Il governatore Pigliaru: «E’ inconcepibile che la Regione scopra da fonti non ufficiali che un grave incidente è avvenuto a # Capo Frasca nel corso di una esercitazione militare».
Il settore agricolo potrà contare presto su nuovi prestiti personalizzati. È quanto è emerso dall”incontro svoltosi ieri tra l’assessore regionale dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, il presidente della @Sfirs, Antonio Tilocca, ed il presidente del #Banco di Sardegna e di Abi Sardegna, Giuseppe Cuccurese.
«Attraverso un pacchetto di linee guida – ha spiegato l’assessore Falchi – siamo al lavoro per garantire a singole aziende, strutture aggregative e filiere di liquidità necessaria per rilanciare produzioni e investimenti, ma anche per cogliere, parallelamente, le nuove opportunità che vengono date al sistema col nuovo ciclo della programmazione europea.»
Il percorso, formalizzato nell’incontro, parte dall’esigenza di ristrutturazione del debito e si concluderà con la firma di un protocollo d’intesa nel quale saranno definite nei dettagli le tipologie di credito.
«Come risulta dai numeri forniti da Cuccurese – ha osservato l’assessore Falchi – nel comparto agricolo sardo l’accesso al credito è attualmente bloccato dalla mancata solvenza sui prestiti contratti in passato. Si tratta di un circolo vizioso che rallenta i processi produttivi, visto che le esposizioni bancarie non permettono alle aziende e alle strutture aggregative di contrarre nuovi mutui. Per questo verranno studiati singoli piani di rientro che, da un lato, faranno chiudere le partire finanziarie pregresse e, dall’altro, garantiranno la possibilità di contrarre nuovi fidi anche alle aziende o alle strutture organizzative in difficoltà. E si tratterà, appunto, di prestiti costruiti a misura delle diverse realtà produttive.»
Col protocollo d’intesa che Regione, Sfirs e Abi andranno a firmare a breve, cambia l’approccio anche nella quantificazione della capacità di solvenza.
«Una delle novità nell’analisi di tale capacità – ha aggiunto l’assessore – riguarderà i fondi europei della nuova programmazione 2014-2020, fondi garantiti attraverso il #Pac (Piano agricolo comunitario) ed il #Psr (Piano di sviluppo rurale). Nella stesura di entrambi i Piani abbiamo infatti previsto premi produttivi che saranno conteggiati tra le entrate certe su cui modulare i prestiti.»
Nei piani personalizzati delle singole aziende verranno considerate quante più variabili possibili, come il rischio delle avversità atmosferiche.
“Ciò vuol dire – ha precisato Elisabetta Falchi – che i fidi di campagna saranno protetti da forme assicurative per garantire agli operatori una copertura finanziaria di breve periodo, per esempio nel caso di una violenta grandinata. Quanto alle strutture aggregative stiamo prevedendo di differenziare la scadenza dei prestiti a seconda della tipologia merceologica, dal momento che non tutti i cicli produttivi hanno la stessa durata. È invece indispensabile tener conto di questo elemento.»
Un’altra novità nella gestione dell’accesso al credito sarà rappresentata dal Fondo di garanzia, che metteranno a disposizione la #Sfirs e #Consorzi Fidi per assicurare la copertura dei crediti nel medio e lungo periodo. Nel protocollo d’intesa tra Regione, Sfirs e Abi saranno previsti, infine, finanziamenti di filiera per favorire soprattutto gli investimenti ad alta tecnologia.
Sempre in tema di credito, l’assessore Falchi ha aperto il dialogo con l’#Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che potrà giocare un ruolo chiave nella partita dei contributi finanziari. Per questo la prossima settimana è stato programmato un incontro a Roma.
«Abbiamo anche la necessità di rilanciare il microcredito, perché è un asset di sviluppo fondamentale, ma è stato lasciato senza soldi dalla precedente Giunta, malgrado i roboanti annunci fatti. Dobbiamo recuperare le risorse inizialmente promesse e poi mai assegnate. Il nostro obiettivo è arrivare a una modalità a sportello, con prestiti sicuri, procedure semplificate e tempi brevissimi di erogazione, in modo tale da venire incontro alle esigenze delle imprese agricole”.
