30 June, 2026

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Il Sud Sardegna riparte dal progetto Visit South Sardinia per promuovere i territori che due anni fa hanno avuto il premio internazionale di prima destinazione sostenibile in Europa. Con la forza di questo importate riconoscimento, il Consorzio turistico Sardegna Costa Sud si prepara a partecipare alla 55ª edizione della Fiera del Turismo di Rimini in programma dal 10 al 12 ottobre, in partenariato con i comuni di Cagliari e Dolianova e del Consorzio Turistico Costiera Sulcitana. Alla Fiera verranno messi in risalto i valori storici ed ambientali presenti della città capoluogo, insieme alle eccellenze eno-gastronomiche del territorio di Dolianova e del Parteolla e gli elementi di carattere naturalistico e balneare dei comuni che fanno parte del Consorzio Costiera Sulcitana (Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro, Domus De Maria e Teulada).

«Con questa iniziativa – spiega il presidente del Consorzio Sardegna Costa Sud Martino Di Martino – in piena coerenza con quanto previsto dalla nuova legge regionale sul Turismo e con le finalità della costituenda DMO regionale, la Destination Management Organization, vogliamo sostenere il comparto turistico mediante azioni di destagionalizzazione e promozione che valorizzino le piccole realtà locali dell’enogastronomia, dell’artigianato tipico, gli attrattori di interesse storico, culturale, paesaggistico e ambientale.»

«Abbiamo aderito al progetto con lo stesso spirito che ha contrassegnato l’esperienza di Visit South Sardinia e che ora vogliamo rinsaldare – spiega Salvatore Sulis, presidente del Consorzio Turistico Costiera Sulcitana -. Quella di andare uniti all’appuntamento è una scelta strategica che renderà tutto il territorio del Sud Sardegna più forte. Per questo abbiamo accettato l’offerta di essere presenti non solo a Rimini, ma anche alle fiere di Londra e di Varsavia. Quelli dell’Est Europa sono, infatti, dei mercati emergenti che stanno dando riscontri interessanti. In questo modo inoltre, i consorzi si muovono in linea con la nuova regionale legge sul turismo che assegna loro un ruolo da protagonisti nella promozione delle destinazioni.»

«Ci presentiamo insieme agli altri protagonisti del territorio per promuovere l’immagine di una città che è millenaria e contemporanea allo stesso tempo – spiega l’assessore delle Attività produttive e del Turismo del comune di Cagliari Marzia Cilloccu -. Sarà una occasione per incontrare i tanti operatori del settore che stanno mostrando un grande interesse per la nostra destinazione e provare a coinvolgerli in un viaggio esperienziale a distanza nella nostra città.»

Per il sindaco di Dolianova Ivan Piras «con questa iniziativa vogliamo lanciare nel mercato nazionale e internazionale la vocazione turistica del nostro territorio. Possiamo contare sulle eccellenze agroalimentari che contraddistinguono il Parteolla, e che si uniscono alle bellezze paesaggistiche ed artistiche. Questa è la sfida che vogliano affrontare, anche grazie alla collaborazione di altre realtà con una maggiore esperienza nel settore».

La TTG di Rimini è la più importante fiera italiana del settore turistico. Giunta alla 55ª edizione, include 150 destinazioni, coinvolge più di 2.500 imprese, 1500 buyers internazionali, per un totale di presenze che sfiora i 73mila visitatori. Ogni anno al TTG si presentano le più importanti novità in materia di turismo, italiano e mondiale. È una fiera altamente specializzata in quanto totalmente b2b, riservata solo ad operatori professionali, permettendo in questo modo incontri diretti tra imprese turistiche, pubbliche e private, con aziende leader nella vendita di prodotti turistici nazionali ed internazionali. 

Dopo la Fiera di Rimini, nell’ambito della programmazione turistica per la stagione primaverile 2019 ma anche in vista della prossima stagione estiva, il Consorzio Turistico Sud Sardegna sarà, infatti, presente dal 5 al 7 novembre alla Fiera WTM di Londra e dal 22 al 24 novembre alla TTW di Varsavia. 

