10 August, 2026

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Oltre 40 piccole imprese, tanti dipendenti, un prodotto artigiano di elevata qualità e notevole varietà, grande entusiasmo e la necessità di una legge regionale che possa tutelarli, farli crescere senza danneggiarli e, soprattutto, permettere di far conoscere la produzione anche fuori dall’isola.

E’ questo il “mondo” delle imprese birrarie della Sardegna che, ieri pomeriggio a Cagliari, si è riunito su iniziativa di Confartigianato Imprese Sardegna per analizzare le necessità del comparto e sviluppare azioni forti e immediate a sostegno del “sistema”.

Sono 40 i birrifici (artigiani, agricoli e beerfirm) censiti da Confartigianato Imprese Sardegna (erano 19 nel 2009). In provincia di Cagliari sono 19, a Nuoro 8, a Oristano e Sassari, 6, e in Gallura 1. I comuni con più presenza di birrifici sono Cagliari con 4, Quartu con 3, e Carbonia, Guspini, Selargius e Oliena con 2.

Dalla rilevazione dell’associazione artigiana sulle imprese intervistate è emerso come il 50% delle aziende abbia l’isola come mercato esclusivo, il 25% sia già proiettato nel mercato nazionale e solo il 15% lavori già con l’estero.

In media, la produzione di ogni birrificio, la cui dimensione è di 2,5 addetti, non supera i 1.000 ettolitri l’anno e ha un fatturato medio che non supera i 100mila euro. Tra le richieste più importanti delle imprese, la consulenza per investimenti e per l’export, e la formazione.

Come certificano i recenti dati, il settore in Sardegna cresce di giorno in giorno. Un mondo, quello de piccoli birrifici, che arricchisce il territorio sardo, dove qualità e artigianato sono le coordinate fondamentali in cui s’inseriscono metodo di lavorazione, materie prime impiegate nonché professionalità, passione ed eccezionale competenza dei maestri birrai artigiani. Quindi, un vero e proprio fenomeno culturale e un settore in espansione, ricco di opportunità e buone prospettive, che Confartigianato Imprese Sardegna ritiene sia il volano di una crescita di filiera, evoluta e dinamica, con impatti e ricadute benefiche trasversali che vanno dal mondo dei coltivatori sino all’indotto del turismo enogastronomico ed esperienziale.

Apprezzamento è stato espresso dalle imprese per le opportunità offerte dai bandi regionali, pubblicati, e in pubblicazione, sull’internazionalizzazione e sull’innovazione e competitività delle medie e piccole imprese ma anche per le novità proposte dai bandi e dal programma di sviluppo rurale.

Nel corso della serata è stata condivisa l’analisi sia sulla legge nazionale di settore, che ha introdotto la definizione di “birra artigianale” e sia sulla recente proposta di legge regionale.

Le imprese e la Confartigianato sono convinte che anche in Sardegna sia tempo di porre le basi per una regolamentazione della “birra artigianale sarda” che in questo modo si preparerebbe a diventare un brand riconoscibile anche per la qualità, in virtù non solo delle materie prime ma anche, e soprattutto, del metodo di lavorazione. Questo processo produttivo, infatti, verrebbe riconosciuto anche a livello internazionale.

«Il settore sente fortemente la necessità di una regolamentazione che tuteli la produzione artigianale e la qualità – afferma il Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna, Stefano Mameli – e noi ci siamo messi a disposizione per ascoltare le imprese e condensare le loro richieste in un documento che potrebbe essere l’inizio di un percorso legislativo tutto sardo, il primo in Italia di questo genere. Ricordiamo che ad oggi nessuna regione italiana si è dotata di una propria normativa e la Sardegna potrebbe essere la prima in Italia ad avere un legge di questo tipo. In Piemonte e in Umbria, infatti, non sono entrate in vigore per decadenza dei termini, mentre in Veneto e in Abruzzo le proposte sono attualmente in discussione.»

