17 May, 2021
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Il Parlamento europeo ha pubblicato una nuova serie di proiezioni sulla composizione del prossimo Parlamento sulla base dei dati di sondaggi nazionali, raccolti fino alla fine di febbraio 2019. I dati si basano su una selezione di sondaggi affidabili, condotti dagli istituti nazionali di sondaggio negli Stati membri e aggregati dall’agenzia Kantar per conto del Parlamento.

Nelle proiezioni, i vari partiti nazionali sono assegnati soltanto ai gruppi politici esistenti o laddove sono già affiliati tramite un partito politico europeo associato. Tutti i nuovi partiti e movimenti politici che non hanno ancora dichiarato ufficialmente le loro intenzioni sono classificati come “altri”.

Il prossimo Parlamento avrà meno deputati (705) del Parlamento uscente (751).

Tutti i dati possono essere scaricati dalla cartella stampa sule elezioni come file excel con il catalogo completo dei sondaggi di voto in evoluzione in tutti gli Stati membri. Il documento fornirà informazioni complete sui partiti nazionali: i loro nomi, l’affiliazione politica a livello europeo, i risultati delle ultime elezioni europee e nazionali, nonché la loro partecipazione a tutti i sondaggi sulle intenzioni di voto raccolti. Gli stessi sondaggi includono tutti i criteri utilizzati, quali le dimensioni dell’istituto, le dimensioni del campione e il periodo temporale preso in considerazione.

Il Parlamento pubblicherà proiezioni aggiornate ogni due settimane fino alla fine di aprile e ogni settimana durante il mese di maggio fino alla notte delle elezioni. I primi exit poll saranno poi pubblicati il 26 maggio, a partire dalle 18.00, per i Paesi che li conducono e in cui il voto è terminato, e ogni ora fino a quando i risultati finali provvisori saranno disponibili presso tutti gli Stati membri.

Le prime elezioni dirette del Parlamento europeo si sono tenute 40 anni fa, il 12 giugno 1979. Le elezioni di quest’anno saranno le più importanti della storia del Parlamento, tenuto conto del contesto politico, della prevista partenza del Regno Unito e delle grandi sfide politiche e transnazionali all’orizzonte. I votanti si recheranno alle urne dal 23 al 26 maggio per decidere il futuro dell’Europa.

 

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Parte il nuovo recruiting di Poste Italiane per l’assunzione di nuovi portalettere in tutta Italia a partire da aprile 2019. Come succede da molti anni ormai Poste pubblica spesso sul proprio sito l’annuncio di ricerca di personale soprattutto di portalettere, una delle figure più richieste particolarmente nei picchi di stagione. Le candidature devono essere presentate entro il 12 marzo 2019. L’iter di selezione e i requisiti richiesti sono simili a quelle delle altre volte. I candidati devono essere in possesso del diploma di scuola media superiore o diploma di laurea anche triennale, da assumere con contratto a Tempo Determinato a decorrere da aprile 2019. Non sono richieste specifiche conoscenze professionali. Possono partecipare alle selezioni anche coloro i quali… 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_poste_mar_2019.html .

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“Lavoro e dignità”. Con queste parole d’ordine la Feneal Uil si avvicina al grande sciopero nazionale del 15 marzo 2019, giorno in cui in tutta Italia il settore delle costruzioni si fermerà per una giornata.

«Sarà così anche nel territorio cagliaritano e in tutta la Sardegna – spiega Gianni Olla, segretario provinciale della Feneal Uil di Cagliari che annuncia per il prossimo 8 marzo un sit-in in Prefettura e un incontro con il prefetto di Cagliari -. Arriveremo all’appuntamento del 15 marzo dopo aver effettuato decine di assemblee con i lavoratori e i disoccupati del settore : alla Sardegna ccorrono lavoro e buone politiche occupazionali. Bisogna rilanciare il settore delle costruzioni e riavviare i cantieri per creare posti di lavoro.»

