21 June, 2026

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Sono state ufficializzate questa mattina (il termine ultimo scadeva a mezzogiorno), senza sorprese, le candidature alla carica di governatore della Regione per le elezioni del prossimo 24 febbraio, nell’ufficio centrale circoscrizionale della Corte d’Appello del Tribunale di Cagliari. Lunedì, dopo le verifiche di tutta la documentazione allegata, nella quale sono compresi i collegamenti con le 24 liste presentate lunedì 21 gennaio, verranno effettuati i sorteggi per la composizione della scheda elettorale, con l’ordine dei candidati a governatore e quindi delle liste collegate.

I candidati, lo ricordiamo, sono sette: Francesco Desogus, Movimento 5 Stelle; Christian Solinas, centrodestra (11 liste); Massimo Zedda, centrosinistra (8 liste); Paolo Maninchedda, Partito dei Sardi; Andrea Murgia, Autodeterminatzione; Vindice Lecis, Sinistra Sarda; Mauro Pili, Sardi Liberi.

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Venerdì 1 febbraio, alle 16.30, nello Spazio eventi della MEM Mediateca del Mediterraneo, la Sezione Sardegna dell’Istituto Italiano dei Castelli onlus organizza il primo incontro del ciclo di seminari dedicato ai siti difensivi nei luoghi della produzione con la conferenza dal titolo ‘Le tonnare nella Sardegna meridionale: cultura, costruzione, uso difensivo, prospettive di riuso’.

L’evento, svolto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) dell’Università degli Studi di Cagliari, a cura di Giovanni Battista Cocco, Donatella Rita Fiorino e Caterina Giannattasio, coinvolgerà numerosi relatori che approfondiranno sotto diversi aspetti – storici, culturali, progettuali – la tematica delle tonnare isolane.

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Verrà rappresentato domenica 27 gennaio, alle 18.00, nella sala consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, dall’associazione culturale teatrale “Quinte Emotive”“Il Processo”, opera liberamente tratta da “L’Istruttoria” di Peter Weiss, regia di Paolo Angioni con Leonardo Pani, Efisio Deiola, Andrea Zucca, Corrado Cicilloni, Giusy Fogu, Manuela Perria, Cristina Pillola e Gisella Biggio.

“L’Istruttoria” è un dramma documentario scritto da Peter Weiss dopo aver assistito al processo di Francoforte sul Meno, tenutosi dal dicembre 1963 all’ottobre 1965 e voluto dalla giustizia tedesca contro i crimini di guerra nazisti.

L’opera è strutturata in 11 canti, nonostante nello spettacolo se ne prendano in esame solo 5, e racconta in forma di oratorio poetico gli accadimenti del processo. Costò 5 anni di ricerche, durò 20 mesi, vennero imputati 22 ufficiali SS, si tennero 183 udienze con 17 condannati di cui 6 all’ergastolo.

La sopraffazione umana, lo smarrimento della propria identità e l’assenza di una responsabilità individuale sono i caratteri che emergono dalle dichiarazioni di testimoni e imputati. Un testo di poesia che integra ed approfondisce i dati della storia. 

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Sette organizzazioni ambientaliste e pacifiste terranno domani una conferenza stampa sulla vicenda dei progetti di ampliamento della RWM Italia spa, alle 11.15, in via San Giacomo 117, a Cagliari.

«Com’è noto il business di RWM Italia spa, la fabbrica delle bombe di Domusnovas-Iglesias, è in fase di rapida espansione: crescono gli ordinativi, i fatturati e le esportazioni verso le petro-monarchie del medio oriente, Arabia Saudita in testa, che ne utilizza le bombe per mietere strage in Yemen – si legge in una nota -. Per far fronte alla crescente richiesta di ordigni letali, RWM nel 2017, ha avviato un imponente piano di investimenti, 40 milioni di euro, per il potenziamento dei suoi impianti:si prevede il raddoppio delle linee perché il volume degli ordigni prodotti possa triplicare. Il piano procede rapido, senza ostacoli e nessuno scrupolo, infischiandosene dell’articolata normativa a tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente, che viene sistematicamente aggirata ed ignorata, con la colpevole acquiescenza delle amministrazioni competenti.»

«L’ultima autorizzazione edilizia, concessa dal comune di Iglesias, nel novembre scorso, per la realizzazione dei nuovi reparti R200 ed R210 che dovrebbero ospitare la linea produttiva per esplosivo di tipo PBX, è stata rilasciata nonostante una serie di elementi di illegittimità rispetto alle norme urbanistiche, ambientali e a tutela della popolazione dal rischio di incidenti – aggiunge la nota -. Per la palese illegittimità di questa sciagurata decisione, sette diverse organizzazioni, sostenute da innumerevoli altre, hanno presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), per l’annullamento dell’autorizzazione rilasciata dal comune di Iglesias. Il contenuto del ricorso e le palesi ragioni di illegittimità del provvedimento, verranno illustrate dagli avvocati Andrea e Paolo Pubusa.»