«Abbiamo necessità di una legge che ci faccia crescere, non ci danneggi o ponga inutili vincoli, e che informi correttamente il consumatore anche attraverso un marchio regionale che sia sinonimo di qualità e garanzie – hanno detto le aziende birrarie presenti nei vari interventi – perché la birra artigianale è un’assoluta eccellenza enogastronomica del nostro territorio, che va ulteriormente tutelata attraverso specifici provvedimenti. Qualora si approvasse una legge, ovviamente c’è necessità che poi venga effettivamente applicata insiemeai relativi controlli- Siamo qui perché la Sardegna ha bisogno di valorizzare la produzione artigianale dei microbirrifici, piccole aziende artigianali, con 3 o 4 addetti – hanno continuato – che sono riuscite a creare un ottimo prodotto apprezzato localmente, e che ora guardano anche ai mercati internazionali, quindi non rivolgendosi solo ed esclusivamente agli appassionati del territorio.»

Stefano Mameli copia

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Campagne di Giba

«Criticità per i giovani aspiranti agricoltori e perplessità su alcune scelte adottate dall’assessorato regionale dell’Agricoltura segnano la recente Misura 6.1 del PSR Sardegna 2014-2020, che garantisce aiuti all’avviamento di imprese destinati ai giovani per il primo insediamento in agricoltura.»

Lo sostiene in una nota Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo di Forza Italia Sardegna.

«Innanzitutto partiamo dalle tabelle del bando, che rispecchiano un concetto arretrato di agricoltura, in quanto non tengono conto delle opportunità di impiego delle nuove tecnologie (come il super intensivo) che oggi consentirebbero l’introduzione di colture (olivo, mandorlo, melograno, ciliegio, etc.) nei cui mercati la Sardegna non è competitiva. Eppure la nostra terra, a partire dalle condizioni climatiche, si presterebbe agevolmente a certe coltivazioni e ad aggredirne i relativi mercati. Guardiamo poi ai requisiti di ammissibilità (Insediamento per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda) che impone al giovane agricoltore di non essere stato titolare di partita IVA per l’attività agricola oltre i 6 mesi precedenti alla presentazione della domanda. Un requisito che rappresenta una vera assurdità. Sarebbe molto più logico inserire la possibilità di essere titolare di partita iva da non più di 5anni. Si tenga conto che l’ultimo bando di insediamento risale al 2012: chi ha avuto svariate esigenze ha dovuto aprire una partita iva e ora, suo malgrado, si trova impossibilitato ad accedere al bando.

L’impressione – aggiunge Ignazio Locci – è che si stia dando importanza a colture la cui rilevanza in realtà è stata pompata per ragioni politiche, forse perché frutto di qualche contrattazione sottobanco con importanti agenzie di rappresentanza del mondo degli agricoltori. Ma così facendo si ignorano i tempi moderni, gli attuali mercati a disposizione e le conseguenti opportunità di sviluppo. Presupposti sbagliati in partenza che non assicurano le condizioni utili a creare sviluppo e nuovi insediamenti agricoli.»

«Tuttavia, c’è sempre tempo per modificare gli aspetti del bando che, anziché favorire un nuovo sviluppo, tarpano le ali ai potenziali agricoltori. Forse sarebbe il caso che l’assessorato dell’Agricoltura prendesse spunto da quello che è stato fatto in Puglia, Sicilia, Calabria. Anche perché – conclude Ignazio Locci – talvolta copiare le buone pratiche, facendo un bagno di umiltà, può essere salutare per tutti: aiuta a fare meglio e sgombera il campo dai dubbi sul fatto che si stia dando spazio alle solite lobby dell’agricoltura, senza invece guardare alle realtà nostrane.»

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Tazenda 2013 1

Sabato 30 luglio, dalle 21.00, in occasione della manifestazione “Ospitalità e Solidarietà”, la piazza Roma di Carbonia ospiterà un concerto dei Tazenda.

