24 June, 2026

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All’indomani dell’approvazione della manovra finanziaria 2019-2021 da parte del Consiglio regionale, il centrosinistra compatto esprime soddisfazione per il risultato raggiunto.

«E’ una finanziaria che contiene un profondo senso di giustizia sociale – ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru – una manovra consapevole del fatto che l’uscita dalla crisi economica può creare diseguaglianze. Per questo, abbiamo varato una serie di provvedimenti (Reis, pacchetto famiglia, Lavoras, etc.) che mirano a distribuire a tutti i benefici della ripresa economica. E’ un segnale importante che la Sardegna dà al resto d’Italia. Un risultato ottenuto grazie all’impegno di tutti, Giunta, Consiglio e maggioranza.»

Soddisfatto anche l’assessore del Bilancio Raffaele Paci: «Per il secondo anno consecutivo riusciamo ad evitare il ricorso all’esercizio provvisorio – ha sottolineato Raffaele Paci – ciò consentirà di avere le risorse stanziate immediatamente disponibili». Raffaele Paci ha poi risposto alle accuse dell’opposizione che in Aula ha parlato di finanziaria elettorale: «Non è così. Se avessimo voluto fare un provvedimento elettoralistico non avremmo previsto la copertura del disavanzo presunto della sanità, pari a 165 milioni di euro, utilizzando quelle risorse per altri interventi – ha detto l’assessore – è invece una finanziaria che raccoglie i frutti di 5 anni di lavoro. Nei primi anni abbiamo dovuto risanare i conti, oggi possiamo dare risposte a famiglie, imprese ed enti locali».

Giudizio positivo anche dal presidente del Consiglio Gianfranco Ganau: «E’ una buona finanziaria che viene incontro alle esigenze dell’Isola e consentirà di governare dando risposte concrete ai sardi – ha detto Gianfranco Ganau – sono contento per come hanno lavorato il Consiglio e la Commissione Bilancio con la preziosa opera di mediazione del presidente Franco Sabatini. Grazie all’esperienza di questi anni, oggi mettiamo in campo buone politiche: dal piano Lavoras al pacchetto famiglia, dalle misure a favore delle imprese artigiane agli interventi per garantire il diritto allo studio.»

Il presidente della commissione Bilancio Franco Sabatini è poi entrato nei dettagli della manovra elencando i provvedimenti più importanti e le novità rispetto alla Finanziaria del 2018: «Oltre alla conferma dei fondi per il Reis, il piano Lavoras ed il Fondo unico per gli enti locali ci sono molte risorse per famiglie, imprese e studenti – ha detto Franco Sabatini – in particolare i fondi per i lavoratori in utilizzo (8 milioni di euro) che consentiranno di stipulare contratti annuali e non più a 7-8 mesi; 3 milioni per gli operai delle aree di crisi, 1,5 milioni per i pescatori di Santa Gilla, 400mila euro per i 21 veterinari dell’Aras assunti a tempo determinato, 26 milioni per la contrattazione collettiva dei dipendenti regionali, 25 milioni per i lavoratori del sistema dei beni culturali, 5 milioni per i servizi del 118, 51 per gli interventi su edifici e infrastrutture pubbliche, 10 per i centri storici, 9 per l’impiantistica sportiva (con 52 comuni beneficiari), e 3 per finanziare tutte le società sportive dilettantistiche».

«Che non sia una finanziaria elettorale lo confermano i numeri – ha aggiunto il capogruppo del Pd Pietro Cocco – è invece una manovra che mostra attenzione alle esigenze reali della società mettendo in campo 165 milioni di euro per le famiglie.»

Di “finanziaria democratica” ha parlato il capogruppo di Cps Pierfranco Zanchetta: «Siamo riusciti a ricostruire un dialogo con i comuni e con le imprese – ha detto – è una manovra che ha come obiettivo il progresso e lo sviluppo della società sarda».

