4 July, 2026

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«In Sardegna è emergenza diabete, un caos senza precedenti.»

Il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa punta il dito contro quello che definisce «il caos che da anni regna nell’organizzazione delle politiche sanitarie del diabete culminate con le dimissioni in massa delle tre Associazioni che rappresentano i pazienti nella Consulta regionale della Diabetologia».

«Numerosi i problemi strategici mai risolti: PDTA, la Gestione Integrata, la Rete Diabetologica, le liste d’attesa, l’informatizzazione e il riordino dei Servizi di diabetologia, l’ammodernamento di processi e procedure fortemente burocratizzate, la mobilità e la già scarsa capacità finanziaria delle persone, i farmaci e gli strumenti innovativi nelle disponibilità delle altre Regioni d’Italia ma non in Sardegna, l’educazione terapeutica strutturata e finanziata, l’informazione concreta e capillare per una prevenzione efficace, e la tutela del bambino diabetico a scuola. Queste criticità – aggiunge Michele Cossa – erano già state denunciate più di un anno fa dal sottoscritto e da altri consiglieri regionali ma ad oggi nulla è stato fatto. Non si può definire, infatti, l’ASL unica come panacea di tutti i mali, se poi i pazienti devono attendere più di un anno per una visita specialistica.»

«Se dalla sua costituzione della Consulta avvenuta nell’ottobre del 2014, ci sono stati solo cinque incontri, di cui appena uno lo scorso anno, è evidente che esiste un problema di efficienza e di efficacia di questo Organismo che doveva garantire una più stretta relazione tra Istituzioni e pazienti diabetici – sottolinea ancora Michele Cossa -. Il sistema sanitario sardo sta crollando sotto i colpi dell’inadeguatezza dell’assessorato regionale. Chiedo uno scatto d’orgoglio da parte dell’assessore Luigi Arru affrontando con decisione il problema e, anziché negare l’evidenza, mettere mano a un sistema sanitario pagato a caro prezzo dai contribuenti che viene percepito come ostile, arrogante, sgarbato, a volte privo di umanità – conclude Michele Cossa -, predisposto ad aggravare, non ad alleviare una malattia come quella del diabete.»

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Carbonia è protagonista alla Mostra Biennale Internazionale di Architettura di Venezia, rassegna di caratura mondiale in corso di svolgimento dal 26 maggio fino al 25 novembre. Nella suggestiva località veneta, l’Amministrazione comunale di Carbonia ha presentato un progetto intitolato “Incubatore d’impresa. Recupero dei padiglioni deposito biciclette come laboratori artigiani e showroom”, relativo a un fabbricato ubicato nell’area della Grande Miniera di Serbariu. Il progettista e direttore dei lavori è l’arch. Enrico Potenza, responsabile del procedimento il geom. Roberta Orrù, il direttore operativo l’ing. Emanuele Tiddia. Lo studio e la ricerca scientifica sono stati svolti dal dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari coordinato dal prof. ing. Antonello Sanna, con gruppo di lavoro formato dai prof. arch. Pier Francesco Cherchi e Marco Lecis.

«Aver presentato il nostro progetto in una rassegna così importante è motivo di grande orgoglio per l’Amministrazione Comunale di Carbonia e per l’intera città. La soddisfazione è doppia, dal momento che il progetto riguardante la nostra città è stato esposto non soltanto alla Biennale di Architettura di Venezia, ma è stato anche oggetto di un articolo pubblicato su una rivista prestigiosa come Domus, vero e proprio punto di riferimento nel settore del design e dell’architettura», ha affermato il sindaco Paola Massidda.

Il progetto di recupero dei padiglioni deposito biciclette come laboratori e showroom verrà completato nel corso del 2018 ed è finanziato con le risorse FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) – delibera Cipe n. 31/2015 – per l’attuazione del Piano Sulcis.

«L’area di intervento è quella relativa ai padiglioni deposito biciclette della Miniera di Serbariu e alle loro immediate adiacenze. Il recupero di questi locali è finalizzato al rilancio della struttura quale sede destinata ad incubatore di nuove attività artigianali», ha spiegato l’assessore dei Lavori pubblici Gian Luca Lai. I nuovi volumi sono in calcestruzzo a vista nero e rievocano dal punto di vista cromatico il colore del carbone, mentre le proporzioni della struttura richiamano l’ingresso della miniera. 

