24 August, 2026

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, assieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha partecipato oggi a Roma alla riunione del Consiglio dei ministri, nel corso della quale sono stati esaminati diversi progetti di impianti eolici e agrivoltaici riguardanti il territorio regionale.

«Ho preso parte ai lavori insieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, per rappresentare e difendere gli interessi della Sardegna in un passaggio particolarmente rilevante per il futuro energetico dell’Isola», dichiara la presidente Alessandra Todde.

Nel corso della riunione, la Regione Sardegna ha ribadito il parere negativo già espresso sui progetti in esame. Il Consiglio dei ministri, tuttavia, ha richiesto ulteriori approfondimenti tecnici su alcune delle proposte, aprendo una fase di confronto che coinvolgerà la Regione, le comunità locali e il ministero dell’Ambiente.

«La nostra posizioneprosegue la presidente della Regionenasce da valutazioni tecniche puntuali elaborate dagli uffici regionali, che saranno ora integrate da un ascolto attento e diretto dei territori interessati.»

La Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel percorso di transizione ecologica, sottolineando la necessità di scelte equilibrate e condivise.

«La transizione energetica richiede decisioni fondateconclude Alessandra Toddecapaci di tenere insieme tutela del paesaggio, sviluppo e consenso delle comunità. Nelle prossime settimane lavoreremo per costruire una sintesi che tenga conto di tutti questi elementi, nel pieno rispetto delle esigenze della Sardegna.»

Con la consegna e il collaudo dei letti al Santa Barbara di Iglesias, avvenuti tra ieri e oggi, si avvicina l’apertura del primo Ospedale di Comunità della Asl Sulcis Iglesiente, struttura strategica per rafforzare la continuità assistenziale e ridurre la pressione sugli ospedali.
Gli Ospedali di Comunità sono presìdi intermedi destinati a pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere intensive, ma che richiedono ancora assistenza clinica, monitoraggio e supporto nel recupero. Un modello che favorisce una presa in carico più appropriata e sicura.
Tra gli obiettivi principali: ridurre i ricoveri inappropriati e migliorare la gestione dei pazienti che arrivano nei Pronto Soccorso con sollievo anche nei reparti di degenza.
Un elemento strategico importantissimo è la connessione tecnologica che metterà in rete l’ospedale di comunità con i reparti e i servizi di medicina, cardiologia, neurologia, pneumologia, i mmg e le case di comunità attraverso teleconsulti e televisite. L’Ospedale di Comunità potrà contare su un’équipe multiprofessionale composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, con la presenza del medico funzionale alle attività.
Queste strutture si integrano con le altre azioni avviate dalla ASL per affrontare le criticità, anche in vista del periodo estivo.
Gli interventi, finanziati dal PNRR, rappresentano un investimento concreto nella sanità di prossimità, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi, alleggerire gli ospedali e garantire risposte più rapide ai cittadini.
Gli Ospedali di Comunità si confermano così un elemento chiave per un sistema sanitario più moderno, equo e orientato al territorio.

A causa di un guasto, i telefoni della centrale operativa del Comando di Polizia locale di Carbonia non sono raggiungibili.
Sono stati avviati gli interventi di risoluzione del guasto.
E’ attivato il numero di telefono 3473855377 operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.00 alle ore 21.00 e il sabato dalle ore 7.00 alle ore 14.00.
Sarà prontamente comunicato il ripristino delle linee telefoniche su rete fissa.

