23 May, 2022
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E’ ripresa questa mattina davanti alla Quarta Commissione, presieduta dall’on. Antonio Solinas (Pd) l’audizione dell’assessore regionale dei Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, che ha riferito sulle problematiche relative ad Anas, Area ed al comparto idroelettrico.

All’inizio della sua esposizione l’assessore Maninchedda ha dichiarato che «quello dell’Anas è un pezzo importante del grande problema infrastrutturale della nostra Regione. La Sardegna è una fra le pochissime regioni d’Italia, probabilmente l’unica, che ha finanziato la realizzazione dei progetti Anas con risorse proprie: su 12000 chilometri complessivi della rete stradale, ben 4000 sono di competenza Anas».

Entrando nel dettaglio, Maninchedda ha affermato che «siamo in presenza di una situazione di grande incompletezza, dai due lotti della 125 alla 131 – Villasanta, dal 5° lotto della Sassari-Olbia, alla 195, per fermarci ai casi più evidenti. Ciò pregiudica, fra l’altro, lo stesso valore degli investimenti. Per questo ci siamo orientati sulla scelta di fondo di dare priorità agli interventi di completamento delle opere già avviate, fermo restando che abbiamo aperto con Anas un duro contenzioso, nell’ambito del quale non abbiamo purtroppo poteri reali, per indurre la società a fare per intero il suo dovere».

E, nel rivendicare alla Regione effettivi poteri di intervento, l’assessore dei Lavori pubblici ha ricordato che, quando la Regione li ha potuti esercitare come nel caso della Sassari-Olbia, lo ha fatto molto bene, con grandi risultati: «Negli anni fra il 2010 ed il 2013 abbiamo mandato in gara ben 11 lotti, un sistema che ha funzionato in modo eccellente. Sarà questo, inoltre, il modello che seguiremo nel predisporre una nuova legge organica sugli appalti, che contiamo di portare all’attenzione del Consiglio regionale entro la metà del mese di giugno».

«Con la nuova – ha proseguito l’assessore – intendiamo raggiungere anche un altro obiettivo, quello di far incontrare domanda ed offerta, riavvicinando la Regione al tessuto delle imprese sarde di settore, ora in grande crisi. Ora, l’indotto reale delle opere per le nostre imprese è molto basso. Nella Sassari-Olbia, ad esempio, che è certamente l’intervento di gran lunga più impegnativo, l’Anas ha pubblicato una selezione pubblica per addetti di cantiere, con procedure discutibili ed una graduatoria che ci è apparsa non chiara; per questo abbiamo trasmesso gli atti alla Procura della repubblica di Sassari.»

Dopo L’esame di alcune situazioni particolarmente delicate (settore settentrionale della 131, svincoli a raso di Macomer, Bonorva e Cossoine, gli ultimi due lotti della 125, la 130, la 554 e viale Marconi a Cagliari) l’assessore Maninchedda ha richiamato l’attenzione della Commissione sul problema delle manutenzioni «destinato a crescere in modo preoccupante nei prossimi anni, estremamente difficile da fronteggiare facendo ricorso esclusivamente alle risorse del bilancio regionale».

Passando ad esaminare la situazione dell’agenzia regionale Area, l’assessore ha ricordato la recente delibera della Giunta regionale con cui è stata chiesta formalmente all’agenzia una serie di chiarimenti, rispetto ai quali dovrà essere fornita una risposta entro 30 giorni.

«La nostra impressione – ha spiegato Maninchedda – è che l’agenzia abbia bisogno di un controllo molto puntuale. Ci sono conti consuntivi non approvati, costi del personale immotivati, una certa confusione progettuale, 192 milioni di fodi regionali dei quali non conosciamo le fasi di programmazione, di impegno e di spesa: una situazione complessiva di forte disordine, con alcune realtà piuttosto critiche come Sassari, Macomer, Bosa e Nuoro, sulle quali intendiamo fare piena luce. Attendiamo le controdeduzioni dell’agenzia ma saremo particolarmente severi, sia perché lo impone la legge, sia per il delicatissimo momento che la Sardegna sta vivendo.»

Infine, il comparto idroelettrico, su quale Maninchedda ha fornito alcune cifre: «Il settore produce per l’Enel 42 milioni di ricavi e la Sardegna riceve appena 2.6 milioni per le concessioni. E’evidente che c’è molto da rivedere».

I lavori della Commissione riprenderanno mercoledì 14 maggio prossimo alle ore 10.00, con l’audizione dell’assessore regionale dell’Urbanistica Cristiano Erriu ed alle 16.00, con l’audizione dell’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano.

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L’assessore regionale dei Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, ha illustrato, nel corso di una audizione davanti alla Quarta Commissione, presieduta dall’on. Antonio Solinas (Pd) i contenuti del Disegno di Legge n° 11, che prevede una serie di interventi in materia di opere pubbliche.