«L’ultima finanziaria della legislatura – ha spiegato l’assessore Raffaele Paci – consentirà di ridurre il debito complessivo della Regione da 1.5 miliardi del 2013 di euro a 1,4 miliardi. «Ciò che più conta però è il fatto di aver cancellato centinaia di mutui a tassi di interesse molto alti, sostituendoli con nuovi mutui con tasso all’1%. Il rapporto debito-Pil è bassissimo (4,6%). Bene anche sul fronte dei residui passivi passati dai 2,7 miliardi di perenzioni del 2013 agli attuali 500milioni di euro. La Regione – ha concluso Raffaele Paci – ha saldato quasi tutte le vecchie pendenze».

Le famiglie al centro. E poi attenzione massima per i Comuni, tutela delle fasce più deboli e dei disoccupati, più sviluppo per creare nuova occupazione, debito della Sanità azzerato. La Finanziaria per il 2019 progetta il futuro della Sardegna con 8 miliardi e 200 milioni tenendo le tasse più basse d’Italia per lasciare 130 milioni in più a disposizione delle imprese e 100 delle famiglie, garantisce più risorse per ciascun settore e prosegue la battaglia con lo Stato sugli accantonamenti non riconoscendo il pagamento di 285 milioni di euro. I dettagli della manovra approvata ieri sera, per il secondo anno di seguito senza ricorrere all’esercizio provvisorio – il che significa poter iniziare a spendere dal primo giorno dell’anno per famiglie, imprese e territori – sono stati illustrati in conferenza stampa dal presidente della Regione Francesco Pigliaru con l’assessore del Bilancio Raffaele Paci, il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, il presidente della Commissione Bilancio Franco Sabatini, capigruppo e consiglieri della maggioranza.  

STANZIAMENTI BASE – Ordine pubblico e sicurezza 38 milioni; Istruzione e diritto allo studio 195; Cultura, Sport e Tempo libero 100; Turismo 80; Territorio ed edilizia 80; Ambiente 664; Trasporti 671; Politiche sociali 382; Sanità 3,7 miliardi; Sviluppo economico ed energia 190 milioni; Politiche per lavoro e formazione 182; Agricoltura e Pesca 221 + 158 non contabilizzati nel bilancio regionale.

I PROVVEDIMENTI PIÙ IMPORTANTI PER I COMUNI – Finanziamenti per oltre 800 milioni di euro, per i Comuni: 600 milioni all’anno attraverso il Fondo Unico e, nel triennio, 50 milioni per sanare il dissesto finanziario, 51 per interventi di ristrutturazione nei piccoli comuni in graduatoria, 75 milioni per la programmazione territoriale. Ancora: 3 milioni per i centri con aree interessate da gravi forme di deindustrializzazione, cave dismesse, impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani o produzione di energia da fonte fossile. I Comuni che hanno subito una rilevante diminuzione degli occupati nel settore della forestazione riceveranno 4 milioni e 800mila euro. Altri 7,1milioni di euro sono ripartiti fra una quarantina di Comuni per finanziare interventi mirati nel territorio: musei, oratori, giardini pubblici, infrastrutture, chiese, cimiteri, ex mulini, teatri civici, cinema, strade. Infine, 500mila euro all’anno fino al 2021 per progettare l’interconnessione tra i bacini idrografici della Sardegna per fronteggiare le crisi idriche, 200mila euro all’anno per tre anni all’Anci per valorizzare offerte di turismo culturale nei comuni, 10 milioni per lo scorrimento delle graduatorie per la valorizzazione dei centri urbani. 15 milioni vanno poi alle Province, per garantire servizi ai cittadini e stipendi ai dipendenti.

