23 August, 2026

Giornata ricca, quella odierna, per il festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, arrivato quest’anno alla sua ventinovesima edizione. Gli appuntamenti musicali inizieranno dal mattino, con il concerto-aperitivo in programma presso la Cantina Mesa, dalle ore 12.00, Nella sala conferenze della Cantina si avvicenderanno due set: il duo Jean Paul Bourelly e Sadiq Bey, e Riccardo Pittau in solo, trombettista sardo presente nella formazione del live di Butch Morris.

Durante il pomeriggio, i concerti itineranti della Bandakadabra porteranno per le strade la storia del jazz afro-americano, mentre dalle ore 21:00 altri due attesi concerti si alterneranno sul palco storico del Jazz.

Apriranno la serata di lunedì al Palanuraghe i Musica ex Machina, ensemble composto da Guido Coraddu al pianoforte, Francesco Bachis alla tromba, Mauro Sanna al basso e Simone Sedda alla batteria, che presenterà La notte che arrivò l’inverno, progetto multimediale ispirato al famoso romanzo di Michail Bulgakov Il Maestro e Margherita. La performance sul palco consiste in una ricreazione dal vivo del processo creativo che ha portato la band alla creazione di un volume, edito dalla Kleiner Flug nel maggio 2014, contenente musiche composte dal quartetto, estratti del romanzo e illustrazioni delle storie eseguite dal disegnatore Francesco Frongia. Per ricreare le atmosfere suggestive del progetto, i Musica ex Machina saranno accompagnati sul palco da Monica Castigliola, voce narrante, e lo stesso Frongia, che si cimenterà nella creazione dal vivo di illustrazioni delle storie, perfezionando la performance auditiva e visiva della platea in un esperienza percettiva completa.

Per la seconda parte del progetto originale Reflections of a Parting Sky, sul palco di Sant’Anna Arresi dalle 22.30, Dorian Wood sarà accompagnato da Xavier Guimera al basso, Andrew Lessman alla batteria e le sei voci degli Echos Vocal Ensemble di Cagliari. Dopo il concerto di preludio, eseguito sabato 27, il terzetto del compositore californiano presenterà brani arrangiati nel suo consueto stile, includendo soprani, tenori e contralti per arrotondare, e talvolta affilare, la spigolosità della voce e gli accenti improvvisi ed energici del piano. Non esiste distacco emotivo tra le calme incalzanti e le urla liberatorie della catarsi musicale operata da Wood, quasi in veste di sacerdote, o terapeuta, esorcizzatore di paure e pulsioni occultate dalla routine quotidiana. Cosa diverrebbe la performance musicale di lunedì se tutto il pubblico potesse unirsi ai cori di Wood? Oltre che un irripetibile evento musicale, un’occasione per partecipare con l’anima ad un rito di armonia e collettiva purificazione? Un concerto di Wood non lascia spazio alla monotonia e può essere certamente vissuto dagli spettatori in maniere diverse e anche diametralmente opposte. Ci sarà sicuramente chi si sentirà assalito dalla voce dirompente e dagli improvvisi cambi di umore, e chi invece ne resterà affascinato, difficilmente qualcuno potrà restare in disparte senza opinione.

Terminati i concerti al Palanuraghe, la notte musicale di Sant’Anna Arresi si protrarrà nei tre Jazz Club del paese, con Jam Sessions sino a tarda notte.

Si preannuncia una serata molto particolare, un “must” per curiosi e tutti gli appassionati della musica.

“Ai confini tra Sardegna e Jazz” è organizzato dall’Associazione Culturale Punta Giara con il patrocinio di Regione Sardegna, assessorati al Turismo e Pubblica Istruzione, Ministero dei Beni Culturali, Gestione Commissariale ex-provincia di Carbonia Iglesias, Fondazione Banco di Sardegna, amministrazioni di Sant’Anna Arresi e San Giovanni Suergiu e la sponsorizzazione di Cantina Mesa di Sant’Anna Arresi e Cooperativa Pescatori di Arborea.

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Questo pomeriggio, alle ore 17.30 presso la Sede dell’Associazione Mineraria Sarda, in via Roma 39, a Iglesias, l’ing. Marco Orunesu, Geotechnical Manager della Western Areas Ltd. presso le miniere Flying Fox e Spotted Quoll, in Australia, presenterà una nota dal titolo: “Micro Sismicità in Miniere Metallifere Profonde”.

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L’Associazione Culturale Punta Giara, organizzatrice storica del festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz” di Sant’Anna Arresi, annuncia la pubblicazione dell’album “Possible Universe” la Conduction n. 192 del grande maestro Lawrence “Butch” Morris, scomparso nel 2013 all’età di 65 anni.

