8 July, 2026

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Il Consiglio regionale ha approvato il rendiconto generale della Regione. La seduta è stata aperta dal presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione della Dl n. 509 – Giunta regionale – Approvazione del rendiconto generale della Regione per il 2016 e del rendiconto consolidato. Il presidente ha quindi dato la parola al presidente della commissione Bilancio Franco Sabatini (Pd), relatore di maggioranza, per illustrarne il contenuto.

Nel suo intervento, Franco Sabatini ha ricordato l’approvazione del documento in commissione, il 16 maggio scorso, la parificazione della Corte dei Conti, e la soluzione della Vertenza entrate sancita dal dlgs n.114 che recepiva le disposizioni sulle quote di gettito spettanti alla Regione dopo la riforma dell’art. 8 dello Statuto. Tuttavia, ha dichiarato, «i risultati del 2016 evidenziano conseguenze negative per l’ammontare degli accantonamenti collegati al concorso della Regione per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica che hanno un peso insopportabile per il nostro bilancio: in pratica la Sardegna deve avere dallo Stato 1 miliardo ma è stata costretta ad un mutuo dopo che gli accantonamenti hanno superato i 400 milioni, un paradosso non più sostenibile che impone una nuova regolamentazione dei rapporti fra Stato e Regione». Un nuovo quadro normativo, ha sostenuto, «all’interno del quale dovremo prestare attenzione ai principi fissati in alcune recenti sentenze della Corte Costituzionale nel 2017 e nel 2018, attraverso accordi da recepire nello Statuto e norme di attuazione di valore quinquennale con il congelamento di norme peggiorative tranne il caso, predeterminato, di un specifico accordo come ha fatto il Trentino-Alto Adige». Senza questo tipo di accordo, ha concluso Sabatini, «si deve comunque prendere atto che lo Stato può determinare anche se in via provvisoria l’entità del contributo delle Regioni nel quadro della manovra di stabilità; si tratta di un tema importante e delicato sul quale dobbiamo lavorare a fondo coinvolgendo tutto il Consiglio».

Per la minoranza il relatore Paolo Truzzu, capogruppo di Fdi, ha dato atto all’assessore Raffaele Paci della parificazione del rendiconto da parte della Corte dei Conti e però, ha osservato, «dalla relazione emergono alcuni fattori politici vanno analizzati e non lasciati cadere. Primo, a due anni di distanza dalle nuove norme sul bilancio armonizzato la Corte dice che siamo in ritardo ed abbiamo agito con leggerezza, senza un lavoro preparatorio all’interno della Regione sulle procedure contabili. Secondo, la maggioranza aveva detto di voler risolvere la vertenza entrate e liberare risorse dalla sanità per la programmazione unitaria per non disperdere risorse, invece viene fuori che la sola cosa parzialmente realizzata è la vertenza con lo Stato che deve 1 miliardo alla Sardegna, mentre poi viene richiamato l’accordo del Trentino che ha contenuti del tutto diversi da quello della la Sardegna, la sanità ha conti fuori controllo con costi di produzione sono cresciuti dell’1,3% fra 2015 e 2016, c’è ancora un alto indebitamento con più di 800 euro pro capite dal 2014 al 2016, e il volume delle entrate ha molti residui attivi che a fine anno non corrispondono, per cui o non c’è capacità di incassare o le previsioni sono gonfiate. Terzo, sulla programmazione unitaria la Corte dei Conti dice che nel 2016 sul ciclo 2014-2020 non è stato certificato manco un euro compresi fondi comunitari e nel 2017 la situazione non è migliorata perché viene certificato appena il 7%, per cui c’è il rischio che a fine anno prendiamo una multa, cosa che forse riguarderà la prossima Giunta ma comunque abbiamo il dovere di vigilare e controllare».

Aprendo la discussione generale il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha dichiarato che «è evidente che il rendiconto presenta fortissime criticità, certificate sia dalla Corte dei Conti che dal Crenos, per cui le questioni che poniamo sono suffragate dai dati; l’equilibrio di bilancio a pareggio è frutto del ricorso all’indebitamento per oltre 1 miliardo, 800 euro a sardo, in aumento dal 2015, ed inoltre la spesa sanitaria evidenzia un aumento di corsi di produzione così come la, spesa farmaceutica, per cui l’apparente riduzione del disavanzo deriva solo dall’immissione di risorse fresche». In definitiva, ha proseguito, «i costi del sistema sanitario sono più alti della media nazionale 3.2 miliardi pari al 10% del Pil contro il 6-7% della media nazionale, 1981 euro per sardo, cifra più elevata dell’ultimo decennio». Dal punto di vista economico generale, ha aggiunto Tedde, «il Crenos segnala che la Sardegna è l’unica regione del Mezzogiorno in fase recessiva e figura fra le 65 Regione più povere della Ue, sono dati che contraddicono la propaganda di alcuni assessori perché siamo in pieno area del sotto sviluppo, abbiamo meno investimenti (noi meno 2%, gli altri più 4.5%) il grafico della nostra disoccupazione è piatto e comunque siamo agli ultimi posti, siamo molto indietro anche per quanto riguarda la disponibilità di capitale umano qualificato, il turismo cresce ma per cause indotte e siamo in ritardo su tutto, dall’attuazione della legge che risale all’inizio 2017, al piano strategico, dal piano attuativo per la destinazione Sardegna all’osservatorio, dal bando di destagionalizzazione ai trasporti, in sintesi molta incertezza e molti annunci e zero risultati».