Il Consorzio Turistico Sardegna Costa Sud è una realtà storica dell’associazionismo imprenditoriale in ambito turistico nel Sud Sardegna, (è socio della Sogaer, la società che gestisce l’aeroporto di Cagliari-Elmas) e vanta tra i suoi associati alcuni importanti hotel, vettori di trasporto passeggeri, location per eventi, ristoranti, tour operator e DMC (Destination Management Company), cioè aziende che, esperte della destinazione, si occupano della promozione, valorizzazione e commercializzazione  di una destinazione turistica. 

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Sarà l’ARST a predisporre il progetto di fattibilità tecnica ed economica della rete “Ciclovia della Sardegna”. Lo ha deciso ieri la Giunta regionale, con uno stanziamento di 1.200.000 euro, su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini. «I tempi sono stretti – spiega l’assessore – perché con un atto aggiuntivo rispetto al protocollo d’intesa già firmato, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha richiesto l’impegno a trasmettere il progetto di fattibilità e l’individuazione dei lotti prioritari entro il 31 dicembre 2019».

Il protocollo d’intesa, firmato il 9 agosto 2017, prevede la progettazione e realizzazione della “Ciclovia della Sardegna” all’interno del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, per la quale la Regione ha chiesto un finanziamento pari a 110 milioni di euro.

La “Ciclovia della Sardegna” si inserisce nella rete regionale degli itinerari ciclabili, il cui tracciato è stato pianificato proprio da ARST. «Tenendo conto degli itinerari già attualmente in fase di progettazione a cura dell’ARST – dice l’assessore dei Lavori pubblici – è opportuno procedere speditamente per rispettare i tempi imposti dal Ministero e poter così accedere alla ripartizione dei fondi nazionali».

 

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La Giunta regionale su proposta dell’assessore della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, ha approvato la disciplina sulla realizzazione del rimboschimento compensativo e sul versamento di adeguate cauzioni che possano garantirlo.

«È stata colmata una previsione regolamentare prevista sia dalla nuova legge forestale nazionale uscita quest’anno, il decreto legislativo 34, sia dalla legge regionale approvata due anni fa. Adesso abbiamo regole chiare e certe per preservare, sull’intero territorio regionale, il binomio sviluppo economico e tutela forestale e ambientale ogni volta che un’opera o un’attività umana comporti la trasformazione di una superficie forestale in altra fattispecie d’uso per almeno 2mila metri quadrati», ha spiegato l’esponente della Giunta Pigliaru sulla disciplina che dà attuazione al quinto comma dell’articolo 21 della legge regionale forestale, la 8 del 27 aprile 2018, fortemente voluta dalla titolare dell’Ambiente.

Il progetto di rimboschimento compensativo è approvato dal Servizio territoriale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale competente per territorio. Se l’intervento di trasformazione o il rimboschimento interessi la giurisdizione territoriale di più Ispettorati del Corpo forestale l’autorizzazione è congiunta tra gli stessi. A garanzia dell’adempimento degli obblighi di rimboschimento compensativo, prima dell’inizio di lavori o di opere di trasformazione, il soggetto obbligato all’intervento compensativo deve fornire una garanzia fidejussoria infruttifera (sotto forma di fideiussione bancaria o polizza assicurativa), nella misura pari all’importo dei lavori di rimboschimento compensativo, stimato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, in favore dell’Amministrazione comunale competente per territorio.

 

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Sabato 20 ottobre 2018, alle ore 9,30 in prima ed alle ore 10,00 in seconda convocazione, si svolgerà l’assemblea generale degli iscritti all’Associazione della Stampa Sarda per l’esame e per le deliberazioni sui bilanci, consuntivo 2017 e preventivo 2018. L’assemblea si terrà a Cagliari, nella Sala Convegni dell’Associazione della Stampa Sarda, in via Barone Rossi n. 29 (piano ammezzato). La convocazione riguarda i giornalisti professionali e collaboratori iscritti all’Associazione.

