27 July, 2026

Il 5 novembre 2022, a Carbonia, è stato presentato il film del regista Marco Antonio Pani dal titolo: “Ignazio, Storia di lotta, d’amore e di lavoro”, realizzato per iniziativa dell’associazione “Amici della Miniera” e dai Centri di Servizi Culturali della Sardegna della Società Umanitaria, con il contributo della Fondazione di Sardegna e in collaborazione con la Fondazione Berlinguer, la Sezione di Storia locale del comune di Carbonia, Sarditalianieuropei e altre importanti collaborazioni, ha inoltre goduto del patrocinio del comune di Carbonia che ne ha ospitato la prima proiezione al pubblico.

Il film è frutto di un lavoro di ricostruzione meticolosa di una personalità poliedrica, quella di Ignazio Delogu, nel suo rapporto con la Sardegna e con il mondo; un lavoro complesso che attraversa intensamente la seconda metà del Novecento e ne incrocia significativamente molti dei suoi più illustri protagonisti.

Il merito principale del lavoro di Marco Antonio Pani consiste nell’averci restituito nella sua interezza, la fisionomia di Ignazio intellettuale, attraverso i suoi percorsi di accademico, storico, linguista, giornalista, traduttore per citare alcune delle discipline nelle quali si è cimentato, nei suoi affetti di padre, marito, compagno e nelle sue molteplici amicizie coltivate nei diversi continenti.

Per approfondimenti sulle sue notizie biografiche, segnalo curate dallo stesso autore il link che segue: https ://docplayer.it/2617884-Ignazio-delogu-1-notizie-biografiche.html; sento però il dovere, seppure sommariamente, di sottolinearne brevemente alcuni tratti: laureato in Storia ha iniziato la sua carriera universitaria a Roma, poi a Cagliari e Roma come assistente alla cattedra di Lingua e letteratura ispano americana, a partire dal 1980 alla Facoltà di Lettere Università di Bari è stato professore incaricato di Lingua e letteratura spagnola. Dal 1993 a Sassari è stato titolare della cattedra di Lingua e letteratura spagnola della Facoltà di Lettere e, dalla sua nascita della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, incaricato della cattedra di Lingua e Letteratura Catalane e di Filologia romanza.

E’ stato un Funzionario del Partito Comunista Italiano e collaboratore del quotidiano l’Unità per il quale ha svolto l’attività di corrispondente dalla Grecia, dalla Spagna nel periodo buio della dittatura Franchista e dai paesi latino americani. Questa esperienza gli ha consentito di entrare in relazione e in molti casi di coltivare solide amicizie con molti dei protagonisti della scena mondiale del secondo novecento.

Inizia contemporaneamente l’attività di traduttore per conto della casa editrice Editori Riuniti e ne diventerà di fatto il principale interprete dei testi in lingua spagnola, a lui dobbiamo la conoscenza dei primi testi di Fidel Castro ed Ernesto Guevara sulla rivoluzione cubana, dell’importante produzione poetica e letteraria ispano latino americana, ad iniziare dall’opera di Federico Garcia Lorca, di Rafael Alberti, Josè Marti, Pablo Neruda, Gabriel Garcia Marquez, per citare alcuni dei più noti.

Con alcuni stabilirà un rapporto di amicizia duraturo, quello con Rafael Alberti fu un vero e proprio sodalizio e attraverso lui riuscì a condividere l’amicizia di un altro grande, Pablo Picasso, notevole fu anche il rapporto con Gabriel Garcia Marquez e Pablo Neruda. Di quest’ultimo pubblicò, tra le altre, postuma, l’ultima raccolta di poesie a cui diede il titolo: Elegia dell’assenza, compito assegnatogli da Enrico Berlinguer (circostanza che racconta dettagliatamente nel suo libro su Pablo Neruda e l’Italia).