L’album verrà presentato ufficialmente durante la conferenza stampa in programma per le ore 12 di lunedì 29 dicembre, presso la Cantina Mesa di Sant’Anna Arresi. La conferenza sarà seguita da un aperitivo e i concerti di Jean Paul Bourelly e Sadiq Bey in duo e Riccardo Pittau in solo. Sia Bourelly che Pittau fecero parte della Conduction 192, e la loro performance sarà chiaramente dedicata alla memoria di Butch.

Il live in Sant’Anna Arresi, registrato il 29 agosto 2010 sul palco del festival che da ventinove anni porta nel sud della Sardegna i migliori interpreti mondiali del Jazz, da chi ne ha fatto la storia sino alle avanguardie più nascoste e interessanti, si preannuncia già da ora un capitolo importante della storia del Jazz.

 Dopo una florida carriera musicale da cornettista al fianco di David Murray, Morris si distinse per l’ideazione di un nuovo tipo di conduzione orchestrale, studiata per dirigere orchestre nell’improvvisazione, creando ad ogni performance brani unici e irripetibili. La sua tecnica, da lui nominata Conduction, prevede una serie di gesti codificati, che i membri delle ensemble sanno riconoscere e impiegare in tempo reale per liberare la propria espressività musicale.

Dopo la prima Conduction, tenuta a New York nel 1985, Butch girò il mondo conducendo 199 ensemble. Non esisteva un gruppo stabile di musicisti che prendessero parte alle varie Conduction, i partecipanti appartenevano spesso al luogo in cui la performance veniva eseguita. Nella Conduction 192, infatti, affianco a ospiti eccelsi quali David Murray, Evan Parker, Joe Bowie e Hamid Drake troviamo alcuni importanti esponenti del jazz italiano come Pasquale Innarella, Silvia Bolognesi, Riccardo Pittau e Tony Cattano.

CONDUCTION® No. 192, Possible Universe

Sant Anna Arresi,  29 August 2010

Lawrence D. “Butch” Morris – Ensemble: David Murray (tenor sax and bass clarinet), Evan Parker (tenor sax), Pasquale Innarella (alto sax), Greg Ward (alto sax), Joe Bowie (trombone), Tony Cattano (trombone), Meg Montgomery (electro trumpet), Riccardo Pittau (trumpet), Jean Paul Bourelly (guitar), On Ka’a Davis (guitar), Hamid Drake (drums), Chad Taylor (drums, vibraphone), Harrison Bankhead (double-bass), Silvia Bolognesi (double-bass), Alan Silva (sinth, bass, piano)

“‘Ai confini tra Sardegna e Jazz” è organizzato dall’Associazione Culturale Punta Giara con il patrocinio di Regione Sardegna, assessorati al Turismo e Pubblica Istruzione, Ministero dei Beni Culturali, Gestione Commissariale ex-provincia di Carbonia Iglesias, Fondazione Banco di Sardegna, amministrazioni di Sant’Anna Arresi e San Giovanni Suergiu e la sponsorizzazione di Cantina Mesa di Sant’Anna Arresi e Cooperativa Pescatori di Arborea.

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Ospedale Civile di Cagliari

Firmata il 24 dicembre l’accettazione dell’incarico, inizia il nuovo corso all’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari: il commissario straordinario Giorgio Sorrentino prenderà possesso della carica lunedì 29 dicembre 2014 negli uffici della direzione generale del San Giovanni di Dio.

«Il mio obiettivo – spiega il nuovo manager – è partire subito con il piano di rilancio dell’Azienda per farne davvero un polo di eccellenza a livello nazionale per l’assistenza sanitaria, la ricerca e la didattica. Un polo che prevede un’unica direzione e che ha nel Policlinico universitario Duilio Casula di Monserrato la sua forza. L’Azienda ospedaliero universitaria, che io conosco molto bene, ha tra le sue file professionisti di grandissimo valore in tutte le strutture.»

Sorrentino ne è convinto: «Questa è la grande squadra del’Aou di Cagliari e questa squadra porterà la Sardegna tra le eccellenze sanitarie nazionali. Il rapporto costante e proficuo tra Azienda ospedaliera, Regione e Università – conclude Sorrentino – consentirà a tutti noi di raggiungere grandi risultati e alla nostra Isola di avere una sanità moderna, tecnologicamente avanzatissima e amica dei cittadini».

Il Carbonia ha vinto la fase locale della 52ª Coppa Santa Barbara, superando in finale l’Isola di Sant’Antioco per 5 a 0. Per la squadra di Maurizio Finà si tratta della quarta vittoria consecutiva, la sesta delle ultime sette edizioni tra fase locale e fase regionale.

