28 September, 2026

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San Giovanni Suergiu è in festa per i 100 anni di Eraldo (Francesco all’anagrafe) Secchi. Sono arrivati in tanti, circa duecento, nella sala riunioni dell’agriturismo Agrifoglio, per condividere con lui questo grande traguardo, raggiunto in una condizione davvero invidiabile per la lucidità e le condizioni fisiche che non sono certamente quelle tipiche di un centenario. Al centro della sala una grande torta con il numero 100 di colore rosso, un coro per accompagnare la serata con i canti, presenti le due sorelle e tutti i parenti, tantissimi amici e conoscenti, il sindaco Elvira Usai con quasi tutti gli assessori e i consiglieri comunali, il parroco Antonino Bellu, il presidente dell’Auser Sergio Madeddu che ha letto un lungo messaggio in cui è stata ricostruita la sua lunghissima esperienza di vita, iniziata il 23 novembre 1916.

Questo il testo letto da Sergio Madeddu.

«Siamo in tanti qui riuniti, perché è un’occasione davvero speciale. E’ giusto far presente, che la paura più grande di un anziano è quella di non essere amato, non è il caso di Eraldo, perché questa nutrita presenza dimostra tutto l’affetto di cui gode tra la nostra comunità. 

Una vita lunga un secolo, 1916-2016, l’ambito traguardo dei cento anni. Una vita dura d intensa, povertà, guerra, il suo riscatto con l’assiduità nel lavoro. Tanto amore per la sua famiglia e per la comunità intera.

Francesco all’anagrafe, ma conosciuto e chiamato da tutti Eraldo. E’ nato a Tratalias, il 23 novembre del 1916, la mamma si chiamava Grazia Pinna, il padre Antonio, agente della Guardia di Finanza in servizio all’Isola d’Elba, poi impiegato come daziere nel comune di Narcao, finché non si trasferirono a San Giovanni Suergiu. Otto i figli da sfamare, oltre Eraldo altri due fratelli e cinque sorelle. Dario il più grande, sacerdote molto noto in paese, poi Delia, Anna, Bruna, Fausta, Mario e Maria.

Eraldo ha frequentato le scuole elementari in paese con ottimi voti, la scuola si trovava a fianco dell’ingresso attuale del Municipio che dà verso la piazza. Siamo a metà degli anni ’30, tempi difficili e duri per realtà disastrate come la nostra, segnata dalla povertà e dalla fame. Lui è fortunato, trova lavoro nello stabilimento Samis, in officina elettrica, lì conosce il signor Arturo Manca, maestro operaio elettromeccanico di quel periodo, che lo accompagnerà nel percorso, come lavoratore dipendente prima, poi come socio in diverse altre iniziative.

Nel 1938 la chiamata alle armi, un servizio militare molto lungo, durato sette anni, il congedo nel 1945. Eraldo viene arruolato nell’82° Reggimento Fanteria di Civitavecchia, partecipa all’occupazione lampo della Dalmazia, poi viene impegnato sul fronte occidentale, per contenere una temuta avanzata francese.

Ma la vera prova di guerra, il sergente maggiore Eraldo Secchi l’avrà sul fronte russo, 18 lunghi mesi, trascorsi in prima linea sulle rive del Don, impegnato al comando del Reggimento, al servizio carburanti delle auto carrette, poi come staffetta motociclista. Patisce fame e freddo, ci sono punte di 20-40 gradi sotto zero, i militari hanno una dotazione individuale insufficiente, i viveri sono scarsi, non hanno da ripararsi, sono partiti in giugno con la divisa estiva, la porteranno per tutto l’inverno. In quell’inferno del fronte russo, Eraldo sarà, con la sua classe di leva più fortunato di chi gli darà poi il cambio, ci sarà infatti la disfatta, molti non torneranno più, altri conosceranno la prigionia e la deportazione.

Rientrato in Italia nel 1943, Eraldo trascorrerà altri due anni da militare, nel Battaglione Costiero di Muravera, partecipando alla guerra di liberazione dai tedeschi svoltasi in Sardegna. Avrà il riconoscimento dallo Stato Italiano, sarà decorato con la Croce al Merito di Guerra.

