21 June, 2026

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In occasione del 60° anniversario del settimanale diocesano e del 25° di Radio Kalaritana, la diocesi di Cagliari propone tre serate di approfondimento sulle tematiche comunicative alle quali prenderanno parte: Paolo Ruffini (13 febbraio), prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede; mons. Giovanni D’Ercole (14 febbraio), vescovo di Ascoli Piceno; Vincenzo Morgante (15 febbraio), direttore di rete e di testata di Tv2000 e InBlu. Le conferenze si terranno presso la Sala Benedetto XVI della curia arcivescovile di Cagliari (via mons. Cogoni, 9), con inizio alle 17.00.

Programma

Mercoledì 13 febbraio

«La comunicazione nella Chiesa di Papa Francesco»

Saluti:

Arrigo Miglio, Vescovo di Cagliari

Giulio Madeddu, direttore Ufficio Diocesano Comunicazioni

Francesco Birocchi, presidente Ordine Giornalisti Sardegna

Intervento di Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede

Intervista a cura di Anna Piras, Capo redattore Rai Sardegna, e di Roberto Comparetti, direttore del settimanale Il Portico

Conclusioni del vescovo Arrigo Miglio

Giovedì 14 febbraio

«Comunicazione ed evangelizzazione per una chiesa missionaria in uscita»

Saluto del vescovo Arrigo Miglio

Intervento di mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno

L’esperienza comunicativa di alcune aggregazioni laicali:

Azione Cattolica, Meic, Agesci, Volontariato vincenziano, Comunione e liberazione

Modera Andrea Pala, presidente Ucsi Sardegna

Conclusioni di mons. Giovanni D’Ercole

Venerdì 15 febbraio

«Stare nell’agorà dei media in modo laico e cristiano»

Saluto del direttore de «Il Portico», Roberto Comparetti

Intervento di Vincenzo Morgante, direttore di rete e di testata di Tv2000 e InBlu

Tavola Rotonda

Giulio Madeddu, direttore di Radio Kalaritana

Paolo Sanna Farina, giornalista e saggista

Mario Cabasino, presidente Corecom Sardegna

Giampaolo Atzei, presidente Fisc Sardegna

Modera Maria Luisa Secchi, giornalista di Radio Kalaritana

Conclusioni del vescovo Arrigo Miglio.

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Sabato 9 febbraio 2019, alle ore 10.30, presso l’ingresso delle aree ex Sardamag (sotto il ponte), si terrà un sit-in del Comitato Porto Solky che metterà in evidenza «tutte le anomalie ed incongruenze comprese nelle opere progettate che affossano, anziché rilanciare le opportunità di sviluppo del territorio».   

«Renderemo pubblico il reale tracciato del nuovo viadotto di 2 km che taglierà in due le aree portuali e sposterà l’uscita del paese nella zona artigianale ed il tracciato della sproporzionata circonvallazione che devasterà il territorio e frantumerà le proprietà a causa dei numerevoli espropri – spiegano i portavoce del Comitato Porto Solky – Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau -, e la reale impostazione che il Piano Sulcis vuole dare al porto di Sant’Antioco, ovvero abbandonare l’idea del porto turistico polifunzionale, per limitare l’attracco alle sole navi commerciali e militari. Riassumeremo, infine, le vicissitudini delle aree ex Sardamag, oggi confluite in IGEA, per le quali, a fronte dei notevoli costi per il disinquinamento, non esiste nessun progetto per la loro valorizzazione.»

I portavoce del Comitato Porto Solky hanno diffuso i tracciati originali del nuovo viadotto e della circonvallazione.

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Questa mattina la direzione generale per il Trasporto aereo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato a Enac, Regione Sardegna e alla Geasar, la società di gestione dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda, lo schema di convenzione per la realizzazione degli interventi riguardanti la riqualificazione delle strutture di volo dello scalo olbiese e il prolungamento della pista di volo dello stesso.

«Si tratta di un risultato davvero importante per il territorio – ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle Nardo Marino -, ottenuto grazie all’impegno del Mit e degli uffici competenti che hanno lavorato in stretto coordinamento con Geasar. Con questi interventi finalmente il nostro aeroporto diverrà ancora più importante nel quadro strategico dei trasporti italiani. Il potenziamento dello scalo e l’allungamento della pista saranno elementi importanti di valutazione anche per le compagnie aeree interessate a investire sul territorio.»

