5 August, 2026

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CGIL, CISL e UIL territoriali di categoria rilanciano la vertenza delle fasce dei dipendenti della Asl 7 di Carbonia. «Nonostante le rassicurazioni ricevute nel corso dell’incontro con il capo di gabinetto della presidenza della Giunta regionale il 6 ottobre a Villa Devoto – si legge in una nota firmata dal segretario generale della Funzione Pubblica CGIL Antonio Congiu, dal segretario generale della CISL funzione pubblica Roberto Fallo e dal segretario generale della UIL funzione pubblica Efisio Aresti – ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna convocazione o notizia circa la soluzione dell’ormai improcrastinabile problema fasce e all’applicazione della legge regionale n° 5/2015.»

CGIL, CISL e UIL territoriali di categoria, per queste ragioni, hanno organizzato una manifestazione sit-in che si terrà lunedì 28 novembre sotto il Palazzo della Giunta regionale, in viale Trento, a Cagliari, per chiedere il rispetto degli impegni assunti e, soprattutto, risposte sulla mancata applicazione della legge regionale n° 5/2015 (normativa contenuta nella finanziaria regionale sul riconoscimento delle fasce).

Per consentire ai lavoratori di raggiungere Cagliari, CGIL, CISL e UIL metteranno a disposizione degli autobus.

Protesta fasce Asl 7 2 copia

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Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

La commissione Sanità ha approvato con i soli voti della maggioranza la manovra di assestamento di bilancio (per la parte relativa al sistema sanitario regionale) contenuta nel disegno di legge n. 382 della Giunta che a breve passerà all’esame del Consiglio.

L’opposizione, attraverso i consiglieri Giorgio Oppi dell’Udc, Michele Cossa dei Riformatori ed Edoardo Tocco di Forza Italia, è intervenuta ad inizio seduta sull’ordine dei lavori annunciando di non voler prendere parte alla seduta e segnalando che, a suo avviso, il mancato rinnovo delle commissioni entro la scadenza fissata dall’art. 9 del Regolamento costituisce “un’anomalia senza precedenti” che, di conseguenza, «determina l’illegittimità degli atti compiuti dagli organismi consiliari». Sul punto, il presidente Raimondo Perra ha replicato ricordando che il presidente del Consiglio, unico organo cui è attribuita la decisione finale sull’interpretazione del Regolamento, ha autorizzato la prosecuzione dei lavori delle commissioni.

Per quanto riguarda il contenuto della manovra di assestamento relativa alla Sanità, il provvedimento è stato illustrato dall’assessore Luigi Arru.

Luigi Arru ha affermato che «l’intervento più consistente prevede la copertura del disavanzo 2015 di oltre 340 milioni attraverso un intervento aggiuntivo di 120 milioni rispetto a quanto già stabilito dalla finanziaria 2016». «Tale intervento – ha spiegato – si rende necessario per rientrare nei parametri del Ministero della Salute, che la Regione deve rispettare essendo sottoposta ad un piano di rientro, che ammettono uno scostamento massimo del 10% fra costi ed entrate». «Inoltre – ha proseguito – la maggiore disponibilità di risorse consentirà al sistema di rispettare i tempi medi dei pagamenti ai fornitori».

«Altri interventi – ha aggiunto ancora Arru – riguarderanno lo stanziamento di 3.370 milioni a favore della Asl 1 di Sassari per i maggiori costi sostenuti a seguito dell’estinzione della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe e relativo trasferimento di funzioni, beni mobili ed immobili e rapporti giuridici attivi e passivi all’azienda sanitaria, e la rimodulazione dell’intervento delle politiche sociali attraverso le leggi di settore, in modo da poter utilizzare anche risorse europee oltre i fondi regionali e nazionali (complessivamente 18 milioni).»|

L’assessore della Sanità si è poi soffermato sul bando europeo istitutivo del servizio di Elisoccorso, annunciando la presentazione di uno specifico emendamento in sede di assestamento di bilancio per accelerare le procedure e perfezionare un accordo con la Regione Lombardia. «Abbiamo fatto questa scelta in condizioni di emergenza – ha precisato Arru – perché rischiavamo uno slittamento del bando di altri 6 mesi, un bando molto complesso e ricco di tecnicalità dal cui buon esito dipende il successo della riforma che abbiamo impostato». «Lo schema di contratto per 9 anni ad un costo complessivo di 90 milioni – ha aggiunto – prevede la dislocazione dei mezzi nelle basi di Alghero, Cagliari ed Olbia (di cui Olbia H24) per assicurare interventi di primo soccorso nel tempo massimo di 20 minuti all’interno di un raggio di copertura di 50 miglia; si tratta di uno schema che potrà essere verificato e migliorato dopo una valutazione dei risultati sul campo».