«Si tratta principalmente di una azione di manutenzione legislativa – ha spiegato l’assessore – che si sono resi necessari per semplificare e migliorare l’efficacia di alcune norme regionali». Gli interventi riguardano il rischio idrogeologico, riservando più risorse al potenziamento dei canali e degli argini, l’ampliamento dei cimiteri con l’introduzione di una “riserva” a favore dei piccoli comuni con “posti salma zero”, l’adeguamento della normativa regionale ai regolamenti Ue per la messa in sicurezza dei laghetti montani (circa 500 in Sardegna), l’ampliamento delle deroghe alla legge che vieta gli interventi per il risanamento delle società in perdita, per favorire la ricapitalizzazione di Abbanoa e, infine, l’introduzione di un termine per i pareri della Commissione sulle pratiche di edilizia residenziale pubblica, per assicurare la piena applicazione della legge regionale 13/89. Su tutte queste misure la Commissione ha espresso, all’unanimità, parere positivo, riservando all’Aula la facoltà di definire nel dettaglio la norma riguardante i cimiteri.

Proseguendo la sua relazione, l’assessore Maninchedda ha affrontato il problema di Abbanoa, precisando in apertura che «è errato parlare di 800 milioni di debiti perché in questa cifra sono compresi anche 253 milioni di investimenti. La condizione complessiva della società, inoltre, è migliorata in modo significativo. Dal 2009 al 2013 l’indebitamento con le banche è passato da 144 milioni a 92 milioni ed entro il mese di giugno contiamo di portare a termine una complessa operazione di consolidamento del debito che porterà ad una nuova linea di credito per 60 milioni e ad una ulteriore iniezione di liquità, attraverso la ricapitalizzazione, di altri 100 milioni oltre i 42 già versati».

«Il nostro obiettivo – ha proseguito l’assessore – è quello di tutelare al meglio l’interesse pubblico. Abbiamo sempre sostenuto che Abbanoa non può fallire e dimostreremo che si può fare lavorando da un lato per ottenere la bancabilità della società e dall’altro per attuare un più articolato piano di ristrutturazione che riprende integralmente i contenuti della relazione dell’advisor Deloitte. Dico di più. Il nuovo amministratore, che sarà selezionato entro questo mese da una società specializzata, avrà come mandato proprio la realizzazione del piano tracciato da Deloitte.»

Tutto questo però, ha avvertito l’Assessore dei Lavori Pubblici, «non basterà per rimettere in equilibrio il sistema idrico regionale, che comunque dovrà basarsi sulla tariffa e non sulle iniezioni di danaro pubblico per ripianare le perdite. Dovremo affrontare un periodo di transizione non breve, forse di cinque anni, che servirà per rimettere definitivamente in carreggiata la società».

I lavori della Commissione proseguiranno domattina alle 11.00 con la prosecuzione dell’audizione dell’Assessore Maninchedda, che riferirà in particolare sui problemi di Anas, Area e del settore idroelettrico regionale.

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L’assessore regionale dei Trasporti Massimo Deiana stamane ha partecipato ai lavori della quarta Commissione presieduta dall’on. Antonello Solinas (Pd), sulle problematiche del settore.

«Non possiamo permetterci ricostruzioni storiche – ha detto Deiana – ma dobbiamo lavorare in una situazione molto complessa principalmente a causa dei limiti del patto di stabilità e dei programmi di revisione della spesa regionale, dalla quale però possono nascere anche nuove opportunità.»

L’assessore Deiana ha dichiarato tra l’altro che, in attesa di poter sbloccare a livello istituzionale la vertenza sul patto di stabilità (sulla quale comunque si è detto fiducioso perché la situazione della Sardegna rappresenta una evidente “anomalia”), il settore potrà contare su 325 milioni “eurocompatibili” (cioè non soggetti ai vincoli del patto) a fronte dei 429 dell’anno precedente, con un taglio secco di 134 milioni, pari a circa il 25%.

«Non saranno tagli lineari – ha però assicurato – ma per quanto possibile misure frutto di un accurato lavoro di razionalizzazione che è già cominciato e che proseguiremo frugando in ogni angolo.»

Massimo Deiana ha poi spiegato che «il sistema del trasporto pubblico locale non è più sostenibile, così come lo abbiamo conosciuto, perché costa circa 180 milioni l’anno fra Arst, municipalizzate, Trenitalia ed operatori privati; ci aspetta dunque un lavoro molto duro. Ogni anno l’Arst percorre 40 milioni di chilometri e trasporta 21 milioni di passeggeri. Con questi numeri si potrebbe dire che pullmann viaggiano mezzo vuoti anche se sappiamo che non è così perché nella nostra Regione ci sono 377 Comuni ed una orografia molto particolare. E’evidente che dobbiamo trovare alternative e, soprattutto, andare a ricercare le duplicazioni inefficienti del sistema, a cominciare da quelle con le Ferrovie e con i privati (56 operatori che percorrono 8.5 milioni di chilometri l’anno, più i 600 operatori Ncc – noleggio con conducente), per eliminarle. Negli uffici dell’assessorato sarà attivata al più pesto una task force con il compito di studiare in modo approfondito il sistema, verificare tutte le diseconomie e mettere a punto nuove soluzioni.»

Per quanto riguarda il settore ferroviario, Deiana ha comunicato che il contratto di servizio con Trenitalia, in cui la Regione è subentrata allo Stato, riconosce alla società 40 milioni l’anno, attualmente compresi nel patto di stabilità.