Finito il periodo di ferma, al suo rientro, Eraldo apre una piccola officina con Arturo Manca, insieme mettono insieme il loro ingegno, la loro creatività nelle innovazioni di quel periodo, riparano biciclette, fondo metallo per creare pallini per cartucce, aggiustano motori a scoppio, macchine trebbiatrici ed altro.

Eraldo lavora poi in officina, alle dipendenze della Carbonifera Sarda per un anno, successivamente è alle dipendenze di Brai, fa il trasportatore ed il tassista a Cagliari, sino all’avvio del Mulino Pastificio Brai, dove sarà impiegato per dieci anni, dal 1950 al 1960, come collaboratore stretto, uomo di fiducia. Conosce bene l’impianto, è lui che interviene in tutte le situazioni difficili. Si interessa, inoltre, della distribuzione della farina e dell’approvvigionamento del grano per l’azienda.

Cambia ancora lavoro, gli viene offerta la possibilità di gestire la stazione Agip, un’opportunità che Eraldo non si lascia sfuggire. Gestire l’ìmpianto di rifornimento per quasi trent’anni. E’ proprio lì che mette a frutto le sue potenzialità imprenditoriali. Si lavora dalla mattina presto fino a notte inoltrata, senza interruzioni. Per gestire questa nuova impresa occorrono diverse braccia, si fanno i turni, riesce ad avere 5/6 dipendenti contemporaneamente. Passeranno di lì, alle sue dipendenze, decine di ragazzi e ragazze che si avvicenderanno in questo lavoro. Non si rifornivano solo macchine, si facevano piccole riparazioni, manutenzioni, cambi olio, gomme, c’era l’impianto di lavaggio ed altro.

Ora bisogna però ritornare indietro nel tempo, ai primi anni ’50, per scoprire un’avventura ancora più coinvolgente che ha segnato la vita di Eraldo Secchi. Il fatto è accaduto durante un’escursione nei poderi agricoli, alla ricerca del grano, quando lavorava con Benigno Brai (l’imprenditore agricolo rapito il 19 settembre 1979 e mai tornato a casa, n.d.r.). E’ lì, a Santadi, che conosce Maria Langiu, giovane ragazza del posto, che diventerà sua moglie nel 1955 e dalla quale avrà quattro figli, tre femmine ed un maschio: Valeria, Marta, Marcella ed Antonello. Eraldo e Maria oggi hanno otto nipoti, il più grande è Luca, 34 anni, la più giovane Greta, 21 anni; e tre pronipoti.

Una bellissima storia, per tutta la comunità di San Giovanni Suergiu. Nonno Eraldo è un grande esempio per le nuove generazioni, di forza, coraggio e capacità di affrontare le avversità della vita.

Grazie Eraldo! Grazie per il tuo esempio, grazie per aver voluto festeggiare il tuo centesimo compleanno con gli amici e le persone che ti sono state sempre vicino. Tanti, tanti auguri per continuare a vivere ancora tanti e tanti anni, con l’aiuto di Dio e l’affetto e l’amicizia di tutti noi.»

Pubblichiamo il breve intervento fatto da Eraldo Secchi per ringraziare tutti per l’affetto ricevuto, l’album fotografico completo ed altri tre filmati registrati nel corso della serata: una parte della benedizione di don Antonino Bellu, una parte dell’intervento del sindaco Elvira Usai ed una canzone cantata dal coro e da tutti i presenti.

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La Quinta Commissione del Consiglio regionale ha incontrato i sindacati sulla vertenza Vesuvius, esprimendo «piena solidarietà ai lavoratori e sostegno alla Giunta e al Governo per scongiurare la chiusura dello stabilimento».

I segretari di Cgil, Cisl e Uil Giampiero Manca, Efisio Ibba e Tore Sini hanno illustrato le ultime novità della vertenza che vede a rischio circa 200 posti di lavoro. La multinazionale inglese ha finora respinto la richiesta, avanzata da Regione e Mise, di sospendere la procedura di licenziamento collettivo attivata nelle scorse settimane per i lavoratori dei siti produttivi di Macchiareddu e Avezzano. «L’unico modo per impedire alla multinazionale di delocalizzare la produzione – hanno detto i sindacalisti – è bloccare le commesse italiane. Vesuvius ha, infatti, un contratto con l’Ilva di Taranto per 90 milioni di euro. E’ inaccettabile che una società in attivo decida di mandare a casa i lavoratori e continui a sfruttare il mercato italiano».