Nel successivo dibattito hanno preso la parola le consigliere regionali Daniela Forma e Rossella Pinna del Pd, Augusto Cherchi del Pds, Lorenzo Cozzolino e Luigi Ruggeri ancora del Pd, Fabrizio Anedda del Misto, Emilio Usula dei Rossonori e Luca Pizzuto di Sel.

Le audizioni della commissione proseguiranno domani, alle 9.30, con gli interventi programmati di Anci, Associazioni e Tribunale di Cagliari sulla proposta di legge relativa ad “Interventi per la promozione e la valorizzazione dell’amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli”.

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Palazzo della Regione 4 copia

Arrivano buone notizie sul fronte dell’indebitamento regionale che si riduce di 300 milioni grazie all’estinzione anticipata dei mutui che non prevedono penali ed alla contrazione di un nuovo mutuo a tiraggio con Cassa depositi e prestiti a tassi d’interesse molto bassi. Utilizzato solo quando e se necessario, quest’ultimo consentirà di continuare a pagare le perenzioni, ovvero i vecchi debiti risalenti alle precedenti legislature con Comuni e imprese che potranno così ricevere vere e proprie boccate di ossigeno. Lo prevedono due delibere con un obiettivo comune approvate dall’esecutivo, su proposta dell’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci. Rispetto al 2014, la Giunta è riuscita a ridurre il debito pubblico della Sardegna di 300 milioni, passando dai 1.400 ai 1.100 milioni stimati per il 2016.
Le norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto, definitivamente approvate dal Consiglio dei ministri a maggio scorso, contengono un grande risultato per la Sardegna: lo Stato non potrà tenere per sé le riserve erariali della nostra regione. Un passaggio che di fatto supera le disposizioni contenute nella Legge di stabilità 2015 che disponeva che le riserve erariali (circa 200 milioni) dovessero essere destinate per 50 milioni alle spese in conto capitale della Regione e per il restante importo alla riduzione del debito regionale e degli Enti locali. La Giunta ha deciso di destinare, comunque, una quota delle riserve erariali 2016 all’estinzione anticipata di mutui regionali particolarmente onerosi (circa 60 milioni) ma che non prevedono penali in caso di recesso anticipato. I rimanenti 90 milioni sono destinati a pagare la quota capitale delle rate di ammortamento del debito regionale in scadenza nel 2016. «È un’operazione molto vantaggiosa per i sardi e per le casse regionali perché riusciamo a liberarci da debiti che hanno tassi d’interesse molto elevati e, nello stesso tempo, a ridurre parte della quota capitale dei mutui che ancora paghiamo», dice l’assessore Paci.
La seconda delibera approvata dalla Giunta autorizza la contrazione del mutuo a tiraggio con Cassa Depositi e Prestiti, consentendo così il completamento della procedura. Nella scorsa Finanziaria era stata inserita l’autorizzazione a contrarre un mutuo “a tiraggio” per un massimo di 500 milioni, del quale potranno essere utilizzate, man mano, solo le quote necessarie a coprire il fondo perenzioni, per poter procedere con i pagamenti. Alle attuali condizioni di mercato, la formula del mutuo a tiraggio si dimostra essere la più conveniente, sia per gli interessi ormai vicini allo zero sia per la formula a tiraggio che permette di attingere al mutuo solo se necessario e senza costi fissi. D’ora in poi il bilancio armonizzato impedirà finalmente la formazione di nuovi debiti perenti perché tutto quello che viene impegnato potrà essere speso. «Abbiamo trovato un Bilancio gravato da 2 miliardi e 700 milioni di euro di perenzioni, ne abbiamo pagate per quasi 200 milioni solo nel 2016 e 773 milioni dall’inizio della legislatura, con l’impegno di cancellare altri vecchi debiti entro la fine dell’anno – spiega l’assessore Paci -. Ricordo che le perenzioni sono debiti vecchi, che risalgono a molti anni fa e che non sono mai stati pagati a Comuni e imprese, lasciando che la situazione peggiorasse anno dopo anno: noi stiamo finalmente facendo ordine e pagando, dando ossigeno alle amministrazioni locali e alle imprese sarde che per anni hanno atteso invano e finanziando infrastrutture».
«Razionalizzazione del debito regionale, eliminazione dei mutui più onerosi e sostituzione con strumenti finanziari a tiraggio più flessibili e convenienti – conclude il vicepresidente della giunta Pigliaru -. É questa la strada più conveniente e vantaggiosa per i sardi, perché alleggeriamo il peso finanziario che grava sulle loro spalle e allo stesso tempo rimettiamo in ordine i conti della Regione, pagando i vecchi debiti. Non un obbligo dunque ma una scelta ponderata, responsabile e consapevole che aiuta i cittadini, le imprese e i comuni sardi».

