13 July, 2026

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Venerdì 26 gennaio 2018, a Lisbona, presso la sede della Rete Rurale Portoghese, si sono tenuti due eventi internazionali di presentazione dei progetti di cooperazione del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari.

Gli obiettivi degli incontri sono stati: la costruzione dei partenariati istituzionali internazionali e la definizione delle azioni dei progetti di cooperazione con i GAL francesi, portoghesi e sardi.

Hanno preso parte all’incontro: il GAL Pays Vichy Auverghe, il GAL Pays de Chaumont, il GAL Arde, il GAL Adrepes, il GAL A2S, il GAL Adritem, il GAL Grater, il GAL ATA, il GAL Adrepes, il GAL Adeliacor, il GAL Nuorese Baronia, il GAL Sinis e il GAL Ogliastra.

Il GAL Sulcis intende presentare due progetti di cooperazione internazionale: Accorciamo le distanze – filiera corta tra terra e mare, attraverso cui si intendono realizzare degli eventi internazionali, che divengano lo strumento per la promozione dei territori coinvolti e che sappiano valorizzarne le specificità e gli attrattori agroalimentari e ittici, ambientali e culturali. Attraverso il progetto di cooperazione si vuole creare un format di evento internazionale, capace di promuovere i prodotti e le eccellenze dei territori, coniugando anche la promozione territoriale delle aree rurali e costiere; Memoria e web TV – raccontiamo i territori ha l’obiettivo di riscoprire, salvaguardare e valorizzare le competenze e i saperi delle aree rurali con il coinvolgimento attivo degli attori locali e delle nuove generazioni, attraverso l’utilizzo di tecniche innovative di apprendimento legate alle nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Si prevede, la creazione di una piattaforma digitale attraverso la realizzazione di un format televisivo (web tv), quale strumento che raccolga e diffonda le esperienze e i documenti realizzati dalle scuole secondo un principio di condivisione e scambio di esperienze tra i ragazzi di diversi paesi europei partner di progetto.

L’evento fa seguito a numerosi eventi realizzati nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari con i GAL sardi e i dirigenti scolastici del territorio.

«Siamo molto soddisfatti – ha detto il presidente del GAL Luciano Cristoforo Piras – per l’ottimo risultato ottenuto! Il coinvolgimento dei GAL portoghesi e francesi ci permette di costruire dei progetti di cooperazione che permettano lo scambio di buone pratiche ed esperienze per le nostre aziende e per gli istituti scolastici del nostro territorio.»

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Le Università di Cagliari e Sassari realizzeranno due progetti pilota per lo sviluppo di Smart Grid e rendere più efficienti dal punto di vista energetico le strutture degli atenei. Su proposta dell’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, la Giunta ha approvato i programmi di intervento presentati dalle due Università e individuati nell’ambito del Patto per la Sardegna siglato da Regione e Governo. Il costo è di 24 milioni di euro, 12 per ciascun intervento, con risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Si tratta di azioni che rientrano tra quelle previste dal Piano Energetico Ambientale Regionale e si inseriscono nella più ampia strategia energetica della Regione che punta modernizzare il sistema, passando da un modello centralizzato a uno regionale, distribuito, integrato, interconnesso e, soprattutto, sostenibile.

