18 September, 2026

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Settembre è per tutti il mese nel quale si devono raccogliere i frutti del lavoro fatto per favorire la cessione ed il riavvio dello stabilimento dell’Alluminio di Portovesme. Lavoro che per il ministro Calenda potrà andare a completamento in queste settimane e che fa seguito alla decisione del Governo di farsi soggetto attivo e intermediatore, con la propria Agenzia di sviluppo, fra l’Alcoa e eventuali acquisitori superando la decisione della multinazionale di dare avvio al suo smantellamento al termine dello scorso anno.

Entro settembre si dovrebbe, dunque, avere:

– la definizione del costo energetico adeguato agli standards europei attraverso i 3 strumenti: Accordo bilaterale con produttore di energia; Servizio di interrompibilità; riduzione strutturale degli oneri derivante dal provvedimento di legge verso la competitività delle produzioni energivore nazionali, già approvato dalla Camera e in attesa di concludere il suo iter legislativo nei prossimi giorni con il voto del Senato.

– la determinazione sull’intervento dello Stato per dare corpo alla dichiarazione di strategicità nazionale della produzione primaria, con un Contratto di Sviluppo a sostegno degli investimenti per il miglioramento tecnologico, produttivo e ambientale.

– la conclusione degli aspetti relativi alla ripartizione dei costi della messa in sicurezza e bonifica della falda acquifera con il barrieramento idraulico dell’intero Polo industriale e il completamento della procedura per l’ assegnazione del dragaggio del Porto industriale.

Tematiche tutte oggetto della lunga trattativa per dare corso ed esigibilità al protocollo d’intesa sottoscritto dal Governo con la Glencore, di fatto mai portata a termine a causa dei ritardi nella loro definizione e, soprattutto, impedita dalla decisione di Alcoa, nell’agosto dello scorso anno, di chiudere a qualsiasi trattativa con qualunque soggetto, quale che esso fosse, per la cessione dello stabilimento.

Soluzioni, dunque, ai temi e alle precondizioni indispensabili, sulle quali pesano in modo particolare le mobilitazioni e i sacrifici dei lavoratori e del territorio, per l’avvio di qualsiasi trattativa reale con qualunque soggetto potenzialmente e formalmente interessato all’acquisizione dello stabilimento.

In attesa della convocazione di cui agli impegni del Ministro e a fronte delle esperienze anche di queste ultime settimane con le altre vertenze, ci pare il caso di ribadire le preoccupazioni rispetto al frequente e possibile comportamento delle istituzioni, con una loro parte che opera per fare e altre che invece fanno di tutto per il suo contrario.

Infine, sappiamo che al 27 luglio, data dell’ultimo incontro con il Ministro, c’era una sola offerta in campo per rilevare lo stabilimento, quella della Svizzera Sider Alloys. Una proposta, della quale siamo in attesa di conoscere i termini del piano industriale e occupazionale, certamente importantissima che però, per noi, in quanto unica non fa onore al risultato del lavoro che abbiamo voluto ricordare e insieme anche al mondo industriale del nostro Paese e del settore.

Risultati, peraltro, rafforzati dai dati sui fattori della ripresa economica e dal deciso e stabile aumento della quotazione dell’alluminio nel mercato, che riteniamo meritino certamente ben altro interessamento da parte dei soggetti industriali mondiali del settore nel quale lo stabilimento deve competere nel tempo.

Voci sempre più insistenti asseriscono che vi sarebbe la formalizzazione dell’interesse da parte della Glencore, che sappiamo aver completamente rinnovato il management mondiale del settore Alluminio. Se tale informazione fosse vera sarebbe insieme il riconoscimento del lavoro del Governo e la conferma delle maggiori certezze e garanzie sui temi fondamentali che fino a poco tempo fa erano invece oggetto di rivendicazione. La stessa, infine, andrebbe a determinare l’auspicabile ed opportuna competizione fra soggetti per l’acquisizione dello stabilimento con proposte, piani industriali da comparare e valutare nell’interesse del Paese, dei lavoratori e della ricaduta occupazionale nel breve come nel lungo periodo.