Nel film, scorrono immagini che testimoniano di un impegno politico che lo vide impegnato a fianco dei po poli in lotta contro le dittature, prima in un ruolo apparentemente defilato che assume evidenza pubblica quando viene incaricato, a seguito del golpe fascista di Pinochet del 1973, come segretario responsabile della direzione dell’Associazione Italia Cile e, infine, in un divertente siparietto nelle immagini televisive che lo ritraggono a fianco di Enrico Berlinguer alla Conferenza di Madrid sull’Eurocomunismo nel 1977, in qualità di traduttore.

Nel film sono presenti le toccanti testimonianze degli esuli cileni in Italia, quella di Horacio Duran degli Inti Illimani e di diverse personalità del mondo della cultura e della politica, si sottolinea il rapporto di stima e di amicizia con il Presidente cileno Salvador Allende assassinato dai golpisti nell’assalto alla Moneda l’11 settembre del 1973.

Proprio al rapporto con Salvador Allende e la vicenda cilena, dedicherà una delle sue ultime fatiche letterarie: “Parallelo Sud – Patagonia tragica, terra del fuoco e altri orizzonti”.

Calato il sipario sulla dittatura fascista, la Repubblica Cilena gli assegnò l’importante riconoscimento dell’Ordine di O’Higgins (un corrispettivo della Legione d’onore della repubblica francese) e al centenario della nascita di Pablo Neruda fu uno dei sette italiani insieme a Giorgio Napolitano e altri cinque ad essere destinatario di una medaglia d’oro commemorativa, coniata in onore del grande poeta cileno.

Nel lavoro di Pani un capitolo è dedicato al suo rapporto con la Sardegna e le città sarde, Alghero dove nacque il 5 novembre del 1928, Usini e Sassari nelle quali trascorse l’infanzia e l’adolescenza e, infine, Carbonia una città che amava e alla quale ha dedicato molte delle sue energie di studioso e di cronista.

Ho conosciuto Ignazio Delogu nel 1978 ma il mio rapporto di personale amicizia con lui, inizia nel 1980, quando ritorna a Carbonia per un’inchiesta giornalistica realizzata per conto del quotidiano romano Paese Sera e dura ininterrottamente sino ai giorni della sua scomparsa, avvenuta a Bitonto (Bari) il 28 luglio del 2011.

Ignazio Delogu, a mio giudizio, è stato tra tutti gli intellettuali sardi, quello che ha dedicato a Carbonia e alle sue vicende, un’attenzione duratura e qualitativamente più significativa.

Il suo rapporto con la nostra città inizia da bambino, suo zio materno Nino Ghinozzi (un ufficiale dell’Aeronautica) lo porta con sé all’età di dieci anni, alla giornata di fondazione di Carbonia, avvenuta alla presenza di Benito Mussolini il 18 dicembre del 1938.

Rimane colpito, Carbonia appare anche agli occhi di un bambino come la città moderna per eccellenza nel panorama urbano sardo di allora, gli dedicherà nel tempo una lunga e curiosa attenzione.

Il suo primo contatto come giornalista risale ai primi anni ’60, già dai titoli che probabilmente non sono solo redazionali, si intravvede il segno delle sue frequentazioni romane, di Carlo Levi in particolare, la cifra stilistica dei suoi articoli è in piena sintonia con la stagione del neo realismo, l’inchiesta dal titolo “Un ritratto di Carbonia”, composta da quattro articoli è realizzata per conto della Nuova Sardegna ed i suoi titoli sono significativi:

Chiusi per anni i minatori ai “medaus” e le ragazze si rifiutavano di fraternizzare;

Dietro la facciata di un mercato fiorente il tentativo di mascherare una realtà squallida;

Nei ricordi, nei racconti amari e concitati la storia di una città che forse muore;

Prostitute, biscazzieri e osti improvvisati vivevano attorno all’esercito dei primi minatori.

Nel 1961 viene pubblicato sul Contemporaneo, un allegato alla rivista politico culturale del PCI Rinascita, un saggio da titolo: Ritratto di Carbonia, è un testo che pur prendendo spunto dall’inchiesta dell’anno precedente, è più meditato, è questo il primo momento in cui inizia a valutare seriamente l’idea di scrivere un libro sulla storia della città.

