20 August, 2026

«In poco meno di un anno ci siamo attivati per realizzare il registro regionale dei tumori ed abbiamo raggiunto risultati significativi, rispetto a un progetto che era rimasto fermo da anni». Lo ha detto l’assessore della Sanità Luigi Arru che ha spiegato che «esistono già il registro tumori di Sassari e quello di Nuoro che hanno operato molto bene, tanto che i dati sono stati pubblicati in riviste nazionali. Ciò che dobbiamo realizzare, e che non si è fatto in questi anni per problemi di privacy, è un registro dei tumori regionale federato, nel quale Sassari gestisce il nord Sardegna, Nuoro il centro e Cagliari il sud, mettendo in evidenza i risultati maturati nel tempo».
L’assessore della Sanità ha precisato di essersi recato personalmente dal Garante della privacy per discutere del problema. «Già lo scorso novembre ho avuto modo si confrontarmi con il garante, e ho ricevuto la sua disponibilità a fare in modo che la Sardegna si doti di un regolamento preciso sulla privacy per il registro dei tumori. A oggi stiamo condividendo con lo stesso Garante una bozza già in fase molta avanzata, che auspichiamo possa avere in breve tempo una forma definitiva, e venga sottoposta all’esame del Consiglio regionale».
Luigi Arru 4 copia

 

Carbonia, ospedale Sirai, 15 giugno 2015, ore 13.25: cinque auto in sosta vietata impediscono l’ingresso alle carrozzelle di disabili e anziani. In un paese civile certi comportamenti sono inaccettabili! Per non percorrere qualche decina di metri a piedi parcheggiando negli ampi spazi disponibili nell’area dell’ospedale, ci sono automobilisti che, assolutamente incuranti dei diritti alla mobilità e all’assistenza sanitaria di chi è meno fortunato ed ha bisogno di utilizzare le proprie carrozzelle o quelle messe a disposizione dalla struttura sanitaria per accedere all’ospedale, parcheggiano le auto sugli spazi che dovrebbero essere lasciati liberi per consentire loro il passaggio. Si è sempre pronti a rimarcare le inefficienze delle amministrazioni pubbliche quando queste non fanno quanto dovrebbero per abbattere le barriere architettoniche, ma spesso, quando i servizi ci sono, non si è conseguenti, con comportamenti incivili e irrispettosi dei diritti altrui, soprattutto di chi è meno fortunato!

Ingresso all'ospedale Sirai ostruito alle carrozzelle

Dinamo Banco di Sardegna 3

Non c’è stata storia, tra Grissin Bon Reggio Emilia e Dinamo Banco di Sardegna Sassari, in gara 1 della finale scudetto 2015. La squadra di Massimiliano Menetti s’è imposta nettamente, con il punteggio di 82 a 63, primo tempo 52 a 32, dominando dall’inizio alla fine.
Se in gara 5 e in gara 6 della semifinale con l’EA7 Emporio Armani, la Dinamo aveva avuto black out pesantissimi nel terzo quarto, oggi a segnare il solco decisivo tra Grissin Bon e Dinamo, è stato il secondo quarto, chiuso dagli emiliani sul 29 a 14, dopo il +5, 23 a 18, del primo quarto,
Sul rendimento della squadra di Meo Sacchetti ha pesato notevolmente, sia tecnicamente sia psicologicamente, l’assenza dello squalificato Shane Lawal, ma forse è stata ancora più decisiva una flessione mentale, dopo la grande impresa compiuta in gara 7 di semifinale al Forum di Assago con l’eliminazione dei campioni d’Italia di Luca Banchi.
La Dinamo è partita bene, 5 a 2 con una “bomba” da tre punti di David Logan al 2′ e punteggio in equilibrio fino al 7′, 10 a 10. Da lì gli emiliani hanno preso il volo con un parziale di 8 a 0, 18 a 10, e dopo una timida reazione sassarese, hanno chiuso il quarto avanti di 5 punti: 23 a 18.
Il secondo quarto, come già evidenziato, non avuto storia. Due canestri di Jerome Dyson e Rakim Sanders hanno portato la Dinamo a -3, 25 a 22, ma poi la Dinamo ha infilato una serie di errori dai 6,75, con Sosa, Brooks, Logan e ancora Edgar Sosa e David Logan e la Grissin Bon è volata via a + 20 a metà gara, 52 a 32, con Riccardo Cervi, Andrea Cinciarini e Achille Polonara in evidenza.
In avvio di terzo quarto, il vantaggio emiliano si è ulteriormenre dilatato, arrivando a +24 al 24′, 58 a 34, e una reazione prima dell’ultimo intervallo breve ha fissato il punteggio sul +18: 64 a 46.
Dell’ultimo quarto la Grissin Bon ha gestito il vantaggio, la Dinamo ha raggiunto il -12 a 3 minuti dalla fine, 73 a 61, ma poi ha ripreso a sbagliare tanto e Achille Polonara, Ojars Silins e Amedeo Della Valle hanno fissato il risultato finale sull’82 a 63.
Il miglior realizzatore della Grissin Bon è stato Achille Polonara, autore di 18 punti, seguito da Rimantas Kaukenas (13), Darius Lavrinovic (12) e Ojars Silins (10); nella Dinamo, su tutti Rakim Sanders, 19 punti, davanti a Jeff Brooks (10). La differenza tra le due squadre l’hanno fatta le percentuali al tiro: 20 su 32 da due punti, 10 su 25 da tre punti e 12 su 15 ai tiri liberi per la Grissin Bon; 18 su 41 sa due punti, 5 su 24 da tre punti e 12 su 20 ai tiri liberi.
La Dinamo deve dimenticare subito la batosta subita e preparare al meglio gara 2, in programma martedì sera ancora al Palabigi di Reggio Emilia. Tornerà disponibile Shane Lawal, l’uomo decisivo della semifinale con l’Olimpia Milano. Per conquistare lo scudetto, alla Dinamo occorrerà centrare almeno un successo esterno, perché Reggio Emilia, in virtù del miglior piazzamento nella “regular season”, 3^ contro 5^, avrebbe il vantaggio del fattore campo in un’eventuale gara 7. Non sarà certamente un’impresa facile, sia per la forza dell’organico a disposizione di Massimiliano Menetti, sia per i precedenti tra le due squadre che non hanno mai visto la Dinamo vincente sul parquet del Palabigi in campionato.