Organizza l’Auser Carbonia, in collaborazione con la Cgil Sulcis Iglesiente, il Centro Servizi per il volontariato – Sardegna Solidale, la Regione Sardegna e il comune di Carbonia.

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Barche a Sant'Elia I partner, gli organizzatori e alcuni giovani coinvolti nel progetto Laboratorio di sculture di sabbia al Poetto Marc Mercier

Ultima giornata domani, domenica 24 luglio, per “Navigare i confini”, il progetto ideato dall’associazione Carovana SMI, che attraverso arte e creatività punta a rafforzare nella città di Cagliari la cultura dell’accoglienza e dell’interazione multiculturale.

A partire dalle 19.00, a Lazzaretto di Sant’Elia, si ricorda il santo patrono con “Navigare i confini”, rito in mare in onore anche dei migranti. L’evento, che vede la collaborazione dei pescatori e dell’intera comunità di Sant’Elia, proporrà la processione con le barche e i pescherecci, musica, canti e poemi dal mare a cura degli artisti e partecipanti del progetto. Si prosegue alle 20,30 con “Navigare i Confini. Tra Asia e Africa in un’isola che c’è!”, performance, installazioni video, percorsi sensoriali, con i partecipanti ai laboratori. Alle 21.30 la rassegna si chiude sulle note della serata danzante “InterNation Disco”, con il DJ DYAS Said Ait Elmoumen e interventi musicali e coreografici a cura dei partecipanti e degli artisti del progetto., portato avanti in questi mesi a Cagliari insieme a organismi e mediatori culturali che si dedicano ad attività per il dialogo interculturale, la valorizzazione delle differenze e la coesione.

Ancora domani, inoltre, sarà possibile visitare “Migrazioni di corpi e d’immagini”, installazione video d’arte dall’archivio del Festival di “Instants Video” Marsiglia a cura del videoartista Marc Mercier, e “Dal Ciusa a….Ciusa (Francesco)”, mostra di disegni e dipinti dei corsisti dell’ex CTP 23, Scuola Media “Ciusa”, via Meilogu. Quest’ultimo è un progetto di Marina Pisano in collaborazione di Franca Angioi.

“Navigare i confini” è un progetto portato avanti in questi mesi a Cagliari insieme a organismi e mediatori culturali che si dedicano ad attività per il dialogo interculturale, la valorizzazione delle differenze e la coesione.

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Domenica 24 luglio, alle ore 21,00, nella suggestiva cornice dell’Arena Fenicia di Sant’Antioco, andrà in scena la sonorizzazione dal vivo con le musiche di Mauro Palmas del film muto del 1922 diretto e sceneggiato da Gennaro Righelli. Recuperato da un’unica copia ritrovata nella Cineteca di Praga, grazie all’interessamento di Livio Jacob, direttore della Cineteca del Friuli con la collaborazione della Cineteca della Società Umanitaria, questo film rappresenta una delle opere cinematografiche più importanti per la cultura sarda, essendo l’unica pellicola muta, realizzata con intento verista. Righelli, infatti, scelse di raccontare la storia della giovane e bella Cainà girando la pellicola nelle piazze e nelle strade della Gallura, utilizzando come comparse la gente sarda. Interpretato da Maria Jacobini (Cainà) con Carlo Benedetti (Pietro), Ida Carloni-Talli (la madre), sig. Carmi ed Eugenia Duse, il film nel suo intreccio narrativo propone in parallelo temi diversi come contrasto tra la vita tranquilla delle piccole comunità rurali sarde, il desiderio di fuga verso nuove avventure e il rimpianto per aver lasciato la terra natia. A fare da commento sonoro al film saranno le musiche di Mauro Palmas (mandole), eseguite dal vivo con Riccardo Tesi (organetti), Marco Argiolas (clarinetto), Silvano Lobina (basso), Andrea Ruggeri (batteria), ed il quartetto d’archi Archaea String. Palmas con questa sonorizzazione conferma, ancora una volta, le sue eccellenti doti compositive, assecondando il ritmo del film, sottolineandone i momenti cruciali e riempiendo il tutto di colore e calore. La sonorizzazione di “Cainà” trova i suoi punti di forza in un’idea compositiva unitaria robusta, ispirata ai suoni e ai ritmi del Mediterraneo, fonte inesauribile di ispirazione. Mauro Palmas ha dato vita, così, ad un lavoro ricco di suggestioni con sorprendenti attraversamenti sonori tra ritmi magrebini, sonorità arabe e latine ed ardite incursioni sul fronte delle tradizioni sarde. Dal tema del “tundu” alla classica “Ave Maria” completamente riscritta per gli archi. Un mix potente eppure composito e compiuto di suoni dalla forte presa emozionale.

