25 June, 2026

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, ha approvato il Piano d’azione delle installazioni delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. Attualmente, in capo alla Centrale regionale di Committenza, è in corso l’espletamento della gara da 8,6 milioni di euro (fondi Fondi FSC e POR 2014-2020) per la fornitura e l’installazione delle colonnine di ricarica nei Comuni che, insieme alla Regione, hanno già firmato l’Accordo di programma per attuare il Programma della mobilità elettrica (inserito nel Patto per la Sardegna e con risorse complessive pari a 18,5 milioni di euro, di cui 15,5 di Fondi FSC e 3,5 milioni di Fondi POR). Il Piano d’azione approvato oggi, definito dall’assessorato dell’Industria con il supporto dell’Università di Cagliari, è il documento di pianificazione strategica, unico riferimento per l’installazione delle colonnine, oltre che base per il futuro sviluppo della mobilità elettrica a livello regionale. Per ora i Comuni interessati sono la Città metropolitana di Cagliari, la Rete metropolitana del nord Sardegna, Olbia, Nuoro e Oristano, i quali hanno già deliberato, nei rispettivi Consigli comunali, i Piani locali che definiscono il quadro degli interventi. Il Piano regionale propone una strategia generale e uno scenario di riferimento che rispetta le linee indicate dal Piano nazionale, adattabile a eventuali aggiornamenti futuri e funzionale alle peculiarità dei diversi territori della Sardegna. Eventuali altre risorse a valere sui fondi FSC e PO FESR saranno destinate a completare il Piano per favorire l’estensione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici nelle aree urbane attualmente escluse, formando così oggetto di un ulteriore futuro intervento.

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Mercoledì 28 novembre, alle ore 10.30, nell’Hostel Marina di Cagliari, verranno presentati, nel corso di una conferenza stampa, i risultati del progetto internazionale sul dialogo interreligioso, “Development of New Inter-religious tools” realizzato da 13 associazioni provenienti da 11 Paesi con il coordinamento della TDM 2000.

L’obiettivo principale del progetto è stata la promozione della comprensione e della tolleranza tra persone di differente fede religiosa attraverso uno strumento innovativo: la creazione e lo sviluppo di nuovi strumenti e giochi da tavolo sul dialogo interreligioso che aiutassero a familiarizzare con le altre religioni e promuovendo comprensione e tolleranza reciproca. Altri obiettivi sono stati la condivisione di buone pratiche nel campo del dialogo interculturale e inter-religioso e l’aumento delle competenze degli operatori giovanili e dei formatori.

Avviatosi con un kick off meeting in Albania, a dicembre 2017, il progetto ha avuto in agenda due seminari, un corso di formazione, numerose attività locali, e si concluderà con un meeting finale di valutazione alla fine del 2018. Al momento, le associazioni partner si stanno occupando di realizzare dei workshop a livello locale, per promuovere la conoscenza del dialogo interculturale e favorire il dialogo inter-religioso, oltre che per testare i giochi da tavolo sviluppati dai partecipanti al progetto.

Alla conferenza stampa di presentazione, prenderanno parte i rappresentanti della TDM 2000 e delle associazioni aderenti al progetto.

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La commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale ha approvato in serata una risoluzione sui mancati pagamenti dei lavori sulla SS-Olbia eseguiti in subappalto.

Nel documento, approvato all’unanimità, il parlamentino presieduto da Luigi Lotto invita la giunta regionale ad attivarsi presso Anas perché eserciti le sue funzioni previste dal codice degli appalti. In particolare, la Commissione chiede che Anas vigili sul rispetto delle disposizioni che obbligano i soggetti affidatari al tempestivo pagamento dei lavori dati in subappalto e, in caso di inadempienza, provveda a erogare direttamente gli importi per i lavori effettuati.

Nei giorni scorsi, l’organismo consiliare aveva sentito in audizione alcuni rappresentanti delle ditte subappaltatrici della nuova SS-Olbia che avevano denunciato la grave situazione di crisi aziendale determinata dal mancato incasso delle spettanze per i lavori eseguiti. In alcuni casi, si tratta di crediti milionari che hanno portato alcune aziende a operare tagli pesantissimi sul personale mentre altre sono oggi a rischio fallimento.

