13 September, 2026

[bing_translator]

Si avvia a conclusione la terza edizione del “Festival organistico internazionale” promosso dal Conservatorio di Cagliari, con la consulenza artistica del maestro Angelo Castaldo.

Dopo i concerti tenuti da ospiti italiani ed internazionali (Ungheria, Finlandia), venerdì 15 dicembre, alle 19.00, nella Cattedrale di Cagliari è in programma il concerto di chiusura del Festival. Protagonisti saranno docenti ed allievi del “Palestrina”: gli organisti Angelo Castaldo (docente di organo), la sua allieva Sara Pirroni ed il Coro del Conservatorio diretto dal Maestro Pompeo Vernile.

Un recital incentrato sulla musica francese, cui è dedicata questa edizione del “Festival”: all’organo della Cattedrale sarà possibile ascoltare il coinvolgente “Carillon de Westminster” di Louis Vierne, le imponenti “Variations sur un Noel” di Marcel Dupré e la prima esecuzione assoluta in città del mottetto corale “Dextera Domini” di Cesar Franck, padre della musica organistica francese.

Una serata d’eccezione, dunque, per chiudere in bellezza una rassegna che si conferma una della manifestazioni musicali più seguite in città.

[bing_translator]

Venerdì 15 dicembre, a partire dalle 17.30, il centro culturale di via Cattaneo, a Iglesias, ospiterà un incontro organizzato dal Partito democratico per la presentazione del rendiconto di una legislatura. Parteciperanno i parlamentari Emanuele Cani e Francesco Sanna. L’incontro prevede interventi dei cittadini e rappresentanti del mondo del lavoro, dell’associazionismo, imprese e cultura. Modererà i lavori Daniele Reginali, segretario del Partito democratico di Carbonia Iglesias.

[bing_translator]

Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’inizio dei negoziati con i governi UE su nuove norme che dovrebbero offrire ai consumatori una scelta più ampia di notiziari online.

I deputati hanno approvato martedì il mandato negoziale, preparato dalla commissione giuridica, con 344 voti favorevoli, 265 contrari e 36 astensioni. Il Parlamento è così pronto ad avviare i colloqui con i governi UE non appena il Consiglio avrà avranno concordato la propria posizione negoziale.

Le nuove norme mirano a rispondere alla crescente domanda di televisione e radio online e rendono più semplice la diffusione online di notiziari e programmi di attualità anche in Stati membri diversi da quello dove sono stati prodotti. Ciò avverrebbe grazie a una semplificazione della procedura per la concessione dell’uso in tutta l’UE di materiale protetto dal diritto d’autore.

Attualmente le emittenti radiotelevisive devono ottenere la liberatoria dai diritti d’autore per ogni Paese in cui intendono trasmettere online notiziari e programmi di attualità, spesso necessaria in tempi brevissimi. Con le nuove norme, sarebbe possibile ottenere l’autorizzazione solo nel proprio Paese, per poi poter diffondere il programma in tutta l’UE. 

Tuttavia, gli eurodeputati hanno anche confermato la norma che prevede la possibilità di escludere un prodotto da tale procedura semplificata, e quindi riaffermare il cosiddetto “principio di territorialità” (geoblocking in inglese), in caso di accordo formale fra il titolare dei diritti e l’emittente radiotelevisiva. Tale eccezione mira a garantire gli investimenti in prodotti nazionali e sostenere la diversità culturale.

[bing_translator]

Giovedì 14 dicembre si terrà a Cagliari il seminario dal titolo “Comunicare la spesa pubblica: un ponte tra amministrazioni e cittadini“, organizzatoidallo Sportello Appalti Imprese di Sardegna Ricerche e si svolgerà presso la Sala Biblioteca della Regione sarda, in viale Trieste 137.

L’obiettivo del seminario è accrescere la consapevolezza degli operatori circa l’importanza di far conoscere e condividere le politiche sugli appalti affinché i risultati siano l’esito di un percorso strategico basato sulla condivisione delle scelte chiave. Una comunicazione efficace, infatti, crea le condizioni affinché i programmi e le azioni per rendere la spesa pubblica più efficiente siano condivisi all’interno degli Enti, tra gli uffici coinvolti nelle azioni, e tra i cittadini destinatari finali delle politiche pubbliche.