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Il Parlamento europeo ha sostenuto oggi i punti principali della proposta di riforma dell’IVA presentata dalla Commissione e proposto alcuni adeguamenti come la fissazione di un’aliquota massima. 

Sono stati messi ai voti due atti legislativi. Il primo mira a facilitare gli scambi, soprattutto per le PMI, nel mercato unico e a ridurre le frodi sull’IVA, mentre il secondo stabilisce un sistema più chiaro di aliquote IVA. Entrambe le misure fanno parte del pacchetto di riforma del sistema IVA. 

Secondo alcuni studi, ogni anno i Paesi dell’UE perdono fino a 50 miliardi di euro a causa di frodi transfrontaliere in materia di imposta sul valore aggiunto.

Con queste due votazioni, i deputati hanno sostenuto l’iniziativa della Commissione e proposto di stabilire un’aliquota IVA massima del 25% e introdurre un meccanismo di risoluzione delle controversie, un sistema di notifica automatica delle modifiche alle norme IVA fra i diversi Stati membri e un portale informativo, attraverso il quale ottenere rapidamente informazioni accurate sulle aliquote IVA in tutta l’UE.

La risoluzione sulla semplificazione del sistema IVA è stata approvata con 536 voti a favore, 19 contrari e 110 astenuti. Quella sulle aliquote con 615 a favore, 9 contrari e 43 astensioni. Le proposte di miglioramento saranno ora trasmesse al Consiglio, che avrà il compito di adottare la legislazione, poiché il Parlamento è solo consultato in materia di fiscalità.

Durante il dibattito che ha preceduto la votazione, il relatore Jeppe Kofod (S&D, DK) ha dichiarato: «Attualmente in Europa abbiamo un mosaico di sistemi IVA pieni di scappatoie e buchi. Ciò ha portato a una crescente perdita di entrate IVA (divario IVA). Con le riforme in discussione possiamo ridurre il divario dell’IVA di 41 miliardi di euro all’anno e ridurre i costi amministrativi per le imprese di 1 miliardo di euro all’anno».

L’altro relatore, Tibor Szanyi (S&D, HU), ha affermato che «completare la riforma del sistema IVA è fondamentale per sostenere le imprese dell’UE. Il sistema attuale, semplicemente, non è adatto al mondo globalizzato di oggi. Le riforme riducono la discriminazione tra gli Stati membri pur mantenendo la flessibilità e sostengono le PMI e la dimensione sociale e ambientale».

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Il Parlamento europeo ha approvato un progetto legislativo teso ad evitare la duplicazione delle valutazioni nazionali per determinare il valore aggiunto di un farmaco, che serve a fissarne il prezzo.

I deputati sottolineano che vi sono molti ostacoli all’accesso alla medicina e alle tecnologie innovative nell’UE, come la mancanza di nuovi trattamenti per alcune malattie e il prezzo elevato dei farmaci, che in molti casi non comportano un valore terapeutico aggiunto. 

Gli operatori sanitari, i pazienti e le istituzioni hanno la necessità di sapere se un nuovo farmaco o un dispositivo medico rappresenta un miglioramento rispetto a quelli esistenti. Le valutazioni delle tecnologie sanitarie (HTA) servono quindi a identificare il valore aggiunto e l’efficacia di un farmaco, confrontandolo con altri prodotti.

La nuova legge, ancora da concordare con i Ministri UE, mira a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri nel campo dell’HTA, stabilendo la procedura per effettuare delle valutazioni congiunte, su base volontaria. Le disposizioni riguardano diversi aspetti, tra cui le regole per la condivisione dei dati, l’istituzione di gruppi di coordinamento, la prevenzione dei conflitti di interesse tra esperti e la pubblicazione dei risultati dei lavori congiunti. 

