24 July, 2026

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Nove quadri che regalano un’atmosfera di colore e danno una forte sensazione di calore alla sala d’attesa del servizio di Radioterapia e alle due sale “bunker” dove si svolgono le sedute di terapia. Sono le opere realizzate da Giuseppe e Andrea Bellino e che i due artisti hanno voluto donare alla struttura dell’Aou di Sassari diretta dal professore Giovanni Battista Meloni.

Le opere della famiglia Bellino sono un elemento costante all’interno delle strutture sanitarie sassaresi. Giuseppe Bellino, pugliese di nascita, già dagli anni Settanta ha uno stretto legame con l’ospedale di via De Nicola. I suoi quadri si trovano negli ambulatori del pronto soccorso e, dal 2010, i suoi pannelli e quello del figlio Andrea sono esposti nella sala d’attesa della stessa struttura.

Il pannello e il quadro erano stati donati per rispondere al desiderio della moglie dell’artista, scomparsa all’inizio 2010 dopo una lunga malattia, in segno di gratitudine per l’attenzione ricevuta da tutto il personale ospedaliero, dalla Medicina alla Cardiologia e all’Oncologia.

Analogo sentimento ha mosso la famiglia Bellino nel donare i nove quadri alla Radioterapia. Un gesto che consente di trasformare e rendere ancora più accogliente per l’utenza la struttura al piano terra di viale San Pietro e dove, già da tempo nella sala d’attesa, era stato realizzato un murale raffigurante una vista sul mare.

I quadri donati alla Radioterapia fanno parte di un periodo importante per i due artisti e le loro composizioni vogliono trasmettere luce, emozione e spontaneità. Quelli di Giuseppe Bellino, posizionati in sala d’attesa e nei due bunker, sono in parte realizzati tra gli anni Ottanta e Novanta, ai quali si aggiunge un ritratto di donna in costume sardo del 2004.

Le opere di Andrea Bellino, invece, sono pitture impressioniste surrealiste moderne, 1998-2003, e sono state collocate all’accettazione del servizio di Radioterapia e nella sala d’attesa.

Di recente i due artisti hanno donato anche tre opere per la sala d’attesa della Senologia del palazzo Clemente. I quadri ritraggono donne che raccolgono dell’erba quindi una esplosione di colori in campagna e un paesaggio. Nella sala d’attesa della Senologia, inoltre, sono raccolti anche quadri donati e realizzati da alcuni pazienti. Tra questi anche un quadro di Pulli.

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La SSD San Marco Assemini ’80 ha raggiunto l’accordo con l’esperto difensore Pierluigi Porcu, che vestirà la maglia del sodalizio asseminese nel prossimo campionato di Promozione regionale.

Nato a Cagliari il 6 luglio del 1980, Pierluigi Porcu ha mosso i suoi primi passi calcistici nelle fila del Selargius, compagine con cui – appena maggiorenne – ha esordito in Serie D trovando la gioia del gol. Dopo un’esperienza nel settore giovanile del Cagliari Calcio, è approdato alla Villacidrese, ancora in Serie D, segnalandosi come pilastro difensivo della squadra mediocampidanese, che per tre anni consecutivi ha contribuito a portare nei piani alti della classifica. A Villacidro il nuovo perno difensivo della San Marco ha avuto modo di farsi apprezzare dal tecnico Bernardo Mereu, che lo ha portato con sé alla Sassari Torres, in Serie C1. E anche nel calcio professionistico, Pierluigi Porcu, è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante, facendo registrare 52 presenze e 3 reti in campionato. Dopo una parentesi al Tempio e due nuovi passaggi alla Villacidrese (Serie D) e alla Torres (C2), ecco il rientro al Selargius, dove è rimasto per sei stagioni consecutive rendendo la squadra una realtà stabilmente radicata in Serie D. Nel 2014/15 Porcu ha quindi sposato per due stagioni la causa del Castiadas, accompagnando il club sarrabese alla promozione in Serie D. Nell’ultima stagione, infine, ha indossato i colori del La Palma Monte Urpinu in Eccellenza (27 presenze e 6 reti).