Realizza altre due inchieste, nel 1980 per conto di Paese Sera, quattro articoli e nel 1984 per conto della Nuova Sardegna, ma in queste circostanze l’attenzione si concentra sulla prospettiva economica, la riapertura delle miniere di carbone, di quelle del settore metallifero e sulle vicende del polo industriale di Portovesme che è, a quella data, il principale polo italiano di trasformazione dei metalli non ferrosi.

Sono questi, gli anni in cui decide finalmente, di dare corso all’idea di scrivere un libro sulla città, un lavoro meticoloso di ricerca presso l’Archivio di Stato a Roma e con frequenti visite a Carbonia per acquisire documenti dall’archivio del Comune.

Questa fatica, troverà successo con la decisione dell’Amministrazione guidata da Ugo Piano, di sostenerne la pubblicazione in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario della Città di Carbonia, viene dato finalmente alle stampe il suo libro: Carbonia – Utopia e Progetto, Valerio Levi Editore.

Si tratta del primo testo nel quale viene rappresentata compiutamente la pur breve storia della città e, soprattutto, in cui vengono svelati contesto e ragioni, per molti di noi ancora inedite, in cui matura questa scelta.

Non si limitò a questo, per i preparativi del 50° della città si rivolse all’amministrazione cittadina con molte sollecitazioni che riguardavano prevalentemente la sfera artistica e culturale.

Nel 1987 venne a Carbonia in compagnia di Costantino Nivola (che poi scomparve prematuramente l’anno successivo nel mese di maggio) proponendolo per un intervento sulla piazza, cito a questo proposito testualmente da una lettera inviata al Sindaco Ugo Piano: «Ti raccomando, in particolare, la collaborazione con Costantino Nivola. E’ un grande personaggio e una grande personalità di sardo, alieno da ogni retorica, ma straordinariamente sensibile e attento. La sua idea di un “muro gravido”, dai molti significati, in una piazza riportata in pristino e da lui magari, anche modificata, mi sembra quella giusta».

In un’altra missiva indirizzata a Pietro Cocco che presiedeva il Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della nascita di Carbonia gli sollecitava un contatto con l’ingegner Valerio Tonini per la riedizione del suo romanzo sulla nascita della città “Terra del carbone”, mi pare importante renderne pubblico il giudizio in un passaggio della lettera: «Attorno al libro e alla sua presentazione sarà opportuno realizzare un convegno, chiamando alcuni critici e studiosi della letteratura realista e neorealista, della quale l’opera di Tonini è una vera e propria anticipazione».

Fu lui a mettermi in contatto con il Tonini nel 1991 per avere l’autorizzazione per la ristampa anastatica del romanzo e poiché questi, nella primavera del 1992 venne a mancare, fu lo stesso Ignazio a mettere a disposizione del Comune la sua copia, la copia n° 90.

Nel 1998, insieme a Natasha Pulitzer, contribuì alla realizzazione, in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Città, di un convegno dal titolo: “Dalla città di fondazione alla rifondazione sostenibile della città, con un sottotitolo dall’Autarchia alla sostenibilità. Furono invitati Giorgio Muratore storico dell’Architettura, Rossana Bossaglia storico dell’Arte, Francesca Segni Pulvirenti soprintendente regionale, Pasquale Mistretta Rettore Magnifico dell’Ateneo cagliaritano e la marchesa Etta Carignani Melzi, figlia di Guido Segre, presidente dell’ACAI, un convegno al quale partecipò il compianto Antonio Pennacchi inviato della rivista Limes diretta da Lucio Caracciolo.

Sempre per i 60 anni di Carbonia, Ignazio fu ospite del circolo dei sardi di Brescia.

Faccio questi accenni, per sottolineare una passione e un attaccamento a Carbonia che è durato ininterrottamente sino alla sua scomparsa nel 2011.