«Quando abbiamo deciso di coinvolgere in questa strategia le due Università sarde, lo abbiamo fatto perché sono i poli della ricerca in Sardegna e sono il veicolo migliore per divulgare una nuova cultura dell’energia – afferma l’assessore Maria Grazia Piras -. Grazie ai due progetti finanziati, gli atenei dell’isola diventeranno un luogo di buona pratica, oltre che di interesse da parte di altri ricercatori. Luoghi dove soprattutto i giovani potranno essere sensibilizzati su un tema che costituisce uno dei punti forti del PEARS, cioè l’efficienza e il risparmio energetico. Con l’implementazione dei progetti, i sistemi energetici dei due poli universitari saranno trasformati in una configurazione integrata e intelligente. Oltre ai vantaggi ambientali ed economici, ciò consentirà di sviluppare nuove attività di ricerca, approfondire l’uso di nuove tecnologie e integrare il sistema con la mobilità elettrica. Stiamo investendo risorse importanti per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici, e i progetti delle due Università rientrano in quest’ottica. Gli obiettivi sono molteplici: risparmiare sui costi, migliorare la qualità del servizio energetico e ridurre le emissioni climalteranti.» 
I programmi presentati dai due poli universitari consistono nella realizzazione di smart grid a servizio del Campus di Monserrato e del Polo di Ingegneria e Architettura dell’Università di Cagliari e dei Poli di Agraria, Monserrato, Bionaturalistico Piandanna e Giuridico dell’Università di Sassari. L’ateneo cagliaritano ha proposto la realizzazione della smart grid attraverso interventi di tipo infrastrutturale che prevedono l’utilizzo di un sistema di cogenerazione alimentato con gas naturale, per la copertura dei consumi elettrici e termici di base nel periodo invernale, e l’installazione di impianti fotovoltaici per il resto dei consumi. Si tratta, quindi, di un progetto che integra la gestione di fonti rinnovabili non programmabili, come il fotovoltaico, con fonti non rinnovabili a basso livello di emissioni, quali il gas. Il tutto sarà integrato con la mobilità elettrica attraverso la sperimentazione nel settore della e-mobility: una flotta di veicoli elettrici da destinare al car sharing e car pooling grazie ai quali i docenti e il personale amministrativo potranno raggiungere il campus partendo dalle proprie abitazioni. L’Università di Sassari, invece, realizzerà una smart grid, per ciascuno dei poli più energivori dell’ateneo, dotata di impianti di produzione fotovoltaica e di storage che consentiranno di minimizzare gli assorbimenti di energia da rete e di innalzare il livello di autosufficienza energetica del singolo polo. Inoltre, nel polo di Monserrato è prevista la realizzazione di un impianto ad alta concentrazione fotovoltaica che produrrà energia elettrica e termica per integrare l’attuale centrale termica dell’Ospedale Veterinario, sia per la climatizzazione invernale che per quella estiva. Infine, anche nella proposta dell’Università di Sassari, è previsto un intervento per promuovere la mobilità elettrica grazie all’installazione di stazioni di ricarica e al car sharing con veicoli elettrici.

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Esito Referendum popolare consultivo su insularità

«L’Ufficio del Referendum, nella sua piena autonomia, ha assunto una decisione per la quale esprimo il massimo rispetto. Al di là delle questioni tecnico-giuridiche affrontate dall’Ufficio, ritengo comunque che non vengano meno le ragioni di merito su questo argomento per noi così importante.»
Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru, in riferimento alla non ammissibilità del referendum sull’insularità. «Decine di migliaia di cittadini sardi, con la loro partecipazione – aggiunge il presidente Pigliaru -, hanno mostrato chiaramente, infatti, la volontà di esprimersi sul tema dell’insularità inteso come svantaggio permanente per lo sviluppo della nostra regione. Qualunque sia l’esito finale del ricorso ora annunciato dal Comitato promotore, ritengo fondamentale portare avanti con decisione il percorso di riconoscimento dell’insularità con il pieno coinvolgimento dei cittadini sardi.»
«Questa Giunta ha lavorato fin da principio sulla questione insularità come fattore strutturale di svantaggio: dal dossier sui costi che ne derivano presentato al Governo italiano e dal quale è scaturito il Patto per la Sardegna con risorse per mitigare alcuni di quegli svantaggi, al costante lavoro fatto in questi anni con Baleari e Corsica per un’azione congiunta a favore delle isole periferiche, sino alla forte richiesta al Governo perché si attivi per ottenere dall’Unione Europea una concreta attuazione dell’articolo 174 del TFUE, richiesta che si affianca all’iniziativa dei Parlamentari sardi nell’ultima legge di stabilità nazionale. Per questo ogni proposta legittima che possa rafforzare l’azione comune per il raggiungimento dei nostri obiettivi – ha concluso il presidente della Regione – è non solo da auspicare ma da sostenere.»

