13 September, 2026

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Ritorna l’appuntamento natalizio con Gospel Explosion, la rassegna itinerante organizzata dall’associazione culturale Progetto Evoluzione, impegnata da quasi trent’anni nella diffusione e divulgazione della musica afroamericana in Sardegna e titolare del festival Narcao Blues (ventisette candeline festeggiate lo scorso luglio). Dal 25 al 29 dicembre la manifestazione porterà ancora una volta nell’isola lo spirito e il calore del gospel, genere musicale che si è sviluppato negli anni trenta del Novecento nelle chiese afroamericane cristiano-metodiste e progressivamente diffusosi nel resto del continente nordamericano.  

Protagonisti Cedric Shannon Rives & Brothers in Gospel, formazione in arrivo da Saint Louis (Missouri) ad Alghero, Carbonia, Cuglieri, Sassari e Serramanna.  

Giunta alla sua quindicesima edizione, la Gospel Explosion è organizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo e Assessorato del Turismo) e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Serramanna e il Centro Commerciale Naturale “Sa Passillada“, i comuni di Sassari e Alghero, l’associazione culturale Music & Movie, la Fondazione Meta e l’AIRC (Associazione Italiana per la ricerca sul cancro), il comune di Cuglieri e l’associazione culturale Jana Project.  

La serie di cinque concerti in terra sarda di Cedric Shannon Rives & Brothers in Gospel prenderà il via il giorno di Natale, lunedì 25 dicembre, alle 19.00, al Teatro Centrale di Carbonia (biglietto a dieci euro in prevendita da Musa Abbigliamento, via Gramsci, 205). L’ensemble originario del Missouri, stato federato del Midwest degli Stati Uniti d’America, è stato fondato dal cantante e direttore musicale Cedric Shannon Rives, talento cristallino che fin da giovanissimo ha iniziato a cimentarsi con la musica padroneggiando con innata grazia e facilità le arti del musical e della recitazione. Con quattro album all’attivo e decine di migliaia di dischi venduti in tutto il mondo, l’artista statunitense si presenterà sul palcoscenico affiancato dalle voci di Christopher Ifill, Joel T. Lester e Travis Tailor, con Heyward Matthews al pianoforte e alle tastiere e Chance Harper alla batteria. Il repertorio spazierà tra modernità e tradizione con le immancabili pietre miliari del genere e brani originali dello stesso Cedric Shannon Rives, molti dei quali ripresi da alcuni tra i più importanti artisti gospel contemporanei, come The Anointed Pace Sisters, Darwin Hobbs, DeWayne Woods, Le’Andria Johnson, tra gli altri.

Martedì 26 dicembre il complesso è di scena, dalle 21.00, nel Nuovo Teatro Comunale di Sassari con i suoi oltre millequattrocento posti a sedere (ingresso a dieci euro; prevendita negozio Pasquali, Largo Cavallotti, 21), mentre la sera dopo, mercoledì 27 dicembre, sarà impegnato alla stessa ora al Cinema Miramare di Alghero (biglietti a dodici euro; prevendite presso Astratto Parrucchieri, via Pascoli, 45/A). Tappa a Cuglieri, giovedì 28, alle 18.00, nel teatro dell’Ex Seminario regionale sardo, struttura risalente agli anni venti del secolo scorso (ingresso gratuito, nell’ambito della rassegna Sardinia Anima Mundi). Venerdì 29 dicembre, infine, la potenza del gospel e dello spiritual avvolgerà immancabilmente il paese di Serramanna, centro urbano nella zona centro-occidentale del Campidano a trenta chilometri circa da Cagliari: alle 19.00 amplificatori e riflettori si accenderanno sul palcoscenico della sala conferenze “Vico Mossa”, in via Parrocchia, 1 (ingresso gratuito).