Aveva in animo di scrivere un libro nel quale raccogliere le sue inchieste giornalistiche del 1960, 1980, 1984 e il saggio del 1961 e mi aveva comunicato la scelta del titolo a cui aveva pensato: “Carbonia nel Cuore”.

Il faticoso lavoro di raccolta dei documenti, i suoi articoli, la sua poderosa produzione letteraria e poetica, che hanno ispirato la realizzazione del film, saranno custoditi in un fondo a lui dedicato, presso la sezione di Storia locale del comune di Carbonia e analogamente, come è stato annunciato, le numerose interviste effettuate per la realizzazione del film, saranno custodite presso il Centro di Servizi Culturali – Fabbrica del Cinema della Società Umanitaria.

Si tratta di materiali importanti che saranno messi a disposizione di chi vorrà, secondo la propria sensibilità e interesse, studiarne ed approfondirne l’opera intellettuale.

Il film, nel mettere in risalto i molteplici interessi con i quali si è cimentato, dedica alla figura di Ignazio Delogu poeta, uno sguardo privilegiato, infatti si conclude proprio con una sua poesia dal titolo: A bortas mind’istracco, che in italiano significa A volte so-no stanco e che vi propongo nella sua trascrizione in italiano.

A volte sono stanco.

A volte sono stanco d’esser sardo, mi si seccano, gli occhi e le labbra mi si gonfiano e il cuore incomincia a saltare come puledro nel campo.

Allora penso a luoghi lontani, forestieri, città dove sono allegre le strade, notte e giorno c’è movimento e sempre ci sono cinema, teatri e gente che saluta e parla come da noi non succede mai.

Gente civile di buoni sentimenti. Me ne vado – dico – me ne vado in luogo lontano forestiero domani me ne vado e non ritorno più saluto zio Barore e Damiano e Tottoi e Michele e Billia e me ne vado senza neanche voltarmi. Mi sembra di sentirli seduti in piazza sui cantoni:

Stai partendo? In buon’ora… se resisti… Altri che te ne abbiam visto partire… Nel caso ritorna… magari di nascosto…

Noi sempre qui ci ritrovi… Me ne vado domani o forse dopodomani.

Stasera mi siedo sulla soglia con uno sguardo saluto i vicini senza una parola e all’alba vado via senza voltarmi.

Spero che sia buon tempo e che per la strada non trovi nessuno perché se vedo gente lo so, mi fermo a chiacchierare e non trovo più il coraggio di partire.

O dico che son già tornato a prendere qualcosa che avevo dimenticato… Ignazio Delogu

Questo testo, credo riassuma fedelmente il nostro proposito di ricordarlo con questo bellissimo docufilm: non lo lasciamo andare via, Ignazio resta con noi!

Antonangelo Casula

Al via il tour di presentazioni del romanzo “Se la Grande Madre vuole. Arresolùtu” di Marco Piras-Keller, pubblicato dalla casa editrice Condaghes nella collana Narrativa tascabile, I supertascabili.

Tra lunedì 12 a sabato 17 dicembre sono in programma 5 appuntamenti nel Sulcis Iglesiente e a Cagliari.

Si parte da Portoscuso lunedì 12 dicembre, alle ore 16.30, presso la Sala Alcoa della Biblioteca Comunale, in via Errico Fermi. L’evento è organizzato in collaborazione con la LUTEC Libera Università della Terza Età di Portoscuso, con la partecipazione dell’Associazione Argonautilus. Introduce la scrittrice Eleonora Carta, presenta e dialoga con l’autore, Marco Piras-Keller, la dottoressa Antonella Serra.

La seconda tappa prevede la presentazione del romanzo a Cagliari il 14 dicembre, alle ore 17.00, presso la MEM – Mediateca del Mediterraneo, in occasione della rassegna letteraria ‘Cagliari che legge / Casteddu chi ligit’ promossa dall’assessorato alla Cultura del comune di Cagliari. L’evento prevede la straordinaria partecipazione di Cristina Maccioni, che si occuperà delle letture, e di Salvatore Cubeddu.