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L’Ufficio regionale del Referendum della Presidenza ha deliberato in merito alla richiesta di referendum popolare regionale consultivo, recante il seguente quesito: «Volete voi che la Regione Autonoma della Sardegna intraprenda le iniziative istituzionali necessarie a richiedere allo Stato il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità mediante l’inserimento di detto principio nella Costituzione in coerenza con l’art. 174, terzo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea?» 

L’Ufficio regionale del Referendum della Presidenza, provveduto alla disamina della documentazione relativa, ha dichiarato illegittima la richiesta referendaria e la sua non ammissibilità.

L’illegittimità deriva dal fatto che tale richiesta non rientra in nessuna delle categorie delineate nell’art. 1 della L.r. n° 20 del 17 maggio 1957 e in particolare non rientra quanto stabilito nella lettera f): «Esprimere parere su questioni di particolare interesse sia regionale che locale».

Inoltre, l’Ufficio regionale del Referendum ha rilevato che l’iniziativa referendaria in esame, oltre a non essere contemplata dalla normativa regionale che disciplina la materia dei referendum popolari regionali, appare rivolta a modificare la Carta costituzionale – anziché lo Statuto speciale – preludendo così al determinarsi di sviluppi relativi all’autonomia della Regione Sardegna che eccedono i limiti costituzionalmente previsti.

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Sedici consiglieri del centrosinistra hanno presentato una mozione consiliare (primo firmatario Roberto Desini, del Partito dei Sardi), con la quale chiedono4p0 la revoca dei contributi regionali destinati al Coni, fino a quando non sarà data piena attuazione alla legge approvata, lo scorso 3 agosto dal Consiglio, per garantire l’abbattimento dei costi per le trasferte sportive nelle isole della Maddalena e Carloforte.

«Una situazione paradossale – ha attaccato Roberto Desini – che vanifica i recenti sforzi dell’assemblea sarda per risolvere un serio problema che penalizza società e atleti costrette a sostenere i costi del trasporto marittimo per raggiungere La Maddalena e Carloforte.»

«La vicenda – ha aggiunto il consigliere Pds, Piermario Manca – è l’esempio calzante di come la burocrazia rappresenti, in molti casi, un vero e proprio ostacolo all’attuazione delle misure e dei sostegni individuati dal legislatore sardo. Oggi lo fa il Coni nello sport ma è una pratica diffusa in enti ed agenzie regionali.»

Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni del capogruppo del Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu («ci sentiamo defraudati  per il mondo col quale sono pregiudicati i diritti degli sportivi») che ha auspicato la discussione della mozione, nel Consiglio regionale, in tempi compatibilmente brevi.

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Un disoccupato di Carbonia è stato denunciato a piede libero dai carabinieri dell’aliquota radiomobile di Carbonia, questa mattina, al termine di accertamenti investigativi, per minacce e lesioni personali ai danni della moglie convivente. I carabinieri hanno accertato che l’uomo, 42enne, al termine di una discussione avuta con la propria moglie per futili motivi, nella notte di domenica, dopo averla minacciata, l’ha colpita con un coltello da cucina all’altezza del petto, procurandole lesioni tali da dover ricorrere alle cure dei sanitari. La donna non è in pericolo di vita. L’uomo è stato immediatamente allontanato dai carabinieri dalla casa familiare.

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Questa mattina i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Carbonia hanno deferito in stato di libertà un giovane di 18 anni di Carbonia, studente, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia, resosi responsabile del reato di resistenza a pubblico ufficiale. In particolare, nella notte tra domenica e lunedì, i militari lo hanno sorpreso fermo presso l’area di servizio in via Manno, a bordo di un ciclomotore privo di targa. Alla vista dei carabinieri che volevano procedere al controllo di polizia, il giovane è fuggito per le vie del centro, facendo perdere le proprie tracce, dopo un breve inseguimento.

