16 August, 2026

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Municipio di Villacidro copia

ANVA Confesercenti esprime perplessità sullo spostamento del mercato di Villacidro. È di oggi la notizia secondo la quale l’Amministrazione comunale di Villacidro ha preso un provvedimento per modificare il sito di svolgimento del mercato su area pubblica, spostandolo in Via Fluminera. Il tutto senza tener nel dovuto conto le procedure amministrative previste dalla legge regionale n.5 del 2006 e relativi decreti attuattivi.

«Le Amministrazioni comunali che vogliono intraprendere modifiche per quanto concerne i mercati su area pubblica sono obbligate a interloquire preliminarmente con le associazioni del commercio maggiormente rappresentative, secondo quanto previsto dall’allegato A alla delibera di Giunta regionale 15/15 del 19/04/2007, contenente le regole per lo svolgimento dei mercati su area pubblica» dice Marco Medda, presidente dell’ANVA (associazione degli operatori su area pubblica aderente a Confesercenti) della provincia di Cagliari.

«Il comune di Villacidro – conclude Medda -, nonostante le nostre continue richieste di incontro per parlare del mercato, non ha osservato le regole e, laddove si dovessero riscontrare danni per le imprese da noi tutelate, non esiteremo a valutare una azione per il risarcimento dei danni a loro cagionati.»

Il caso di Villacidro non è l’unico. Sono molti i Comuni che, convinti di poter prendere decisioni su diversi argomenti, non osservano le più elementari regole della concertazione con le parti sociali, creando poi spesso situazioni di squilibrio nella distribuzione commerciale nel territorio, che generano problemi che, senza l’ausilio delle associazioni, non si possono risolvere.

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Cormorani 4 copia

L’on. Piero Comandini è il primo firmatario, insieme al alcuni esponenti del gruppo PD in Consiglio regionale, di un’interrogazione urgente sulla grave situazione creatasi negli stagni e nelle lagune della Sardegna a causa della massiccia presenza di uccelli ittiofagi che nei periodi tra ottobre e marzo assalgono le lagune cibandosi dei pesci più prelibati.

L’intervento si propone di andare incontro alle esigenze dei pescatori che gestiscono le cooperative ittiche della Sardegna, che denunciano la massiccia presenza dei cormorani negli stagni dell’isola che provoca un grave pregiudizio al comparto derivante dalla sottrazione di notevoli quantità di stock di pesce pregiato.

I numeri sono impressionanti, ci sono circa dodicimila cormorani che, per cibarsi, mangiano giornalmente circa 500 grammi di pesce, per un totale di circa sei tonnellate e consumandone circa trenta tonnellate al mese.

«Quella delle cooperative di pescatori – prosegue Comandini – è una realtà economica molto importante per la Sardegna, in questi anni di duro lavoro i pescatori hanno realizzato importanti opere per lo sfruttamento e la lavorazione delle risorse ittiche, ma questa calamità naturale provoca un grave stato di disagio, preoccupazione, incertezza e gravi ripercussioni sull’economia delle aziende produttive.»

«I cormorani causano talmente tanti danni economici che i fondi per gli indennizzi risultano insufficienti con l’aggravante che vengono erogati, da parte delle provincie, con forte ritardo, inoltre – sottolinea Comandini – sarebbe opportuno prevedere la rivalutazione economica degli indennizzi e programmare il pagamento degli stessi con maggiore puntualità.»

Piero Comandini conclude esortando l’esecutivo a prendere in seria considerazione la grave situazione che affligge gli operatori ittici, e a mettere in atto, in collaborazione con tutte le parti interessate, tutte le strategie necessarie affinché si arrivi, nel più breve tempo possibile, ad un intervento risolutivo.

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Il comune di Carbonia ha avviato importanti lavori per il miglioramento della Grande miniera di Serbariu. Gli interventi riguardano la riqualificazione paesaggistica e illuminotecnica degli spazi aperti nella Grande miniera di Serbariu.

