15 August, 2026

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Roberto Puddu copia

Confermando che per noi il rilancio del territorio passa attraverso la ripresa delle attività produttive per la quale rimane alta la mobilitazione unitaria del territorio e della stessa Regione, riteniamo positive le informazioni che oggi ci sono state fornite sullo stato di attuazione del Piano.

70 attività con risorse e soggetti attuatori certi, di cui parte realizzate, altre in procedura di gara d’appalto, altre ancora in fase avanzata di progettazione con la garanzia dell’assegnazione dei lavori entro l’anno in corso e cioè nei tempi utili per non perdere i finanziamenti.

Attività per le quali rivendichiamo, a tutti i soggetti deputati e in particolare ai Comuni, l’accelerazione degli interventi per la messa in esecuzione delle opere.

Permane la nostra perplessità su alcuni capitoli sui quali riteniamo debbano essere realizzati dei correttivi, come la partita della fiscalità di vantaggio, l’accelerazione delle decisioni sugli investimenti relativi alla ricettività turistica, la determinazione di una unità di missione per la riduzione dei tempi della burocrazia.

Infine, anche in conseguenza dell’allungamento dei tempi e delle modifiche legislative sugli ammortizzatori sociali, ribadiamo la richiesta di una decisa determinazione per la definizione di programmi formativi e di sostegno al reddito verso i lavoratori che hanno terminato e terminano il diritto a tali strumenti.

Roberto Puddu

Segretario generale CGIL Carbonia Iglesias

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La qualità e le competenze per i servizi alle persone con difficoltà prima di tutto. E poi dare gambe al sistema che supera le gare d’appalto. È il futuro che Legacoop individua per il settore dei servizi sociali dove competenza, qualità degli interventi e tutela dei posti di lavoro viaggiano assieme. Un messaggio importante che i dirigenti di Legacoop hanno lanciato alla Regione nel corso del convegno seminario che si è svolto ieri a Cagliari e che ha visto partecipare anche l’assessore regionale alla sanità Luigi Arru. Obiettivo: «Emanare un regolamento sul sistema di accreditamento nel servizio di assistenza alle persone in modo che vengano garantiti qualità e servizi alla persona e posti di lavoro». Un settore delicato e molto importante, come rimarcato nel corso del seminario, che vede operare 200 coop in tutta la Sardegna, 3600 occupati e un fatturato di 110 milioni di euro. 

«Il servizio di accreditamento è stato istituito nel 2000 e da allora è stato fatto poco – ha spiegato Daniela Schirru, presidente del Legacoop Cagliari –  con questa azione si intende rafforzare il servizio di assistenza». Servizio di accreditamento, come è stato spiegato nel corso del seminario può diventare alternativo al sistema degli appalti e “punta a garantire sia la qualità dei servizi sia i posti di lavoro.» 

A spiegare criticità dell’attuale sistema e vantaggi, offerti dal sistema di accreditamento è stato Andrea Pianu, coordinatore per Legacoop Cagliari delle coop sociali. Nel corso del convegno anche le testimonianze dell’Emilia Romagna dove, come ha rimarcato Alberto Alberani responsabile dell’area Welfare di Legacoop Emilia Romagna.

«In diverse regioni – ha argomentato Daniela Schirru – l’accreditamento dei servizi alla persona rappresenta oggi una realtà che ha contribuito a consolidare i servizi a favore delle comunità locali, a superare una dimensione di forte discrezionalità e “discutibile oggettività” negli affidamenti tramite lo strumento della gara d’appalto, nonchè ricollocare al centro del servizio il cittadino e i suoi bisogni.»

Da qui la decisione di Legacoop di rilanciare questo tema alla pubblica discussione, realizzando un percorso che unisca l’approfondimento e la conoscenza delle esperienze realizzate, con il confronto con i diversi soggetti istituzionali, la Regione Autonoma della Sardegna e gli Enti locali.