Il Presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, è stato eletto Presidente dell’Unione delle Province Sarde (UPS), l’associazione che, come l’Anci per i comuni italiani, rappresenta e tutela gli interessi delle province in Sardegna.
«Ringrazio i 5 presidenti delle province sarde per questa fiducia espressa all’unanimitàha commentato Mauro Usai subito dopo l’elezione -. Un ruolo importante a cui corrisponde una grande responsabiltà che intendo assumermi fin dal primo momento. In questi mesi abbiamo tutti lavorato sodo per mettere in moto le macchine amministrative e dare risposte concrete ai nostri concittadini. Mi piace pensare che questo risultato sia la conseguenza del grande impegno pofuso in questi mesi di governo. Per questo voglio ringraziare ancora una volta tutti i colleghi e le colleghe del Sulcis Iglesiente che qualche tempo hanno deciso di condividere con me questa straordinaria esperienza.»
«Il primo atto che farò ha aggiunto Mauro Usaisarà quello di chiedere un incontro urgente alla Giunta Regionale per discutere, nel merito, delle condizioni con le quali le province sarde si trovano a governare le proprie competenze, a partire dalle risorse economiche.»

Ci sono storie d’amore che attraversano il tempo con la forza delle cose semplici e autentiche. Quella di Nino Patanè e Menina Sambuco è una di queste: una storia nata tra le vie di Carbonia negli anni ’50, quando entrambi erano poco più che ragazzi. Lui, originario della Sicilia, lei dell’Abruzzo: due famiglie arrivate in Sardegna per il lavoro in miniera, due destini che si incontrano da vicini di casa. È proprio lì che tutto ha inizio.

Nino, con la sua grande passione per la musica, la sera si sedeva sul muretto del giardino di casa, suonando il mandolino e cantando. Quelle melodie, semplici e sincere, conquistarono il cuore di Menina. Dopo due anni di fidanzamento, il loro amore si concretizza nel matrimonio celebrato il 30 aprile 1961 nella chiesa di San Ponziano, a Carbonia. Un evento speciale anche per l’epoca: fu, infatti, uno dei primi matrimoni ad essere ripreso con una cinepresa Super 8, un piccolo straordinario frammento di modernità che ha reso quel giorno ancora più indimenticabile.

La famiglia cresce presto: nel 1962 nasce la primogenita Patrizia, seguita appena un anno dopo da Gabriella. Dopo qualche anno, arriva anche Stefania, completando un quadro familiare fatto di affetto, dedizione e complicità.

Nel corso degli anni, ognuno ha coltivato le proprie passioni e il proprio percorso. Nino ha svolto per oltre settant’anni il mestiere di barbiere, diventando una vera e propria icona a Carbonia: nel suo negozio sono passate generazioni intere, che lo ricordano non solo per la professionalità, ma anche per il suo carattere e la sua presenza costante nella vita della comunità.

Parallelamente, la sua grande passione per la musica lo ha portato a essere speaker radiofonico e deejay, attività portate avanti come hobby con dedizione e entusiasmo, animando serate di ballo liscio dal 1975 fino al 2020.

Menina, invece, ha espresso la sua creatività attraverso il lavoro di sarta, dedicandosi con amore anche alla crescita e all’educazione delle figlie.

Le tappe più importanti della loro vita insieme sono sempre state celebrate con grande partecipazione: dalle nozze d’argento a quelle d’oro, fino alle nozze di diamante, ogni anniversario è stato vissuto come un nuovo “sì”, con benedizione, scambio delle fedi e festa insieme ai propri cari.

Oggi, a sessantacinque anni da quel giorno del 1961, Nino e Menina, che hanno rispettivamente 94 e 91 anni, si preparano a celebrare le loro nozze di platino. Un traguardo raro e prezioso, costruito attraversando insieme gioie e difficoltà, senza mai perdere ciò che li ha uniti fin dall’inizio: un amore profondo, fatto di gesti semplici, musica, dedizione e presenza. Una vita condivisa che continua ancora, con lo stesso sentimento di allora.