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La commissione Sanità e Politiche sociali, presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha approvato all’unanimità il Piano triennale dell’emigrazione 2018-2020.

Nella sua relazione l’assessore del Lavoro Virginia Mura ha illustrato la rimodulazione degli interventi effettuata dopo la presentazione preliminare del documento. Le modifiche riguardano in particolare i progetti per la promozione della cultura sarda nel mondo, con stanziamenti che passano da 90.000 a 150.000 euro, e la promozione del turismo, le cui risorse sono state incrementate da 90.000 a 140.000 euro.

«La rimodulazione – ha precisato Virginia Mura – ha consentito di sostenere in modo più incisivo i progetti di qualità più elevata, con maggiore capacità di essere portati a termine in tempi brevi.»

Assente l’assessore della Sanità Luigi Arru per impegni istituzionali fuori Regione, la commissione ha deciso di rinviare ad una seduta successiva i punti dell’ordine del giorno riguardanti la sanità.

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«Il recente accordo fra Regione ed Infratel apre prospettive nuove, e molto concrete, per i piccoli comuni della Sardegna.»

Lo ha dichiarato il consigliere di Art. 1 – Sdp Eugenio Lai secondo il quale «si tratta di un’intesa strategica per la Regione, che diventa la prima in Italia per la copertura del territorio con reti digitalizzate nelle aree rurali, e di un grande risultato raggiunto dalla maggioranza di centrosinistra che, con questo intervento, abbatte le distanze e l’isolamento dei piccoli centri, consentendo inoltre alle aziende che vi operano di accedere in modo competitivo ai mercati».

«Nei primi mesi dell’anno prossimo – ha aggiunto Eugenio Lai – i piccoli Comuni sardi compresi nel progetto riguardante le cosiddette aree a fallimento di mercato saranno dotate della nuova infrastruttura in fibra.»

«Ciò significa – ha concluso Eugenio Lai – che tutti i sardi, compresi quelli residenti nelle zone più marginali, avranno uguali diritti e parità di accesso alla banda larga, supporto tecnologico indispensabile per favorire la crescita delle nostre piccole comunità.»

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Alle prime luci dell’alba i carabinieri della stazione dei carabinieri di Cagliari San Bartolomeo, nel corso di una mirata attività investigativa antidroga del quartiere Sant’Elia, hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, una donna di 35 anni, P.M.T, ed il figlio 17enne convivente.

I carabinieri, su delega delle autorità ordinaria e minorile, hanno eseguito una perquisizione presso l’abitazione dei due arrestati, in via Schiavazzi 4C, dove hanno rinvenuto e sequestrato:

• 179,58 grammi di eroina, suddivisa in 9 ovuli e 116 involucri termosaldati;

• 15,24 grammi di cocaina, suddivisa in 2 involucri termosaldati;

• 592,38 grammi di hashish, suddivisa in 7 panetti;

• 125 euro in banconote di diverso taglio, presunto provento dell’attività illecita;

• 1 bilancino di precisione;

• 1 coltello del tipo “Opinel”;

• materiale vario per il confezionamento della sostanza stupefacente.

La donna, dopo le formalità di rito, è stata tradotta presso la casa circondariale di Uta, mentre il figlio minorenne è stato trasferito nell’Istituto di pena minorile di Quartucciu.

I sequestri di oggi sono l’esito di un attento monitoraggio di una delle aree più degradate di Cagliari, che vede ogni giorno i carabinieri impegnati in una costante attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti.

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Varato dalla Giunta regionale un programma di interventi per 1,9 milioni di euro per la difesa fitosanitaria delle sugherete.

«Proseguiamo il contrasto ai defogliatori della sughera, cioè Lymantria dispar e Malacosoma neustria, attraverso trattamenti aerei con prodotto biologico nel rispetto delle stesse piante – dice l’assessore dell’Ambiente, che mette in evidenza l’interesse economico legato all’estrazione del sughero -. Abbiamo sottolineato l’importanza della filiera del sughero anche in occasione di Eustafor, la conferenza internazionale dedicata alle politiche forestali in Europa, che abbiamo ospitato in Sardegna lo scorso maggio. Il programma di difesa fitosanitaria ha l’obiettivo di trattare circa 30 mila ettari, confermando l’impegno assunto già lo scorso anno, e di proseguire il monitoraggio su tutto territorio regionale».