Sempre per Forza Italia la capogruppo Alessandra Zedda che ricordato che «il rendiconto ovviamente è già chiuso ma, proprio in quell’anno, discutemmo a fondo su qualche percorso avviare per lo sviluppo per la Sardegna e sotto questo profilo bisogna riconoscere che i risultati sono totalmente negativi: il bilancio armonizzato era obbligatorio ma sono stati sbagliati i tempi ed anzi il bilancio 2016 è stato addirittura impugnato dalla Corte Costituzionale, sul patrimonio ci sono poste quantificate erroneamente e comunque finora non abbiamo venduto nulla, alla fine è stato l’anno in cui si sono registrate le maggiori criticità». Fra queste, «la programmazione unitaria incagliata nonostante dovesse abbattere la burocrazia, i crediti dallo Stato per 1 miliardo, il mutuo per investimenti che non ha mostrato alcuna spinta keynesiana, i costi insostenibili a totale carico della Regione per sanità e trasporti, la macchina regionale imballata mentre si continua a reclutare dirigenti esterni, attivando nuove collaborazioni che sfondano i parametri di rapporto col personale, l’andamento della disoccupazione». Tutti gli indicatori economici vi danno torto, ha concluso la Zedda, «comprese le misure  molto propagandante come buone soluzioni, per esempio garanzia giovani».

Replicando a nome della Giunta l’assessore della Programmazione Raffaele Paci, soffermandosi brevemente sui contenuti del rapporto Crenos ha sostenuto che non è corretto fare un raffronto con l’Italia, perché si rivela certamente più adatto un confronto con la Regioni del Mezzogiorno con dati che, in questo caso, diventano significativamente diversi. Stiamo lavorando su infrastrutture, capitale umano ed innovazione tecnologica, ha detto Paci, «ma i temi sono necessariamente lunghi anche se arrivano alcuni buoni risultati come quelli sull’abbandono scolastico che ci vedono al primo posto in Italia per la sua riduzione». Per questo riguarda la parificazione del rendiconto della Regione questo risultato è arrivato, ha continuato Raffaele Paci, «ma questo non significa che va tutto bene ed anzi alcune osservazioni ci devono far riflettere; davanti alla Corte dei Conti c’è stato un dibattito in cui ho difeso le prerogative del Consiglio sottolineando alcuni risultati importanti che sono oggettivi: la gestione delle partite attive e passive nel 2013 era negativa per 5 miliardi ed attiva per 4 miliardi, oggi quelle negative sono scese da 5 a 3 miliardi e quelle attive ammontano a 3.7 miliardi, quindi con un avanzo di 500 milioni; le perenzioni sono passate da 2.3 miliardi del 2015 ad 1.3 del 2016 e sono ancora in calo, abbiamo fatto pagamenti per 1.3 miliardi, e la percentuale di questi flussi è passata dal 76 all’82% del 2016 collocandosi all’interno della media dell’Italia e della Ue». Parlare di fallimento con questi numeri, ha detto ancora il vice presidente della Regione, «mi sembra eccessivo ed oltretutto può dare all’esterno una ide distorta della realtà che, nell’incertezza delle origini di questi fenomeni complessi, potrebbe travolgere politica ed istituzioni». Dopo aver ribadito che, a suo avviso, i risultati stanno arrivando, l’assessore Raffale Paci ha riconosciuto che «che c’è ancora molto da fare a cominciare da accantonamenti relativi al 2017 con una nuova vertenza che affronteremo con molta determinazione per ottenere una risposta della politica». Nel frattempo, ha concluso con alcuni dati dell’attività di governo, «la nostra economia cresce anche se ad un ritmo non soddisfacente, sui fondi Ue abbiamo chiuso la rendicontazione 2013 molto positivamente e al 31.12.2018 affronteremo il primo traguardo intermedio del nuovo ciclo di programmazione mentre sul patrimonio abbiamo qualche perché la Corte dei Conti chiederà, a noi come agli Enti locali, una accurata contabilità patrimoniale anch’essa soggetta a parifica, una cosa che non la fa nemmeno lo Stato: noi abbiamo censito circa 15.000 proprietà e la maggior parte valorizzata tranne 1500 che però non potranno entrare nel rendiconto 2017».

Dopo la replica  dell’assessore al bilancio, la capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha chiesto 5 minuti di sospensione. Alla ripresa dei lavori  è stato  votato il passaggio agli articoli con votazione elettronica: è stato approvato (votanti 33, sì 22, no 11). Senza discussione sono stati approvati anche i nove articoli della legge: l’1 (votanti 34,sì 23, no 10), il 2 (votanti 33, sì 23, no 10), il 3 (votanti 38, sì 28, no 10) il 4 (votanti 38, sì 28, no 10), il 5 (votanti 38, sì 28, no 10), l’art 6 (votanti 39, sì 28, no 11), l’articolo 7 (votanti 39, sì 28, no 11), l’articolo  8 (votanti 40, sì 28, no 12) e l’ articolo 8 bis (votanti 39, sì 27, no 12). Per dichiarazione di voto è intervenuto Marco Tedde (Forza Italia) che ha detto che l’assessore Raffaele Paci ha ben poco da difendere. Ancora una volta è dimostrato che questa giunta regionale, nonostante le grandi promesse, non è riuscita a mantenere neanche un impegno. Avrei preferito – ha aggiunto – un atteggiamento da parte dell’assessore di maggiore difesa di questo rendiconto. Il disegno di legge è stato approvato (votanti 42, si 28, no 14)