I relatori sono Riccardo Colangelo, vicedirettore del Master MAAP,  Riccardo Porcu, dirigente della Regione Sardegna e  Marco Serra, sociologo esperto di comunicazione. Saranno trattati, fra gli altri, i seguenti argomenti: 

– Le criticità percepite dal cittadino: sprechi, illeciti, corruzione
– Trasparenza e comunicazione: dalla norma all’opportunità
– Processi di acquisto e accessibilità all’informazione
– Differenti esigenze di accesso all’informazione per differenti soggetti
– Comunicare obiettivi e risultati: il rapporto con il cittadino.

[bing_translator]

«La decisione di astenermi nel voto sul Piano Casa oggi in Aula è assolutamente coerente con la posizione che ho espresso in commissione sulla stessa questione. Il tema da dibattere oggi, su questo argomento, sarebbe dovuto essere quello del recupero dell’esistente e non quello dell’opportunità di nuova cementificazione.»

Lo scrive, in una nota, Eugenio Lai, consigliere regionale del gruppo Art. 1 – Sdp.

«Come già ribadito in commissione, la strada dovrebbe essere quella della tutela ambientale e della semplificazione amministrativa per il recupero delle abitazioni in essere non quella della creazione di nuove metrature, anche perché le famiglie di oggi hanno necessità differenti da quelle della Sardegna di cinquanta, sessant’anni fa, in cui essere numerosi era la norma, è purtroppo non l’eccezione. La mia astensione oggi è congrua con quella che dovrebbe essere la tutela del patrimonio ambientale, e con il fatto che dovremmo cercare di porre la tematica in modo da attuare azioni politiche programmatiche e con una visione a lungo termine – conclude Eugenio Lai -, non con provvedimenti momentanei che poi si cerca di far diventare definitivi.»

[bing_translator]

I capigruppo del Consiglio regionale hanno incontrato con il presidente della Regione Francesco Pigliaru e gli assessori del Lavoro Virginia Mura e dell’Industria Maria Grazia Piras tre delegazioni di lavoratori, ex Legler, Ottana Polimeri ed Ottana Energia, impegnati in vertenze in parte diverse ma con denominatore comune la grave crisi industriale della Sardegna centrale.

Per quanto riguarda i 130 ex dipendenti dell’azienda tessile Legler, rimasti senza il sostegno degli interventi previsti dalla mobilità in deroga a causa di problemi giuridico-amministrativi molto complessi, si interverrà con uno stanziamento specifico di circa 2.350mila euro all’interno del “pacchetto lavoro” da 100 milioni contenuto nella finanziaria ora all’esame del Consiglio regionale. «Abbiamo strumenti e risorse – ha sottolineato fra l’altro il presidente Francesco Pigliaru – che ci consentiranno di affrontare e risolvere positivamente situazioni come questa». Il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, da parte sua, ha messo in evidenza che «con la tempistica che abbiamo di fronte, condivisa da tutti i gruppi consiliari, possiamo assicurare risposte concrete in tempi davvero brevi».

Più articolata e difficile la situazione dei lavoratori di Ottana Polimeri, 58 dei quali già licenziati, e di Ottana Energia, con 70 unità che potrebbero essere costrette a lasciare il lavoro entro il prossimo mese di aprile. Nel sito industriale di Ottana, come hanno esposto i rappresentanti dei lavoratori, si addensano alcune anomalie che vanno chiarite «con una azione forte della politica regionale e soprattutto nazionale», perché da un lato ci sono impianti chiusi e tecnologicamente competitivi ed un prodotto che ha notevoli sbocchi di mercato; dall’altro una azienda (la multinazionale Indorama) che continua a fare acquisizioni in Europa e nel mondo ma non chiarisce i suoi obiettivi sul sito del Nuorese.

«Abbiamo fatto molti tentativi – ha ricordato il presidente Francesco Pigliaru – ed ora dobbiamo fare i passi giusti perché stiamo entrando in una fase cruciale, studiando molto bene il mercato anche con il supporto di strutture nazionali per esplorare tutte le possibilità di ripresa produttiva.»