E’ in programma questa sera, alle 20.45, sul parquet del Palabigi di Reggio Emilia, gara 1 della finale per l’assegnazione dello scudetto del basket 2014/2015, tra Grissin Bon Regio Emilia e Dinamo Banco di Sardegna Sassari. Si tratta della finale più sorprendente degli ultimi anni, nella quale non ci sono EA7 Emporio Armani Milano e Umana Reyer Venezia, le due squadre che hanno dominato la “regular season”, eliminate in semifinale rispettivamente da Dinamo e Grissin Bon, entrambe in 7 partite.

La Dinamo affronta la nuova squadra del grande ex Drake Diener, passato da Sassari a Reggio Emilia la scorsa estate, che in campo non ci sarà in tutta la serie, perché messo fuori causa da un grave infortunio, una lesione di secondo grado al gluteo della gamba destra, rimediato in gara 5 della semifinale con l’Umana Reyer.

Il grande spettacolo delle finali avrà inizio a Reggio Emilia (si giocherà ogni due giorni, le prime due volte a Reggio Emilia, le successive due a Sassari ed eventualmente la quinta a Reggio Emilia, la sesta a Sassari e la settima ancora a Reggio Emilia), dove questa sera il coach sassarese Meo Sacchetti non potrà disporre il giocatore più in forma, Shane Lawal (sul quale pare abbia messo gli occhi addosso il Barcellona), squalificato per una giornata (la squalifica subita era inizialmente di due giornate ma è stata poi ridotta a seguito di un ricorso della società sassarese). Come è già avvenuto prima con la Dolomiti Energia Trento, poi con i campioni d’Italia dell’EA7 Emporio Armani Milano, la Dinamo Banco di Sardegna affronta la sfida con l’handicap di dover giocare l’eventuale “bella” di gara 7 in trasferta, a causa del peggior piazzamento ottenuto al termine della “regular season” (quinta contro terza). E, dopo aver superato prima lo scoglio Trento, poi quello ben più arduo di Milano, Sassari non ha alcuna intenzione di fermarsi ed è certa di centrare il tris che varrebbe il primo scudetto della sua storia, il “triplete” di una stagione straordinaria e forse irripetibile che l’ha già vista imporsi prima nella Supercoppa, contro Milano, poi in Coppa Italia – seconda consecutiva -, ancora contro Milano.

Il bilancio stagionale tra le due squadre vede in vantaggio la Dinamo per due vittorie a una. Nella semifinale di Coppa Italia, disputata il 21 febbraio a Desio, la Dinamo ha vinto per 77 a 65, approdando in finale, poi vinta contro l’EA7 Milano. In campionato hanno vinto una volta a testa.