E’ morto oggi, all’età di 95 anni, don Daniele Agus, storico parroco di Carloforte. Il sindaco Stefano Rombi ha firmato l’ordinanza con la quale ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani 30 aprile, quando verrà celebrata la cerimonia religiosa, prima a Sant’Antioco, alle 11.00, nella Basilica di Sant’Antioco Martire, poi a Carloforte, alle 16.30, nella chiesa di San Pietro Apostolo.
«Don Daniele Agus è stato una figura carismatica per tutta la Comunità Carolina – ha scritto il sindaco di Carloforte Stefano Rombi nell’ordinanza con la quale ha proclamato il lutto cittadino -, punto di riferimento per intere generazioni, guida spirituale dalle doti umane non comuni, esempio di intraprendenza e caparbietà, attraverso le quali è riuscito a realizzare tantissime opere di cui ancora oggi beneficiano tutti i Carlofortini e ogni famiglia di Carloforte lo ricorda con affetto e gratitudine.»
«Con profonda commozione apprendiamo della scomparsa di don Daniele Agus, storico parroco di Carloforte, guida spirituale amata e punto di riferimento per l’intera Comunitàha detto il presidente della Pro Loco di Carloforte Gianni Repetto -. Per decenni ha accompagnato i fedeli con dedizione, umiltà e grande umanità, lasciando un segno indelebile nei cuori di tutti. Le sue opere, il suo impegno e la sua presenza costante resteranno testimonianza viva di una vita spesa al servizio degli altri. Carloforte perde oggi non solo un valevole sacerdote, ma un padre, un amico, una guida sicura nei momenti di gioia e di difficoltà. Alla sua famiglia e a tutta la Comunità carlofortina, giungano le più sentite condoglianze, con la certezza che il suo esempio continuerà a vivere in ciascuno di noi.»
Radio San Pietro lo ha ricordato con la pubblicazione su Facebook di “Grazie Don Daniele” – 1931-2026, una lunga intervista nella quale don Daniele Agus ha ripercorso tutti i momenti più significativi della sua lunga vita pastorale.
Don Daniele Agus era nato a Sant’Antioco il 25 aprile 1931. Terminati gli studi al Ginnasio, ha ottenuto la licenza in Teologia alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna ed è stato ordinato sacerdote il 13 novembre 1953. Vice parroco a Carloforte dal 1954 al 1960, è stato parroco della chiesa di Serbariu dal 1963 al 1965, parroco della chiesa di Gesù Divino Operaio a Carbonia dal 1965 al 1967 e ha poi iniziato una lunghissima esperienza da parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte, terminata nel 1995. Per alcuni anni è stato assistente e guida dei pellegrini nei viaggi in Israele, Lourdes e Fatima, si è quindi trasferito in Terra Santa per diciotto mesi. Nel 2002 è tornato a Carloforte, assumendo l’incarico di amministratore parrocchiale della chiesa di San Pietro Apostolo. Negli ultimi tre anni ha vissuto a Sant’Antioco, cittadina di nascita, assistito amorevolmente dalle tre nipoti.
Don Daniele Agus era uomo di grande cultura, autore di diversi libri.
Giampaolo Cirronis

Saranno 97 i dipendenti di Poste Italiane insigniti dell’onorificenza “Stella al Merito del Lavoro” e tra questi figura Marco Pisano, responsabile del Centro di Distribuzione postale di Carbonia. È il diciassettesimo anno consecutivo che la Commissione nazionale istituita per l’occasione ha deciso di premiare con il titolo di Maestro del Lavoro i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, su tutto il territorio nazionale e in rappresentanza della maggior parte dei ruoli professionali.
La consegna, a cura della Prefettura di Cagliari per meriti “di perizia, laboriosità e buona condotta morale”, è prevista il 1° maggio.
«Da parte dell’azienda ho avuto tanti riconoscimenti commenta il dipendente di Poste Italianee ho avuto tante soddisfazioni, ma sicuramente non mi aspettavo un riconoscimento così importante. Sono molto emozionato e grato a tutte le persone che mi hanno dato fiducia e hanno creduto in me.»
Le “Stelle al Merito del Lavoro” sono concesse ogni anno alle lavoratrici e ai lavoratori di aziende pubbliche e private, con età minima di 50 anni e anzianità lavorativa continuativa di almeno 25. Il 50% è riservato a coloro che hanno iniziato la loro attività dai livelli contrattuali più bassi e si sono distinti per il loro contributo umano e professionale.