La Commissione attenderà l’esito della riunione convocata per il prossimo 1 dicembre al Mise alla quale prenderà parte anche un imprenditore interessato all’acquisizione degli impianti sardi e abruzzesi. «Siamo vicini ai lavoratori – ha detto il presidente Luigi Lotto – la Commissione è pronta ad assumere tutte le iniziative a sostegno della loto vertenza». In caso di esito negativo dell’incontro il parlamentino delle attività produttive potrebbe adottare una risoluzione ad hoc o, in alternativa, presentare un ordine del giorno unitario da far votare in Consiglio.

I lavoratori della Vesuvius di Macchiareddu hanno interrotto la protesta davanti ai cancelli dello stabilimento dopo l’incontro di questa mattina con l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, che si è recata nel sito produttivo per illustrare i prossimi passi che la Regione e il MISE attueranno nella gestione della vicenda.

«Stiamo lavorando quotidianamente accanto al MISE e alle organizzazioni sindacali per scongiurare la chiusura degli impianti e convincere la multinazionale a recedere dalle proprie decisioni e revocare i licenziamenti – ha detto l’assessore Piras -. Proprio ieri è stata avviata anche un’azione di scouting con il ministero dello Sviluppo economico per valutare l’interesse di imprenditori che siano in grado di acquisire gli stabilimenti e proseguire le produzioni. Il primo dicembre, insieme al MISE e alla Regione Abruzzo, incontreremo un primo interlocutore.»

Al termine dell’incontro con i lavoratori e i sindacati, che hanno apprezzato l’intervento dell’assessore e riconosciuto un plauso per il lavoro svolto, il presidio è stato sciolto.

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CGIL, CISL e UIL territoriali di categoria rilanciano la vertenza delle fasce dei dipendenti della Asl 7 di Carbonia. «Nonostante le rassicurazioni ricevute nel corso dell’incontro con il capo di gabinetto della presidenza della Giunta regionale il 6 ottobre a Villa Devoto – si legge in una nota firmata dal segretario generale della Funzione Pubblica CGIL Antonio Congiu, dal segretario generale della CISL funzione pubblica Roberto Fallo e dal segretario generale della UIL funzione pubblica Efisio Aresti – ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna convocazione o notizia circa la soluzione dell’ormai improcrastinabile problema fasce e all’applicazione della legge regionale n° 5/2015.»

CGIL, CISL e UIL territoriali di categoria, per queste ragioni, hanno organizzato una manifestazione sit-in che si terrà lunedì 28 novembre sotto il Palazzo della Giunta regionale, in viale Trento, a Cagliari, per chiedere il rispetto degli impegni assunti e, soprattutto, risposte sulla mancata applicazione della legge regionale n° 5/2015 (normativa contenuta nella finanziaria regionale sul riconoscimento delle fasce).

Per consentire ai lavoratori di raggiungere Cagliari, CGIL, CISL e UIL metteranno a disposizione degli autobus.

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La commissione Sanità ha approvato con i soli voti della maggioranza la manovra di assestamento di bilancio (per la parte relativa al sistema sanitario regionale) contenuta nel disegno di legge n. 382 della Giunta che a breve passerà all’esame del Consiglio.

L’opposizione, attraverso i consiglieri Giorgio Oppi dell’Udc, Michele Cossa dei Riformatori ed Edoardo Tocco di Forza Italia, è intervenuta ad inizio seduta sull’ordine dei lavori annunciando di non voler prendere parte alla seduta e segnalando che, a suo avviso, il mancato rinnovo delle commissioni entro la scadenza fissata dall’art. 9 del Regolamento costituisce “un’anomalia senza precedenti” che, di conseguenza, «determina l’illegittimità degli atti compiuti dagli organismi consiliari». Sul punto, il presidente Raimondo Perra ha replicato ricordando che il presidente del Consiglio, unico organo cui è attribuita la decisione finale sull’interpretazione del Regolamento, ha autorizzato la prosecuzione dei lavori delle commissioni.

Per quanto riguarda il contenuto della manovra di assestamento relativa alla Sanità, il provvedimento è stato illustrato dall’assessore Luigi Arru.