Giovedì 15 dicembre, alle ore 18.00, appuntamento a Narcao presso la Biblioteca Comunale in Vico I Marconi, in collaborazione con il Comune di Narcao – Assessorato alla Cultura. Presenta e dialoga con l’autore la responsabile della biblioteca Roberta Podda.

Venerdì 16 dicembre, alle ore 16.00, Piras Keller sarà ospite dell’’Associazione Culturale Archifonia a Santadi presso Sa Domu e Paxi in Via Umberto I, 22. Presenta il professor Angelo Cani.

Il tour si chiude con la prestigiosa tappa di Carbonia sabato 17 dicembre organizzata dalla LUTEC Libera Università della Terza Età Carbonia. L’appuntamento è fissato per le ore 16.30 presso il Circolo soci Euralcoop in Piazza Marmilla. Presenta la dottoressa Antonella Serra.

Gli eventi sono stati organizzati grazie al sostegno della fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia.

Il libro
Un romanzo per «ritrovare le immagini resistenti dentro alla confusione dei tempi».

Cinque generazioni, in un villaggio agricolo pastorale e minerario di 300 anime nel Sudovest della Sardegna, nel paese di Arrìu de Sulcis, scorrono veloci tra inizio e fine ‘900. Il protagonista sembra essere Tanièi, un bambino risoluto, nella sua coerente concezione di giustizia, a vendicare ogni torto subito, costi quel che costi, a difesa della sua individualità, in lotta con il mondo. Ma come protagonista, per quanto la sua figura giganteggi e lasci delle sue gesta un forte ricordo quasi epico, muore troppo presto, a giudizio dei compaesani. Sarà poi Erminia a provare a farsi protagonista, imbattendosi nella scoperta di quel suo padre bambino a lei sconosciuto e dello speciale e insolito amore tra Tanièi e Rosètta, un “Romeo e Giulietta” da villaggio. Anche Erminia poco può come protagonista. Più che muovere lei gli eventi, saranno gli eventi a rovinarle addosso: i suoi problemi coniugali e un passato inimmaginabile della sua famiglia che la colpisce come un fulmine.
Il racconto rasenta una sorta di epicità modulata nei commenti dei compaesani, nel continuo riferimento a una realtà di primordiali presenze affioranti, nelle modalità narrative letterarie, e in un contrappunto quasi orale, nel confronto tra l’ambiente antico dell’inizio e quello moderno della fine del secolo XX.

Marco Piras-Keller, cittadino italiano e svizzero, sardo di Arrìu e di Nuracàu, vissuto a Carbonia fino ai 18 anni, si è laureato a Bologna. Ha condotto ricerche linguistiche pluriennali sul campo, sul sardo. Dal 1999 vive a Lucerna, nella Svizzera alemanna dove per circa 20 anni ha lavorato a un inventario architettonico urbanistico federale (ISOS), occupandosi del Canton Ticino e dei Grigioni di lingua italiana. Ha fatto traduzioni dal tedesco, compresa la sottotitolatura di alcuni film del regista svizzero Urs Odermatt. Nel 2014 ha pubblicato per Edition8 di Zurigo Pfauenfeder, rosa Hemden und Flunkereien, traduzione in tedesco di un testo italiano non pubblicato: un resoconto surreale sul mondo dei navigator e del sistema di riqualificazione e
reinserimento nel lavoro dei disoccupati (o cercatori di lavoro) in Svizzera. Socio dell’UNITRE e della Dante Alighieri di Lucerna, ha tenuto incontri su La passeggiata di Robert Walser e su testi della letteratura italiana. Ha ricevuto una borsa letteraria della Pro Helvetia per il progetto di scrittura di Se la Grande Madre vuole. Arresolùtu.