Per Pierluigi Porcu, quella alla San Marco, sarà la prima esperienza in carriera nel torneo di Promozione regionale: «Sono felice di entrare a far parte di una società in grande ascesa come questa – ha dichiarato il difensore – ho parlato con il presidente Federico Nieddu, che mi ha destato fin da subito un’ottima impressione. Conosco buona parte della rosa, e devo dire che il gruppo allestito è veramente valido. Faremo il massimo per toglierci delle soddisfazioni, anche se non sarà semplice: il prossimo campionato di Promozione sarà veramente competitivo, con almeno 5 squadre attrezzate per il salto di categoria. Ci vorrà tanta umiltà e voglia di lavorare».

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Con la prima giornata di lezioni dei Seminari Jazz di Nuoro edizione numero ventinove, oggi alla Scuola Civica di Musica in via Mughina, si apre in serata anche la rassegna di concerti collegata all’iniziativa didattica organizzata dall’Ente Musicale di Nuoro: un ricco cartellone che propone tanta musica nel capoluogo barbaricino, ma anche trasferte a Posada (dove domenica si è tenuta un’anteprima con i giovanissimi membri dello Swing Brosse System, un gruppo francese di jazz manouche formato da quattro fratelli e sorelle tra i quattordici e i diciannove anni), a Onanì e a Orosei.

Tra i protagonisti dei concerti figurano anche quest’anno diversi docenti dei seminari, a ribadire lo stretto legame tra le due iniziative. Così, il compito di inaugurare la serie di appuntamenti con la musica dal vivo nei cortili del Museo del Costume, tutti con inizio alle 21.00, spetta a Dado Moroni, titolare (coadiuvato da Salvatore Spano) della classe di pianoforte (la più numerosa, quest’anno, con ben ventisette iscritti) in trio con Stefano Bagnoli, che cura invece il corso di batteria, e con un altro volto noto della scena jazzistica italiana: il contrabbassista Riccardo Fioravanti. Il repertorio prevede brani originali firmati dal pianista genovese, standard ed arrangiamenti di ciò che accomuna quasi tutti i musicisti dal jazz al pop, al rock: il blues. È una musica che affonda le proprie radici nella più pura tradizione ma nello stesso tempo attuale perché esiste e vive nel presente tenendo conto di tutto ciò che artisticamente accade oggi, filtrato attraverso le personali esperienze dei tre musicisti.

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Il comune di Sant’Antioco ha avviato i lavori di completamento dell’impianto sportivo di via Trilussa, costruito da anni e mai terminato. Circa 26mila euro di fondi regionali di investimento (per i soli lavori, esclusi gli oneri) consentiranno di portare a compimento una struttura che, oltre a rispondere positivamente alla crescente richiesta di spazi da parte delle associazioni sportive cittadine, veicolerà lo sport come mezzo per promuovere l’aggregazione tra i giovani.

«Il nostro obiettivo – commenta l’assessore comunale dello Sport, Roberta Serrenti – è quello di dotare anche la periferia antiochense di edifici sportivi che possano garantire nuove opportunità di aggregazione e socializzazione».  L’impianto, infatti, nasce in una zona della città densamente abitata ma quasi priva di centri sportivi e opportunità di intrattenimento.

I lavori dureranno circa 30 giorni. «Nello specifico – spiega l’assessore comunale dei Lavori pubblici, Francesco Garau – le opere prevedono la sistemazione del rettangolo da gioco e della recinzione che delimita il campo, nonché la creazione ex novo di una rete esterna che circoscriva l’area della struttura, all’interno della quale rientrano anche tribune e spogliatoi. È previsto, inoltre, il posizionamento delle porte da gioco. Siamo ben lieti di concludere un’opera che ereditiamo dalla precedente amministrazione: il nostro compito è stato quello di reperire le risorse necessarie e, con l’ausilio degli uffici comunali competenti, di procedere con la progettazione e la messa a bando dei lavori definitivi».

Il campo, la cui superficie resterà in terra battuta, avrà le dimensioni valide per il calcio a sette e le nuove porte da gioco saranno adeguate al regolamento previsto per tale disciplina sportiva. «L’impianto verrà dato in gestione secondo il nuovo capitolato previsto per il gennaio 2018 – aggiunge Roberta Serrenti – ma per evitarne lo stato di abbandono, alla conclusione dei lavori, verrà consegnato in via provvisoria alle società che ne hanno fatto richiesta: Isola di Sant’Antioco e Antiochense 2013». 