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Come sarebbe la Sardegna indipendente? E chi la può rendere indipendente? A chi conviene? A chi non conviene? Come si può fare? Di chi bisogna fidarsi e di chi no? Quando si potrà fare? Perché le sarde ed i sardi non votano in massa i partiti indipendentisti?

Di questi temi si parlerà durante la presentazione del libro di Carlo Pala “Idee di Sardegna – Autonomisti, sovranisti, indipendentisti oggi” che si terrà giovedì 24 novembre, dalle ore 18.30 presso la sede del circolo Me-Ti di via Mandrolisai 60. Carlo Pala, studioso dell’Università di Sassari, si confronterà con Amos Cardia (studioso di lingua e cultura sarda) e Gianfranco Bitti (vice presidente del circolo Me-Ti) e con tutti coloro che vorranno partecipare.

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Sabato 26 aprile, alle 19.30, al Teatro Electra di Iglesias, il giovanissimo pianista Niccolò Cafaro terrà un concerto con finalità benefiche. Già vincitore di diversi concorsi pianistici italiani e primo degli italiani alla  prestigiosa “Vladimir Krainev Moscow International Piano Competition“, il musicista ha vinto quest’anno il Primo Concorso nazionale pianistico Città di Iglesias sbaragliando la concorrenza. Il sedicenne pianista suonerà musiche di Brahms, Chopin, Blacher e Bartok.

Il concerto è organizzato dall’Ente Concerti Città di Iglesias in collaborazione con il Rotary Club di Iglesias ed il relativo incasso sarà destinato ad incrementare la somma destinata alle Borse di Studio a favore di ragazzi meritevoli di famiglie disagiate del Concorso Solidarnosu bandito dal Rotary Club di Iglesias.

Il costo del biglietto di ingresso è stato stabilito in 5 euro per favorire la massima partecipazione di pubblico.

Teatro Electra esterno 1concerto

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Non si fermano le iniziative istituzionali per forzare la revoca delle delibere di aumento delle imposte sulle assicurazioni Rcauto, Tosap e Imposte provinciali di trascrizione dei veicoli. Aumenti disposti unilateralmente, dall’amministratore straordinario della Provincia Sud Sardegna, Giorgio Sanna.

I presidenti delle Unioni dei comuni Sulcis e Metalla e Mare hanno trasmesso alla Regione la mozione dell’Assemblea organizzata dal Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione Sna e svoltasi a San Giovanni Suergiu con i sindaci, le forze sociali, sindacali ed imprenditoriali, le associazioni dei consumatori e degli automobilisti del Sulcis.

«Si tratta di un atto dovuto alla popolazione del Sulcis Iglesiente» – questo il commento di Gianfranco Trullu e Ferdinando Pellegrini, presidenti dell’Unione dei Comuni del Sulcis e dell’Unione Metalla e Mare.