Luigi Arru ha affermato che «l’intervento più consistente prevede la copertura del disavanzo 2015 di oltre 340 milioni attraverso un intervento aggiuntivo di 120 milioni rispetto a quanto già stabilito dalla finanziaria 2016». «Tale intervento – ha spiegato – si rende necessario per rientrare nei parametri del Ministero della Salute, che la Regione deve rispettare essendo sottoposta ad un piano di rientro, che ammettono uno scostamento massimo del 10% fra costi ed entrate». «Inoltre – ha proseguito – la maggiore disponibilità di risorse consentirà al sistema di rispettare i tempi medi dei pagamenti ai fornitori».

«Altri interventi – ha aggiunto ancora Arru – riguarderanno lo stanziamento di 3.370 milioni a favore della Asl 1 di Sassari per i maggiori costi sostenuti a seguito dell’estinzione della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe e relativo trasferimento di funzioni, beni mobili ed immobili e rapporti giuridici attivi e passivi all’azienda sanitaria, e la rimodulazione dell’intervento delle politiche sociali attraverso le leggi di settore, in modo da poter utilizzare anche risorse europee oltre i fondi regionali e nazionali (complessivamente 18 milioni).»|

L’assessore della Sanità si è poi soffermato sul bando europeo istitutivo del servizio di Elisoccorso, annunciando la presentazione di uno specifico emendamento in sede di assestamento di bilancio per accelerare le procedure e perfezionare un accordo con la Regione Lombardia. «Abbiamo fatto questa scelta in condizioni di emergenza – ha precisato Arru – perché rischiavamo uno slittamento del bando di altri 6 mesi, un bando molto complesso e ricco di tecnicalità dal cui buon esito dipende il successo della riforma che abbiamo impostato». «Lo schema di contratto per 9 anni ad un costo complessivo di 90 milioni – ha aggiunto – prevede la dislocazione dei mezzi nelle basi di Alghero, Cagliari ed Olbia (di cui Olbia H24) per assicurare interventi di primo soccorso nel tempo massimo di 20 minuti all’interno di un raggio di copertura di 50 miglia; si tratta di uno schema che potrà essere verificato e migliorato dopo una valutazione dei risultati sul campo».

Nel successivo dibattito hanno preso la parola le consigliere regionali Daniela Forma e Rossella Pinna del Pd, Augusto Cherchi del Pds, Lorenzo Cozzolino e Luigi Ruggeri ancora del Pd, Fabrizio Anedda del Misto, Emilio Usula dei Rossonori e Luca Pizzuto di Sel.

Le audizioni della commissione proseguiranno domani, alle 9.30, con gli interventi programmati di Anci, Associazioni e Tribunale di Cagliari sulla proposta di legge relativa ad “Interventi per la promozione e la valorizzazione dell’amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli”.

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Palazzo della Regione 4 copia