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Cabfoto

Mario Cabasino, presidente del Corecom Sardegna, è il nuovo responsabile nazionale dei Corecom per i rapporti con le televisioni private e locali. Il giornalista cagliaritano è stato nominato dal presidente nazionale del Cordinamento Felice Blasi nel corso dell’ultima seduta svoltasi giovedì scorso a Roma. Per la prima volta, la Sardegna arriva al vertice della governance dei Corecom, i comitati regionali delle comunicazioni, organi di consulenza delle Regioni in materia di tele-comunicazioni. Giornalista professionista con una lunga esperienza nel settore delle TV private (è stato anche direttore di Sardegna uno TV), Cabasino ha annunciato che si attiverà da subito per incontrare le associazioni che rappresentano l’emittenza locale, come Confindustria televisioni e Aeranti Corallo, in vista dell’avvio del confronto istituzionale con il Sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli.

«È un momento di fondamentale importanza per la sopravvivenza delle TV locali – ha dichiarato Cabasino – che faticosamente stanno iniziando ad uscire dalla lunga crisi che ha colpito l’editoria; i Corecom sono impegnati ad accompagnare questo processo di ripartenza assicurando il loro contributo di conoscenza e di esperienza per la riforma delle leggi di settore»

 

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Il Comitato per la mobilitazione del Sulcis conferma lo sciopero generale per martedì 16 febbraio anche dopo l’incontro voltosi oggi in Regione, al quale peraltro non è stato invitato.

«Se l’interesse del presidente della Giunta Regionale al Sud Ovest dell’isola è proporzionale al tempo che questa mattina ha dedicato all’incontro da lui convocato per il Piano Sulcis siamo al cospetto di un disastro pressoché annunciato», si legge in una nota.

«Il Presidente – si legge ancora nella nota – si è inoltre sottratto alla richiesta formulata dal comitato di partecipare all’incontro di quest’oggi. Il rifiuto suo è stato un vero e proprio atto irrispettoso che la dice tutta sulla sua capacità d’ascolto e sulla volontà di affrontare i problemi e proporre soluzioni alla tragedia Sulcis.»

«Francesco Pigliaru – ha detto Fabio Enne, segretario generale della Cisl – ha abbandonato l’incontro poco dopo il suo inizio, a causa di impegni istituzionali, lasciando i sindaci a discutere tra loro, insieme al coordinatore Cherchi. La riunione si è conclusa con un nulla di fatto. Al termine, solo alcuni amministratori hanno fornito un breve resoconto ai manifestanti.»

«Chiediamo ai primi cittadini di tutto il Sulcis – ha aggiunto Fabio Enne – di unirsi al comitato organizzatore della mobilitazione generale popolare e di sostenere insieme la nostra battaglia.»     

Elio Cancedda, coordinatore del del Movimento Partite Iva, snocciola i dati più significativi del tessuto imprenditoriale: «1.786 imprese cessate nel triennio, 535 solo nel 2015, con una media di oltre 11 imprese la settimana che sono state costrette a chiudere l’attività, con la conseguente perdita di occupazione. Senza un lavoro, per 37mila disoccupati, non c’è speranza per il futuro».

Il comitato popolare composto da Cisl, Cisal, Fismic Consal, il Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente, artigiani, commercianti, pastori, pescatori, il Movimento Sardegna Zona Franca, il Movimento studentesco del Sulcis, i Movimento disoccupati di Carbonia e Iglesias, il Comitato per la salute del Sulcis, nonché associazioni di volontariato, comitati e movimenti della società civile, confermano lo sciopero generale indetto dai sindacati, e la chiusura di tutte le attività martedì 16 febbraio con marcia su Cagliari, per manifestare il degrado sociale.

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Il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, ha giudicato positivamente l’incontro con il presidente Pigliaru sul Piano Sulcis. «I dati illustrati dal presidente Francesco Pigliaru e dal coordinatore Tore Cherchi – ha detto Casti – confermano l’esistenza di iniziative per un ammontare complessivo di 620 milioni di euro».

