31 July, 2021
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Dinamo Banco di Sardegna – Sidigas Avellino è la finale del torneo internazionale Tirrenia al Geolapalace di Olbia (questa sera, inizio ore 21.00). Dopo la vittoria della formazione irpina sulla Juve Caserta per 85 a 72, la squadra sassarese ha superato l’Hapoel Gerusalemme dell’ex CT della Nazionale italiana Simone Pianigiani per 88 a 85, al termine di 40 minuti costantemente controllati da Johnson Odom e compagni (21 a 16 il primo quarto, 48 a 35 all’intervallo lungo, 70 a 59 al termine del terzo quarto).

La Dinamo è stata trascinata da un grande Darius Johnson Odom autore di 25 punti. Ben cinque uomini in doppia cifra per i sassaresi: Lacey (10), Savanovic (19), Carter (18) e Sacchetti (11). Tra gli avversari si è distinto l’ex Jerome Dyson, autore di 23 punti.

Johnson-Odom.

Johnson Odom. Fonte http://www.dinamobasket.com/

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«La Regione condivide e sostiene l’obiettivo di sviluppare e potenziare i progetti di agricoltura sociale incentrati sulla formazione e professionalizzazione dei detenuti nelle tre colonie penali agricole sarde. Queste strutture, infatti, hanno grandi potenzialità: non solo sotto il profilo agroalimentare, ma come concrete occasioni di reinserimento sociale e lavorativo». Lo ha detto, nella casa di reclusione di Is Arenas, l’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi durante l’intervento nel corso della giornata di studio conclusiva della Summer School sul tema “Pratiche agricole, pratiche sociale: costruire percorsi di agricoltura sociale”.

L’iniziativa, partita il 28 agosto a Cagliari e organizzata dalla Rete rurale nazionale in collaborazione col CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), il ministero della Giustizia e l’agenzia regionale LAORE, ha previsto un percorso formativo per lo sviluppo di progettualità di agricoltura sociale nei territori rurali e nelle comunità locali e ha toccato le colonie penali agricole di Isili, Mamone e Is Arenas, con l’attivo coinvolgimento degli ospiti delle strutture detentive. Una prima sperimentazione è in corso di avviamento in Sardegna, finanziata mediante gli assi II e III del PON Inclusione e il Programma di sviluppo rurale 2014/2020, con la finalità di estenderla, sulla base dei risultati ottenuti, alle colonie penali toscane di Pianosa e Gorgona.

«Vogliamo rafforzare il concetto di agricoltura come produzione di beni comuni – ha sottolineato la titolare dell’Agricoltura -. Il perno del rilancio della nostra agricoltura è la qualità dei prodotti, che si può ottenere solo se si opera in un territorio di qualità non solo da un punto di vista ambientale ma anche sociale e inclusivo. Quindi siamo soddisfatti di essere protagonisti di questo progetto pilota che, attraverso l’attività agricola, attiva nuove politiche di welfare.» 

Elisabetta Falchi 2

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La Giunta regionale ha approvato le nuove linee di indirizzo per i presidi dei diabetici, Prevedono, tra l’altro, l’adozione di microinfusori e sensori di ultima generazione e i Centri diabetologici abilitati alla loro prescrizione e impianto.

«L’istituzione della commissione regionale della diabetologia e malattie metaboliche correlate – spiega l’assessore della Sanità, Luigi Arru – è stata una delle prime azioni di questa Giunta. La Commissione ha fatto un lavoro importante ed encomiabile, insieme con i coordinamenti interaziendali regionali per il diabete in età adulta e per quello in età pediatrica. Dal loro lavoro nascono queste Linee di indirizzo, legate alla necessità di ridefinire e aggiornare i protocolli di accesso alla prescrizione di presidi di autocontrollo glicemico e alla gestione della terapia con microinfusori e con sistemi integrati microinfusore-sensore.»

Finora, senza un protocollo regionale, l’accesso ai moderni dispositivi era infatti avvenuto in maniera difforme da Asl ad Asl. Con le linee di indirizzo vengono individuati in Centri nei quali prescrivere e impiantare i microinfusori, vengono definite le procedure di monitoraggio dei dispositivi nei pazienti, prevista la centralizzazione degli acquisti di presidi per diabetici.

«In Sardegna – conclude Luigi Arru – più di 150mila persone sono affette da diabete mellito e abbiamo una incidenza, nella fascia di età da 0 a 14 anni, di 60 casi/100.000 anno.»

