8 July, 2026

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Il presidente del Consiglio comunale di Carbonia Daniela Marras ha convocato l’assemblea cittadina per martedì 29 maggio 2018, alle ore 19.00, con i seguenti punti all’ordine del giorno:

1. Comunicazioni del Sindaco;
2. Interrogazioni, interpellanze, mozioni;
3. Approvazione dello schema di rendiconto della Gestione per l’esercizio 2017 ai sensi dell’art. 227 del D.LGS 267/2000;
4. Approvazione nuovo Statuto dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna (EGAS).

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Si parte con i cantieri di LavoRas, la parte che muove 45 dei 128 milioni complessivi messi in campo con il piano per il lavoro voluto dalla Giunta e approvato dal Consiglio attraverso la Finanziaria. Questa mattina, nella sala Lussu di Villa Devoto, il presidente della Regione Francesco Pigliaru con gli assessori della Programmazione Raffaele Paci e degli Enti locali Cristiano Erriu, ha firmato con il presidente dell’Anci Emiliano Deiana, i rappresentanti di Aiccre e Asel Carla Medau ed Antonello Atzeni e con il Cal, l’accordo quadro che dà il via a tutta la procedura. Nelle prossime ore Insar pubblicherà l’avviso: i Comuni possono immediatamente presentare il progetto che sarà valutato da Insar. Una volta approvato, verrà fatta la selezione dei disoccupati dalle liste comunali e a quel punto si potrà materialmente aprire il cantiere. Una procedura che, per obblighi di legge, ha delle scadenze in ogni sua fase fissate fra i 30 e i 45 giorni, ma che può essere chiusa nel giro di pochissimi giorni se le domande saranno presentate tempestivamente dai Comuni. Attraverso i cantieri, i Sardi occupati saranno circa 3.500. I rappresentanti degli Enti locali hanno espresso forte apprezzamento per LavoRas, sottolineando la correttezza dell’impostazione e la condivisione del percorso, che dà fiducia e risponde alle aspettativa dei Comuni.
I 45 milioni destinati ai cantieri di LavoRas sono di provenienza Fsc e Fse. Un primo anticipo, pari al 30% dell’importo complessivo, sarà erogato dalla Regione al momento della firma della convenzione di approvazione del progetto fra Comune interessato, Aspal e Insar. Una seconda quota, il 50%, verrà stanziata all’apertura di cantieri (dunque al momento dell’assunzione dei disoccupati), il restante 20% a saldo dopo la rendicontazione finale. Sei le tipologie di cantieri previste: ambiente, compresi i litorali e le aree umide, e dissesto idrogeologico; beni culturali e archeologici; edilizia; reti idriche; valorizzazione attrattori culturali; patrimonio pubblico ed efficientamento delle procedure comunali.
Con LavoRas, che oltre ai cantieri contiene la parte dei bonus occupazionali, la Giunta conta di ridurre il tasso di disoccupazione di circa un punto percentuale, a condizioni stabili, e di dare lavoro complessivamente a oltre diecimila persone. Oltre ai 128 milioni per il 2018, il Piano stanzia 70 milioni ciascuno per il 2019 e il 2020, soldi e politiche che faranno aumentare ulteriormente il numero degli occupati.

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«E’ stato compiuto un passo decisivo. Aver posto le basi per scongiurare la fermata della Portovesme Srl si traduce in una nuova partenza per lo stabilimento.»

Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu manifesta un cauto ottimismo sulla realizzazione del decimo argine della discarica di Genna Luas.

«Il via libera della Regione lascia intravedere nuovi spiragli per il proseguo dell’attività della fabbrica ma, sopratutto, per il grande valore economico ed occupazionale con ricadute positive per tutto il Sulcis Iglesiente. Senza la costruzione di un sito in cui conferire i residui di lavorazione sarebbe stata certa, infatti, la fermata straordinaria del polo metallurgico sardo del piombo e dello zinco – conclude Gianluigi Rubiu -, con effetti devastanti per i lavoratori dell’area.»

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E’ durissima la reazione dell’Amministratore Unico di Abbanoa alla mozione sulle gravi criticità del servizio idrico integrato presentata oggi in Consiglio regionale da Alessandra Zedda (Forza Italia) e sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza e da alcuni consiglieri di maggioranza.