«Su questo problema – ha aggiunto – proprio la prossima settimana incontreremo con il presidente Pigliaru il ministro delle infrastrutture Lupi, proprio per liberare queste somme dai vincoli di bilancio e prima dell’estate entrerà in servizio almeno uno dei nuovi treni ad assetto variabile, capaci di sviluppare velocità dai 150 ai 180 chilometri all’ora e di abbattere in modo significativo i empi di percorrenza. I collaudi delle 6 vetture acquistate dalla Regione sono attualmente in corso nella Repubblica Ceca e forse, per problemi tecnici e di certificazioni, non potranno entrare in servizio tutti immediatamente fornendo il massimo delle prestazioni, ma daremo un primo segnale importante.»

Dopo aver assicurato soluzioni a breve scadenza per i centri intermodali di Sassari ed Oristano dove, per diversi motivi, la realizzazione delle nuove opere non è ancora partita nonostante la disponibilità delle risorse necessarie, l’assessore dei Trasporti ha affrontato la delicata questione del trasporto marittimo con riferimento alla Tirrenia ed alla società in house della Regione Saremar.

Per la Saremar, ha detto l’assessore, «è stata individuata una soluzione che garantisce continuità del servizio ed occupazione. La società chiederà di essere ammessa al concordato preventivo e ne esistono le condizioni perché, a fronte degli oltre 10 milioni di cui la Ue chiede la restituzione perché considerati aiuti di Stato, può vantare un credito derivante dalla convenzione con la Regione di 8 milioni che potrebbero arrivare a 16, per coprire il secondo semestre di quest’anno non appena il Consiglio regionale approverà lo stanziamento, peraltro già previsto nella finanziaria precedente».

A proposito della Tirrenia, l’assessore dei Trasporti ha ripercorso le recenti vicende del suo azionariato a cominciare dal tentativo di scalata dell’armatore Onorato che riguardano – ha chiarito – normali dinamiche delle società sulle quali non ci sono concreti strumenti di intervento.

«Possiamo e dobbiamo però esprimere preoccupazione – ha ricordato Deiana – come il Consiglio regionale ha fatto recentemente, perché se questa operazione andasse a buon fine ci troveremmo di fronte non solo ad un oligopolio ancora più forte nel trasporto marittimo da e per la Sardegna ma ad un monopolio nel trasporto convenzionato.»

Sugli strumenti a disposizione della Regione per esercitare la sua “influenza” sulla Cin-ex Tirrenia, l’assessore è stato molto chiaro: «Da una parte il ricorso della Regione alla Corte Costituzionale ha stabilito il principio che il contratto di servizio fra Stato e Cin dovrà essere sottoscritto con l’intesa della Sardegna ma questo, ovviamente, vale per il futuro. Nel concreto, la compagnia si sta avvalendo di una clausola prevista dal contratto che le consente di ridurre il servizio di fronte a cali dei ricavi superiori al 3%, taglio compensato dall’incremento di sconti tariffari. Il problema non è solo dalla Sardegna ma è evidente che, a questo punto, le alternative sono tre: trovare nuove risorse, aumentare le tariffe o diminuire il servizio accettando in cambio alcuni sconti mirati. Anche di questo aspetto dei rapporti fra Regione e Cin parleremo col ministro Lupi nell’incontro della prossima settimana, già in agenda.»

Sul trasporto aereo, l’assessore Deiana ha espresso le sue riserve nei confronti di una tendenza dell’Unione europea secondo la quale «la Sardegna non avrebbe bisogno della continuità territoriale per tutto l’anno, ma solo d’estate». L’esperienza della cosiddetta continuità 1 (per Roma e Milano) «va abbastanza bene ma dobbiamo fare di più per governare l’offerta di trasporto su frequenze e tariffe. Stiamo controllando i flussi delle prenotazioni praticamente 24 ore su 24 ed è un monitoraggio che darà i suoi frutti». 

La cosiddetta continuità 2, quella con gli aeroporti “minori”, partirà nel prossimo mese di ottobre. «Qui occorrerà, ha sostenuto l’Assessore, fare un lavoro molto serio perché si prevedono collegamenti con destinazioni libere, dove magari stanno operando altri vettori. Serviranno analisi approfondite sulle diverse realtà, anche tenendo conto del fatto che ci sono risorse aggiuntive per 13 milioni circa, provenienti dai ribassi d’asta della continuità 1, ma potrebbero essere in qualche modo assorbite dai programmi di revisione della spesa.»

Novità in arrivo, infine, dal settore low cost. In passato, ha ricordato Deiana, «il settore è stato sostenuto con modalità diverse ma adesso è necessario individuare una strada nuova, percorribile sul piano giuridico e normativo. A livello europeo, è arrivata una sorta di sanatoria sui contratti in essere ma per il futuro le procedure ad evidenza pubblica diventeranno la regola. Un segnale che le cose sono davvero cambiate è arrivato, ad esempio, anche da Ryanair, che sta cominciando a partecipare alle gare. Significa che, al di fuori di questo perimetro, non ci sarà più spazio».