[bing_translator]

Il comune di Carbonia, in collaborazione con l’Ifos (Istituto di Formazione Sardo), ha organizzato un seminario aperto a genitori, docenti e operatori socio-sanitari, con l’obiettivo di costituire una rete di “Genitori digitali”.
Il corso di formazione si svolgerà venerdì 15 dicembre, nella sala polifunzionale del comune di Carbonia, dalle ore 15.00 alle 18.00.
«Il seminario fa parte di un progetto promosso dalla nostra Amministrazione Comunale con l’intento di fornire ai partecipanti gli strumenti per prevenire e contrastare i rischi connessi alla navigazione online – ha affermato l’assessore ai Servizi sociali Loredana La Barbera -. Navigazione online che spesso sfocia in drammatici fenomeni, le cui vittime sono sempre più spesso i giovani. In particolare, è molto diffuso il sexting, ovvero l’invio di testi o immagini a contenuto sessuale, tramite Internet o telefono cellulare. Noi vogliamo fermare la diffusione di questo problema, difendere le vittime e dire stop al sexting.»

Il corso di formazione #Genitori Digitali sarà tenuto dal dott. Luca Pisano, esperto in fenomeni di cybercrime, cyberbullismo e direttore scientifico del master in criminologia dell’Ifos (Istituto di Formazione Sardo).

Per iscriversi al corso sarà sufficiente inviare un’email alla dottoressa Carla Zurru (czurru@comune.carbonia.ca.it) oppure chiamare allo 0781 694461.

[bing_translator]

ll Parlamento europeo ha prorogato ed incrementato il piano di investimenti fino a 500 miliardi di euro.

Il FEIS, noto anche come Piano Juncker e che ha sostenuto la ripresa economica sin dal 2015, è stato prorogato dai deputati fino al 2020, con l’aggiunta di ulteriori fondi.

I punti chiave del progetto di legge, approvato in via definitiva con 502 voti a favore, 125 contrari e 19 astensioni e già concordato con i governi UE sono:

• Il FEIS sarà prorogato fino al 2020, con l’obiettivo di mobilitare fino a 500 miliardi di euro;

• il Fondo interverrà su investimenti non sostenuti dal mercato o con ritorni subottimali, finanziando progetti ad alto rischio che altrimenti non troverebbero investitori;

• gli investimenti devono mirare alla creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani, e alla crescita, in settori quali energia, ambiente, sanità, ricerca e innovazione, trasporti sostenibili, digitale ed industrie creative;

• un membro del comitato direttivo del FEIS sdarà nominato dal Parlamento per migliorare la trasparenza e la rendicontazione.

Al fine di promuovere progetti regionali, locali e di piccole dimensioni:

• sarà conferito un ruolo più importante all’European Investment Advisory Hub, con una presenza locale più forte• la Banca europea per gli investimenti (BEI) dovrà, ove possibile, delegare la selezione e il monitoraggio dei progetti di piccole dimensioni alle banche nazionali di promozione, che sono in una posizione idonea per contribuire a coprire anche i progetti regionali, settoriali e transfrontalieri;

• nel caso in cui condizioni di mercato rischino di ostacolare un progetto, la BEI dovrebbe ridurre, in via eccezionale, il costo del co-finanziamento per il beneficiario del sostegno finanziario.

[bing_translator]

Il grafico sul prezzo del Pecorino romano parla chiaro. La direttrice ha cambiato rotta. Dopo la caduta verticale di appena un anno fa adesso ha preso la direzione opposta e procede altrettanto spedita verso l’alto.

Dai 4,20 euro, costo minimo toccato l’inverno scorso dopo gli annunci pubblici funesti dei trasformatori, adesso, come successe nel 2014-2015, il prezzo cresce tra il silenzio generale, arrivando a toccare i 7,20 euro al kg e oltre. Trend che si consoliderà perché si prevede una annata con poco latte. Altrettando dovrà fare il prezzo del latte che dovrà seguire il trend del Pecorino romano. Per questo Coldiretti Sardegna chiede la massima trasparenza onde evitare ulteriori speculazioni come avvenuto con la crisi degli ultimi due anni. 