«Siamo in presenza di dichiarazioni gravi che niente hanno a che vedere con la naturale polemica politica che ogni Opposizione fa al proprio Governo regionale – ha detto Alessandro Ramazzotti -. Si dà un’immagine distorta di Abbanoa estranea alla realtà, con affermazioni false e calunniose di cui ci riserviamo di valutare il profilo di legittimità a tutela del buon nome dell’azienda

I partiti di opposizione firmatari della mozione illustrata in Consiglio Regionale – si legge nella nota di Abbanoa – descrivono la situazione difficile della società prima del 2012, dimenticando che quando loro erano in maggioranza elaboravano e discutevano la possibilità di privatizzare il servizio idrico integrato dopo aver fatto di tutto per minare la stabilità economica del Gestore. In quel quadro e in quella prospettiva di svendita della prima società industriale della Sardegna, la politica ha generato colposamente ritardi e omissioni di atti obbligatori come ad esempio la capitalizzazione di prima dotazione della società costituita nel 2006 e mai capitalizzata; la revisione del Piano d’ambito redatto nel 2002 e mai revisionato; la revisione tariffaria prevista nel 2006 e mai attuata. Tutti fatti gravissimi che avevano determinato un grave stato di crisi del servizio. Le omissioni dal 2009 al 2012, precedute sin dal 2002 dalle omissioni del Piano d’Ambito del Commissario Governativo per l’emergenza idrica Pili, hanno determinato il ricorso alla regolazione tariffaria dei cosiddetti conguagli partite pregresse, disposti da norma nazionale e correttamente applicati da EGAS nel 2013.

Quel periodo di mancati atti di regolazione e quel disegno di svendita della società culminato in ipotesi di cessione ai privati, è stato cancellato grazie al lavoro dei Comuni, della Regione, degli operatori di Abbanoa e delle organizzazioni sindacali.

Oggi i numeri Abbanoa sono questi:

• Fatturato 2017: 315 milioni di euro

• Incassi 2017: 330 milioni di euro

• Letture certificate: da ZERO nel 2006 a 2.051.476 Nel 2016

• Fatture a saldo: da ZERO nel 2006 a 2.243.460 nel 2016

• Margine operativo lordo: da una perdita di 66,5 milioni di euro nel 2002 a un attivo di 87 milioni di euro del 2016

• Utile di esercizio 2016: € 8.619.840

• Debito verso banche: da 106,63 milioni di euro nel 2012 a 69,04 milioni nel 2016

• Debito verso fornitori: da 283,77 milioni di euro nel 2012 a 145,87 milioni nel 2016.

 «Questa è Abbanoa, un’azienda che investe (200 milioni solo negli ultimi mesi), che ha un buon rapporto con i fornitori, regolarmente pagati, e con il sistema creditizio, tanto è vero che è oggetto di interesse anche della Finanza internazionale per prestiti collegati agli investimenti. Abbanoa è anche la prima impresa della Sardegna per occupazione, con bilanci in attivo certificati da autorevoli società di revisione contabile. Svolge un servizio diffuso e capillare in tutta la Sardegna – aggiunge l’Amministratore Unico di Abbanoa – prendendosi cura di reti e impianti spesso sgangherati e obsoleti ereditati dalle gestioni precedenti, ed è un presidio fondamentale a tutela della qualità del servizio e dell’ambiente, con costi assolutamente efficienti

«Voglio ricordare che per una famiglia di quattro persone che ha un costo della bolletta elettrica di 534 euro, il costo del servizio idrico (acqua potabile, fogna e depurazione) è di 280 euro l’anno. La novità è che le bollette le devono pagare tutti, anche quelli che in passato, per distrazione o per amicizia con qualcuno, si ritenevano esentati. Abbanoa – conclude Alessandro Ramazzotti – aiuta la Sardegna perché applica regole uguali per tutti nelle assunzioni, negli appalti, negli incarichi professionali e negli acquisti, superando vecchie logiche locali, dettate da particolarismi e interessi elettorali, che hanno caratterizzato altre stagioni e che trovano strascichi anche nella polemica di oggi.»