La mozione 401 sulle procedure di stabilizzazione del personale presso le amministrazioni del sistema Regione finalizzate al superamento del precariato e sulle modalità di attivazione da parte della Giunta regionale è stata illustrata dal primo firmatario Valter Piscedda (Cristiano Popolari Socialisti) che ha sottolineato l’importanza di richiamare l’attenzione  sulla necessità di superare il  precariato interno nella Regione Sardegna. A distanza di un anno e mezzo dall’approvazione della legge regionale n. 37 del 2016  – ha sottolineato – si registra che è stata ampiamente disapplicata o sorvolata. Per questo la mozione presentata impegna il presidente della regione a garantire l’applicazione della legge regionale n. 37 del 2016 ai lavoratori precari entrati nel sistema Regione attraverso selezioni poste in essere con modalità analoghe a quelle del programma operativo nazionale 2000/2006 PON ATAS (misure 1.1, 1.2, 2.2) e dell’Accordo di programma quadro (APQ), così come attestato dalla documentazione rilasciata e in possesso della stessa Amministrazione regionale. Il consigliere Valter Piscedda ha illustrato le varie situazioni di ambiguità che ci sono nell’applicazione della legge ed ha chiesto alla Giunta di sanare tali situazioni. Come si può mantenere credibilità – ha chiesto – se siamo di fronte a un apparato amministrativo che non ottempera alle disposizioni del Consiglio regionale? Invito l’Assemblea – ha concluso – a reiterare la richiesta alla giunta di rispettare la volontà del Consiglio e superare le situazioni di precarietà in essere.

L’interpellanza 293/A è stata illustrata da Augusto Cherchi (Partito dei Sardi) che ha rimarcato il mancato rispetto  della volontà dell’aula e ha invitato a una riflessione  sull’utilizzo che si fa del precariato.

Nella discussione generale è intervenuto Marco Tedde (Forza Italia) che ha detto che anche in materia di superamento del precariato la  Regione è inadempiente e ha ricordato i vari provvedimenti legislativi approvati e non applicati. Mentre nella maggior parte delle regioni italiane si applicano le norme di superamento del precariato – ha concluso – in Sardegna si fa il contrario: si continua ad assumere i lavoratori interinali e non aumenta il personale stabile. Le norme devono essere applicate, basta con la precarietà.

L’assessore regionale agli Affari generali Filippo Spanu ha ricordato l’innovatività della legge 37 del 2016, una legge  tesa a superare le forme di precariato e evitare che se ne creino ulteriori. L’applicazione della legge – ha detto l’assessore – ha avuto delle difficoltà in materia di interpretazione, ma la Regione ha fatto di tutto per superarle firmando, per esempio, un accordo  sui rapporti di lavori coordinati e continuativi che  ha consentito di cominciare l’attività di stabilizzazione. Sono stati stabilizzati 106 ex lavoratori precari “a domanda”. Il vero problema – ha ammesso l’assessore – è la stabilizzazione di alcune figure professionali che sono entrate con il tirocinio. Qui il problema nasce dalla natura degli atti dell’accesso perché il tirocinio formativo non costituisce rapporto di lavoro.»

Il consigliere Valter Piscedda, nella controreplica, ha detto di non condividere la posizione dell’assessore. «La 37 è chiara – ha affermato – anche i tirocinanti devono essere stabilizzati a domanda. Queste persone stanno lavorando da oltre 10 anni e il tirocinio è stato solo lo strumento attraverso il quale loro sono stati selezionati. Poi sono stati contrattualizzati. Io non vedo nessuna differenza con altri lavoratori».

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha chiesto una breve sospensione.  Alla ripresa ha proposto all’aula di aggiungere alla mozione un impegno per  il presidente della Regione e per la giunta di verificare la possibilità di far rientrare nell’applicazione della legge anche i lavoratori entrati a lavorare con un  tirocinio formativo.

Attilio Dedoni (Riformatori sardi) ha dichiarato il voto favorevole del suo gruppo alla mozione. La Regione – ha detto – tolga il precariato dappertutto questo serve per dare dignità ai lavoratori.

Alessandra Zedda ha chiesto di apporre la firma alla mozione dei consiglieri del gruppo di Forza Italia.

Il consigliere Francesco Agus (Misto) ha dichiarato voto favorevole per la mozione e l’emendamento ed ha ricordato l’iter seguito per l’approvazione delle norme per il superamento del precariato nel sistema regionale (legge n. 37 del 22 dicembre 2016). Voto favorevole anche dai consiglieri Augusto Cherchi (Pds) e Angelo Carta (Psd’Az-La Base) che ha chiesto anche di apporre la firma alla mozione, dichiarazione analoga a quella del capogruppo Psd’Az-La base, Gaetano Ledda e del consigliere Pd, Roberto Deriu.

Posta in votazione la mozione Piscedda e più ha ottenuto 38 voti favorevoli su 38 votanti e il presidente del Consiglio ha quindi comunicato la convocazione della conferenza capigruppo (15.30) e dell’Aula (16.00).

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Il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, è il nuovo commissario straordinario del Parco di La Maddalena.

«Ho costituito in seno alla Giunta un gruppo di lavoro che mi affiancherà nell’attività di Commissario straordinario, gruppo che è già operativo in vista degli incontri e delle consultazioni dei prossimi giorni con i diversi soggetti coinvolti nel processo di riqualificazione, a iniziare dal Comune, per far partire e concludere rapidamente tutti gli interventi. Il riconoscimento al Presidente della Regione del ruolo di Commissario straordinario, è il naturale esito istituzionale di un percorso costruito con determinazione per restituire a La Maddalena le prospettive di sviluppo interrotte dal mancato G8.»