Il prezzo del latte lo scorso anno ha toccato i minimi storici. Al pastore è stato remunerato dai 50 ai 60 centesimi crollando di quasi i due terzi in due annate: nel 2014-2015 ha raggiunto il prezzo record di 1,10 con punte di 1,40 centesimi al litro.

La caduta verticale è stata causata (dato ormai oggettivo) dalla sovrapproduzione di pecorino romano: i trasformatori visti i prezzi elevati della Dop hanno concentrato le produzioni su questo prodotto, saturando il mercato e portando il prezzo del Romano dai quasi 10 euro dell’estate 2015 ai 4,20 euro al kg dell’annata scorsa con una perdita di oltre 150 milioni di euro. Perdite, come più volte denunciato da Coldiretti Sardegna, fatte ricadere tutte sull’anello più debole della filiera, il pastore che ha cosi pagato le inefficienze e la mancanza di programmazione dei trasformatori.

La teoria delle sovrapproduzioni di latte, annunciate urbi et orbi dagli stessi trasformatori che specularono sulla crisi e minacciarono anche la chiusura anticipata dei caseifici, come più volte anche in questo caso dimostrato con dati alla mano da Coldiretti Sardegna, era solo un grande bluff.

Adesso il prezzo sale. Una storia che si ripete da anni, con un continuo fluttuare tra alti e bassi senza che si riesca a dare delle regola a questo mercato. Come sostiene il professore Roberto Furesi, docente del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, ogni tre quattro anni assistiamo alle ondate cicliche di crisi del prezzo del Romano, divenuto oramai l’unico pecorino (come sostiene il professore Giuseppe Pulina) che determina il prezzo del latte.

Se nel 2014-15 il prezzo del Pecorino romano è salito per la produzione di 40 milioni di litri di latte in meno dovuta alla morte di 103 mila pecore per lingua blu, questa volta incide nella minor produzione di latte, una remunerazione troppo bassa e le calamità naturali – su tutte la siccità – (molti pastori non hanno potuto preparare le pecore alla nuova annata perché non avevano soldi), oltre ancora una volta alla lingua blu.

Insomma nel 2017, i leader nella produzione di latte di pecora e i monopolisti nella esportazione del Pecorino dipendono dalle calamità naturali e dalle epidemie. Il comparto considerato fondamentale per la nostra economia, è priva persino dei rudimenti della programmazione.

I continui accorati appelli lanciati da Coldiretti Sardegna nel 2013 – 2014 e nel 2015 per strutturare il comparto con un piano di regolazione dell’offerta del Pecorino romano, approfittando anche del clima disteso dovuto ad un buon prezzo del più importante formaggio Dop sardo e del latte, sono rimasti inascoltati ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. 

Secondo Coldiretti Sardegna serviva (e serve urgentemente) una vera cabina di regia con tutti gli attori della filiera ovicaprina con la regia della Regione per decidere insieme quanto latte destinare al Pecorino romano, innestando elementi di governabilità, in un sistema senza regole. Chiedeva in sostanza l’Organizzazione interprofessionale.

Il comparto rimane senza regole e senza dati. E’ una filiera ancora opaca, dove si conoscono la carica batterica e il grasso del latte prodotto nelle singole aziende ma non si conosce il dato aggregato (non tanto dei singoli caseifici) sulla produzione annua del latte, i dati sui litri di latte destinati al Pecorino romano, il suo prezzo di vendita ecc. Anche le poche fonti da cui si attingono i dati sulle produzioni e sui prezzi (Cla.it o Ismea) non sempre corrispondono alla realtà dei fatti. Per esempio non è stato pubblicato da nessuno il prezzo minimo di 4,20 euro al kg (?) toccato nei mesi scorsi dal Pecorino romano, dato rilevato da più parti come certo.

Non esiste programmazione e c’è una parte della filiera che specula e si concede ancora oggi il lusso (vedi la scorsa annata) di socializzare i debiti e le sue incapacità. Siamo in balia degli eventi e degli speculatori.

Per questo è più che mai necessaria la trasparenza dei dati. Coldiretti Sardegna ha più volte chiesto l’istituzione di un’authority, di un osservatorio che monitori mensilmente le produzioni del latte. La loro condivisione è alla base di qualsiasi programmazione. E contestualmente dar vita ad una organizzazione interprofessionale vera, collegiale che abbia il coraggio di porre le basi per un seria programmazione del comparto.