L’ultimo passaggio della relazione dell’Assessore Deiana è stato dedicato all’aeroporto di Alghero, «dove la società di gestione si trova in difficoltà, al punto di aver rinviato l’esame del bilancio al prossimo giugno, pur vantando crediti nel confronti sia della regione che della compagna Livingston. Dobbiamo assolutamente evitare la crisi della società (di cui la Regione è il maggior azionista) perché questa ipotesi metterebbe a rischio la concessione dello scalo».

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Settimana di lavoro per le commissioni permanenti del Consiglio regionale. Questo il calendario delle sedute:

La Prima Commissione (Autonomia e ordinamento regionale) presieduta dall’on. Francesco Agus, si riunirà martedì 6 maggio alle 12.00. All’ordine del giorno l’audizione dell’assessore agli Affari generali, Gian Mario Demuro, sul tema delle riforme istituzionali e amministrative. I lavori proseguiranno giovedì 8 maggio.

La Seconda Commissione (Lavoro, cultura e formazione professionale), presieduta dall’on. Gavino Manca, si riunirà mercoledì 7 maggio alle 10.00. In programma le audizioni dell’assessore al lavoro, Virginia Mura (sulle principali problematiche di competenza e sul Fondo Sociale Europeo) e dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Claudia Firino (sulle materie di competenza). I lavori della commissione potrebbero proseguire nel pomeriggio.

La Terza Commissione (Bilancio e Programmazione), presieduta dall’on. Franco Sabatini, è convocata per martedì 6 maggio alle 16,00 per l’audizione dell’assessore  regionale alla Programmazione, Raffaele Paci, sullo stato di attuazione del bilancio regionale, sul patto di stabilità interno e sulla programmazione europea. Alle 18.00 è invece in prevista l’audizione dell’assessore al Lavoro, Virginia Mura, sulla programmazione europea. I lavori della Commissione proseguiranno mercoledì 7 maggio alle 10.00 con l’audizione dell’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, sulla programmazione europea.

La Quarta Commissione (Governo del territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità) presieduta dall’on. Antonio Solinas, si riunirà mercoledì 7 maggio, alle ore 10.00 per la programmazione dei lavori e l’audizione dell’assessore regionale ai Trasporti, Massimo Deiana, sulle problematiche generali del settore. I lavori della Commissione potrebbero proseguire nel pomeriggio con l’audizione dell’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda sul D.L. n. 11 (Norme urgenti in materia di opere pubbliche, dighe di competenza regionale e disposizioni varie).

La Quinta Commissione (Attività produttive), presieduta dall’on. Luigi Lotto è convocata per mercoledì 7 maggio alle ore 11.00 per l’audizione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, sulle azioni di contrasto alla  blue tongue e alla peste suina. Sullo stesso argomento la Commissione sentirà nel pomeriggio, alle 17.00, l’assessore alla Sanità Luigi Arru. Il parlamentino esaminerà, infine, il P.L n.3 (Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare la blue tongue).

La Sesta Commissione, presieduta dall’on. Raimondo Perra, si riunirà mercoledì 7 maggio alle ore 10.30 per la programmazione dei lavori.

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Riforma della Regione e Città Metropolitane. Sono le priorità del neo presidente della Commissione “Autonomia e Ordinamento regionale”, Francesco Agus.

Occorre individuare da subito gli strumenti più adatti per procedere ad un efficace restyling della macchina amministrativa regionale, ha detto Agus subito dopo la sua elezione.

«Apprezziamo l’apertura di credito da parte della Giunta e dell’assessore alle Riforme Gianmario Demuro che hanno sollecitato il Consiglio a mettere in campo le proposte per le modifiche dello Statuto, e della Legge n°1.»

Tra le urgenze indicate da Agus, anche la riforma degli Enti Locali, alla luce del decreto “Del Rio”, e l’istituzione delle Città Metropolitane.

«Su quest’ultimo punto occorre fare prestissimo – ha aggiunto il presidente della Commissione “Autonomia” – il rischio è perdere decine di milioni di euro dei fondi PON. La Sicilia ha già legiferato istituendo le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. La Sardegna, invece, non ha ancora istituito la città metropolitana di Cagliari che figura nell’elenco dei beneficiari delle risorse Pon.»

Da Agus, infine, una sollecitazione a tutto il Consiglio per una difesa della specialità sarda minacciata dalla riforma del Titolo V della Costituzione.

«La Sardegna – ha concluso il presidente della prima Commissione – non può tacere davanti alla deriva accentratrice innescata dal Governo Renzi se vuole difendere le prerogative sancite dallo Statuto.»

 

«Lavoro, istruzione e cultura, sono i temi sui quali la Sardegna scommette per riprendersi il suo futuro». Così il presidente della Seconda commissione, Gavino Manca (Pd), sottolinea la necessità di un impegno straordinario di tutte le forze presenti in Consiglio, per affrontare con determinazione la crisi che colpisce l’Isola e riformare, con una serie di provvedimenti ad hoc, i settori strategici dell’istruzione e del lavoro. «Lavoro e scuola – sottolinea il consigliere del Pd – sono gli argomenti al centro dell’agenda del presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi e sono certo che sapremo offrire il nostro contributo e trovare le ragioni per una positiva collaborazione anche col governo nazionale».

Un “job act sardo” è l’ipotesi a cui lavora l’on.le Gavino Manca che assicura il suo impegno e quello della commissione che presiede anche per la delicata situazione in cui versa l’informazione in Sardegna.