Così il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha commentato il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che lo nomina Commissario straordinario del Governo ‘per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana dell’area dii rilevante interesse Nazionale dell’ex Area militare denominata Arsenale militare area militare contigua Molo Carbone situata nell’isola di La Maddalena.
Il decreto, firmato lo scorso 25 maggio da Paolo Gentiloni e trasmesso ieri sera, segna il passaggio amministrativo conseguente agli atti precedenti e, nello specifico, alla delibera del Consiglio dei ministri approvata nella seduta dello scorso 8 maggio, alla quale ha preso parte il Presidente della Regione.

«Siamo già operativi – sottolinea Francesco Pigliaru – con le stesse energie, lo stesso impegno, la stessa costante iniziativa che ci hanno portati ad ottenere un risultato che la Maddalena e l’intera Sardegna aspettavano da dieci anni. Adesso si possono programmare, insieme all’Amministrazione comunale, tutti gli interventi necessari al rilancio dell’Arsenale – conclude il presidente Pigliaru – e lavorare immediatamente per garantire l’impiego delle risorse in tempi rapidi. Saremo presto a La Maddalena per condividere con l’intera comunità questo straordinario risultato e per illustrare le prime fasi operative . Ritengo che entro due settimane saremo pronti con un Piano specifico delle attività.»

I passaggi più recenti.
8 maggio 2018, L’Arsenale di La Maddalena è Area di rilevante interesse nazionale, con atto del Consiglio dei ministri. Alla seduta ha partecipato il presidente della Regione Francesco Pigliaru.
L’atto del Consiglio dei Ministri che riconosce l’Arsenale come Area di interesse nazionale ai fini della bonifica e riqualificazione del compendio e ne definisce la perimetrazione, arriva dal lungo lavoro portato avanti dalla Giunta Pigliaru fin da principio di legislatura; sbloccando cantieri e fondi, di fatto ha segnato il via libera alla riqualificazione del compendio. Le risorse sbloccate sono oltre 50 milioni già individuati nel Patto per la Sardegna. La ripartizione contempla 20,4 milioni per la bonifica anche esterna della darsena dell’ex Arsenale e delle aree adiacenti; 15 milioni quale contributo per rendere produttivi gli insediamenti alla Maddalena; 15 milioni per interventi al piano stralcio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

Il 22 marzo 2018 è avvenuto a La Maddalena il formale passaggio dallo Stato alla Regione del compendio dell’ex Arsenale militare, definendo così, sulla scorta dell’Accordo transattivo dello scorso dicembre a Roma, il lungo contenzioso instauratosi tra il precedente concessionario del bene, Mita Resort S.r.l., la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione stessa. Il passaggio apre la seconda fase per il rilancio dell’ex Arsenale di La Maddalena: quella delle bonifiche. Secondo l’Intesa siglata sempre il 27 dicembre scorso tra i Presidenti del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e della Regione, Francesco Pigliaru, sono state individuate le aree dell’arcipelago da qualificare, con apposito decreto, di rilevante interesse nazionale ed alle quali applicare la normativa agevolata prevista dalla cosiddetta legge Bagnoli (DL 133/2014, art. 33). Un commissario ed un soggetto attuatore potranno infatti dar corso allo specifico programma di risanamento ambientale con poteri acceleratori per alcune procedure previste dal codice ambientale per conseguire finalmente la bonifica dei siti e procedere quindi alla valorizzazione del compendio immobiliare.

Il 27 dicembre 2017, a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru hanno firmato l’Intesa che ha chiuso l’annosa questione sull’ex Arsenale e sulle bonifiche per ridisegnare il futuro turistico e ambientale dell’Arcipelago di La Maddalena. La firma dell’Intesa è stata preceduta dal perfezionamento, siglato dal direttore generale della Presidenza Alessandro De Martini, su mandato della Giunta regionale, dell’atto transattivo tra Mita Resort, Dipartimento della Protezione civile della Presidenza dei Ministri e Regione Sardegna, con cui il complesso immobiliare può tornare nella piena disponibilità della Regione, senza alcun onere per la stessa che, dopo anni di abbandono, potrà finalmente valorizzarlo. La transazione ha chiuso definitivamente tutti i contenziosi, con diversi passaggi significativi. Anzitutto l’obbligo della Protezione Civile di corrispondere a Mita Resort la somma omnicomprensiva di 21 milioni di euro, nonché la rinuncia dello Stato di qualsiasi rivalsa nei confronti della Regione e viceversa su queste somme. Mita, dal canto suo si obbliga a consegnare alla Protezione Civile, che contestualmente consegna alla Regione (per il tramite dell’agenzia del Demanio e della Capitaneria di Porto) i beni e le strutture affidati a suo tempo in concessione. Da questo momento è la Regione a definire il futuro dell’ex Arsenale e la Giunta ha affidato il mandato a tutte le Direzioni generali coinvolte a diverso titolo dall’accordo, di dare celere attuazione ai successivi adempimenti per rientrare concretamente in possesso del compendio immobiliare.