«La riunione, alla quale parteciperanno tutte le organizzazioni che sostengono il ricorso – conclude la nota -, sarà anche un’occasione per informare sull’ultima scellerata decisione della Giunta regionale di non assoggettare a Valutazione di impatto ambientale il Nuovo Campo Prove 140 dove verranno testati i nuovi ordigni bellici.»

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Partiranno la prossima settimana, nel Sarrabus, i lavori per asportare i materiali alluvionali che intasano il rio Uri. «Un’operazione molto attesa dai comuni limitrofi, che hanno rappresentato alla Prefettura la necessità di liberare l’alveo del fiume dai detriti che ostruiscono il deflusso dell’acqua», dice l’assessore dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini. Con un’ordinanza emessa lo scorso 28 dicembre, la Protezione Civile ha incaricato l’assessorato di procedere alla rimozione dei materiali litoidi e vegetali in modo da prevenire situazioni di pericolo e ripristinare la funzionalità dei corsi d’acqua. Saranno asportati solo gli elementi più grossolani: questo consentirà alla materia più fine di scorrere correttamente verso la foce del fiume. «Intanto – prosegue Edoardo Balzarini – procedono speditamente i lavori di rifacimento degli argini del rio Uri che attraversano l’abitato di San Vito, invaso dalle acque tracimate a seguito delle rotte arginali: consegnati lo scorso 19 ottobre con procedura di somma urgenza e finanziati con risorse regionali, sono in avanzato stato di esecuzione, con oltre il 50% delle opere già completato.»

 

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A partire da oggi, 24 gennaio 2019, a Cagliari, è stato riattivato l’autovelox posizionato al km 5.850 dell’Asse Mediano di scorrimento, nella semicarreggiata che dal centro cittadino porta in direzione della strada statale 131 dir (direzione Aeroporto). L’apparecchio era stato danneggiato in maniera irreparabile dall’attentato incendiario avvenuto due anni fa, nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2017.

Prima di procedere al ripristino del dispositivo e alla sua riattivazione – precisano al Comando della Polizia Municipale – lo strumento è stato sottoposto a tutte le verifiche di funzionalità e taratura previste per le apparecchiature impiegate dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, risultando perfettamente conforme alle disposizioni di riferimento.

Nel tratto di strada interessato, il limite di velocità imposto dalla normativa vigente sulla base della classificazione di legge della stessa strada, è di 70 km/h, così come indicato dalla specifica segnaletica. Per la sicurezza e salute pubblica, è raccomandata quindi la massima prudenza, con il rispetto dei limiti di velocità e delle norme del Codice della Strada.

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«Era necessaria questa riforma? La risposta è sì. Era necessaria, urgente, non più rimandabile. E noi, a differenza di chi ci ha preceduto, abbiamo avuto il coraggio di farla, di prenderci la responsabilità.»

Lo ha detto oggi il presidente della Regione Francesco Pigliaru intervenendo a “Camineras de Salud”, la giornata organizzata dall’Ats nella sala del Seminario Arcivescovile di Cagliari per fare il punto sulla riforma sanitaria sarda. La relazione del presidente Francesco Pigliaru, a chiusura degli approfondimenti tecnici della mattinata, ha ripercorso motivazioni e passaggi.