Martedì 28 aprile, la RSA di Villacidro ha celebrato con partecipazione ed entusiasmo Sa Die de Sa Sardigna, una delle ricorrenze più sentite dal popolo sardo. L’iniziativa ha trasformato la struttura in uno spazio di festa e memoria, animato da musica, canti e racconti con l’obiettivo di valorizzare la lingua e le tradizioni della Sardegna.
Istituita nel 1993, Sa Die de Sa Sardigna si celebra ogni anno il 28 aprile per ricordare la storica sommossa del 1794, nota come i Vespri sardi, quando la popolazione insorse contro il dominio sabaudo. Un evento cruciale che segnò una significativa presa di coscienza del popolo sardo.
La giornata si è svolta all’insegna di un’atmosfera festosa, resa ancora più coinvolgente dalle musiche tradizionali sarde. Tra i momenti più significativi della giornata, il laboratorio di racconti e memoria, durante il quale gli anziani hanno condiviso ricordi ed esperienze legate alla Sardegna di un tempo, contribuendo a mantenere vivo il patrimonio culturale e storico dell’isola.
Nel pomeriggio, spazio alla danza ed alla musica: balli e canti tradizionali hanno coinvolto gli ospiti e gli operatori in un’esperienza giocosa che ha rafforzato il senso di comunità all’interno della struttura.
L’iniziativa ha evidenziato l’importanza di momenti come questo per il benessere degli ospiti: non solo occasioni di svago, ma anche strumenti fondamentali per stimolare la memoria, favorire le relazioni e promuovere il benessere emotivo.

È uno dei festival più longevi e riconoscibili del panorama musicale in Sardegna: Narcao Bluestaglia questa estate il traguardo della sua trentaseiesima edizione e si prepara ad accendere ancora una volta il Sulcis con un cartellone che intreccia radici e visioni contemporanee, grandi nomi della scena internazionale e nuove energie, fedeltà al blues e aperture verso le sue molteplici declinazioni. Un percorso che prenderà il via il 10 luglio con un’anteprima in programma a Capoterra, e proseguirà poi, dal 22 al 25 luglio, nella cornice abituale di Piazza Europa, a Narcao, cuore pulsante del festival.