PACCHETTO FAMIGLIA, LA GRANDE NOVITÀ – Muove 65 milioni. Prima di tutto, gli sgravi fiscali per i figli a carico. Con 25 milioni di euro viene garantita la detrazione di 200 euro a figlio, 300 se disabile, fino ai 18 anni, per un reddito fino ai 55mila euro. 10 milioni e 500mila euro sono destinati all’abbattimento fino all’80% del costo di trasporto per gli studenti di scuola media inferiore, superiore e per gli universitari. 25 milioni di euro sono destinati alla ristrutturazione delle abitazioni private, con un meccanismo di premialità per interventi che prevedono efficientamento energetico e vengono realizzati nei piccoli comuni delle zone interne, in ottica antispopolamento (2 milioni sono riservati ai Comuni del Piano Sulcis); 4 milioni, articolati in voucher, vanno ai genitori di bambini da 0 a 36 mesi per avere diritto a uno sconto sulle rette degli asili nido.

REIS E LAVORAS, DUE ECCELLENZE – 45 milioni sono destinati al Reis, il reddito di inclusione sociale che la Sardegna ha introdotto fra le prime regioni italiane: un aiuto concreto, reale, ormai una misura stabile a protezione delle fasce più deboli e disagiate della società. Oltre che delle fasce più deboli, la Finanziaria si occupa anche dei disoccupati: con 70 milioni per ciascuno degli anni 2019-2021 viene rifinanziato LavoRas, il programma per il lavoro varato con128 milioni nel 2018, che si divide nelle misure cantieri comunali e bonus occupazionali. Un provvedimento che ha avuto grande impatto nel sistema economico della Sardegna, in particolare nella parte cantieri che ha visto la partecipazione di 371 Comuni sardi e il coinvolgimento di centinaia di disoccupati. All’interno del programma vengono inoltre previsti interventi specifici per le crisi industriali e i pescatori.

SANITÀ, DEBITO AZZERATO E ALTRI INTERVENTI – Con 600 milioni di euro viene di fatto azzerato il debito della sanità e, con 167 milioni si garantisce la copertura del disavanzo presunto per il 2019. Con 10 milioni si garantisce l’adeguamento del contratto degli infermieri, 5 milioni vanno al personale 118 delle associazioni onlus e delle cooperative sociali convenzionate col Servizio di emergenza-urgenza, 7 ai contratti del comparto sanità per l’incremento della produttività finalizzato alla riduzione delle liste d’attesa. 500mila euro sono destinati alle prestazioni extra Lea per pazienti affetti da patologie irreversibili che non fruiscono del sistema delle cure domiciliari integrate, 100mila alle patologie rare extra Lea, 29 milioni all’Ats per gli accordi integrativi regionali per medicina generale, pediatria di libera scelta e emergenza sanitaria territoriale, 2 milioni agli accordi integrativi regionali per la medicina specialistica ambulatoriale interna. Infine, 200mila euro saranno utilizzati per rimborsare le spese di esami prevaccinali per i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera a rischio per possibili reazioni allergiche e 30mila euro per terapie ai bambini autistici.

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Storia, cultura, radici minerarie, amicizia, collaborazione e fratellanza. Si fortifica il gemellaggio tra Carbonia ed i centri di Oberhausen e Behren lès Forbach, i cui delegati saranno presenti nei prossimi giorni in città per festeggiare l’80° compleanno del comune minerario.

Un gemellaggio che si sta rinsaldando sempre di più: nel giugno scorso, il sindaco di Carbonia Paola Massidda e l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu si sono recati a Oberhausen, dove hanno dialogato con gli amministratori del Comune tedesco al fine di individuare, oltre alle comuni radici minerarie, possibili elementi di convergenza tra i due centri in tema di sviluppo economico, ambiente e turismo.

«Uno scambio di vedute costruttivo, nella piena consapevolezza che la contaminazione di saperi, valori ed esperienze diverse possa contribuire notevolmente al reciproco arricchimento culturale», ha detto il sindaco Paola Massidda.

Lo stesso approccio è stato adottato con i rappresentanti del comune francese di Behren Lès Forbach, centro con cui la nostra città è gemellata dal 2005 e con cui mantiene tuttora, a distanza di 13 anni, un fitto rapporto di reciproca collaborazione, testimoniato anche dalla gradita visita compiuta nell’agosto 2017 nel Municipio di Carbonia da Roswitha Bison ed Eraldo Floris, rispettivamente tesoriere e rappresentante del Comitato di gemellaggio Carbonia – Behren Lès Forbach.