«Tutto ciò che è emerso dalla riunione sono fatti, opere e interventi concreti, non inutili proclami strumentali – ha aggiunto Giuseppe Casti -. Questo è un passo fondamentale per avviare il processo di ripresa economica. Da solo però non può bastare, anche perché il Piano Sulcis farà sentire pienamente i suoi effetti alla fine del 2016. Occorre, quindi, che la Regione Sardegna si adoperi per sostenere immediatamente interventi e politiche attive per il lavoro che diano effetti immediati.»

«Sono convinto della necessità che, in momento come questo, le Istituzioni, le Organizzazioni Sindacali e tutte le Popolazioni coinvolte, debbano essere unite nel continuare a sollecitare la Regione e lo Stato affinché – ha concluso il sindaco di Carbonia – diano risposte concrete per lo sviluppo del nostro territorio e per dare garanzie e speranza alle nuove generazioni.»

Giuseppe Casti 2

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Si svolgerà sabato 13 febbraio 2016 la manifestazione intitolata “S’urtzu e sa mamulada”, in occasione del periodo di carnevale che ormai sta andando a chiudersi. Si tratta della sfilata delle antiche maschere di Seui organizzata dalla Associazione dei Seuesi nel Mondo, insieme alla Confesercenti Provinciale di Cagliari, dal Consorzio Insieme, dal Consorzio Centro Storico e dalla Quadrifoglio Karalis.

La sfilata si svilupperà lungo un percorso articolato tra Piazza Garibaldi, Via Garibaldi, Via Manno, Piazza Yenne e il Rione Marina, animando il centro storico con le antiche e preziose maschere della tradizione seuese.

Questa attività rientra nel programma di manifestazioni che la Confesercenti provinciale di Cagliari e i due centri commerciali naturali del centro città si stanno impegnando a promuovere per cercare di animare le vie del centro e promuovere il territorio cittadino, con il fine principale di restituire dignità e vivacità alla zona commerciale per eccellenza della nostra città.

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Moby 0 copia

Dopo la recente consegna alla nuova compagine della Caremar S.p.A della motonave Isola di Procida completamente ristrutturata negli interni ed esterni, il Cantiere di Napoli del Gruppo Palumbo, guidato da Giuseppe Palumbo, ha siglato diversi contratti con la Moby S.p.A. per importanti lavori su alcune navi sociali.

Oggetto delle commesse, che coinvolgono oltre alle maestranze specializzate della Palumbo, l’intero indotto del Porto di Napoli e molte ditte subappaltatrici altamente specializzate, numerose attività di ammodernamento di aree pubbliche, tra cui la creazione di ponti, di nuove cabine, di car deck, revisioni dei motori, impiantistica e lavori elettrici, per il “Moby Tommy” e il “Moby Zaza” nel cantiere di Napoli, e lavori di rimodernamento delle zone alberghiere del “Moby Kiss”, presso il cantiere di Malta.

Tempi rapidi per la realizzazione dei lavori sulle navi, che richiedono una sosta brevissima ed un imponente impegno diretto e dei subcontractors al fine di ottimizzare le consegne nel tempo record di 5 mesi.

«Sono ben lieto che un armatore della levatura di Vincenzo Onorato che ovviamente ringrazio, abbia rinnovato la stima e la fiducia nei confronti dei nostri Cantieri ma sono ancor più felice che la sua scelta siastata quella di rinnovare il suo legame con il sito di Napoli” – dice Giuseppe Palumbo, Managing Director -. Il 2015 è stato un anno molto importante per il nostro Gruppo – prosegue Palumbo – sia da punto di vista delle riparazioni delle navi commerciali sia per il  settore dei Superyacht che seguo personalmente. Il 16 maggio scorso abbiamo infatti varato, nello stesso giorno, due super yacht rispettivamente di 57 e 40 metri caratterizzati dall’alta qualità costruttiva e dal design innovativo. La nostra produzione è stata riconosciuta nelle più importanti manifestazioni del settore dove con orgoglio dimostriamo che anche i prodotti della cantieristica navale si possono annoverare tra i prodotti di eccellenza realizzati a Napoli».