Arrivano buone notizie sul fronte dell’indebitamento regionale che si riduce di 300 milioni grazie all’estinzione anticipata dei mutui che non prevedono penali ed alla contrazione di un nuovo mutuo a tiraggio con Cassa depositi e prestiti a tassi d’interesse molto bassi. Utilizzato solo quando e se necessario, quest’ultimo consentirà di continuare a pagare le perenzioni, ovvero i vecchi debiti risalenti alle precedenti legislature con Comuni e imprese che potranno così ricevere vere e proprie boccate di ossigeno. Lo prevedono due delibere con un obiettivo comune approvate dall’esecutivo, su proposta dell’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci. Rispetto al 2014, la Giunta è riuscita a ridurre il debito pubblico della Sardegna di 300 milioni, passando dai 1.400 ai 1.100 milioni stimati per il 2016.
Le norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto, definitivamente approvate dal Consiglio dei ministri a maggio scorso, contengono un grande risultato per la Sardegna: lo Stato non potrà tenere per sé le riserve erariali della nostra regione. Un passaggio che di fatto supera le disposizioni contenute nella Legge di stabilità 2015 che disponeva che le riserve erariali (circa 200 milioni) dovessero essere destinate per 50 milioni alle spese in conto capitale della Regione e per il restante importo alla riduzione del debito regionale e degli Enti locali. La Giunta ha deciso di destinare, comunque, una quota delle riserve erariali 2016 all’estinzione anticipata di mutui regionali particolarmente onerosi (circa 60 milioni) ma che non prevedono penali in caso di recesso anticipato. I rimanenti 90 milioni sono destinati a pagare la quota capitale delle rate di ammortamento del debito regionale in scadenza nel 2016. «È un’operazione molto vantaggiosa per i sardi e per le casse regionali perché riusciamo a liberarci da debiti che hanno tassi d’interesse molto elevati e, nello stesso tempo, a ridurre parte della quota capitale dei mutui che ancora paghiamo», dice l’assessore Paci.
La seconda delibera approvata dalla Giunta autorizza la contrazione del mutuo a tiraggio con Cassa Depositi e Prestiti, consentendo così il completamento della procedura. Nella scorsa Finanziaria era stata inserita l’autorizzazione a contrarre un mutuo “a tiraggio” per un massimo di 500 milioni, del quale potranno essere utilizzate, man mano, solo le quote necessarie a coprire il fondo perenzioni, per poter procedere con i pagamenti. Alle attuali condizioni di mercato, la formula del mutuo a tiraggio si dimostra essere la più conveniente, sia per gli interessi ormai vicini allo zero sia per la formula a tiraggio che permette di attingere al mutuo solo se necessario e senza costi fissi. D’ora in poi il bilancio armonizzato impedirà finalmente la formazione di nuovi debiti perenti perché tutto quello che viene impegnato potrà essere speso. «Abbiamo trovato un Bilancio gravato da 2 miliardi e 700 milioni di euro di perenzioni, ne abbiamo pagate per quasi 200 milioni solo nel 2016 e 773 milioni dall’inizio della legislatura, con l’impegno di cancellare altri vecchi debiti entro la fine dell’anno – spiega l’assessore Paci -. Ricordo che le perenzioni sono debiti vecchi, che risalgono a molti anni fa e che non sono mai stati pagati a Comuni e imprese, lasciando che la situazione peggiorasse anno dopo anno: noi stiamo finalmente facendo ordine e pagando, dando ossigeno alle amministrazioni locali e alle imprese sarde che per anni hanno atteso invano e finanziando infrastrutture».
«Razionalizzazione del debito regionale, eliminazione dei mutui più onerosi e sostituzione con strumenti finanziari a tiraggio più flessibili e convenienti – conclude il vicepresidente della giunta Pigliaru -. É questa la strada più conveniente e vantaggiosa per i sardi, perché alleggeriamo il peso finanziario che grava sulle loro spalle e allo stesso tempo rimettiamo in ordine i conti della Regione, pagando i vecchi debiti. Non un obbligo dunque ma una scelta ponderata, responsabile e consapevole che aiuta i cittadini, le imprese e i comuni sardi».

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Come sarebbe la Sardegna indipendente? E chi la può rendere indipendente? A chi conviene? A chi non conviene? Come si può fare? Di chi bisogna fidarsi e di chi no? Quando si potrà fare? Perché le sarde ed i sardi non votano in massa i partiti indipendentisti?

Di questi temi si parlerà durante la presentazione del libro di Carlo Pala “Idee di Sardegna – Autonomisti, sovranisti, indipendentisti oggi” che si terrà giovedì 24 novembre, dalle ore 18.30 presso la sede del circolo Me-Ti di via Mandrolisai 60. Carlo Pala, studioso dell’Università di Sassari, si confronterà con Amos Cardia (studioso di lingua e cultura sarda) e Gianfranco Bitti (vice presidente del circolo Me-Ti) e con tutti coloro che vorranno partecipare.

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Sabato 26 aprile, alle 19.30, al Teatro Electra di Iglesias, il giovanissimo pianista Niccolò Cafaro terrà un concerto con finalità benefiche. Già vincitore di diversi concorsi pianistici italiani e primo degli italiani alla  prestigiosa “Vladimir Krainev Moscow International Piano Competition“, il musicista ha vinto quest’anno il Primo Concorso nazionale pianistico Città di Iglesias sbaragliando la concorrenza. Il sedicenne pianista suonerà musiche di Brahms, Chopin, Blacher e Bartok.

Il concerto è organizzato dall’Ente Concerti Città di Iglesias in collaborazione con il Rotary Club di Iglesias ed il relativo incasso sarà destinato ad incrementare la somma destinata alle Borse di Studio a favore di ragazzi meritevoli di famiglie disagiate del Concorso Solidarnosu bandito dal Rotary Club di Iglesias.