«L’Amministrazione comunale di Sant’Antioco – concludono Francesco Garau e Roberta Serrenti – guarda al futuro e, nell’ottica della creazione di nuove zone di aggregazione sportiva in periferia, è al lavoro per reperire le risorse necessarie al posizionamento di una rete che circoscriva il campo di calcio a cinque di via Matteotti, oggi frequentato dai giovanissimi del quartiere ma privo delle elementari misure di sicurezza in quanto sprovvisto di recinzione. Alla luce dell’imponente traffico veicolare che gravita su quell’arteria cittadina, questo intervento appare fondamentale.»

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Poco prima della mezzanotte, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna hanno concluso il recupero di due escursionisti in difficoltà lungo il sentiero ‘Miniere nel Blu’, nel comune di Iglesias.

I due escursionisti, L.S. 23 anni e M.M. 22, entrambi di Iglesias, stavano percorrendo il sentiero che da Cala Domestica giunge fino a Masua, quando al sopraggiungere della sera si son trovati impossibilitati a proseguire a causa della perdita dell’orientamento e perché sprovvisti di illuminazione.

Allertata con chiamata diretta intorno alle 21.30, la centrale operativa del CNSAS della Sardegna, ha attivato immediatamente i soccorsi. Mentre la centrale provvedeva a geolocalizzare gli infortunati attraverso l’invio di un ‘sms locator’ (sistema in grado di fornire le coordinate esatte tramite la localizzazione dello smartphone), 15 tecnici provenienti dalle Stazioni di Cagliari, Medio Campidano e Iglesias si sono recati subito sul sentiero per raggiungere gli escursionisti grazie alle coordinate rilevate.

I due sono stati recuperati nella località Schina e Monti Nai, a circa 300 metri sul livello del mare, in buone condizioni di salute, ma disorientati. Pertanto, sono stati riaccompagnati lungo il sentiero in direzione Masua.

Sul posto erano presenti anche i carabinieri della Compagnia di Iglesias ed il personale dei vigili del fuoco della Caserma di Iglesias.

L’intervento si è concluso intorno alle 23.40. La sua risoluzione in tempi brevi e la buona riuscita della stesso, è stata possibile grazie al supporto del sistema di geolocalizzazione Georesq, un servizio gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per determinare la posizione geografica delle richieste di soccorso in montagna.

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Venerdì scorso, l’Amministrazione comunale di Sant’Antioco è intervenuta, con un comunicato stampa pubblicato nel sito internet istituzionale, per “fare chiarezza” sull’emergenza venutasi a determinare nei servizi igienici della spiaggia di CoeQuaddus.

«E’ nostra intenzione fare chiarezza su questa vicenda – ha spiegato il sindaco Ignazio Locci -, soprattutto alla luce dei problemi di interruzione del servizio emersi con ripetuta insistenza nelle settimane passate fino a oggi. Il problema che con regolarità obbliga, infatti, alla chiusura dei bagni è il riempimento delle fosse settiche che, di conseguenza, devono necessariamente essere sbloccate (ogni dieci giorni circa) al costo di 700 euro più Iva. Tali circostanze hanno visto l’Amministrazione comunale chiamata più volte in causa, nonostante non abbia mai mancato di intervenire nei momenti di maggiore criticità, disponendo lo svuotamento delle suddette fosse.»

Il sindaco, Ignazio Locci, ha precisato che «la gestione dei servizi igienici è stata affidata, unitamente ai parcheggi a pagamento, alla ditta “Traffic” tramite bando ad evidenza pubblica predisposto dalla precedente Amministrazione. Tale ditta ritiene di non dover provvedere alla cura delle fosse e, dunque, ogniqualvolta queste si saturano, decide di chiudere i servizi igienici. Noi riteniamo che questa competenza sia invece della “Traffic” e per questo le addebiteremo le fatture, nella convinzione di avere ragione ed ottenere indietro i fondi comunali spesi fino a oggi».