Abbanoa, infine, invita i firmatari ad attenersi, nelle loro dichiarazioni, non alle boutade da propaganda pre elettorale, ma ai dati certificati dai periti, dalla società di auditing KPMG, dalla società internazionale di revisione BDO, dagli organi di controllo compresi i periti della Procura di Cagliari. La tutela degli interessi societari e del patrimonio pubblico impone infatti a tutti, in particolare a chi rappresenta le Istituzioni regionali, comportamenti adeguati.

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E’ stata aperta oggi ai visitatori e ai turisti, la Galleria Anglosarda, nell’ex miniera di Montevecchio. Al taglio del nastro erano presenti l’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras; il presidente del Parco Geominerario, Tarcisio Agus; l’amministratore unico di IGEA, Michele Caria; i sindaci di Guspini, Arbus e San Gavino e i consiglieri regionali Rossella Pinna, Alessandro Collu e Gianni Lampis.

Ristrutturata e messa in sicurezza in seguito ai lavori svolti da IGEA, cui spetta la manutenzione delle miniere sarde, la storica Galleria entra nell’elenco dei siti minerari resi fruibili a nuovi utilizzi grazie ai recenti interventi dell’Assessorato dell’Industria. Si tratta del terzo sito che viene riaperto ai visitatori negli ultimi due anni, dopo Porto Flavia e Galleria Henry.

La gestione unitaria dei siti (Regione-Igea-Comuni-Parco) ha già portato a notevoli risultati in termini di presenze turistiche nel 2017 e nei primi mesi del 2018. A Buggerru, la Galleria Henry è stata visitata da oltre 14.500 persone nel 2017 e da un migliaio di persone nei primi tre mesi di quest’anno. Superano invece le 30mila presenze, nel 2017, le bellezze di Porto Flavia, mentre sono quasi 6mila i visitatori nei primi 4 mesi del 2018. Cifre consistenti anche a Montevecchio, versante di Guspini, dove lo scorso anno si sono contate oltre 10mila presenze. Tarcisio Agus, presidente del Parco Geominerario, l’ente che ha in campo la gestione della Galleria Anglosarda, ha annunciato novità importanti per i prossimi mesi. L’obiettivo è mettere a regime la rete dei siti minerari e naturali e consentire una fruibilità turistica ad ampio raggio, dalle ex miniere ai musei dislocati nei diversi territori, passando per alcune delle più importanti aree naturalistiche della Sardegna. A giugno partirà un programma di attività promozionali e in previsione c’è anche l’attivazione di un Centro unico per le prenotazioni. Non meno importante, in questi mesi, è stato il lavoro di IGEA che, nel caso della Anglo Sarda, ha consentito di liberare dalle macerie il tratto di Galleria ora visitabile agevolandone il ripristino prima della stagione estiva.

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Un sistema di approvvigionamento energetico totalmente integrato con un ambiente naturale tra i più belli al mondo. “Tavolara 2020, Isola a impatto zero” è già un modello da studiare, che viaggia lungo un strada di equilibrio possibile tra l’energia derivante dal fotovoltaico e il progetto futuro di micro eolico. Nella giornata di oggi l’ente gestore dell’Area Marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo ha presentato ai partner del progetto ISos-Isole sostenibili uno dei fiori all’occhiello della sostenibilità, con un investimento sulle energie rinnovabili attraverso la realizzazione di una centrale fotovoltaica in grado di coprire parte del fabbisogno della comunità presente sull’isola. A questa si accompagna il progetto per un impianto micro eolico, con una capacità di produzione più costante rispetto al fotovoltaico, che consentirà di accumulare energia anche nelle ore notturne. Una delle pietre più preziose nella collana di eccellenze che l’Amp può vantare e mettere in mostra davanti ai responsabili dell’associazione Smilo che, all’interno del progetto internazionale Isos – Isole Sostenibili, si propone di creare un marchio riconosciuto a livello internazionale denominato “Isola a impatto zero”. Tavolara è il sito pilota dove vengono testate le procedure di certificazione. I punti di forza e le criticità dell’isola sono stati individuati secondo quattro categorie: la gestione della risorsa idrica, la produzione e il consumo di energia, lo smaltimento dei rifiuti e la tutela della biodiversità. «Tavolara è stata scelta come uno degli esempi migliori tra le piccole isole, capace di avere un approccio innovativo per l’impatto zero. Il compito di Smilo è valutare queste caratteristiche – spiega Fabrice Bernard, delegato internazionale della Conservatoire du littoral francese, partner privilegiato dell’Area Marina protetta di Tavolara -. Augusto Navone ha creato un ottimo network a livello ambientale, molto dinamico. Credo Tavolara abbia ottime possibilità di ottenere il marchio internazionale, è un’isola che è gestita secondo target molto alti».