«Le troppe emergenze dell’Isola – conclude l’on.le Manca – non possono più attendere e mi auguro che dal confronto con le forze dell’opposizione e dalla reciproca collaborazione con la Giunta, la commissione che ho l’onore di presiedere e l’intero Consiglio regionale sappiano trarre forza e impegno per offrire a tutti i sardi soluzioni concrete e provvedimenti efficaci, non solo per contrastare la crisi in atto ma per disegnare un futuro di crescita e sviluppo per la Sardegna.»

«Esprimo soddisfazione e gratitudine per l’elezione alla presidenza della Terza commissione – ha detto stamane Franco Sabatini, consigliere regionale del Pd – e auspico un proficuo confronto, incentrato sui bisogni dei sardi, con i colleghi dell’opposizione, a cui rivolgo sentiti auguri di buon lavoro.

Assicuro fin da ora il mio impegno per contribuire ad aprire in Sardegna una grande stagione di profonde riforme che valorizzino e qualifichino, la collaborazione e la partecipazione di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale.

Tra le priorità della commissione indico i temi noti, cioè quelli relativi alla vertenza entrate e ai limiti di spesa che derivano alla Regione dall’applicazione dei vincoli del patto di stabilità, ma soprattutto evidenzio l’urgenza per tutte quelle situazioni di difficoltà in cui versano i tanti lavoratori sardi privi di sostegno e di ammortizzatori sociali o, peggio, per i troppi lavoratori sardi che lavorano senza che gli sia riconosciuta una regolare retribuzione.»

«Il sistema sanitario si rafforza con una maggiore attenzione per i territori». Ne è convinto il nuovo presidente della Commissione “Salute e Politiche Sociali” del Consiglio regionale, Raimondo Perra.

«C’è la necessità di decentrare – ha detto Perra – per consentire ai cittadini di avere più servizi nei territori di appartenenza e favorire allo stesso tempo la “deospedalizzazione” degli interventi.»

Secondo il presidente della Sesta Commissione è necessario lavorare al contenimento della spesa sanitaria «ma la razionalizzazione dei servizi non deve pesare sui malati e sui dipendenti delle Asl».

Tra le priorità, la soluzione delle emergenze sanitarie animali. «Lingua blu e peste suina stanno penalizzando le aziende agropastorali – ha detto Perra – la Sardegna, deve mettersi al passo con l’Europa. Per far questo serve un piano di eradicazione delle malattie che elimini una volta per tutte il problema». 

«Le speranze di un futuro migliore per la Sardegna passano attraverso il rilancio delle attività produttive». Lo ha detto il nuovo presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale Luigi Lotto. 

«La mia commissione – ha aggiunto – avrà un compito importantissimo in questa legislatura. Mi auguro che diventi il luogo dove costruire e incoraggiare la ripresa dell’agricoltura, dell’artigianato, del turismo, dell’industria e dell’agroalimentare.» 

Secondo il neo presidente, solo le attività produttive e la creazione di nuovi posti di lavoro possono consentire di superare la crisi che sta colpendo duramente la nostra Isola.

«Gli elettori ci hanno affidato un grande compito – ha sottolineato Lotto – sta a noi riuscire a svolgerlo nel migliore dei modi.»

Tra le priorità indicate dal presidente della Quinta Commissione, la soluzione delle emergenze sanitarie animali. Lingua blu e peste suina rappresentano una palla al piede per il settore agricolo, ha sottolineato Lotto.

«Di concerto con la Commissione sanità – ha aggiunto Lotto – lavoreremo per individuare gli strumenti idonei per liberare la Sardegna da questi flagelli e consentire al comparto zootecnico di ripartire.» 

«C’è molto da fare e il nostro impegno sarà rivolto da subito alla soluzione di tre grandi problemi della Sardegna: la legge urbanistica, il sistema idrico e la 131.»

Lo ha dichiarato il nuovo Presidente della IV Commissione Antonio Solinas (Pd) dopo la sua elezione.

«Per quanto riguarda la nuova legge urbanistica – ha precisato – auspico che il Consiglio regionale possa approvarla entro l’anno. E’un obiettivo ambizioso, anche perché presuppone la definizione della nuova pianificazione paesaggistica cui la Giunta sta lavorando con molta determinazione: credo però che sia alla nostra portata.»

Immediatamente dopo, la complessa questione di Abbanoa.

«Dobbiamo sicuramente evitare il fallimento – ha affermato l’on. Solinas – e definire la nuova governance dell’azienda ed il tipo di società più adatta a restituire equilibrio ed efficienza al nostro sistema idrico. Possiamo riflettere, ad esempio, se sia meglio affidarne la gestione ad un consiglio di amministrazione o ad un direttore generale. Certamente i Comuni dovranno avere un ruolo significativo nella nuova compagine societaria.»

Sulla 131, infine, Solinas è molto netto: «Abbiamo una Sardegna tagliata in due e questo è inaccettabile, col traffico quotidianamente bloccato e gli interventi programmati da tempo che non partono. Dobbiamo non solo ridiscutere i rapporti con l’Anas ma anche indicare chiaramente la direzione in cui intendiamo operare: completare al più presto la strada ed eliminare tutti gli incroci a raso».

