15 August, 2022
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I consiglieri del Partito dei sardi hanno abbandonato l’Aula prima del voto sui due ordini del giorno sulle servitù militari.

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La posizione molto critica del Partito dei Sardi sull’ordine del giorno sull’accordo tra Regione e Ministero della Difesa sulla riduzione delle servitù militari in Consiglio regionale (quello della maggioranza è stato approvato in serata con 34 voti favorevoli e 9 contrari), sfociata con l’abbandono dell’Aula prima del voto, era stata anticipata questa mattina da Paolo Maninchedda, ex assessore dei Lavori pubblici e fondatore del partito insieme a Franciscu Sedda, in un blog pubblicato in www.sardegnaeliberta.it .

«Leggo che il Presidente della Regione considera profondamente sbagliata la posizione del Partito dei Sardi sulle Servitù Militari – ha scritto Paolo Maninchedda -. Noi consideriamo preliminarmente sbagliato che si eleborino accordi strategici in gran segreto, li si illustri, senza consegnare i testi, dieci giorni fa, e solo dopo reiterate insistenze si rendano disponibili i testi solo a partire da venerdì scorso. Noi consideriamo preliminarmente sbagliato un metodo, erroneamente ripetuto in questa legislatura, di produrre scelte strategiche sempre con tempistiche drammatizzate dell’ultimo minuto e sempre sul confine ‘prendere o lasciare’. Noi vogliamo difendere gli interessi legittimi della Nazione Sarda come avviene tra persone civili, cioè coi tempi del confronto e del ragionamento.»
«La bozza di accordo tra la Regione Sarda e il Ministero della Difesa non verrà mai votata dal Partito dei Sardi – ha aggiunto Paolo Maninchedda -. È una bozza arrendevole, insufficiente e arretrata rispetto al dibattito sviluppatosi negli ultimi anni in Sardegna. Non posso pubblicarne il testo, e quindi discuterne pubblicamente nel merito, perché così è stato richiesto dalla Presidenza, ma giudichiamo incomprensibile questa inutile riservatezza, che peraltro ha circondato tutta la trattativa tra la Regione e il Governo, senza un solo momento intermedio di consultazione e collaborazione.
Nel merito, poi, il nostro capogruppo e i consiglieri in Aula, espliciteranno i nostri contenuti e sceglieranno le forme migliori per spiegare il nostro dissenso su questo documento.»
«Oggi più che mai – ha concluso Paolo Maninchedda -, viva la Sardegna, viva la libertà.»

Il Parlamento europe
Coldiretti: «Il pre

giampaolo.cirronis@gmail.com

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