«La destagionalizzazione e l’incremento dello sviluppo turistico sono necessariamente subordinati agli investimenti sulle strutture essenziali del trasporto – ha concluso Nardo Marino –. Sono convinto che gli interventi sullo scalo olbiese, assieme agli altri investimenti previsti per Cagliari ed Alghero, produrranno benefici per tutta la Sardegna.»

 

 

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 Una serata davvero da ricordare quella vissuta  ieri a Gonnosfanadiga per l’evento conclusivo del progetto  “Sportello Open family. Informazione e supporto psicologico itinerante”:  circa 50 persone con diverse disabilità  “si sono raccontate” attraverso il linguaggio della musica, della danza, della gestualità e delle rappresentazioni grafiche. Emozioni e viva partecipazione per la conclusione di un intenso lavoro iniziato un anno fa. Il progetto è stato proposto e coordinato dalla psicologa Roberta Saba con l’associazione  “Io e te insieme Onlus” di Gonnosfanadiga, capofila della progetto che, con il presidente Vincenzo Martis, ha dato il via a questa giornata speciale. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione di Sardegna ed in partenariato con l’Ordine degli Psicologi della Sardegna ed ha coinvolto 4 comuni del Medio Campidano, con le relative associazioni di volontariato e di sostegno per disabili e le loro famiglie, che sono Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus e San Gavino. Coinvolgenti, ricchi di emozione e allegria i tre momenti della serata: i ragazzi disabili ed i volontari dell’associazione ” Il Delfino Onlus”di San Gavino hanno interpretato  con il linguaggio LIS il brano musicale  “Essere Umani”, di Davide Mengoni; hanno fatto seguito le persone disabili del gruppo “Famiglie Insieme” di Arbus che, accompagnate dai familiari, hanno ballato sulle note di “Familiar” e della colonna sonora del film “Minions”.

La manifestazione si è conclusa con canti e balli e la rappresentazione grafica e pittorica “Io sono io”, protagonisti i disabili dell’associazione “Io e te insieme Onlus”: le persone con disabilità hanno utilizzato il segno grafico per descrivere la propria identità ed il proprio percepirsi.

«Lo Sportello open family”– ha detto Roberta Saba – è nato come progetto di sostegno articolato per accompagnare e guidare caregivers e genitori di figli con disabilità,  che si trovano ad affrontare situazioni di disagio, sofferenza psicologica e/o difficoltà nella gestione delle criticità pratiche e concrete di vita quotidiana. Obiettivo contribuire a creare condizioni di benessere per le  persone con disabilità” ».

La serata si è conclusa con “la merenda solidale”, un momento di socialità fra disabili e famiglie, che si sono incontrate  e hanno potuto condividere le loro storie e i loro percorsi, con l’auspicio per il proseguimento del percorso intrapreso. Alle azioni di animazione, ai seminari  mensili, sei in tutto, che si sono sviluppati nell’arco di un anno, ha offerto la collaborazione ed il supporto logistico la Cooperativa “La Clessidra” di  Villacidro.

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Ieri pomeriggio, ad Arbus, i carabinieri della locale stazione hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Cagliari a carico di F.A., 44enne del luogo, per i reati di minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia. Il provvedimento nasce dai numerosi interventi effettuati dai militari dal mese di ottobre al mese di dicembre 2018 ad Arbus, presso il domicilio dell’uomo, che avrebbe in più circostanze minacciato, ingiuriato e maltrattato pscicologicamente gli anziani genitori ed in una circostanza avrebbe minacciato di morte il fratello impugnando un coltello a serramanico.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Uta, a disposizione dell’autorità giudiziaria. A tutela delle persone offese non saranno divulgati ulteriori dettagli.

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E’ stata inaugurata questa mattina, nei locali della Fabbrica del Cinema, in piazza Sergio Usai, nella Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia, la sala cinematografica “Fabio Masala” del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria. La sala si pone come nuovo spazio pubblico per la fruizione cinematografica, culturale, convegnistica e didattica, che suggella l’impegno del Centro Servizi Culturali per la creazione nel Sulcis Iglesiente di una realtà cineportuale.

La sala, intitolata a Fabio Masala, fondatore e primo direttore della Società Umanitaria in Sardegna, figura chiave per lo sviluppo della cultura audiovisiva e cinematografica nell’Isola, tra i relatori della “Carta dei diritti del pubblico”, redatta a Tabor nel 1987, potrà contare su 130 posti a sedere e sarà attrezzata con un nuovo impianto di proiezione digitale DCP – Digital Cinema Package -, capace di proiettare i film in uscita nel normale circuito distributivo, e impianto sonoro Dolby Surround.