«Abbiamo predisposto un ulteriore intervento di spurgo – ha aggiunto Ignazio Locci – e reso i bagni nuovamente fruibili al servizio di residenti e turisti. Ma non è tutto: in data 24/07/2017 è stato compiuto un sopralluogo presso la struttura di CoeQuaddus e, dalla successiva relazione degli Uffici comunali competenti, si evidenziano alcuni aspetti che aiutano a definire meglio i contorni della questione e a sgomberare il campo dalla disinformazione e dalla strumentalizzazione. La fossa settica avrebbe dovuto raccogliere soltanto i liquami dei servizi igienici, ma fino ad alcuni giorni fa era utilizzata, senza autorizzazione, dalla ditta privata di somministrazione di cibi e bevande che opera all’interno delle aree di pertinenza dei bagni pubblici. La ditta in questione, infatti, possedeva due serbatoi di acqua potabile (adesso rimossi) al servizio della propria attività commerciale, che scaricavano nella fossa settica. Non solo: il trasferimento dell’acqua dai serbatoi al chiosco in uso alla ditta di somministrazione di cibi e bevande avveniva tramite pompa elettrica alimentata, senza alcuna autorizzazione, da un’utenza a carico del Comune (e quindi dei contribuenti). E ancora: sempre senza alcuna autorizzazione, la suddetta ditta utilizzava alcuni locali dei servizi igienici come deposito bibite e prodotti vari. Infine, in generale risulta che nelle aree di pertinenza dei servizi igienici, la ditta di somministrazione di cibi e bevande, sempre senza alcuna autorizzazione, aveva depositato a suo tempo materiali vetusti e obsoleti (ora finalmente rimossi).»

«Ciò detto, ripristinata la legalità, ci impegniamo a mantenere in funzione i servizi igienici fino alla conclusione della stagione estiva. Sia chiaro che non accettiamo il principio secondo cui debba essere sempre il Comune, e quindi i contribuenti, a pagare. Così come respingiamo con forza – ha concluso il sindaco Ignazio Locci – che qualcuno faccia il furbo sulle spalle della collettività.»

Sulla vicenda, oggi registriamo la presa di posizione del gruppo di minoranza Genti Noa che, in una nota, scrive che «nonostante le intenzioni espresse dal titolo, il testo del documento del sindaco non chiarisce proprio un bel niente! Leggiamo nel comunicato che la chiusura dei bagni è dovuta al riempimento delle fosse settiche che devono essere svuotate ogni dieci giorni circa. Per questo, a detta di Ignazio Locci, l’Amministrazione comunale non ha mai mancato di intervenireı».

«Se davvero, come dice Locci, l’Amministrazione comunale ” non ha mai mancato di intervenire nei momenti di maggiore criticità, disponendo lo svuotamento delle suddette fosse”, perché abbiamo dovuto assistere per tutta l’estate ad una apertura a singhiozzo dei servizi igienici di Coguadhus? – aggiunge Genti Noa – E ancora: Perché il problema si è presentato solo adesso, anno nel quale si è insediata la nuova Giunta, e mai negli anni scorsi? Queste sono sempre stata le uniche cose che ci interessava sapere, al netto di tutte le controversie citate da Ignazio Locci che coinvolgono la ditta “Traffic” che, a suo dire, avrebbe dovuto garantire il servizio di svuotamento delle fosse ma non lo ha fatto.»

«Riteniamo, altresì, un pessimo esempio di “reazione scomposta” il fatto che nel suo comunicato Ignazio Locci coinvolga la “ditta privata di somministrazione di cibi e bevande che opera all’interno delle aree di pertinenza dei bagni pubblici”. In questo caso, infatti, gli argomenti sollevati non hanno niente a che vedere con i bagni fuori servizio ma riguardano, a nostro avviso, l’utilizzo di insinuazioni ai danni di operatori commerciali onesti e rispettosi della legge che, giustamente, faranno valere le loro ragioni nelle apposite sedi – sottolinea ancora il gruppo Genti Noa Ci pare un attacco personale insomma, tanto più grave ed inopportuno, perché effettuato usufruendo del sito internet del comune di Sant’Antioco, cosa, questa, che non si era mai vista. E, a dirla tutta, a Sant’Antioco non si era neanche mai visto che un politico rendesse pubbliche delle questioni che, di norma, vengono gestite dai preposti uffici tecnici…ma tant’è.»