Sotto la direzione artistica di Gianni Melis e dell’Associazione Culturale Progetto Evoluzione, la rassegna Gospel Explosion ha portato nel corso degli anni in tutta la Sardegna il grande gospel statunitense, con importanti gruppi come i Tony Washington Singers, The Harlem Messengers, Flossie Boyd Johnson & Favor, Friendly Travelers,  Sjuwana Byers and Children of God, Oscar Williams & Perfected Praise, il London Community Gospel Choir, Followers of Christ e South Carolina Mass Choir. Nata con il preciso intento di dar continuità all’idea dell’associazione culturale Progetto Evoluzione di creare occasioni di sviluppo e crescita culturale in periodi dell’anno differenti da quello estivo, la rassegna è divenuta nel tempo uno degli appuntamenti più importanti nella mappa delle rassegne isolane e nazionali.

 

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Ha ricevuto il plauso della presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, il sistema di accoglienza diffusa “Nughedu Welcome” sostenuto dall’Amministrazione comunale di Nughedu Santa Vittoria, pensato e coordinato da Nabui, la società che sviluppa progetti a elevato impatto sociale.

L’esperienza di Nughedu è stata scelta a livello nazionale da Legambiente insieme ad altre iniziative ed attività raccontate attraverso il libro “Alla scoperta della Green society”, a cura di Vittorio Cogliati Dezza.
Il progetto di Nughedu è stato presentato nella sala Nilde Iotti della Camera a Roma tra le eccellenze nazionali selezionate da Legambiente con grande soddisfazione della presidente Boldrini che ha sottolineato l’apprezzamento per le storie che raccontano di «persone impegnate a realizzare il cambiamento. Non piccole isole felici o singoli esperimenti ma avamposti di nuovo modello di sviluppo», ha dichiarato la presidente della Camera dei deputati.

Nughedu Santa Vittoria, con il progetto Nughedu Welcome di Nabui, si sta posizionando a livello internazionale come meta di un’esperienza autentica, in cui poter mangiare a casa delle famiglie dei suoi abitanti, passeggiare insieme ai pastori sugli antichi sentieri e conoscere le leggende che hanno portato alla fondazione del paese grazie alle testimonianze archeologiche.

«Nughedu Welcome è la nostra risposta alla crisi demografica delle aree interne sarde – rimarca il sindaco di Nughedu Santa Vittoria, Francesco Mura, primo cittadino del paese che secondo i dati della Regione rischia di scomparire tra 60 anni -. Abbiamo avviato un percorso che vuole rappresentare una buona prassi per la Sardegna: Nughedu Welcome segna già i primi risultati positivi.»

Il comune di Nughedu, che proprio in questi giorni festeggia i 70 anni della sua autonomia, negli ultimi 18 mesi di sperimentazione il numero di ospiti del sistema di accoglienza è passato da zero a 604 e in particolare: 425 sardi, 104 della Penisola, 75 stranieri (grazie anche a un accordo con un tour operator tedesco).

«Vogliamo dimostrare che anche i piccoli paesi della Sardegna possono offrire un prodotto di alto livello, e questo prodotto si trova nelle case dei suoi abitanti», afferma Rosa Spiga, presidente dell’Associazione Nughedu Welcome.

La resilienza di comunità è l’obiettivo del “turismo morbido”, un’offerta che si adatta ai ritmi delle piccole produzioni locali, in linea con la sostenibilità ambientale: «La Sardegna ha un ecosistema delicato, dobbiamo proteggere le destinazioni turistiche – spiega Tomaso Ledda di Nabui – abbiamo bisogno di viaggiatori che si innamorano dei piccoli gesti, noi proponiamo un sistema capace di promuovere l’identità dei territori nel totale rispetto dell’ambiente, generando impatto sociale ed economico per i residenti».

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Domani, martedì 19 dicembre, a Nuoro, alle ore 12.00, presso il Consorzio Universitario Nuorese in via Salaris 18, si terrà l’Infoday sul corso di formazione gratuito Must – Musei e territorio.

Il progetto è organizzato dall’Università degli Studi di Sassari, in collaborazione con UniNuoro e finanziato nell’ambito del programma europeo POR FESR 2014-2020 gestito dalla Regione Sardegna.