Il soggetto attuatore sarà l’agenzia Agris Sardegna tramite il Servizio ricerca per la sughericoltura e silvicoltura e le superfici da trattare saranno. «Come lo scorso anno – conclude l’assessore Donatella Spano – proseguiranno le attività di ricerca per una migliore efficienza dei trattamenti con la sperimentazione di nuovi prodotti in grado di abbattere i costi e permettere un’alternanza nell’uso dei ceppi, così ridurre la possibilità di manifestazioni di resistenza al prodotto da parte delle popolazioni sarde di Lymantria».

La campagna di contrasto ai defogliatori della sughera condotta nel maggio 2018 ha interessato una superficie di 29mila ettari nei seguenti territori: Berchidda-Monti (4.400 ettari); altopiano di Abbasanta (2mila ettari); Area Goceano (4mila euttari); Alà dei Sardi (5.400 ettari); Nuoro-Orune (4.400 ettari); area Foresta Fiorentini (4.400 ettari); Buddusò-Bitti (4.400 ha). Le osservazioni effettuate sulla mortalità larvale hanno dato valori medi variabili da un minimo del 82 per cento nell’area di Berchidda Monti a un massimo dell’97,9 per cento nelle stazioni di Buddusò Bitti, riscontrando un risultato altamente soddisfacente.

 

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Una delibera approvata dalla Giunta regionale semplifica l’iter dei panificatori per ottenere il contrassegno regionale del “Pane fresco”. La delibera, proposta dell’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas, stabilisce che la richiesta all’uso del marchio dovrà essere inoltrata attraverso il SUAPE (Sportello Unico per le Attività Produttive e Edilizia), secondo la modulistica predisposta dall’Assessorato.

«Nelle scorse settimane – spiega Barbara Argiolas – i primi 76 produttori e rivenditori sono stati autorizzati all’utilizzo del contrassegno, ma abbiamo anche fatto tesoro delle osservazioni e delle richieste della categoria: con la delibera di oggi eliminiamo l’inoltro delle domande attraverso le Camere di Commercio, prevista dalle linee di attuazione della legge 4 del 2016. Era un passaggio burocratico che non favoriva lo snellimento dei tempi. In questi mesi abbiamo interloquito con le associazioni di categoria per trovare una soluzione che facilitasse la diffusione del contrassegno tra quanti hanno diritto a utilizzarlo. Entro pochi giorni, sarà disponibile il nuovo modulo, così che produttori e rivenditori di pane fresco potranno avere il marchio con pochi e rapidi passaggi.»

Contestualmente alle nuove modalità di rilascio del contrassegno, la delibera ha previsto che il “Manuale di identità visiva”, approvato dalla giunta il 10 gennaio scorso, sia suddiviso in due parti, una normativa ed una applicativa. «Anche questa modifica va nella direzione della semplificazione – sottolinea Barbara Argiolas – e fornisce tutte le indicazioni per il corretto utilizzo del contrassegno Pane fresco e le molteplici soluzioni di utilizzo a disposizione».

«Il contrassegno della Regione vuole tutelare dagli abusivi i produttori di pane fresco della Sardegna e aiutare i consumatori a trovare un prodotto sano, fresco e di qualità. Stiamo dando così piena attuazione alla legge n. 4 del 21 marzo 2016, con la quale la Regione ha normato e disciplinato in maniera organica l’attività di produzione e di vendita del pane, sostenendo e valorizzando l’intera filiera della Sardegna e delle sue tipologie tipiche, con l’obiettivo di modernizzare e rendere più efficiente un settore nel quale l’eccellenza dell’agroalimentare sardo si esprime in una molteplicità di produzioni tipiche conosciute anche al di fuori dell’isola. Infatti, il pane non è solo un alimento base del nostro mangiare, un pilastro dell’identità culturale delle comunità sarde e del nostro vivere quotidiano ma anche un motore di sviluppo sociale ed economico soprattutto nelle nostre zone interne, dove i panifici e le piccole attività artigianali e commerciali ricoprono il ruolo di autentici presidi del territorio.»

