2 August, 2026

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Ieri mattina, nella sede dell’assessorato della Sanità, si è svolto un incontro sulle linee di indirizzo dell’atto aziendale dell’Ats, illustrate dall’assessore della Sanità, Luigi Arru, e dal direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi, ai rappresentanti di Fials, Paolo Cugliara, Fsi, Luciano Sitzia, Nursind, Fabrizio Anedda, e Nursing up, Alessandro Nasone.

In particolare i rappresentanti sindacali hanno espresso particolare apprezzamento per la istituzione del Dipartimento delle professioni sanitarie, che porterà a un maggiore coinvolgimento nel governo clinico delle Aziende sanitarie e delle strutture. L’assessore Arru ha ribadito l’impegno di presentare in Giunta la proposta di delibera sullo sblocco del turn over e di favorire la corretta attuazione delle normative sulla mobilità del personale, per la quale ci saranno a breve interlocuzioni più approfondite con i direttori generali delle Aziende.

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Claudia Firino.

Claudia Firino.

Come ampiamente riportato su tutti gli organi di stampa SEL, il partito che insieme a tanti compagni e compagne sarde abbiamo contribuito a fondare, è stato sciolto ormai diversi mesi fa contro la nostra volontà. 

Le posizioni espresse da ciascuno di noi ex iscritti quindi, sono in questa fase da ritenersi autorevoli esternazioni a titolo personale.

Leggo non senza stupore il testo del comunicato dei colleghi del gruppo consiliare. 

Opinioni che non possono non sorprendermi quantomeno per l’affastellamento di temi che meriterebbero una più puntuale e completa riflessione e che per la loro importanza non andrebbero coinvolti in discorsi che sembrano invece più legati alle scelte di organizzazione interna dell’assessorato perpetrate giusto ieri dall’assessore Firino, a cui va il mio sostegno.

Il Governo regionale ha bisogno di una svolta complessiva, non di un ragionamento per parti fatto con la testa all’interno delle dinamiche politiche. 

La verifica programmatica, per diversi motivi, è stata interrotta nel mese di settembre. 

Da allora sono mancati i momenti di dialogo interni alla coalizione, abbiamo perso l’appoggio di importanti alleati e di settori fondamentali della società sarda. Abbiamo assistito alle dimissioni dell’assessore al Personale e riforma e dell’assessore all’agricoltura la cui assenza, nel giorno della protesta del mondo agricolo, pesa come un macigno.

Tanti sono i temi su cui riflettere, fare il punto e indicare una svolta: dalla situazione delle entrate e della spesa regionale a quelle della gestione efficace delle emergenze, dalla gestione trasparente e corretta delle società a partecipazione regionale alla lotta alla povertà, al sostegno all’occupazione, all’efficacia e efficienza del sistema sanitario pubblico, al rapporto con le amministrazioni locali.

Rinnovo quindi la mia totale contrarietà all’idea che la fase di verifica possa limitarsi a una mera sostituzione di poltrone, alla conta tra partiti, gruppi e correnti e alla soddisfazione di ambizioni personali, pur legittime.

Lo sguardo va rivolto all’esterno del palazzo: non è di un giro di valzer che ha bisogno la Sardegna ma di un nuovo slancio per concludere questa legislatura correggendo gli errori fatti, superando i personalismi e dando risposte ai sardi.

Francesco Agus

Consigliere regionale

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Claudia Firino.

Claudia Firino.

Tre consiglieri regionali dei quattro eletti nelle liste di Sinistra, Ecologia e Libertà, Daniele Cocco, Luca Pizzuto ed Eugenio Lai, hanno tolto la fiducia all’assessore regionale della Pubblica istruzione Claudia Firino.

«Molte delle scelte fatte e non fatte, dal piano straordinario degli scavi archeologici mai decollato sino ad arrivare alla mancata approvazione del piano di dimensionamento scolastico, urgente e non più prorogabile, portano alla definitiva rottura del rapporto fiduciario-politico con l’assessore Firino a cui va il nostro affetto ma non più il nostro sostegno politico – scrivono in una nota Daniele Cocco, Luca Pizzuto ed Eugenio Lai -. Pertanto chiediamo al Governatore di prendere immediati provvedimenti e di agire urgentemente per effettuare una ridefinizione della squadra di governo che possa essere all’altezza delle aspettative dei cittadini sardiCi batteremo perché l’agenda politica della nuova Giunta abbia in primo piano la lotta alla povertà e alla disoccupazione giovanile.»