I lavori riguardano, tra le altre cose, il restauro e la riqualificazione del deposito del carbone, la riqualificazione del percorso che collega i nuovi spazi del Centro Intermodale con il nuovo piazzale d’ingresso della Miniera, l’installazione di un impianto fotovoltaico e l’implementazione dell’impianto esterno di illuminazione dentro l’area mineraria. L’intervento relativo al deposito del carbone consiste nel restauro e nella valorizzazione del deposito che sarà facilmente raggiungibile grazie alla creazione di percorsi pedonali collegati alle strade interne del complesso minerario. L’impianto di illuminazione prevede l’installazione di nuovi punti luce, simili a quelli esistenti, per l’illuminazione delle aree esterne agli edifici. Il progetto prevede anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico della potenza di circa 15 kw. Il progetto complessivo, del valore di 300.000 euro, è finanziato per 200.000 euro con fondi dell’ex provincia di Carbonia Iglesias e da un cofinanziamento di 100.000 euro del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna.

«Con questi nuovi interventi – spiega il sindaco, Giuseppe Casti – si vuole migliorare l’offerta turistica della Grande miniera di Serbariu. Riteniamo che aumentare la qualità dell’offerta sia lo strumento giusto e allo stesso tempo indispensabile per proseguire in questo percorso. I lavori presso la grande miniera rappresentano uno dei numerosi interventi in fase di realizzazione in città: via Roma, Piazza Ciusa, illuminazione pubblica, scuola di via Della Vittoria e tanto altro ancora. È intenzione dell’Amministrazione comunale intensificare la vasta rete di interventi per portare avanti il progetto di miglioramento della città.»

Grande miniera Serbariu 2

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Il concorso fotografico “Cartoline da Carbonia” è giunto alla sua ultima fase. Sul sito www.comune.carbonia.ci.it (colonna di sinistra) è stata allestita la sezione “Cartoline da Carbonia” con le fotografie e il nome degli autori che hanno partecipato al concorso.

Dopo il bando, la raccolta delle fotografie, la selezione e la premiazione dei 10 scatti vincitori, dei 12 autori segnalati dalla Giuria, delle 4 scuole che hanno ricevuto la menzione di merito e di tutti i partecipanti, è ora possibile vedere tutte le fotografie presentate al concorso e ritenute idonee della Giuria.

Il concorso fotografico è stato pensato per valorizzare e promuovere il patrimonio architettonico, culturale e paesaggistico di Carbonia, per riscoprire gli scorci meno conosciuti della nostra città, vincitrice del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Grazie a questo percorso condiviso, a cui, in tanti hanno voluto prender parte, tutti noi possiamo vedere Carbonia con gli occhi degli autori, dal punto di vista dei cittadini, turisti, visitatori e studenti che abitano o studiano nella nostra città.

Circa 400 immagini fotografano l’architettura, le piazze, i monumenti, le miniere, gli angoli nascosti, i panorami e le campagne del nostro territorio.

La sezione “Cartoline da Carbonia” vuole essere un riconoscimento all’impegno e alla bravura degli autori, le cui fotografie possono essere visualizzate per autore, in ordine alfabetico, o tutte insieme all’interno della galleria fotografica.

La galleria fotografica, grazie al sito e alla pagina facebook Carbonia Newsletter, sarà uno strumento per promuovere e far conoscere Carbonia nel Mondo, grazie alla passione e all’impegno dei 64 partecipanti, delle scuole, dei cittadini e degli autori provenienti dai vari paesi della Sardegna, da diverse città italiane, dagli Stati Uniti e dalla Germania.

«Insieme abbiamo costruito un percorso democratico di coinvolgimento di tutti i partecipanti e insieme abbiamo riscoperto il nostro patrimonio che, ora, è pronto per essere conosciuto da tutti – ha detto il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti -. Un grazie, di cuore, a tutti i partecipanti e buona visione.»

Carbonia • Piazza Roma copia

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«Il nostro obiettivo è dimostrare al mondo che abbiamo notevoli potenzialità grazie alle molteplici risorse naturali e umane di cui disponiamo». Il commissario generale del padiglione del Paese africano, Francisca Maria Montero, ha introdotto così le celebrazioni del National Day della Guinea Bissau, in programma oggi a Expo Milano 2015, proprio in occasione dell’anniversario dell’indipendenza, avvenuta il 24 settembre 1973. La cerimonia è stata preceduta dalla performance del noto cantante locale Patche de Rima, accompagnato dal gruppo Fifito&Bumbulum.