Sarebbe per questo auspicabile che l’Oilos, l’Organizzazione interprofessionale del latte ovino sardo, nato lo scorso anno, riuscisse ad assolvere a questo ruolo.

Anche se nessuno ne parla il prezzo del Pecorino romano sta salendo. Anche in questo caso si è abitudinari. Quando il prezzo sale tutto tace mentre c’è la rincorsa a renderlo pubblico quando si intravedono nubi poco rassicuranti per il mercato. Se già dall’estate del 2015, quando il Pecorino romano viaggiava alle quote record di circa 9,50 euro al kg, qualcuno annunciava l’imminente crollo, divenuto all’ordine del giorno nei primi mesi dell’anno successivo, quasi a voler favorire la crisi, quest’anno, quando il mercato era saturo e aspettava segnali positivi per sbloccarsi, nessuno si è azzardato ad annunciare il calo delle produzioni e lanciare segnali positivi. E ancor meno adesso nessuno dice che il prezzo è in risalita e che potrà continuare a salire favorito dalle probabili minori produzioni di latte.

Ecco la tabella di CLAL sul prezzo attuale e sullo storico:

Italia, Cagliari – Prezzi settimanali del Pecorino Romano
stagionatura di 5 mesi

Data
Rilevamento

€ per Kg

Min

Max

± su rilev. prec.

Venerdì 24 Nov 2017

7,00

7,20

+1,43%

Venerdì 17 Nov 2017

6,90

7,10

+2,19%

Venerdì 3 Nov 2017

6,70

7,00

+7,03%

Venerdì 20 Ott 2017

6,30

6,50

+8,47%

Venerdì 15 Set 2017

5,80

6,00

+5,36%

Venerdì 8 Set 2017

5,50

5,70

+3,70%

Venerdì 11 Ago 2017

5,30

5,50

+2,37%

Venerdì 23 Giu 2017

5,15

5,40

0,00%

Venerdì 16 Giu 2017

5,15

5,40

0,00%

Venerdì 9 Giu 2017

5,15

5,40

+0,48%

n.q.: non quotato

Prezzo franco caseificio, merce nuda I.V.A. esclusa

Fonte: Comitato Prezzi del Consorzio in collaborazione con la Camera di Commercio di Cagliari

 

 

 

 

€/kg

Italia, Milano
Prezzi Medi Mensili del Pecorino Romano
stagionatura di 5 mesi

2008

09

10

11

12

13

14

15

16

17

% su mese prec.

% sul 2016

Gennaio

     5,15

6,28

5,23

4,83

4,81

5,68

7,04

8,90

8,75

5,30

-2,75%

-39,43%

Febbraio

5,28

6,19

5,06

4,88

4,85

5,85

7,30

8,90

8,49

5,18

-2,36%

-39,05%

Marzo

5,39

6,09

4,96

4,90

4,89

6,10

7,53

9,10

8,08

5,13

-0,97%

-36,60%

Aprile

5,63

6,00

4,90

4,90

4,93

6,26

7,77

9,19

7,81

5,13

0,00%

-34,36%

Maggio

5,94

5,95

4,84

4,90

5,06

6,35

7,85

9,38

7,48

5,13

0,00%

-31,48%

Giugno

6,00

5,87

4,80

4,90

5,24

6,42

8,00

9,38

7,11

5,13

0,00%

-27,88%

Luglio

6,05

5,73

4,80

4,85

5,30

6,52

8,04

9,38

6,90

5,13

0,00%

-25,72%

Agosto

6,10

5,63

4,80

4,84

5,30

6,53

8,20

9,23

6,63

5,30

+3,41%

-20,00%

Settembre

6,20

5,43

4,79

4,80

5,38

6,57

8,24

9,18

6,38

5,48

+3,42%

-14,02%

Ottobre

6,20

5,30

4,70

4,80

5,40

6,70

8,45

9,08

6,10

6,06

+10,47%

-0,74%

Novembre

6,20

5,30

4,70

4,80

5,45

6,85

8,53

8,98

5,75

6,88

+13,65%

+19,67%

Dicembre

6,30

5,26

4,79

4,80

5,60

6,93

8,61

8,90

5,45

7,05

+2,45%

+29,36%

Media

5,88

5,75

4,86

4,85

5,18

6,40

7,99

9,14

7,04

5,52

Variazione (1)

