23 July, 2026

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Isili, Assessore Mura e Ministro Orlando

Valorizzare il patrimonio paesaggistico ed identitario dei territori in cui insistono le colonie penali, e mettere insieme le risorse ambientali e culturali per promuoverle, in un’ottica inclusiva, in chiave turistica e imprenditoriale. Con queste finalità sono stati finanziati i corsi di formazione del progetto “Liberamente”, nell’ambito del programma Green & Blue economy, presentati a Isili alla presenza dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura, e del ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
«L’iniziativa ha il grande merito di coniugare il recupero della memoria storica dei luoghi attraverso il racconto dei detenuti, con finalità educative e di promozione dell’inclusione socio-lavorativa, insieme alla valorizzazione di territori di elevato pregio – ha affermato l’assessore Mura –. Gli allievi avranno l’occasione di calarsi in una dimensione esperienziale dal profondo valore umano, ed entrare in contatto con la realtà delle colonie agricole penali, che finalmente si aprono all’esterno per raccontare le storie di chi le abita e la voglia di riscatto e di riabilitazione. È un progetto dal forte impatto sociale, che mette al centro le persone, le comunità e contesti territoriali spesso lasciati ai margini, per valorizzarne le potenzialità produttive e promuovere la creazione di iniziative d’impresa, capaci di includere e di dare un’opportunità di lavoro a chi ha espletato una pena, lanciando un messaggio di speranza di cambiamento – ha aggiunto Virginia Mura -. L’idea è frutto dalla proficua collaborazione tra la Regione ed il ministero della Giustizia, peraltro già avviata da tempo, con la stipula di protocolli d’intesa, anche per l’esigenza di sopperire ad alcune carenze dell’amministrazione giudiziaria in Sardegna.»
«Nel progetto rientrano le azioni svolte in collaborazione con il Centro di Giustizia minorile e l’adozione dei tirocini atipici, strumento utile alla riabilitazione dei detenuti, che offre l’opportunità concreta di recupero e di reintegro nella società attraverso il lavoro – ha sottolineato l’assessore Mura -. La Regione, inoltre, ha stanziato nell’ultima finanziaria un apposito fondo di 1milione di euro a favore dell’inclusione sociale e lavorativa degli detenuti, che ha permesso di attivare importanti progetti anche nell’ambito della mediazione penale e civile.»

Il ministro Orlando, dal suo canto, ha affermato che «le colonie agricole penali sono un patrimonio prezioso per l’amministrazione penitenziaria e per i territori in cui insistono. Iniziative come questa sono l’occasione per dare concretezza a uno dei pilastri dell’esecuzione penale, che è il lavoro. Nel percorso di riforma che si sta compiendo – ha sottolineato il Ministro – sarà reso più stringente il rapporto tra l’esecuzione della pena e le opportunità di lavoro per i detenuti. Occorre superare il muro di diffidenza e creare ponti di inclusione, e il primo ponte è certamente il lavoro».
Il ministro Orlando ha anche citato gli interventi del ministero della Giustizia sul fronte della riqualificazione delle strutture carcerarie e delle stesse colonie penali. Il progetto “Liberamente”, proposto dal raggruppamento temporaneo d’impresa composto da Ifold, Confcooperative, Poliste e Byfarm, è stato finanziato nell’ambito del Fondo sociale europeo, per un importo di 670mila euro. Sono due i percorsi finanziati: Tecnico del web marketing territoriale, della durata di 600 ore, che si svolgerà in due edizioni, una a Cagliari ed una a Sassari; un percorso di formazione per la creazione d’impresa, della durata di 140 ore, con sede a Nuoro, con l’effettuazione di una esperienza di mobilità transnazionale per ciascun partecipante. I percorsi sono rivolti ai giovani entro i 35 anni di età, fino al 45% donne.

