8 July, 2026

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Secondo una prima valutazione operata dal Mipaaf 9 Comuni sardi, e quindi le aziende agricole operanti su quei territori, sono stati esclusi dalla condizione di svantaggio. Niente di definitivo, ma solo una analisi iniziale a cui la Regione Sardegna ha già risposto inviando documentazione dettagliata che attesta l’effettivo svantaggio delle aree in questione.

L’azione di monitoraggio sulle realtà agricole isolane per la classificazione delle aree colpite da svantaggi naturali, dove operano le aziende, sta interessando tutte le regioni dell’Unione europea. Un iter che vede impegnati in una lunga collaborazione con il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) gli uffici dell’Assessorato dell’Agricoltura e dell’Agenzia Laore Sardegna già dal 2005. È da allora, infatti, che si è iniziato a discutere di una possibile revisione della mappatura originaria, stilata a metà anni ’70, e sostanzialmente mai riaggiornata. Il primo report realizzato da Laore risale al 2008, mentre l’ultimo è stato chiuso nei giorni scorsi grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali con cui i tecnici dell’Agenzia regionale hanno effettuato anche i rilievi sul campo. Tale documentazione, trasmessa oggi al Mipaaf, è stata elaborata dopo un lavoro congiunto in cui sono state coinvolte l’Arpas (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente) e il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Nonostante siano passati 13 anni da quando si è iniziato a pensare a una riforma, le ultime due programmazioni agricole (2007-2013 e 2014-2020) sono state attivate con la classificazione del 1975 con i 377 Comuni sardi così suddivisi: 64 montani, di cui 9 solo parzialmente; 270 svantaggiati, di cui 6 solo parzialmente svantaggiati. Sono invece 48 i territori comunali dell’Isola che non godono di condizione di svantaggio.
Secondo una prima valutazione operata dal Mipaaf 9 Comuni sardi, e quindi le aziende agricole operanti su quei territori, sono stati esclusi dalla condizione di svantaggio. Niente di definitivo, ma solo una analisi iniziale a cui la Regione Sardegna ha già risposto inviando documentazione dettagliata che attesta l’effettivo svantaggio delle aree in questione. I Comuni interessati sono: Aidomaggiore, Boroneddu, Dualchi, Ghilarza, Noragugume, Ottana, Sedilo, Soddì e Tadasuni. In questa fase di revisione delle aree erano stati esclusi, in un primo step, dalla mappatura delle zone svantaggiate ben 35 Comuni. A seguito delle interlocuzioni e delle controdeduzioni inviate dall’Assessorato al Mipaaf si è scesi a 9 e proprio sul recupero di questi ultimi si sta lavorando adesso.
«Con il lavoro svolto dalla Regione nel 2010, dove i parametri biofisici determinavano svantaggi significativi, si ritiene che anche in questa fase esistano le condizioni per poter riconoscere lo svantaggio anche per questi ultimi 9 Comuni». Così l’assessore dell’Agricoltura, Pierluigi Caria, che ha aggiunto: «È importante ricordare che tutti i Comuni classificati svantaggiati sulla base dei parametri biofisici dovranno essere sottoposti a una seconda fase di controllo, detta ‘fine tuning’, che è tesa a verificare se l’azione dell’uomo ha consentito la realizzazione di redditi aziendali tali da superare lo svantaggio naturale». 
Le imprese che operano su territori svantaggiati possono godere, proprio per superare tale handicap, di misure di integrazione al reddito come l’Indennità compensativa (fino a un massimo di 4.520 euro annui per aziende di almeno 70ettari di superficie agricola utilizzabile), di sgravi fiscali e previdenziali, di un maggior punteggio nei bandi attivati dalla Regione e di un cofinanziamento pubblico che solitamente è maggiorato del 20% negli interventi previsti dal Programma di sviluppo rurale.