«La Guinea Bissau – ha aggiunto il commissario Montero – ha portato a Expo Milano 2015 le proprie tradizioni storiche, il suo stile di vita e le bellezze di un territorio che può vantare l’arcipelago di Bijagos con oltre 100 isole. La nostra partecipazione ci ha permesso di intraprendere relazioni con numerosi Paesi partecipanti. Si sono aperte nuove opportunità e attraverso la stabilità economica che vogliamo consolidare siamo convinti che la Guinea Bissau diventerà una nazione propizia per chiunque voglia visitarla o investire.»

Ad accogliere la delegazione guineense, il Commissario Generale di Expo Milano 2015, Bruno Antonio Pasquino: «La vostra partecipazione è la valida testimonianza dell’attenzione prestata dal Continente Africano alle tematiche legate allo sviluppo sostenibile e alla lotta contro la fame e mostra tutte le potenzialità di una realtà che presto diverrà il centro gravitazionale della crescita globale. La Guinea Bissau partecipa attivamente a questa Esposizione all’interno del Cluster isole, mare e cibo con il tema ‘Frutti di mare e agricoltura della savana’ e contribuisce alla ricerca di un giusto equilibrio tra lo sviluppo economico e la sostenibilità ecologica». Il Commissario Generale ha poi concluso: «Equa distribuzione delle risorse, lotta alla fame e alla povertà sono obiettivi che tracciano il percorso da intraprendere insieme per riuscire a dare un senso all’azione dei nostri governi».

Le celebrazioni sono proseguite con le musiche di Patche de Rima e il gruppo  nel vicino Cluster delle Zone Aride; a seguire, ecco una serie di prelibate degustazioni delle tradizionale cucina guineense.

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La formazione rappresenta un elemento strategico per la valorizzazione, l’acquisizione delle competenze e delle conoscenze nei confronti degli Operatori in sanità e dei diabetici per i suoi contenuti e le modalità didattiche appropriate di grande aiuto e supporto.

Per garantire la sostenibilità della Sanità pubblica è necessario avviare un virtuosoprocesso di disinvestimento (da sprechi e inefficienze) e riallocazione (in servizi essenziali e innovazioni), che richiede il coinvolgimento attivo dei diabetici e dei Diabetologi. In questo processo è determinante integrare tutti gli elementi e le componenti che favoriscono il trasferimento della migliore efficacia all’assistenza sanitaria con il fine ultimo di ridurre asimmetrie informative, diseguaglianze e sprechi conseguenti al sovra e sotto utilizzo degli strumenti e delle prestazioni sanitarie.

Dal momento che il denaro pubblico oggi può solo finanziare servizi, prestazioni e interventi sanitari mirati, efficaci e appropriati, la Federazione Diabete Giovanile ha predisposto attraverso un Corso, rivolto ai giovani con diabete e ai genitori dei bambini con diabete (60 partecipanti), un programma di formazione che pone le adeguate attenzioni alla razionalizzazione, ma che arricchisce e garantisce la qualità del Servizio e delle sue prestazioni, grazie ad una maggiore partecipazione ed empowerment medico paziente.

La Fdg ritiene che esistano le condizioni per far funzionare positivamente la macchina della Sanità, e le condizioni affinché il soggetto con diabete raggiunga sempre più consapevolezza per costruire il suo benessere sanitario e sociale.

Si pone per questo l’obiettivo di incidere sulla sempre più positiva modifica di comportamento sia del diabetico nel diventare responsabile ed autonomo nel gestire e controllare il diabete, sia dei professionisti in Diabetologia grazie alla migliore conoscenza e competenza del paziente.

Il Corso permetterà anche a noi, come Federazione rappresentativa dei bisogni e delle necessità, un ulteriore sviluppo e impulso per continuare a contribuire al miglioramento della qualità di vita del soggetto con diabete.