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L’on. Antonio Solinas (Pd) è stato eletto presidente della Quarta Commissione (Governo del territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità).

La seduta di insediamento è stata presieduta dal presidente del Consiglio regionale, on. Gianfranco Ganau che, al termine dello scrutinio segreto, ha proclamato l’esito della votazione: presenti 9 consiglieri; votanti 9; Antonio Solinas, 5; Gianni Tatti, 4. Vice presidente della Commissione è stato eletto, dunque, l’on. Gianni Tatti (Udc).

Segretari sono stati eletti i consiglieri Eugenio Lai (Sel-gruppo Centro democratico) con 5 voti e Giuseppe Fasolino (FI) con 4 voti.

Antonio Solinas è nato a Busachi il 14 giugno 1959. E’ stato eletto nella circoscrizione di Oristano, con 3.322 preferenze). Ha conseguito il diploma di tecnico commerciale e svolge la professione di impiegato.
Ex consigliere comunale di Busachi, è al secondo mandato in Consiglio regionale. Nella scorsa legislatura è stato vicepresidente della Quinta Commissione “Agricoltura e Ambiente”.

La Quarta Commissione si occupa delle seguenti materie: governo del territorio, pianificazione paesaggistica, edilizia, tutela dell’ambiente, parchi e riserve naturali, difesa del suolo e delle coste, pianificazione per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, risorse idriche, politiche abitative, lavori pubblici, porti e aeroporti civili, mobilità e trasporti.

Luigi Lotto (Pd) è il nuovo presidente della Quinta Commissione (Attività produttive).

Completano l’Ufficio di Presidenza della Commissione Luigi Crisponi (vicepresidente) e i segretari Gaetano Ledda (Upc) e Marco Tedde (Forza Italia).

Luigi Lotto è nato a Villagrande il 12 agosto 1953. E’ stato eletto nella Circoscrizione di Sassari con 3.073 preferenze. Laurea in Scienze Agrarie, svolge la professione di insegnante.

Dal 1975 al 1980 è stato consigliere comunale di Villagrande. Dal 1995 al 2000 ha ricoperto l’incarico di assessore dei Lavori pubblici del comune di Sassari, nella Giunta guidata da Anna Sanna. Dal 2000 al 2005 è stato consigliere comunale di Sassari e, successivamente, assessore dei Lavori pubblici nella prima giunta del sindaco Gianfranco Ganau. E’ al suo secondo mandato in Consiglio regionale. Nella scorsa legislatura, è stato prima segretario e poi vicepresidente della Quarta Commissione “Trasporti, Lavori Pubblici e Urbanistica”.

Queste le materie di competenza della Commissione sulla base del nuovo Regolamento: industria, commercio, artigianato, turismo, cooperazione, energia, attività estrattive, forestazione, agricoltura, caccia, pesca, acquacoltura.

Raimondo Perra (Psi) è il nuovo presidente della Sesta Commissione (Salute e Politiche Sociali).

Completano l’Ufficio di Presidenza della Commissione Marcello Orrù (Psd’Az – vicepresidente) e i segretari Gigi Ruggeri (Pd) e Peppino Pinna (Udc).

Raimondo Perra è nato a Quartu Sant’Elena il 4 agosto 1956. E’ stato eletto nella circoscrizione di Cagliari, con 1.171 preferenze.

Ha conseguito il diploma di scuola media superiore e svolge la professione di funzionario della Asl 8 di Cagliari. Dal 2011 al 2014 è stato consigliere comunale di Cagliari. E’ alla sua prima legislatura in Consiglio regionale.

Queste le materie di competenza della Commissione sulla base del nuovo regolamento: salute, politiche sociali, personale delle ASL, igiene veterinaria, attività sportive, alimentazione, emigrazione e immigrazione.

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«La riforma della Regione è la sfida più difficile che il nuovo governo regionale dovrà affrontare». Lo ha sostenuto l’on. Francesco Agus(Sel) durante il suo intervento in Aula. La Giunta – ha detto – dovra andare per la sua strada senza badare all’“applausometro” ma pensando ai reali interessi dei sardi. Per l’on. Agus la carenza infrastrutturale e il depauperamento del capitale umano sono i due principali fattori di freno allo sviluppo. Impedire la “fuga di cervelli” e dotare l’Isola di servizi moderni rappresentano due  imperativi categorici per guardare con speranza al futuro.

L’esponente di Sel ha inoltre invitato il Consiglio e l’esecutivo a mostrare grande attenzione a quello che sta succedendo a Roma con la riforma del Titolo V della Costituzione che rischia di svuotare di poteri le Regioni a Statuto Speciale.

L’on. Luigi Lotto (Pd) ha sottolineato nel suo intervento l’esigenza da parte della politica di ricostruire il rapporto con la società sarda per raggiungere i grandi obiettivi contenuti nelle dichiarazioni programmatiche della Giunta Pigliaru. Secondo il consigliere del Partito Democratico, il programma della nuova Giunta individua puntualmente tutte le problematiche che dovranno essere affrontate (dall’istruzione alla sostenibilità ambientale, dalla riforma della macchina amministrativa agli interventi per il settore produttivo). L’on. Lotto ha poi rivolto un appunto alla precedente maggioranza di Governo che, secondo l’esponente del PD, ha ignorato i suggerimenti dell’Aula e ha lasciato insolute le grandi emergenze dell’Isola.