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La Giunta regionale ha stanziato 1,65 milioni di euro quali contributi 2018 per le organizzazioni di volontariato di Protezione civile.
«I criteri per l’assegnazione delle risorse – ha detto l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano – sono stati definiti dalla Direzione generale della Protezione concordando una serie di aspetti con la Rappresentanza del volontariato, secondo la scelta di condivisione che abbiamo impostato con l’organismo che porta dentro l’istituzione regionale la voce e le idee del generoso mondo dei volontari sardi.»
Degli stanziamenti messi in campo la maggior parte, la cifra di 1,51 milioni di euro, è destinata all’acquisto di mezzi, materiali, attrezzature e/o equipaggiamenti. Il contributo non potrà essere superiore al 90 per cento della richiesta di finanziamento e non oltre i 15mila euro. Altri 80mila vanno alle spese di manutenzione di mezzi e delle attrezzature (esclusa l’installazione di nuovi componenti e accessori). In questo caso il contributo sarà erogato in misura non superiore al 90 per cento dell’importo richiesto e, in ogni caso, non superiore a 4mila euro in caso di quattro o più mezzi da sottoporre a manutenzione. Infine, 60 milaeuro sono dedicati al rimborso delle spese del 2017 per assicurazione contro gli infortuni.
Significativo l’incontro dello scorso aprile con la Rappresentanza regionale del volontariato di protezione civile, l’organismo con funzione consultiva istituito due anni fa con delibera dell’Esecutivo Pigliaru. Tra le principali novità, introdotte sulle proposte del confronto, grazie al fatto che nel triennio sono stati assegnati contributi per l’acquisto di un automezzo a tutte le organizzazioni che ne hanno fatto richiesta, è stato possibile ridurre il massimale per l’acquisto di mezzi, materiali, attrezzature ed equipaggiamenti, da 35mila a 15mila euro. Ciò consentirà di ampliare la platea delle Organizzazioni di volontariato che accederanno al contributo e la più ampia acquisizione di altre tipologie di attrezzare utili alle attività di protezione civili. Su espressa richiesta della Rappresentanza, è stata inoltre introdotta una priorità a favore delle associazioni mai finanziate prima per l’acquisto di mezzi, attrezzature ed equipaggiamenti o che non ne abbiano beneficiato di recente.

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La notte scorsa i carabinieri della stazione di Pirri, dipendente della compagnia CC di Cagliari, hanno arrestato un uomo di origine nigeriana, classe 1984, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività è stata avviata dai carabinieri di Pirri su indicazione della moglie del pregiudicato che ha denunciato il marito convivente per il ritrovamento in casa di due dosi di eroina per un totale di circa 20 grammi. I carabinieri intervenuti presso l’abitazione subito dopo la denuncia della signora, hanno sottoposto l’uomo a perquisizione personale domiciliare rimanendo nella sua disponibilità ulteriori quattro confezioni di eroina, circa 400 € in contanti, nonché diverso materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, con molta probabilità destinata alla vendita al dettaglio.

I carabinieri hanno proceduto immediatamente all’arresto dell’uomo, che è stato tradotto presso le camere di sicurezza del comando provinciale, ed al contestuale sequestro di quanto ritrovato.

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Questo pomeriggio i carabinieri della stazione di Iglesias hanno arrestato P.M., classe ‘93, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e stupefacenti, con l’accusa di lesioni gravissime e maltrattamenti in famiglia; le indagini dei militari hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere un ordine di esecuzione di misura cautelare per i fatti avvenuti una settimana prima.

Lo scorso 18 maggio la mamma dell’arrestato aveva contattato il 118, chiedendo di essere soccorsa per delle gravi lesioni subite, senta tuttavia specificarne la natura; quando il personale del CTO di Iglesias è intervenuto nell’abitazione in zona Serra Perdosa, ha trovato P.M. ad attenderli, lo stesso ha vietato loro di entrare in casa e prestare le cure alla richiedente. A quel punto, sono stati contattati i carabinieri della stazione di Iglesias che sono riusciti a far soccorrere la donna e porre in essere le prime indagini: la donna, fortemente depressa, dolorante e con un occhio livido, ha riferito che a picchiarla fosse stato proprio il figlio nella giornata precedente. La vittima è stata poi costretta al ricovero con 40 giorni di prognosi per le lesioni subite, mentre gli accertamenti dei militari sono andate avanti, facendo emergere dettagli sempre più significativi.

Il 25enne ormai da tempo maltrattava la madre che non aveva mai avuto il coraggio di denunciare proprio per paura di aggressioni anche più violente; di più, anche la sorella dell’arrestato in una occasione, mentre era incinta, è stata aggredita fisicamente. Il deferimento, poi avvalorato dalle indagini dei militari, hanno portato al provvedimento odierno: P.M. è stato accompagnato in carcere ad Uta, al fine di evitare che lo stesso reiteri le proprie condotte violente nei confronti dei familiari.