La finale, disputata questa mattina sul campo Santa Barbara di via Giovanni Maria Angioi, non ha avuto storia, sia per il punteggio (4 a 0 già al termine del primo tempo, con doppiette di Fabrizio De Gradi e Daniele Bratzu; 5 a 0 al termine con quinto goal di Alberto Graziano Arrais), sia per la superiorità del complesso di squadra, emerso in misura eclatante sia nel corso del girone eliminatorio sia nella semifinale con la Monteponi, superata per 11 a 0. L’Isola di Sant’Antioco si era qualificata per la finale, superando con un punteggio ugualmente molto largo, 6 a 1, il Bindua.

La partita è stata diretta da Giordano Secchi, coadiuvato dagli assistenti di linea Daniele Lai e Daniele Porcu.

Al termine della partita sono state effettuate le premiazioni. L’assessore dello Sport del comune di Carbonia, Fabio Desogus, ha premiato con una coppa il miglior giocatore della finale, il gioiellino del Carbonia Fabrizio De Gradi (già nel giro della prima squadra in Promozione regionale), e la squadra seconda classificata, l’Isola di Sant’Antioco. La coppa al Carbonia, squadra vincitrice della 52ª Coppa Santa Barbara, fase locale, è stata consegnata al capitano Alessio Graccione, da Roberto Carboni, figlio di Aldo Carboni, storico fondatore del campo di via Giovanni Maria Angioi e presidente del comitato FIGC di Carbonia, del quale quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita.

Carbonia: Massa, Napoli, Laconi, Serra, Graccione, Garau, Arrais, Saidu, Bratzu, De Gradi, Pilloni. A disposizione: Piras, Pischedda, Finà Luca, Bove, Marotto, Cara, Campus. All. Maurizio Finà.

Isola di Sant’Antioco: Angioni, Serpi, Podda, Putzu, Pintus, Carboni, Ecca, Miali, Osanna, Brugattu, Cogotti. A disposizione: Frau, Bullegas, Meloni, Penco, Chirigu, Scano, Rampini. All. Gianmarco Manca.

Arbitro: Giordano Secchi; assistenti di linea: Daniele Lai e Daniele Porcu.

Reti: 13′ e 32′ p.t. De Gradi; 23′ e 37′ p.t. Bratzu; 30′ s.t. Arrais.

 

 

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Inizierà domani Mississippi, il viaggio musicale della marching band Bandakadabra, progetto originale ideato dall’Associazione Culturale Punta Giara e parte integrante della ventinovesima edizione del festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz“.

Con Mississippi la Bandakadabra ripercorrerà in sette giornate la storia e l’evoluzione del jazz, esplorando ogni giorno una corrente musicale differente, dalle radici a New Orleans sino alle avanguardie di New York. accompagnando il pubblico a riscoprire i grandi musicisti e gli stili musicali che si svilupparono in sette delle maggiori città Americane.

L’apertura dei concerti itineranti avverrà alle ore 18.00 di sabato per le strade e le piazze del comune di San Giovanni Suergiu, per poi spostarsi a Sant’Anna Arresi, dove la band animerà alle ore 22 la Notte delle Nieddittas, cenone a base di pesce organizzato da Punta Giara in collaborazione con la Pro Loco di Sant’Anna Arresi e la Cantina Mesa.

Dal 28 dicembre sino al 2 gennaio la band si esibirà tutti i giorni per le strade di Sant’Anna Arresi, alle ore 19.00 e di nuovo al termine dei concerti del Palanuraghe. Sono previste escursioni estemporanee, in orari non definiti, in qualsiasi occasione e vie del paese.

Durante il viaggio lungo il Mississippi, la Bandakadabra si vedrà impegnata nell’esplorazione dei brani classici della tradizione americana, partendo dalle correnti Second Line e Dixieland tipiche di New Orleans, alla foce del grande fiume, o quelli classici di Chicago, città che vide l’esplosione artistica di Louis Armstrong, per passare al jazz di Washington, egregiamente interpretato dalle composizioni di Duke Ellington, quello di Kansas City con Count Basie, il bepop di Charlie Parker e Dizzie Gillespie, e infine le avanguardie di New York con le musiche di Coltrane, Davis e Mungus. La Bandakadabra dedicherà anche un po’ di spazio ad una grande figura italiana che, anche se non originario delle rive del Mississippi ma quelle dell’Orco, torrente del canavese, ha saputo distinguersi per la sua creatività musicale: Carlo Actis Dato, uno dei jazzisti italiani più interessanti degli ultimi trentanni.

Tutti gli spettacoli della Bandakadabra saranno guidati dall’istrionico front-man e percussionista Gipo Di Napoli, e caratterizzati da una forte componente comica e teatrale.