Si segnala inoltre la fratellanza con i comuni di Albona e Arsia. A questo proposito vi è stata la partecipazione nel luglio 2017 alla Marcia del Ricordo di Arsia, in cui l’Amministrazione comunale ha donato una porzione di terra per ricordare le vittime del disastro minerario del 28 febbraio 1940.

Nella consapevolezza dell’importanza che rivestono i gemellaggi per creare un forte legame culturale e sociale con altre realtà d’Europa, nonché un’opportunità di crescita per le nostre comunità, lunedì 17 dicembre, alle 16.00, nella sala polifunzionale, si svolgerà un incontro pubblico dal titolo “Gemellaggi con Oberhausen e Behren Lès Forbach: l’esperienza di trasformazione del paesaggio post industriale”.

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Si è svolto a Cabras l’Open Day sui beni culturali, evento pubblico dedicato alla valorizzazione del patrimonio materiale (e immateriale) della Sardegna. La proposta, a partire dal complesso scultoreo di Mont’e Prama, intende creare un modello che possa essere esteso e applicato ai beni presenti in tutti i territori dell’isola. Ma non solo: l’incontro ha l’obiettivo di fornire strumenti, anche avvalendosi delle testimonianze e delle esperienze di certificata eccellenza di altre Regioni e nazioni, per facilitare l’accesso e la partecipazione culturale dei cittadini alla fruizione del patrimonio culturale.

Si è svolto nei locali del Centro Polifunzionale di Cabras, ed è stato promosso dalla Regione, insieme al Comune di Cabras e al MiBAC, nell’ambito del Piano di comunicazione e marketing del complesso scultoreo di Mont’e Prama. L’evento, dal titolo “Strumenti ed esperienze per facilitare l’accesso e la partecipazione culturale dei cittadini. Le strategie di audience development e audience engagement per la valorizzazione dei beni culturali” è finalizzato ad attivare un momento di riflessione e confronto collettivo sulle strategie e sugli strumenti ed esperienze per ampliare, diversificare e migliorare l’accessibilità del patrimonio culturale. Nella cornice della strategia europea del Programma Creative Europe, sono state infatti presentate linee guida ed esperienze innovative come il Festival MaMuMask di Mamoiada, le attività di coinvolgimento della comunità del Museo Nivola di Orani, e gli strumenti di narrazione digitale e social realizzate nell’ambito del Piano di comunicazione di Mont’e Prama.

«Mont’e Prama è una straordinaria eredità che appartiene a Cabras e a tutta la Sardegna ma anche al mondo intero, per questo è stato necessario lavorare molto e bene sul Piano di comunicazione del Complesso scultoreo. Abbiamo la necessità, e al contempo il dovere – ha detto l’assessore della Cultura Giuseppe Dessena – di coinvolgere, ampliare e differenziare le opportunità di fruizione da parte dei diversi pubblici, aprire a narrazioni plurime, favorire la mediazione dei contenuti e la valorizzazione del potenziale educativo di un bene così grande. Dobbiamo inoltre creare un modello di comunicazione integrata intorno ai beni culturali della Sardegna che sia applicabile, e volendo esportabile anche ad altre realtà, a tutto il patrimonio diffuso nell’isola.»

Il Piano di comunicazione e marketing, finalizzato alla valorizzazione e promozione del complesso scultoreo di Mont’e Prama – promosso nell’ambito dell’APQ siglato tra il MiBAC, la Regione Sardegna ed il comune di Cabras – ha gestito la comunicazione in modo coordinato, le differenti aree territoriali interessate, il percorso di musealizzazione e la molteplicità di ruoli e attori coinvolti.