Luigi Arru 52

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L’assessorato dello Sport del comune di Carbonia ha pubblicato la modulistica per la concessione in uso degli impianti sportivi comunali e per l’iscrizione/integrazione all’Albo comunale delle società sportive per la stagione sportiva 2016/2017.

I moduli sono in pubblicazione presso l’Albo pretorio on line comunale, l’Ufficio Pubblica Istruzione in via XVIII Dicembre e sul sito www.comune.carbonia.ci.it – Servizi comunali – Ufficio sport.

Le domande devono essere presentate entro e non oltre il 20 settembre 2016.

Ulteriori informazioni possono essere richieste presso l’Ufficio Sport, in via XVIII Dicembre (tel. 0781 694474/471).

Palazzetto dello sport di Carbonia

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Il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, promuove un’indagine per conoscere l’approccio delle aziende italiane nei confronti del cambiamento climatico e per comprendere quali siano le dinamiche effettivamente capaci di spingere le aziende verso iniziative di mitigazione o adattamento.

L’indagine si colloca nel quadro della Lima-Paris Action Agenda (Global Climate Action Agenda), iniziativa delle Nazioni Unite finalizzata a catalizzare i tanti interventi sui cambiamenti climatici.

Il questionario, il cui tempo stimato per la compilazione è di 15 minuti, si trova sul sito del ministero dell’Ambiente.

Si compone di 6 sezioni:

1) Comprensione dei cambiamenti climatici e internalizzazione della tutela ambientale

2) Iniziative di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico

3) Motivazioni e barriere

4) Strategia aziendale ed esposizione ai rischi ambientali

5) Anagrafica

6) Scheda raccolta Buone pratiche

I dati raccolti nelle sezioni 1-5 saranno pubblicati in forma aggregata, mentre le informazioni della sezione 6 potranno essere citate come buone pratiche.

Le risposte consentiranno di creare un database che faciliterà l’adesione dell’Italia ai programmi internazionali e iniziative di cooperazione.

«Il comune di Carbonia e l’Anci Sardegna – dice Gian Luca Lai, assessore al Territorio e all’Ambiente del comune di Carbonia – invitano le aziende del territorio a partecipare alla rilevazione.»

Gian Luca Lai 1

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Per il terzo anno consecutivo Tirrenia sarà Gold Sponsor della Dinamo Sassari. La Compagnia del Gruppo Onorato Armatori supporterà la squadra di basket sassarese, ormai diventata un simbolo della Sardegna, nelle grandi sfide che la attendono nella prossima stagione, che si preannuncia emozionante e ricca di novità.

Tirrenia prosegue così il percorso intrapreso con la Dinamo due anni fa, assicurando il massimo sostegno alla squadra, alla città di Sassari e a tutta l’Isola, per un’altra grande avventura sui parquet di tutta Italia ed Europa.

Primo appuntamento per i ragazzi di Federico Pasquini sarà il Torneo Internazionale Tirrenia, in programma ad Olbia oggi e domani. A sfidarsi sul parquet del GeoPalace tre squadre italiane e un top club europeo: insieme ai giganti biancoblu, si contenderanno il trofeo la Sidigas Avellino allenata da Pino Sacripanti, reduce dall’incredibile stagione dello scorso anno che ha proiettato gli irpini fino alla semifinale scudetto, la Juve Caserta, ripartita con entusiasmo dopo la salvezza conquistata all’ultima giornata e gli israeliani dell’Hapoel Gerusalemme guidati da Simone Pianigiani.

«Tirrenia e il Gruppo Onorato Armatori, considerano un vero e proprio privilegio associare il proprio nome a un Trofeo che vede scendere in campo quattro squadre di grande qualità – ha dichiarato il presidente di Tirrenia, Pietro Manunta. Alla Dinamo ci lega un rapporto pluriennale, cui teniamo in modo particolare. Tirrenia è fiera di partecipare, anche quest’anno, alla meravigliosa avventura di una squadra, che per impegno, professionalità e sportività continua a rappresentare un grande motivo di orgoglio per il meraviglioso popolo sardo in tutta Italia.»

Federico Pasquini 1 copia

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A partire da lunedì 5 settembre 2016, gli uffici sino ad ora ubicati nella Sede provinciale di via Fertilia n. 40 a Carbonia, saranno operativi al piano terra della sede di via Mazzini n. 39, sempre a Carbonia.