Relativamente al segmento New building, il cantiere napoletano sta procedendo con la costruzione di due Super Yacht di lusso: un 60 metri appena iniziato ed un 70 metri già in fase avanzata di costruzione.

I Cantieri Palumbo, presenti sul mercato della cantieristica navale dal 1967, sono oggi un esempio di vitalità, di eccellenza e di determinazione raccontato attraverso 50 anni di esperienza ed un costante impegno nello sviluppo di competenze tecniche e capacità produttive. Il Gruppo Palumbo è l’esempio di come un’azienda italiana che, da realtà medio-piccola, ha cambiato la propria storia industriale divenendo impresa internazionale . La Società partenopea, come ben noto, dispone infatti di cinque cantieri strategicamente localizzati nel cuore del Mediterraneo. Oltre la storica sede di Napoli, le facilities di Messina, Malta, Marsiglia e da pochissimo anche Tenerife completano l’ampia gamma di servizi con un totale di 14 bacini di carenaggio e circa 2 km di banchine adeguatamente attrezzati per effettuare ogni tipo di riparazione navale, conversione, refitting e nuove costruzioni.

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«La città di Sorso è rimasta per quaranta giorni senza acqua potabile e per tre mesi l’erogazione è stata sospesa nelle ore notturne. Per questi motivi chiediamo che Abbanoa, nelle prossime fatturazioni, faccia pagare agli utenti di Sorso la tariffa per acqua grezza, relativa a 40 giorni di consumi, oltre a un ulteriore sgravio per compensare il disagio subito dai cittadini nei tre mesi di mancata erogazione notturna del servizio di acqua potabile». Con queste parole, scritte in una lettera inviata ad Abbanoa, i rappresentanti della segreteria cittadina del Centro Democratico di Sorso, Vannino Piana e Francesco Lobrano, chiedono all’ente gestore del sistema idrico regionale una compensazione per i gravi disservizi patiti nei mesi scorsi dagli utenti della cittadina della Romangia.

Il 18 settembre 2015 il sindaco del Comune di Sorso, con ordinanza sindacale n°25, vietava l’utilizzo dell’acqua di rete per scopi alimentari, a causa della marcata presenza di nitriti che rendevano l’acqua non potabile. «Il divieto è rimasto in vigore per quaranta giorni, senza che Abbanoa facesse qualcosa per sopperire al disservizio, come, per esempio, distribuire acqua potabile con le autobotti», denunciano i rappresentanti CD. «I cittadini, oltre al disagio patito, hanno subito anche un danno economico, visto che sono stati costretti ad acquistare acqua minerale da utilizzare in cucina». Analoghe difficoltà son state provocate dalla sospensione dell’erogazione dell’acqua di rete nelle ore notturne, andata avanti da agosto a novembre 2015, costringendo la popolazione di Sorso a costosi e disagevoli approvvigionamenti alternativi.

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Gli allievi dell’innovativo incubatore di cultura imprenditoriale dell’ateneo di Cagliari si avviano alla finale del 19 febbraio. Otto finalisti all’evento, ospitato al Conservatorio Pierluigi da Palestrina, con in palio premi per oltre 80mila euro. Sul sito unaveraimpresa.it iscrizioni e il primo video di un percorso vincente. Domenica 14 sorpresa speciale in piazza Yenne

Domani, 13 febbraio, www.unaveraimpresa.it è disponibile il primo video che descrive la fase d’avvio del percorso del Contamination Lab. I ragazzi selezionati per il CLab-Unica partecipano al processo di contaminazione di competenze, talenti, idee. In un’intensa giornata di Team bulding, gli allievi scoprono l’importanza del gruppo e delle idee condivise. Le immagini, suggestive e accattivanti, narrano un mondo di opzioni, competizione e confronto. Per domenica 14 febbraio, piazza Yenne ospita un evento speciale legato al CLab dell’ateneo di Cagliari.