Come riporta il periodico Domus, «lo showroom è minimale, ma è reso sofisticato da interventi tesi a generare alterazioni nella percezione dei materiali e degli spazi: l’acciaio specchiante sugli angoli e il grande soffitto monocromo rileggono esperienze di artisti come Robert Morris e Dan Graham».

Il progetto ha visto la stretta collaborazione tra gli uffici e gli assessorati ai Lavori pubblici e all’Urbanistica. «La presenza del nostro progetto a Venezia e nella rivista mensile Domus avvalora ancor di più la nostra idea di sviluppo della zona della Grande Miniera di Serbariu, un’area che intendiamo potenziare e riqualificare. Prova ne è la partecipazione dell’Amministrazione Comunale a un bando regionale del valore di circa 3 milioni e mezzo di euro con un programma integrato per il riordino urbano, denominato “Per una città del paesaggio”», ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Luca Caschili.

Il progetto “Incubatore d’impresa. Recupero dei padiglioni deposito biciclette come laboratori artigiani e showroom” verrà esposto dettagliatamente nel mese di dicembre, in occasione dell’80° compleanno della città di Carbonia.

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L’Aula consiliare di via Roma ospiterà venerdì, a partire dalle ore 17.00, un incontro di animazione sulla nascita della Comunità di tutela della biodiversità della cipolla di San Giovanni Suergiu.

Dopo i saluti del sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, si parlerà dello stato di attuazione del progetto di valorizzazione della cipolla di San Giovanni Suergiu, secondo quanto prevede la legge regionale 8 agosto 2014, n. 16, “Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale: agrobiodiversità, marchio collettivo, distretti. Direttive e regolamenti di attuazione”, con l’intervento di Francesco Severino Sanna, rappresentante di Laore Sardegna.

Verranno condivisi, infine, la bozza di statuto e l’atto costitutivo della Comunità di tutela della Biodiversità Cipolla di San Giovanni Suergiu (prodotto agricolo tradizionale).

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Più risorse e meno burocrazia per promuovere lo sport sardo. E’ l’obiettivo della proposta di legge “Testo Unico della normativa in materia di sport”, presentata dal Gruppo del Partito dei Sardi in Consiglio regionale, primo firmatario il consigliere Roberto Desini. Con un finanziamento di circa 30 milioni di euro l’anno il testo vuole riorganizzare l’intera legislazione regionale in materia di sport, adeguando la legge 17 del 1999 (provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna) e riportando in capo alla Regione le deleghe che erano state attribuite alle Province e che non vengono ormai più gestite, tra cui i finanziamenti per l’acquisto delle attrezzature sportive.

Il testo, articolato in 37 articoli, prevede un Piano triennale di attività e individua due filoni fondamentali: la promozione dello sport e gli interventi sugli impianti sportivi, a cui sono destinati rispettivamente 13 e 17 milioni. Si tratta di un incremento di risorse di quasi il 300% rispetto agli attuali 8,4 milioni di euro previsti nell’esercizio finanziario del 2018.

«Con questa legge – ha spiegato Roberto Desini – vogliamo creare ordine nella normativa vigente e rendere più agile la parte burocratica per le società e le federazioni. In particolare, vogliamo raddoppiare la quota destinata alle trasferte, portandola a 7 milioni, e attivare un piano straordinario per l’impiantistica sportiva, valutando la situazione delle strutture in relazione alla distribuzione geografica e alle richieste che arrivano anche da nuove discipline. Una particolare attenzione sarà riservata ai diversamente abili: attualmente il 6 per cento dei contributi destinati allo sport viene erogato d’ufficio al Coni per attività istituzionali. Con la nostra proposta di legge prevediamo che 150mila euro di questo 6 per cento vadano invece al Comitato italiano Paralimpico (Cip).»

Il testo vuole, inoltre, coinvolgere tutti i soggetti che operano nel settore e rendere la Conferenza regionale dello sport il momento in cui programmare l’attività in maniera condivisa e organica. L’obiettivo finali dei promotori è di promuovere la pratica e la diffusione capillare dell’attività sportiva e dell’attività motorio-ricreativa nel territorio regionale e valorizzare la funzione sociale e preventiva dello sport per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

«Uno Stato lungimirante deve puntare sullo sport – ha affermato il consigliere Augusto Cherchi – perché investire sullo sport vuol dire investire sulla salute dei cittadini.»

