3 April, 2026
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Questa mattina, presso l’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino, si è svolta la tradizionale cerimonia annuale delle Benemerenze del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e della Lega Nazionale Dilettanti, attraverso la quale sono stati consegnati i premi per club e dirigenti di lunga militanza del calcio di base. Ben 253 i riconoscimenti conferiti, di cui 51 sono stati riservati all’attività giovanile.

I numeri delle Benemerenze 2026

Settore Giovanile e Scolastico
1 Società 75 anni
2 Società 50 anni
4 Dirigenti Federali 20 anni
44 Dirigenti Società 20 anni

Lega Nazionale Dilettanti
30 Società 100 anni
13 Società 75 anni
26 Società 50 anni
1 Società 40 anni
11 Società 30 anni
20 Dirigenti Società 40 anni
63 Dirigenti Società 20 anni
10 Dirigenti Federali 40 anni
20 Dirigenti Federali 20 anni

L’assegnazione del prestigioso riconoscimento all’ASD GS Iglesias Calcio, società sportiva fondata nel 1925, della Benemerenza Nazionale della F.I.G.C.- L.N.D., è stata decisa su indicazione del presidente del Comitato regionale Sardegna della Lega Nazionale dilettanti Gianni Cadoni, annunciata dopo la conquista della Coppa Italia di Eccellenza regionale (traguardo mai raggiunto prima). Il presidente Giorgio Ciccu lo ha ricevuto dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete e al presidente della FIGC Gabriele Gravina.

Domani la squadra sarà impegnata a Settimo San Pietro, contro il Sant’Elena, per l’ottava giornata di ritorno del campionato di Eccellenza, partita che vedrà il debutto in panchina del nuovo allenatore Gianfranco Ibba, subentrato al dimissionario Giampaolo Murru.

La sindaca di Villamassargia, Debora Porrà, ha firmato con l’assessorato regionale dell’Industria, una nuova convenzione JTF per un importo complessivo di € 459.785,06.
Il nuovo finanziamento prevede:
• € 334.104,50 destinati alla realizzazione dei parcheggi coperti con impianto fotovoltaico presso la nuova Palestra Comunale Roberto Carlo Frongia;
• € 125.680,56 per interventi presso il Centro di Aggregazione Sociale.
«L’intervento è stato ritenuto coerente con le finalità del PN JTF e pertanto finanziabile, oltre a quello già precedentemente ottenuto per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (FER), di sistemi di accumulo di energia e configurazioni di autoconsumo per la condivisione di energia rinnovabile (CACER) dell’importo di € 1.203.458,49 – ha spiegato Debora Porrà -. Anche questo ulteriore contributo concesso è a fondo perduto e copre il 100% delle spese ammissibili che saranno effettivamente sostenute. La nostra Amministrazione prosegue con la determinazione di sempre, trasformando l’impegno quotidiano in risultati concreti per il territorioha concluso la sindaca di Villamassargia -. Le polemiche passano, il lavoro resta.»

Dopo la preziosa vittoria interna ottenuta sei giorni fa con il Santa Teresa Gallura che ha interrotto la serie negativa di quattro sconfitte consecutive, il Carbonia si appresta ad affronta un altro confronto casalingo, con il Lanusei, formazione in piena corsa per i playoff, snodo fondamentale nella corsa verso la salvezza, nell’ottava giornata di ritorno del campionato di Eccellenza regionale. Graziano Mannu deve fare a meno degli squalificati Tomas Pavone ed Hernan Zazas che sono chiamati a scontare la seconda delle due giornate di squalifica rimediate sul campo della Nuorese, per il resto ha a disposizione tutti gli uomini della rosa. Vediamo l’intervista con il tecnico biancoblù.