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La Regione chiude il Piano di Rinascita della Sardegna a 23 anni dalla sua entrata in vigore e 18 anni più tardi rispetto a quando l’ultima tranche dell’importo complessivo avrebbe dovuto essere erogata. Due anni fa nell’assessorato del Bilancio guidato da Raffaele Paci ci si è accorti che lo Stato non aveva ancora pagato la somma prevista per l’ultimo anno di attività, il 1999, perché le amministrazioni regionali precedenti non avevano mai presentato il rendiconto finale: 90 milioni di euro, circa il 10% del totale, che sono stati ora finalmente riconosciuti e saranno utilizzati per pagare debiti della Regione andati in perenzione.
«Controllando la documentazione ci siamo resi conto che quel Piano dopo 23 anni non era mai stato chiuso, che ben 90 milioni non erano mai stati riscossi e che, incredibile ma vero, nessuno se ne era mai preoccupato. A quel punto, gli uffici si sono messi al lavoro per ricostruire tutti i passaggi e i dettagli, e hanno riaperto il rapporto con Roma su questo versante – spiega Raffaele Paci -. Scoprire tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di ripulitura dei conti regionali che, come ho spiegato altre volte, rientra in un’operazione trasparenza che vogliamo portare fino in fondo, con forza e convinzione per lasciare in ordine le casse regionali. Chiudere il Piano di rinascita, e ancor prima accorgersi che era rimasto sospeso, è un grande risultato di due anni di duro lavoro per il quale ringrazio i miei uffici. Con questi 90 milioni pagheremo altre perenzioni, abbattendo così ulteriormente l’enorme debito della Regione che abbiamo trovato accumulato.»
La legge n. 402 del ‘94 ‘Provvedimenti urgenti per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna in attuazione dell’art. 13 dello Statuto Speciale’ destinava 910 miliardi di lire (461 milioni di euro) per il programma di investimenti urgenti da realizzare nell’Isola. La Regione ha provveduto a redigere e proporre al Cipe un programma complessivo di interventi urgenti per gli anni 1994-1998, approvato dal Consiglio regionale il 17 febbraio 1995. La riprogrammazione è stata approvata dal Consiglio il 7 agosto 1998 e presentata a settembre al Cipe, che a dicembre ha approvato il “Programma di intervento per gli anni 1998-1999”. Dopo aver verificato che l’annualità relativa al 1999 non era mai stata versata, l’Assessorato ha aperto un confronto con Ragioneria dello Stato, Dipe e Cipe per ottenere il saldo. La relazione di chiusura e la richiesta di erogazione del saldo è stata trasmessa a fine 2016 al Cipe che, nella seduta del 10 luglio scorso, ha preso atto della chiusura del Piano di rinascita sancendo così il diritto della RAS ad avere il trasferimento dell’importo rimanente.
Con i 90 milioni del Piano di rinascita, a cui la Giunta su proposta dell’assessore del Bilancio ha deliberato di aggiungere altri 60 milioni, saranno pagate le perenzioni con cifre assegnate a ciascun Assessorato. «Sono soldi che permetteranno alla Regione di saldare i debiti con i Comuni e con le imprese, dando ossigeno al sistema economico della Sardegna. Soldi che arriveranno agli enti locali, che potranno così utilizzarli per pagare le imprese che hanno realizzato le opere – spiega il vicepresidente della Regione. Fra gli interventi più rilevanti a cui sono destinati i pagamenti troviamo opere di riqualificazione urbana, interventi contro la dispersione scolastica e per la promozione della lettura, piani di edilizia residenziale pubblica, strade, emergenza idrica, opere fognarie, eliminazione delle barriere architettoniche dagli edifici pubblici, internazionalizzazione delle imprese. A fine 2013 le perenzioni della Regione ammontavano a 2,7 miliardi e nel 2016 si erano ridotti a un miliardo e 300 milioni, risultato fortemente apprezzato dalla Corte dei Conti come scritto nell’ultima relazione sulla parifica del Bilancio e ribadito durante la seduta pubblica. Nel 2017 saranno pagati altri 200 milioni, quindi alla fine dell’anno i debiti perenti ancora da pagare saranno un miliardo e 100 milioni. «Questo significa che, dall’inizio della legislatura, le perenzioni della Regione sono state ridotte di ben un miliardo e 600 milioni. Un risultato – conclude il vicepresidente della Regione – che è frutto di un lavoro duro, costante, serio che continueremo a fare per favorire la ripresa del sistema economico sardo».

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C’è ancora spazio in Sardegna per una sinistra di Governo? E quale sinistra? Sono interrogativi ai quali cercherà di dare delle risposte il convegno“Quale Sardegna – Quale Sinistra” organizzato per venerdì 13 ottobre, a Sassari, presso il Centro sociale San Giorgio a Li Punti.