Secondo Piermario Manca è «importante rivisitare tutto il sistema legislativo dello sport, adeguandolo alle nuove esigenze, con una particolare attenzione alla prevenzione sia per l’attività agonistica sia per quella dilettantistica».

Tra i diversi interventi, circa la metà del finanziamento per la promozione dello sport è destinato alla partecipazione ai campionati nazionali, 1,4 milioni all’attività sportiva giovanile e 600mila euro per la prevenzione. Per quanto riguarda l’impiantistica sportiva i proponenti hanno fotografato la situazione esistente al 31 dicembre 2017: la Sardegna ha  1.976 complessi sportivi, che si articolano in 3.214 impianti sportivi e 3.735 spazi di attività. I dati hanno, però, evidenziato uno squilibrio territoriale che vede la provincia di Nuoro registrare la minore percentuale di strutture sportive in assoluto, mentre la provincia del Sud Sardegna detiene la maggiore percentuale di complessi, di impianti e di spazi. La proposta di legge ha anche l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione degli impianti sul territorio regionale in base anche alla destinazione dei singoli sport.

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Ieri, lunedì 16 luglio, sono stati inviati ai cittadini di Carbonia gli avvisi di pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, riferiti all’anno 2018.
L’Amministrazione comunale – in una nota diffusa oggi – spiega che non verrà applicata alcuna sanzione, né tantomeno alcuna mora o interesse, visto il ritardo nella consegna, causato da problematiche di natura tecnico-amministrativa.

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Una soluzione ponte che renda meno traumatico il passaggio dei malati oncologici dalla Nuova Casa di Cura di Decimomannu, dopo la chiusura del reparto, agli altri ospedali e che consenta una graduale presa in carico dei pazienti da parte dei nuovi medici fino alla fine dell’anno. Tutto a spese della Regione con la collaborazione dell’Università di Cagliari. E’ la proposta scaturita durante l’incontro, che si è tenuto nel pomeriggio in Consiglio regionale, tra il presidente dell’Assemblea legislativa sarda, Gianfranco Ganau, l’assessore della Sanità, Luigi Arru, il presidente della commissione Sanità, Raimondo Perra, i capigruppo, la proprietà della clinica privata ed una rappresentanza dei malati oncologici.

La portavoce dei pazienti, Vanna Fenu, ha evidenziato i disagi psicologici, fisici e organizzativi a cui stanno andando incontro i malati che sono stati assegnati ad altri ospedali: a San Gavino, al Businco a Cagliari, a Carbonia e al Policlinico di Monserrato. E ha evidenziato che «i pazienti in terapia hanno dovuto subire l’interruzione forzosa della continuità di cure e, quindi, anche del modello di fiducia e condivisione di scelte terapeutiche instaurato, con impegno di mesi, con i bravi medici e con il personale davvero particolarmente competente e disponibile di Decimomannu». Vanna Fenu ha poi aggiunto che «la chiusura di Decimomannu è arrivata in un momento di particolare difficoltà dei reparti di oncologia degli ospedali pubblici», legate «anche a carenza di personale, accentuata dal periodo di ferie» e ha chiesto la riapertura del reparto della Nuova Casa di cura «chiuso alla fine del mese scorso con modalità e tempi sbagliati».

Alberto Loi, amministratore delegato della Nuova Casa di Cura ha spiegato che alla base di questa decisione c’è stata la constatazione “dell’evoluzione travolgente della scienza oncologica” e la conseguente  impossibilità di adeguarsi alle nuove terapie, oltre alla decisione del dottor Carlo Floris, responsabile del Reparto di Oncologia, di andare in pensione. La proposta dell’assessore, che dovrà ancora essere esaminata dal punto di vista amministrativo, è stata appoggiata da tutti i componenti del Consiglio regionale, in particolare da Annamaria Busia (presidente del Gruppo Misto – Cd) e da Alessandra Zedda (capogruppo di Forza Italia), che hanno evidenziato la delicata situazione che vivono ogni giorno i pazienti affetti da un tumore. Anche i rappresentanti dei malati hanno accolto favorevolmente la proposta. Alberto Loi non ha inizialmente accettato, ma l’assessore gli ha proposto di rifletterci e di decidere dopo aver affrontato, in un successivo incontro, i dettagli pratici della proposta.