Il costo del biglietto di ingresso è stato stabilito in 5 euro per favorire la massima partecipazione di pubblico.

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Non si fermano le iniziative istituzionali per forzare la revoca delle delibere di aumento delle imposte sulle assicurazioni Rcauto, Tosap e Imposte provinciali di trascrizione dei veicoli. Aumenti disposti unilateralmente, dall’amministratore straordinario della Provincia Sud Sardegna, Giorgio Sanna.

I presidenti delle Unioni dei comuni Sulcis e Metalla e Mare hanno trasmesso alla Regione la mozione dell’Assemblea organizzata dal Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione Sna e svoltasi a San Giovanni Suergiu con i sindaci, le forze sociali, sindacali ed imprenditoriali, le associazioni dei consumatori e degli automobilisti del Sulcis.

«Si tratta di un atto dovuto alla popolazione del Sulcis Iglesiente» – questo il commento di Gianfranco Trullu e Ferdinando Pellegrini, presidenti dell’Unione dei Comuni del Sulcis e dell’Unione Metalla e Mare.

Nella missiva inviata alla regione i presidenti delle Unioni dei comuni pongono l’accento sugli «inammissibili e inspiegabili aumenti di tasse e tributi da parte del commissario straordinario della provincia del Sud Sardegna, che vanno in aggravio alla popolazione di un territorio già vessato sotto il profilo economico e sociale» ma anche sulle direttive impartite dall’on.le Matteo Renzi, non ultimo a Fertilia, ove ha ribadito la preclusione per gli Enti di vessare il cittadino con ulteriori gravi impositivi.

In conclusione della lettera, Trullu e Pellegrini inviano all’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu, la richiesta di incontro urgente su quanto esposto nel documento dell’Assemblea di San Giovanni Suergiu e sui rimedi da adottarsi.

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La coproduzione tedesco-austriaca-rumena “Toni Erdmann” ha vinto l’edizione 2016 del Premio LUX del Parlamento europeo. Il vincitore è stato proclamato mercoledì dal presidente Martin Schulz nel corso di una cerimonia in Plenaria. Nel film si esplora una complessa relazione padre/figlia nella cultura aziendale contemporanea.

Schulz, congratulandosi con i tre finalisti e con il regista vincitore del Premio, Maren Ade, e la sua troupe ha dichiarato: «Trasmetto le mie sentite congratulazioni al team del film vincitore “Toni Erdmann”. Questo film – che è una combinazione di commedia dark e dramma esilarante – descrive il tenero rapporto a volte assurdo tra una giovane donna che vive da espatriata e suo padre. La pellicola descrive intensamente come le relazioni familiari cambino e ci influenzino in una società competitiva e che invecchia. Questo film non fornisce risposte facili ma, tra onde di ilarità, ci incoraggia a cercare ciò che deve essere protetto e amato».+

Intervenendo alla cerimonia di premiazione, il Vice presidente del PE Antonio Tajani (PPE, IT), responsabile per l’organizzazione del Premio LUX, ha detto: «Il meccanismo del Premio LUX è tale da aggredire, simbolicamente e concretamente, la debolezza principale del nostro cinema, cioè la distribuzione. Mentre infatti il mercato del cinema nordamericano è unico, quello europeo è frammentato per via di barriere fisiche e linguistiche.  Il cinema europeo è lo specchio di ciò che l’Europa e le sue istituzioni dovrebbero essere: una sintesi riuscita dei nostri punti di forza, in quanto industria che si fonda su innovazione, creatività e valori».

La presidente della commissione per la cultura e l’istruzione, Silvia Costa (S&D, IT), ha dichiarato: «Grazie al Premio LUX, che ha dato voce e occhi alla storia europea, in dieci anni sono stati promossi cento film nelle sale cinematografiche in tutta Europa. Con il Premio LUX molti registi indipendenti e i loro giovani autori hanno potuto raggiungere un pubblico in altri Paesi, grazie alla sottotitolazione nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Il Premio ha migliorato le diversità e la ricchezza del cinema europeo, i suoi temi, sensibilità e lingue. Continuare a scommettere e investire nella narrazione cinematografica europea è un passo fondamentale nella costruzione della ‘Europa della cultura’ in cui crediamo. Il nostro impegno per il futuro è quello di sostenere il Premio, portando i film finalisti anche al di fuori dell’Europa, cominciando con i Paesi del Mediterraneo».