E’ sempre stato quello di valorizzare il patrimonio di Mont’e Prama in chiave di sviluppo locale e delinearne la fruibilità in Sardegna, nel territorio nazionale e in ambito internazionale. Nei primi due anni di attività, attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto i soggetti istituzionali della Cabina di Regia e gli operatori del sistema museale, è stata condotta un’attività di analisi del contesto e dei bacini di utenza del sistema, sono stati definiti strumenti e linee guida, sia per quanto riguarda l’identità visiva che l’accessibilità culturale e sociale del complesso scultoreo, sono stati progettati e realizzati strumenti per la comunicazione offline e online, laboratori di Digital Storytelling e attivate sinergie per la promozione del patrimonio. Il lavoro è consultabile nel portale dedicato: www.montepreama.it . 

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Martedì 18 dicembre, alle ore 13,00, in occasione dell’80° anniversario della fondazione della città, presso la Sala Polifunzionale in piazza Roma del comune di Carbonia verrà firmato l’atto costitutivo del Centro Commerciale Naturale Carbonia Produce.

Un centro commerciale naturale, di norma, è inteso come aggregazione di esercizi commerciali che operano integrandosi tra loro in ambito cittadino. Il Centro Commerciale Naturale della città è un’associazione che nasce grazie all’iniziativa delle attività commerciali e di servizi presenti nel territorio cittadino, frazioni incluse. Lo spirito con cui Carbonia Produce muoverà le proprie azioni è, innanzitutto, quello di voler innestare nuova linfa alla città: questo attraverso la promozione delle attività che ne fanno parte con servizi di qualità, eventi culturali, iniziative turistiche e commerciali, e tramite anche la valorizzazione dei contesti storici e artistici della città e del suo territorio. Come recita lo statuto fondativo, il CCN Carbonia Produce «si propone di promuovere, potenziare e incentivare le imprese associate, mediante valorizzazione, riqualificazione e promozione del commercio e delle attività imprenditoriali di Carbonia, in armonia con il contesto culturale, sociale e architettonico, con particolare riferimento al rilancio economico-sociale della città».

Il CCN conta, inoltre, come socio onorario, e in qualità di garante, anche il comune di Carbonia, al quale rivolge un ringraziamento per il supporto, in particolare alla disponibilità dell’assessore Mauro Manca, impegnato anche lui nella costituzione dell’associazione.

Come sostiene il presidente eletto dell’associazione, Massimo Fadda, Carbonia Produce non nasce per contrastare la grande distribuzione organizzata o il commercio online, dei giganti troppo grandi da combattere e che determinano le sorti del sistema commerciale, piuttosto si pone come alternativa nella scelta di prodotti, servizi e  forniture che il CCN stesso vuole valorizzare nelle loro specificità. Massimo Fadda, infatti, dichiara specificatamente che «fare rete è il primo obiettivo: bisogna imparare a ragionare con la stessa testa e puntare gli stessi obiettivi con le stesse modalità. Ogni attività deve essere complementare e funzionale al fine comune: da soli non si può competere, se si fa parte di un sistema integrato, ciò è possibile! I grossi brand sanno come fare politiche aggressive che non danno scampo alla piccola distribuzione cittadina. Il terreno di scontro è un altro e l’obiettivo deve essere quello di differenziarsi il più possibile!».

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I trent’anni di autonomia amministrativa del comune di Stintino saranno celebrati domani, sabato 15 dicembre, durante una cerimonia, in programma nella sala consiliare alle ore 17.00, che vedrà la partecipazione dei primi cittadini che si sono succeduti alla guida del paese.

L’8 agosto del 1988 rappresenta per Stintino una data storica, quasi come la nascita dello stesso paese. In quel giorno d’estate di trent’anni fa, il borgo dei pescatori diventava Comune autonomo, smetteva la veste di circoscrizione comunale del comune di Sassari per indossare gli abiti di amministrazione comunale che, nel tempo, è diventata un punto di riferimento per il Nord Ovest Sardegna.