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Un fucile doppietta TFC Flobert, cal. 9, provento di furto è un machete marca Ausonia stainless steel della lunghezza di cm 50, di cui 33 di lama. Questo è quanto è stato rinvenuto e sequestrato questa mattina dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Carbonia che ha portato all’arresto di G.M., 46enne originario di Iglesias. A seguito di mirata attività info-investigativa i carabinieri questa mattina hanno eseguito una perquisizione a casa dell’uomo, al termine della quale hanno hanno rinvenuto le citate armi occultate in un piccolo intercapedine ricavato nel sottotetto. In particolare, dagli immediati accertamenti è emerso che il fucile era stato asportato a seguito di furto in abitazione, denunciato a dicembre 2015. Il 46enne, al termine delle formalità di rito, dunque, è stato arrestato per detenzione illegale di armi e ricettazione. Continuano le indagini da parte dei carabinieri per stabilire l’eventuale utilizzo del fucile per fini illeciti.

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Il sindaco di Carbonia Paola Massidda, l’assessore adell’Ambiente Gian Luca Lai e l’assessore del Turismo Sabrina Sabiu rappresentano l’Amministrazione comunale di Carbonia, a Sassari, nella seconda tappa del Road Show organizzato dall’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Un evento incentrato sul ruolo svolto dalle città medie, il cui potenziale è decisivo per lo sviluppo del Sistema Italia.
L’incontro pubblico è stato promosso dall’ANCI, al fine di conoscere, valorizzare e promuovere lo sviluppo sostenibile e l’eccellenza dei territori. Il focus dell’attenzione si catalizza su un tema cardine come la gestione dei servizi energetici locali.
Al Road Show partecipano le città di Carbonia, Arezzo, Bolzano, Campobasso, Cosenza, Foggia, Latina, Olbia, Oristano, Nuoro, Parma, Sassari e Tempio Pausania.
Un’occasione utile per condividere conoscenze, esperienze e best practices nella gestione politico-amministrativa degli Enti locali.

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, sollecita un intervento per la messa in sicurezza della rete stradale del Sulcis Iglesiente. 

In una nota, Gianluigi Rubiu evidenzia come la segnaletica ai bordi della carreggiata della strada statale che da San Giovanni Suergiu porta a Giba e Masainas sia nascosta dalle erbacce ed i limiti delle strade siano invasi di sterpaglie alte un metro. Situazione analoga sulla strada che da Villamassargia conduce verso Iglesias, con la periferia della città che si riempie di gramigna, aumentando i pericoli per gli automobilisti ed i centauri. Percorrendo il collegamento da Carbonia a Portoscuso, le insidie aumentano con il passare dei giorni e la vegetazione si espande incontrollata. Sicurezza a rischio, dunque, lungo le strade provinciali del Sulcis Iglesiente. Erbacce che si aggiungono alle trappole dovute da voragini e buche lungo i percorsi.

«E’ una situazione davvero critica – denuncia Gianluigi Rubiu -. E’ indiscutibile che questa è una stagione particolare con piogge abbondanti e ancora frequenti ma non si può arrivare a maggio in questo stato di degrado. Con un abbandono senza precedenti della rete stradale che si allunga sul territorio. Non immaginiamo cosa potrebbe accadere con le alte temperature, visto il pericolo che le erbacce possano diventare un’esca per gli incendi. Di sicuro, le sforbiciate delle risorse hanno provocato la scarsa manutenzione delle infrastrutture. Auspichiamo un intervento della Regione – conclude Gianluigi Rubiu – per supportare gli interventi degli enti locali atti a mettere in sicurezza le strade del Sulcis Iglesiente.» 

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Mercoledì 23 maggio, il Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna e le comunità minerarie di Guspini ed Arbus, hanno recuperato, grazie all’intervento dell’assessora dell’Industria e della Società Igea, la Galleria Anglo Sarda a Montevecchio.