La nuova sala avrà una funzione polivalente e ospiterà le attività che già il Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria svolge abitualmente durante tutto il corso dell’anno: rassegne, festival, proiezioni per le scuole. Ma sarà anche uno spazio aperto nei confronti del tessuto sociale, culturale ed associazionistico del territorio, con la possibilità di potenziare i momenti dedicati alla didattica e alla piccola convegnistica.

Dopo una breve presentazione, coordinata da Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria di Carbonia, è stato proiettato il documentario “Fare per capire: i settant’anni di storia della Società Umanitaria”, diretto da Paolo Carboni, che è stato affiancato nelle varie fasi produttive dagli operatori del Centro Servizi Culturali di Carbonia e da quelli della società cooperativa S.C.I.L.A.. Si tratta di una produzione avviata nel 2017 per il 50° anniversario dell’Istituzione dei Centri Servizi Culturali della Società Umanitaria in Sardegna: Cagliari, Alghero e Carbonia.

Vediamo ora l’intervista realizzata con Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria di Carbonia.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10218627027294799/

 

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Domenica 10 febbraio l’Amministrazione comunale di Carbonia commemorerà le vittime delle foibe, scomparse a seguito di una serie di eccidi perpetrati durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale dai partigiani jugoslavi e dell’OZNA ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia.

«“Il Giorno del Ricordo” rappresenta un importante momento di riflessione per non dimenticare migliaia di italiani trucidati ed infoibati nelle cavità carsiche del Friuli e dell’Istria. Migliaia di cittadini innocenti, ammazzati dai partigiani di Tito per la sola ragione di essere italiani residenti nelle zone di confine. È nostro dovere ricordare ed acquisire consapevolezza sui fatti tragici che hanno colpito i nostri connazionali», ha detto il sindaco Paola Massidda.

Il primo cittadino di Carbonia deporrà, alle ore 11.00, una corona d’alloro presso la stele situata nel Parco dei Martiri delle Foibe. Una cerimonia che sarà accompagnata dalla presenza di cittadini, consiglieri, assessori, istituzioni e dal “Silenzio” eseguito dalla tromba della Banda Vincenzo Bellini di Carbonia.

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Con l’inizio del nuovo anno ripartono i “Recruitment Days” della compagnia aerea Ryanair per la ricerca di assistenti di volo. Queste giornate, che si terranno tra febbraio ed aprile in diverse città italiane e anche in Europa, sono dedicate ai colloqui con tanti giovani interessati a lavorare nell’azienda e servono proprio a conoscere i futuri assistenti i quali, prima di essere assunti, dovranno seguire dei corsi di formazione. Ryanair, compagnia aerea low cost, è nata in Irlanda nel 1985 e oggi opera in Europa con 2.000 voli al giorno da 87 basi in 34 paesi, collegando oltre 200 destinazioni. La società ha raggiunto questi ottimi risultati grazie alle tariffe super scontate che offre ai propri passeggeri, in questo modo Ryanair è passata dai 5mila viaggiatori del primo anno ai 100 milioni di oggi. Per far fronte a questo successo la società ha sempre bisogno di nuovo personale, soprattutto di assistenti di volo, ma sul sito di Ryanair nella sezione “offerte di lavoro” sono presenti tanti altri profili … 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_ryan_feb_2019.html .