Nella missiva inviata alla regione i presidenti delle Unioni dei comuni pongono l’accento sugli «inammissibili e inspiegabili aumenti di tasse e tributi da parte del commissario straordinario della provincia del Sud Sardegna, che vanno in aggravio alla popolazione di un territorio già vessato sotto il profilo economico e sociale» ma anche sulle direttive impartite dall’on.le Matteo Renzi, non ultimo a Fertilia, ove ha ribadito la preclusione per gli Enti di vessare il cittadino con ulteriori gravi impositivi.

In conclusione della lettera, Trullu e Pellegrini inviano all’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu, la richiesta di incontro urgente su quanto esposto nel documento dell’Assemblea di San Giovanni Suergiu e sui rimedi da adottarsi.

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La coproduzione tedesco-austriaca-rumena “Toni Erdmann” ha vinto l’edizione 2016 del Premio LUX del Parlamento europeo. Il vincitore è stato proclamato mercoledì dal presidente Martin Schulz nel corso di una cerimonia in Plenaria. Nel film si esplora una complessa relazione padre/figlia nella cultura aziendale contemporanea.

Schulz, congratulandosi con i tre finalisti e con il regista vincitore del Premio, Maren Ade, e la sua troupe ha dichiarato: «Trasmetto le mie sentite congratulazioni al team del film vincitore “Toni Erdmann”. Questo film – che è una combinazione di commedia dark e dramma esilarante – descrive il tenero rapporto a volte assurdo tra una giovane donna che vive da espatriata e suo padre. La pellicola descrive intensamente come le relazioni familiari cambino e ci influenzino in una società competitiva e che invecchia. Questo film non fornisce risposte facili ma, tra onde di ilarità, ci incoraggia a cercare ciò che deve essere protetto e amato».+

Intervenendo alla cerimonia di premiazione, il Vice presidente del PE Antonio Tajani (PPE, IT), responsabile per l’organizzazione del Premio LUX, ha detto: «Il meccanismo del Premio LUX è tale da aggredire, simbolicamente e concretamente, la debolezza principale del nostro cinema, cioè la distribuzione. Mentre infatti il mercato del cinema nordamericano è unico, quello europeo è frammentato per via di barriere fisiche e linguistiche.  Il cinema europeo è lo specchio di ciò che l’Europa e le sue istituzioni dovrebbero essere: una sintesi riuscita dei nostri punti di forza, in quanto industria che si fonda su innovazione, creatività e valori».

La presidente della commissione per la cultura e l’istruzione, Silvia Costa (S&D, IT), ha dichiarato: «Grazie al Premio LUX, che ha dato voce e occhi alla storia europea, in dieci anni sono stati promossi cento film nelle sale cinematografiche in tutta Europa. Con il Premio LUX molti registi indipendenti e i loro giovani autori hanno potuto raggiungere un pubblico in altri Paesi, grazie alla sottotitolazione nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Il Premio ha migliorato le diversità e la ricchezza del cinema europeo, i suoi temi, sensibilità e lingue. Continuare a scommettere e investire nella narrazione cinematografica europea è un passo fondamentale nella costruzione della ‘Europa della cultura’ in cui crediamo. Il nostro impegno per il futuro è quello di sostenere il Premio, portando i film finalisti anche al di fuori dell’Europa, cominciando con i Paesi del Mediterraneo».

Gli altri due film finalisti per il premio 2016 sono “À peine j’ouvre les yeux/As I open my eyes” (Francia, Tunisia, Belgio, Emirati Arabi Uniti) di Leyla Bouzid e “Ma vie de courgette/My life as a courgette” (Svizzera, Francia) di Claude Barras. Il vincitore viene deciso ogni anno da una votazione dei deputati europei.

Il Parlamento europeo si assume le spese per la traduzione e la sottotitolazione, nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, di ciascuno dei tre film finalisti. Inoltre, il film vincitore sarà adattato per i non vedenti e non udenti e riceverà un sostegno alla promozione internazionale.

I tre film finalisti del Premio LUX sono proiettati nei 28 paesi dell’Unione europea durante l’evento “Lux Film Days” nel periodo che va da settembre a dicembre. L’obiettivo è quello di migliorare la circolazione dei film europei in tutta l’UE, condividere con il maggior numero possibile di cittadini la diversità del cinema europeo e stimolare la discussione sui grandi temi sociali.