Gli altri due film finalisti per il premio 2016 sono “À peine j’ouvre les yeux/As I open my eyes” (Francia, Tunisia, Belgio, Emirati Arabi Uniti) di Leyla Bouzid e “Ma vie de courgette/My life as a courgette” (Svizzera, Francia) di Claude Barras. Il vincitore viene deciso ogni anno da una votazione dei deputati europei.

Il Parlamento europeo si assume le spese per la traduzione e la sottotitolazione, nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, di ciascuno dei tre film finalisti. Inoltre, il film vincitore sarà adattato per i non vedenti e non udenti e riceverà un sostegno alla promozione internazionale.

I tre film finalisti del Premio LUX sono proiettati nei 28 paesi dell’Unione europea durante l’evento “Lux Film Days” nel periodo che va da settembre a dicembre. L’obiettivo è quello di migliorare la circolazione dei film europei in tutta l’UE, condividere con il maggior numero possibile di cittadini la diversità del cinema europeo e stimolare la discussione sui grandi temi sociali.

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Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui NOx, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030. Tali tetti sono già stati informalmente concordati con la Presidenza del Consiglio dei Ministri UE. L’inquinamento atmosferico provoca circa 400mila morti premature all’anno nell’UE.

 «L’inquinamento atmosferico è la prima causa ambientale di morte nell’UE – ha dichiarato la relatrice Julie Girling (ECR, UK) -. Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, con il problema della qualità dell’aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo VW e la questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandosi sulla CO2, trascurando la qualità dell’aria. Credo fermamente che questo voto sia un passo nella giusta direzione. Non rappresenta la soluzione ideale – ha concluso Julie Girling -, ma rappresenterà un importante miglioramento per la salute dei nostri cittadini.» 

Nella nuova normativa, approvata con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni, si stabiliscono gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri).

Tali proposte potrebbero ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, gli inquinanti provengono da varie fonti:

  • il particolato (PM), principalmente dal riscaldamento, dall’industria e dai trasporti,
  • il NOx, principalmente dai trasporti,
  • il SOx, per lo più dalla produzione di energia e dai trasporti non stradali,
  • la quasi totalità delle emissioni di NH3 dall’agricoltura,
  • le emissioni di CO dal riscaldamento e dai trasporti, e
  • la maggior parte delle emissioni di metano (CH4) dall’agricoltura, dai rifiuti e dall’energia.

Emissioni degli autoveicoli

Come sostenuto dai deputati, nel testo si ribadisce l’impegno dell’UE a identificare e rispondere alla normativa di controllo che si è dimostrata inefficace, come dimostrato dalla discrepanza tra i valori delle emissioni in condizioni di guida reale e le emissioni di NOx nei test di prova delle autovetture diesel Euro 6.

Metano

Gli Stati membri hanno insistito sull’esclusione del metano dal campo di applicazione della direttiva. La Commissione europea ha tuttavia confermato che potrebbe riesaminare questo punto.

Contesto

Nel 2010, l’inquinamento atmosferico ha provocato oltre 400mila morti premature nell’UE ed esposto oltre il 62% del territorio UE all’eutrofizzazione, incluso il 71% degli ecosistemi di Natura 2000. I suoi costi totali esterni variano dai 330 ai 940 miliardi di euro all’anno e includono i danni economici diretti, pari a 15 miliardi di euro per i giorni lavorativi persi, a 4 miliardi di euro per le spese sanitarie, a 3 miliardi di euro per la perdita di resa delle colture e a 1 miliardo di euro per i danni agli edifici (dati della Commissione europea).

Il mancato rispetto delle norme vigenti sulla qualità dell’aria e dei nuovi obblighi internazionali dell’UE nel quadro del protocollo di Göteborg impediscono una migliore protezione dell’ambiente e dei cittadini UE. Le aree non conformi agli standard PM10 e NO2 rappresentano, rispettivamente, il 32% e il 24% del territorio UE e 40 milioni di cittadini sono tuttora esposti a livelli di PM10 superiori ai limiti UE.