Nel corso delle ultime ore il giovane è stato identificato dai militari grazie alle telecamere del sistema di video sorveglianza presente sul luogo ove sostava poco prima della fuga.

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«Con una decisione incomprensibile, l’Ufficio regionale del referendum ha dichiarato illegittimo il quesito proposto dal Comitato per l’inserimento del principio di insularità nella Costituzione.»

Lo ha annunciato questa mattina Roberto Frongia, presidente del Comitato promotore del referendum per l’inserimento del principio dio insularità nella Costituzione.

«Sapevamo bene che il cammino verso il riconoscimento del principio d’insularità sarebbe stato difficile, come tutte le scelte che rivoluzionano “su connotu” – ha aggiunto Roberto Frongia -. Mai avremmo però immaginato un’interpretazione burocratica di questo genere, che sostanzialmente nega il diritto dei sardi ad utilizzare lo strumento referendario, contraddicendo mille altre interpretazioni precedenti. Forti del parere di illustri costituzionalisti ed amministrativisti impugneremo immediatamente questa scelta pazzesca, che violenta la sovranità popolare espressa da 92mila sardi e ritarda la partenza della rivoluzione della responsabilità e della consapevolezza che può davvero cambiare la testa ed il futuro dei sardi.»

«Agiremo nelle prossime ore in tutte le sedi giudiziarie per difendere la libertà di manifestazione del pensiero da parte dei cittadini sardi. Mercoledì presso il Consiglio regionale, saletta gruppi consiliari, alle ore 10.30, insieme al nostro pool di giuristi – ha concluso Roberto Frongia -, parleremo dunque di “92.000 buone ragioni per dire che il referendum NON SI TOCCA!”».

Sulla bocciatura del quesito referendario è intervenuto anche l’europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullu, convinto sostenitore del referendum.

«La bocciatura da parte della regione Sardegna del referendum sull’insularità promosso da ben 92.000 firmatari rappresenta l’ennesimo schiaffo ai Sardi – ha detto Stefano Maullu -. Siamo di fronte ad un tentativo di demolizione di un sacrosanto principio democratico, un diabolico progetto che vuole i Sardi imbavagliati e muti. Presenterò domani un’interrogazione alla Commissione europea, perché è del tutto inammissibile che i diritti dei Sardi vengano calpestati in questo modo. Il governo regionale sardo, sempre più servo dei burocrati del sistema e dei capi bastone del PD romano – ha concluso Stefano Mullu -, dimostra tutta la sua incapacità di rappresentare i Sardi. Questo è il momento di mandarli a casa.»

«La dichiarazione di illegittimità del referendum sul l’insularità in Costituzione non fa parte di nessun complotto, come invece qualcuno sospetta, ma è solo l’ennesima certificazione di quanto sia difficile sfondare il muro della conservazione in Sardegna.»

Lo ha dichiarato il parlamentare dei Riformatori Sardi Pierpaolo Vargiu che ha aggiunto: «Parlare di insularità significa abbandonare la cultura dell’assistenza, che ci ha resi servi passivi per tanti anni, per riscoprire responsabilità, meritocrazia e cultura d’impresa. Tutte cose scomode per un sistema pietrificato, sempre uguale a se stesso».

«Insieme a 92.000 sardi, tra cui centinaia di sindaci e decine di illustri giuristi – ha concluso Pierpaolo Vargiu – ci batteremo sono in fondo perché il giudizio di legittimità sia ribaltato e parta finalmente  la grande rivoluzione di discontinuità con il vecchio e il passato di cui la nostra terra ha ormai sempre più disperato bisogno.»

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«E’un progetto particolarmente significativo che ha l’obiettivo di diffondere fra i giovani, attraverso un originale percorso didattico e di conoscenza, la consapevolezza di una memoria storica che rischia di estinguersi con le testimonianze dei protagonisti». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau presentando l’edizione 2018 del progetto “Viaggi della Memoria”, organizzato dall’Arci Sardegna, con il patrocinio ed il sostegno dello stesso Consiglio regionale e dell’assessorato della Pubblica istruzione.