A orientare l’edizione 2026 è una visione precisa, che trova sintesi nelle parole di Francesco Musa, presidente dell’associazione Progetto Evoluzione, organizzatrice del festival sin dalla nascita nel 1989: «La trentaseiesima edizione del Narcao Blues Festival nasce da una convinzione: in un momento in cui tutto sembra spingere verso la divisione, la musica fa il contrario. E lo fa meglio quando le persone scelgono di costruire qualcosa insieme invece di difendere ciò che hanno già».
Una linea che si riflette direttamente nella costruzione del programma, come sottolinea lo stesso Musa: «Non una lineup di nomi affiancati, ma progetti nati dalla scelta di musicisti che hanno già raggiunto tutto e che hanno deciso di andare oltre per costruire qualcosa di più grande e per lanciare un messaggio: solidarietà e condivisione». Un approccio che attraversa l’intero cartellone, dai grandi collettivi internazionali alle nuove voci del blues contemporaneo, fino all’attenzione verso i giovani talenti.
Ad aprire il cammino di Narcao Blues 2026, il 10 luglio al Parco Urbano di Capoterra, sarà alle 21.30 il Bad Blues Quartet, formazione di spicco nel panorama sardo della “musica del diavolo”, che precederà il concerto – alle 22.30 – del Devon Allman’s Blues Summit: un appuntamento di forte richiamo che porterà sul palco una vera e propria costellazione di personalità della musica blues e southern rock. Figlio del leggendario Gregg Allman, Devon Allman è cresciuto circondato dalla ricca eredità musicale dell’Allman Brothers Band, un gruppo che ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare il suono del rock e del blues del Sud, rilanciandolo in una prospettiva attuale e personale. Intorno a lui si raccoglie una lineup di assoluto rilievo: Jimmy Hall, voce storica dei Wet Willie e armonicista dalla carica travolgente; Bernard Allison, chitarrista e cantante di grande intensità, erede di una delle dinastie più autorevoli del blues; Claudette King, vocalist potente e carismatica, figlia del re del blues B.B. King. Con loro Jackson Stokes (chitarra e voce), Nathan Graham (basso e cori), Mark Harris (tastiere e cori), David Gomez (percussioni, sassofono e cori) e John Lum (batteria) per un organico ampio e trascinante che promette di trasformare l’anteprima in una vera celebrazione del blues-rock americano.Dopo il primo assaggio di luglio, il festival entrerà nel vivo mercoledì 22, a Narcao. La serata inaugurale in Piazza Europa si aprirà alle 21.30 con Nikki Hill, artista incendiaria e magnetica, da tempo considerata una delle figure più dirompenti del rock’n’roll contemporaneo. La sua voce, nutrita di gospel, soul, rhythm and blues e attitudine punk, ha fatto parlare di lei come di una presenza capace di evocare insieme la furia di Tina Turner e la scarica elettrica degli AC/DC, ma il suo tratto più autentico resta quello di una personalità autonoma, intensa, libera da formule, capace di far convivere sensualità, energia e scrittura diretta. Da Durham, North Carolina, passando per St. Louis, New Orleans e Memphis, Nikki Hill ha costruito una traiettoria originale, nutrita da una vita on the road e da concerti che l’hanno portata nei festival più importanti del mondo.

Alle 23.00 sarà la volta di Desoto Tiger’s Testimony, supergruppo roots-blues che riunisce tre musicisti di primissimo piano della scena statunitense: Damon Fowler, Jason Ricci e Jonathon “Boogie” Long. Chitarrista tra i più apprezzati del roots blues contemporaneo, Damon Fowler ha saputo conquistare il rispetto dei suoi pari grazie a una cifra strumentale che affonda nelle radici del Sud americano e a un percorso che lo ha visto vicino anche a figure storiche dell’universo Allman e Betts. Armonicista celebratissimo, vincitore di numerosi Blues Music Awards, Jason Ricci è una delle voci più influenti al mondo del suo strumento, un artista dalla tecnica abbagliante e dalla forte presenza scenica. Inserito nella Louisiana Music Hall of Fame, Jonathon Boogie Long unisce chitarra, scrittura e voce in una formula esplosiva che ne ha fatto uno dei performer più amati nei festival internazionali. Insieme, i tre danno vita a una formazione che promette un concerto ad alto tasso di elettricità, groove e spirito originario.

La seconda serata, giovedì 23 luglio, prenderà il via alle 21.30 con Taj Farrant, giovanissimo chitarrista e cantautore australiano che ha saputo conquistare rapidamente una visibilità internazionale grazie a una rara combinazione di tecnica, carisma e presenza scenica. Classe 2010, Taj Farrant si è imposto all’attenzione del pubblico anche per le sue apparizioni in festival importanti e per le collaborazioni con artisti come Carlos Santana e Buddy Guy. Il suo album d’esordio, “Chapter One”, ha segnato un passaggio decisivo, confermando una scrittura capace di fondere rock, blues e pop, e posizionandolo come una delle nuove promesse più interessanti del circuito internazionale.