«Si è prodotto un fatto politico non personale – si legge in una seconda nota dei tre consiglieri -. L’assessore della Pubblica istruzione non ha più la fiducia da parte di tre consiglieri regionali, che prima la sostenevano, a causa delle scelte politiche fatte. Riteniamo non più prorogabile il rimpasto e la costruzione di un’agenda politica che metta al centro la povertà e la disoccupazione giovanile.»

«Noi siamo nel Centro Sinistra, area politica di cui facciamo e faremo parte e che negli anni abbiamo contribuito a sostenere e far crescere – aggiungono Cocco, Pizzuto e Lai -. SEL non esiste più. Ognuno è titolato a rappresentare se stesso e ad organizzarsi come meglio ritiene. Siamo e saremo disponibili  a lavorare per ricomporre l’unità della nostra comunità politica in modo paritario e equitario, ribadendo il rispetto per tutti i compagni che insieme a noi sono stati in SEL.»

«Per questo non cadremo nella logica fratricida dell’insulto: per noi la polemica si ferma qui. Noi continuiamo nel nostro impegno e nella nostra lotta per una Sardegna e per un mondo più giusto – concludono Daniele Cocco, Luca Pizzuto ed Eugenio Lai -, sempre pronti a lavorare ed a tendere la mano per l’unità delle sinistre e la crescita del centro sinistra.»

L’unico consigliere eletto nelle liste di SEL che continua a sostenere Claudia Firino è Francesco Agus, presidente della commissione Autonomia.

Francesco Agus e Luca Pizzuto.

Francesco Agus e Luca Pizzuto.

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Antonio Gaia (Cristiano popolari socialisti), Michele Cossa (Riformatori sardi) e Marcello Orrù (Psd’az) sono stati eletti segretari dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Il Consiglio, riunito sotto la presidenza di Gianfranco Ganau, ha proceduto alla sostituzione di una componente della Commissione per le pari opportunità. E’ stata eletta Erica Floris.

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L’asfissia finanziaria delle amministrazioni provinciali e la crisi del sistema delle autonomie locali sono state al centro dei lavori della Terza commissione del Consiglio regionale che, in vista del varo della manovra 2017, ha proceduto ieri mattina con le audizioni dell’assessore degli Enti locali, degli amministratori straordinari delle province e del sindaco della città metropolitana di Cagliari, nonché dei presidenti del Consiglio delle autonomie locali e dell’Anci.

Il primo a prendere la parola nel parlamentino presieduto da Franco Sabatini (Pd) è stato il sindaco metropolitano di Cagliari, Massimo Zedda, che ha da subito evidenziato l’azzeramento dei trasferimenti dello Stato unitamente al paradosso che «la città metropolitana trasferisce allo Stato più di ciò che gli viene trasferito dallo Stato in termini di risorse».

«Stiamo di fatto finanziando lo Stato – ha insistito il primo cittadino di Cagliari – e i trasferimenti statali valgono appena il 16% del bilancio della città metropolitana». «Il tutto – ha aggiunto Massimo Zedda – mentre dobbiamo gestire funzioni e competenze delicate, alcune delle quale straordinarie, come lo sono quelle che attengono l’accoglienza dei migranti che fanno sì che si debba garantire a nostre spese  l’assistenza a circa mille minori non accompagnati.»

Il sindaco metropolitano ha dunque ribadito l’urgenza di risorse aggiuntive per il sistema degli Enti locali («se non paga Roma, paga via Roma») ed ha ricordato che le provincie sarde non sono indebitate («ma agli enti locali virtuosi lo Stato riserva il medesimo trattamento che offre alle amministrazioni che hanno sprecato i denari pubblici»).

«Il referendum costituzionale dello scorso dicembre – ha incalzato l’amministratore straordinario della provincia di Sassari, Guido Sechi – ha mantenuto in vita le province ma tutte le finanziarie degli ultimi anni sono state fatte nell’ottica della soppressione degli enti intermedi, ai quali se da un lato sono stati così erosi fondi e risorse dall’altro sono state confermate competenze in materia di viabilità, edilizia scolastica e ambiente.»