«D’altra parte, secondo noi, il gusto per l’ironia dovrebbe essere “materia scolastica” perché in fondo è impossibile suonare prendendosi troppo sul serio.»

“Ai confini tra Sardegna e Jazz” è organizzato dall’Associazione Culturale Punta Giara con il patrocinio di Regione Sardegna, assessorati al Turismo e Pubblica Istruzione, ministero dei Beni culturali, gestione commissariale ex provincia di Carbonia Iglesias, Fondazione Banco di Sardegna, amministrazioni comunali di Sant’Anna Arresi e San Giovanni Suergiu e la sponsorizzazione di Cantina Mesa di Sant’Anna Arresi e Cooperativa Pescatori di Arborea.

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E’ in corso sul campo Santa Barbara di via Giovanni Maria Angioy,  la finale della fase locale della 52ª edizione della Coppa Santa Barbara. Al termine del primo tempo, il Carbonia conduce sull’Isola di Sant’Antioco con il punteggio di 4 a 0, con doppiette di De Gradi e Brotzu.
Dirige la partita Giordano Secchi, coadiuvato dagli assistenti di linea Daniele Lai e Daniele Porcu.

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Le due squadre si sono qualificate per la finale superando rispettivamente la Monteponi e il Bindua.

Aspettando Babbo Natale… Giornata importante, quella appena passata, il Santo Natale 2014, per i lavoratori Alcoa e le loro famiglie, che hanno trascorso la notte della vigilia aspettando Babbo Natale in quella che da ormai otto mesi è diventata la loro casa. Certo avrebbero voluto, dall’uomo vestito di rosso, che da sempre accontenta i bambini, la soluzione ai loro problemi di lavoro… ma, purtroppo, dovranno aspettare l’anno nuovo, riponendo nel 2015 tutte le speranze di un futuro migliore…

Il presente, intanto, è ancora lì, dove hanno fatto l’impossibile per donare a se stessi e ai loro cari un Natale sereno: un grande albero luccicante con in punta un elmetto, proprio a fianco alla “porta d’ingresso”… una lunga tavolata… un mazzo di carte… un calcio balilla, qualche panettone e dello spumante per brindare alla festa. Sguardi speranzosi quelli dei lavoratori, sorrisi di circostanza quelli delle loro donne, domande innocenti quelle dei bambini ed una televisione che continua a parlare di crisi… la stessa che ha portato centinaia di famiglie a passare il Natale in un luogo che, da posto di lavoro, è diventato “casa”. Buone feste a tutti loro… in attesa della befana, nella speranza che possa essere generosa di buone notizie, quelle che, purtroppo, Babbo Natale non aveva nel suo sacco…

Nadia Pische

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E’ stato un Natale diverso per i lavoratori ex Alcoa che da mesi vivono nel presidio allestito all’ingresso dello stabilimento per rivendicare la cessione dello stabilimento ed il rientro nel ciclo produttivo. Si sono ritrovati in tanti, per il cenone del 24 e per il pranzo e la cena del 25 dicembre. Un Natale con pochi sorrisi, vista l’estenuante attesa per uno sbocco positivo della vertenza che qualche settimana fa sembra aver avuto la svolta tanto attesa che, a breve, potrebbe rivelarsi decisiva, con l’interessamento della multinazionale Glencore a subentrare ad Alcoa nella produzione di alluminio in Sardegna.

Ieri sera al presidio, al fianco dei lavoratori, c’era tra gli altri Roberto Puddu, segretario generale della Camera del Lavoro, che sta seguendo da vicino la trattativa avviata tra Alcoa e Glencore e che ha manifestato ancora una volta un moderato ottimismo, derivante dal fatto che l’interessamento di Glencore è reale e forte, così come è forte la determinazione di Governo nazionale e Giunta regionale a raggiungere l’obiettivo.

Il nodo principale da sciogliere era è resta quello dei costi energetici, sul quale le parti in causa hanno assunto impegni precisi, come ha sottolineato alcune settimane fa, durante la sua visita in Sardegna, il sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministro Graziano Delrio. Dopo l’incontro preliminare avvenuto il 10 dicembre negli Stati Uniti tra Alcoa e Glencore, il prossimo incontro è previsto nella prima metà di gennaio 2015 presso la sede di Glencore in Svizzera. In discussione ci sono anche le questioni relative alle bonifiche ambientali da entrambi i gruppi.

Sui volti dei lavoratori ieri sera si leggevano i segni della stanchezza e la preoccupazione sui tempi di soluzione della vertenza ma l’ostinazione con la quale tengono alta la mobilitazione nel presidio, conferma ancora una volta che credono in una soluzione positiva e in un futuro dello stabilimento di Portovesme.

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