24 June, 2026

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Ai nastri di partenza la ventunesima edizione di Dromos, il festival organizzato dall’omonima associazione culturale che fino a ferragosto porterà tanta musica (e non solo) a Oristano e altri centri e località della sua provincia: Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Mogoro, Morgongiori, Neoneli, Nureci, San Vero Milis, Ula Tirso e Villa Verde, con un’appendice il 31 agosto a Bauladu, ed uno “sconfinamento” nel Nuorese, a Ortueri.
Sotto il titolo “Casta Diva”, preso in prestito dalla celeberrima aria della “Norma” di Bellini, la manifestazione quest’anno saluta una duplice ricorrenza: il cinquantenario del primo sbarco sulla luna e il mezzo secolo dal memorabile festival di Woodstock; e lo fa con un cartellone ricco di musica e altri eventi disseminati nell’arco di quindici giorni nelle diverse località che compongono il circuito di Dromos.
Dopo le anteprime di luglio – il concerto degli Snarky Puppy a Fordongianus (il 18), il primo spettacolo della rassegna teatrale “Parole alla Luna” nell’area archeologica di Tharros (il 19) e l’inaugurazione della mostra ART TUBE, da Woodstock alla Luna al Parco dei Suoni di Riola Sardo (domenica scorsa) -, il festival comincia il suo lungo cammino questo giovedì – primo agosto – da Mogoro, tappa immancabile nel circuito di Dromos, rinnovando il sodalizio che lo lega alla Fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna, quest’anno alla sua cinquantottesima edizione (in corso fino al primo settembre).
Sul palco allestito nella piazza Martiri della Libertà, riflettori puntati a partire dalle 22.00 su uno dei massimi alfieri del jazz italiano: Paolo Fresu. Il trombettista sardo sarà di scena alla testa del collaudatissimo Devil Quartet, formazione che ha debuttato alla fine del 2003, e che nel nome rimanda e allude al suo illustre precedente, l’Angel Quartet (nato nel 1994 come alter ego elettroacustico dell’allora già avviatissimo quintetto “storico”). E dalla precedente formazione, il progetto eredita anche strumenti e struttura: accanto alla tromba e al flicorno del leader ci sono il chitarrista Bebo Ferra – altro musicista sardo (cagliaritano) che si è affermato oltre i confini isolani -, Paolino Dalla Porta, uno dei contrabbassisti più apprezzati nel panorama del jazz italiano, ed il batterista Stefano Bagnoli, un raffinato specialista nell’uso delle spazzole su piatti e tamburi. Diverso rispetto al quartetto dell’“angelo” è invece il suono, più acustico nel quartetto del “diavolo”, come dimostra in particolare il quarto album del gruppo, “Carpe diem”, pubblicato lo scorso anno dalla Tǔk Music, l’etichetta fondata dallo stesso Paolo Fresu nel 2010.

Paolo Fresu Devil Quartet © Roberto Cifarelli

Paolo Fresu Devil Quartet © Roberto Cifarelli

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Oggi, mercoledì 31 luglio, si svolgerà il terzo appuntamento con “Nottinsieme 2019”, l’evento clou della stagione estiva, organizzato dalla Pro Loco con il patrocinio e il contributo economico del comune di Carbonia.

L’iniziativa sarà all’insegna dello shopping, dell’arte, della musica e dello spettacolo nel centro cittadino. In particolare, è prevista l’esibizione musicale live dei “First Underground Roots” e della band che tributerà un omaggio a Elvis Presley.

“Nottinsieme” allieterà l’estate della città di Carbonia nei mercoledì dei mesi di luglio ed agosto: 31 luglio, 7-14-21-28 agosto.

In occasione di tutti i mercoledì di luglio ed agosto, al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione, è prevista la chiusura del traffico veicolare dalle ore 19.00 fino all’1 del mattino del giorno successivo nelle seguenti strade: via Gramsci, nel tratto compreso tra via Brigata Sassari e via Fosse Ardeatine; via delle Poste (da piazza Rinascita); piazza Matteotti, nel tratto compreso tra via Fosse Ardeatine e viale Arsia; vico Matteotti; via Manno, piazza San Ponziano, via San Ponziano (nel tratto da piazza Matteotti a via Lucania), via Oberhausen.

Saranno invece chiuse al traffico veicolare dalle ore 20.00 fino all’1 del mattino del giorno successivo le seguenti vie: via Fosse Ardeatine, nel tratto compreso tra via Manno e piazza Matteotti; via Nuoro, nella parte compresa tra piazza Matteotti e piazza Rinascita; piazza Ciusa, nel tratto compreso tra via Nuoro e il civico 38 della stessa piazza Ciusa; via Roma, nella parte compresa tra via Grazia Deledda e piazza Roma.