Il corso di formazione consentirà ai partecipanti di conseguire la qualifica regionale riconosciuta a livello europeo di Tecnico della fruizione museale.

Il corso, diretto da Giuliana Altea e coordinato da Antonella Camarda si rivolge a inoccupati e disoccupati residenti o domiciliati in Sardegna in possesso almeno del diploma di scuola media superiore. L’obiettivo è formare una figura di operatore culturale ad alta capacità di problem solving, in grado di orientarsi efficacemente nel complesso mondo della tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali attraverso lezioni frontali, workshop, attività sul campo ed un periodo di avviamento al lavoro presso le imprese culturali del territorio.

Sassari e Nuoro saranno le sedi dell’attività formativa, infatti sono previste due edizioni, con un massimo di 25 studenti ciascuna di cui almeno il 45% donne. II corso include anche una indennità di frequenza per i partecipanti.

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Prosegue la collaborazione tra la Comunità Mondiale della Longevità e la Repubblica di Bielorussia sul tema della longevità e dell’invecchiamento attivo.

Se i precedenti incontri e giornate di studi hanno avuto come temi del confronto le analisi di dati scientifici e le rispettive ricerche mediche, il seminario di questa sera, alle ore 19,30, nella sala del Centro IFAL, in via Sulis 34, ad Assemini, è interamente incentrato su analogie e differenze della Dieta Sardo Mediteraanea e Dieta Bielorussa e l’importanza nel mantenere un organismo in salute e proteggere dalle malattie correlate all’età.

All’appuntamento promosso dall’Associazione Medicina Sociale e dal Centro Internazionale di Ricerca Nutraceutica di Assemini intervengono Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, il presidente dell’Ifal Patrizio Saba, Aliaksandr Chykileuki capo dell’Associazione Professionale Nazionale Bielorussa degli chef ed il console Bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni.

Al termine dei lavori  introdotti e coordinati da Roberto Pili, seguirà un Cooking food con il confronto tra alcune delle più importanti specialità gastronomiche Bielorusse preparate dallo chef Aliaksandr Chykileuki e diversi piatti della cucina tradizionale sarda. Alla preparazione delle pietanze avranno modo di partecipare 15 giovani aspiranti cuoco della scuola.di formazione Ifal.

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«Per alcuni comuni della Sardegna e, in particolare Carbonia, oggi è un giorno importante. A Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sottoscriverà le convenzioni per i progetti di riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, deputato del Partito democratico.

«Si tratta di cifre importanti per la Sardegna – aggiunge Emanuele Cani -. 78 milioni programmati e voluti dal Parlamento con la legge di stabilità 2016, proposta dal Governo a guida PD e votata dal centrosinistra. Per la città di Carbonia la convenzione sblocca oltre 8 milioni di euro su 11 milioni di valore del progetto. Cifra importante per la città e frutto del lavoro del Partito Democratico all’interno delle istituzioni – conclude Emanuele Cani -. Un risultato concreto e tangibile del lavoro svolto.»

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Interverranno Marco Sechi, che segue questi temi nell’ambito della Presidenza della Regione, Gonaria Carta, coordinatrice dei Centri per l’Impiego di Cagliari, Elisabetta Atzeni e Riccardo Rosas rispettivamente dell’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (Aspal) e dell’assessorato del Lavoro e Federico Perotti, presidente regionale di Comunità, Impegno, Servizio, Volontariato (Cisv).
Nel corso dell’incontro verranno illustrati i contenuti e le finalità del progetto FORIMM, finanziato dalla Fondazione con il Sud attraverso l’Avviso “Iniziativa Immigrazione 2014”. Verranno inoltre proposte le esperienze degli immigrati che in Sardegna hanno realizzato, con buoni risultati, attività di impresa.
L’obiettivo è quello di contribuire all’integrazione sociale, professionale ed economica dei cittadini stranieri rafforzando il ruolo delle associazioni e degli enti del territorio nel sostegno all’inserimento lavorativo e alla promozione dell’imprenditorialità. Il partenariato territoriale che deve realizzare il progetto è composto da Regione Sardegna, Cisv, Crenos (Università di Cagliari), Confartigianato, l’associazione Alleviare la povertà e le associazioni di promozione sociale Quisqueya, Foudu Dia, Singh Sabha.
L’evento, che costituisce il momento conclusivo delle attività del progetto, verrà replicato ad Oristano il 21 dicembre.