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Nessuno può, ragionevolmente, avere avere dubbi sulle straordinarie capacità comunicative di Papa Francesco, sia per la capacità di trasmettere in maniera chiara e profonda la Parola di Dio, sia per la sua efficacia nel rapportarsi con le folle di fedeli che lo seguono. Il rapporto tra Papa Francesco e la comunicazione, così come la vasta organizzazione vaticana che governa la comunicazione della Chiesa meritano certamente un approfondimento da parte di chi si dedica alla professione di giornalista o comunque è interessato all’argomento.
L’Ordine dei giornalisti della Sardegna ha deciso, pertanto, di considerare evento formativo per i giornalisti sardi la prima delle tre giornate che la Diocesi di Cagliari dedicherà a questi temi in occasione del 60° anniversario del settimanale diocesano e del 25° di Radio Kalaritana.
L’evento formativo si svolgerà mercoledì prossimo, 13 febbraio, dalle 17.00 alle 20.00, presso il Seminario Arcivescovile, in via mons. Giovanni Cogoni ed è intitolato “Papa Francesco e la comunicazione: nell’agorà dei media”. Ai giornalisti partecipanti verranno assegnati tre crediti formativi.
Dopo i saluti dell’arcivescovo Arrigo Miglio e l’introduzione del presidente dell’Ordine regionale, Francesco Birocchi, del direttore del settimanale “Il Portico”, Roberto Comparetti e di mons. Giulio Mareddu, direttore dell’Ufficio diocesano delle comunicazioni, Anna Piras, capo redattore della Sede regionale Rai per la Sardegna intervisterà Paolo Ruffini (recentemente nominato Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede).
Paolo Ruffini, che era direttore della rete televisiva della Conferenza Episcopale Italiana (Tv2000), è il primo laico sposato che diventa capo dicastero in Vaticano. Ricopre il ruolo lasciato da monsignor Dario Viganò, che ha guidato il Dicastero fin dalla sua fondazione, nel 2015. È nato a Palermo nel 1956; si è laureato in Giurisprudenza presso la Università di Roma La Sapienza; è giornalista professionista dal 1979. Ha lavorato per Il Mattino, Il Messaggero, di cui nel 1996 è diventato vicedirettore, il Giornale Radio Rai, di cui è stato direttore dal 1996. Ha diretto Rai3 e Tv2000, dove ha ricoperto il ruolo di direttore di rete e insieme direttore di Radio InBlu.
Nel Dicastero vaticano (che ha circa 650 dipendenti) sono confluiti il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, la Sala Stampa della Santa Sede, la Tipografia Vaticana, il Servizio Fotografico, L’Osservatore Romano, la Libreria Editrice Vaticana, Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano e il Servizio Internet Vaticano.

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Sono emigrati nel capoluogo lombardo per rincorrere i propri sogni d’artista: ora dalle prestigiose gallerie milanesi riportano nel cuore dell’isola una speciale collettiva che racchiude tutta l’intensità e la forza espressiva delle loro opere.

Nove giovani talenti sardi sono i protagonisti di “Dimore”, l’esposizione che sarà inaugurata il 16 febbraio al MEA di Asuni, alle 18.00, come primo tassello di un più ampio progetto finanziato dall’assessorato regionale alla Cultura nella “Rete dell’emigrazione sarda”.

Oltre a un profondo talento, tutti gli autori hanno in comune una significativa esperienza di lavoro a Milano, la nuova città che li ha accolti e gli ha permesso di emergere nel mercato e nel mondo dell’arte contemporanea. I loro nomi sono Silvia Argiolas, Irene Balia, Nicola Caredda, Roberto Fanari, Silvia Idili, Claudia Matta, Silvia Mei, Paolo Pibi e Giuliano Sale.

È la loro condizione di nomadismo artistico a ispirare la nuova avventura culturale nel piccolo centro dell’Oristanese: una condizione che li vede avvolti nei panni di contemporanei “clerici vagantes”, capaci di materializzare in sorprendenti esiti figurativi la visione e l’intimità di un pensiero libero.

«Lo spettatore potrà accedere a questo universo enigmatico, sospeso tra realtà e sogno, attraverso nove “Dimore” artistiche – spiega Antonello Carboni, curatore dell’esposizione assieme a Silvia Oppo – nove angolazioni la cui sommatoria restituisce al nostro occhio molto più dell’intero.»

L’ingresso è gratuito. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno il sindaco di Asuni, Gionata Petza, i curatori della mostra e una rappresentanza degli stessi autori.

“Dimore” diviene così il punto di partenza di un vasto progetto che nei prossimi mesi, grazie all’impegno assunto dal comune di Asuni, porterà al Museo dell’Emigrazione straordinarie occasioni di conoscenza, confronto e condivisione sul tema, mettendo in campo importanti mostre e installazioni, attività artistiche, laboratori ed escursioni nel campo della letteratura con presentazioni di autori e delle loro opere più significative.

«Questo è un ulteriore tassello che si aggiunge alle attività del museo venuto alla luce tre legislature fa – afferma il primo cittadino Gionata Petza -. La nostra Amministrazione ci sta credendo profondamente, dando continuità a un tema che oggigiorno mostra tutta la sua drammatica attualità.»

Il MEA entra così nel vivo dei propositi assunti fin dalla sua nascita, nel 2007, quando i fondatori ebbero l’intuizione di andare oltre la sterile prospettiva di un concetto di emigrazione limitato all’enfasi di sofferenze e nostalgie: fu individuato invece un punto di vista positivo, generatore di innovazione e di crescita in riferimento alle reti sociali a lunga distanza che l’emigrazione stessa permette di sviluppare.