+16,11%

-2,13%

-15,46%

-0,26%

+6,90%

+23,51%

+24,74%

+14,44%

-22,98%

-21,65%

Fonte: CCIAA Milano

1) Variazione % calcolata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

 

= prezzo minimo

 

= prezzo massimo


La proporzione è subito fatta:

se da febbraio a luglio 2017 (in fase di discesa) il prezzo del Romano si è attestato sui 5,13 euro/kg con un prezzo medio del latte di 0,60 euro al litro. Oggi che il Pecorino romano è a 7,20 euro quale dovrebbe essere il prezzo di partenza?

5,13: 0.60 = 7,20: X          X= 7,20*0,60/5,13   X= 0.84 CENT€/LITRO.

NB. In realtà il prezzo del Romano come tutti sappiamo ha raggiunto anche 4,20 euro/Kg.

L’equazione allora sarebbe questa:

4,20:0.60 = 7,20: X      X=7,20*0,60/4,20    X= 1,02 EURO LITRO 

Nessuno dice che la richiesta di latte in questi primi mesi della nuova annata è di gran lunga superiore all’offerta. Che c’è la rincorsa dei trasformatori ad accaparrarsi il latte dei pastori. Lo si continua a fare sotto voce, con le contrattazioni ovile per ovile. Nessuno però propone le parametrazioni tra il prezzo del Romano e del latte.

Dati che si inseriscono all’interno di un trend del prezzo del Pecorino romano in crescita, come già sottolineato.

[bing_translator]

La posizione molto critica del Partito dei Sardi sull’ordine del giorno sull’accordo tra Regione e Ministero della Difesa sulla riduzione delle servitù militari in Consiglio regionale (quello della maggioranza è stato approvato in serata con 34 voti favorevoli e 9 contrari), sfociata con l’abbandono dell’Aula prima del voto, era stata anticipata questa mattina da Paolo Maninchedda, ex assessore dei Lavori pubblici e fondatore del partito insieme a Franciscu Sedda, in un blog pubblicato in www.sardegnaeliberta.it .

«Leggo che il Presidente della Regione considera profondamente sbagliata la posizione del Partito dei Sardi sulle Servitù Militari – ha scritto Paolo Maninchedda -. Noi consideriamo preliminarmente sbagliato che si eleborino accordi strategici in gran segreto, li si illustri, senza consegnare i testi, dieci giorni fa, e solo dopo reiterate insistenze si rendano disponibili i testi solo a partire da venerdì scorso. Noi consideriamo preliminarmente sbagliato un metodo, erroneamente ripetuto in questa legislatura, di produrre scelte strategiche sempre con tempistiche drammatizzate dell’ultimo minuto e sempre sul confine ‘prendere o lasciare’. Noi vogliamo difendere gli interessi legittimi della Nazione Sarda come avviene tra persone civili, cioè coi tempi del confronto e del ragionamento.»
«La bozza di accordo tra la Regione Sarda e il Ministero della Difesa non verrà mai votata dal Partito dei Sardi – ha aggiunto Paolo Maninchedda -. È una bozza arrendevole, insufficiente e arretrata rispetto al dibattito sviluppatosi negli ultimi anni in Sardegna. Non posso pubblicarne il testo, e quindi discuterne pubblicamente nel merito, perché così è stato richiesto dalla Presidenza, ma giudichiamo incomprensibile questa inutile riservatezza, che peraltro ha circondato tutta la trattativa tra la Regione e il Governo, senza un solo momento intermedio di consultazione e collaborazione.
Nel merito, poi, il nostro capogruppo e i consiglieri in Aula, espliciteranno i nostri contenuti e sceglieranno le forme migliori per spiegare il nostro dissenso su questo documento.»
«Oggi più che mai – ha concluso Paolo Maninchedda -, viva la Sardegna, viva la libertà.»