Aspetti energetici che si conciliano con il concetto di tutela della biodiversità, in una declinazione ideale di Isola a impatto zero. «Il parternariato del progetto Isos ci permette di individuare un percorso di medio e lungo periodo che dimostra la visione dell’ente gestore dell’Amp nell’ottica della candidatura di Tavolara come Isola a impatto zero 2020 – spiega Augusto Navone, direttore del Consorzio di gestione dell’Area Marina protetta di Tavolara -Punta Coda Cavallo -. Qui presentiamo un programma energetico concreto, con l’ottimizzazione della centrale fotovoltaica esistente integrandola con un impianto eolico. Dalla sua istituzione nel 2004, l’ente gestore dell’Amp ha mostrato coerenza nel portare avanti i suoi progetti a impatto zero». I moduli fotovoltaici sono collegati attraverso sette pannelli, che nel 2016 hanno prodotto 112mila kw/h, risparmiando per garantire energia all’isola l’uso di 20 mila litri di gasolio. Il principio di tutela dell’ambiente attraverso l’uso delle energie rinnovabili che è stigma ideale nel concetto di sostenibilità ed impatto zero. Nel solo ultimo mese di maggio si è calcolato che si sia evitato di riversare nell’ambiente 3,5 tonnellate di anidride carbonica.

Domani, giovedì 24 maggio, secondo appuntamento con i laboratori di Isos. A partire dalle 9,30 e per tutto il giorno, nella sede dell’Amp di Tavolara, la “Casa delle farfalle di mare” a Porto San Paolo, i partner del progetto si confronteranno sulla politica di gestione della risorsa idrica. Contestualmente a Olbia, alle 9.00, un gruppo di alunni del liceo classico “Gramsci” incontrerà i membri della goletta Patriar’ch per avviare un gemellaggio all’insegna della protezione dell’ambiente. Venerdì 25 maggio, giornata conclusiva dell’evento, si svolgerà una escursione sull’isola di Molara, con tutti i protagonisti delle iniziative della settimana dedicata alla sostenibilità.

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Cielo nuvoloso
L’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano ha parlato di clima e misure di adattamento nel contesto insulare, oggi a Bruxelles, nel suo intervento alla task force della Crpm, la Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime. La Crpm, rete di cooperazione che coinvolge 160 regioni europee, ha lo scopo di tutelare le esigenze e gli interessi dei territori membri in ragione di potenziali svantaggi dettati dalla loro posizione geografica quali, ad esempio, la distanza dai centri economici e decisionali o la carenza di infrastrutture. Dopo il nuovo appuntamento in Sardegna di venerdì scorso con il Comitato europeo delle Regioni, si torna quindi a confrontarsi con l’Europa su temi centrali per il futuro dell’intero pianeta.
«L’Europa ha ben chiaro il protagonismo dei livelli locali nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, tematiche su cui la Sardegna continua a giocare un ruolo guida evidenziando a ogni occasione la necessità di una cooperazione multilivello per raggiungere l’obiettivo comune: la sfida si vince lavorando assieme», ha spiegato l’assessore Spano nell’incontro dedicato all’analisi degli impatti dei cambiamenti climatici nelle regioni marittime periferiche e al confronto sulle misure per indirizzare la prevenzione dei rischi correlati ai cambiamenti climatici per le zone interne e per le zone costiere.
«La Sardegna è ben consapevole delle proprie vulnerabilità territoriali e stiamo integrando le politiche di adattamento e mitigazione in tutti in settori isolani moltiplicando allo stesso tempo le iniziative per le zone costiere, le aree urbane e il patrimonio forestale – ha proseguito Donatella Spano, citando il grande lavoro svolto sinora partendo dal livello nazionale -. Siamo impegnati come regione coordinatrice del Tavolo sulla Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Anche nella redazione del Piano regionale di adattamento, e con il coordinamento del progetto Life Master Adapt, proponiamo esempi per integrare le politiche e gli strumenti per i settori strategici della nostra economia. Pensiamo anche alla salvaguardia delle nostre coste, che ci vede coinvolti anche all’interno di un importante progetto europeo come Maregot, o al progetto europeo Girepam per la tutela di habitat e ambiti marino-costieri.» L’assessore Spano, infine, ha citato la più recente firma, lo scorso giovedì a Cagliari, della Carta di Bologna sulle azioni per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle coste mediterranee.
Nel pomeriggio, nella sede degli uffici regionali di Bruxelles, ha poi incontrato l’assessore per l’Ambiente, l’agricoltura e la pesca delle Baleari, Vicenç Vidal Matas. Al centro del vertice lo scambio di buone pratiche di economia circolare e gestione dei rifiuti per le comuni problematiche che hanno Sardegna e Baleari, specialmente nei mesi di maggiore afflusso turistico. Si tratta del primo passo di un percorso di cooperazione tra i territori.
Anche in Sardegna proseguono i lavori sul tema del clima. Domani è in programma a Cagliari il quarto workshop del progetto europeo Life Master Adapt. Rivolto ai soli funzionari regionali che si confronteranno sui macro-obiettivi di adattamento da inserire nella pianificazione regionale, per gestire e anticipare i rischi da eventi naturali estremi da qui al 2030.