Dopo l’introduzione di Salvatore Meloni (segretario provinciale Sinistra Italiana) su “Quale Sardegna”, interverranno: Omar Chessa (Art. 1 MDP), Roberto Mirasola (Sinistra Italiana), Giovannino Deriu (Rifondazione Comunista), Patrizia Marongiu (PCI), Massimo Dadea (ex assessore regionale), Maria Antonietta Mongiu (associazione Lamas), Gesuino Muledda (Rossomori), Francesco Soro (Possibile), Sandro Roggio (Urbanista), Giovanni Tendas (Sinistra Italiana) e Claudia Zuncheddu (consigliere regionale Sardegna Libera).

Dopo la pausa pranzo, dalle ore 16.30, introdurrà il tema “Quale sinistra” Antonello Licheri (segretario regionale Sinistra Italiana). Interverranno Pippo Civati (Possibile), Miguel Gotor (Art. 1 – MDP) e Nicola Fratoianni (Segretario Nazionale Sinistra Italiana. Parteciperanno al dibattito anche Michele Carrus (CGIL), Gaetano Galia (Salesiani), Lilli Pruna (Sinistra Italiana), Maria Graziella Serra (Sinistra Italiana), Fiorella Tilloca (Sinistra Italiana) e Franco Uda (dirigente nazionale Arci).

Hanno dato la loro adesione, e interverranno, inoltre, Pasquale Lubinu (coordinatore provinciale di Art. 1 – MDP), i consiglieri regionali Luca Pizzuto e Daniele Cocco (art. 1 – Sdp), Thomas Castangia, dirigente regionale di Possibile, Piero Cossu, presidente regionale ANPI.

Il dibattito, aperto a tutti, sarà coordinato dal giornalista Costantino Cossu. Ci sarà la possibilità di pranzare all’interno della struttura.

«Si tratta del primo evento – si legge in una nota – che vede la partecipazione di tutta la sinistra plurale, quella organizzata nei partiti e movimenti (presenti con i più autorevoli dirigenti nazionali) e quella che fa capo alle associazioni e ai movimenti della società civile, quindi un importante momento di dialogo e confronto nel processo di costruzione di una alternativa alle politiche del governo nazionale e di quello regionale.»

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In occasione del referendum del 1° ottobre indetto dal governo catalano sull’indipendenza della regione dalla Spagna, Progres Progetu Repùblica ha inviato una delegazione di attivisti in qualità di osservatori internazionali.

Tra loro, vi era il segretario della delegazione internazionale Gianluca Collu, che tira le somme dell’esperienza vissuta.

Il referendum catalano è stata l’occasione giusta per vivere in prima persona un momento storico fondamentale per il futuro di un popolo che ambisce ad autodeterminarsi e costruire una nuova Repùblica.

Esserci è stato importante anche perché in questo processo che interessa tutte le nazioni senza stato del continente è utile verificare la credibilità dei principi democratici a fondamento dell’Unione Europea: nella partita tra Spagna e Catalogna, infatti, è in gioco anche il futuro dell’Europa.

Ciò a cui abbiamo assistito come rappresentanti della delegazione di Progetu Repùblica è un esempio straordinario su come i catalani sono riusciti, in maniera non violenta ma determinata, a mettere in scena una entusiasmante storia di libertà e diritti, di inclusività e partecipazione, di passione e volontà.

Sono migliaia i volontari che hanno garantito il regolare svolgimento del referendum, consentendo al popolo catalano di esprimere il proprio parere sul futuro della loro terra.

È stato un privilegio partecipare ai presidi in difesa dei seggi e delle regolari votazioni, malgrado la polizia spagnola, con lo scopo di terrorizzare i catalani – e quindi di bloccare l’afflusso ai seggi – abbia vergognosamente fatto uso della violenza su cittadini inermi, sgomberato e chiuso seggi, sequestrato le urne con i voti, una rete organizzativa perfetta ha comunque permesso a oltre tre milioni di cittadini di esercitare il democratico diritto di votare.

Oggi la Catalogna è una nazione che vive la concreta opportunità di dire addio all’uso della parola indipendenza; con la nascita della nuova Repubblica “indipendentzia” verrà ricordata una volta all’anno in una giornata di festa nazionale, come il 6 dicembre per l’Irlanda.

Quello catalano per come viene conseguito è un percorso in cui noi di ProgReS ci riconosciamo intimamente, la forza della nonviolenza, della ragione e del sorriso sono in grado di vincere su qualsiasi tipo di ingiustizia e prevaricazione.