Alle 23.00 il testimone passerà a Janiva Magness, tra le voci più autorevoli e toccanti del blues contemporaneo: sette volte vincitrice dei Blues Music Awards e insignita nel 2009 del titolo di B.B. King Entertainer of the Year, massimo riconoscimento della Blues Foundation, la cantante e cantautrice statunitense ha fatto della verità emotiva la materia stessa della sua musica. Il suo album “Hard to Kill” rappresenta un’opera profondamente autobiografica, un lavoro in cui blues, soul e funk diventano il terreno su cui si depositano esperienza, dolore, resistenza e rinascita. La forza della sua scrittura si lega a una vicenda personale attraversata da ferite e riscatti, e proprio per questo restituita con un’intensità che evita ogni retorica. La sua presenza a Narcao si annuncia come uno dei momenti più intensi dell’intera edizione.

Venerdì 24 luglio la serata si aprirà alle 21.30 con Blues Against The Machine, formazione internazionale composta da musicisti provenienti da quattro paesi europei, capaci di unire soul blues, funk e rock’n’roll in una proposta compatta e coinvolgente. I membri della band vantano numerosi riconoscimenti, tra cui vittorie all’European Blues Challenge, ai Blues Top Awards e ai National Blues Awards, e sono regolarmente headliner nei principali festival blues del continente. Sul palco di Narcao si presenteranno con Budda Guedes alla voce e chitarra, Danny Del Toro all’armonica e cori, Bart Szopinski alle tastiere e cori, Vasco Moura al basso e cori e Nik Taccori alla batteria e cori, dando vita a un progetto che unisce esperienze, linguaggi e identità diverse in un unico, solido impianto sonoro.

Alle 23.00 toccherà a D.K. Harrell, uno dei nomi più promettenti della nuova generazione blues americana. Nato in Louisiana nel 1998, chitarrista, cantante e autore, Harrell si è rapidamente imposto come uno dei protagonisti del blues revival contemporaneo grazie a uno stile personale che tiene insieme la lezione dei grandi maestri e un’energia capace di parlare al presente. Il suo album “Talkin’ Heavy”, uscito per Alligator Records, ha consolidato una reputazione già fortissima dal vivo: chitarra tagliente, voce intrisa di soul, scrittura originale, visione nitida di un blues che non si limita a custodire il passato ma lo rilancia verso nuove generazioni di ascoltatori. A soli ventisette anni, D.K. Harrell è già considerato una delle figure più solide e sorprendenti del panorama internazionale.

La serata conclusiva di sabato 25 luglio si annuncia particolarmente articolata e significativa, con tre diversi set in scaletta. Ad aprire alle 21.30 sarà Gabriele Chiesa, giovanissimo musicista nato a Cagliari nel 2012, ma già capace di distinguersi per personalità, padronanza tecnica e sicurezza scenica. Chitarrista legato al blues e al fingerstyle, ha mostrato una maturità sorprendente per la sua età, costruendo un percorso che unisce studio, esibizioni dal vivo, esperienze teatrali e un repertorio capace di spaziare dai classici del blues a riletture di cantautori italiani e internazionali. Tra le tappe più significative del suo recente percorso figurano la finale europea del Tour Music Fest nella categoria chitarristi junior, il riconoscimento di “artista di alta qualità” attribuito dalla commissione del contest e diverse partecipazioni a eventi e concerti di rilievo, compresa l’esecuzione del brano di chiusura del concerto di Vinicio Capossela l’estate scorsa a Lanusei. La sua presenza a Narcao assume così anche il valore di un segnale: quello di un festival che continua a guardare al futuro e alla crescita di nuovi talenti.

Il secondo set, alle 22.00, vedrà in scena Cyborg Zero, progetto nato nel 2018 dall’incontro tra l’omonimo chitarrista e il batterista Mr. G e sviluppatosi lungo una traiettoria essenziale, ruvida e radicale, tra rock, blues e punk. Dopo l’esperienza decennale nei The Cyborgs, il nuovo percorso ha spinto Cyborg Zero verso una forma ancora più ridotta all’osso: chitarra, voce e batteria, nessuna sovrastruttura, un impianto sonoro diretto e identitario, accompagnato da un immaginario visivo fortemente riconoscibile: Cyborg Zero si esibisce con una maschera da saldatore, mentre Mr. G appare come un cyborg di vecchia generazione ricondizionato. Nel 2026 il progetto inaugura una nuova fase con l’approdo alla Go Down Records e la pubblicazione di una nuova edizione del loro album di debutto, “0”, arricchita da brani inediti che ampliano ulteriormente il suo universo narrativo.