«La carenza di personale sta mettendo a rischio i servizi per i cittadini del Comune di Uta e adesso ci sono anche in pericolo gli stipendi dei dipendenti, visto che l’amministrazione ha fatto sapere di avere difficoltà economiche.»
Lo denuncia la Uil Fpl attraverso il segretario territoriale di Area vasta Alessandro Pischedda dopo l’assemblea dei dipendenti del comune di Uta di alcuni giorni fa.
Un incontro che è servito per fare il punto della situazione: «Sono emersi problemi non più rinviabilispiega Alessandro Pischedda – che stanno logorando fisicamente e psicologicamente i pochi dipendenti rimasti». Nel corso dell’assemblea sono state affrontate tutte le criticità: dalla presenza del carcere, alle grandi opere, fino alla carenza di personale.
«Tanta preoccupazione nei dipendenti è alimentata da una nota interna che informa i responsabili dei servizi in merito a una forte sofferenza di liquidità di cassaspiega il sindacalistatanto seria che potrebbero non essere pagati gli stipendi.»
L’incertezza e la paura per il futuro hanno spinto 26 dipendenti su 27 a firmare un documento in cui, vista la situazione, si dicono preoccupati per il rischio che non vengano pagati gli stipendi e, alle attuali condizioni, di non poter più erogare i servizi ordinari alla popolazione.
Nodo centrale rimane «la continua riduzione del personale precisa il sindacalista -. Si è passati in due decenni da 38 unità lavorative full time, più gli oltre 30 operatori esterni tra cantieri e lavoratori socialmente utili, ai soli 27 dipendenti di oggi di cui 2 al 50%, mentre aumenta costantemente la popolazione che ha raggiunto adesso le 9mila unità. Tuteleremo i nostri associatigarantisce Alessandro Pischedda nulla verrà lasciato al caso, la Uil Fpl garantirà la massima assistenza».

«Lo sconto sulle bollette previsto dal Decreto energia è solo uno specchietto per le allodole, si tratta di pochi euro che non incideranno sul budget delle famiglie ma che danneggeranno definitivamente le aziende come la nostra che producono energia dalle biomasse e che beneficiavano dei prezzi minimi garantiti.»
La Uilm Sardegna ribadisce la preoccupazione sulla sorte della centrale a biomasse di Serramanna (Sardinia Bio Energy) se il Governo dovesse convertire in legge il decreto energia con l’attuale impostazione.
«Metterebbe a rischio il futuro dell’aziendaevidenzia il sindacato la modifica del prezzo minimo garantito dell’energia è già una mannaia e arriva dopo che la società, visti gli accordi presi, ha già avviato interventi importanti: è in corso infatti una fermata programmata che era stata definita la scorsa estate proprio in virtù di un quadro di riferimento che veniva considerato stabile e affidabile. Ma adesso tutto è cambiato”. Se il decreto energia venisse convertito in legge senza modifiche, denuncia la Uilm Sardegna “metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro e buste paga in tutta la Sardegna.»
E il sindacato si interroga? «Non riusciamo a capire il perché di questo cambio di rottasottolinea – ci viene da pensare che si vogliono favorire altre forme di energia come l’eolico, danneggiando chi, ormai è scientificamente riconosciuto, fornisce solo in Sardegna il 10 per cento dell’energia.»
La conferma arriva dal progetto RSE – Università di Cagliari sulla valorizzazione delle biomasse residuali presentato la settimana scorsa nella facoltà di Ingegneria alla presenza di rappresentanti di MASE e Regione.
«Il messaggio lanciato è stato chiarissimo ribadisce la Uilm le biomasse residuali valgono circa il 10% dell’energia consumata in Sardegna e sono una leva che tiene insieme sviluppo socioeconomico e tutela ambientale, filiere operative e riduzione della dipendenza dai fossili.»
«Se oggi il mondo scientifico certifica che le biomasse residuali sono già una quota strutturale del sistema energetico sardoprosegue la Uilmnon è possibile costruire norme che aumentano l’instabilità proprio sulle rinnovabili programmabili. La transizione non si fa per slogan: si fa garantendo continuità industriale e lavoro.»
Il sindacato, dopo la lettera inviata la scorsa settimana ai parlamentari, richiama l’attenzione delle istituzioni e della classe politica affinché il decreto energia venga modificato. In particolare chiede: «Correzione-stop delle norme che producono déclage o azzeramenti tali da rendere economicamente insostenibili impianti in esercizio e occupazionesottolinea l’apertura immediata di un tavolo con MASE, Regione Sardegna, parti sociali e operatori per fissare regole certe e garantire la stabilità del lavoro.»
«Il futuro di tante famiglie è in pericoloconclude la Uilm Sardegna -. Con scelte sbagliate come quella che si sta facendo con il decreto energia la politica affossa ancora di più imprese e occupazione e scarica sui lavoratori il costo dell’incertezza.»