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Apicoltura

L’assessore regionale dell’Agricoltura, Pierluigi Caria ha incontrato, questo week end a Cagliari, una delegazione di rappresentanti delle associazioni di apicoltori della Sardegna con cui ha esaminato le problematiche del settore.
«La nostra idea di agricoltura sarda considera importanti tutti i comparti, compreso quindi quello dell’apicoltura», ha osservato l’assessore Caria, specificando che spesso mediaticamente, sugli organi di informazione e sui social media «emergono maggiormente solo alcuni comparti». «Occorre individuare un percorso assieme, parte pubblica e parte privata nonché università e centri di ricerca – ha aggiunto Pierluigi Caria -, per utilizzare nel miglior modo possibile le risorse a disposizione». Un’attenzione dimostrata anche dal fatto che la Giunta, lo scorso mese di ottobre, ha approvato l’integrazione finanziaria delle risorse per il comparto, passando da 220mila euro della prima assegnazione, deliberata lo scorso anno, a 520mila.
L’assessore Caria ha ascoltato le problematiche evidenziate dalle associazioni, ma anche le idee e le proposte per fare in modo che il comparto possa superare le criticità così da dare il massimo in termini di produzioni di qualità e di occupazione. Il titolare dell’Agricoltura, ricordando le difficoltà della presente annata, dovute soprattutto alle numerose calamità che hanno investito la Sardegna: prima fra tutte la siccità, ha quindi spiegato l’approccio scelto. «In tutti i comparti abbiamo optato per l’analisi delle filiere sotto tutti i punti di vista: avere una fotografia chiara della realtà ci permette di prendere decisioni corrette – ha sottolineato ancora Pierluigi Caria -. Quest’anno abbiamo messo in agricoltura ben 105 milioni di euro ma non sarà una voce disponibile tutti gli anni. Dobbiamo avere visioni più chiare, individuare vocazioni territoriali, puntare sull’agricoltura di precisione per produrre con la massima efficienza ed efficacia e considerare con maggiore forza il tema dell’acqua specie quando non ci si trova in emergenza». 
«Questo approccio va usato per tutti i comparti e quindi anche per l’apicoltura su cui stiamo lavorando e a breve presenteremo dei nuovi interventi. Siamo ben consapevoli che la siccità e la riduzione delle produzioni di miele non ha causato solo criticità ai produttori primari – ha concluso l’assessore dell’Agricoltura – ma ha costretto l’intera filiera della trasformazione, come quella dei dolciumi, ad acquistare la materia prima fuori dalla Sardegna trasferendo economie importati verso le aziende della Penisola o estere.»

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L’Amministrazione comunale di Sant’Antioco ha stanziato 50mila euro per asfaltare gran parte di viale Trento, tutta via Torino ed un tratto del lungomare Amerigo Vespucci. Le operazioni, iniziate quest’oggi in Viale Trento, proseguiranno per qualche giorno. «Questo progetto – commenta il sindaco Ignazio Locci – rientra nel programma di manutenzione straordinaria delle strade del centro urbano. Siamo consapevoli che in certe zone del nostro Comune le arterie siano dei veri e propri percorsi a ostacoli, ma non manca la volontà di risolvere il problema: iniziamo con un primo intervento e nel 2018, con risorse specifiche del bilancio, garantiremo la prosecuzione del programma di asfalto già avviato negli anni scorsi».