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Qualità dei servizi e rispetto dei contratti di lavoro, ma anche trasparenza nei contratti e rispetto delle regole. Nasce a Cagliari, costituito da Legacoop, Agci, Confcooperative e organizzazioni sindacali che sottoscrivono il contratto della cooperazione sociale. A Cagliari, questa mattina nella sala conferenze della Camera del Lavoro (Cgil) il primo appuntamento che ha visto partecipare i rappresentanti delle diverse organizzazioni. Un esperimento che, come ha rimarcato nella relazione introduttiva Andrea Pianu di Legacoop “parte dal basso”. «Avviamo un percorso che vuole mettere assieme due aspetti, qualità erogate ai cittadini e valorizzione del lavoro di chi è chiamato a operare – premette Andrea Pianu – in un contesto in cui l’incertezza sulle risorse della pubblica amministrazione rischia di non garantire il giusto equilibrio».

Il protocollo che è stato siglato, argomenta Pianu «ha valore fondamentale perché punta a superare questa contrapposizione e punta a intervenire sull’interesse generale dei cittadini. La qualità dei servizi passa per l’affidamento attraverso l’appalto». L’osservatorio avrà una sua struttura che spazia su diversi campi che vanno dall’informazione sui servizi alla formazione degli addetti. Compresa anche una struttura che possa fornire la necessaria assistenza legale. Obiettivo dell’organismo «mantenere la legalità e diritti negli appalti e trasparenza. Oltre che il rispetto delle norme contrattuali del lavoro nella loro interezza e il mantenimento di un regime costante dei pagamenti da parte delle istituzioni e l’applicazione concreta della clausola sociale». Punto di partenza i numeri. Daniela Schirru, presidente Legaccop Cagliari parla di «strumento indispensabile per salvaguardare la qualità dei servizi sociali e la qualità del lavoro. Sino a oggi si è lavorato per organizzare una struttura che avrà un’applicazione concreta in grado».

Citando i dati di Sardegna Ricerche a proposito degli appalti spiega che «circa il 55 per cento è di imprese sarde. Più cresce il valore degli appalti più si riduce la presenza delle imprese sarde che si aggiudicano gli appalti». Fatturato ed addetti ai lavori di tutto rispetto, come dice Giovanni Loi dell’Agci. «L’osservatorio ha una consistenza numerica importante in questo settore operano 600 coop sociali com 7000 soci e un fatturato complessivo di 280 milioni euro di fatturato. L’osservatorio non è la bacchetta magica ma uno strumento per lavorare al meglio e garantire un servizio adeguato». Per Guido Sarritzu della Uil «con l’osservatorio si potrà sicuramente migliorare il sistema». Antonello Pili di Federsolidarietà parla di «iniziativa importante perché è necessario un confronto costante, soprattutto alla luce dell’applicazione del nuovo codice degli appalti».

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I lavoratori distaccati temporaneamente in un altro Paese dell’UE dovranno ricevere lo stesso salario dei lavoratori di tale Paese, grazie alle nuove norme approvate oggi dal Parlamento europeo.

La nuova direttiva, approvata in via definitiva con 456 voti in favore, 147 voti contrari e 49 astensioni, mira a garantire una migliore protezione dei lavoratori distaccati e una concorrenza leale tra imprese.

Le nuove regole stabiliscono che a tutti i lavoratori distaccati si applicheranno le norme del Paese ospitante in materia di retribuzione. Gli Stati membri dovranno, inoltre, applicare anche i contratti collettivi regionali o settoriali, se di ampia portata e rappresentativi, finora applicati solo nel settore delle costruzioni.

La durata del distacco è stata fissata a 12 mesi, con una possibile proroga di 6 mesi. Trascorso tale termine, il lavoratore può restare o lavorare nel Paese ospitante, ma dovrà a quel punto essere soggetto all’intera normativa sul lavoro vigente in quello Stato.

In caso di distacco fraudolento, ad esempio operato da una società di comodo, gli Stati membri dovrebbero cooperare per garantire che i lavoratori distaccati siano protetti perlomeno dalle tutele contenute nella direttiva.

Al settore dei trasporti si applicherà la legislazione settoriale specifica, inclusa nel Pacchetto mobilità, una volta che sarà approvata (la commissione trasporti del PE dovrebbe votare la sua prima lettura lunedì 4 giugno). Fino ad allora, sarà applicata per il settore la direttiva del 1996.

Gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire le norme nei propri ordinamenti nazionali.

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Questa mattina, nella la sede dell’assessorato dello Sport della Regione Sardegna, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Giro delle Miniere, corsa ciclistica a tappe giunta alla 19ª edizione che si svolgerà tra il 2 ed il 4 giugno prossimi sulle strade del Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano in memoria del compianto Franco Ballerini. La gara, articolata su tre tappe per una distanza complessiva di 226 km, assegnerà in prima giornata (tappa Gonnosfanadiga-Pabillonis) i titoli italiani Fci a cronometro. Successivamente la carovana si sposterà a Iglesias, teatro della Gran Fondo Parco Geominerario – Memorial Roberto Saurra, mentre farà calare il sipario sulla kermesse il Giro del Cixerri, con partenza e arrivo nel comune di Villamassargia.

A introdurre la conferenza è stato Luigi Mascia, patron della Sc Monteponi, società che si occupa dell’organizzazione del Giro delle Miniere: «Sarà un’edizione particolare – ha dichiarato – anche quest’anno ci è stata affidata l’assegnazione dei titoli italiani a cronometro, a dimostrazione del fatto che la Federazione Ciclistica Italiana riconosce ed apprezza le nostre capacità organizzative. Per la 19esima edizione riproporremo l’apprezzato format sulle tre giornate con classifiche a tempo e non più a punti come nel recente passato. Avremo l’onore di ospitare testimonial d’eccezione come Claudio Chiappucci e Massimiliano Lelli, ma anche alcune squadre che giungeranno da Olanda, Gran Bretagna e Belgio. I numeri sono in netta ascesa, ci attendiamo circa 400 partecipanti, tutti accompagnati dalle rispettive famiglie. Questo è un aspetto che ci fa particolarmente piacere, perché un nostro obiettivo dichiarato è quello di creare un indotto turistico favorevole per l’economia di una zona notoriamente sofferente come il Sulcis Iglesiente».