 Sant'Antioco.

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Domani, sabato 23 luglio, gli appuntamenti del progetto “Navigare i confini” proseguono con “Palestina in Sardegna”, una grande festa a cura dell’associazione Sardegna- Palestina.

Si comincia, alle 18.00, nel Lazzaretto di Sant’Elia, con l’esposizione di artigianato palestinese, abiti tradizionali e videoinstallazioni. Saranno anche proiettati filmati storici e di repertorio della Palestina prima del 1948, anno del nabka, l’esodo del popolo durante la guerra civile del 1947/1948. Dopo la cena palestinese (prenotazioni al numero 338 378854), la serata si chiude con “Se fossi una candela nel buio”, spettacolo a cura dei SANDAL FALASTIN, ensemble di danza, musica, teatro con la direzione artistica Fabrizio Lai.

Durante la serata, e sino a domenica, sempre nel Lazzaretto sarà anche possibile visitare “Migrazioni di corpi e d’immagini”, installazione video d’arte dall’archivio del Festival di “Instants Video” Marsiglia a cura del videoartista Marc Mercier, e “Dal Ciusa a… Ciusa (Francesco)”, mostra di disegni e dipinti dei corsisti dell’ex CTP 23, Scuola Media “Ciusa”, via Meilogu. Quest’ultimo è un progetto di Marina Pisano in collaborazione di Franca Angioi.

 “Navigare i confini” è un progetto ideato dall’associazione Carovana SMI, che attraverso arte e creatività punta a rafforzare nella città di Cagliari la cultura dell’accoglienza e dell’interazione multiculturale. E’ portato avanti a Cagliari insieme a organismi e mediatori culturali che si dedicano ad attività per il dialogo interculturale, la valorizzazione delle differenze e la coesione.

 

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Nuova grande prestazione di Fabio Aru nella 19ª, terz’ultima tappa del Tour de France, da Albertville a Saint Gervais Mont Blanc, vinta con un arrivo solitario dal francese Romain Bardet. La tappa, controllata a lungo dall’Astana Pro team, la squadra di Fabio Aru, ha offerto tante emozioni, per le difficoltà del percorso e per il maltempo che nel finale ha portato pioggia e provocato numerose cadute che hanno coinvolto anche la maglia gialla Chris Froome, costretto a correre il finale di gara con la salita di 10 km con la bicicletta di un compagno, Vincenzo Nibali, finito a terra proprio per evitare il leader della corsa e Richie Porte.