Si è concluso circa un’ora fa l’intervento per il recupero di due cercatori di funghi da parte dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna.
S.G.e S.F., 67 e 68 anni, erano impegnati nella ricerca di funghi quando hanno perso l’orientamento. La Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico è stata allertata dal carabinieri di Carbonia intorno alle 14.20 ed immediatamente si è recato sul posto il turno in guardia attiva, pronto ad intervenire celermente in caso di necessità, composto da cinque tecnici provenienti dalla Stazione di Cagliari e supportati da un altro tecnico proveniente dalla stazione di Iglesias. I due sono stati rintracciati in località Su Campu e Su Casteddu e, dopo averne verificato le condizioni di salute, i tecnici li hanno riaccompagnati alle auto. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Stazione di Narcao ed i volontari della Protezione Civile di Santadi.

Si aprirà a Carbonia, domenica 11 dicembre 2022, l’ultimo appuntamento annuale con “OPEN YOUR MINE – Miniere aperte”, l’iniziativa del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ideata per promuovere l’identità dei territori del Parco Geominerario, migliorarne la percezione, evidenziarne le potenzialità in chiave innovativa e sostenibile, in collaborazione con istituzioni, enti, associazioni, operatori e gestori dei siti interessati.

La manifestazione sarà articolata su due giornate, 11 e 18 dicembre, con un ricco programma di attività culturali, scientifiche, divulgative e ricreative ad ingresso gratuito, alcune a numero limitato di partecipanti, per le quali si rende necessaria la prenotazione da parte degli interessati.

La Grande Miniera di Serbariu, ex sito minerario di importanza nazionale per l’estrazione del carbone, attivo dal 1937 al 1964 e successivamente rivalorizzato con la presenza di strutture museali, amministrative, culturali e di ricerca, inserite in un caratteristico e suggestivo scenario di archeologia industriale, ospiterà l’evento.

Il programma di domenica 11 dicembre prevede l’apertura del Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC), dalle ore 9.30 fino alle 18, con visite agli spazi espositivi del Museo del Carbone e visite guidate in sottosuolo.
Sempre nella stessa giornata sono previste visite al Museo dei Paleo Ambienti Sulcitani “PAS Martel”, aperto dalle 9.30 alle 12.30, dove sono esposti campioni e riproduzioni di carattere geologico e paleontologico di gran interesse.
In aggiunta il Centro di ricerca Sotacarbo Spa, aprirà alle visite guidate a laboratori e impianti, con laboratori ludico – scientifici sull’energia, dalle 10.00 alle 13.00.
Porte aperte anche a La Fabbrica del Cinema (Ex – Dì Memorie in Movimento), con visite guidate all’ufficio del direttore della miniera, mostra macchine e manifesti del cinema, realtà virtuale con ricostruzione dell’edificio della direzione di miniera, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

Lo “SBIS” (Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis – Sezione Storia Locale) prevede visite alla mostra fotografica e documentaria dal titolo: “Carbonia 40 anni dopo, la metamorfosi di una città”, a cura di Sandro Mantega e della Sezione di Storia Locale, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Per gli amanti delle attività all’aperto, domenica 11 dicembre si prevedono diversi appuntamenti.

Alle 8.30, ci sarà l’incontro per il trekking dalla Cava di Barbusi al borgo di Sirri e alla chiesetta campestre di Santa Lucia, con l’accompagnamento di guide ambientali escursionistiche, paleontologi ed esperti del territorio. Sarà un percorso a bastone con rientro in navetta, grado di difficoltà E, lunghezza 6,5 km, dislivello positivo di 300 m e negativo di 150 m, durata 4 ore.

Alle 9.00, dalla Grande Miniera di Serbariu inizierà invece l’escursione in mountain bike/bike, con soste in diversi punti di interesse naturalistico, culturale e minerario, arrivo a Sirri e rientro al punto di partenza. Percorso ad anello, lunghezza 20 km, dislivello di 350 m, difficoltà 3/5 (medio).