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Ieri pomeriggio i carabinieri della stazione CC di Assemini, dipendente della compagnia di Cagliari, hanno arrestato un meccanico residente ad Assemini, classe 1954, a seguito di un ordine di custodia cautelare in carcere per il reato di adescamento di minori, tentata violenza sessuale ed atti persecutori commessi dallo stesso intorno ai primi mesi di quest’anno nei confronti di un minore dello stesso luogo. L’arrestato è stato trasferito immediatamente dai carabinieri di Assemini presso la casa circondariale di Uta.

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Si è svolta stamane, a Cagliari, presso la sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (via dei Salinieri), la cerimonia di commemorazione del 10° anniversario della scomparsa dell’appuntato Medaglia d’Oro al Valor Civile Francesco Deias.

La cerimonia, presieduta dal Generale di Divisione Giovanni Truglio (Comandante della Legione Carabinieri Sardegna),  si è svolta alla presenza:

  • della vedova dell’appuntato Deias (sig.ra Roberta Marras) e del figlio Francesco (di anni 10, nato poco tempo dopo la morte del padre, del quale porta il nome);
  • di Autorità Civili e Militari della provincia di Cagliari;
  • di una nutrita rappresentanza di Carabinieri in servizio e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

La circostanza, nel corso della quale è stato ricordato il tragico evento con una breve ricostruzione, è stata resa solenne dalla deposizione di una corona di alloro (benedetta dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Sardegna, padre Mariano Asunis) alla targa di intitolazione della caserma all’appuntato Deias e dalla resa degli onori di un picchetto di giovani Allievi Carabinieri della Scuola di Iglesias schierato in armi.

Da ultimo, ha preso la parola il Generale Truglio che, nel sottolineare il valore del sacrificio dell’appuntato Deias, ha voluto esaltarne generosità, dedizione, altruismo, senso del dovere che rappresentano e che devono costituire esempio, ispirazione e guida dell’agire quotidiano di ogni Carabiniere.

Al particolare momento commemorativo hanno partecipato, come ospiti esterni, anche i compagni di classe del figlio dell’appuntato Deias (4ª classe della Scuola Elementare “Casula Montanaru” di Cagliari)

RICOSTRUZIONE STORICA

«Ricordiamo oggi la figura dell’Appuntato Francesco Deias per l’eroico gesto compiuto nella tarda serata del 23 Maggio 2008 allorquando, in servizio di pattuglia unitamente al Maresciallo Marco Corrias, veniva inviato dalla Centrale Operativa di Dolianova sulla Strada Statale 131 all’altezza di San Sperate dove era avvenuto un incidente stradale.

Giunti sul luogo del sinistro, i militari si rendevano immediatamente conto della gravità della situazione, in quanto un’autovettura si era ribaltata terminando la propria corsa sulla corsia di sorpasso.