Galleria storica, tra le prime aperte lungo il filone minerario del Guspinese – Arburese, deve il suo nome allo sfruttamento  affidato dalla “Montevecchio” alla compagnia “La Piemontese – Compagnia Reale Anglosarda” con l’obbiettivo di accelerare i lavori ed aumentare il profitto.

L’avvio del cantiere è datato 1852 a levante del filone Sant’Antonio, intersecando concentrazioni eccezionali di galena. L’Anglo Sarda per questa sua caratteristica venne usata come location per l’accoglienza del Principe Tomaso di Savoia, giunto nel 1877 a Montevecchio, per inaugurare  la nuova laveria che ancora oggi porta il suo nome. Le cronache dell’epoca riportano dell’allestimento di un sontuoso pranzo in suo onore entro la Anglo Sarda, presso un gradino sfavillante di galena argentifera.

Di quella sontuosità mineraria oggi rimangono poco più di frammenti di filone che si possono ancora scoprire fra le concrezioni  minerali, con aggregati cristallini che passano dal giallo paglierino, al rosso bruno, sino  al verde azzurro. Interessanti risultano tutte le tecniche di armature della galleria ancora presenti in legno di castagno, ma si trovano anche quelle più recenti con le centine in acciaio. Lungo il percorso si può osservare il fornello di areazione, il fornello di riempimento e di scarico. Sono ancora visibili i così detti “traverso banco”, le gallerie di coltivazione che raggiungevano  il filone minerario disteso verticalmente, con una inclinazione di 30° .

Il percorso di visita raggiunge anche la canna del Pozzo Sant’Antonio, a meno 25, che in superficie è sormontata dalla splendida  struttura mineraria che racchiude il castello del pozzo, con le sue splendide ed ampie finestre lignee di richiamo gotico e la merlatura di richiamo medioevale.

Oggi certamente non riecheggiano più il frastuono dei locomotori, alcuni ancora in situ, o le perforatrici di varia natura e dimensioni, spesso portate a spalle da uomini grondanti di polveroso sudore. La più simpatica e maneggevole la chiamavano amorevolmente “Sa Pisitedda”, “La Gattina”. Possiamo solo immaginare il duro lavoro entro quegli spazi quasi a misura d’uomo, senza  il  consumo di altra roccia che non fosse necessaria per strappare le vene d’argento dalle viscere della terra. Bisogna attraversare la galleria in silenzio, pensando alle centinaia di uomini che vi hanno speso la vita, in particolare quando le perforatrici lavoravano a secco e la meccanizzazione non aveva fatto ancora capolino in miniera. La fatica delle braccia era l’unica forza e per bucare la montagna si faceva ricorso all’esplosivo, mentre le gallerie diventavano canne di fucile dalle quali bisognava proteggersi, in angoli appositi o in bracci di altre gallerie che non fossero sulla verticale, dove la forza esplosiva della volata rigurgitava detriti e forza d’urto.

Un mondo sotterraneo fatto di pericolo e di sudore, ma anche di solidarietà e di conquiste sociali che meritano d’essere conosciute, perché la storia di quegli antri non può esser disgiunta dalla storia degli uomini, donne e bambini che vi hanno operato, dentro e fuori la miniera.

Il Presidente

Prof. Tarcisio Agus

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Entra nel vivo a Carloforte, il Girotonno, la sedicesima edizione della rassegna dedicata dedicata alla valorizzazione dell’antica cultura di tonni e tonnare che si tiene a Carloforte, sull’isola di San Pietro, dal 24 al 27 maggio. Quattro giorni tra degustazioni, musica, cultura e grandi sfide di cucina tra chef di otto paesi: Argentina, Francia, Giappone, Inghilterra, Italia, Russia e, novità assoluta, Lituania e Stati Uniti. Una kermesse internazionale che coinvolge gastronomi, chef di fama internazionale esperti di cucina di tonno, giornalisti ed esperti della gastronomia mediterranea, candidando Carloforte “Capitale del tonno di qualità”, ossia il “tonno da corsa” che viene pescato nella tonnara di San Pietro proprio nei giorni della manifestazione.