La valutazione delle tecnologie sanitarie è una materia di competenza esclusiva degli Stati membri. Secondo i deputati, tuttavia, la duplicazione delle valutazioni sui nuovi farmaci portate avanti dai vari Paesi, attuata in base a legislazioni nazionali divergenti, può comportare un aumento dell’onere finanziario e amministrativo per gli sviluppatori di tecnologie sanitarie. 

Tale onere costituisce un ostacolo alla libera circolazione delle tecnologie sanitarie e al buon funzionamento del mercato interno e ritarda l’accesso dei pazienti alle cure innovative.

 La relazione è stata approvata con 576 voti favorevoli, 56 contrari e 41 astensioni. I deputati avvieranno i negoziati per un accordo in prima lettura con il Consiglio, una volta che quest’ultimo avrà definito la propria posizione.

Le tecnologie sanitarie comprendono i medicinali, i dispositivi medici, le procedure e le misure di prevenzione, diagnosi e trattamento.

Le tecnologie sanitarie rappresentano un settore innovativo e fanno parte di un mercato globale della spesa sanitaria che rappresenta il 10% del PIL dell’UE.

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«La Sardegna ha sempre affermato con forza e chiarezza la totale contrarietà alla realizzazione di un sito di raccolta per le scorie nucleari nel suo territorio. Per questa ragione stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi del procedimento di pubblicazione dell’elenco dei siti potenzialmente idonei a ospitare il deposito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari e, da quando è stato avviato l’iter, non perdiamo occasione per esprimere il nostro assoluto no.»

Lo ha detto l’assessore della Difesa dell’ambiente della Regione Sardegna Donatella Spano, in occasione dell’audizione in Senato dei rappresentanti delle Regioni nella Commissione Industria, commercio e turismo del Senato della Repubblica sulla gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale.

A Palazzo Madama l’assessore Donatella Spano, che ha depositato una memoria della Regione Sardegna in Commissione, ha ripercorso le tappe a partire dall’esito negativo nell’isola della consultazione popolare del 2011. «Il risultato del Referendum ha visto il 95 per cento dei votanti esprimersi contro l’installazione in Sardegna di centrali nucleari e dei relativi siti per lo stoccaggio di scorie radioattive – ha detto Donatella Spano -. Questo ha rappresentato per noi un impegno assoluto da rispettare e da ribadire in tutte le sedi opportune».

L’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente aveva inoltre inviato ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico note formali in cui veniva espressa l’assoluta contrarietà della Regione Sardegna a qualunque ipotesi di installazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi nel proprio territorio per una serie di precise motivazioni, tra le quali la grave penalizzazione che l’isola già subisce da anni a causa degli oneri eccessivi rappresentati dalle servitù militari, che occupano oltre 35mila ettari di terreno, con conseguenti compromissioni di tipo ambientale. Quindi la posizione di insularità, che già in condizioni ordinarie determina una penalizzazione per la popolazione in ordine alle ben note difficoltà dei trasporti che potrebbero causare gravi problemi in potenziali situazioni di emergenza e messa in sicurezza delle persone, considerati anche i reali pericoli del trasporto dei materiali radioattivi via mare che potrebbero determinare implicazioni catastrofiche in caso di incidente, come denunciato a suo tempo dallo stesso Enea. Infine, gli effetti negativi che si ripercuoterebbero sulla già grave situazione di crisi industriale in atto in Sardegna e di gap economico in cui versa l’Isola e la sua popolazione rispetto ad altre regioni, senza contare i potenziali effetti negativi sulle persone a livello sanitario.