«Tale trasferimento – si legge in una breve nota della provincia Sud Sardegna, gestione stralcio dell’ex provincia di Carbonia Iglesias – risponde all’esigenza di efficientamento dei servizi e di razionalizzazione degli spazi.»

Sede Provincia Carbonia

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«Erano anni che non assistevamo a questo terribile spettacolo. Ringraziamo i vigili del  Fuoco, i volontari della Protezione Civile, l’Ente Foreste, il Corpo forestale dello Stato, il Corpo forestale di vigilanza ambientale, la Capitaneria, il comune di La Maddalena, il personale del Parco, i barracelli e tutti coloro che sono intervenuti».

Queste le parole del presidente Giuseppe Bonanno in merito al gravissimo incendio – si suppone doloso – che si è sviluppato nella zona dell’Isuleddu, nei pressi della spiaggia di Capocchia du Purpu (Testa del Polpo) e che ha seminato il panico tra i bagnanti e tra i cittadini di La Maddalena per un’ora circa. Attimi concitati in cui si è temuto il peggio ma per fortuna la macchina dei soccorsi è intervenuta tempestivamente: a spegnere le fiamme, infatti, sono intervenuti due canadair e un elicottero dei vigili del fuoco che a più riprese sono riusciti a fermare l’incendio. Iniziate subito le bonifiche dell’area da parte dei volontari della Protezione civile e degli Enti preposti.»

«Ora  – aggiunge Bonanno – va subito chiarita la dinamica dell’accaduto e dato un segnale forte. Chiederò un incontro urgente con il CTA (Coordinamento Territoriale per l’Ambiente) per definire nuove strategie di sorveglianza del territorio. Non ci può essere impunità per chi brucia il futuro di noi tutti.»

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Il sindaco di Villamassargia, Debora Porrà, ha inviato una lettera aperta al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, sul progetto informativo del Piano nazionale per la fertilità: campagna di comunicazione e “Fertility day”. Riportiamo il testo integrale.

Questa lettera a Lei cordialmente indirizzata, ministra Beatrice Lorenzin, nasce per assolvere un dovere morale che sento come rappresentante dei miei concittadini del comune di Villamassargia, senza alcuna distinzione di genere, a proposito del tema in oggetto. Sono una sindaca di 33 anni e finora nella mia vita, in ordine cronologico ma non di importanza, ho conseguito un titolo di studio accademico, ho un lavoro e sono madre di una bambina di 4 anni. Mia figlia si chiama Rossa, proprio come uno dei tre colori che porto sul petto quando indosso la fascia ufficiale, in cui ho sempre creduto e di cui ho un profondo rispetto, al punto di scegliere di diventarne servitrice per la durata del mio mandato di amministratore pubblico.

Le scrivo, gentile ministra Lorenzin, per farLe sentire la voce di un popolo che ha tanti bisogni, tra cui quello di essere capito e riconoscersi nei discorsi di chi governa. Le parole sono sempre importanti, poiché se nei piani ministeriali esprimono premessa ed efficacia di misure che poi diventano reali, nelle campagne di comunicazione, poi, hanno il potere di veicolare messaggi di progresso o regressione. Ad esempio, nel Sulcis Iglesiente, le guardie mediche verranno ridotte, gli ospedali chiudono e con essi i reparti di maternità, come quello della vicina città di Iglesias. Ma la riduzione dei servizi sanitari sul nostro territorio, che viene imposta senza che i cittadini e gli Enti locali abbiano strumenti concreti per impedirlo, viene chiamata razionalizzazione. Ottima la parola, pessimo il significato che peggiora la qualità della vita delle persone. Tra gli obiettivi del mio mandato amministrativo c’è l’apertura di un asilo nido comunale, visto che attualmente dalla nascita ai 3 anni non esistono servizi dedicati nel nostro comune. Dopo un anno di ricerche in lungo e in largo, è stato appurato che oggi non ci sono risorse né statali né regionali per finanziarne sia le opere che la gestione. Faremo tutto con gli esigui fondi di bilancio, ma lo faremo perché in gioco c’è la qualità della vita della nostra comunità e la sua economia. Le mamme e i papà di Villamassargia, a prescindere dalla loro età, incontrano tutti gli stessi problemi di conciliazione fra i tempi familiari e quelli lavorativi. Quando il lavoro c’è. E se non si forniscono questi servizi di supporto al lavoro si deve rinunciare, il lavoro si ridimensiona e con esso si mortifica la capacità produttiva di uomini e donne, insieme alla fiducia nel futuro. Quando il lavoro non c’è, diventare genitori comporta ulteriori difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, da un lato, ed estreme difficoltà da parte dell’Ente comunale a dare sostegno per via dell’esiguità degli strumenti a disposizione dei servizi sociali.