Nella sala consiliare sabato, al tavolo dei relatori dopo i saluti del primo cittadino Antonio Diana e della presidente del Consiglio comunale Marilena Gadau, si alterneranno Veronica Benenati che leggerà un ricordo su Gavino Benenati, primo sindaco di Stintino che mantenne la fascia tricolore dal 1989 al 1991. Quindi sarà la volta di Giovanni Greco che fu sindaco dal 1991 al 1998, di Lorenzo Diana che indossò la fascia dal 1998 al 2007. A chiudere gli interventi dei primi cittadini sarà Antonio Diana che riveste la carica da tre mandati, iniziati a giugno del 2007.

Protagonisti dell’autonomia furono anche i componenti di quel comitato che, grazie alle lotte politiche, portarono a quell’importante risultato. A portare la loro testimonianza saranno Gavino Pippia e Fortunato Benenati.

A chiusura della manifestazione, sarà inaugurata la statua che celebra appunto il trentennale.

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«La Regione ha tagliato ingiustificatamente e senza preavviso i trasferimenti dovuti al Comune di Sennori per i sussidi in favore dei cittadini che soffrono di patologie gravi, come i nefropatici, talassemici, pazienti oncologici e persone affette da disturbi psichiatrici. Tutte categorie di pazienti che sono assistiti con i fondi per le cosiddette “leggi di settore” e ai quali, a oggi, l’Amministrazione comunale non è in grado di erogare i sussidi relativi ai mesi di novembre e dicembre 2018. Questo perché il finanziamento regionale richiesto, regolarmente comunicato alla Regione secondo le modalità e la tempistica dalla stessa richieste, e quantificato in un fabbisogno di 356.776 euro, è stato inaspettatamente decurtato: i trasferimenti ottenuti ammontano a 301.249,90 euro, con una minore entrata di 55.526,10 euro.»

La denuncia arriva dal sindaco di Sennori, Nicola Sassu.

Per ottenere i 55mila euro «tagliati senza giustificazione dalla Regione», il sindaco di Sennori, Nicola Sassu, ha scritto una lettera all’assessore regionale della Sanità e Assistenza sociale, Luigi Arru, reclamando l’intero finanziamento dovuto al comune di Sennori per far fronte alle legittime richieste dei pazienti. «È assurdo e totalmente ingiustificabile che l’assessorato regionale riduca i finanziamenti destinati a persone fragili, malate e bisognose di assistenza. Provvidenze che spettano loro in base alle Leggi di settore e che quindi dovrebbero essere intoccabili – attacca il primo cittadino di Sennori -. Mi auguro che la Regione ritorni sui suoi passi, e che risolva la situazione al più presto perché stiamo parlando di assistenza sanitaria a categorie di cittadini che necessitano di quei sussidi per poter affrontare le cure mediche di cui hanno bisogno per continuare a vivere», aggiunge Nicola Sassu.

A restare senza i sussidi indispensabili per far fronte alle cure medica e all’assistenza necessaria, sarebbero 115 beneficiari residenti nel comune di Sennori. «Tali soggetti oggi si trovano in parte privati degli strumenti che consentirebbero loro di fronteggiare tutto ciò che ogni malattia cronica comporta. Mi riferisco ai nefropatici che hanno bisogno di un accompagnatore, ai talassemici e ai pazienti oncologici costretti a fare viaggi di cura continui, ai pazienti psichiatrici che hanno in corso progetti terapeutici da rispettare e per i quali, spesso, il sussidio ex Legge 20/97 costituisce l’unica fonte di reddito, che oggi rischiano di non avere mezzi sufficienti per cure adeguate – precisa il sindaco -. Questa situazione è già stata segnalata dall’Ufficio servizi sociali alla Regione il 22 ottobre scorso, ma la segnalazione è rimasta senza alcun riscontro, né chiarimenti in merito ai possibili correttivi da adottare in tempi utili».

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Martedì 18 dicembre Carbonia compirà 80 anni e festeggerà questa ricorrenza alle ore 16.00 in sala polifunzionale insieme ai cittadini e ai principali membri della rotta culturale ATRIUM (Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory), l’Associazione transnazionale costituita il 15 giugno del 2013 con l’obiettivo di sviluppare il settore del turismo culturale attorno al patrimonio urbano ed architettonico dei regimi totalitari del XX Secolo.