«Non abbiamo le risorse per le manutenzione delle strade – ha spiegato Sechi – e neppure per quelle degli edifici scolastici e per capire il quadro finanziario della nostra amministrazione è sufficiente considerare che se anche tagliassimo tutte le spese  il nostro bilancio chiuderebbe ugualmente in passivo.»

Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi degli amministratori della provincia del Sud e di quella di Nuoro, Giorgio Sanna e Costantino Tidu.

Tra le proposte avanzate da Sanna si segnala quella per realizzare un piano straordinario per la messa in sicurezza del reticolo idrogeologico e delle strade, finanziato dalla Regione e gestito dalle rispettive amministrazioni provinciali, mentre Costantino Tidu  ha posto l’accento sulla carenza del personale ed in particolare di dirigenti, nonché sulla impossibilità non solo di procedere con le assunzioni ma anche con le selezioni interne per attribuire nuove mansioni.

Gli amministratori delle province sarde hanno dichiarato che per scongiurare il dissesto finanziario degli enti («i bilanci 2016 sono stati chiusi in pareggio solo con il ricorso ad artifizi contabili») servono complessivamente circa cento milioni di euro.

Dissesto finanziario che per il 2017 è stato confermato anche dall’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, che nel corso dell’audizione in commissione non ha nascosto le difficoltà degli enti intermedi («forse solo la città metropolitana di Cagliari non sarà in dissesto nel 2017») ed ha ricordato i diversi tagli milionari dei trasferimenti statali («oltre 102 milioni di euro in totale per il 2017»).

L’assessore ha quindi confermato la volontà di ricorrere all’impugnazione alla Corte costituzionale per l’esclusione delle provincie e della città metropolitana della Sardegna dalla ripartizione delle risorse (900 milioni di euro) del fondo per gli enti territoriali, istituito con l’approvazione della legge di bilancio 2017 (legge n. 232\2016, articolo 1 comma 438).

Erriu ha inoltre rassicurato circa la dotazione del fondo unico degli Enti locali della legge di stabilità della Regione (circa 550 milioni di euro) a cui si aggiungono un milione e mezzo di euro per la città metropolitana di Cagliari per il sostegno ai lavoratori precari.

A conclusione dell’audizione dell’assessore Erriu, il presidente della commissione Franco Sabatini non ha nascosto la preoccupazione per la situazione degli Enti locali della Sardegna ed ha dichiarato: «Nella legge di stabilità non è contenuta la soluzione al problema degli enti locali e la manovra della Giunta non dà dunque le risposte attese, per questo cerchiamo con la commissione di procedere con un’iniziativa politica e amministrativa in grado di contribuire alla risoluzione di parte delle questioni evidenziate dagli amministratori straordinari delle province».

Il presidente del Cal, Andrea Soddu, ha posto l’accento sulla «limitata autonomia delle amministrazioni locali derivante dai vincoli di bilancio imposta dall’Ue agli Stati e a cascata fino ai Comuni» ed ha auspicato un differente ordinamento delle autonomie locali «in grado di mitigare la tendenza alla centralizzazione delle decisioni e delle risorse».

Il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, ha riconosciuto il sostegno offerto dalla Regione alle amministrazioni comunali nel corso degli ultimi anni ed ha dichiarato il pieno sostegno dell’Anci nella vertenza contro lo Stato. Deiana ha quindi auspicato azioni efficaci nella lotta allo spopolamento e per il contrasto alle povertà.

Il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, ha invece sollecitato il finanziamento dei cantieri comunali ed ha posto in guardia sul rischio che il Reis (reddito di inclusione sociale) espropri i Comuni dal controllo finalizzato all’inclusione sociale dei meno abbienti. Una ulteriore sottolineatura del primo cittadino turritano ha riguardato la esiguità delle somme (10mila euro per ciascun comune) messe a disposizione come premialità per quei comuni che si associano in Unione dei comuni.