«La situazione che abbiamo trovato nel 2014 era insostenibile, con buona parte dei conti fuori controllo. Si trattava di agire subito, di intervenire con un lavoro non ragionieristico ma di sopravvivenza virtuosa – ha spiegato il presidente della Regione – perché prima o poi conti non sostenibili si traducono in crisi di liquidità, difficoltà a pagare stipendi e fornitori, con la conseguente cessazione dei servizi per i nostri cittadini. E da crisi di questo tipo nascono i commissariamenti da parte dello Stato, quindi imposizioni molto dure che avrebbero leso la nostra autonomia e sancito l’incapacità di mettere ordine a casa nostra, il rischio di una imposizione stringente del DM70 nella definizione della rete ospedaliera e così via. Il fatto che ognuna delle 8 Asl si considerasse un universo separato impediva il controllo, il confronto, la valutazione necessari per garantire uno standard uniforme di prestazioni, e la non omogeneità sui beni e sui servizi negava la possibilità di pari accesso a tutti alla qualità sanitaria. Un quadro, questo, in cui una insufficiente distinzione tra il ruolo della politica e quello della gestione rendeva difficile risalire alle singole responsabilità all’interno del sistema. Chi dice che prima della riforma le cose andavano bene sa di non dire la verità. Il problema c’era e andava affrontato – ha aggiunto Francesco Pigliaru -, e noi abbiamo messo tutto il nostro impegno nell’accettare e portare avanti la scommessa di una riforma tanto articolata e complessa quanto imprescindibile. Sul controllo dei costi è partito da subito un lavoro enorme, svolto in piena autonomia e con tutto l’orgoglio dell’autonomia. Portare i conti ad una situazione di sostenibilità non con tagli ma con risparmi sugli sprechi era centrale, e riuscirci ha significato certezza di coperture per le spese correnti e investimenti sui servizi e personale. In questo quadro la Asl unica nasce da un’idea molto precisa, pensata per guadagnare efficienza accentrando funzioni caratterizzate da forti economie di scala e per funzionare come un pannello di controllo di un sistema sanitario reso chiaro, trasparente, confrontabile, conosciuto nei costi e negli esiti in ogni dettaglio, perché solo generando questi dati e rendendoli conosciuti si combatte davvero l’inefficienza. E ancora sa di non dire la verità chi accusa la riforma di aver chiuso ospedali – ha rimarcato ancora il presidente della Regione -. Non abbiamo chiuso nessun ospedale, ma al contrario lavorato per dare ad ognuno di essi ruoli specifici, funzioni mirate, guidati da una regia unica in grado di disegnare e gestire una rete che in Sardegna, territorio ampio per un numero di abitanti ridotto, è quanto mai essenziale. L’accentramento era un passaggio obbligato per costruire poi un decentramento virtuoso basato su regole chiare, conosciute, credibili. E la separazione della politica dalla gestione garantisce oggi maggiore trasparenza e meritocrazia. In questo quadro la politica ha il compito di definire linee di indirizzo e obiettivi, e ha il compito di scegliere a un direttore di alto profilo professionale, cosa che con tutta evidenza in questo caso è stata fatta. Poi spetta ai DG scegliersi formare la squadra che ritiene più adatta per raggiungere quei risultati sulla base dei quali verrà valutato. Si tratta come si vede di uno schema di governance semplice, diffuso in tutto il mondo, che attribuisce responsabilità in modo chiaro e che garantisce trasparenza e meritocrazia. Noi abbiamo fatto quanto era necessario, con chiarezza, determinazione, impegno – ha concluso il presidente Pigliaru -, tracciato un cammino che comincia a dare risultati importanti.»

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È “Ciao cuore” di Riccardo Sinigallia il miglior disco del 2018 per i 120 giornalisti che hanno votato per il “Top 2018”, il referendum sui migliori album italiani del 2018 promosso dal “Forum del giornalismo musicale” (che si svolge da tre anni al Mei di Faenza) e dall’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) con il coordinamento di Enrico Deregibus.

Giuseppe Anastasi con “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” ha prevalso invece nella categoria riservata alle opere prime.

Mentre il mondo musicale attende il Festival di Sanremo, il Forum ha voluto per il secondo anno cercare le migliori produzioni che la musica italiana ha pubblicato nell’anno da poco trascorso. Fra i molti giurati ci sono giornalisti di ogni provenienza ed età, da quelli delle grandi testate cartacee alle webzine, dalle tv alle radio. Un così ampio e rappresentativo ventaglio di votanti ha permesso di avere un quadro attendibile delle preferenze del giornalismo e della critica musicale italiana più attenta.

Nella categoria per il disco assoluto, Sinigallia ha ottenuto 36 voti, superando con distacco gli altri finalisti, scelti nel primo turno di voto: Motta con “Vivere o morire” (che ha ottenuto 25 voti), gli Zen Circus con “Il fuoco in una stanza” (23), Cosmo con “Cosmotronic” (20), Salmo con “Playlist” (14).

Fra le opere prime, dopo Anastasi, che con 34 preferenze ha prevalso nettamente sugli altri finalisti, si sono classificati i Maneskin con “Il ballo della vita” (27 voti), i Dunk con il disco omonimo (24), Paola Rossato con “Facile” (14) e Generic Animal con il disco omonimo (13). Il Mei ha deciso di assegnare a Paola Rossato, come prima donna classificata nei dischi d’esordio, un premio speciale.

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125 tra seminari e workshop, oltre 100 stand espositivi di istituzioni, imprese e agenzie formative, momenti di approfondimento, in particolare sull’innovazione di e sport, e 9.600 colloqui con i rappresentanti delle aziende e gli operatori dei Centri per l’impiego. È ai blocchi di partenza, nello spazio fieristico di Cagliari, il Sardinian Job Day. Alla sua quinta edizione, la due giorni per orientare chi è in cerca di occupazione, promossa dalla Regione e organizzata dall’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro, si terrà giovedì 24 e venerdì 25 gennaio.