Inoltre, ha ricordato la mozione di tre anni fa in Consiglio regionale: «Abbiamo sin dal primo momento ribadito pubblicamente in più occasioni la nostra contrarietà, e assunto l’impegno, in base alla mozione 133/2015 del Consiglio regionale, di porre in essere tutte le azioni per avviare un leale confronto con il Governo affinché sia rispettata la scelta dei cittadini sardi in occasione del Referendum consultivo del 2011, evitando che la Sardegna venga individuata come sede idonea a ospitare il deposito nazionale». Così si era espressa anche l’Anci Sardegna che, a sua volta, nel 2015 ha deliberato all’unanimità il rifiuto a ogni ipotesi di dislocazione e deposito di materiale nucleare in Sardegna.

«La posizione è stata sempre ribadita non solo con gli atti formali, ma anche in tutte le occasioni nelle quali si è avuto modo di interloquire con il ministro dell’Ambiente – ha aggiunto Donatella Spano -. Il Programma di governo dell’attuale Giunta regionale ha tra i suoi principi basilari la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ambientale e naturalistico della Sardegna nella sua unicità e specificità, come strumento di crescita e sviluppo dell’economia, di allentamento delle tensioni sociali e di valorizzazione turistica del nostro territorio.» Era stato ribadito, infatti, in occasione della procedura nazionale di valutazione ambientale strategica (Vas) relativa al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, avviata dal ministero dello Sviluppo economico al ministero dell’Ambiente: «Anche allora abbiamo ribadito alla Commissione tecnica di valutazione la totale contrarietà della Sardegna a essere individuata come sito per l’ubicazione del deposito nazionale, sostenendo questo nel parere reso con motivazioni di carattere ambientale, naturalistico, economico, sociale, costituzionale e statutario».

L’assessore Donatella Spano, infine, aveva consegnato al ministro Sergio Costa il “Dossier Sardegna” lo scorso 26 luglio, nell’incontro con la Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il documento contiene le principali tematiche ambientali della Sardegna incluso l’aspetto della localizzazione del Deposito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari. «Il nostro no è forte, deciso e condiviso da tutti i sardi».

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Nanni Lancioni.

«L’ultima tempesta, con un fenomeno simile ad un ciclone che ha imperversato nella zona tra Ussana e Monastir, si è verificata lo scorso 13 settembre, con la distruzione di una grande fetta della produzione enologica del territorio e la devastazione di interi vigneti, la compromissione degli oliveti e danni ingenti alle ortive sparse nella zona.»

E’ la drammatica istantanea del consigliere regionale Nanni Lancioni (Psd’Az), che ha perlustrato le campagne del Basso Campidano per stilare un elenco dei danni prodotti dalle anomalie climatiche dell’ultima stagione estiva. L’esponente sardista ha sollecitato un intervento urgente della Regione, con la dichiarazione dello stato di calamità naturale per il compendio.

«Nei poderi tra Ussana, Donori e Monastir la situazione è a dir poco critica. Le piogge degli ultimi mesi sono state il colpo di grazia per molte colture – aggiunge Nanni Lancioni, che ha firmato il documento con il capogruppo dei quattro mori Gaetano Ledda e con gli altri componenti del gruppo Giovanni Satta e Paolo Dessì -. Siamo di fronte a uno scenario mai visto durante la stagione estiva: terreni allagati, frutti devastati dalla troppa acqua, dalla forza delle precipitazioni e dalle grandinate. Stiamo parlando di milioni di euro di perdite.»

Una richiesta arrivata anche dal consigliere comunale di Ussana Giancarlo Zonnedda. «In seguito alla burrasca già segnalata, contrassegnata da un forte acquazzone e folate di vento, si sono registrati dei danni anche nei centri abitati. A Ussana è scattato l’allarme nel centro sportivo di Is Osterias, con la chiusura della piscina e delle altre strutture immerse nell’oasi verde. Diversi anche gli allagamenti delle strade. A Monastir i maggiori danni sono stati accertati nella zona industriale, con diversi stabilimenti artigianali e commerciali sommersi dall’acqua cha hanno perso gran parte della produzione».

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Il Centro Funzionale Decentrato di Protezione Civile, in data odierna, ha emesso nuovi avvisi di criticità per rischio idrogeologico e/o idraulico in diverse aree della Sardegna.