Ha fatto gli onori di casa, quindi, Andrea Dettori, assistente dell’assessore regionale dello Sport Giuseppe Dessena e consigliere dell’Area Metropolitana di Cagliari: “Nell’ultimo anno la Regione Sardegna ha investito 8,4 milioni di euro nello sport, al fine di incentivare non solo la pratica sportiva tra i più giovani, ma anche l’attività agonistica – ha dichiarato – affianchiamo con piacere manifestazioni come il Giro delle Miniere, perché siamo convinti che possano realmente promuovere i bellissimi paesaggi del Sulcis Iglesiente, che ha tanto da offrire anche in termini di archeologia mineraria”.

La parola è quinti passata a Claudio Chiappucci, per il secondo anno consecutivo testimonial del Giro delle Miniere: «Ringrazio Luigi Mascia per l’invito – ha detto il vincitore della Milano-Sanremo 1991 – mi fa sempre un gran piacere tornare in Sardegna, terra in cui ho scritto alcune delle pagine più belle della mia carriera da professionista. Qui ho fatto il ciclocross, ho corso in pista e su strada con il Giro di Sardegna. Gli impegni sono tantissimi, e a breve ci sarà anche la mia Gran Fondo in Francia, ma cerco sempre di incastrare gli impegni per presenziare a questa manifestazione, capace di coniugare il turismo con la passione per le due ruote». 

«Il Giro delle Miniere darà modo ad atleti provenienti da tutta Europa di scoprire le bellezze del Sulcis e del Guspinese – ha detto invece Stefano Dessì, presidente della Federciclismo regionale – il ciclismo è lo sport che più di qualunque altro promuove il territorio, permettendo di scoprire le bellezze anche di località poco conosciute. Sono certo che la qualità dei percorsi e dell’organizzazione renderanno la gara molto interessante.»

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente onorario della Fci Sardegna Salvatore Meloni: «Le difficoltà del Sud Ovest sardo sono note – ha affermato – ed eventi come il Giro delle Miniere rappresentano quel volano che può aiutare la ripresa economica del territorio. Questa manifestazione, giunta alla 19esima edizione, dimostra che la strada giusta da percorrere è stata individuata».

Presenti anche le autorità del comune di Pabillonis: “Per la terza volta siamo parte attiva di questa bellissima manifestazione – ha detto il sindaco Riccardo Sanna – ringraziamo Luigi Mascia e la Sc Monteponi per averci coinvolti. Si tratta di un evento che convoglierà nel nostro paese centinaia di persone, facendolo così scoprire anche ad atleti provenienti dall’estero. Siamo orgogliosi di ospitare ancora una volta il Giro – ha ammesso invece l’assessore dello Sport Marco Sanna – anche noi abbiamo bisogno di questo tipo di eventi. Non vogliamo più essere un semplice punto di passaggio, ma un riferimento nella zona per i ciclisti. Siamo in pianura, ma non distante da noi ci sono tante salite, e speriamo di vedere a Pabillonis un numero sempre maggiore di biciclette, anche per incentivare la pratica tra i più giovani.»

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Questa mattina, nella Club House della Dinamo Banco di Sardegna, a Sassari, si è svolta la presentazione del nuovo coach biancoblu Vincenzo Esposito. A dare il benvenuto a “El Diablo” il presidente della Dinamo Stefano Sardara: «Credo che la sua storia da giocatore e la sua capacità di iniziare una carriera da allenatore in questi anni abbiano dimostrato chi abbiamo davanti – ha detto lasciando subito la parola al nuovo tecnico – non possiamo che essere onorati della sua presenza a Sassari e non vediamo l’ora di vederlo al lavoro».