In particolare, tra gli interventi previsti, assume centralità la bitumazione dell’intera Via Torino, costellata di buche e particolarmente pericolosa. Il progetto prevede anche di “addolcire” l’avvallamento critico presente all’incrocio con via Baden Powell. «L’intervento di via Torino – aggiunge il sindaco Locci – rientra in un’operazione più ampia e strategica che di fatto rappresenta la prima parte di un’iniziativa che in prospettiva andrà a modificare la fisionomia di quella parte del paese». A breve, infatti, inizieranno anche i lavori di abbattimento dei pini di via Matteotti: alberi che hanno assunto dimensioni tali da impedire il transito pedonale e rappresentano un rischio sia per la viabilità stradale, sia per i cittadini. Successivamente, si procederà con la bitumazione del tratto di strada interessato dal taglio dei pini, ovvero da via Renzo Laconi all’incrocio con viale Trento.

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Turismo integrato e miglioramento della qualità della vita delle comunità locali: sono gli elementi cardine del progetto di sviluppo del territorio delle Unioni di Comuni Anglona-Bassa Valle del Coghinas e Coros, 23 Comuni e oltre 54mila abitanti. Il progetto, ormai alle battute conclusive all’interno della programmazione territoriale voluta dalla Regione, ha da subito coinvolto gli imprenditori locali sin dalle prime fasi di elaborazione della manifestazione di interesse. E proprio le imprese locali, una cinquantina circa, sono state protagoniste dell’incontro organizzato dall’assessorato della Programmazione con il Centro Regionale di Programmazione nella sede della Camera di Commercio di Sassari, una sessione di lavori per mettere a punto le strategie definitive del progetto.
Alcune criticità sono state sottolineate dagli imprenditori legati ai settori della ricettività, anche rurale, della ristorazione, dei servizi al turismo (trasporto, ippoturismo, valorizzazione culturale). In particolare le difficoltà legate ai trasporti, alla frammentarietà dell’offerta delle aziende locali e alla mancanza di differenziazione e di specificità nell’offerta del territorio, che non riesce a soddisfare la domanda anche in termini di ricettività, alla scarsa promozione del territorio e infine le difficoltà legate alla burocrazia. Per superare le criticità, nel progetto si dovrà puntare quindi alla cooperazione tra imprese per costituire un sistema-rete forte da offrire all’esterno, rafforzando anche la collaborazione tra pubblico e privato per la valorizzazione del territorio, migliorando la qualità dell’offerta e potenziando la promozione.
Gli operatori presenti (Assistenza domiciliare agli anziani, assistenza educativa e scolastica, mense scolastiche e comunitarie) hanno evidenziato la grande difficoltà del sistema della tutela sociale ancora manifesta, per la carenza di servizi per i giovani e la necessità di formazione specifica. La strategia di intervento proposta mira quindi ad un maggiore coinvolgimento nella programmazione attiva degli interventi da parte dei soggetti pubblici, in un’ottica di rete tra pubblico e privato, per garantire servizi e strutture in funzione delle reali esigenze del territorio.
Le produzioni locali, nel comparto agroalimentare e dell’artigianato, sono ricchezze del territorio che vanno però meglio valorizzate per poter sfondare nei mercati internazionali. All’interno del progetto dovranno essere quindi create filiere corte per favorire la promozione delle produzioni e politiche di rafforzamento delle certificazioni e dei marchi di qualità, rafforzata la collaborazione tra imprese e l’applicazione dell’alta tecnologia. Infine, il progetto si dovrà occupare di educazione alla qualità del consumo per promuovere l’immagine della Sardegna come produttore di prodotti salutari e di elevate qualità organolettiche.
L’incontro rientra nelle attività previste dal progetto Enterprise Oriented, finanziato dalla Regione Sardegna, che attribuisce alla Camera di Commercio di Sassari un ruolo di primo piano nel supporto alle imprese del territorio e nel loro coinvolgimento nel percorso della Programmazione Territoriale.