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Ultimi collegamenti per attivare il nuovo tratto di acquedotto in località Pani Loriga, a Santadi. Domani, mercoledì 31 luglio 2019 l’impresa incaricata dal Comune procederà con il completamento dei collegamenti, avviati lo scorso giugno, della condotta adduttrice appena realizzata che consentirà di mandare in pensione le vecchie tubature “colabrodo” soggette a continue rotture che negli ultimi anni avevano causato una serie di innumerevoli disservizi. L’investimento è di circa 800mila euro grazie a un accordo tra Comune, Abbanoa ed Ente di Governo d’Ambito.

Per consentire il collegamento delle nuove condotte e la dismissione delle vecchie, sarà necessario sospendere temporaneamente l’attività del tratto di acquedotto Sulcis che alimenta non solo Santadi, ma anche Piscinas, Giba, Villaperuccio e Masainas. L’erogazione all’utenza sarà garantita dalle scorte dei serbatoi che saranno sufficienti per garantire il servizio sino alle 14.00. Successivamente sarà effettuata una chiusura dell’erogazione sino alle 6 del mattino successivo per ricostituire le riserve negli stessi serbatoi.

I lavori rientrano nelle cosiddette “Convenzioni a 3” frutto di accordi tra Abbanoa, comune di Santadi ed Egas che prevedono una suddivisione dei compiti per accelerare i tempi di realizzazione delle opere: il Comune gestisce direttamente gli interventi dei propri territori occupandosi dell’iter di progettazione, gara d’appalto e realizzazione delle opere; Egas mantiene le funzioni di controllo e garantisce la certezza dei tempi di erogazione delle risorse; Abbanoa supervisiona tutte le fasi dell’iter affidato al Comune e, una volta completate le opere previste nell’intervento, le prende in gestione e le mette in esercizio.

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Tradizioni popolari, musica e danze da tutto il mondo in scena per il 16° Sennori Folk Festival, in programma fino al 7 agosto, con incontri, esibizioni, scambi culturali e parate che vedranno il loro appuntamento clou domenica 4 agosto, con la sfilata lungo le vie del paese ed il gran galà in programma alle 21,30 al Centro culturale di via Farina.

Ospiti dell’edizione 2019 saranno i gruppi provenienti da Taiwan, Messico, Ecuador e Bolivia, che si esibiranno per la prima volta in Italia, sfoggiando i loro abiti tradizionali e facendo conoscere i balli e i canti popolari delle loro terre.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione folclorica Città di Sennori, con il patrocinio del comune di Sennori: «Come ogni l’edizione del Sennori Folk Festival è motivo di grande orgoglio per noi, è il frutto di un lungo e impegnativo lavoro di preparazione che dura tutto l’anno, praticamente senza sosta con il contributo di tutto lo staff», commenta il presidente dell’Associazione, Costanzo Ledda. «Grazie alla collaborazione con tanti amici promotori di altri festival, siamo riusciti a creare un circuito regionale che permette la partecipazione di molti gruppi, da tutto il mondo, e di una qualità artistica sempre eccellente», spiega Giovannino Mannu, direttore artistico del festival.

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«Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco nel 1998 come il primo parco al mondo della rete dei geositi-geoparchi, ancora oggi, ventuno anni dopo questo importante riconoscimento, non ha assunto le importantissime funzioni di guida, coordinamento, promozione e valorizzazione del territorio alle quali ambiva. Il suo ruolo purtroppo è rimasto marginale, e ciò è dovuto in particolar modo alla sua struttura organizzativa. La mancanza di un intervento di riforma del Consorzio del Parco rischia di vanificare le lotte, le speranze e le aspettative riposte dai cittadini. Per questo è necessario dare nuova vita al Parco geominerario attraverso una serie di provvedimenti, a partire dalla rimozione delle sovrapposizioni di ruoli e di competenze che negli anni ne hanno limitato la crescita.»

Punta all’efficienza ed all’azione concreta la consigliera regionale del M5S Carla Cuccu, prima firmataria di una mozione che ha il grande obiettivo di dare nuova vita al Parco geominerario. Un atto presentato dell’esponente dei Cinquestelle in concomitanza con la visita delle Commissarie scelte dall’Unesco Global Geoparks per controllare l’attività in Sardegna.