La lotta per l’autodeterminazione del popolo catalano deve essere un esempio per il popolo sardo, un esempio che non possiamo permetterci di ignorare seppur consci che non vi è alcuna strada facile per la libertà. Raccontare ciò che abbiamo vissuto e visto a Barcellona è importante perché deve essere da stimolo per le nostre azioni future. Nelson Mandela diceva: «Per gli uomini la libertà della propria terra è l’apice delle proprie aspirazioni». Noi ci crediamo.

Fìntzas a s’indipendentzia!

 

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PittaRosso è uno dei maggiori protagonisti nella vendita al dettaglio di calzature e pelletteria. L’azienda italiana ha dimensioni nazionali. Con oltre 200 punti vendita in Italia ed all’estero è una realtà distributiva da sempre attenta alla qualità, alle tendenze moda e, sopratutto, ai prezzi. Tutti i negozi PittaRosso hanno un vastissimo assortimento di calzature per la donna, l’uomo ed il bambino.

PittaRosso, sull’onda del successo ottenuto negli anni, comunica che: «L’espansione di PittaRosso non si ferma! Per questo siamo alla ricerca di profili interessati ad entrare a far parte di una realtà coinvolgente e stimolante, in grado di condividere con noi un forte progetto di sviluppo».

Le figure maggiormente ricercate al momento sono quelle di… 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/copia-di-pittarosso .

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La squadra dei Diavoli Rosa Brugherio ha vinto, come da pronostico, la 16ª edizione del Memorial “Giacomo Cabras” di volley, disputato venerdì e sabato al PalaGiacomoCabras di Sant’Antioco. In finale, i lombardi, terzi classificati nel girone B dello scorso campionato di B1, hanno superato nettamente la Polisportiva Sarroch, con il punteggio di 3 set a 0, dopo aver superato in semifinale la VBA/Olimpia Sant’Antioco, per 3 a 2. La Polisportiva Sarroch era approdata in finale, superando in semifinale il Cus Cagliari Sandalyon per 3 set a 1.

Nella finale per il terzo e il quarto posto, la VBA/Olimpia Sant’Antioco ha superato il Cus Cagliari Sandalyon per 3 set a 1.

Per le quattro squadre protagoniste del Memorial, è stato l’ultimo test in preparazione del debutto nel nuovo campionato di serie B che prenderà il via sabato prossimo, 14 ottobre. Le tre squadre sarde sono state inserite nel girone F, comprendente 13 squadre, sarde, laziali e campane (il Brugherio è stato confermato nel girone B). La VBA/Olimpia del neo allenatore Tony Bove debutterà sul campo del Volley Marcianise, in provincia di Caserta, sabato 14 ottobre, alle ore 19.00. Sempre sabato, la Polisportiva ospiterà la Virtus Roma, inizio ore 16.00; e la matricola Cus Cagliari Sandalyon, infine, ospiterà la Fenice Pallavolo Roma, inizio ore 15.30.

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Il ministero della Salute ha concesso la deroga sui punti nascita con meno di 500 parti all’anno solo per gli ospedali di Scandiano (Re) e per i due del cratere sismico: Mirandola (Mo) e Cento (Fe).

Non viene concessa per le strutture di Castelnovo ne’ Monti (Re), Pavullo nel Frignano (Mo), Borgo Val di Taro (Pr) e La Maddalena (SS). Di conseguenza, l’attività in questi ultimi punti nascita dovrà essere sospesa.

«Ancora una volta la politica perde un’occasione per dimostrarsi vicina ai cittadini, anzi penalizza proprio le realtà più lontane, più scomode rispetto alle città – dice Emanuela Cioni, presidente CISADeP – Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche -; questa decisione ci rattrista perché comporta conseguenze molto negative anche per il nostro territorio, crediamo, infatti, che sia così messa una pietra sopra alle possibilità di riaprire il punto nascita di Porretta Terme; ma, contemporaneamente, questa decisione ci da ancora maggiore determinazione, perché conferma che è necessario, fondamentale, difendere con tutte le forze i presidi ed i servizi ancora presenti ed attivi nelle aree disagiate.»

«Dobbiamo quindi ribadire che le persone residenti in montagna e nelle isole – aggiunge Emanuele Cioni – sono considerate cittadini di serie B e che la volontà della politica, dietro parole come sicurezza ed ottimizzazione è di smantellare un pezzo alla volta gli ospedali delle zone più disagiate!»