La memoria dell’immane tragedia dei campi di concentramento nazisti, ha proseguito il presidente del Consiglio, «è invece viva ed attuale e lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne è stato recentemente autorevole interprete, nominando senatrice a vita la signora Liliana Segre, esponente della comunità ebraica ed ex deportata nel campo di Auscwitz-Birkenau».

Il segretario regionale dell’Arci Sardegna Franco Uda, dopo aver ricordato che dal 2012 il progetto “Viaggi della Memoria” ha consentito a 500 studenti sardi provenienti da 40 Comuni di conoscere la realtà concentrazionaria nazista, ha sottolineato che la principale finalità dell’iniziativa è quella di «aiutare i giovani ad essere attivi nelle loro comunità, conoscendo la storia e trasmettendo la memoria senza rinunciare a sperimentare nuovi mezzi e linguaggi». Perché, ha aggiunto citando Gramsci, bisogna insegnare ai ragazzi “ad essere partigiani”, nel senso che devono “prendere parte” alla vicende della società in cui vivono senza ripiegare nell’individualismo.

All’incontro sono intervenuti fra gli altri, il presidente regionale dell’Arci Marino Canzoneri, il Capo di Gabinetto dell’assessorato della Pubblica istruzione Enrico Murgia, il Sindaco di Gonnesa Hansel Christian Cabiddu, l’assessore alla Cultura del comune di Sennori Elena Cornalis, ed i giovani Claudio Lissona di Capoterra, uno dei tutor del progetto, e la studentessa Daniela Grosso di Carloforte.

Questi i Comuni sardi che hanno aderito all’iniziativa: Banari, Capoterra, Carloforte, Gavoi, Gonnesa, Guspini, Iglesias, Lodine, Masainas, Pabillonis, Portoscuso, San Teodoro, Sant’Antioco, Sarule, Sassari, Sennori, Villacidro e Villamassargia.

 

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Sorgerà nell’area PIP del comune di Sant’Antioco il capannone comunale destinato ad accogliere i mezzi del Comune, l’officina, il magazzino e il deposito del servizio tecnico e per la Protezione civile. In campo ci sono 300mila euro derivanti dall’avanzo di amministrazione dell’esercizio finanziario 2016: «Fondi – commenta il sindaco con delega al Bilancio, Ignazio Locci – che rischiavano di andare perduti ma che, grazie alla nostra richiesta avanzata l’estate scorsa al ministero dell’Economia e delle Finanze, siamo riusciti a ottenere come spazio finanziario aggiuntivo». Per poter disporre di tali somme era necessario appaltare le opere entro il 31 dicembre del 2017: «Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo – aggiunge il sindaco – Sant’Antioco avrà un nuovo capannone ad uso deposito comunale».

Questa operazione, non solo doterà la città di una struttura per il ricovero e la cura dei mezzi comunali al passo con i tempi, ma consentirà di liberare gli spazi della scuola di “Via Bologna” attualmente impegnati dal deposito provvisorio. Con la previsione che, in vista dei nuovi bandi regionali Iscola, si possa completare definitivamente l’edificio scolastico e dedicarlo interamente alla funzione per la quale nasce: quella dell’istruzione.

«La procedura per l’affidamento dei lavori è già partita – spiega l’assessore dei Lavori pubblici, Francesco Garau – il 6 febbraio scadranno i termini per la presentazione delle offerte. La struttura assolverà a un compito decisamente importante, considerato che il personale della squadra tecnica del Comune attualmente utilizza come deposito/officina un locale ormai del tutto inadeguato allo scopo in un immobile originariamente destinato a servizio del plesso scolastico di via Bologna. Il nuovo capannone, invece, risponderà a tutti i requisiti richiesti dalla normativa – conclude Francesco Garau – al fine di un corretto esercizio delle diverse attività lavorative previste.»