E’ la prima volta che la finale scudetto vede protagoniste due squadre che non hanno mai vinto uno scudetto. La finale scudetto vedrà in campo giocatori di 11 nazioni diverse: almeno 10 italiani: (Cinciarini, Polonara, Della Valle, Pini, Cervi per la Grissin Bon; Formenti, Devecchi, Chessa, Sacchetti e Vanuzzo; 3 americani: Brooks, Sanders e Dyson, tutti per la Dinamo, in quanto Diener è infortunato; 2 lituani: Lavrinovic e Kaukenas per la Grissin Bon; 1 lettone: Silins per la Grissin Bon; 1 giocatore dello Zimbabwe, Chikoko, per la Grissin Bon; 1 ceco, Pechacek, per la Grissin Bon 1 nigeriano: Lawal, per la Dinamo; 1 polacco: Logan, per la Dinamo; 1 dominicano: Sosa, per la Dinamo; 1 camerunense, Kadji, per la Dinamo; e, infine, 1 senegalese: Mbodj, per la Dinamo.

Dinamo Banco di Sardegna 3

Dopo le delusioni di Cagliari, Zdenek Zeman ricomincia da Lugano. Il 68enne tecnico ceco ha firmato il contratto che lo porterà nella Super League svizzera, pare (la scadenza non è stata ufficializzata ma è assai probabile, visti anche i numerosi precedenti, che la firma sia stata posta per un anno) per una sola stagione. Per Zeman non è la prima esperienza (alla fine del secolo scorso guidò il Fenerbahçe, a Istanbul, in Turchia, nel 2008 la Stella Rossa di Belgrado, in Jugoslavia, in entrambi i casi senza molta fortuna) ma un campionato con minori pressioni qual è quello svizzero, potrebbe essergli congeniale per riuscire ad esprimere il meglio di sé.

Zdenek Zeman 3

Parenti ed amici, tra i quali tanti ex compagni delle squadre in cui ha militato da calciatore, soprattutto del Carbonia, e medici ed operatori dell’Ospedale Brotzu e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, dove ha ricoperto per tantissimi anni l’incarico di direttore sanitario, hanno dato l’estremo saluto, questa mattina, all’ospedale Brotzu di Cagliari, a Roberto Sequi, spentosi ieri all’età di 58 anni, vittima di un male incurabile. Roberto Sequi è stato accompagnato in questo suo ultimo viaggio proprio dall’ospedale Brotzu, dove ha concluso la sua carriera professionale da direttore sanitario dell’Azienda (la cerimonia funebre si è svolta nella Cappella dell’ospedale). E’ ricordato da tutti per quanto ha fatto nella lunga carriera sportiva da calciatore, in quella assai più lunga professionale da medico e dirigente sanitario e per le straordinarie qualità che ne hanno fatto, soprattutto, un grande uomo.

Nato a Cagliari l’11 febbraio 1957, Roberto Sequi è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Cagliari, dove, dopo aver fatto tutta la trafila, venne aggregato alla prima squadra ed esordì in serie B con Lauro Toneatto in panchina, nella stagione 1976/77, collezionando una sola presenza. In estate venne ceduto all’Iglesias, dove è stato brillante protagonista di alcuni campionati di serie D.

Al termine del campionato 1979/80, venne ceduto al Carbonia con Mauro Manconi, Guido Accardi, Giampaolo Zaccheddu e Adriano Novellini, diventando insieme a loro e ai nuovi compagni protagonista di un ciclo vincente. Nel campionato di serie D 1980/81, il Carbonia dominò il girone d’andata, per poi crollare in quello di ritorno, sotto la guida del compianto Renzo Cappellaro; l’anno successivo, ritornato in panchina Checco Fele, il Carbonia vinse trionfalmente il campionato Interregionale, approdando in serie C2.

Roberto Sequi, dotato di un buon fisico, faceva leva sull’anticipo, un eccellente colpo di testa, una grande decisione nei contrasti ed un carattere straordinario. Con la maglia del Carbonia ha disputato quattro campionati, in serie D, Interregionale e C2 (2), collezionando complessivamente 107 presenze e 2 reti. Al termine della stagione 1983/84, d’accordo con i dirigenti, lasciò la squadra per dedicarsi con maggiore assiduità agli studi in Medicina, poi conclusi brillantemente, continuando a giocare per alcune stagioni nella San Marco di Cabras, nel campionato Interregionale, guidata da Checco Fele e nei campionati regionali.

Una volta appese le scarpette al chiodo, s’è affermato anche da medico, arrivando a ricoprire per molti anni il ruolo di direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Brotzu, dell’Azienda Ospedaliero Universitaria e ancora dell’Azienda Ospedaliera Brotzu.

Alcuni anni fa Roberto Sequi ha iniziato la sua battaglia più difficile, quella con la malattia, per la vita, che ha affrontato con la stessa forza e determinazione sempre mostrate sui campi di calcio e in quelli del lavoro. Ha lottato a lungo, con alti e bassi, ma alla fine, purtroppo, questa volta, s’è dovuto arrendere.

Ciao Roberto

Giampaolo Cirronis

Roberto SequiCarbonia 1982-83 1Carbonia 1980-81 2 Carbonia 1983-84Carbonia 1981-82 7   Roberto Sequi 1 Cirronis–Sequi 1982 Carbonia 1981-82 2 Carbonia 1981-82 1

La società Sarda Affumicati operante a Buggerru loc Sa Colombera, è stata insignita del Premio “Iglesias che produce”, promosso per il 20° anno consecutivo dal Rotary Club iglesiente. La cerimonia si è svolta nella Sala Remo Branca del Municipio di Iglesias.

Si tratta di una società che opera nel settore dell’agro alimentare con grande successo e che esporta il 75% della produzione all’estero.

La Sarda Affumicati è sorta ventidue anni fa, con l’obiettivo di integrare verticalmente l’attività di allevamento di anguille in una vecchia acquacoltura già esistente a Buggerru, lungo le coste sud-occidentali della Sardegna. Con 13 dipendenti, è ormai leader nel settore e da lustro a tutta l’Isola.

 Il Premio, costituito in una targa realizzata dall’artista iglesiente Stefano Cherchi, è stato consegnato dal presidente del Rotary Club Giovanni Cui al titolare dell’azienda, Quirino Coghe, nel corso di una cerimonia alle quale hanno preso parte anche i sindaci di Iglesias, Emilio Gariazzo, e di Buggerru, Silvano Farris.

Contestualmente Quirino Coghe, dopo i ringraziamenti per il premio ricevuto, ha illustrato brevemente le prospettive dell’azienda e le sue possibilità di ulteriore sviluppo.

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L’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari è in lutto per la scomparsa del suo ex direttore sanitario Roberto Sequi. «Ci lascia un grandissimo amicodice il commissario straordinario dell’Aou di Cagliari Giorgio Sorrentinoun grandissimo professionista. Roberto Sequi è stato uno dei migliori direttori sanitari della Sardegna. Insieme abbiamo vissuto anni difficili ma fantastici, al Brotzu e al Policlinico Universitario. Sequi ha contribuito ad aprire la strada ai trapianti d’organo e a trasformare il Brotzu in un grande ospedale. Successivamente ha inaugurato la struttura universitaria di Monserrato. É stato un grande  direttore sanitario e verrà ricordato da tutti con affetto e gratitudine».

«Roberto Sequi – dice ancora Sorrentino – ci consegna in eredità un grande insegnamento: la sanità va guidata mettendosi sempre dalla parte di chi riceve il servizio. Lui lo ha sempre fatto e i suoi grandi risultati sono lì a dimostrarlo.»

Roberto Sequi

Si è spento all’età di 58 anni, vittima di un male incurabile, Roberto Sequi, ex calciatore, medico molto apprezzato e, soprattutto, grande uomo. Nato a Cagliari l’11 febbraio 1957, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Cagliari, dove, dopo aver fatto tutta la trafila, venne aggregato alla prima squadra ed esordì in serie B con Lauro Toneatto in panchina, nella stagione 1976/77, collezionando una sola presenza. In estate venne ceduto all’Iglesias, dove è stato brillante protagonista di alcuni campionati di serie D.

Al termine del campionato 1979/80, venne ceduto al Carbonia con Mauro Manconi, Guido Accardi, Giampaolo Zaccheddu e Adriano Novellini, diventando insieme a loro e ai nuovi compagni protagonista di un ciclo vincente. Nel campionato di serie D 1980/81, il Carbonia dominò il girone d’andata, per poi crollare in quello di ritorno, sotto la guida del compianto Renzo Cappellaro; l’anno successivo, ritornato in panchina Checco Fele, il Carbonia vinse trionfalmente il campionato Interregionale, approdando in serie C2.

Roberto Sequi, dotato di un buon fisico, faceva leva sull’anticipo, un eccellente colpo di testa e una grande decisione nei contrasti. Con la maglia del Carbonia ha disputato quattro campionati, in serie D, Interregionale e C2 (2), collezionando complessivamente 107 presenze e 2 reti. Al termine della stagione 1983/84, d’accordo con i dirigenti, lasciò la squadra per dedicarsi con maggiore assiduità agli studi in Medicina, continuando a giocare per alcune stagioni nei campionati regionali.

Una volta appese le scarpette al chiodo, s’è affermato anche da medico, arrivando a ricoprire il ruolo di direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero Universitaria e dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.

Alcuni anni fa Roberto Sequi ha iniziato la sua battaglia più difficile, quella con la malattia, per la vita, che ha affrontato con la stessa forza e determinazione sempre mostrate sui campi di calcio e in quelli del lavoro. Ha lottato a lungo, con alti e bassi, ma alla fine, purtroppo, questa volta, s’è dovuto arrendere.

Ciao Roberto

Giampaolo Cirronis

Roberto SequiCarbonia 1980-81 2 Carbonia 1983-84Carbonia 1981-82 7   Roberto Sequi 1 Cirronis–Sequi 1982