La tappa si è decisa sull’attacco di Romain Bardet che ha guadagnato circa 1’30” sui migliori, vantaggio gestito nel finale. Alle sue spalle si è scatenata la bagarre che ha fatto una vittima illustre, Bauke Mollema, fino a stamane secondo in classifica alle spalle di Chris Froome ed arrivato al traguardo con un ritardo di.4’26” ed ora 10° in classifica. Fabio Aru ha corso sempre in testa ed ha avuto solo un momento di difficoltà, a circa 3 km dal traguardo ma ha saputo resistere e si è poi ripreso, tentando anche uno scatto, sul quale ha chiuso lo spagnolo Alejandro Valverde. Negli ultimi 300 metri, il campione di Villacidro ha perso leggermente contatto ed alcuni secondi ma alla fine il bilancio della giornata resta ampiamente positivo, con un nuovo passo in avanti in classifica, dal 7° al 6° posto ed un ritardo di 1’33” dalla terza posizione, ora occupata da Nairo Quintana (Romain Bardet, salito al 2° posto, è lontano 1’49”; Adam Yates, 4°, è a 1.14″; Richie Porte, 5°, a 43″).

Domani è in programma l’ultima tappa impegnativa, la Megéve/Morzine-Avoriaz, di 146,5 km con alcune grandi salite, sulle quali Fabio Aru tenterà ancora l’acuto, per una vittoria di tappa e, perché no, un nuovo balzo in avanti in classifica, magari quel terzo posto che sarebbe il coronamento di uno sogno alla sua prima partecipazione al Tour de France, la corsa a tappe più prestigiosa al mondo.

Fabio Aru 01

 

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Si rinnova anche quest’anno all’Isola dell’Asinara l’appuntamento con i campi di impegno e formazione “Estate Liberi”, organizzati dall’associazione Libera in collaborazione con il centro si servizio per il volontariato Sardegna Solidale. Con il tema “Asinara, solitudini, memorie e narrazioni”, da lunedì prossimo 25 luglio l’ex isola bunker accoglierà ragazze e ragazzi provenienti da tutt’Italia che, nel corso di quattro campi settimanali, approfondiranno i temi legati alla legalità, alla giustizia sociale e alla cultura dell’antimafia.

Insieme ai momenti di formazione ci saranno anche quelli dedicati all’impegno: nell’ex bunker di Cala d’Oliva (voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per contrastare terrorismo e criminalità organizzata), i volontari saranno impegnati a fare da guide ai visitatori, accompagnandoli alla scoperta di due mostre dedicate alla memoria delle vittime innocenti delle mafie (con circa cinquanta sagome realizzate dagli studenti della Facoltà di Architettura di Cagliari) e ai beni confiscati alle mafie.

Nel bunker saranno inoltre esposti pannelli, fotografie, manifesti esplicativi delle realizzazioni di Libera e saranno offerti materiali pubblicitari, prodotti, libri e gadget. Le narrazioni dei volontari hanno lo scopo di trasmettere ai visitatori il patrimonio di cultura e di attività portato avanti da Libera in Italia dal 1995 ad oggi.

Ulteriori due campi saranno poi organizzati da Sardegna Solidale e dal Mo.V.I. (Movimento di Volontariato Italiano). In tutto i campi, dunque, saranno sei e termineranno il 5 settembre.

L’Isola dell’Asinara è stata destinata per lungo tempo a luogo di detenzione. Il carcere è stato dismesso nel 1998 e nel 2002 l’Isola è stata dichiarata Parco nazionale. Restano nella memoria le solitudini di tanti detenuti e tanti agenti di polizia penitenziaria, operatori, famiglie e resta forte la memoria di chi vi ha operato e lavorato.

Un ricordo particolare va alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che nell’agosto del 1985, minacciati dalla mafia, trascorsero con le loro famiglie un breve periodo sull’isola per scrivere il dispositivo di rinvio a giudizio degli imputati del maxiprocesso contro Cosa Nostra (e i due giudici dovettero pagare allo Stato le spese sostenute da loro stessi sull’isola per il loro soggiorno nella foresteria nuova di Cala d’Oliva).