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La Giunta comunale di Carbonia perde un altro pezzo: s’è dimesso l’assessore dei Lavori pubblici, Urbanistica, Rapporti con Area, Trasporti e Viabilità, Polizia Locale e Arredo urbano Riccardo Cireddu. Lo ha annunciato con un breve comunicato, il sindaco di Carbonia, Paola Massidda. Qualche mese fa si dimise Arianna Vinci, assessore delle Politiche sociali, sostituita da Loredana La Barbera.

«Oggi ho ricevuto e accettato le dimissioni dell’assessore Riccardo Cireddu – scrive Paola Massidda -. Le parole, contenute nella lettera recapitatami nella mattinata di oggi, mi danno l’opportunità di fare una riflessione e di inquadrarle nel contesto più ampio del nostro lavoro quotidiano e della nostra azione amministrativa. Leggo, con dispiacere, nelle sue dimissioni una giustificazione basata su un presunto allontanamento dal progetto iniziale che aveva animato l’esperienza del Movimento 5 Stelle. Ovviamente non condivido quanto affermato: competenza, abnegazione e consapevolezza delle difficoltà sarebbero dovute essere alla base della decisione di tutti noi ad impegnarci nell’amministrazione della nostra città. Duro lavoro in un contesto economico e sociale difficile e cercando di innestare la nostra idea di cambiamento e di innovazione politica in una comunità guidata da sempre secondo le vecchie logiche partitiche. Un cambiamento culturale, dunque, che richiede tempo, fatica e perseveranza. Continuiamo il nostro lavoro – conclude Paola Massidda – forti della fiducia ricevuta lo scorso giugno e che quotidianamente riceviamo dai cittadini che ci invitano ad andare avanti e a cambiare questa città.»

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«La valorizzazione dell’agricoltura produttiva è sempre al centro dell’azione della nostra Giunta. Con il mondo delle campagne e con i propri rappresentanti ci siamo sempre confrontati e continuiamo a farlo oggi con la delegazione di Coldiretti che abbiamoascoltato in conferenza dei capogruppo.»

Così il vice presidente Raffaele Paci, con l’interim all’assessorato dell’Agricoltura, a margine dell’incontro che si è tenuto per oltre due ore nella presidenza del Consiglio regionale. «Ci stiamo  nuovamente scontrando con problemi che abbiamo da decenni e dobbiamo affrontarli contemporaneamente su due direttrici: quella strutturale e quella emergenziale. Se ci concentriamo sulla rabbia di oggi, comprensibilissima per la difficile situazione che migliaia di pastori devono affrontare, perdiamo di vista le cause del problema. La discussione sulla legge Finanziaria è ancora aperta in Commissione Bilancio e lì possiamo lavorare per trovare le giuste soluzioni».

Il vice presidente ha quindi illustrato i diversi interventi che in questi mesi si sono concretizzati e quelli da attuare nelle prossime settimane.

«In questo momento – ha osservato Paci – ci troviamo di fronte a una crisi del prezzo del latte ovino a cui abbiamo risposto, dal punto di vista strutturale, con la costituzione dell’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo (Oilos), unico interlocutore della Regione che raggruppa due terzi di tutto il comparto ovicaprino, e con diversi strumenti finanziari dedicati, soprattutto, al mondo della cooperazione: dal Pegno rotativo al Pecorino bond. Sul versante dell’emergenza abbiamo avuto la rassicurazione, dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, sullo sblocco da parte di AGEA di circa 100 milioni di pagamenti comunitari arretrati: risultato raggiunto grazie a un lavoro costante di Giunta, Consiglio regionale, parlamentari sardi e associazioni di categoria.»

Sempre in raccordo con il ministero c’è lo strumento dell’inserimento del Pecorino romano nella raccolta dei formaggi sul bando agli indigenti oltre alle proposte licenziate dalla Quinta Commissione attività produttive sul sostegno alla diversificazione delle produzioni dei formaggi o al sostegno per il ricambio delle pecore a fine carriera.

Secondo i dati elaborati dall’Agenzia Argea negli ultimi 12 mesi fra premi PAC e pagamenti PSR sono stati liquidati per l’Agricoltura sarda 138 milioni e 196mila euro, mentre entro marzo sono previsti i pagamenti su Indennità compensativa 2016 (26milioni di euro), Benessere animale 2016 (30milioni), liquidazioni pregresse di Argea (6,4milioni), Premio unico 2016 (38milioni).