In particolare, Carla Cuccu fa notare un’incongruenza nell’assegnazione delle competenze: «Sarebbe stato opportuno istituire sin dall’inizio il Parco Geominerario nell’ambito del Ministero dell’Industria (l’attuale ministero dello Sviluppo Economico) anziché in quello del ministero dell’Ambiente. In questo modo si è generata una confusione di competenze e di ruoli che ha creato notevoli problematiche di carattere gestionale e organizzativo, facendo percepire il Parco Geominerario come un ostacolo e non come un’opportunità per lo sviluppo del territorio».

La mozione promossa da Cuccu impegna il presidente Christian Solinas, la Giunta, l’assessore dell’Industria e l’assessore della Difesa dell’Ambiente ad avviare quanto prima un dialogo costruttivo con le amministrazioni competenti ed i soggetti interessati. Il ruolo del Consorzio del Parco sarà quello di un’agenzia di sviluppo alternativo e sostenibile, con funzioni di guida, coordinamento e promozione delle attività e dei soggetti regionali e comunali che devono concorrere alla riqualificazione e alla valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna.

Carla Cuccu chiede, infine, che la Regione Sardegna solleciti stanziamenti nazionali adeguati per consentire al Consorzio del Parco di disporre di un organico qualificato e sufficiente e per supportare i Comuni nel loro indispensabile ruolo di gestione e valorizzazione delle strutture museali locali.

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Proseguono gli appuntamenti musicali organizzati dall’Associazione Culturale Palazzo d’Inverno che venerdì 2 agosto 2019, a partire dalle ore 21.00 in via Cagliari, sarà nuovamente presente ad Iglesias con un imperdibile live, nell’ambito della manifestazione “Notteggiando”, shopping, musica, cultura, spettacolo e mercatini per le vie del Centro Storico, a cura del Centro Commerciale Naturale “Centro Città” con il contributo del comune di Iglesias.

Si tratta del concerto “Azzurra – A Light Blue Trio” che porta la firma di uno dei talenti più interessanti del panorama musicale isolano, Azzurra Parisi, giovane vocalist e musicista dall’inesauribile energia e qualità performatiche.

Il concerto, Azzurra Parisi voce solista – Federica Parisi Cajon e cori – Daniele Serpi piano/rhodes e cori, è un’inebriante viaggio tra i generi più disparati, in cui si intrecciano melodie soul, country, blues a ritmi swing e rock’n roll. La musica d’impatto e la voglia di ballare che questi generi trasmettono, si coniugano armoniosamente ai contenuti delle liriche che portano messaggi sociali e umani di alto valore.

Racconta Azzurra Parisi: «Molti temi del mio repertorio si riferiscono ad un percorso personale che ho fatto di introspezione, legata alla spiritualità e al valore immenso di credere in noi stessi. Nel guardarsi dentro, gestirsi, nel proiettarsi all’esterno per positività e poterla ricevere di nuovo positiva e pulita. Molti dei miei brani parlano di questo, di un lavoro interiore, poi c’è qualche brano d’amore, che non poteva mancare! E ovviamente affronto anche temi legati al sociale, di come le persone siano cambiate seguendo i meccanismi del sistema, temi a cui tengo molto e che fanno anche parte della black music».

Azzurra nasce artisticamente nel 2013 quando, dopo oltre 10 anni di concerti come solista, corista turnista, e Musicals portati in scena con alcune delle bands e compagnie teatrali di spicco sarde, decide di dedicarsi all’auto-produzione del suo primo prodotto discografico. Nel 2014 pubblica gratuitamente online un EP di 7 tracce intitolato “Blue Eyed Soul” che spazia tra i numerosi sotto-generi della Black Music e riscuote discreto successo nell’ambiente indipendente italiano, aggiudicandosi l’attenzione di addetti ai lavori (Hip Hop Tv, MEI Faenza, radio nazionali ed indipendenti) ed amanti del genere. Nel 2017 auto-produce il secondo lavoro discografico, dal titolo “My Sides”, molto meno elettronico e ricco di influenze Nu Soul e Jazz. Azzurra, accompagnata da turnisti d’eccezione, o con il suo affiatatissimo progetto acustico “Blue Eyed Soul Trio”, si esibisce nei festival più rinomati nel panorama sardo (Mondo Ichnusa, Nora Jazz, Jazz Expo’) e nei Clubs di tutta la Sardegna riscuotendo sempre grande apprezzamento ed attenzione.  La dimensione acustica diventa effettivamente la formula con cui l’artista, tra solidi grooves e pregiate soluzioni armoniche, trova la sua perfetta forma espressiva e comunicativa.