«La Regione afferma che verranno messi in campo investimenti per potenziare gli ospedali montani e per mettere in sicurezza i futuri parti, benissimo, vogliamo crederci, ma secondo noi i protocolli messi in atto finora nel nostro territorio non garantiscono la tanto decantata sicurezza di partorienti e nascituri. Seppur delusi – conclude Emanuela Cioni -, siamo ancora più motivati e determinati a continuare questa lotta, chiedendo l’aiuto dei cittadini, perché è ormai chiaro che i nostri diritti dobbiamo difenderli da soli.»

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E’ un’autentica macchina da goal il nuovo Carloforte di Tony Poma, capolista del girone A del campionato di Promozione regionale, a punteggio pieno dopo le prime due giornate, in condominio con l’Arbus. Dopo aver travolto il Vecchio Borgo Sant’Elia all’esordio con il punteggio di 4 a 0, oggi i rossoblu tabarchini hanno fatto ancora meglio, rifilando un tennistico 6 a 0 al Quartu 2000, formazione presentatasi al Comunale Nuovo Puggioni di Carloforte con il nuovo tecnico Nicola Puddu in panchina al posto di Maurizio Rinino, esonerato clamorosamente dopo la netta sconfitta casalinga subita alla prima giornata contro il Seulo 2010 per 3 a 0. L’Arbus ha superato agevolmente il Vecchio Borgo Sant’Elia, per 3 a 0.

Trasferta sfortunata per il Carbonia, piegato di misura sul campo del Sant’Elena, a Quartu, con il punteggio di 2 a 1. I ragazzi di Andrea Marongiu, dopo un primo tempo senza goal, hanno subito un primo goal beffardo, riuscendo a rimontare con un bel calcio di punizione di Gabriele Concas, dopo aver colpito una traversa con Momo Cosa. Su calcio di rigore, molto contestato, il nuovo vantaggio del Sant’Elena e sfortunata reazione finale del Carbonia che ha colpito un secondo legno con Claudio Cogotti.

Sugli altri campi, larga vittoria del Selargius sul Bari Sardo, 5 a 0; pari con tanti goal tra Andromeda e Idolo, 3 a 3; vittoria di misura del La Palma Monte Urpinu sul Gonnosfanadiga, 1 a 0, e pari senza goal nel big match tra Siliqua e San Marco Assemini ’80 e tra Seulo 2010 ed Arborea.

Mercoledì, alle 15.00, il Carbonia tornerà in campo al Comunale “Carlo Zoboli” contro l’Arbus, per l’andata degli ottavi di finale della Coppa Italia. Domenica prossima, per la terza giornata del campionato, il Carbonia sarà impegnato ancora al “Carlo Zoboli”, contro l’Andromeda, mentre il Carloforte giocherà ad Arborea.

Nel girone B del campionato di Prima categoria, l’Atletico Villaperuccio ha superato in casa la Libertas Barumini per 4 a 2 ed ora guida la classifica in solitudine a punteggio pieno, con 6 punti. Alle sue spalle un gruppo di ben 6 squadre, a quota 4 punti, tra le quali ci sono la Monteponi di Walter Poncellini, fermata sullo 0 a 0 sul campo della Gioventù Sportiva Samassi; l’Atletico Narcao, impostasi di misura, 2 a 1, nel derby casalingo con il Cortoghiana; ed il Villamassargia, vittorioso a Senorbì con il punteggio di 3 a 1.

Prima vittoria per la matricola Atletico Masainas sulla Fermassenti, 2 a 1, e larga vittoria per la Gioventù Sarroch sul Domusnovas Junior Santos, 5 a 2. La Villacidrese ha superato per 2 a 1 il Villanovafranca; 1 a 1, infine, tra Pula e Virtus Villamar.

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Questa sera, alle 19.00, per l’Ottobrata iglesiente 2017, al Teatro Electra di Iglesias, è in programma un concerto del Festival Internazionale “Arpe dal mondo”, in occasione della Giornata Mondiale degli Emodializzati, organizzata in collaborazione con ANED Sardegna. L’ingresso è gratuito.

Martedì 10 ottobre, dalle ore 9.00, 12° Festival di letteratura per ragazzi “Tuttestorie”; alle 18.30, inaugurazione  della mostra “Frammenti di memoria… di don Luigi Cinesu”, a cura della Pro Loco, nel Chiostro di San Francesco. La mostra sarà visitabile dal 10 al 15 ottobre.