«Oggi Carloforte è la capitale del Mediterraneo. Il tonno nella nostra comunità è cultura, arte e gastronomia. Ma soprattutto rappresenta una parte importante, fondamentale della nostra vita. Ogni anno il Girotonno – ha dichiarato il sindaco Salvatore Puggioni ieri sera sul palco in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’importante kermesse internazionale – si rinnova. Un esempio ne sono i concerti gratuiti in banchina ed una riqualificazione delle degustazioni con il confronto nella banchina Mamma Mahon tra la cucina sarda e quella giapponese e gli chef degli otto paesi in gara, tra cui gli esordienti Lituania e Stati Uniti, che allargano ed arricchiscono il confronto tra diverse culture. Un grazie personale va agli studenti dell’istituto alberghiero Galileo Ferraris di Iglesias, alle associazioni di volontariato che a vario titolo vigilano sulla nostra sicurezza e a tutti coloro che, in silenzio e dietro le quinte, hanno lavorato e lavorano per la riuscita di questa grande manifestazione.»

Nella sfida di ieri gli esordienti chef degli Stati Uniti, Michael Filosa ed Elio Genualdo, hanno avuto la meglio sul Giappone, rappresentato dallo chef Masaki Okada, detentore del titolo 2017. Mentre la gara tra l’Italia, con gli chef sardi Salvatore Camedda e Fabio Vacca, e l’Argentina degli chef Leandro De Seta e Fabrizio Cosso, ha visto primeggiare questi ultimi.

Questo pomeriggio (venerdì 25 maggio) si assisterà alle 17.30 al doppio confronto tra Inghilterra e Lituania, in gara rispettivamente con gli chef Aaron John Billington e Charles Pearce e gli chef Tadas Gailiunas e Arturas Samavicius. Alle 19.30, toccherà invece a Francia e Russia con gli chef Cyril Schambert e lo chef Eugenii Ivanov.

Accederanno alla finalissima di domani (sabato 26 maggio), in programma alle 13.30, i tre paesi che avranno ottenuto il punteggio più alto nelle manche di qualificazione.

Tre i premi in palio: il Premio per il miglior piatto 2018 (assegnato insieme alla giuria popolare) e altri due assegnati dalla giuria tecnica: il Premio miglior presentazione e il Premio originalità.

Durante la rassegna, organizzata dal Comune di Carloforte in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Feedback di Palermo, e con il patrocinio di Sardegna Turismo, della Regione Sardegna, si rinnova l’antico rito della pesca del Tonno rosso – bluefin (Thonnus Thynnus).

Per la prima volta nella storia del Girotonno sono 8 i paesi partecipanti all’International Tuna Competition. Alla gara gastronomica internazionale prendono parte il Giappone, campione in carica, con il maestro del sushi Masaki Okada; i debuttanti Stati Uniti con gli chef Michael Filosa ed Elio Genualdo; l’Argentina, rappresentata dagli chef Leandro De Seta e Fabrizio Cosso; l’Italia con gli chef sardi Salvatore Camedda e Fabio Vacca; l’Inghilterra, con Aaron John Billington e Charles Pearce, la Lituania con gli chef Tadas Gailiunas e Arturas Samavicius, la Francia con lo chef Cyril Schambert e la Russia con lo chef Ivanov Eugenii. La grande manche finale del Tuna Competition si svolgerà sabato 26 maggio alle ore 13.30, sempre sul palco in corso Battellieri. Sul palco, a condurre le sfide tra gli chef, lo chef e attore Andy Luotto e l’artista e conduttrice televisiva Ambra Pintore.

Gli chef presenteranno piatti di tonno cotto e crudo, giudicati da una giuria di esperti presieduta da Enzo Vizzari, direttore e curatore dal 2001 delle guide dell’Espresso “I Ristoranti d’Italia” e “I Vini d’Italia”. Fanno parte del panel di esperti Fiammetta Fadda, gastropenna del settimanale Panorama e contributing editor in Condé Nast per il mensile La Cucina Italiana, Lorenza Fumelli che dirige il magazine online Agrodolce.it , tra le maggiori riviste food italiane; Andrea Cuomo, inviato del quotidiano “Il Giornale”, per cui lavora da 22 anni, curando rubriche di gastronomia e vino; Emanuele Scarci che scrive su Food 24-Il Sole 24 Ore e sul mensile Food sui temi della qualità del cibo italiano, su trend, consumi e regole europee; Saulius Pačekajus, di origini lituane, ha partecipato come giurato a diverse competizioni nazionali, tra cui la Beefeater MIXLDN 2017 Cocktail Competition e il Best Wine & Dessert Pairing Championship 2017; Roberta Schira è giornalista e autrice di 13 libri sul tema della cucina e della critica gastronomica e Marzia Roncacci, giornalista del Tg2 e conduttrice della trasmissione “Lavori in corso” su Rai2.