Dall’8 al 15 settembre, a Carbonia, si svolgerà la festa patronale della parrocchia della Beata Vergine Addolorata. Il programma religioso prevede la giornata della famiglia, sabato 13 settembre, la solennità della #Beata Vergine Addolorata domenica 14 settembre e lunedì 15, l’inaugurazione e la riapertura al culto della chiesetta di Via Sicilia, restaurata. Si partirà con la processione per le vie del quartiere di Rosmarino, la benedizione della chiesetta, la messa celebrata dal vescovo di Iglesias, Giovanni Paolo Zedda, e, infine, un concerto del coro polifonico parrocchiale.
Il programma dei festeggiamenti civili prevede un torneo di calcio per giovanissimi e allievi, dall’8 al 12 settembre, con la partecipazione del Cagliari calcio; giovedì 11 settembre una mostra di pittura e la presentazione del libro “Carrasegare – Carnevali di Sardegna”, di Lorenzo Cuccuru, presso la #Sala San Giovanni Paolo II; sabato 13 settembre uno spettacolo del gruppo #La Pola; domenica 14 settembre un concerto con tributo Nomadi e Zucchero; domenica 14 e lunedì 15 settembre, infine, una pesca di beneficenza.
Si svolgerà sabato sera, a partire dalle ore 19.00, nella Piazza Nostra Signora di Bonaria, a Sant’Antioco, una mostra nella quale verranno messe in vendita alcune opere di artisti locali, stampe fotografiche e quadri. L’intero ricavato dalla vendita delle opere verrà devoluto in beneficenza. Le opere per la vendita di beneficenza sono state donate dai seguenti artisti: Chiara Caredda, Iandel Iandel, Marco Siddi, Alessandro Siddi, Dino Dini, Fedele Balia, Stefano Puddu, Antonio Biggio, Jacopo Longu, Gabriele Bullegas, Matti Motti, Fabio Murru, Davide Cau, Paolo Fai, Fabio Garau, Nicola Obino, Alessandro Spiga, Fabrizio Schirru e Massimo Calabrò.
Fabio Murru
Sabato 13 settembre, alle 21.00, la Compagnia teatrale della Lutec, la Libera Università della Terza Età di Carbonia, presenterà al Teatro Centrale di Carbonia, lo spettacolo “Sa Bella Meladia”, di Gigi Tatti.
Personaggi ed interpreti sono:
Clementi (Gino Meloni), Annita (Olga Simoni), Luigi (Luciano Lai), Enricu (Luciano Lai), Angela (Elvira Loddo), Rosaria (Pierina Pischedda), dott.ssa Bua (Ines PInna), Raimonda (Anna Mandaresu).
Tecnico del suono è Antonino Fenu, la regia è di Anna Secci.
Il biglietto d’ingresso costa 5 euro. Prevendita presso la ditta Biagetti, in Via Gramsci, a Carbonia, e presso il botteghino del Teatro Centrale.
Lo spettacolo è stato organizzato con la collaborazione della ditta Medianet..
Il coordinatore del #Centro Studi dei Riformatori sardi, Franco Meloni, e due rappresentanti dei #Giovani Riformatori sardi e componenti del Centro Studi, Alessandra Onni e Roberta Pischedda, hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa per denunciare quello che hanno definito il bluff del #patto di stabilità e l’accordo Regione-Governo che costerà alla Sardegna almeno 300 milioni di euro l’anno.