«Fa piacere vedere tante persone e tanta attenzione per questa conferenza stampa – ha esordito coach Vincenzo Esposito – sono felice che ci sia entusiasmo, non solo per il mio arrivo ma anche per questa squadra, per questa società. Sono orgoglioso della possibilità che mi è stata offerta di allenare e rappresentare una società che ha fatto molto bene, che ha fatto storia. E’ un ruolo di grande responsabilità ma è una sfida che mi intriga tantissimo, non mi spaventa assolutamente, darò tutto sul campo e pretenderò lo stesso dai nostri giocatori.
A me interessa che sul campo si vedano fatti e non le parole, questo è uno dei primi messaggi che dovrò trasmettere ai giocatori. Lavorerò sulla squadra con poche parole e molti fatti, dai giocatori voglio che diano l’anima per la squadra, a prescindere dal talento, a prescindere dal fatto che si vinca o che si perda. Ognuno, italiano o straniero che sia, deve capire qual è il ruolo che gli viene chiesto all’interno del roster. Giocherà chi fa vincere la Dinamo Sassari e lo farà con la mia mentalità.»
«Il contratto di due anni dimostra che c’è una programmazione solida – ha aggiunto il nuovo coach biancoblu – elemento che dà la possibilità di lavorare seriamente e serenamente. Cercheremo di mettere insieme il roster migliore possibile, lottare su ogni partita e vincere il più possibile, con l’obiettivo di rimanere nella zona importante della classifica, costruendo tutto questo settimana dopo settimana, con pazienza e impegno. Abbiamo tutto il tempo per fare le cose con calma, senza pressione su aspettative a priori, dove saremo in grado di arrivare arrivare non lo possiamo sapere ora. La pressione deve solo servire da stimolo. Questo è quello che penso ed è anche stato il primo messaggio che mi ha trasmesso il presidente quando mi ha chiesto di venire qui.
In questo momento della mia carriera questa proposta di Sassari è il top, sono fortunato. Guardiamo al presente e al futuro, il passato non deve essere dimenticato ed è motivo di orgoglio, ma è passato. Chiaramente l’obiettivo è sempre quello di lavorare bene per cercare di fare il meglio possibile e ripetere, in termini di desiderio e impegno, quella stagione che ha fatto la storia. L’importante è non confondere l’entusiasmo con i paragoni, perché i paragoni possono diventare pressioni. Non dimentichiamo che poi in campo vanno i giocatori e lo staff, e lavorare sotto pressione non porta a dare il meglio.»
«Il lavoro che faremo in questa settimana è un lavoro di conoscenza – ha sottolineato ancora Vincenzo Esposito -, approfittando del fatto che un gruppo di giocatori è ancora qui. Ciò che faremo sulla squadra si vedrà, anche a seconda di ciò che offrirà il mercato: cerchiamo con serenità e senza stress di scegliere le persone giuste, le persone ancor prima che i giocatori, questa per me è la chiave: cercherò di prendere i giocatori migliori possibile per fare la stagione migliore possibile. Anche i giocatori che ci sono attualmente, tutti molto interessanti, saranno valutati sulla base di quello che faremo, se faremo le coppe e tante altre variabili. L’importante è che abbiamo giocatori che rispettino il ruolo che viene loro affidato e che rispettino la società.»
«Sulla composizione italiani/stranieri aspettiamo a fare tutte le valutazioni, vedendo cosa offre il mercato, l’eventuale partecipazione alle Coppe e la tipologia di squadra che vogliamo fare. Abbiamo le idee molto chiare – ha concluso Vincenzo Esposito -, sono molto contento di avere al mio fianco persone come il presidente e Federico Pasquini, che hanno davvero le idee chiare.»

(Photo credits Salvatore Madau)

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L’Atletico Narcao festeggia la salvezza e la sua intramontabile bandiera, Augusto “Giagio” Medda, ritornato ancora una volta protagonista in campo, alla “tenera” età di 52 anni (compiuti il 1° gennaio)! Il goal realizzato al 14′ del primo tempo supplementare della gara di play-out sul campo del Pula da Fabio Tinti, ha “regalato” alla squadra sulcitana una salvezza che, a un minuto dal 90′ regolamentare sembrava ormai svanita, prima del goal del 2 a 2 di Stefano Piredda, ma a fare notizia, inevitabilmente, è la presenza in campo, per 130′ (i due tempi regolamentari, i due supplementari e i circa 10 minuti di recupero complessivi), di Augusto “Giagio” Medda.

Una carriera brillante alle spalle, iniziata nei primi anni ’80 (fu tra i protagonisti, con 27 presenze, dello splendido Carbonia di Elvio Salvori nel campionato Interregionale 1988/89), ad un certo punto della carriera ha appeso le scarpe al chiodo, scegliendo la strada della panchina, nella sua Narcao. Contrariamente a molti colleghi, ha continuato a fare la vita da atleta e…inevitabilmente…nella testa è rimasto calciatore… E così, ogni qualvolta la “sua” squadra ne ha avuto bisogno, ha rimesso le scarpette da calciatore ed è tornato nella mischia… Lo ha fatto da allenatore/calciatore, poi solo da calciatore quando ha lasciato la panchina, non si contano quasi più i suoi “ritorni in campo”.

Quest’anno la squadra ha vissuto una stagione sofferta, con un solo piccolo grande obiettivo: la salvezza. Ad un certo punto la classifica è diventata preoccupante ed il tecnico Damiano Bartoli (subentrato a Tiziano Serpi alla penultima giornata del girone d’andata,dopo la sconfitta interna per 4 a 2 subita con il Pula) nelle ultime cinque giornate ha trovato una carta in più da giocare sul tavolo della salvezza: Augusto “Giagio” Medda.

Quando “Giagio” iniziò a calcare i campi calcistici della Sardegna, tutti gli attuali compagni di squadra non erano ancora nati, ma per lui la differenza d’età non è mai stata un problema, perché in campo, ancora oggi, spesso è il primo ad arrivare sul pallone e tiene testa anche ai colleghi più giovani, che hanno anche…35 anni in meno!

Giampaolo Cirronis

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Domani, mercoledì 30 maggio, alle ore 17.00, nella sala polifunzionale di piazza Roma, l’assessore del Patrimonio del comune di Carbonia, Valerio Piria, incontrerà le associazioni no profit cittadine interessate a partecipare alla manifestazione di interesse per la concessione in comodato d’uso di 21 immobili comunali. «L’incontro sarà un’occasione utile per spiegare ai referenti delle associazioni aventi sede legale in città i contenuti e i termini della manifestazione di interesse, la cui scadenza è prevista per lunedì 4 giugno – ha detto l’assessore Piria -. L’iniziativa messa in campo dall’Amministrazione comunale di Carbonia mira a garantire alle associazioni uno spazio idoneo alla creazione ed alla promozione di servizi e progetti a finalità sociale, sulla scorta di quanto approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 91 del 24 aprile 2018».

I locali concessi dal Comune dovranno essere utilizzati per promuovere iniziative senza scopo di lucro, aperte all’intera collettività.

