importante che l’ha vista impegnata soprattutto nel raccogliere le testimonianze dirette delle persone che venivano salvate (la Aquarius ha salvato la vita a decine di migliaia di persone), restituendo così storie, voci e volti a quella dimensione umana che in genere viene ignorata dal racconto, spesso superficiale e fatto di soli numeri e statistiche, delle migrazioni. «Chiunque abbia vissuto questo fenomeno da vicino, visto le immagini, sentito le storie, non può non capire che qui si parla di persone, i naufraghi, e non di numeri, e che l’accoglienza non è la stessa cosa del soccorso in mare. Il soccorso in mare non è solo legale, il soccorso non è un’opzione, è un obbligo», spiega Isabella Trombetta.

Attualmente, da quando la Aquarius, la “grande nave arancione”, non opera più nel Mediterraneo (la fine della missione di ricerca e soccorso risale al 9 giugno 2018) Isabella svolge il ruolo di Communication Manager occupandosi del rapporto con la stampa italiana e dei profili sui social media per la filiale italiana di SOS Mediterranée.

Nei suoi studi universitari ha sempre concentrato l’attenzione sui temi delle migrazioni e sulle peculiarità del patrimonio culturale internazionale nelle comunità di migranti. «In mare ho imparato quanto sia importante il lavoro di squadra perché lavorando in sintonia si possono salvare molte vite. E poi ho imparato cosa vuol dire ”dignità”, restituire dignità alle persone. Perché vedere quelle stesse persone in mare, sofferenti, ammassate sui gommoni, sui barconi, e poi a bordo dell’Aquarius, dopo aver ricevuto le cure mediche, il cibo, l’acqua e i vestiti puliti, si impara a capire il reale valore della dignità umana e quanto troppo spesso lo diamo per scontato», racconta Isabella Trombetta.

SOS Mediterranée è una organizzazione della società civile, non governativa, costituita da un network europeo (Italia, Germania, Francia e Svizzera) che supporta le operazioni di salvataggio dei profughi nel Mediterraneo e le attività di testimonianza e di sensibilizzazione. Cittadini, persone comuni che hanno deciso di mettersi in gioco e di fare qualcosa per soccorrere i migranti in pericolo nel nostro mare. Lo scopo di SOS Mediterranée è tripartito: salvare le persone che rischiano di morire ogni giorno; assisterle una volta che sono a bordo, grazie anche alla collaborazione di partner come Medici senza Frontiere, e testimoniare, invitando i giornalisti a bordo e informando l’opinione pubblica dei Paesi europei sulla situazione dei migranti nel Mediterraneo, attraverso la raccolta e la diffusione di testimonianze dirette sulle condizioni e sui differenti aspetti delle migrazioni in atto.

«Design e sostenibilità sono due aspetti importanti che raccontano l’identità dello IED. Design inteso nelle sue diverse e più aggiornate declinazioni, che comprende anche l’educazione per i nostri giovani studenti, cittadini del futuro, allo sviluppo sostenibile. Il nostro compito non è solo quello di formare designer nel campo delle professioni della creatività, ma anche di sostenere un’istruzione orientata verso un pieno sviluppo della personalità umana attraverso la promozione della comprensione, della tolleranza, del dialogo. E quello di Isabella Trombetta riteniamo che sia un esempio buono e positivo che promuove una cultura pacifica, un progetto e uno stile di vita sostenibili, volti alla valorizzazione delle diversità culturali e al rafforzamento del rispetto e dei diritti umani e delle libertà fondamentali», spiega Monica Scanu, direttrice IED Cagliari.

[bing_translator]

Mercoledì 15 gennaio alle 10.00, nella sala stampa del Consiglio regionale, i consiglieri del gruppo Udc Cambiamo! terranno una conferenza stampa per presentare la proposta di istituzione di una Commissione  consiliare d’inchiesta sullo stato di sofferenza in cui versa la pastorizia in Sardegna e sulla vertenza relativa al prezzo del latte.