Il rinvio del bando sulla Misura 6.1, precisano le strutture dell’assessorato dell’Agricoltura, è stato deciso a seguito delle richieste di sospensioni giunte da 26 amministrazioni comunali colpite nelle scorse settimane dalle forti nevicate, per cui hanno dichiarato anche lo stato di Calamità naturale, e dalla Federazione regionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della Sardegna.

«Le manifestazioni – ha spiegato Paci – sono sempre utili per arricchire il confronto e il dibattito con nuove idee che giungono dagli operatori sul campo. Proprio grazie al continuo confronto con le associazioni agricole, nella seconda metà del mandato, come Giunta porteremo avanti la riforma delle Agenzie agricole regionali, portando questi soggetti ad essere più presenti sui territori e meno a Cagliari. Sosterremo inoltre chi davvero lavora in campagna, rimodulando e rivedendo alcuni strumenti del PSR.»

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Stamane, a Cagliari, è esplosa la protesta di oltre 4.000 agricoltori e allevatori della Coldiretti. I trattori hanno aperto il corteo che, partito da viale Trieste, a pochi passi dal Palazzo della Regione, ha percorso tutto il viale Trieste, la via Roma e si è concluso sotto il Palazzo del Consiglio regionale, dove si sono sviluppati gli interventi dei rappresentanti degli agricoltori e degli allevatori, di alcuni dei numerosi sindaci che hanno partecipato alla manifestazione con la fascia tricolore al petto. Tra gli interventi, quello del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. L’obiettivo della protesta è stata la Giunta regionale, accusata del mancato rispetto degli impegni assunti sull’intera vertenza del mondo agro-pastorale sardo, ormai al collasso.

Al centro della vertenza il prezzo del latte ma anche il mancato sostegno al settore con l’impiego dei fondi comunitari. La manifestazione si è protratta per alcune ore, fino a quando una delegazione della Coldiretti e di sindaci è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, dal vicepresidente della Giunta regionale Raffaele Paci e dalla conferenza dei capigruppo.

«Il Consiglio regionale è consapevole della crisi vissuta dal mondo delle campagne – ha detto il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau al termine dell’incontro della Conferenza dei capigruppo con la delegazione della Coldiretti -. E’ una situazione disastrosa alla quale vanno date risposte immediate. Abbiamo ascoltato con attenzione le osservazioni provenienti dai pastori, sono certo che stasera l’Aula saprà trovare una soluzione adeguata.»

I rappresentanti dei pastori, anche con toni decisi, hanno chiesto al Consiglio di valutare alcune modifiche alle soluzioni individuate dalla risoluzione approvata la scorsa settimana dalla Quinta commissione del Consiglio regionale. «Vanno bene gli interventi strutturali e gli incentivi sul credito – hanno detto il presidente e il direttore di Coldiretti Battista Cualbu e Luca Saba – adesso però va affrontata l’emergenza. Le aziende hanno bisogno di liquidità, il Consiglio valuti il ricorso al de minimis». Con i rappresentanti di Coldiretti c’erano anche alcuni sindaci che hanno partecipato alla manifestazione di questa mattina. Tutti hanno ribadito la necessità di intervenire in aiuto del settore ovicaprino, asse portante dell’economia isolana. «Se non si interviene subito – hanno detto i primi cittadini – le conseguenze saranno disastrose sul piano sociale».

Il vicepresidente della Giunta regionale Raffaele Paci ha ribadito l’attenzione dell’esecutivo al dramma delle campagne. «Sono situazioni che si trascinano da decenni e che vanno affrontate in modo strutturale – ha detto Raffaele Paci – adesso bisogna intervenire per risolvere l’emergenza ma allo stesso tempo occorre guardare al futuro. Sentiamo la rabbia della piazza e la conosciamo ma non dobbiamo fare l’errore di risolvere l’emergenza senza affrontare i problemi strutturali. Il bilancio della Regione è ancora aperto, in questi giorni lo sta esaminando la Commissione competente del Consiglio regionale. All’interno della Finanziaria L’Aula può individuare le risorse da destinare al settore».