La concessione in comodato d’uso riguarda un’ampia gamma di edifici pubblici che fanno parte del patrimonio immobiliare comunale:

1. Ex Circoscrizione n. 1 di Via Lubiana;

2. Ex Scuola Elementare di Medadeddu;

3. Ex Circoscrizione n. 5 di via Tanas;

4. Ex Circoscrizione n. 2 di Is Meis;

5. Ex Circoscrizione n. 3 di via Lazio;

6. Ex Circoscrizione n. 9 di Is Gannaus;

7. Ex Circoscrizione n. 6 di Barbusi;

8. Locale sito in piazza Venezia n. 72, a Cortoghiana;

9. Locale sito in via Marconi, 14;

10. Locale sito in via Marconi, 65;

11. Parte dell’ex Scuola materna Esmas di via Liguria;

12. Locali ex Informagiovani e Centro Giovani di via Delle Cernitrici;

13. Ex Scuola elementare di Is Gannaus;

14. Ex Scuola elementare di Genna Corriga;

15. Ex Scuola elementare di Barbusi;

16. Ex Scuola elementare di Bacu Abis;

17. Ex Scuola elementare di Flumentepido;

18. Ex Scuola materna di Barbusi;

19. Ex museo di via Campania;

20. Ex Scuola materna di via Brigata Sassari;

21. Centro Anziani di via Brigata Sassari.

Le associazioni che intendono presentare la manifestazione di interesse dovranno far pervenire le domande in busta chiusa, a mezzo servizio postale, tramite corriere autorizzato, oppure mediante consegna diretta all’Ufficio Protocollo del Comune, entro le ore 12.00 del 4 giugno 2018.
I bandi e i moduli di domanda potranno essere ritirati presso la portineria del Comune o scaricati attraverso il sito web del comune di Carbonia, all’indirizzo http://www.comune.carbonia.ca.it , nella sezione Bandi e Concorsi.

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Era stato annunciato che il 2018 sarebbe stato un anno di cambiamento e di nuove assunzioni per la Pubblica Amministrazione. Finalmente pochi giorni fa la ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ed il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, hanno firmato il decreto che autorizza ad assumere e a bandire concorsi in varie amministrazioni: Agenzia delle dogane, ministero dell’Interno, Inail, etc., inoltre il decreto prevede oltre 70 mila stabilizzazioni di personale precario, tra i quali anche 18mila insegnanti. Tutto questo per far fronte agli 80mila pensionamenti, seppure nei limiti del turnover. Tra posti sbloccati e messi a bando si arriva a oltre 1.890 nuove risorse da assumere nel periodo 2018/2020. A questi posti si aggiunge anche … 

L’articolo completo è consultabile nel sitohttp://www.suntini.it/diariolavoro_pa.html .  

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Per la cittadinanza stintinese la Festa del 2 giugno prossimo sarà ancora una volta occasione di riflessione e di festeggiamento. La ricorrenza nazionale della festa della Repubblica vedrà ancora una volta protagonisti i ragazzi delle scuole del paese. Quest’anno, oltre all’appuntamento istituzionale della mattina, sono stati previsti una serie di eventi pomeridiani che coinvolgeranno la cittadinanza.

La festa della Repubblica rappresenta un momento di condivisione che dal 2007 l’amministrazione stintinese celebra con il coinvolgimento delle nuove generazioni. Attraverso questa Festa, infatti, è convinzione dell’amministrazione guidata da Antonio Diana, è possibile far riscoprire ai giovani i valori della democrazia, lo spirito, l’amore e la passione per la Patria.

Il programma prevede, alle ore 10.00, l’incontro degli ospiti, autorità civili e militari, e cittadini, nella piazza del Municipio. Davanti al monumento ai caduti in armi, agli alunni delle scuole del paese sarà affidato l’alzabandiera.

Sarà quindi il parroco di Stintino, don Andrea Piras a benedire la corona che l’amministrazione deporrà in memoria dei caduti. Il primo cittadino Antonio Diana quindi, dopo i saluti alle autorità, terrà un breve discorso.

A partire dalle 17, il paese si animerà con una serie di appuntamenti inseriti all’interno del programma “Notte di inizio estate”. La manifestazione, voluta dall’amministrazione comunale, assessorati della Cultura e del Turismo, in collaborazione con La Mirò New Events e Event Sardinia, si svolgerà in largo Cala d’Oliva.

Dalle 17.00 alle 20.00, a cura dell’associazione “Atuttotondo”, divertimento per tutti con attrezzi della giocoleria circense, giochi e attività di gruppo.

Dalle 18.00 alle 24.00 si apriranno gli stand di degustazione di focacce sarde con carni di maiale e pollo cotte alla brace, quindi fritture miste di calamari, gamberetti, sardine e merluzzo. E ancora portate di chips di patate sarde fritte, a spirale, seadas, ricottelle, panadas e dolci sardi. Il tutto accompagnato da boccali di birra artigianale alla spina. Ad esporre saranno l’associazione Ajò di Sassari, Da Gianfra di Santa Giusta, Ajo Chips di Capoterra, Andarinos di Usini e Birrificio Nord Ovest di Thiesi,

Dalle 20.00 alle 24.00 tanta musica con il tributo a Fabrizio De Andrè che vedrà esibirsi i Creuza de Ma: voce e basso Daniele Pistis, chitarra Gavino Fonnesu, batteria e cori Luca Manca, violino Andrea Pinna. Ospite speciale sarà Fabrizio Sulliotti alla chitarra. A seguire ancora musica con un Dj set.