I visitatori del Girotonno hanno la possibilità di assaggiare tutti i piatti in gara partecipando come giurati popolari. Basta acquistare il biglietto di partecipazione alle manche del Tuna Competition (15 euro le semifinali, 20 la finale) per avere diritto ad un posto in platea, assistere alla gara internazionale di tonno e degustare le ricette dei paesi in gara, in abbinamento a vini sardi.

Tra le novità di questa edizione anche la presenza, a Carloforte, di grandi chef stellati che si esibiranno dal vivo in occasione dei cooking show proponendo le loro migliori ricette che saranno poi degustate dal pubblico in platea. Dopo Giorgione, protagonista della serie televisiva sul canale satellitare dal titolo “Giorgione, Orto e Cucina” che ha fatto assaggiare ai visitatori del Girotonno la sua calamarata con tonno alla romana, volta per volta si avvicenderanno sul palco grandi protagonisti della cucina italiana e internazionale come Andrea Aprea, due stelle Michelin, del ristorante Vun dell’hotel Park Hyatt a Milano che presenterà la ricetta “Tonno rosso: pizzaiola disidratata” ed Andrea Berton, una stella Michelin, dell’omonimo ristorante a Milano che preparerà una ventresca di tonno con lattuga arrostita, crema di mandorle e oliva liquida. Lo chef bistellato Matteo Metullio, il più giovane chef italiano ad avere conquistato la stella Michelin, del ristorante La Siriola di San Cassiano (Bolzano) sulle Dolomiti si esibirà insieme al suo sous chef Davide De Pra e allo chef Achille Pinna di Sant’Antioco dando vita ad una “Variazione di tonno a 6 mani”.

E ancora sul palco di Carloforte ci sarà il carlofortino Luigi Pomata, uno dei migliori chef sardi e maestro nella cucina del tonno e lo chef e attore italo-americano Andy Luotto preparerà un arrosto di tonno con patate. Tra i protagonisti anche due carlofortini, Secondo Borghero, del ristorante Tonno di Corsa, che presenterà al pubblico la sua ricetta di trippa di tonno e il maestro gelatiere Lorenzo Ingenuo che firmerà una sua specialità dal titolo, “Rais: gelato crema al tonno”, un gelato gastronomico che si sposa anche con le ricette salate. Infine, un momento sarà dedicato alla cucina giapponese, con il maestro Haruo Ichikawa e lo chef Lorenzo Lavezzari, i vincitori dell’ultima edizione dell’evento che presenteranno il Tekka Don: chirashi sushi, una ciotola di riso con 3 tagli di tonno condito con sesamo wasabi e zenzero. A condurre tutti gli appuntamenti sul palco saranno Ambra Pintore, uno dei volti più noti della televisione sarda Videolina ed Andy Luotto.

L’Expo village, sul lungomare e lungo le stradine del centro storico di Carloforte (Banchina Mamma Mahon, corso Cavour) offre ai visitatori la possibilità di fare shopping, ogni giorno fino a mezzanotte, tra le specialità agroalimentari locali e i prodotti dell’artigianato sardo.

Ancora novità sulla banchina Mamma Mahon, sede delle degustazioni di tonno rivolte a tutti i visitatori della rassegna. Oltre alle ricette della tradizione sarda, quest’anno si potranno assaggiare anche le ricette della gastronomia giapponese, che da sempre apprezza il tonno rosso, il thunnus thinnus, uno degli ingredienti fondamentali della cucina del Sol Levante. Due i punti di degustazione che interpreteranno al meglio i sapori del grande corridore dei mari: I sapori di Sardegna, con piatti proposti dallo chef Carlo Biggio della Mamma Fina Osteria moderna di Cagliari e La cucina giapponese che vede all’opera il maestro Haruo Ichikawa e lo chef Lorenzo Lavezzari con ricette tipiche del Sol levante tra cui il Shimabara maguro somen, piatto vincitore dell’ultima edizione del Girotonno.