Tematiche da tenere in estrema considerazione nelle decisioni che il Governo ed Invitalia dovranno assumere nei prossimi giorni e settimane, per chiudere al meglio la vertenza ed accompagnare la ripresa economica e sociale di cui il Sulcis Iglesiente ha opportunità e diritto.

Roberto Puddu (segretario generale CGIL Sulcis Iglesiente)

Roberto Forresu (segretario FIOM CGIL Sulcis Iglesiente)

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I problemi legati al riordino della rete ospedaliera sono l’unico punto dell’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di Carbonia convocata in seduta straordinaria “aperta” per lunedì 18 settembre 2017, alle ore 18.00, nella sala polifunzionale di piazza Roma.

La riforma è al centro di un aspro dibattito in tutta la Sardegna ed il Consiglio regionale ha rinviato alla prossima settimana l’approvazione definitiva. Da più parti, da amministrazioni locali e vari comitati di cittadini sorti spontaneamente negli ultimi mesi che hanno manifestato anche la scorsa settimana in Ogliastra e a Cagliari, arrivano alla Giunta regionale e alla maggioranza di centrosinistra che ha proposto e sostiene la riforma (non mancano i distinguo anche in seno alla maggioranza) espliciti inviti a frenare il percorso di approvazione, per ascoltare le richieste di modifica, in particolare per le realtà minori e periferiche che verrebbero pesantemente penalizzate dall’attuale testo legislativo. La convocazione della seduta consiliare si inserisce proprio in questo dibattito, anche perché la realtà del Sulcis Iglesiente è una di quelle più interessate dal piano di riorganizzazione della rete ospedaliera predisposto dalla Giunta Pigliaru.

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Il comune di Carbonia si è aggiudicato un finanziamento regionale di 316.000 euro dell’avviso pubblico pubblicato il 4 luglio scorso dall’assessorato regionale dei Lavori pubblici, per la pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua e la conseguente riduzione del rischio idrogeologico.

Il contributo regionale verrà utilizzato per la manutenzione di 29 km di corsi d’acqua presenti nel territorio comunale. In particolare: Rio S’Acqua Stanziali, Canale Peddori, Rio San Milano I, Rio Cruxi Caridda, Rio Parenteddu, Rio S’Acqua Stanziaria zona Pip Is Gallus, Rio San Milano II, Canale Monte Rosmarino – Via Puglie, Rio Santu Milano, Canale zona Stadio.

«Grazie a questo finanziamento potremo prendere misure necessarie per fronteggiare apporti meteorici eccezionali e repentini, sempre più frequenti e tipici della stagione autunnale – ha commentato con soddisfazione l’assessore delle Manutenzioni Gian Luca Lai –. Si tratta di interventi di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua insistenti nel nostro territorio, che si aggiungeranno a quelli di imminente esecuzione sul rio Palmas, rio Santu Milanu, rio S’Acqua Stanziaria, rio Santa Caterina e Rio Medau Becciu. Si conferma l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Carbonia nel mettere in atto tutte le azioni possibili rivolte alla mitigazione del rischio idrogeologico, azione fondamentale per garantire la sicurezza dei nostri concittadini su questo versante.»

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La sala convegni del Lù Hotel, in via Costituente, a Carbonia, ospiterà lunedì 25 settembre, a partire dalle ore 17.00, una tavola rotonda sul tema “Industria 4.0”. Sviluppo, prospettive, possibilità ed opportunità che la nuova rivoluzione industriale mette in campo. Ai lavori, coordinati dal giornalista Giuseppe Deiana, interverranno i deputati Gianluca Benamati e Emanuele Cani, il presidente di Confindustria Alberto Scanu, il consigliere regionale Cesare Moriconi ed il presidente del Cacip (Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari) Salvatore Mattana.