Il campione di Moto GP, Loris Capirossi, lo skipper di Luna Rossa, Max Sirena, il Cagliari Calcio e la Dinamo Sassari, l’imprenditrice Daniela Ducato, lo chef Luigi Pomata, il docente della Georgetown University, Jeff Reid, sono alcuni tra i relatori protagonisti dei talk, in scaletta nelle due giornate.

Sono 58.800 le candidature pervenute (tenute conto che il singolo può candidarsi per più posizioni lavorative), vagliate, nella fase di preselezione, dagli operatori dei Centri per l’Impiego. Sono quasi 300 le aziende registrate che hanno inserito 1.090 annunci per 5.370 posizioni lavorative, distribuite in tutti i settori di attività.

Ricca l’offerta di seminari e workshop e variegata la platea dei destinatari: da chi necessita degli strumenti di base e competenze trasversali per la ricerca di un’occupazione, a chi vuole migliorare la propria “occupabilità”, fino agli studenti delle scuole superiori e delle Università, per una panoramica delle professioni emergenti nel mercato. In alcuni seminari i rappresentanti di aziende presentano un prodotto, un progetto, o aspetti innovativi legati al lavoro e alle professioni; altri sono a cura degli operatori dei Centri per l’impiego, per fornire strumenti e metodi pratici per la ricerca attiva di lavoro. Per lavorare all’estero sono in programma incontri tenuti da esperti EURES, che daranno informazioni e consigli a chi è interessato a fare un’esperienza professionale in Europa. I nuovi servizi turistici, le opportunità offerte dal Por FSE nella Green e Blue economy e nei Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, come affrontare un colloquio di lavoro, e ancora, le applicazioni dei droni in vari settori lavorativi, le figure professionali nel mercato dei videogames, della sicurezza informatica e intelligenza artificiale, sono alcuni tra gli spunti tematici affrontati nelle iniziative di orientamento.

Vivace il programma di iniziative previsto nell’area interamente dedicata all’innovazione digitale. Da una parte, gli interessati possono partecipare ad un percorso guidato tra gli stand del padiglione, per conoscere un contesto lavorativo in costante mutamento ed avere i primi strumenti per iniziare ad orientare le proprie scelte professionali in maniera autonoma. Dall’altra, è in programma “FastHack”, una maratona di cervelli, lunga sei ore, per trovare una soluzione brillante al problema posto, in vari ambiti, da aziende che lavorano sul territorio sardo. Ciascuna competizione coinvolge al massimo 20 partecipanti. In palio, per i vincitori, la possibilità di sostenere un colloquio finalizzato allo svolgimento di un periodo di tirocinio retribuito per continuare a sviluppare il progetto proposto.

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La conferma anche per il 2019 dei cartelloni dei grandi eventi finanziati con la legge 7/1955, l’aumento del 20% del contributo, la possibilità di chiedere l’anticipazione prima dell’evento, la proroga al 15 febbraio per la presentazione della rendicontazione delle manifestazioni già finanziate nel 2018. Sono alcuni dei punti salienti della delibera approvata martedì 22 gennaio dalla Giunta regionale.

La delibera prevede infatti che, per il 2019, siano confermate le manifestazioni inserite nel cartellone unico dei maggiori eventi della tradizione regionale e dei grandi eventi culturali e sportivi e i cartelloni tematici (spettacolo e cultura; manifestazioni folkloristiche e tradizionali; turismo enogastronomico; artigianato artistico e tradizionale; turismo religioso; sport; turismo congressuale): per questi viene riconfermato anche per il 2019 l’importo del contributo riconosciuto in sede di ammissibilità per l’annualità precedente, con una maggiorazione del 20% (ad eccezione degli eventi sportivi). Confermato anche il cartellone degli eventi con valenza di “animazione territoriale nei centri con popolazione non superiore ai 5.000 abitanti”.

Il testo approvato dall’esecutivo, nell’ottica della semplificazione e chiarificazione delle procedure amministrative, individua anche i criteri e requisiti di ammissibilità e valutazione, le modalità di pagamento del contributo, una parte del quale potrà essere anticipato, le procedure di rendicontazione. Inoltre, rilevate le complessità legate alla presentazione della rendicontazione delle manifestazioni finanziate nel corso dell’anno 2018, la delibera proroga al 15 febbraio 2019 il termine ultimo per la presentazione della documentazione.

Infine, novità per le manifestazioni sull’artigianato artistico e tradizionale della Sardegna: quelle che rientrano nella programmazione regionale dovranno garantire la valorizzazione e la visibilità dei prodotti artigianali a marchio ISOLA o inclusi nella vetrina digitale dell’artigianato artistico SardegnaArtigianato.