Il Corso sarà di alto livello, per la quantità degli argomenti che affronterà e per la qualità delle informazioni e conoscenze che si daranno, sia di carattere sanitario che sociale.

Saremo contenti, dunque, se riusciremo a fornire ulteriori indicazioni agli Operatori Sanitari per costruire percorsi assistenziali previa ricerca e valutazione critica di tutti gli elementi che possono far migliorare la salute.

E saremo contenti se riusciremo a far portare a casa dei diabetici e dei loro familiari quanto di più utile da mettere in pratica per la gestione della malattia (autocontrollo domiciliare), essere critici nell’osservare, nel selezionare, nello scegliere anche i Servizi affinché la condizione del vivere col diabete sia sempre più accettabile.

Antonio Cabras

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Il Consiglio regionale è stato convocato per giovedì primo ottobre alle 16.00. Argomenti all’ordine del giorno della seduta statutaria mozioni e interpellanze. La Conferenza dei capigruppo, riunita questa mattina sotto la presidenza del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, ha deciso che i lavori si apriranno con l’esame delle mozioni 176 (Antonio Solinas e più) “Interventi urgenti a difesa della Prefettura di Oristano, ufficio territoriale del Governo e contro l’ipotesi di soppressione avanzata dal ministero dell’Interno” e 177 (Oscar Cherchi e più) “Sulla chiusura della Prefettura di Oristano e l’accorpamento della stessa con quella di Nuoro”. All’ordine del giorno anche la mozione 180 (Cossa) “Sulla procedura di infrazione applicata dalla Commissione europea per violazione del regime di aiuti di Stato a favore delle industrie alberghiere a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale 11 marzo 1998 n. 9”,  le interpellanze 112 (Tedde e più) e 126  (Desini e più) sulla situazione dell’IPAB Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe e l’interpellanza 83 (Anedda) “Sulla gara d’appalto a procedura aperta per l’affidamento di servizi catalogafici e informatici relativi al Sistema informativo regionale del patrimonio culturale”.

Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

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L’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, ha presentato stamane nell’audizione tenuta nella V commissione consiliare, presieduta da Luigi Lotto (Pd), le “misure” contenute nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (Psr), approvato lo scorso 19 agosto dalla commissione europea. Il piano, che era stato trasmesso all’attenzione degli uffici di Bruxelles il 22 luglio del 2014, ha risorse pari a 1.308.406.250 euro, il 48% delle quali a valere sul fondo Feasr (628.035.000 euro), il 36.4% sui fondi dello Stato (476.259.875 euro) e la restante parte (204.111.375 euro) di compartecipazione della Regione sarda. «La compartecipazione regionale – ha sottolineato l’assessore – è doppia rispetto al precedente Psr».

La spesa del piano è programmata in sei “priorità”: “la priorità 1” (Promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali) è trasversale alle altre 5, dove sono distribuite, dunque, le risorse. La “priorità 2”, relativa al potenziamento della redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura conta su 259.010.000 di euro, pari al 19,80% di risorse sul totale di 1.308.406.250 euro. Le risorse imputate alla “priorità 3” (promozione della filiera alimentare, compresa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli e il benessere animale) sono pari a 328.106.560 euro (25.8%); quelle della “priorità 4” (preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura) ammontano a 491.963.330 euro (37.6%); alla “priorità 5” (incentivare l’uso efficiente delle risorse) sono destinati 57.988.340 euro (4.43%) ed alla “priorità 6” (inclusione sociale, riduzione delle povertà e sviluppo economico delle zone rurali) sono riservati 161.338.875 euro (12.33%).

Il piano si suddivide in 20 “misure” ed all’interno di ciascuna sono ricomprese le rispettive “sottomisure”.

L’assessore Falchi ha espresso soddisfazione per la positiva conclusione del confronto con la commissione di Bruxelles («il nuovo Psr presenta meno rigidità rispetto al precedente e garantisce una maggiore flessibilità nella programmazione delle risorse») ed ha preannunciato una puntuale campagna di informazione nei diversi territori dell’Isola sul Psr 2014-2020 nonché una serie di iniziative utili a garantire la più ampia diffusione dei suoi contenuti e delle relative opportunità.