 

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru, ha ripartito per l’anno 2018 un milione di euro a favore degli Enti gestori dei Centri antiviolenza delle Case di accoglienza, applicando gli stessi criteri utilizzati per il 2017. Il 70% delle risorse sarà destinato alle Case di accoglienza ed il restante 30% ai Centri antiviolenza. Per la prima volta la gestione dei centri assistenza del Medio Campidano e del Sulcis Iglesiente saranno direttamente gestiti dai PLUS di Sanluri e di Carbonia, accogliendo così le richieste dei due territori. In entrambi i casi verranno finanziati un Centro antiviolenza ed uno Sportello operativo ad esso collegato.

Con un’altra delibera sono stati ripartiti i fondi a destinazione vincolata provenienti dal Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, per un totale di circa 515mila euro per l’annualità 2015-2016: 177mila euro serviranno per l’istituzione di nuovi Centri antiviolenza e nuove case rifugio da individuare attraverso procedure di evidenza pubblica. Altri 338mila euro circa saranno così suddivisi: 33.196 euro quale finanziamento aggiuntivo agli interventi regionali già operativi, volti ad attuare azioni di assistenza e di sostegno alle vittime di violenza; 152.350 euro per il finanziamento dei Centri antiviolenza pubblici e privati già esistenti sul territorio regionale; 152.350 euro per il finanziamento delle case rifugio già esistenti. Inoltre, con riferimento alle somme sopraindicate ma non ancora utilizzate nel 2017, circa 77mila euro andranno ai Centri antiviolenza già esistenti e 10mila euro quale finanziamento aggiuntivo agli interventi regionali già operativi. Si potranno così adottare gli atti per individuare e finanziare i centri che ancora non sono parte della rete regionale ma che già svolgono la loro attività in diverse aree della Sardegna.

«A tutti gli enti che gestiscono le Case di accoglienza e i Centri antiviolenza della Sardegna – sottolinea l’assessore Luigi Arru – destineremo le risorse finanziarie previste nel ‘Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale’, pari a 384mila 800 euro: in questo caso privilegeremo, all’interno delle quattro azioni previste dal ministero della salute, l’implementazione della formazione e dell’autonomia abitativa e l’inserimento lavorativo, attraverso un Avviso pubblico a cura della Direzione generale delle Politiche Sociali, così da ripartire le risorse tra gli enti gestori interessati sulla base dei progetti che saranno presentati dalle Case di accoglienza e dai Centri antiviolenza.»

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Ieri mattina, nell’ambito del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Cagliari, i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Quartu Sant’Elena, impegnati in un normale servizio perlustrativo, mentre effettuavano un posto di controllo alla circolazione stradale in quel viale Marconi, hanno notato un’autovettura Opel Zafira che alla vista dei militari cambiava repentinamente corsia. Insospettiti dall’insolita manovra i carabinieri hanno proceduto prontamente a bloccare l’autovettura.
Durante le fasi dell’accertamento della genuinità dei documenti personali e del veicolo, è stato accertato che il conducente, identificato nel 40enne cagliaritano Manolo Secci, era sprovvisto di patente di guida perché revocata dalla Prefettura. Condotto in caserma per procedere al fermo amministrativo dell’auto, l’uomo ha palesato un atteggiamento strano, dimostrandosi intimorito ed ansioso per l’azione dei militari. A quel punto, i militari hanno deciso di approfondire il controllo anche nella considerazione del fatto che dalla banca dati era emerso che il soggetto era gravato da numerosi precedenti penali, tra cui alcuni specifici reati in materia di armi. Alla richiesta se avesse qualcosa da dichiarare prima di approfondire le ricerche all’interno dell’auto (smontargliela), l’uomo ha ammesso di avere qualcosa di illecito nel bagagliaio.
Enorme è stato lo stupore dei carabinieri quando dal bagagliaio sono emersi quattro scatoloni al cui interno erano custoditi ben 90 kg. di sostanza stupefacente tipo hashish, suddivisi in panetti da 500 grammi cadauno. Al termine degli accertamenti, il 40enne è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e su disposizione del Pubblico ministero della Procura della Repubblica di Cagliari è stato condotto presso il carcere di Uta.