Alle 23.00 gran finale con i Blood Brothers, supergruppo formato da Mike Zito e Albert Castiglia, due protagonisti assoluti del blues rock contemporaneo. Insieme sommano decenni di carriera, nove Blues Music Awards per Zito, cinque per Castiglia e un percorso artistico che li ha consacrati come due delle personalità più autorevoli del genere. Il progetto Blood Brothers nasce come sintesi naturale di questa fratellanza musicale e umana, e si è imposto con forza già dal debutto discografico prodotto da Joe Bonamassa e Josh Smith, premiato nel 2024 con il Blues Music Award per il miglior album blues rock dell’anno. La loro musica, potente, viscerale e ad altissimo tasso emotivo, promette di consegnare al festival un finale di grande energia.

Come da tradizione, dopo gli spettacoli del main stage ogni serata proseguirà con il dopofestival, ulteriore spazio di incontro, musica e condivisione che da sempre rappresenta una delle anime più riconoscibili di Narcao Blues.

Intanto, su clappit.com e sul sito ufficiale www.narcaoblues.it/tickets è già partita la prevendita dei biglietti: per l’anteprima del 10 luglio al Parco Urbano di Capoterra il prezzo è di 25 euro; costa invece 17 euro il biglietto per ogni singola serata del festival a Narcao, 40 euro l’abbonamento per tutt’e quattro (a tutti i prezzi andranno sommati i diritti di prevendita).

La trentaseiesima edizione di Narcao Blues è realizzata con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Narcao.

Anteprima:

10 luglio • Capoterra (CA) • Parco Urbano
21:30 • BAD BLUES QUARTET
22:30 • DEVON ALLMAN’S BLUES SUMMIT

*

Dal 22 al 25 luglio • Narcao (SU) • Piazza Europa

Mercoledì 22 luglio
21:30 • NIKKI HILL
23:00 • DESOTO TIGER’S TESTIMONY
Dopofestival: TBA

Giovedì 23 luglio
21:30 • TAJ FARRANT
23:00 • JANIVA MAGNESS
Dopofestival: TBA

Venerdì 24 luglio
21:30 • BLUES AGAINST THE MACHINE
23:00 • D.K. HARRELL
Dopofestival: TBA

Sabato 25 luglio
21:30 • GABRIELE CHIESA
22:00 • CYBORG ZERO
23:00 • BLOOD BROTHERS
Dopofestival: TBA

DOPOFESTIVAL
Ogni sera dopo gli spettacoli del main stage

INFO E BIGLIETTI
Anteprima
Prezzi: Biglietto 25€ + d.p.
Biglietti già in vendita su clappit.com e www.narcaoblues.it/tickets

Festival
Prezzi: Abbonamento 4 serate €40 + d.p. // Biglietto 17€ + d.p.
Biglietti in vendita dal 29 Aprile su clappit.com e www.narcaoblues.it/tickets

 

ìI vigili del fuoco del distaccamento di Carbonia sono intervenuti la notte scorsa per spegnere l’incendio di un’auto in sosta nella via Manno, a Sant’Antioco.

All’arrivo sul posto hanno delimitato l’area, spento le fiamme che avevano coinvolto l’intero veicolo e provveduto alla messa in sicurezza dell’area.
Sono stati rilevati lievi danni alla facciata di un’abitazione. Non si registrano persone coinvolte.
Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato la propagazione delle fiamme alle strutture vicine.
Sono stati avviati gli accertamenti per stabilire le probabili cause dell’incendio.