[bing_translator]

I senatori sardi sono stati ricevuti questa mattina in audizione dalla commissione presieduta dall’on. Michele Cossa, per affrontare il tema dello svantaggio territoriale della Sardegna e della proposta di legge di iniziativa popolare che rimetta il principio dell’insularità in Costituzione.

Il primo a parlare è stato il decano Emilio Floris, che ha spiegato come «il cambio di maggioranza al governo del Paese» abbia in qualche modo «rallentato l’iter della proposta firmata da oltre 130 mila sardi, visto che il presidente della commissione competente è della Lega. In ogni caso ci siamo impegnati a richiedere in occasione della prossima riunione di capigruppo l’inserimento della proposta nel calendario dei lavori». L’ex sindaco di Cagliari ha aggiunto: «In  ogni caso va tenuto presente che di solito appena l’uno e mezzo per cento delle proposte di iniziativa popolare diventa legge ma in questo caso mi sento di dire che il traguardo dell’inserimento in Costituzione del principio di insularità sia più alla portata. Non solo: una volta per tutte deve cessare la discriminazione nel campo dei trasporti per cui ciò che per l’Italia è considerato aiuto di Stato dall’Unione europea ed è dunque vietato nelle isole baltiche è invece consentito».

Della stessa opinione Gianni Marilotti, senatore di Cinque stelle, secondo cui «esiste comunque un piano b, ossia quello di presentare noi senatori la proposta di legge, se dovesse essere necessario. Ma c’è anche un’altra strada: una mozione congiunta di tutti i senatori sardi, a sostegno della proposta di iniziativa popolare e per istituire un tavolo permanente tra la Regione, lo Stato italiano e la Commissione Europea, per rimuovere le penalizzazioni a danno delle regioni insulari italiane. Dobbiamo studiare forme di intervento incisive dentro il Senato, può darsi che il presidente della commissione Affari costituzionali, l’on. Stefano Borghesi, stia pensando più che altro alla fine della legislatura e non all’insularità della Sardegna».

Anche la senatrice Lina Lunesu (Psd’az – Lega) ha ricordato la grande partecipazione dei sardi a questa iniziativa e gli «effetti positivi che ne deriveranno per tutti» mentre il senatore Emiliano Fenu (Cinque stelle) ha posto l’accento sulla «necessità di modificare i regolamenti Ue in materia di trasporti e di energia» e ha ricordato che «oltre all’insularità esistono anche le periferie dei territori: anche la Sardegna ha il suo centro e le sue periferie, appunto, discriminate».

Hanno preso poi la parola i commissari. L’on. Antonello Peru (FI) ha ribadito: «Lo Stato non ha difeso la nostra insularità nei trattati, sono necessarie deroghe concrete al principio degli aiuti di Stato, così come ricordato dal senatore Emilio Floris». Per Francesco Agus (Campo progressista) «è utile questa commissione ed è giusta questa battaglia, anche se non sarà una guerra lampo ma una guerra di posizione che andrà oltre questa legislatura regionale e nazionale. Mi chiedo però cosa stiano facendo i senatori sardi per la nostra continuità territoriale, visto che il regime è scaduto e già la prossima stagione turistica è a rischio, se non arrivano risultati concreti. Segnalo che un volo Ciampino-Cagliari acquistato ora con Ryanair per l’estate costa più di 300 euro».

A conclusione della seduta il presidente Michele Cossa ha tirato le somme ringraziando i senatori intervenuti: «Se necessario incontriamo subito tutti i capigruppo e la presidente del Senato. Siamo disponibili a valutare ogni forma di intervento pur di portare avanti il compito che i sardi ci hanno affidato, sottoscrivendo in massa la proposta di legge. Dobbiamo poter ragionare anche in termini di macro regioni, come ci sollecita l’Unione europea sia per la spesa dei fondi strutturali che per l’erogazione dei servizi essenziali come i trasporti. E l’Italia in questo senso appare favorita: dopo la Brexit sarà il nostro Paese quello che avrà il maggior numero di cittadini europei residenti in isole, circa sette milioni. Non è una valutazione da poco».