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«Con qualche cassanata in meno e qualche allenamento di più avrei avuto una carriera diversa e magari più vincente. A ventitré anni giocavo nel Real Madrid dei galácticos, avevo qualcosa di speciale, evidentemente. Se quindici anni fa avessi avuto mia moglie Carolina al fianco con la stabilità che ti danno i figli, avrei fatto un’altra carriera. E certo, una testa diversa avrebbe aiutato. A pensarci bene è proprio quello che più invidio a Cristiano Ronaldo, più del fisico. Con la sua professionalità sarei stato al vertice per tanto tempo.»

Intervistato da Pierluigi Pardo per Vanity Fair, che al fenomeno CR7 dedica la copertina del numero in edicola mercoledì 18 luglio, Antonio Cassano descrive le armi vincenti del campione portoghese. «I doni che gli ha fatto Madre Natura. Il fisico pazzesco ma soprattutto la testa, la costanza negli allenamenti, proprio quelli che io odiavo, la professionalità. Lo ammiro molto per la sua capacità di stare sempre sul pezzo. Rimarrà alla storia come uno dei più grandi. E se lo è proprio meritato questo successo, l’ha ottenuto con il talento ma soprattutto grazie alla serietà. (…) Cristiano vivrà una grande esperienza, la Juve gli paga un ricchissimo stipendio ma deve essere felice perché il prezzo del cartellino è ottimo per un giocatore così forte. (…) Lui lavora da sempre sul fisico in maniera assurda, maniacale. Ha 33 anni solo per l’anagrafe. E con il livello di questa Serie A può fare trenta, quaranta gol a stagione per parecchio tempo ancora. (…) Allegri lo gestirà bene. La sua più grande qualità è l’intelligenza. Lascia spazio e fantasia ai giocatori, soprattutto a quelli bravi. È il miglior allenatore possibile per Ronaldo».

Che però non è, in assoluto, il calciatore preferito da Cassano. «A me piace da matti il tennis. Ecco, Cristiano è come Nadal, un atleta fantastico, costruito sul talento ma anche grazie al lavoro, alla volontà. Federer invece è Leo Messi. È classe pura, artistica. (…) Potrebbe fare la differenza anche da fermo, non ha quasi bisogno del fisico».

Di tutt’altro sapore l’opinione di un tifoso d’eccezione del Real, lo scrittore Javier Marías, che su Vanity Fair spiega perché non avrà nostalgia di CR7. «Il suo è un caso davvero paradossale. Si sarebbe dovuto dedicare a uno sport individuale (tennis, boxe, atletica, Formula 1: ha l’atteggiamento di un Cassius Clay), e tuttavia gli è toccato distinguersi in un gioco collettivo, un impiccio per lui. Ha ambizioni immense, ma solo a titolo individuale. Ovviamente, è felice che la sua squadra vinca, ma solo perché questo gli garantisce un riconoscimento in più sulla maglietta, un titolo in più sul curriculum, un record in più nella sua collezione privata. Sul campo l’abbiamo visto quasi infastidito, quasi triste, tutte le volte che il Real metteva a segno un gol importante, perfino decisivo, e non aveva segnato lui ma un compagno. Quando invece l’autore della prodezza era lui, l’abbiamo visto atteggiarsi in modo eccessivamente ridicolo e vanitoso, togliendosi la maglietta ed esibendo i muscoli in tensione, ululando come una scimmia, curandosi di schivare il più possibile i compagni di squadra per godersi da solo gli applausi e l’esagerata celebrazione. Non ricordo di averlo mai sentito ringraziare o complimentarsi con un suo compagno, nemmeno con chi gli aveva servito un gol su un piatto d’argento con un passaggio inverosimile e astuto. Cristiano è rimasto al Real per nove stagioni, ma non l’abbiamo mai sentito come un giocatore del Real Madrid, piuttosto del Real Ronaldo. Come se nella sua immaginazione fosse un eccellente tennista o boxeur, che ha però bisogno di altre persone in divisa intorno a sé. La Juventus non si deve certo aspettare che Ronaldo lotti per i suoi colori. Be’, a meno che non sia convinto che la maglia a righe bianconere gli stia particolarmente bene..

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I deputati della Lega Guido De Martini ed Eugenio Zoffili hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per fermare un raduno contro agenti di Polizia.