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Nuovo sbarco di migranti, questa mattina, sulle coste del Sulcis. Intorno alle 7.30, nelle località “Peonia Rosa” e “Coequaddus”, i carabinieri della stazione di Sant’Antioco e i colleghi di Tratalias di una pattuglia della radiomobile, ai quali si è aggiunta un’auto della Polizia di Stato di Carbonia, recependo varie segnalazioni fatte dagli abitanti della case vacanza della zona all’utenza 112, hanno rintracciato 30 migranti extracomunitari, di nazionalità algerina, 29 dei quali maggiorenni, tutti di sesso maschile. I migranti si trovavano un buone condizioni di salute, dopo essere sbarcati presumibilmente da un natante non identificato, trovato successivamente dal velivolo A109 Nexus CC 46 dell’XI Elinucleo di Cagliari-Elmas su richiesta della Compagnia dei carabinieri di Carbonia, abbandonato nei pressi di una spiaggetta a Capo Sperone..Il Comando dei carabinieri di Carbonia ha allertato la competente Capitaneria di porto di Sant’Antioco per il suo recupero.

I 30 migranti, dopo le prime formalità di rito, sono stati trasferiti al Centro di primo soccorso ed accoglienza gestito dalla Caritas diocesana per i successivi adempimenti. 

Coquaddus copia

 

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Moreland & Arbuckle (1m) On The Road Quartet (m)

Dopo la straordinaria seconda serata che ha visto protagonisti il giovane talentuoso chitarrista inglese Laurence Jones e il grande Lucky Peterson, la terza tappa del XXVI Festival Narcao Blues sarà caratterizzata dalle sonorità dell’armonica a bocca. Il via, alle 21.30, con il primo dei due concerti in programma sul palco di piazza Europa: al centro dei riflettori l’On The Road Quartet, formazione italiana nata quattro anni fa da un’intuizione di Davide Speranza, virtuoso dello strumento a fiato (conta collaborazioni con Eric Bibb, Andy J. Forest, Kasey Landsdale, Grayson Capps, Francesco Piu, Fabio Treves) e di Gianni Di Ruvo, chitarrista di grande esperienza internazionale. Con Claudio De Palo al basso e Angelo Farolli alla batteria, il gruppo propone una miscela esplosiva di blues, rock’n’roll e zydeco tipicamente in stile New Orleans: la stessa che si può apprezzare nelle dodici tracce del primo album dell’On The Road Quartet, “N.O. Dreaming”, dove non mancano importanti collaborazioni, come quella con il chitarrista sardo Francesco Piu, la cantante Veronica Sbergia e i jazzisti Beppe Caruso e Francesco Di Lenge. 

Protagonista della seconda parte della serata, Moreland & Arbuckle è invece un power trio che sposa blues e roots rock con inconfondibile energia e novità. Nata come duo dall’incontro (la prima volta nel 2001, durante una jam session nella loro città, Wichita, nel Kansas) del chitarrista Aaron Moreland (classe 1974) con l’armonicista e cantante Dustin Arbuckle (1981), la formazione statunitense ha trovato più tardi nei tamburi e nei piatti di Kendall Newby il perfetto completamento. Recensiti positivamente da riviste autorevoli come il New York Post e l’American Songwriter, Moreland & Arbuckle si sono ritagliati uno spazio di rilievo nel panorama blues mondiale con i loro show adrenalinici e album notevoli per qualità e intensità: il settimo, e più recente, “Promised Land or Burst”, è uscito lo scorso maggio sotto l’etichetta storica della Alligator Records di Chicago.

Al termine, la musica si trasferisce in località Santa Croce per il consueto appuntamento dopoconcerto, affidato come sempre a una formazione sarda: stavolta è il turno di The BlueXperiences di Livio Cherchi (chitarra e voce), Donato Cherchi (voce), Renato Fonnesu (basso) e Daniele Maccioni (batteria).

Narcao Blues suggella la sua ventiseiesima edizione sabato 23 con la quarta e ultima serata in piazza Europa: apre (alle 21:30) il chitarrista e cantante statunitense Luke Winslow-King con la sua band, chiude la Sweet Soul Music Revue con un viaggio ideale nella storia del soul e del rhythm & blues.