«In ogni caso, se Ignazio Locci riteneva che fosse stato perpetrato un abuso ai danni della comunità, avrebbe dovuto rivolgersi all’autorità giudiziaria e non certo utilizzare un sito istituzionale per dare evidenza pubblica a simili argomenti. Non ci sfugge il fatto che Ester Fadda, oltreché consigliere comunale di opposizione è compagna di vita e collaboratrice del titolare dell’attività commerciale citata da Locci. Sicuramente non esiste un rapporto di causa e di effetto tra il ruolo pubblico di Ester Fadda e gli attacchi di cui sopra, ma invitiamo comunque Ignazio Locci ad affidarsi alla calma per gestire il contraddittorio politico che, per definizione, non dovrebbe mai violare la sfera personale degli individui. Infine – conclude Genti Noa – esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Ester Fadda che potrebbe sentirsi intimidita da questo stato di cose, nella assoluta certezza, comunque, che ciò non intaccherà minimamente il suo spirito libertario.»

 

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Cicloturismo

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, scaturite dall’esclusione del Sulcis Iglesiente dal progetto della ciclovia turistica della Sardegna, interviene oggi la Giunta regionale con una nota pubblicata nel sito internet istituzionale, nella quale si legge che «l’attenzione della Regione alla mobilità ciclabile nel Sulcis Iglesiente è massima: gli stanziamenti della Giunta per nuovi interventi approvati già dal 2015 ammontano a 5,7 milioni di euro e sono finalizzati sia alla riconversione dei tracciati ferroviari storici sia alla creazione di percorsi integrativi di collegamento alle infrastrutture originarie».

«I tracciati prevedono itinerari estesi da Siliqua a Calasetta – si legge ancora nella nota –. Specificamente si tratta della pista ciclabile tra San Giovanni Suergiu e il borgo medievale di Tratalias finanziata con 600mila euro (soggetto attuatore il comune di Tratalias); di quella da Sant’Anna Arresi a Porto Pino (2.345.000 euro di risorse stanziate, soggetto attuatore il comune di San’Anna Arresi.); della pista ciclabile San Giovanni Suergiu – Sant’Antioco che prevede il recupero dei vecchi percorsi ferroviari e 2.008.500 euro di risorse (soggetto attuatore la provincia del Sud Sardegna); e della riconversione a fini ciclabili del tracciato ferroviario FMS con partenza da Siliqua (soggetto attuatore la provincia del Sud Sardegna, 800mila euro di stanziamento). L’importanza strategica che la Regione attribuisce alla mobilità ciclabile è confermata, soprattutto, dal protocollo d’intesa firmato di recente a Roma dal presidente Francesco Pigliaru, insieme all’assessore dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini, con il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e con i rappresentanti del ministero dei Beni culturali e Turismo.»
«L’accordo regola la progettazione e la realizzazione dei 1.230 chilometri di ciclabile, parte importante degli oltre 2.000 chilometri di piste che la Sardegna riserva alle due ruote. Pensata come infrastruttura specificamente turistica, questa sezione della rete complessiva si articola in quattro direttrici e collega porti e aeroporti, attraversando centri urbani e zone paesaggistiche di pregio. Il tracciato Sulcis – conclude la nota della Regione – sarà interconnesso con la ciclicità regionale per evitare che sia un sistema isolato non comunicante con porti e aeroporti.»

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L’associazione sportivo culturale “I Briganti” lancia un appello all’Amministrazione comunale di Carbonia per la disponibilità dello Stadio Comunale per il nuovo campionato di Promozione.

«In data odierna 21/08/2017 verifichiamo che la gloriosa squadra della nostra città, ad oggi, non ha ancora a disposizione la sua casa, cioè lo stadio comunale Carlo Zoboli – scrivono i Briganti in una nota -. Dopo aver convinto degli imprenditori ad acquisire questa società ci ritroviamo con un Comune che ancora non ha dato la disponibilità della struttura. Ricordiamo che il Carbonia calcio è una realtà che ha sempre dato lustro alla città, che forse allo stato attuale è l’unico punto di aggregazione tra i cittadini e centinaia di ragazzi sono accolti all’interno dello stadio dove possono giocare a pallone e crescere secondo i principi dello sport e del gruppo.»
«Chiediamo pubblicamente all’assessore dello Sport e al sindaco Paola Massidda – aggiungono i Briganti – le motivazioni di tale ritardo, visto che le squadre debbono iniziare ad allenarsi in vista della stagione sportiva. Aggiungiamo che il ritardo non è giustificabile per due porte antipanico e quattro estintori… Quindi vorremmo sapere la verità…»
«Ci riserviamo di fare manifestazioni che sensibilizzino in tal senso già da subito – concludono i Briganti -. Attendiamo risposta solerte.»