Termina oggi a Bruxelles il seminario “Insularità e cittadinanza europea” organizzato dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal) al Parlamento europeo a partire da martedì 24. L’ultimo appuntamento si svolgerà nella sede di “Focus Europe”, che supporta gli enti locali nell’accesso ai fondi europei, con alcuni incontri su protezione civile, affari europei e agricoltura.

Nei giorni scorsi, la delegazione del Cal, guidata dal presidente Ignazio Locci, ha incontrato gli eurodeputati Marco Falcone e Giuseppe Lupo per un confronto sui alcuni temi d’interesse per gli enti locali sardi: il quadro finanziario 2028-34; le politiche di coesione economica, sociale e territoriale; le specificità delle regioni insulari; il ruolo delle autonomie locali nei processi decisionali europei. Una giornata è stata dedicata agli incontri coi dirigenti italiani dei servizi della Commissione europea per una presentazione dei ruoli, delle funzioni e delle modalità operative della Commissione, oltre all’illustrazione di programmi e iniziative di interesse per gli enti locali.

«Un’occasione per discutere del ruolo degli enti locali e del sistema delle autonomie locali all’interno del più grande sistema comunitarioha sottolineato Ignazio Locci -. Ciò assume un rilievo particolare perché la Regione Sardegna è impegnata in un percorso di revisione e rafforzamento del proprio Statuto. L’Europa deve essere sempre più vicina al popolo sardo e al nostro sistema di autonomie locali, perciò serve una legislazione più moderna e al passo coi tempi.»

Dopo l’incontro coi responsabili del Comitato europeo delle Regioni (CdR) e del Comitato economico e sociale europeo (Cese), si è svolto un convengo sulla figura di Mario Melis, presidente della Giunta regionale negli anni ’80, affrontando i temi delle autonomie locali, della sussidiarietà e della dimensione federale europea.

«Non è stato solo un ricordo di Mario Melis e del suo impegno politico sui temi dell’Europa delle Regioni, ma anche un momento di confronto importante per le Autonomie locali che vivono una situazione molto difficile nell’attuale quadro europeo, che progressivamente ha concentrato poteri e competenze. Uno spazio di riflessione sulla cultura dell’Autonomismo e del Regionalismo, sempre più compressi e sacrificati da un europeismo centralista e un’occasione qualificata per consentire alle Autonomie locali sarde di confrontarsi, nella sede appropriata, con studiosi ed esperti, e per rilanciare il dibattito sulle riforme», ha concluso il presidente Ignazio Locci.

Nessuna interruzione dell’assistenza per i pazienti dei due medici di medicina generale di Iglesias che, dal 1° marzo, cesseranno l’attività per dimissioni.
L’Azienda si è attivata con largo anticipo per prevenire possibili disagi e garantire la continuità del servizio sanitario sul territorio.
Nonostante non sia stato possibile coprire le sedi attraverso i bandi regionali ARES, a causa della mancanza di disponibilità, è stato avviato un bando aziendale che ha consentito di individuare professionisti disponibili ad assicurare l’assistenza attraverso il modello ASCoT.
L’obiettivo è quello di garantire ai cittadini un punto di riferimento certo, evitando qualsiasi vuoto assistenziale.
In queste ore sono in fase di definizione, insieme ai medici incaricati, i giorni e gli orari di apertura dell’ambulatorio. Informazioni che saranno rese disponibili nei primi giorni della prossima settimana.
I pazienti attualmente in carico al dott. Dall’Acqua e della dott.ssa Contini saranno automaticamente assegnati al nuovo servizio individuato dall’Azienda, senza necessità di recarsi agli sportelli per effettuare la scelta del medico.
L’Azienda conferma il massimo impegno a tutela della comunità e assicura che il servizio sarà garantito con continuità e senza disagi per i cittadini.
Nella foto di copertina il direttore generale della Asl Sulcis Iglesiente, Paolo Cannas

Si avvia il palinsesto dell’estate 2026 della Forte Arena: sabato 1 agosto, il palcoscenico del teatro sotto le stelle del Forte Village a Santa Margherita di Pula ospiterà il nuovo emozionante viaggio musicale di Fiorella Mannoia, attraverso i repertori e i brani più amati di Ivano Fossati e Fabrizio De André.