A Carbonia, con partenza alle 15.00, visita guidata alla città di fondazione dal tema: “Le origini della città del Carbone”, che terminerà al tramonto sul tetto della Torre Littoria, aperta eccezionalmente per l’occasione.

Ai partecipanti di queste tre ultime attività, alle 13.00 verrà offerta una degustazione di prodotti locali nel borgo di Sirri e potranno fruire delle visite guidate presso la Grande Miniera di Serbariu senza prenotazioni.

La settimana successiva, domenica 18 dicembre, in concomitanza con l’anniversario della fondazione della città di Carbonia, si terrà la chiusura di “OYM”. Dalle 19.00, in piazza Roma, si svolgerà la premiazione del concorso fotografico “Geominerario 2023” del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e verrà proiettato il documentario “La Grande Miniera di Serbariu, una delle più importanti risorse energetiche d’Italia del ‘900”, realizzato dal Parco Geominerario. A seguire, il concerto del noto gruppo musicale sardo dei Tazenda.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, consultare il sito istituzionale www.parcogeominerario.sardegna.it e i social network Facebook e Instagram dell’ente.

Sabato 10 e domenica 11 dicembre al Parco Archeologico di Cannas di Sotto, a Carbonia, si terrà il Mercatino di artigianato artistico “Artigiani in erba”, organizzato dal Consorzio Sistema Culturale Sardegna, gestore del Si.Mu.C.
Questa prima edizione dell’iniziativa vedrà coinvolti gli artigiani e gli artisti locali che esporranno e venderanno i loro prodotti artigianali interamente realizzati a mano, tutti pezzi unici frutto della loro maestria e creatività.
Il tutto verrà animato ed accompagnato da performance teatrali e letture eseguite dai volontari dell’Associazione Albeschida di Carbonia e da laboratori aperti a tutti. 
Durante la manifestazione sarà anche possibile gustare l’ottimo cibo preparato dagli amici di “Chiosco da Melo”.

Martedì 13 dicembre, alle ore 16.30, presso la sala consiliare del comune di Carbonia, in piazza Roma, si terrà una conferenza stampa per la presentazione dell’evento “Il Miracolo di Natale”.
Nell’ambito delle attività progettuali, in prossimità delle feste natalizie, è prevista la raccolta di generi alimentari a lunga conservazione e di prodotti per la cura della persona e della casa che verranno depositati  presso la palestra della scuola primaria in via Roma nella settimana da lunedì 12 a venerdì 16 dicembre.
L’iniziativa è organizzata anche a Carbonia, grazie alla collaborazione attiva e sinergica tra l’assessorato della Pubblica Istruzione, l’assessorato delle Politiche sociali del comune di Carbonia, Caritas parrocchiali di Carbonia, le scuole cittadine e le associazioni.
Alla conferenza stampa parteciperà anche Gennaro Longobardi, conduttore televisivo che circa 26 anni fa diede avvio, insieme alla Caritas cagliaritana, al progetto “il Miracolo di Natale”.

Il 12 aprile 2021 l’approvazione della legge regionale n° 7 “Riforma dell’assetto territoriale della Regione. Modifiche alla legge regionale n. 2 del 2016, alla legge regionale n. 9 del 2006 in materia di demanio marittimo e disposizioni urgenti in materia di svolgimento delle elezioni comunali”. Oggi, a distanza di 606 giorni, la legge non ha trovato ancora attuazione, anche per l’impugnazione di un articolo da parte del Governo, poi dichiarata inammissibile dalla Consulta, ma soprattutto per le solite lungaggini burocratiche. E per cercare di contribuire a porre fine a questi tempi infiniti, è intervenuto il consigliere regionale Fabio Usai.