Questo pomeriggio, intanto, i Briganti si sono riuniti in Piazza Roma, a Carbonia, per esaminare la situazione ed hanno appreso che domani mattina, alle 9.30, l’Amministrazione comunale e la dirigenza del Carbonia Calcio effettueranno un sopralluogo al campo di Is Gannaus e al campo polivalente di Via Balilla, per verificare le condizioni delle due strutture che dovrebbero essere utilizzate dalla società biancoblu per lo svolgimento delle attività delle varie categorie. Nel corso dell’incontro, evidentemente, si parlerà anche delle condizioni dello stadio Comunale “Carlo Zoboli”.

Vediamo ora un breve intervento del parroco della chiesa di San Ponziano, Amilcare Gambella, e di Damiano Basciu, leader dei Briganti.

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Martedì 22 agosto ritornano ad Iglesias gli “Aperitivi Scientifici”, un ciclo di eventi di divulgazione scientifica promossi e organizzati dall’Associazione culturale Agorà.

La formula degli aperitivi scientifici, già collaudata con successo lo scorso anno, prevede un momento di confronto informale su temi scientifici in cui il pubblico incontra direttamente i ricercatori fuori dalle sale conferenze e dalle aule accademiche, in modo semplice e sperimentale con lo scopo di diffondere capillarmente la conoscenza scientifica.

Anche quest’anno la proposta dell’associazione Agorà prevede una serie di incontri con alcuni ricercatori e divulgatori scientifici iglesienti che operano in Italia e nel mondo. Il primo appuntamento del 22 agosto, dal titolo evocativo “Tra la Terra e il Cielo di Iglesias”, prevede una passeggiata lungo le Mura Pisane, con partenza alle 19.30 in Piazza Conte Ugolino, fino alla vetta Colle del del Buon Cammino dove l’astrofisico Emanuele Congiu accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle meraviglie della volta celeste e consentirà di ammirare “da vicino” le stelle e i pianeti (Giove e Saturno saranno ben visibili) al telescopio.

Il dottor Emanuele Congiu è un astrofisico formatosi al Liceo Scientifico di Iglesias e poi all’Università di Cagliari, dal 2006 lavora stabilmente in Francia, dapprima come postdoc all’Observatoire de Paris e attualmente come insegnate-ricercatore di fisica e astrofisica all’Université de Cergy-Pontoise.

«Il buon successo ottenuto lo scorso anno ci ha spinto a replicare l’iniziativa anche quest’estate – riferisce il presidente dell’associazione Agorà – che quest’anno ha un valore aggiunto perché rappresenta un “assaggio” del FestivalScienza di Iglesias, in programma in città alla fine di novembre.»

Il ciclo degli “Aperitivi Scientifici” continuerà il 28 agosto all’Electra Cafè, in Piazza Pichi, dove il prof. Massimo Lumini terrà un incontro dal titolo “La scala naturale”.

La partecipazione agli eventi è gratuita e non richiede prenotazione.

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«Se le notizie che si stanno diffondendo in queste ore fossero vere, l’Università di Cagliari rischierebbe di perdere la scuola di specializzazione in Chirurgia Generale, un vero disastro per l’alta formazione dei medici sardi.» 

Lo sostiene il parlamentare dei Riformatori sardi, Pierpaolo Vargiu, che ha rivolto un’interrogazione urgente al MIUR e al ministro della Sanità perché intervengano e scongiurino il pericolo.

«L’Università di Cagliari ha una solida tradizione chirurgica e un corpo docente di altissima qualità – aggiunge Pierpaolo Vargiu – e la Sardegna ha l’esigenza di formare i propri specialisti per le necessità della salute dei sardi. Sarebbe davvero un disastro se, a causa di qualche vizio formale, la nostra Università venisse privata di una scuola di specializzazione medica assolutamente indispensabile.»

«I Ministeri competenti contattino dunque immediatamente Regione e Università di Cagliari – conclude Pierpaolo Vargiu – per accertare la piena sussistenza dei requisiti tecnici per l’esistenza della scuola, rimuovendo ogni ostacolo formale alla conferma di un’offerta formativa che non possiamo permetterci il lusso di perdere per non impoverire l’Università di Cagliari ma, più ancora, per la garanzia della qualità dell’assistenza sanitaria per tutti i sardi!»