Domani pubblicheremo un ampio resoconto sulla giornata di protesta odierna, con un ricco album fotografico.

 

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E’ durissimo il giudizio dell’assessore regionale dell’Urbanistica Cristiano Erriu sulla vicenda Eurallumina, dopo lo stop imposto ieri dal ministero dei Beni culturali, con l’aggiornamento della Conferenza dei servizi al prossimo 8 febbraio.

«In attesa dell’esito della Conferenza sull’ampliamento della vasca di deposito dei fanghi di lavorazione dell’alluminio, necessaria per la ripresa dell’attività produttiva, rimane la forte preoccupazione per la posizione espressa dal ministero dei Beni culturali che potrebbe metterla in discussione o addirittura vanificarla.»

«Dai resoconti della riunione – aggiunge Cristiano Erriu – è emersa una contrapposizione tra i due rami dell’Amministrazione, regionale da una parte e statale dall’altra, con la prima che nell’esercizio delle sue funzioni in materia di paesaggio, attraverso gli uffici della Tutela, ha dato il via libera, mentre la seconda si è assunta la responsabilità di interpretare unilateralmente le disposizioni del Piano Paesaggistico regionale disconoscendo, peraltro, precedenti proprie decisioni. Il parere positivo dell’Ufficio Tutela paesaggio della Regione si aggiunge a quello favorevole delle altre Amministrazioni convenute, pur, in alcuni casi, con le necessarie prescrizioni e giuste cautele. Così, se la Regione Autonoma della Sardegna ritiene esclusa dalla fascia costiera la zona industriale di Portovesme, il ministero dei Beni culturali, prescindendo dalla posizione della Regione, pretende di applicarne la disciplina. Nonostante la Regione, il ministero e il comune di Portoscuso, con un’attività di verifica puntuale, abbiano escluso la presenza in tale sito di beni repertoriati nel Piano paesaggistico regionale, il Ministero si ostina a voler applicare un regime di salvaguardia a tutela di beni che non esistono solo perché tale assenza non è stata ancora recepita formalmente nel PUC.»

L’assessore Erriu sottolinea che «gli indirizzi contenuti nelle schede d’ambito del PPR vengono letti come se avessero contenuto prescrittivo, e quindi si arriva al paradosso che il polo industriale di Portovesme, una zona con il più alto tasso di crisi sociale ed economica di tutta Italia, diviene per il ministero dei Beni culturali un’area oggetto di semplice ed esclusiva ‘rinaturalizzazione’. Tutto ciò non avviene in un’area vergine ma in un vasto comparto produttivo che esiste da diversi decenni e che ha necessità di questo intervento programmato per continuare a esistere appunto come area produttiva e non come deserto industriale. In questo modo i rappresentanti del Governo italiano, con atteggiamento schizofrenico, contraddicono le parole e i comportamenti di apertura, in direzione del consolidamento del polo dell’alluminio del Sulcis, alla cui difesa da molti mesi sono impegnati direttamente il ministero dello Sviluppo economico e la stessa Presidenza del Consiglio dei ministri, oggetto per altro di accordi e intese proposti e sottoscritti dallo stesso Governo nazionale. Ciascuno – conclude Erriu – deve essere ora chiamato alla responsabilità delle proprie scelte amministrative di fronte a territori che attendono risposte in modo univoco, chiaro e coerente».

La Conferenza dei Servizi non ha concluso al termine di due giorni di lavoro l’esame della documentazione del progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme ed ha aggiornato i lavori alla prossima settimana. Alcuni lavoratori, in segno di protesta, per il nuovo rinvio di una procedura autorizzativa arrivata al 923esimo giorno, hanno occupato una sala riunioni del Palazzo della Regione, a Cagliari, dove si è svolta la Conferenza dei Servizi che ha visto impegnati ben 23 enti nella valutazione delle 53 integrazioni richieste alla Rusal nei mesi scorsi.
La situazione è molto delicata. I lavoratori, dopo anni di lotte, hanno seguito da vicino la Conferenza dei Servizi, nella speranza che potesse essere il passo decisivo per il via libera al progetto e quindi a precise garanzie sul loro futuro occupativo ed ora chiedono una decisione definitiva.