Nella circostanza, l’appuntato Deias non esitava a soccorrere la giovane conducente che era rimasta bloccata all’interno del mezzo capovolto e, dopo averla estratta dall’abitacolo, la portava in un luogo sicuro in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, cercando al contempo di tranquillizzarla.

In quel frangente, sopraggiungeva a forte velocità un’autovettura condotta da un uomo sotto l’effetto di sostanze alcoliche, che tamponava violentemente l’autoradio dei Carabinieri e investiva l’appuntato Deias, uccidendolo sul colpo

MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE CONCESSA ALLA MEMORIA DELL’APPUNTATO FRANCESCO DEIAS

«Intervenuto nottetempo, unitamente ad altro militare, su una arteria stradale ad alta densità di traffico ove si era ribaltata un’autovettura, con eccezionale coraggio, cosciente sprezzo del pericolo ed esemplare altruismo, non esitava, nonostante il sopraggiungere di altri veicoli, a soccorrere e trarre in salvo la conducente del mezzo incidentato, rimasta all’interno dell’abitacolo in stato di shock. Nel frangente veniva travolto da un’automobile, condotta ad altissima velocità da un uomo sotto l’effetto di sostanze alcoliche, perdendo tragicamente la vita. Chiaro esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio. San Sperate, 23 maggio 2008.»

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Indirizzare la società verso la cultura del basso impatto ambientale e della produzione ecosostenibile. Per questo motivo, contenendo impieghi e costi energetici, si può soddisfare parte del fabbisogno degli impianti. Abbanoa sta completando il piano di efficientamento di potabilizzatori e depuratori dal punto di vista energetico per ridurre l’approvvigionamento elettrico dalla rete nazionale (prima voce di costo di Abbanoa) con fotovoltaico ed eolico. Il risparmio stimato da questo primo intervento è di circa 500mila euro annui.

Con l’installazione di 2.430 kW di impianti fotovoltaici in 6 depuratori e in 17 potabilizzatori e di 2 torri minieoliche nel potabilizzatore di Simbirizzi e nel depuratore di San Giovanni Suergiu si inverte la dipendenza dalla rete nazionale e si avvia la fase della produzione per autoconsumo. Ad oggi sono stati installati circa 1,5 MW di fotovoltaico e sono in corso le installazioni delle turbine eoliche, una delle quali appena installata a Simbirizzi.

Un nuovo tassello che si aggiunge all’impegno costante sul fronte dell’efficienza energetica. «Abbanoa crede molto nella necessità di qualificare gli investimenti in una logica di medio periodo, anche sensibile ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare – spiega il direttore generale di Abbanoa Sandro Murtas -. Per questo stiamo indirizzando gli investimenti verso soluzioni tecnologiche che assicurino il minor consumo di acqua, energia e reagenti attraverso progetti di automazione e telecontrollo degli impianti in grado di ottimizzare i loro cicli produttivi. L’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili rientra in questo contesto».

Ad oggi, nell’80% dei siti sono in fase di completamento le installazioni (fotovoltaico ed eolico). Gli impianti di potabilizzazione di San Michele (Cagliari), Truncu Reale (Sassari), Agnata (Arzachena), Pedra Majore (Sedini) – i maggiori e più energivori – rappresentano da soli la metà dell’installato.

I lavori termineranno entro l’anno. Rientrano tra gli impianti oggetto di efficientamento energetico orientato al fotovoltaico i depuratori di Nuoro, Stintino, Arborea, Muravera, Curcuris, Sorso e i potabilizzatori di San Michele (Cagliari), Mamoiada, Nuxis, Isili, Sanluri, Silì, Monteleone Rocca Doria, Bessude, Alghero-Monte Agnese, Pattada, Sedini, Sassari, Agnata – Arzachena, Olbia – Colcò, Villagrande Strisaili, Sant’Antonio di Santadi, Villacidro. E’ invece orientata all’eolico parte della produzione di energia utile a soddisfare il fabbisogno del potabilizzatore Simbirizzi (Quartucciu) e del depuratore di San Giovanni Suergiu.

Sempre sul fronte del risparmio di energia, già lo scorso anno erano stati sostituti tutti i corpi illuminanti presenti nei potabilizzatori con corpi ad alta efficienza energetica (Led) per un investimento complessivo di circa un milione.