«Le dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione si limitano ad enunciazioni di principio senza dare soluzioni per il futuro». Lo ha sostenuto nel corso della discussione generale sul programma della Giunta Pigliaru l’on. Giuseppe Fasolino (Forza Italia). Nel suo programma, ha detto l’on. Fasolino rivolgendosi al presidente Pigliaru, manca un’indicazione forte su alcuni temi essenziali per lo sviluppo (turismo, agroalimentare, green economy). Dall’on. Fasolino un invito alla maggioranza di centrosinistra: «Basta con le critiche alla precedente esperienza di Governo, pensate al futuro. Avete vinto le elezioni ma sembra che non ve ne siate accorti». 

Il programma di governo della Giunta Pigliaru indica un percorso virtuoso per il rilancio del sistema economico e sociale della Sardegna. Ne è convinto il consigliere regionale di Sel, on. Eugenio Lai. Nel suo intervento ha sottolineato gli aspetti positivi indicati dal presidente Pigliaru in tema di istruzione, sanità, gestione dei rifiuti. Importante, secondo l’on. Lai, anche la decisione di avviare un confronto serrato con lo Stato per la revisione del Patto di stabilità. Dall’esponente di Sel anche un suggerimento all’esecutivo Pigliaru: «Più concertazione con i piccolo comuni che rappresentano una risorsa per tutta l’Isola».

L’on. Gianni Tatti (UDC) ha concentrato il suo intervento sulle “dimenticanze” del programma presentato dalla Giunta regionale. Tra queste, in primis, l’assenza di un progetto per la valorizzazione del patrimonio identitario e della cultura della Sardegna. Mancano, ha detto l’on. Tatti, anche indicazioni per il rilancio dell’agricoltura  e della pastorizia. Dall’esponente dell’Udc, infine, un invito alla Giunta Pigliaru perché riveda le sue posizioni sulla Zona Franca, «un’opportunità che deve essere sfruttata».

«E’ il momento di dare risposte forti alle attese dei sardi. Francesco Pigliaru, siamo sicuri, metterà in campo tutte le sue competenze e tutto il suo impegno ma non potrà fare miracoli». L’on. Antonio Solinas (Pd), ha ricordato gli errori della precedente Giunta regionale e ha evidenziato il diverso approccio del nuovo esecutivo nella ricerca di soluzioni per i problemi dell’Isola. L’esponente del Partito Democratico ha sottolineato l’esigenza di intervenire da subito nel settore dell’agricoltura a partire dalla riforma degli enti di gestione con la creazione dell’Agenzia regionale unica.

L’on. Modesto Fenu (Zona Franca) ha sottolineato nel suo intervento l’assenza di proposte concrete nel programma di governo della Giunta Pigliaru. L’on Fenu ha denunciato la “timidezza” dell’esecutivo nell’affrontare il tema dell’autonomia fiscale e la mancanza di soluzioni per garantire alla Sardegna la fiscalità di vantaggio. «La Zona Franca – ha detto l’on. Fenu – rappresenta un’opportunità che la Sardegna non può lasciarsi sfuggire.»

«Il Consiglio regionale deve farsi carico delle sue responsabilità. La qualità dell’azione politica dipende da noi». L’on Piero Comandini (Pd), in apertura del suo intervento, ha invitato l’Aula a costruire un nuovo rapporto con l’esecutivo. «C’è bisogno di un nuovo metodo di confronto – ha detto l’on Comandini – la Giunta ha fornito delle indicazioni, sta a noi seguirle e tradurle in provvedimenti seri ed efficaci per la Sardegna». L’esponente del PD ha sottolineato l’esigenza di costruire un rapporto più saldo con l’Europa. «La deriva “antieuropeista” è pericolosissima – ha detto l’on Comandini – la cooperazione con le altre regioni del Vecchio Continente rappresenta una necessità e la Sardegna se non si vuole perdere il treno della modernizzazione e dello sviluppo». 

L’on Gian Mario Tendas, dopo aver apprezzato la qualità del programma presentato dalla Giunta, ha invitato l’esecutivo a proseguire nella strada tracciata con i primi provvedimenti. La vera emergenza della Sardegna, ha detto l’esponente del Pd, è il lavoro. La disoccupazione cresce, il costo degli ammortizzatori sociali sta diventando insostenibile. Non ci sono soluzioni certe, ha detto l’on Tendas, ma la decisione della Giunta di puntare sul sistema dell’istruzione rappresenta un importante novità. Investire sul capitale umano, ha proseguito il consigliere di maggioranza, è il modo migliore per affrontare la crisi.

L’on Tendas ha inoltre invocato una riforma seria del sistema degli Enti Locali e una nuova politica creditizia per permettere al sistema delle imprese, oggi in forte difficoltà,  di riprendere fiato.

Piantagione di carciofi 5

Dai problemi sulla nuova Pac alla poca attenzione data dalla politica al comparto agricolo sardo sino al focus sul grano e sulla cerealicoltura sarda. La terza conferenza agraria che si è svolta ieri a Sanluri ha affrontato tutti i maggiori problemi che affliggono il settore.