Della rotta culturale ATRIUM fanno parte, oltre a Carbonia, i Comuni di Merano (Alto Adige), Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cesenatico, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Predappio e Tresigallo (Emilia Romagna), Torviscosa (Friuli-Venezia Giulia), Labin, Lastovo-Uble, Rasa, Sofia e Tirana.

«L’adesione ad ATRIUM rappresenta un’importante opportunità per la riscoperta e valorizzazione del patrimonio paesaggistico, urbanistico, ambientale e architettonico che caratterizza la città, tale da renderla unica nel panorama delle città di fondazione europee», ha detto l’assessore dell’Urbanistica Luca Caschili.

Di seguito pubblichiamo il programma della conferenza intitolata “Architettura e paesaggio. L’interpretazione delle architetture dei regimi totalitari in relazione alla comunità contemporanea”:

Ore 16.00, apertura dei lavori con i saluti del sindaco di Carbonia, dottoressa Paola Massidda, e della dottoressa Elisa Giovannetti, assessore alla Cultura del comune di Forlì; ore 16.20 relazione della dottoressa Eleonora Berti, dal titolo “Itinerari Culturali europei”; ore 16.35, “La Rotta culturale ATRIUM”, a cura della dottoressa Claudia Castellucci, dirigente del comune di Forlì; ore 16.50 relazione della dottoressa Sabrina Sabiu, assessore della Cultura del comune di Carbonia, “Carbonia nella Rotta culturale ATRIUM”; ore 17.05 “Merano nella Rotta culturale ATRIUM”, a cura della dottoressa Rosanna Pruccoli, consulente del comune di Merano; ore 17.20 “Arborea centro di fondazione”, a cura della dottoressa Manuela Pintus, sindaco del comune di Arborea; ore 17.35 relazione dell’ing. Luca Caschili, assessore dell’Urbanistica del comune di Carbonia, “Carbonia: programma integrato di riordino urbano”.

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Fausto Beccalossi torna ad esibirsi ad Alghero, domenica 16 dicembre, alle ore 19.00, a Lo Teatrì di via Manzoni. Fausto Beccalossi è considerato uno dei massimi specialisti in campo nazionale e a livello internazionale del suo strumento: l’accordéon o fisarmonica a bottoni.
Il musicista lombardo conosce bene la Riviera del Corallo perché da più di un decennio collabora con Franca Masu. E sarà proprio la cantante algherese con la sua splendida voce la conduttrice della serata. I due artisti hanno accolto immediatamente l’invito di Ignazio Chessa, fondatore e direttore artistico del prezioso spazio Lo Teatrì, a offrire non solo un concerto ma un vero incontro col pubblico, attraverso una breve conversazione che farà conoscere meglio il musicista che poi si esibirà in una suggestiva suite per fisarmonica. Non solo, Masu e Beccalossi poi chiuderanno insieme la serata con una performance a due.
Dopo numerosi anni di fortunate collaborazioni con i nomi più prestigiosi del jazz internazionale, Fausto Beccalossi arriva alla realizzazione del suo primo lavoro discografico, scegliendo di presentarsi con un album per solo accordéon. Questa è una dimensione che offre la massima espressione della propria personalità artistica restituendo l’essenza della sua musica e della sua anima.
La stessa voce, con cui Fausto Beccalossi ama doppiare alcuni temi con fraseggi particolarmente toccanti, diviene registro melodico e armonico importante riuscendo ad esaltare momenti densi di pathos dai rimandi sonori quasi ancestrali.
Nel concerto a Lo Teatrì Fausto Beccalossi presenterà alcuni dei brani del suo lavoro discografico My time.
La suggestività del suono dell’accordéon, la presenza di Franca Masu, l’incontro con la persona che sta dietro l’artista e la magia dello spazio de Lo Teatrì, fanno di questa pièce uno spettacolo unico e imperdibile.