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Pigliaru Arru Gavoi inaugurazione casa salute

Il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore della Sanità Luigi Arru hanno inaugurato la Casa della Salute di Gavoi. intitolata alla memoria del piccolo Roberto Sanna, un bambino di Gavoi affetto da una malattia rara e morto questa estate, la Casa della Salute del centro barbaricino, inaugurata questa mattina dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru. Alla cerimonia, con il presidente ed il sindaco di Gavoi, Giovanni Cugusi, erano presenti l’assessore della Sanità, Luigi Arru, il direttore sanitario dell’Ats, Francesco Enrichens, il direttore della Assl di Nuoro, Andrea Marras, il direttore generale dell’Areus, Giorgio Lenzotti.
«La sanità è un esempio eloquente del modo in cui abbiamo scelto di lavorare, affrontando con coraggio le riforme di cui la Sardegna aveva urgente bisogno – ha detto Francesco Pigliaru -. Abbiamo smontato una macchina e ora la stiamo rimontando perché funzioni molto meglio di prima, dando ai cittadini, ovunque essi abitino, le risposte che servono. In questo come in altri settori importanti le riforme sono in corso con i disagi che obbligatoriamente ne derivano, ma è importante che i risultati si comincino a vedere: oggi questa Casa della Salute dimostra che si può restare in luoghi bellissimi, senza dover andar via, perché ci sono servizi come questo che permettono di vivere bene. Deve esser chiaro – ha aggiunto il presidente della Regione – che, se lo Stato arretra nei piccoli centri, soprattutto delle zone interne, la Regione avanza. Ed è importante che questa struttura appartenga ad un intero territorio, che sia a disposizione di dodicimila persone e non solo di un solo Comune. Qui a Gavoi sperimentiamo un modello che vogliamo sia d’esempio per tanti altri territori: nel prossimo anno vogliamo veder nascere altre strutture come questa. Troveremo le risorse, perché per i progetti validi i soldi si riesce a trovarli. E in questo l’impegno dell’Ats è fondamentale – ha concluso il presidente Pigliaru, sottolineando l’importanza dell’azienda unica –, lavora per eliminare gli sprechi e utilizzare i risparmi per migliorare i servizi per i cittadini.»
«Oggi è una bella giornata – ha rilanciato l’assessore Arru – ed è doveroso il ringraziamento alla famiglia di Roberto che ha avuto il coraggio civico di elaborare il lutto nell’ottica di una comunità. E comunità è parola chiave di questa giornata, perché questa struttura è stata fortemente voluta da cittadini e operatori di Gavoi. Questa Giunta sta cercando di ricreare comunità partendo proprio dal sistema sanitario delle zone interne.»

L’assessore ha ringraziato i vertici dell’Ats e della Assl di Nuoro e, soprattutto, «la comunità professionale, operatori che fanno le trasfusioni e le chemioterapie a casa, rivendicando in modo moderno il loro ruolo professionale. Vogliamo partire da qui per dare un messaggio sul nuovo modo di fare medicina dando salute a chilometro zero. Stiamo creando una rete col coraggio della programmazione, ma serve una comunità integrata, che utilizzi in maniera intelligente ogni euro della fiscalità generale». 
L’inaugurazione della Casa della Salute di Gavoi avviene a poche settimane dalla sua attivazione. La Casa è stata realizzata ristrutturando il vecchio Poliambulatorio grazie ad un finanziamento POR FESR di 200.000 euro, erogato dalla Giunta nel 2015. Nella struttura di Gavoi sono presenti tutti i medici di medicina generale, il pediatra di libera scelta, la guardia medica, la postazione del 118, il CUP, vari specialisti ambulatoriali, l’ambulatorio per le vaccinazioni, un punto prelievi, il consultorio, l’ambulatorio infermieristico. Strumenti e attrezzature sono stati acquistati anche con il contributo di un Comitato di cittadini, nato per sostenere il piccolo Roberto Sanna, nato con una malattia rara e morto la scorsa estate. I genitori hanno voluto mettere a disposizione della Comunità le risorse raccolte per Roberto.