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«Ho incontrato una comunità che chiede alla politica regionale di non essere abbandonata. Perciò, d’intesa col presidente Solinas, chiederemo al Governo nazionale il riconoscimento dello ‘stato di emergenza’, auspicando ampia condivisione e sostegno da parte della politica regionale e nazionale.»

Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, a Siniscola, durante il colloquio con il sindaco Gianluigi Farris e l’intera Amministrazione comunale, prima di effettuare un sopralluogo nelle aree interessate dall’incendio delle ultime ore.

«Circa 600 ettari andati in fumo, danni alle infrastrutture tecnologiche e aziende agricole fortemente danneggiate, senza pecore, foraggio e stalle – ha evidenziato l’assessore Gianni Lampis -. Bisogna lavorare anche sui piani comunali di protezione civile e sui sistemi di evacuazione degli animali dislocati nell’agro. Infatti, ogni animale che muore in Sardegna per gli incendi è una famiglia che rischia di non avere più il pane per la propria tavola. Non possiamo accettarlo.»

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«Il tavolo tecnico è servito a fissare un punto importante nella vertenza energetica e industriale della Sardegna, ovvero l’impossibilità, visti i ritardi del piano di metanizzazione e degli altri obiettivi previsti nella Sen (Strategia energetica nazionale) come nel Pniec (Piano nazionale energia e clima) e nel Pears (Piano energetico ambientale regionale), di fissare la data di uscita dal carbone al 2025.»

Lo hanno detto Cgil, Cisl e Uil al termine del tavolo convocato al Mise. Per tutta la durata della riunione una delegazione di lavoratori ha atteso sotto il palazzo del Mise l’esito dell’incontro giudicato complessivamente positivo da Cgil, Cisl e Uil: «Il riconoscimento da parte del direttore generale del Mise che non si può fissare quella data oggi perché non si conoscono gli iter progettuali e autorizzativi delle opere da realizzare e la stessa ammissione dell’importanza della fonte metano per la Sardegna, rappresenta un passo importante ma è chiaro che nei prossimi tavoli previsti per settembre vigileremo sul prosieguo della discussione e continueremo a sollecitare un confronto politico per capire se il governo nazionale intende rispettare gli accordi sul piano di metanizzazione e dare risposte concrete alle richieste del sindacato su energie e industria».

«La continuità produttiva dell’industria in Sardegna e le sue potenzialità di crescita – nel settore metallurgico così come nella chimica verde, nelle attività manifatturiere dall’agroindustria alla ceramica – sono legati alla stabilità e sicurezza della della rete elettrica – hanno spiegato i sindacalisti – e questo può essere garantito solo attuando gli accordi già sottoscritti sul piano di metanizzazione, con la dorsale e la rigassificazione, accompagnando l’uscita dal carbone con adeguati piani di riconversione degli impianti di produzione elettrica.»

In conclusione, Cgil, Cisl e Uil prendono atto positivamente dell’impegno da parte del Mise di attuare un programma specifico per la Sardegna che contempli la realizzazione della pluralità di interventi infrastrutturali necessari per dotare l’Isola di un sistema moderno, efficiente, sostenibile, che punti alla riconversione degli impianti di produzione esistenti e garantisca ai sardi la disponibilità di energia alle stesse condizioni del resto del Paese, superando le attuali penalizzazioni. Solo così potrà essere fissata una data obiettivo per il phase out dal carbone, che ovviamente non potrà considerare il 2025 come data ultima ma prevedere un termine congruo per tutti gli interventi da realizzare: da questi punti condivisi oggi al tavolo ripartirà il confronto a settembre.

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«Chiederemo all’assessore Mario Nieddu di bloccare i bandi del 19 luglio scorso che consentono sulla carta anche agli psicologi di dirigere i centri di salute mentale. Con tutto il rispetto per questa importante professione riteniamo che ci debba essere uno psichiatra al vertice di strutture come queste. E lo dico da medico, prima ancora che da presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale che si sta occupando di tracciare il riordino della materia, in stretta collaborazione con l’assessore. Questa è una commissione che sino a oggi ha lavorato unita per affrontare i problemi, non ha fatto parti politiche.»

Parole dell’on. Domenico Gallus, a capo del “parlamentino” della Sesta commissione che ieri ha audito la professoressa Liliana Lorettu (direttrice della Clinica psichiatrica dell’Università di Sassari), Graziella Boi (Direttrice del centro per il trattamento dei disturbi psichiatrici correlati ad alcol e gioco d’azzardo, Cagliari) e Chicco Trincas (direttore del servizio psichiatrico del sud Sardegna.