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 Industrie Portovesme 3

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui NOx, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030. Tali tetti sono già stati informalmente concordati con la Presidenza del Consiglio dei Ministri UE. L’inquinamento atmosferico provoca circa 400mila morti premature all’anno nell’UE.

 «L’inquinamento atmosferico è la prima causa ambientale di morte nell’UE – ha dichiarato la relatrice Julie Girling (ECR, UK) -. Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, con il problema della qualità dell’aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo VW e la questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandosi sulla CO2, trascurando la qualità dell’aria. Credo fermamente che questo voto sia un passo nella giusta direzione. Non rappresenta la soluzione ideale – ha concluso Julie Girling -, ma rappresenterà un importante miglioramento per la salute dei nostri cittadini.» 

Nella nuova normativa, approvata con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni, si stabiliscono gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri).

Tali proposte potrebbero ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, gli inquinanti provengono da varie fonti:

  • il particolato (PM), principalmente dal riscaldamento, dall’industria e dai trasporti,
  • il NOx, principalmente dai trasporti,
  • il SOx, per lo più dalla produzione di energia e dai trasporti non stradali,
  • la quasi totalità delle emissioni di NH3 dall’agricoltura,
  • le emissioni di CO dal riscaldamento e dai trasporti, e
  • la maggior parte delle emissioni di metano (CH4) dall’agricoltura, dai rifiuti e dall’energia.

Emissioni degli autoveicoli

Come sostenuto dai deputati, nel testo si ribadisce l’impegno dell’UE a identificare e rispondere alla normativa di controllo che si è dimostrata inefficace, come dimostrato dalla discrepanza tra i valori delle emissioni in condizioni di guida reale e le emissioni di NOx nei test di prova delle autovetture diesel Euro 6.

Metano

Gli Stati membri hanno insistito sull’esclusione del metano dal campo di applicazione della direttiva. La Commissione europea ha tuttavia confermato che potrebbe riesaminare questo punto.

Contesto

Nel 2010, l’inquinamento atmosferico ha provocato oltre 400mila morti premature nell’UE ed esposto oltre il 62% del territorio UE all’eutrofizzazione, incluso il 71% degli ecosistemi di Natura 2000. I suoi costi totali esterni variano dai 330 ai 940 miliardi di euro all’anno e includono i danni economici diretti, pari a 15 miliardi di euro per i giorni lavorativi persi, a 4 miliardi di euro per le spese sanitarie, a 3 miliardi di euro per la perdita di resa delle colture e a 1 miliardo di euro per i danni agli edifici (dati della Commissione europea).

Il mancato rispetto delle norme vigenti sulla qualità dell’aria e dei nuovi obblighi internazionali dell’UE nel quadro del protocollo di Göteborg impediscono una migliore protezione dell’ambiente e dei cittadini UE. Le aree non conformi agli standard PM10 e NO2 rappresentano, rispettivamente, il 32% e il 24% del territorio UE e 40 milioni di cittadini sono tuttora esposti a livelli di PM10 superiori ai limiti UE.

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La Regione Sardegna organizza un ciclo di incontri dedicati alle imprese del territorio regionale. Un roadshow che toccherà 5 comuni dell’Isola: Sassari (14 novembre – ore 15.30, sede Promocamera, via Predda Niedda 18), Olbia (18 novembre – 15.30, Aeroporto Costa Smeralda), Nuoro (21 novembre – 15.30, ExMè piazza Mameli ), Cagliari (25 novembre – 15.30, Fiera Internazionale della Sardegna, Palazzo dei Congressi, ingresso lato Coni) e Oristano (28 novembre – 10.00, Palazzo degli Scolopi, Piazza Eleonora).

L’iniziativa della Regione, promossa in collaborazione con le camere di commercio e le associazioni di categoria, si propone di affiancare le aziende nei processi di innovazione a sostegno della competitività e di individuare nuove opportunità di business grazie ai nuovi bandi destinati alle micro, piccole e medie imprese e a chi ha un’idea imprenditoriale.

Per ogni tappa sono previsti più workshop tematici, della durata di 30 minuti, nel corso dei quali gli esperti regionali approfondiranno gli argomenti di particolare interesse per le imprese. La novità è rappresentata dalla presenza di sportelli a cui i partecipanti potranno rivolgersi per tutta la durata dell’evento. Diverse le aree tematiche: Innovazione; sostegno finanziario alla creazione di impresa ed alla crescita di imprese; Accesso al credito e agli strumenti finanziari, Programmazione territoriale e Investimenti Territoriali Integrati (ITI) per le aree urbane.