Tra le novità di quest’anno anche il Tuna wine bar. In piazza Carlo Emanuele III si potranno degustare i migliori vini sardi in abbinamento a specialità dell’isola. Il costo del biglietto è di 8 euro e dà diritto a due degustazioni, un porta calice e un bicchiere. Il wine bar è aperto dalle ore 12.00 alle 15.00 e dalle ore 19.00 alle 23.30. Ogni giorno l’happy hour con specialità della gastronomia sarda.

I visitatori del Girotonno avranno la possibilità di conoscere le bellezze dell’isola di San Pietro attraverso diversi itinerari di trekking, in mezzo alla natura e tra i vicoli di Carloforte.

Anche quest’anno torna all’interno del Girotonno il Girobuskers International, la rassegna internazionale di arte di strada con acrobati, giocolieri e artisti provenienti da tutto il mondo. Il programma e la direzione artistica delle esibizioni sono affidati all’associazione Botti Du Schoggiu di Carloforte, all’Ufficio Incredibile di Parma e al Teatro del Sottosuolo di Carbonia.

Al tramonto del sole spettacoli, musica e concerti gratuiti sul palco allestito in corso Battellieri. Questa sera, venerdì 26 maggio, dopo i “Banditi e Campioni”, saliranno sul palco due star della musica dance: Prezioso e Fargetta che si “sfideranno” a colpi di consolle. Domani, sabato 26 maggio, l’appuntamento più atteso, quello con “il diablo”, Piero Pelù, storico frontman dei Litfiba alla prima tappa del suo Warm Up Tour. Ad accompagnarlo sul palco i Bandidos (Giacomo Castellano alla chitarra, Luca Martelli alla batteria e a i cori e Ciccio Licausi al basso). Chiuderà il concerto di Pelù la band dall’anima sarda GolaSeca. Domenica 27 maggio, infine, saranno protagonisti band e musicisti locali.

Da oggi (venerdì 25) a domenica 27 maggio la compagna di navigazione Delcomar, in occasione del Girotonno, applicherà una tariffa unica promozionale a passeggero sulle tratte Portovesme-Carloforte e Calasetta-Carloforte (andata e ritorno): 8,50 euro andata e ritorno passeggero comprensivo del contributo di sbarco di 1,5 euro. Le corse in partenza da Calasetta e Portovesme per Carloforte, e viceversa, saranno potenziate secondo gli orari che sono consultabili sul sito www.delcomar.it .

 

 

75289562 – padua padova, pd, italy – march 29, 2017: piero pel√π the vocalist of litfiba an italian rock band on the stage during the live concert at padua in italy

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Via tutte le piccole imbarcazioni che, senza alcun motivo, stazionano a terra in area demaniale, in prossimità del mare, precisamente nella zona del Lungomare Cristoforo Colombo e Silvio Olla.

Lo prevede un’ordinanza firmata oggi dal sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci.

A tutt’oggi se ne contano diciassette, alcune delle quali risultano abbandonate: si tratta in gran parte di veri e propri rottami con tavole rotte e chiodi in evidenza che costituiscono un pericolo per l’incolumità pubblica, oltre che un ricettacolo per rifiuti di ogni genere.

Con l’ordinanza n° 21 del 21/05/2018, il Sindaco ordina ai proprietari o ai possessori delle imbarcazioni in questione, di rimuoverle entro otto giorni dalla notifica della stessa ordinanza. Nell’ipotesi in cui, senza un giustificato motivo, le imbarcazioni non venissero rimosse, le operazioni saranno a cura del comune di Sant’Antioco, che addebiterà le spese a proprietari o possessori. La mancata rimozione entro i termini comporterà anche l’irrogazione delle sanzioni derivanti dalle norme vigenti.

«Questo provvedimento è stato concordato con le Forze dell’ordine locali – sottolinea il sindaco Ignazio Locci – dalla Capitaneria di Porto al Comando di Polizia Municipale, dal Corpo Forestale alla Guardia di Finanza. Non possiamo continuare a tollerare questa situazione di degrado: i nostri Uffici ripuliscono costantemente le aree dalle piccole discariche che si creano proprio in prossimità delle barche abbandonate. Auspichiamo – conclude Ignazio Locci – che i proprietari delle imbarcazioni si adoperino nell’immediato.»