«Nelle scorse settimane il presidente Pigliaru e l’assessore Paci sono tornati molto soddisfatti da Roma, reduci dall’incontro con il Governo da cui avrebbero ottenuto ( a loro dire) concessioni che definire storiche sembrerebbe estremamente riduttivo – hanno detto i rappresentanti dei Riformatori sardi –. A parte la sistemazione temporanea per il 2014, la vera conquista sarebbe il pareggio di bilancio ottenuto dal 2015 in poi che – in parole semplici – vuol dire che la Regione potrà spendere tutto quello che incasserà con l’unica condizione di mantenere il pareggio di bilancio e, non secondario, al netto di un massiccio accantonamento( di circa 600 milioni) posto a carico della Regione dalla normativa vigente. Comunque niente più patto di stabilità, spesa libera dei nostri soldi, a prima vista davvero un trionfo della Giunta che parla di disponibilità aggiuntive di circa 1.2 miliardi.»
«A noi – hanno aggiunto – che il Governo, in questa situazione difficilissimo della finanza pubblica, fosse diventato improvvisamente così prodigo verso la Sardegna è sembrato un po’ strano ma esaminando bene l’accordo firmato da Pigliaru ci siamo resi conto che le cose non stavano esattamente come apparivano. In poche parole, non ci sarà davvero alcuna capacità di nuova spesa.»
Meloni, Onni e Pischedda hanno aggiunto che «la Giunta Cappellacci aveva approvato una finanziaria che prevedeva un livello sia di cassa sia di competenza pari a 2513 milioni, ma, in più, aveva messo la quota del #Fondo Unico dei Comuni e Province (circa 500 milioni) fuori patto, forzando un po’ la situazione ma comunque l’aveva fatto e gli aveva dato corso. Poi aveva considerato questo ampliamento di spazi finanziari come un anticipazione (permanente) di 500 milioni dei 1.200 richiesti allo Stato. La norma regionale che ha messo fuori patto il fondo unico, non è mai stata impugnata dallo Stato né dalla Corte dei Conti, come invece avrebbe potuto e dovuto se le avesse ritenute incostituzionali, come fece ad esempio nel caso delle “entrate future” del 2007. Nel 2014 la capacità di spesa regionale anziché passare dai circa 3.000 milioni ( tra autorizzati e non, ma comunque reali) ai 3.700 milioni promessi dalla nuova Giunta (hanno parlato più volte di 1.200 milioni in più!!!), dopo il “trionfale” accordo Paci-Padoan è stata invece abbassata a meno di 2.700 milioni. Sempre al netto di sanità, mutui, ammortamenti, partite di giro, etc)».
«Il livello delle entrate fiscali (titolo I) è stato di 6.587 milioni nel 2013, ma nella Legge Finanziaria per il 2014, valutando correttamente la probabile riduzione del PIL e della parallela riduzione delle imposte pagate dai cittadini e dalle imprese, è stato previsto un livello di entrate di poco inferiore ai 6 miliardi. Non bisogna aspettare il 2015 per capire che le nostre risorse si ridurranno drasticamente, visto che già ad agosto del 2014 gli accertamenti sono inferiori di oltre 500 milioni alle previsioni. Ma a causa del disastroso andamento dell’economia ed anche per le clausole sottoscritte con l’accordo, a fine anno il calo delle entrate è probabile che sia anche superiore.
Sulla base dei pronunciamenti della Corte Costituzionale, nel bilancio regionale sono iscritte risorse che il MEF tuttora contesta e poiché nell’accordo Paci-Padoan da un lato non è stata prevista alcuna clausola di salvaguardia per la Regione e dall’altro è stata sottoscritta una rinuncia ai ricorsi e agli eventuali pronunciamenti favorevoli futuri, è facile capire come tutto questo non solo metta a rischio le posizioni già conquistate, ma ci privi inoltre del più importante strumento di pressione, rafforzando le pretese del MEF che ben conosciamo dal passato.
Dal 2015 non si applicheranno più le regole del patto (scompariranno tra l’altro i 964 milioni finora posti a carico della Regione dalla normativa previgente) ma rimangono comunque in piedi gli “accantonamenti” istituiti nel 2012 (ossia i tagli di entrata) che oggi ammontano a oltre 577 milioni all’anno e che dal 2012 al 2017 valgono poco meno di tre miliardi.»
«La Giunta Pigliaru si è assunta inoltre la gravissima responsabilità di rinunciare a tutti i contenziosi in atto con il Governo, dove pure c’era la concreta possibilità di vincerne qualcuno.»