«Il nuovo impegno che ci attende – ha dichiarato l’assessore dell’Agricoltura della – è ora quello di procedere con la predisposizione dei bandi e accelerare procedure e iter per migliorare l’efficacia e la rapidità della spesa». A questo proposito Elisabetta Falchi ha espresso la volontà di procedere con i “bandi a sportello” per gli investimenti di importo limitato, ipotizzando una soglia massima intorno ai 40.000 euro.

L’assessore, nel corso dell’audizione, sollecitata anche dalle richiesta formulate dal presidente Lotto, dai consiglieri Gianmario Tendas (Pd), Oscar Cherchi (Fi), Antonio Gaia (Cps) e Piermario Manca (Sdl) è entrata maggiormente nel dettaglio delle misure relative al cosiddetto  “benessere animale” e “al primo insediamento in agricoltura”.

Per quanto attiene il primo aspetto, ricompreso nella “priorità 3” del Psr, è stata sottolineata la novità che estende gli interventi non solo per i capi ovini (75.000.000 di euro) ma anche per gli allevamenti di suini (50.638.230 euro) e bovini (50.000.000). «L’estensione dei pagamenti per il benessere animale, in  particolare al settore dei suini, rientra nelle azioni utili per sconfiggere definitivamente la peste suina in Sardegna» ha dichiarato l’assessore che ha poi ricordato che «con l’approvazione del nostro piano l’Europa, dopo le perplessità in ordine alla qualificazione dei sostegni come aiuti di Stato, riconosce che le misure di sostegno al benessere animale aiutano le aziende sarde a crescere e non a mantenersi».

In merito agli aiuti per l’avviamento di attività per i giovani agricoltori (risorse pari a 50.000.000 di euro), l’assessore Falchi ha precisato che sono previsti due livelli di sostegno: 50.000 euro in caso di business plan che prevede il “pacchetto giovani” e che, dunque, aderisce ad altre misure contenute nel Psr 2014-2020, mentre il sostegno scende a 30.000 euro nel caso il business plan non realizzato nell’ambito del pacchetto giovani.

Nelle fasi conclusive l’audizione in commissione l’assessore Falchi, il direttore generale dell’Agricoltura (Sebastiano Piredda) e quello di Argea (Gianni Ibba) si sono confrontanti con il presidente Luigi Lotto e attraverso una serie di interlocuzioni con diversi consiglieri, sull’annoso problema relativo ai criteri utilizzati in sede ministeriale per la determinazione delle cosiddette “zone svantaggiate”; sul pericolo della eccessiva parcellizzazione dei pagamenti per “indennità compensativa” in considerazione del venir meno dei vincoli per individuare i potenziali beneficiari e sull’opportunità di porre in capo ad “Argea Sardegna” i pagamenti in agricoltura oggi di competenza di Agea (ente nazionale con sede a Roma).

Elisabetta Falchi 2

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I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu e Gianni Lampis hanno presentato una proposta di legge a favore degli utenti del servizio idrico regionale. 

«Basta con gli slacci delle utenze alle famiglie in difficoltà economica – commenta Paolo Truzzu -. Abbanoa cambi le modalità di fatturazione per venire incontro a chi non riesce a pagare le bollette dell’acqua.»

«L’acqua è un bene primario – ha aggiunto Truzzu – chi si trova in oggettiva difficoltà economica non può essere privato di un servizio fondamentale, gli slacci delle utenze devono avvenire solo in casi di effettiva morosità.»

Il testo della proposta, integra la legge n. 4 del 2015 (Istituzione dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna) ed individua i casi specifici di “morosità incolpevole”, in presenza dei quali il servizio non potrà essere interrotto. Secondo FdI non dovranno essere più slacciate le utenze di chi ha perso il lavoro, dei soggetti in cassa integrazione o mobilità, dei disoccupati, dei libero-professionisti e delle imprese che hanno cessato l’attività per cause di forza maggiore. Stop all’interruzione del servizio anche in caso di malattia grave, infortunio, invalidità o decesso di un componente del nucleo familiare che comporti una consistente riduzione del reddito. Prevista infine una moratoria anche quando all’interno del nucleo familiare ci siano minori o anziani con reddito inferiore alla soglia di povertà.