Per questo, leggere dal Suo Piano nazionale per la fertilità, gentile ministra Lorenzin, frasi del tipo “l’attuale denatalità mette a rischio il welfare“, quando possiamo dimostrare che è vero esattamente il contrario (l’assenza di un welfare adeguato non incoraggia la natalità), oppure “una società che ha scortato le donne fuori di casa, aprendo loro le porte nel mondo del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili”, “un allontanamento dal desiderio stesso di maternità” e, infine, “la crescita del livello di istruzione per le donne ha avuto come effetto sia il ritardo nella formazione di nuovi nuclei familiari, sia un vero e proprio minore investimento psicologico nel rapporto di coppia, per il raggiungimento dell’indipendenza economica e sociale” sono frasi ancora più offensive degli slogan della campagna pubblicitaria da Lei promossa. Senza soffermarmi troppo, desidero evidenziare almeno un messaggio fondamentale: la responsabilità demografica del nostro Paese non può essere tutta sulle spalle delle donne italiane, o allo stesso modo degli uomini italiani (che non leggo essere citati o non compaiono nelle immagini delle pubblicità): loro subiscono le attuali politiche per la famiglia e del lavoro dello Stato e, fortunatamente, esercitano il diritto di una scelta consapevole sia di non avere figli che di averne, sia di partorirli che di adottarli. Viva la libertà personale. Viva il rispetto delle scelte. Viva le parole belle della lingua italiana che, purtroppo, sono assenti nella comunicazione del “Fertility Day”, come amore, famiglia e cultura. Il bene comune, più che la fertilità, sarebbe che tutti avessero le stesse opportunità per effettuare delle scelte non condizionate dal bisogno. Nella prossima campagna di comunicazione vorrei l’immagine delle opportunità per donne e uomini e nessuna clessidra, cicogna o smiles tra i piedi. Abbiamo bisogno di altro.

Distinti Saluti.

Il sindaco di Villamassargia

Debora Porrà

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La Regione, esercitando le sue competenze in materia paesaggistica e di pianificazione territoriale, deve impugnare il provvedimento con cui il ministero dell’Ambiente ha dato parere positivo alla realizzazione del mega-impianto ad energia solare su un’area di oltre 250 ettari nei territori dei comuni di Decimoputzu e Villasor. Ed inoltre, vigilare con la massima attenzione su progetti analoghi, come quello già presentato nel territorio di Gonnosfanadiga-Villacidro.

E’ l’obiettivo di una mozione rivolta al presidente della Regione ed alla Giunta, che ha come primo firmatario il consigliere Emilio Usula dei Rossomori ed è stata sottoscritta dai consiglieri di tutti i gruppi del centro-sinistra e dal consigliere sardista Christian Solinas.

«L’iniziativa – ha sottolineato l’on. Usula – ha molteplici motivazioni, sia dal punto di vista giuridico perché a nostro avviso la normativa nazionale e regionale vieta la realizzazione di queste strutture nelle aree agricole, sia soprattutto dal punto di vista ambientale e politico.»

«Un mega impianto di quelle dimensioni – ha aggiunto Usula – determinerebbe la trasformazione irreversibile di quei luoghi con danni molto pesanti all’eco-sistema e la definitiva scomparsa di tante imprese agricole che, negli anni, hanno raggiunto risultati economici di grande rilievo per le comunità locali; noi pensiamo invece, riprendendo un efficace slogan del passato ancora molto attuale, che la terra debba andare a chi la lavora.»

«Sul piano politico – ha concluso il consigliere regionale dei Rossomori – la scelta di insediare grandi infrastrutture energetiche nelle zone agricole (e non per esempio nelle aree industriali dismesse) è in netto contrasto con i principi sui quali si fonda l’idea di sviluppo sostenibile che riteniamo strategica per il futuro della Sardegna, attraverso azioni concrete in grado di stimolare la crescita di settori come l’agro-alimentare ed il turismo in un contesto di valorizzazione della natura, del paesaggio e della cultura sarda.»

Emilio Usula copia