Per le imprese sarde sono disponibili 725 milioni di euro con la programmazione unitaria 2014-20 attraverso bandi che puntano su procedure rapide, facili, snelle, a sportello.

I bandi attivi, consultabili su Sardegnaimpresa.eu, riguardano la creazione, la crescita e l’innovazione per le imprese. Diversi gli strumenti che la Regione ha messo in campo: i voucher start-up e il microcredito per la creazione. Per le imprese già operanti sono previsti il sostegno agli investimenti materiali e immateriali, le sovvenzioni per interventi di efficientamento energetico, il sostegno per l’internazionalizzazione delle MPMI nei mercati internazionali. Vi sono inoltre bandi per il sostegno finanziario del settore agricolo e per le imprese del settore culturale. Infine sono disponibili i bonus occupazionali e i cofinanziamenti per l’innovazione delle imprese.

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Quindici casi di sifilide in poco più di due mesi, 31 dall’inizio dell’anno. Nel 2015 erano stati 9 in in dodici  mesi. Numeri preoccupanti, registrati dal Centro  per le malattie sessualmente trasmissibili  della Clinica Dermatologica dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, e che segnano un picco mai registrato prima. I 15 pazienti che si sono presentati negli ambulatori del San Giovanni di Dio hanno contratto la malattia per rapporti orali non protetti:  sono giovani e comunque tra i 20 e i 40 anni, tutti uomini, più della metà hanno dichiarato di avere contratto l’infezione attraverso rapporti omosessuali.

«Si tratta di una malattia molto contagiosa – dice Nazareno Pacifico, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari – ed è facilmente trasmissibile con tutti i tipi di rapporti non protetti. Questo è un punto fondamentale: è un problema che interessa sia chi ha rapporti eterosessuali sia omosessuali non protetti e, in particolar modo, occasionali. I dati parlano chiaro: aumentano le malattie sessualmente trasmissibili e si abbassa l’età dei pazienti: in particolare sono i giovani e i giovanissimi a esserne colpiti. È importante diffondere una corretta informazione sanitaria in particolare tra i giovani perché le malattie trasmissibili sessualmente non devono essere sottovalutate e possono essere tranquillamente prevenute».

«La sifilide – spiega il professor Franco Rongioletti, direttore della Clinica Dermatologica – è provocata da un batterio chiamato Treponema pallidum che provoca una malattia dapprima localizzata nel punto in cui il batterio penetra e che tende poi a diffondersi a tutto l’organismo». La malattia si sviluppa generalmente in  due fasi. Nelle prime settimane dopo il contagio, compare un’ulcera non dolorosa nei genitali o nella bocca. «Soprattutto se all’interno della bocca – dice ancora professor Rongioletti – questa piaga può essere scambiata per un’afta. Dopo qualche mese però sulla pelle compaiono macchie che possono assumere le più svariate forme. Le macchie sono generalmente sul palmo delle mani, su piedi, tronco, regione anale, genitali e bocca e sono talvolta accompagnate da febbre, stanchezza e dimagrimento, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, dolori alle articolazioni, disturbi alla vista, in qualche caso perdita di capelli».

Da gennaio a oggi, i casi di sifilide diagnosticati dalla Clinica Dermatologica del San Giovanni di Dio dell’Aou di Cagliari sono stati, dunque, 31. In diciotto hanno dichiarato di aver contratto la malattia a causa di rapporti omosessuali non protetti e in un caso il paziente era Hiv positivo. Negli altri 14 casi, i pazienti si sono dichiarati bisessuali (3) ed eterosessuali (9). Una persona non ha voluto dichiarare il tipo di rapporti.

«Il consiglio – spiegano il professor Rongioletti e la dottoressa Roberta Satta, medico del Centro – è di non abbassare mai la guardia nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili, avere sempre rapporti sessuali protetti e di rivolgersi immediatamente al dermatologo in caso di comparsa di lesioni nelle zone genitali e orali.»