Il CLab-Unica, apripista e leader nazionale giunto alla terza edizione, fa capo a un percorso inedito raccontato con i video di “Una vera impresa”. Il progetto  estende la contaminazione anche al di fuori del contesto universitario e trasmette un concetto di Università innovativa e aperta al territorio. Su queste frequenze è nato un reportage in quattro puntate su alcuni momenti caratterizzanti le varie tappe del Contamination Lab dell’ateneo.

La campagna di comunicazione ha per testimonial Fabio Aru e si sviluppa con quattro video che descrivono altrettante “tappe” del percorso di formazione interdisciplinare del CLab – direttore scientifico Maria Chiara Di Guardo. Un percorso rappresentato con l’impiego di termini e tecnicismi che rimandano al mondo sportivo e, in particolare, a quello delle due ruote. Ovvero, La partenza, La scalata, La fuga e La vittoria. I filmati, come accennato, sono consultabili sul sito unaveraimpresa.it . Il video conclusivo sarà incentrato sulla finale che si tiene venerdì 19 febbraio dalle 15 al Conservatorio di musica “Pierluigi da Palestrina”. Il form recuperabile sul sito www.unaveraimpresa.it consente l’iscrizione alla finale.

Yenetics, Bautifulbox, Jara, Hexacharge, Need for Nerd, Bxtar, Phytoness e Educhair sono gli otto team ammessi alla finale. Una giuria di investitori, giornalisti, operatori del mondo della finanza e di imprese multinazionali attribuisce premi in denaro e servizi per oltre 80mila euro forniti da enti e aziende partner e sponsor del progetto. Tra queste, Regione Sardegna, Sardegna Ricerche, Crs4, Fab Lab, Confindustria Giovani, Conservatorio della musica di Cagliari, Startup Cagliari, Banca di credito cooperativa, Banca di Cagliari, Open Campus, Hub/Spoke, Cagliari calcio, Grafiche Ghiani, Publikendi e Agra.

Fabio Aru 1

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Si è conclusa il 9 febbraio, l’emergenza nel porto di Portovesme, con la partenza della nave Jongluer solo dopo che la stessa aveva ottemperato alle irregolarità riscontrate e dopo aver dato adeguata garanzia del pagamento di tutte le operazioni di bonifica conseguenti all’inquinamento provocato la mattina del 29 gennaio, quando una strana macchia maleodorante è apparsa sulla superficie del mare all’interno dello scalo commerciale di Portovesme. Da subito era scattata l’emergenza e la Guardia Costiera aveva attivato il piano antinquinamento, coordinando le operazioni e svolgendo indagini per accertare il responsabile dell’evento. Le analisi dei campioni prelevati in mare hanno dimostrato lo sversamento di gasolio (successivamente quantificati in 200 litri) e la comparazione con il combustibile di tutte le navi presenti in porto ha confermato i sospetti della Guardia Costiera: Il Comandante e l’Armatore, la cui nave Jongluer (Bandiera Saint Vincent & Grenadines) al momento dell’evento stava sbarcando acqua di zavorra per motivi di stabilità, sono stati quindi diffidati dal Comandante del Porto ad adottate immediatamente tutte le misure opportune per eliminare e prevenire gli effetti dannosi dell’inquinamento da loro provocato e deferiti all’Autorità Giudiziaria.

La Guardia Costiera ha accertato le cause dell’inquinamento attraverso un ispezione dettagliata a bordo della nave, nel corso della quale ha scoperto che, a causa di un’irregolarità strutturale, l’acqua di una cassa di zavorra era stata contaminata dal gasolio di un deposito adiacente. Durante i controlli è stata anche riscontrata la mancanza di idonea cartografia e il malfunzionamento del generatore di emergenza. A seguito delle gravi deficienze riscontrate è stato quindi emesso un provvedimento di fermo, sbloccato il 9 febbraio con la partenza della nave.

Mercantile Jongluer