«In questi ultimi anni abbiamo assistito a un’azione troppo decisa da parte di Abbanoa – ha detto Gianni Lampis – il gestore del servizio idrico dovrebbe invece venire incontro ai cittadini permettendo loro di pagare i debiti. La nostra proposta è fatta anche nell’interesse di Abbanoa, prevedere una rateizzazione delle bollette più soft consentirebbe al gestore di recuperare buona parte dei suoi crediti». Nello specifico, Fratelli d’Italia propone di cambiare la modalità di dilazione del pagamento: subito il 15% della somma totale per ottenere il riallaccio dell’utenza (attualmente Abbanoa chiede il 40%) e un massimo di 60 rate per ciascuna fattura scaduta.

La proposta di legge, infine, prevede la creazione di un fondo di solidarietà di 500mila euro per il pagamento delle bollette alle famiglie indigenti. Le risorse destinate al fondo graverebbero sul capitolo del bilancio regionale destinato al contrasto delle povertà estreme.

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S-giuseppe-due-antartide

Dal 25 al 27 settembre, in occasione della IX edizione della veleggiata a vela latina “la rotta dei contrabbandieri”, promossa dalle associazioni Latina Mora di Bonifacio e Velieri a vela latina di La Maddalena, il comune di La Maddalena ospita la mostra fotografica dedicata al navigatore antartico, comandante Giovanni Ajmone Cat e al suo motoveliero a vele latine “San Giuseppe Due”, curata dall’associazione Pungolo Club di Anzio.

La mostra, che verrà allestita nell’atrio comunale, racconta il viaggio del comandante Ajmone Cat, il quale raggiunse per ben due volte l’Antartico nel 1969 e nel 1973. La prima spedizione salpò dal porto di Anzio e raggiunse la banchisa dell’Antartide dove piantò per la prima volta il tricolore italiano, presso la base scientifica Argentina di Almirante Brown, in Baia Paradiso. Questa impresa riportò «l’Italia all’epoca delle grandi spedizioni geografiche» come affermò il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Roselli Lorenzini, durante la cerimonia di consegna della Medaglia d’oro di benemerenza marinara.

In  questo primo viaggio antartico, il San Giuseppe Due effettuò il primo scalo a Porto Vecchio in Corsica. Di ritorno dalla spedizione fece tappa ancora una volta in Corsica, nel porto di Bonifacio il 17 novembre 1971 e ripartì tre giorni dopo sotto un forte vento di maestrale. Nel 1973 seguì la “Prima Spedizione Antartica italiana” con scopi scientifici grazie al contributo della Lega navale e della Marina Militare che mise a disposizione del Comandante Ajmone Cat quattro sottufficiali in qualità di equipaggio, tra i quali Mario Camilli che sarà presente alla manifestazione velica “La rotta dei contrabbandieri” e terrà un incontro con gli studenti dell’Istituto Nautico D. Millelire di La Maddalena il 25 settembre, alle ore 9.00, insieme ad un rappresentante del Pungolo Club di Anzio.

La seconda spedizione sfiorò soltanto il circolo polare antartico, meta che non potè essere raggiunta a causa delle avverse condizioni climatiche del periodo. Fu possibile però raggiungere la base scientifica inglese British Anctartic Survey di Argentine Island, luogo mai toccato prima da una spedizione interamente italiana. In questo viaggio il San Giuseppe Due fece il primo scalo a La Maddalena nel luglio del 1973. Un anno dopo, al ritorno, si fermò nuovamente nell’arcipelago maddalenino per una settimana di festeggiamenti, per ripartire poi alla volta di Anzio, dopo aver percorso 20.000 miglia marine.

Nel 2009, gli enti cartografici che mappano il territorio antartico britannico, hanno denominato il lago posto all’interno di Deception Island nelle isole Shetland Meridionali con il nome di “Ajmonecat Lake”.