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«La Sardegna è una zona che io definisco una Pompei del mare non compresa, con i suoi nuraghi, i menhir, e una ricchezza di siti archeologici impressionante. In questo nuovo libro non troverete mai Atlantide, ma l’isola di Atlante». A Sergio Frau, giornalista e autore del volume “Le colonne d’Ercole” e del recente “Omphalos”, è stato assegnato il Premio Lawrence 2017, durante la conferenza stampa tenutasi nella carrozza Bauchiero (di recente ricostruzione) alla Stazione di Monserrato, in occasione della seconda giornata della decima edizione del “Festival Internazionale della Letteratura di viaggio D. H. Lawrence”. «Con questo libro che è un ponderoso e documentario saggio, ma anche una appassionata, colta e affascinante narrazione, l’autore si dimostra uno scrittore a 360° e un entusiasta ricercatore a cui la Sardegna per prima deve un ringraziamento e un incoraggiamento a valorizzare e diffondere il suo lavoro di ricerca». Questa in sintesi la motivazione del premio letta dal sindaco di Mandas, Marco Pisano, durante l’incontro di sabato mattina.

Un riconoscimento prestigioso per la sua carriera e per il suo nuovo libro “Omphalos” (Edizioni Nun Neon) che arriva dopo un decennio di ricerca e che gli verrà consegnato ufficialmente stasera, alle 21.00 in occasione dell’ultima giornata del festival, a Mandas. «Il nuovo libro di Sergio Frau arriva dodici anni dopo le Colonne d’Ercole e di questa ulteriore inchiesta non possiamo che essere orgogliosi. Gli studi e le ricerche sul nostro passato non possono che aiutarci a crescere e noi abbiamo il dovere di stimolare la curiosità nei giovani e di indurli a scoprire la memoria della loro cultura, e l’importanza della Sardegna al centro del Mediterraneo», ha aggiunto il primo cittadino di Mandas. Un libro che disegna un grande affresco di miti, civiltà, religioni, esplorando e utilizzando le fonti di biblioteche, i grandi autori della storia. «Non sono il primo a dire che Atlante è al centro del mondo, ne hanno già parlato Eschilo, Omero, Plutarco, Esiodo, Socrate, Aristotele, Platone, Diodòro Siculo – ha sottolineato Sergio Frau -. Stavolta ho fatto due volte il giro del mondo: prima dal punto di vista archeologico, perché volevo capire che tipo di contatti ci potevano essere nella preistoria e il secondo era capire quale è l’aldilà della varie fedi. E l’aldilà scopro che è sempre un altrove, ma è sempre un altrove dove tramonta il sole, e il sole tramontava da noi». Un viaggio affascinante tra «costellazioni e archeoastronomia, riti e miti che hanno guidato il pensiero umano dei millenni sino alle soglie della storia come ce la raccontano i testi scritti», citando ancora la motivazione del premio all’autore romano, ospite ieri sera nella sede del compendio culturale di San Francesco per la presentazione del suo libro.

E sulle tracce del viaggio in Sardegna, isola sacra ombelico del mondo, si conclude oggi, domenica 8 ottobre, il festival di letteratura di viaggio dedicato allo scrittore inglese D.H. Lawrence e alla sua opera “Sea and Sardinia”. Si parte dalla mattina alle 11.00 con la premiazione Concorso scolastico sul tema La letteratura di viaggio; alle 11.30 la presentazione del libro “Giampiero Marras Meloni. Identikit di un patriota sardo” (Alfa Editrice) di Costanzo Anacleto Bàrmina, un viaggio tra le nazioni senza Stato d’Europa e d’Italia; alle 18.00 il viaggio oscuro nella seconda metà del ‘700 di “Son luce e ombra” di Eliano Cau (Condaghes) ambientato per le vie mute del Barigadu e del Mandrolisai; alle 19.00 si parlerà con l’autore Maurizio Feo del libro “La malaria in Sardegna” (edizioni Grafiche del Parteolla), presentazione a cura di Gianni Murgia; alle 20.00 tra parole, poesia e musica si chiude il festival domenica alle 21.30 con l’artista emergente algherese Davide Casu che con il suo concerto, sul palco insieme a tre grandi musicisti tra i più stimati della scena jazz nazionale e regionale quali Marcello Peghin (chitarra), Salvatore Maltana (contrabbasso) e Gianrico Manca (batteria), e le sue poesie raccolte nel volume “Poetica” disegna rotte e itinerari mentali arricchiti dall’uso delle lingue sardo, catalano, italiano, facendosi apprezzare con crescente successo nei palchi sardi e non solo. Un fitto intrecciarsi di incontri, scambi e contaminazioni tra cultura, turismo, buon cibo e immersione in una genuina identità sarda.