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«Siamo alla ricerca di professionisti validi e brillanti sia per la nostra sede centrale che per tutta la rete commerciale dei punti vendita diretti», con questo messaggio vi accoglie il sito di Thun. Ma chi è Thun? L’azienda di Bolzano non ha bisogno di presentazioni. Nata nel 1950 per volontà dei conti, è diventata nel tempo leader nell’industria degli oggetti ed arredamenti in ceramica sia in Italia che all’estero.

Già nel 2016 l’azienda aveva assunto 180 nuove figure professionali ma, essendo una realtà imprenditoriale in forte espansione, raddoppia quest’anno.

Al momento sono una trentina le nuove figure ricercate ma in tutto il 2017 alla fine saranno 120 le nuove unità che verranno impiegate sia nella sede centrale che nei negozi ormai presenti in tutta Italia. I profili richiesti sono: addetti/e alle vendite, store manager, responsabili amministrativi…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/copia-di-thun

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Venerdì mattina, alle 11.30, la sala biblioteca del Teatro delle Saline, a Cagliari, ospiterà la conferenza stampa di presentazione del progetto “Residenze artistico-creative in Sardegna”. Il percorso, sia per la sua unicità, sia per l’importanza strategica che riveste negli scenari culturali, artistici e teatrali dell’isola, viene presentato da Giuseppe Dessena (assessore regionale della cultura) e da Lelio Lecis (direttore artistico e regista della compagnia Akròama).

Il progetto di Residenza artistico-creativo sarà incentrato sulla promozione di nuovi artisti e sulla formazione attraverso laboratori finalizzati alla produzione artistica anche in spazi urbani e non solo tra le mura di un teatro. Il risultato della Residenza sarà la creazione di due spettacoli legati ad altrettante linee produttive: 1) Macbeth On the Road, spettacolo di Urban Theatre, dove verranno coinvolti i giovani artisti dei laboratori, studiato per dare rilievo ai centri storici delle città, utilizzate come spazio scenico; 2) spettacolo da palcoscenico su Macbeth contemporaneo dal titolo “Farsa Nera”.

La preparazione dello spettacolo da palco si terrà al Teatro delle Saline, mentre per la preparazione di Macbeth On the Road verrà utilizzata l’area del Parco di Molentargius ed il quartiere della Marina (Cagliari), Meana Sardo, Desulo, Dorgali e Lula.

I prodotti relativi alle residenze, “Macbeth On the Road” e “Farsa Nera”, in seguito verranno rappresentate in numerose regioni italiane e europee.

Con il direttore artistico Lelio Lecis, prenderà parte alla conferenza stampa di presentazione, l’assessore regionale della cultura, Giuseppe Dessena.

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Mea culpa del sindaco Ignazio Locci per l’esclusione del comune di Sant’Antioco dai beneficiari dei fondi regionali per la mitigazione del rischio idrogeologico.

«Ieri la Regione ha pubblicato l’elenco dei Comuni beneficiari dei fondi per la manutenzione dei corsi d’acqua e la mitigazione del rischio idrogeologico – scrive in una nota Ignazio Locci -. Ci duole tuttavia comunicare che Sant’Antioco risulta esclusa dalla ripartizione delle somme messe a bando dalla Regione. È evidente che non è stato fatto il possibile per sfruttare questa possibilità e, per questo, me ne assumo le responsabilità in quanto primo cittadino. Sono convinto che si tratti semplicemente di un “passo falso” sui cui questa Amministrazione dovrà riflettere attentamente con l’obiettivo di evitare il ripetersi di simili episodi.»

«Il Comune resta vigile e in prima linea nella lotta ai rischi idrogeologici: procederemo celermente alla verifica delle emergenze che insistono sul nostro territorio e, qualora la fase di studio richiedesse interventi mirati – conclude Ignazio Locci -, cercheremo di reperire i fondi attingendo dalle casse comunali.»