I tre professionisti, anche in rappresentanza di un vastissimo numero di colleghi sin sono rivolti alla commissione Sanità per segnalare «l’enorme difficoltà di funzionamento del servizio» e hanno denunciato «accorpamenti effettuati senza criterio con gravissimi disagi per i pazienti e per le loro famiglie». In questo scenario «la Sardegna conta il più alto numero di suicidi in Italia rispetto alla popolazione mentre in mancanza di strutture territoriali i pazienti arrivano in emergenza al Servizio psichiatrico, con evidente e pericoloso sovraffollamento».  

In commissione Sanità sono stati auditi anche i medici di famiglia che fanno parte del Simeg e del Sigm, rappresentati dal dottor Carlo Piredda.

A seguire, l’associazione Audiente Onlus con la presidente Luisa Guarenti, che ha portato all’attenzione dei commissari il problema della riabilitazione dei bambini sardi affetti da sordità (una ventina di casi ogni anno) e ha ricordato l’importanza dello screening neonatale e della diagnosi precoce. «Il rischio – ha detto Alfio Desogus, presidente Fish Sardegna – è che la sordità non curata provochi il mutismo e quindi l’handicap. Il diritto alla parola è costituzionalmente garantito e deve essere assicurato a tutti.»

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Artigianato, formazione professionale, istruzione inclusiva, promozione culturale e territoriale, rafforzamento dei rapporti fra enti ed organizzazioni dei due territori, questi i campi di intervento del progetto di cooperazione con la Bielorussia sostenuto dalla LR 19/96 che in questi giorni vede una serie di attività realizzarsi contemporaneamente in Sardegna, in un rapporto sinergico con iniziative di scambio professionale avviate fra specialisti sardi e bielorussi.

La collaborazione con il Palazzo dell’Arte di Bobruysk (cittadina bielorussa di 240.000 abitanti) ha portato nei giorni scorsi in Sardegna 5 artigiani che hanno allestito lo stand bielorusso alla Fiera dell’Artigianato Artistico di Mogoro dove sarà possibile ammirare sino al primo settembre una serie di manufatti di artigianato bielorusso in legno, lino, cartoncino, lana ed altri tessuti.

Le attività di formazione realizzate in territorio bielorusso dall’ente di formazione “Sardegna Global” di Minsk in possesso dell’accreditamento statale hanno portato all’individuazione dei 5 migliori allievi che dagli inizi di luglio stanno avendo l’opportunità di svolgere un tirocinio formativo estivo in una primaria struttura 5 stelle dell’Isola .

Nell’ambito di questa intensa attività progettuale, lo scorso 29 luglio si è svolto un incontro di lavoro presso il Servizio Rapporti internazionali e con l’Unione europea, nazionali e regionali della Direzione Generale della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna che cura il monitoraggio delle progettualità LR 19/96 alla quale hanno partecipato gli artigiani bielorussi Lutsyia Rudakouskaya, Natallia Kulikova,  Siarhei Silich, Hulnara Kachan ed il direttore del Palazzo dell’Arte di Bobruysk Ina Novikavai e gli allievi dell’Ente di formazione “Sardegna Global” di Minsk in tirocinio formativo in Sardegna Darya Zuyeva, Aleksei Dolidovich, Darya Saroka, Hanna Kazak, Dziyana Aleinik.

Il direttore del Servizio Rapporti internazionali e con l’Unione europea, nazionali e regionali d.ssa Giovanna Medde unitamente ai collaboratori d.ssa Simona Pilleri e dott. Marco Crotti, ha accolto non solo gli ospiti bielorussi in trasferta ma anche il gruppo di lavoro composto dal presidente dell’Associazione Cittadini del Mondo nonché Console onorario bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni, il giovane Ihar Likhtarovich, che dall’età di 7 anni è stato ospitato nell’ambito del progetto Chernobyl da una famiglia sarda, e che dopo l’adozione si è trasferito stabilmente in Sardegna dove ha aperto il suo laboratorio di lavorazione del legno, riprendendo i rudimenti dell’arte artigiana imparata da bambino in patria, trasformandola in una occasione di realizzazione professionale facendo una splendida sintesi fra tradizioni sarde e bielorusse, Irina Razuvanava cooperante bielorusso punto di riferimento nell’organizzazione del progetto Chernobyl, Carlo Altea segretario dell’Associazione Cittadini del Mondo organizzazione capofila del progetto di cooperazione, Luciano Bonino, stimato stilista ed artigiano della moda che sarà protagonista di alcune delle attività progettuali in territorio bielorusso.

Alla conclusione dell’incontro di monitoraggio sono stati consegnati agli artigiani e ai giovani tirocinanti bielorussi gli Attestati di partecipazione alle attività progettuali.