La tournée “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve” prende vita nel trentennale dell’omonimo album di De André, pietra miliare della musica italiana e suo ultimo lascito creativo, realizzato insieme a Fossati e pubblicato nel 1996. Dal ricordo dei brani indimenticabili di quell’album – insignito della Targa Tenco – ai successi più amati e già intrecciati al repertorio e al cuore di Fiorella, fino a nuove interpretazioni dei capolavori dei due maestri, lo spettacolo è un omaggio sentito e profondo a un’eredità artistica e culturale, che continua a risuonare nel cuore di intere generazioni.

I biglietti per lo spettacolo sono disponibili a partire dalle ore 11.00 di oggi 27 febbraio sui canali ufficiali di Box Office Sardegna e Ticketone.

Davide Donati, 20 anni, s’è imposto in volata sul traguardo di via Manno, a Carbonia, nella seconda tappa del Giro di Sardegna 2026 sviluppatasi sulla distanza di 136,2 km da Oristano alla città mineraria. Il portacolori della Red Bull-Bora Rookies ha preceduto nettamente Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) e Patrick Frydkjaer (Lidl-Trek Future Racing). Nicolò Garibbo (Team Ukyo), vincitore della prima tappa, partita ieri da Castelsardo e conclusasi a Bosa, ha mantenuto la maglia di leader della corsa, con 4” di vantaggio su Gianmarco Garofoli e Filippo Zana, compagni di squadra nella Soudal-Quick-Step.

La tappa, come era già avvenuto ieri, si è sviluppata su un percorso di straordinaria bellezza, in un pomeriggio baciato da un clima primaverile, temperatura intorno ai 20 °C. Lungo il percorso ci sono stati alcuni tentativi di fuga che non hanno mai raggiunto una consistenza tale da mettere in dubbio l’arrivo in volata a Carbonia.

Al termine si è svolta la cerimonia di premiazione del vincitore di tappa Davide Donati, del leader della classifica Nicolò Garibbo e dei leader delle altre classifiche, alla quale hanno partecipato Fabio Aru, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, il presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella, il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il vicesindaco Michele Stivaletta e l’assessora dello Sport Giorgia Meli, gli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dell’Industria Franco Cuccureddu, Ilaria Portas ed Emanuele Cani, il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Mario Farci, Vitangelo Tizzano di UnionCamere.

Il Giro della Sardegna, organizzato dal GS Emilia con il sostegno dell’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, è la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni. Domani la carovana si sposterà a Cagliari, dove dal Poetto alle 11.15 partirà la terza tappa, sulla distanza di 168,3 km, che si concluderà a Tortolì.

Giampaolo Cirronis

La Regione Sardegna, ancora una volta “sceglie di non decidere”. La presidente Alessandra Todde, inerte, delega il governo Meloni a decidere per la Sardegna sulla produzione bellica dell’Rwm a Domusnovas. Il ministero dell’Ambiente attraverso il commissario ad acta approva la valutazione d’impatto ambientale e dà il via all’ampliamento della fabbrica delle bombe nell’area più povera d’Europa, più inquinata, esposta a nuovi rischi per la sicurezza e con un equilibrio idrogeologico del territorio già fragile.

Un atto di irresponsabilità politica, etica e morale nello stesso stile con cui la presidente Todde ha gestito la questione della speculazione energetica da fonti rinnovabili, attraverso due leggi regionali di dubbia efficacia e che la Corte Costituzionale avrebbe certamente bocciato. Tutto al fine di consentire che il governo Meloni varasse la tremenda L4/2026 sulle aree idonee. Legge che a tutt’oggi la presidente Todde non ha impugnato, delegittimando politicamente la Regione Autonoma. E’ così che per la speculazione sugli impianti eolici, lo Stato vincola 370mila ettari di territorio sardo, chiudendo, ancor più in bellezza, il cerchio del famigerato DM 199/2021, il decreto Draghi che apriva le porte della Sardegna alla speculazione. Oggi a potenziare quel disegno ci pensa il governo Meloni. Tutto torna. Il DM 199/2021 ebbe l’avallo dell’allora viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, divenuta poi presidente della Sardegna, con il giustificato plauso delle alte sfere della politica romana.

La recita da gran teatro, dell’opposizione della presidente Todde alla presidente del Consiglio Meloni, entrambe ispirate al modello dell’economista, banchiere e politico italiano, Mario Draghi, si chiude con un bilancio legislativo fallimentare per la nostra regione Autonoma.

E’ una grande vittoria dello Stato e una pesante sconfitta per la Sardegna e non solo in campo energetico.

Claudia Zuncheddu

Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica