17 October, 2026

Domani, martedì 10 febbraio 2015, l’Amministrazione comunale di Carbonia ricorda le vittime delle foibe e l’esodo, nel secondo dopoguerra, degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre e la più complessa vicenda del confine orientale.

Con questa giornata si vogliono ricordare le migliaia di Italiani sepolti nelle cavità carsiche del Friuli e dell’Istria. Il “Giorno del ricordo” riporta alla memoria la grande tragedia dei profughi giuliani: 350 mila costretti all’esodo, a lasciare case e ogni bene, per fuggire con ogni mezzo.

Ricordare il dramma delle vittime innocenti delle foibe ma anche i crimini compiuti dal regime fascista italiano ai danni delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, è un atto doveroso nei confronti della storia e, soprattutto, il modo migliore per aiutare lo sviluppo di una coscienza civile e di una cultura del dialogo e della pace fra i popoli.

In memoria di queste vittime e in ricordo di quelle tragiche pagine della storia europea, le bandiere istituzionali presenti nel Palazzo comunale saranno issate a mezz’asta.

L'inaugurazione del monumento ai martiri delle foibe il 10 febbraio 2009.

L’inaugurazione del monumento ai martiri delle foibe il 10 febbraio 2009.

Il Consiglio di Amministrazione del Banco di Sardegna S.p.A. ha approvato oggi i risultati preliminari di bilancio consolidati al 31 dicembre 2014.

«Siamo ovviamente soddisfatti – ha commentato Giuseppe Cuccurese, Direttore generale del Banco di Sardegna – del risultato d’esercizio 2014 del Banco che con 32,3 milioni di utile netto ha quasi triplicato il risultato del 2013, rappresentando un segnale di fiducia e di forte stimolo che vogliamo condividere con i nostri dipendenti e con il territorio. Allo stesso tempo, dobbiamo essere consapevoli che il contesto in cui stiamo operando è ancora pieno di difficoltà e impone quindi una grande concentrazione e continuità nel lavoro già avviato per arrivare ad una crescita stabile e sostenibile che si basi sull’efficienza, sul valore del servizio offerto al territorio, sulla dinamicità commerciale e sulla qualità del portafoglio crediti; abbiamo intrapreso un percorso virtuoso sul fronte della razionalizzazione dei costi e delle strutture senza penalizzare in alcun modo gli investimenti produttivi mentre ci aspettiamo buone opportunità sul fronte commerciale dall’evoluzione del modello distributivo che abbiamo introdotto nel 2014; tutti questi elementi potranno essere pienamente sviluppati nell’ambito del nuovo piano industriale di prossima emanazione.

«Il perdurare di un contesto macro-economico incerto e caratterizzato da una pesante crisi in alcuni dei settori trainanti – ha aggiunto Cuccurese -, ha causato un aumento dei flussi di sofferenze ed un appesantimento delle rettifiche di valore, che il Banco ha ben sopportato grazie al buon andamento dei ricavi, spinti anche dai risultati delle attività del comparto finanziario; la costante e puntuale applicazione di criteri valutativi prudenziali è confermata dal grado di copertura dei crediti deteriorati, che è salito dal 41,6% al 44,4% con le sole sofferenze che si attestano al 57,7%. Siamo assolutamente soddisfatti della continua fiducia che ci riservano i nostri clienti sul fronte del risparmio e della relazione, mentre auspichiamo che ripartano al più presto investimenti e consumi al fine di poter invertire il trend negativo sul fronte dei finanziamenti.»

«Analoga soddisfazione – ha concluso il Direttore generale del Banco di Sardegna – esprimiamo per il risultato consolidato (Banco di Sardegna e società controllate) che, con 35,8 milioni di euro, raddoppia il dato del precedente esercizio.»

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L’assessorato regionale della Sanità ha pubblicato la graduatoria definitiva per l’ammissione in soprannumero senza borsa di studio, di 3 laureati al corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2014/2017.
I candidati collocati ai primi 3 posti della graduatoria riceveranno una comunicazione scritta e dovranno comunicare l’accettazione o il rifiuto all’inserimento nel corso.
Per l’ammissione al corso i vincitori, unitamente all’accettazione, dovranno indicare la sede didattica prescelta tra le due sedi regionali di Cagliari e Sassari, per la frequenza del corso e allegare una fotocopia del documento di identità.
In caso di mancata comunicazione entro il termine indicato il candidato sarà considerato decaduto.

I datori di lavoro e i loro intermediari, dalle ore 10.00 di venerdì 6 febbraio 2015 possono inviare attraverso i servizi on line del SIL Sardegna, tutte le richieste di Cig in deroga, sia di prima concessione che di proroga, in particolare:
– le domande con decorrenza dal 1 gennaio 2015 al 23 gennaio 2015 dovranno essere inviate entro il 12 febbraio 2015;
– le domande con decorrenza dal 24 gennaio 2015 dovranno essere inoltrate entro 20 giorni dalla data di inizio del trattamento richiesto.
I lavoratori o le loro organizzazioni sindacali potranno inviare le domande sia di prima concessione che di proroga dalle ore 10.00 di mercoledì 11 febbraio 2015 e, in particolare:
– le richieste di proroga dovranno essere inoltrate entro il 1 marzo 2015;
– le richieste di prima concessione dovranno essere inoltrate entro 60 giorni: dalla data di cessazione del rapporto di lavoro o dalla data di fine del rapporto di lavoro a tempo determinato che interrompe l’ammortizzatore precedente.
Le richieste di CIG e mobilità in deroga dovranno essere trasmesse contestualmente all’INPS, mediante il portale: www.inps.it.
Per ricevere supporto nell’utilizzo dei servizi on line del SIL Sardegna, è possibile contattare l’Help desk tramite:
– e-mail all’indirizzo di posta elettronica supporto@sardegnalavoro.it;
– form web accessibile attraverso la selezione del link “Richiesta Supporto” presente nella homepage del Portale SardegnaLavoro e nell’area riservata nel SIL;
– telefono al numero 070 513922.
L’Help Desk del SIL Sardegna è operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00

I pensionati autonomi percepiscono lo stesso importo dal 1988. La presidente dell’Anap Sardegna, Paola Montis, lancia un appello ai parlamentari sardi: «Più equità tra pensionati dipendenti e provenienti dal lavoro autonomo».

«Dieci euro e ventuno centesimi al mese è l’importo che un pensionato autonomo percepisce per ogni familiare a carico. Una cifra modestissima con la quale si può comprare circa mezzo chilo di carne – dichiara Paola Montis, presidente regionale dell’Anap, Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato Sardegna -. Non solo tale importo è rimasto invariato dal 1988 a oggi, ma vi è un’eclatante discriminazione rispetto ai pensionati del lavoro dipendente”.

La legge 153 del 1988, istituendo l’assegno per il nucleo familiare, ne ha circoscritto l’applicazione ai soli pensionati provenienti dal lavoro dipendente. Per i pensionati provenienti dal lavoro autonomo (ex artigiani, ex commercianti, ex coltivatori diretti) è rimasta invece in vigore la vecchia normativa e i trattamenti di famiglia a loro erogati, quando ne hanno diritto, si chiamano “quote di maggiorazione della pensione” per carichi familiari.

«Tale discriminazione è particolarmente odiosa – evidenzia la Montis – dal momento che si parla di famiglie di pensionati con redditi molto bassi.»

L’Anap e le altre organizzazioni dei pensionati del mondo del lavoro autonomo, anche attraverso il CUPLA, per questo chiedono ai parlamentari sardi  di far approvare da Camera e Senato una modifica della legislazione esistente che parifichi tutti i pensionati, indipendentemente dall’attività professionale svolta nella vita attiva.

«Tale azione proseguirà fino a quando – conclude la Montis – le proposte di legge presentate non giungeranno all’approvazione definitiva.»

Centro Direzionale Iglesias 10

La Giunta comunale di Iglesias ha approvato il progetto esecutivo del Centro Intermodale elaborato dal raggruppamento temporaneo di imprese rappresentato dalla Tecnolav Engineering. L’elaborato progettuale ha superato la fase di validazione dopo aver recepito tutte le richieste di modifica presentate dagli altri soggetti coinvolti nella realizzazione dell’importante opera infrastrutturale: Rete Ferroviaria Italiana (R.F.I.), Azienda Regionale Sarda Trasporti (A.R.S.T.), Agenzia Regionale Edilizia Abitativa (A.R.E.A) e Assessorato ai Trasporti della Regione Sardegna. Il prossimo passo sarà la pubblicazione della procedura di gara per la realizzazione dei lavori.
Per poter appaltare i lavori è necessario che il Comune abbia la piena disponibilità delle aree. All’atto dell’insediamento della Giunta Gariazzo, questa fase era attuata solo in parte. L’impegno maggiore dell’assessorato ai Lavori pubblici, in quest’ultimo anno, è stato quello per poter ottenere la cessione, a prezzo simbolico e in comodato, di tutte le superfici non comunali. Operazione conclusa nei mesi scorsi.
«L’opera – commenta il sindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo – rappresenta un obiettivo ad alta valenza strategica per lo sviluppo della città e del territorio. Stiamo facendo tutto il possibile per portarla a conclusione nonostante le innumerevoli difficoltà, soprattutto burocratiche, che giornalmente incontriamo lungo il percorso. Quanto prima sarà bandita la gara d’appalto.»

L’Ersu, l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario di Sassari, ha rettificato l’avviso di selezione per titoli e colloquio di un funzionario di area tecnica – ingegnere.
La rettifica riguarda il requisito attestante il diploma di laurea, (secondo il vecchio ordinamento) o laurea specialistica o magistrale (secondo nuovo ordinamento) in architettura in alternativa a quella richiesta di ingegneria.
L’Ersu, inoltre, ha prorogato alle ore 13.30 del 18 febbraio il termine per la presentazione delle domande di ammissione alla selezione.
Il profilo richiesto è quello di un esperto laureato in ingegneria, con abilitazione all’esercizio della professione, per lo svolgimento di attività complessa afferente alla gestione delle attività e procedure per le manutenzioni del patrimonio immobiliare, alle attività e procedure tecniche ed amministrative inerenti le opere pubbliche. La sede di lavoro sarà a Sassari presso la sede istituzionale dell’ente.

Paolo Maninchedda 35 copia

La Giunta regionale ha sbloccato, su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda, 21 milioni di euro giacenti nelle casse di Area, l’agenzia per l’edilizia abitativa della Regione Sardegna. Verranno in questo modo finanziati una serie di interventi in 36 comuni della Sardegna: 4 nuovi interventi, 8 completamenti, 21 interventi di recupero e manutenzione, 3 interventi per l’abbattimento di barriere architettoniche.
Le risorse non gravano sul bilancio regionale perché provengono dalle vendite degli alloggi nei diversi distretti Area.
«La Giunta mantiene l’impegno di non lasciare un solo euro fermo nei cassetti della Regione e di usare tutte le risorse disponibili per produrre ricchezza, lavoro e migliori condizioni di vita – dice l’assessore Maninchedda -. La delibera risponde anche alla richiesta delle imprese e dei sindacati, ribadite non più tardi di ieri, di avviare molti cantieri manutentivi, giacché sono i più aggredibili per le aziende sarde e quelli più suscettibili di realizzare il migliore matching tra domanda e offerta di lavoro locale.»

Non si placano le polemiche sul nuovo Piano di dimensionamento della scuola 2015-2016 proposto dall’assessore della Pubblica istruzione Claudia Firino e approvato dalla Giunta nella seduta di venerdì. Per la Giunta si tratta del primo passo di un percorso che mira ad incrementare la qualità dell’offerta scolastica, il Piano è il frutto di un percorso lungamente concordato con i territori e gli amministratori. Si tratta dell’inizio del grande piano di investimenti della Giunta regionale sulla scuola cominciato con Iscol@, che prosegue con l’intervento sul fenomeno negativo delle pluriclassi, dove gli studenti si trovano ad affrontare un percorso didattico necessariamente non adeguato, condividendo l’anno scolastico con altri ragazzi di differente età. Seguiranno a brevissimo gli investimenti contro la dispersione scolastica e per il miglioramento dell’offerta formativa e delle competenze.

«E’ un avvio morbido che riguarda le scuole esclusivamente con pluriclassi che consideriamo più a rischio per i nostri ragazzi. Parliamo di appena 29 istituti su 1580, ovvero appena l’1,8% dei punti di erogazione del servizio»,  ha detto il presidente Francesco Pigliaru spiegando che i ragazzi che lasceranno le scuole del loro paese per frequentare quelle di centri vicini in classi regolari, avranno a disposizione tutti i servizi, a cominciare dagli scuolabus.

«La scuola sarda è malata, ed è il sistema che non funziona, visto il record di dispersione. Siamo qui per provare a curarla e non lo facciamo in un’ottica di risparmio, al contrario. Non tagliamo certo sulla scuola – ha aggiunto il presidente della Regione -. Al contrario, investiamo su una migliore qualità dell’istruzione intervenendo sulle pluriclassi, che sono una delle cause alla base della dispersione. È un lavoro che abbiamo portato avanti, in questi mesi, in un’ottica di condivisione con i territori. Ci rendiamo conto che stiamo attuando un cambiamento e che passare da ciò che è conosciuto a ciò che è nuovo implica una certa difficoltà. Ma siamo profondamente convinti dell’importanza di questo percorso: dobbiamo trovare il coraggio collettivo di cambiare. E lo facciamo chiedendo a ogni singolo territorio di scommettere su un nuovo progetto di sviluppo, proprio a partire dalla scuola. Vogliamo permettere ai nostri ragazzi di mettersi al livello dei migliori. È dovere di tutti noi dar loro questa opportunità.»

«Abbiamo aperto le interlocuzioni sul piano di dimensionamento da ottobre, dando a tutti la possibilità di proporre la soluzione che ritenevano più confacente per migliorare l’offerta scolastica. Alcuni comuni l’hanno fatto, approfittando dell’opportunità, consapevoli dell’esigenza di evitare le pluriclassi e di organizzarsi in forma cooperativa per formare nuove scuole territoriali – ha dichiarato l’assessore Claudia Firino -. Noi interveniamo sostenendo i comuni per il trasporto, acquistando 40 nuovi scuolabus e partecipando alle spese, programmando i fondi contro la dispersione e per l’accrescimento delle competenze dei ragazzi», ha aggiunto l’assessore della Pubblica Istruzione specificando che il Piano ha agito su scuole che avevano esclusivamente pluriclassi e non si trovano oltre i 12 km di distanza da altre scuole, tenendo anche conto delle condizioni delle strade e di altre eventuali difficoltà di spostamento.

L’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, ha spiegato che il dimensionamento è stato costruito anche avendo presente il processo di riordino delle autonomie locali basato sulla cooperazione intercomunale. «La Giunta persegue la qualità dell’istruzione attraverso la razionalizzazione del sistema. Non tagli dunque, ma il rafforzamento della qualità dell’offerta. Forniamo il trasporto agli studenti e compensiamo la chiusura delle pluriclassi e i potenziali disagi di chi era abituato a una scuola di livello inadeguato», ha dichiarato Erriu ricordando che la Regione crea così le condizioni perché il diritto allo studio sia organizzato in maniera efficiente nei territori.

«Sono ritornati nella Casa Circondariale cagliaritana una trentina di detenuti che erano stati trasferiti a Sassari-Bancali, oltre due mesi fa, per favorire lo spostamento in giornata dei reclusi dal carcere di Buoncammino a quello di Uta.»

Lo ha reso noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che si era fatta interprete del disagio espresso dalle famiglie per effettuare regolari colloqui a causa della distanza e dei costi dei viaggi.

«E’ per noi un sollievo – hanno detto i parenti dei detenuti esprimendo soddisfazione per il ritorno a Cagliari-Uta dei propri cari – non dover affrontare una trasferta lunga e disagevole per poter incontrare i nostri familiari ristretti. Nelle ultime settimane abbiamo affrontato le difficoltà consapevoli che si trattava solo di un sacrificio transitorio, ma ormai non riuscivamo più a sostenere la fatica e la spesa. Desideriamo quindi ringraziare il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di aver accolto la nostra richiesta.»

«Garantire regolari rapporti con i familiari ai cittadini privati della libertà – osserva Maria Grazia Caligaris – non è soltanto un’esigenza condivisibile, ma necessaria proprio per rendere più incisiva, come del resto recitano l’ordinamento penitenziario e le circolari ministeriali, l’azione rieducativa del carcere. E’ evidente che condizioni socio-economiche difficili condizionano negativamente la possibilità di svolgere regolari colloqui con i parenti generando nei reclusi instabilità emotiva ciò a maggior ragione in presenza di figli minori.»

«Non si può del resto dimenticare – conclude la presidente di SDR – che i detenuti hanno perso la libertà ma hanno diritto a coltivare i rapporti affettivi indispensabili per il loro reinserimento sociale. E’ altresì evidente che i loro parenti non devono scontare alcuna pena come implicitamente accade quando viene meno il rispetto della territorialità.»