Un’assemblea affollata e interessata ha ascoltato il discorso di apertura dei lavori di Ignazio Cirronis, presidente di Copagri Sardegna, che ha tirato le somme del lavoro svolto sinora dalla Giunta regionale. Il suo è stato un giudizio non proprio positivo «per l’assenza di una strategia per il settore agricolo», ha detto. «Non c’è stato un impegno costante con l’obiettivo di ridare centralità all’agricoltura isolana e la conferma arriva dalla successione di tre assessori dell’Agricoltura». Cirronis ha inoltre sottolineato come ci sia stata disattenzione sulla legge regionale numero 15 che non è mai stata applicata e anzi è stata svuotata di risorse. Stesso discorso per il credito di esercizio agevolato «fondamentale per il comparto ma mai attuato. I nostri rappresentanti regionali non si sono seduti ai tavoli regionali più importanti per impostare la nuova politica comunitaria e far rispettare la nostra specificità», ha aggiunto Cirronis. «È importate istituire il credito agevolato», ha invece ribadito il coordinatore di Copagri, Pietro Tandeddu, «ma anche confermare gli aiuti ai cerealicoltori previsti dalla legge 15 per i quali si è provveduto a pagare solo un’annualità». Questione sulla quale è intervenuto anche il vicepresidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale, Antonio Solinas: «È bene dare sovvenzioni solo ai veri agricoltori che poi lavorano la campagna e non a quelli che prendono i soldi e poi scappano». 

Ora Copagri spera che la politica ridia attenzione all’agricoltura e prenda parte nei tavoli ministeriali che stanno decidendo il futuro dell’Isola. «Altra debolezza del sistema è la mancata soluzione del problema della continuità territoriale merci mentre sull’emergenza blue tongue mancano le risorse necessarie a risarcire i danni subiti gli allevatori coinvolti. Per ora arrivano a circa 100 mila i capi morti di blue tongue. Sul versante della peste suina, poi,  è mancata un’azione di controllo del territorio per gli animali non anagrafati mentre il comparto potrebbe avere una forte potenzialità». Intanto si discute della prossima Finanziaria «ma la sensazione», ha aggiunto Cirronis, «è che il bilancio regionale sia diventato ormai un novero delle spese correnti e all’agricoltura sia riservato sempre meno».

Per la prossima legislatura, l’auspicio è quello di una nuova legge di settore organica che dia il giusto valore alle organizzazioni di produttori e alle forme di contrattazione interprofessionale.

Il coordinatore dell’associazione Tandeddu si è poi soffermato su un settore importante dell’economia isolana, ovvero sulla cerealicoltura. «Abbiamo una caduta verticale della produzione di grano anche se la speranza è che aumenti il reddito dei Paesi in via di sviluppo come la Cina, dove la popolazione è in costante crescita. Fattore questo che dovrebbe aumentare le richieste e quindi il prezzo. Per ora il prezzo del grano è molto volatile e non dà certezze agli agricoltori: siamo passati dai 16 euro al quintale del 2010 ai 29 del 2012». Tra le politiche regionali messe in campo Copagri elogia il piano sementiero, dove la ricerca e l’assistenza ai lavoratori ha dato risultati». Grazie alle sperimentazioni per isolare le migliori varietà di grano al clima e all’ambiente di coltivazione ha dato un maggiore equilibrio tra quantità e qualità di produzione. I punti di forza della cerealicoltura sarda sono i prodotti tipici e di eccellenza sui quali può contare. «Mi riferisco ad esempio ai pani tipici come il Civraxiu o il Carasau che sebbene sia conosciuto in tutta Italia non ha ancora ottenuto la denominazione protetta. Altro punto di forza sono le paste tipiche (come malloreddus o culurgiones)». «Ma molti sono anche i punti critici», ha continuato Tandeddu, «ad esempio ci sono poche strutture di ammasso che rendono l’offerta sempre più frammentata, c’è poca aggregazione. Ora ci sono troppe varietà di grano quindi si deve favorire l’aggregazione e sul piano istituzionale la Regione deve attuare il piano integrato di filiera visto che il Psr ormai in scadenza li prevedeva ma non sono stati attuati».

Salvatore Pau (presidente della Coop. OP “CO.CE.SA.” di Cagliari, unica Op cerealicola) si è soffermato sugli sforzi che si stanno facendo per commercializzare il grano, mentre Gianfranco Porta (presidente dell’associazione dei panificatori artigiani della provincia di Cagliari) è importante puntare sul legame col territorio: non andate a comprare la baguette surgelata ma consumate sardo. Porta crede nella ripresa del settore e nel promuovere anche la produzione sarda di grano.

Le conclusioni della giornata sono state affidate ad Alessandro Ranaldi, vice presidente nazionale di Copagri che si è soffermato sulla nuovo Pac, sul confronto che questo giorni si sta svolgendo al Ministero. L’unica certezza, al momento, è però che la nuova programmazione europea non partirà subito: servono ancora i regolamenti Ue ed inoltre gli stati membri non hanno trovato ancora l’accordo interno.