A partire dalla mezzanotte di oggi e sino alle ore 23.59 del 4.10.2018 un avviso di ordinaria criticità per rischio idrogeologico localizzato e idraulico codice giallo sui bacini Campidano e Iglesiente.

A partire dalla mezzanotte di oggi e sino alle ore 9.00 del 4.10.2018 un avviso di ordinaria criticità per rischio idrogeologico localizzato e/o idraulico codice giallo sul bacino Flumendosa-Flumineddu.

A partire dalle 9.00 di domani 4 ottobre e sino alle ore 23.59 del 4.10.2018 un avviso di elevata criticità per rischio idrogeologico localizzato codice rosso sul bacino Flumendosa-Flumineddu.

A partire dalle 9.00 di domani 4 ottobre e sino alle ore 23.59 del 4.10.2018 un avviso di moderata criticità per rischio idraulico codice arancio sul bacino Flumendosa-Flumineddu.

A partire dalle 9.00 di domani 4 ottobre e sino alle ore 23.59 del 4.10.2018 un avviso di ordinaria criticità per rischio idrogeologico localizzato codice giallo sui bacini Gallura e Tirso.

Sulla base dell’avviso di avverse condizioni meteorologiche prot. n. 34852/2018 del 03.10.2018 recante la dicitura «Nella giornata di domani 4/10/2018 precipitazioni diffuse a carattere temporalesco interesseranno la Sardegna orientale e meridionale. Il fenomeno risulterà particolarmente intenso sulla parte sud-orientale dell’Isola con temporali diffusi anche di forte intensità. L’attività temporalesca inizierà nel corso della mattinata di domani 4/10/2018, andrà rinforzandosi nella seconda parte della mattinata e durerà sino a dopodomani 5/10/2018. Venti forti da Nord-Est soffieranno lungo la costa orientale e settentrionale dell’Isola».

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La sala riunioni del Circolo Soci Euralcoop, in piazza Marmilla, a Carbonia, ha ospitato la presentazione del romanzo “Piombo Fuso” di Marco Corrias, giornalista in pensione, attualmente sindaco di Fluminimaggiore. Ai lavori, coordinati da Moreno Pilloni, presidente del Circolo Soci Euralcoop, sono intervenuti, tra gli altri, Tore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis, già presidente dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, ex sindaco di Carbonia e parlamentare della Repubblica; e Tore Figus, ex direttore regionale della Società Umanitaria. Tra il pubblico, il sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«Nel deserto post-industriale del Sulcis, tra fabbriche e miniere chiuse e povertà dovuta alla crisi, Denis, adolescente inquieto, figlio di un operaio in cassa integrazione e nipote di un nonno comunista pervicace, rifiuta il piccolo mondo da cui proviene. Abbandonata la scuola, si dà allo spaccio di droga, entra in conflitto con la famiglia e sogna di partire per diventare bodyguard dei vip della Costa Smeralda. Si accorge di lui Severino, ambiguo ex soldato della Legione straniera, che lo inizia a una cultura della forza, iniettandogli massicce dosi di un’ideologia di destra…»

Marco Corrias è sindaco di Fluminimaggiore, il suo paese di origine, dallo scorso mese di giugno. Ha deciso di affrontare la nuova esperienza, all’età di 67 anni, dopo essere andato in pensione da Mediaset. Nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato alla “Nuova Sardegna” ed è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per il programma di attualità e approfondimento del Tg5 “Terra!”. Collabora anche al settore inchieste della Repubblica.it . È autore di reportage ed inchieste in Italia e all’estero. Tra i suoi libri, prima di Piombo fuso (Il Maestrale 2018) ricordiamo: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli 1993); Mino Pecorelli, un uomo che sapeva troppo (Sperling & Kupfer 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos 1999).

Prima dell’inizio della presentazione abbiamo intervistato l’autore.