«Tra le battaglie più impegnative che hanno caratterizzato la mia attività di consigliere regionale in questi anni, a pieno titolo c’è stata la ricostituzione degli enti intermedi che furono aboliti con i
referendum abrogativi del 2012scrive in una nota Fabio Usai -. In particolare la riproposizione della provincia del nostro territorio: poiché dalla sua abolizione, innegabilmente, importanti servizi e strumenti di pianificazione strategica negli ambiti turistico, economico, infrastrutturale, ambientale, delle politiche del lavoro, sono stati nuovamente avocati dalla Regione e il Sulcis Iglesiente ha subito un progressivo impoverimento e spopolamento. Soprattutto, ha perso la capacità di rappresentare le proprie prerogative, in particolare quelle politico-istituzionali, in maniera unitaria ed efficace. Persino le forze politiche da quel momento hanno cessato di strutturare la propria proposta-visione su scala territoriale.»
«Conscio di questa situazione, già 3 anni fa, il 7 dicembre 2019, avevo promosso un importante convegno nell’aula polifunzionale di Carbonia, alla presenza di numerosi sindaci, rappresentanti politici, sindacali, datoriali, del terzo settore, e manager delle principali aziende private e pubbliche, con la finalità di creare una massa critica che potesse favorire l’approvazione di una riforma che restituisse dignità ai territori defraudati nel 2012 con l’insensato referendum che penalizzò i territori più periferici e poveri, a favore di quelli più grandi e ricchi dove le storiche province peraltro sono rimaste in funzioneaggiunge Fabio Usai -. Il tutto fino al 12 aprile 2021, quando la famosa legge n. 7 per la ricostituzione delle 4 province precedentemente abolite, più la costituzione ex novo della città metropolitana di Sassari, ha visto la luce in Consiglio regionale. Ma da allora, complice anche l’impugnazione di un articolo di tale riforma da parte del Governo nazionale (successivamente dichiarata inammissibile dalla Consulta nei primi mesi di quest’anno), non si è ancora provveduto ad strutturare tutte le azioni e i percorsi, di legge e amministrativi, per commissariare gli attuali enti intermedi e dare il via allo scorporo e alla ricostituzione dei nuovi.»

«Una situazione non più tollerabile, in quanto sarebbe necessario approvare un piccolo provvedimento legislativo per dare seguito alla riforma istituzionale già approvata. È una questione di serietà e rispetto del mandato elettorale conclude Fabio Usai -. Pertanto, nelle prossime ore solleciterò nuovamente la Giunta ed il presidente del Consiglio regionale, affinché si calendarizzi il percorso legislativo propedeutico al commissariamento dei nuovi enti e, si spera presto, alla ricostituzione delle province e alla ripartizione delle vecchie competenze.»

Ieri i segretari territoriali di Filctem Cgil Emanuele Madeddu, Femca Cisl Vincenzo Lai e Uiltec Uil Pierluigi Loi, hanno denunciato il silenzio assordante di Regione e Governo sulla vertenza della Portovesme srl, annunciando una nuova mobilitazione, oggi è arrivata la replica dell’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili.

«Nessun silenzio e nessuna trascuratezza da parte della Regione, ma la conferma di un impegno costante per assicurare la salvaguardia dei posti di lavoro e, nell’immediato, degli ammortizzatori sociali, e una serie di appuntamenti con il Governo già in agenda per la prossima settimana», ha detto Anita Pili, che il prossimo 15 dicembre incontrerà a Roma i ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per confrontarsi sulle tematiche energetiche e le vertenze industriali della Sardegna, ed in particolare quella di Portovesme srl.

Ai sindacati, giustamente preoccupati per il futuro della Portovesme Srl e dei 1.300 lavoratori che ancora non hanno certezze sul futuro dello stabilimento, l’assessora Anita Pili chiarisce che «l’impegno della Regione non è certo venuto meno. Continuiamo ad essere al fianco degli operai e delle loro famiglie, assicura. Porterò ai tavoli la richiesta di un intervento urgente, da parte del governo, per assicurare la salvaguardia dei posti di lavoro ma anche per ottenere certezze per un polo di importanza strategica per l’economia del Sulcis e dell’intera Sardegna».