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Da diversi anni il Corso Vittorio Emanuele II è interessato da una serie di lavori di rifacimento che lo riqualificano, rendendolo una delle zone più belle della città di Cagliari. In particolare, la parte iniziale, fino quasi all’incrocio con via Sassari è diventata, grazie anche alla pedonalizzazione integrale, uno degli spazi più ambiti per la realizzazione di manifestazioni ed eventi che, sistematicamente, fanno il pieno di visitatori.

Ma, all’incrocio con via Sassari, ci troviamo di fronte a un “monumento” formato da palizzate in legno, completamente storte, che dovrebbe proteggere i resti di un alloggio di epoca romana, che tutto fa tranne che richiamare turisti.

«La situazione è drammatica e paradossale allo stesso tempo – tuona Davide Marcello, presidente della Confesercenti provinciale di Cagliari – poiché le imprese che stanno al di la del muro stanno risentendo in maniera esagerata della lungaggine dei lavori. Ma allo stesso tempo il rimpallo di responsabilità tra il comune di Cagliari e la Sovrintendenza (che dovrebbe occuparsi di salvaguardare i reperti) è davvero paradossale.»

«Non solo – aggiunge Davide Marcello – i lavori infiniti per il rifacimento della seconda parte del Corso ed i ritardi per i collaudi di legge impediscono agli operatori di poter fare le domande per le autorizzazioni per i tavoli all’esterno, penalizzandoli in modo esponenziale rispetto ai loro colleghi del primo pezzo del Corso.»

Nonostante i ripetuti solleciti e le promesse dei vari assessori sulla pronta chiusura del “cantiere Casa Romana”, purtroppo, ad oggi registriamo ancora una situazione insostenibile e che sta lentamente facendo morire imprese che fino a ieri erano in grado di dare posti di lavoro e far crescere una economia che navigava tra mille difficoltà. «Vogliamo sapere dal comune di Cagliari – conclude Davide Marcello – quali sono i tempi previsti per eliminare il tappo del Corso Vittorio e vogliamo sapere quanto ancora le attività saranno costrette a sopportare questi disagi in un momento difficilissimo come questo».

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Giovedì pomeriggio, alle 16.00, verrà inaugurata la mostra fotografica “Passeggiamo per Carbonia”.

Un’ampia raccolta di fotografie, a colori e in bianco e nero, dei quartieri della città di Carbonia, verrà esposta all’interno della mostra realizzata dai ragazzi del Centro per disabili “Pensami adulto”, gestito dalla Cooperativa sociale NOA.

La mostra fotografica verrà allestita nella Sala dei Pittori, in piazza Roma, fino a domenica 17 settembre.

L’iniziativa è patrocinata dal comune di Carbonia.

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Nella giornata in cui scade il termine per la presentazione di osservazioni ed opposizioni al progetto nazionale per l’individuazione del deposito unico nucleare, il coordinatore regionale ed il presidente dei Riformatori sardi, Pietrino Fois e Roberto Frongia, si schierano contro qualsiasi ipotesi che la scelta possa ricadere sulla Sardegna.

«La Sardegna si è dichiarata totalmente contro qualsiasi ipotesi di deposito unico nucleare già nel 2003 e poi nel 2011 – sostengono Pietrino Fois e Roberto Frongia -. Ricordiamo a tal proposito lo straordinario risultato del referendum. E’ inaccettabile l’idea che l’isola possa ospitare un deposito unico nucleare. Per la Sardegna, già abbondantemente devastata dal punto di vista ambientare, sarebbe il colpo di grazia. Piuttosto siamo ancora in attesa di conoscere quali sono le volontà della Giunta regionale in merito alle mancate bonifiche in numerosissime zone dell’isola. Ne ricordiamo alcune: Iglesias ed il Sulcis, Porto Torres, Portovesme, Ottana.»

«I sardi – concludono Pietrino Fois e Roberto Frongia -, pagano un prezzo altissimo anche per le immense aree occupate dalle servitù militari.»