«Aberranti locandine “contro gli sbirri” che pubblicizzano serata antifascista e solidarizzano con Ghespe, Paska e Giovanni, accusati di tentato omicidio per l’attacco alla libreria vicina alle posizioni del movimento di Casapound – sostengono Guido De Martini ed Eugenio Zoffili -. Quella notte rimase ferito gravemente l’artificiere Mario Vece, in forza alla Polizia di Stato, mutilato mentre disinnescava un ordigno posto davanti alla libreria. Un ignobile gesto che non può essere incensato e difeso.»

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2017 di IGEA S.p.A. Anche nel 2017 il bilancio della partecipata è in attivo e IGEA si rafforza proseguendo nell’attività di contenimento della spesa e di risanamento. Confermato per altri tre anni l’amministratore unico Michele Caria. Sempre su proposta dell’assessore Maria Grazia Piras, è stato approvato il bilancio 2017 di un’altra partecipata, Fluorite di Silius S.p.A. in liquidazione.
Su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, sono stati assegnati 11 milioni e 580mila euro all’Areus. Le risorse saranno ripartite in quote mensili a partire dal prossimo mese di agosto. La Giunta ha poi approvato il bilancio preventivo e quello di previsione pluriennale 2018-2020 dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna così come deliberato dal Consiglio di amministrazione dello stesso Istituto.
Non sarà sottoposto all’ulteriore procedura di valutazione di impatto ambientale, condizionato alle prescrizioni, l’intervento per l’impianto di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi a Settimo San Pietro e quello per la produzione di conglomerati bituminosi e il recupero di rifiuti speciali non pericolosi nella zona di Sassari. Su proposta dell’assessore Donatella Spano la Giunta ha inoltre accolto una richiesta di subentro nella titolarità della delibera n. 9/33 di febbraio 2018, relativa all’intervento per la coltivazione nella cava Calzoneddu a Bonorva. Ha quindi prorogato l’efficacia temporale della delibera n. 16/10 di settembre 2013, relativa all’intervento denominato “Realizzazione di un impianto per la generazione di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica della potenza nominale di 4,032 3/3 MWp sito in agglomerato industriale di Ottana, comune di Bolotana (NU)”, proposto dal Consorzio Industriale Provinciale di Nuoro, richiamandone integralmente le prescrizioni.
La Giunta ha concesso il nulla osta all’esecutività sul bilancio di previsione per gli anni 2018-2020 dell’Agenzia regionale Laore Sardegna. Sempre su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, il nulla osta è stato concesso all’Agenzia Argea Sardegna sul bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2018 e pluriennale per il 2018-2020. L’Esecutivo ha inoltre dato il via libera a Laore Sardegna per trasferire gratuitamente in proprietà al comune di Terralba un terreno, ubicato nel medesimo Comune, per destinarlo ad uso di pubblico generale interesse. Il terreno è ricompreso all’interno della perimetrazione del SIC “Stagno di Corru S’Ittiri”, caratterizzato dalla presenza di habitat naturali, specie animali e vegetali. Il Comune intende realizzare nel sito un progetto di valorizzazione ambientale del terreno, rendendolo fruibile a fini didattici e turistici compatibili con la tutela ambientale ed in armonia con gli obiettivi del Piano di gestione del SIC. Il comune di Terralba si farà carico di tutte le operazioni tecniche necessarie, nonché delle spese relative, inerenti al trasferimento del bene.

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incedi campagna antincendio

Gli uomini del Corpo forestale della Sardegna, responsabile della funzione di spegnimento degli incendi boschivi hanno diretto le operazioni di spegnimento a terra e in volo in due incendi sviluppatisi nel Sulcis. Il primo, a Narcao, nella località Riu Tanca Beccia della frazione di Perdaxius, ha interessato una zona coperta da un uliveto e macchia mediterranea, per una superficie stimata di circa due ettari. Sul campo le squadre del Corpo forestale, Forestas ed i volontari delle associazioni Terraseo di Narcao e Vea di Nuxis. Due elicotteri sono stati inviati per domare le fiamme sulla macchia mediterranea di Nuraghe Scrau Becciu, nel territorio di Narcao. Hanno supportato il personale impegnato a terra del Corpo forestale, di Forestas e i volontari di Protezione civile di Prociv, di Vea e di Terraseo.