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Una bilancia tecnologica per pesare i bambini, misurare l’altezza e le fasi della crescita, poi tre apparecchi per l’aerosol che potranno essere utilizzati per le terapie dei bimbi con patologie respiratorie: sono le apparecchiature donate nei giorni scorsi alla Pediatria infettivi dell’Aou di Sassari. Un gesto di grande solidarietà fatto da due genitori, Roberto e Denise, per ricordare la loro piccola Chiara la cui storia ha toccato il cuore di tanti medici e infermieri della Pediatria infettivi di Sassari, e non solo.

La storia della piccola Chiara è la storia di una piccola guerriera, volata in cielo a quasi due anni, dopo aver lottato, sin dalla nascita, contro una rarissima malattia, una immunodeficienza primitiva combinata grave. La piccola, infatti, è nata senza timo, una importante ghiandola del sistema linfatico che permette la maturazione dei linfociti T, globuli bianchi che hanno un ruolo fondamentale nel sistema immunitario dell’uomo. E quello della bambina, in questo caso, risultava fortemente compromesso, con l’organismo incapace di difendersi da agenti infettivi, anche quelli che possono risultare innocui per i soggetti sani.

Nei giorni scorsi alla consegna delle apparecchiature erano presenti il direttore della Pediatria professor Roberto Antonucci, la coordinatrice del reparto di Pediatria infettivi Clara Sabino e il cappellano delle cliniche don Paolo che ha benedetto bilancia ed aerosol.

La piccola si è spenta a settembre scorso nel reparto di Pediatria infettivi, circondata dall’amore dei genitori, dall’affetto della sua famiglia e dalle cure del personale sanitario sassarese che al piccolo angelo si è legato.

Un legame, quello con il reparto di Pediatria infettivi e il personale, che la coppia ha mantenuto attivo e con questo gesto, dedicato a tutti i bambini, ha voluto rinnovare.

Un dono importante quindi quello che la giovane coppia ha voluto fare alla struttura di viale San Pietro. Un gesto che arricchisce la dotazione del reparto che ogni anno ospita centinaia di bambini con varie patologie ma, soprattutto, un segno di solidarietà verso gli altri bambini che Roberto e Denise hanno voluto fare nel ricordo di Chiara.

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Domenica 16 dicembre, alle 17.30, al Teatro delle Saline – piazzetta Billy Sechi n. 3/4, Cagliari – prosegue la rassegna Famiglie a Teatro, rassegna dedicata ai più piccoli e alle famiglie. In scena per il turno A, lo spettacolo “I mezzi giri” del Teatro del sottosuolo, di e con Lorenzo Gessa e Aldo Sanna. Lo spirito che ha contraddistinto e caratterizzato le precedenti rassegne rimane immutato, ossia il Teatro come luogo di aggregazione e divertimento per tutta la famiglia. La rassegna, organizzata da Akròama, è supportata da ministero Beni culturali, Regione, comune di Cagliari e Fondazione di Sardegna.

I mezzi giri” sono un progetto sperimentale di nuovo circo. Ogni giro, ogni suo multiplo e ogni sua frazione si può ripetere all’infinito, il difficile dei numeri è gestirli e soprattutto contarli. I mezzi giri sono la metà dell’infinito, e ogni mezzo giro potrebbe essere l’ultimo. L’ultimo è il più debole, fragile, vulnerabile. L’ultimo è il martire della malasorte e la vittima della sfortuna, il più testone a tirare avanti e spingere sempre. L‘ultimo è il più generoso, autentico, vero. Spesso l’ultimo è anche il più onesto. E molto spesso l’ultimo, per puro e malinconico paradosso ,è anche il primo: il primo a cedere e a mollare, il primo a staccarsi e distaccarsi, il primo a entrare in crisi, il primo a ritirarsi e abbandonare, il primo a rifare le valigie e tornare a casa.

Spesso, è anche il più simpatico e non solo nel ciclismo.

I mezzi giri”, di e con Lorenzo Gessa e Aldo Sanna. Disegno luci Gerardo Gouveia, assistente alla creazione Edoardo Demontis, assistente audio e luci Francesco Lugas.