La conclusione per i Riformatori sardi è semplice: «Di sicuro con i “trionfali” accordi i sardi non ci hanno guadagnato nulla, anzi con la rinuncia ai ricorsi ci hanno perso molto, sapendo che per il futuro, anche a causa dell’andamento dell’economia, non solo non ci saranno gli sbandierati 1.2 miliardi in più ma invece centinaia di milioni in meno.
Oltre a tutto con l’accordo “trionfale”, Pigliaru e Paci hanno consegnato la Regione con mani e piedi legati ai funzionari della ragioneria Generale dello Stato che saranno gli unici a valutare e contabilizzare il livello delle entrate, e se sbagliano a favore loro, e il passato ci insegna che non è improbabile, noi potremo solo ricorrere dopo che loro le avranno fissate.
Con il nuovo sistema la Regione Sardegna non potrà più accertare direttamente le compartecipazioni ai tributi erariali in base al proprio dettato statutario, ma potrà iscrivere in entrata solo quello che lo Stato impegnerà e devolverà.
Nel 2013 la Giunta di centro destra ha speso circa tre miliardi (oltre alla sanità), nel 2014 la Giunta di centrosinistra spenderà 2.696 milioni (sempre oltre la sanità), e nel 2015, se va bene, arriverà a 2.700 milioni.
In poche parole il tetto alla spesa l’hanno tolto perché non c’e n’era bisogno, sapevano già che le entrate sarebbero state inferiori al tetto stesso. E questo – hanno concluso i Riformatori sardi – è a prova di smentita.»
Martedì 9 settembre, alle 11.00, nella sala convegni dell’Ordine dei medici di Cagliari – via dei Carroz n. 14 – si terrà la conferenza stampa di presentazione della terza edizione di “Sui generis 2014 – Le Giornate cagliaritane sulle pari opportunità”.
I lavori si apriranno giovedì 11 nell’aula magna “Maria Lai” del dipartimento di Giurisprudenza e si chiuderanno sabato 13 settembre. L’introduzione ai lavori è di straordinario profilo accademico e giurisprudenziale: il professor Giuseppe Tesauro, presidente della Corte Costituzionale, avvierà il convegno che tratta, tra l’altro, di Violenza, Diritti, Genere e professioni. Sono previste relazioni, interventi, tavole rotonde con la partecipazione di un centinaio di specialisti.
Alla conferenza stampa di presentazione del convegno alle testate giornalistiche, prenderanno parte il presidente ed il consigliere dell’Ordine dei medici di Cagliari, Raimondo Ibba, Anna Rita Ecca, Ettore Atzori (presidente dell’Ordine degli avvocati), Angela Quaquero (Ordine psicologi Sardegna), Susanna Pisano (Consulta nazionale forense) e Rosanna Mura (Commissione pari opportunità).
L’attività nel campo della formazione continua dei giornalisti riparte domani, 6 settembre, a Olbia. Il corso è gratuito ed assegnerà 3 crediti ai partecipanti. Ha per titolo: “Informazione, sport, educazione ambientale: gli sportivi e la tragica esperienza dell’alluvione”. Si terrà al #Geovillage dalle 9.30 alle 11.30.
Dopo il saluto del presidente dell’Ussi, Mario Frongia, che ha proposto e organizzato il corso assieme all’Ordine, il programma prevede gli interventi di Filippo Peretti (presidente dell’#Ordine dei giornalisti della Sardegna) sulla Carta deontologica del giornalismo sportivo, e di Augusto Navone (direttore dell’#Area marina protetta Tavolara) sulle iniziative per la protezione dell’ambiente. Interverrà anche Luca Pancalli, presidente del #Comitato italiano paraolimpico. Pancalli è stato commissario della #Federcalcio dopo #Calciopoli ed è presidente del settore giovanile tecnico e scolastico della #Federcalcio.
In questa occasione è possibile la partecipazione con l’assegnazione dei crediti anche ai giornalisti che non si sono iscritti attraverso la piattaforma #Sigef.