Un piano straordinario per il rilancio del settore delle costruzioni. Secondo la Feneal Uil la vera emergenza della Sardegna è oggi il lavoro. «Oggi più che mai è necessario un piano straordinario per il rilancio e la difesa del settore delle costruzioni per combattere la piaga della disoccupazione – aggiunge Gianni Olla -. La nostra Regione saprà risollevarsi solo se avrà capacità e volontà di investire in infrastrutture moderne adeguandole agli standard ottimali di altri paesi».

Sardegna seconda solo alla Sicilia per opere incompiute. Per questo – secondo la Feneal Uil – occorre un taglio netto con il presente fatto di opere pubbliche incompiute (con 86 opere pubbliche incompiute la Sardegna è seconda solo alla Sicilia): la Diga di Monte Nieddu, la SS195, la SS131, l’Ospedale di San Gavino sono solo alcune delle vergogne a cui porre soluzione e rimedio.

«Se si vuole innescare un volano virtuoso – sottolinea ancora Gianni Olla – bisogna dare certezza di tempi e modalità di esecuzione delle opere pubbliche

Le priorità. Tra le priorità evidenziate dalla Feneal Uil mettere in sicurezza il territorio dal punto di vista idrogeologico, visti i disastri che distruggono vite e mettono in ginocchio attività economiche, e finalmente portare a compimento una nuova disciplina urbanistica e di governo del territorio, la cui assenza rallenta gli investimenti destinati alla miglioria di un patrimonio abitativo e architettonico da salvaguardare.  

In questo modo, secondo il sindacato, è possibile rimediare alle storture rappresentate da calo demografico, alti tassi migratori, elevato numero dei disoccupati e dei cittadini sotto la soglia della povertà, tutti indici significativi di un diffuso malessere sociale. 

«Non si può continuare a pensare che per il Mezzogiorno e per la Sardegna la strada risolutiva siano i sussidi, un paese civile deve garantire più lavoro, più occupazione e meno precarietà, ma anche un sistema che protegga le persone in difficoltà. Solo in questo caso il reddito di cittadinanza non è assistenza, ma modernità e innovazione. Un paese civile deve prima di tutto garantire che una persona possa lavorare e prevedere un sussidio solo nel caso in cui questa non possa lavorare. Bisogna prima di tutto garantire il salario, rinnovare i contratti, abbassare le tasse sul lavoro, ma anche un sistema che protegga i lavoratori in difficoltà. Il fatto che addirittura il 14% dei sardi possa attualmente beneficiare del reddito di cittadinanza è un grande problema: innanzitutto per loro e per le loro famiglie, ma anche per la nostra economia. Chi non ha soldi non spende e non consuma. La risposta a questa crisi insomma non può essere il reddito di cittadinanza –  -, ma un piano straordinario capace di far decollare e riaprire i tanti, troppi cantieri attualmente fermi

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Il comune di Sant’Antioco avvia la politica della “Tolleranza zero” nei confronti dei cittadini che risiedono nelle case di proprietà comunale e non corrispondono il canone di affitto, sebbene il più delle volte sia simbolico o, comunque, rapportato alle proprie disponibilità economiche, nel rispetto delle disposizioni di legge.  E “Tolleranza zero” anche per quanti occupano abusivamente e non posseggono i titoli per beneficiare di un appartamento di proprietà comunale a canone agevolato e, di conseguenza, danneggiano chi invece potrebbe disporne, perché in possesso dei requisiti.

«A Sant’Antioco c’è la brutta abitudine, peraltro in alcuni casi consolidata, di non pagare il canone di affitto, in spregio delle regole e, soprattutto, dell’intera comunità antiochense – commenta il sindaco Ignazio Locci -. Non abbiamo alcuna intenzione di accettare passivamente questo fenomeno. Recentemente, infatti, abbiamo inviato le diffide agli inquilini morosi e non ci fermeremo qui: procederemo, laddove necessario, anche con le operazioni di sgombero. Ma non solo: per quanto attiene alle occupazioni abusive, va sottolineato che esiste una graduatoria che, approvata da questa Amministrazione comunale dopo anni di attesa (e in fase di aggiornamento), individua gli aventi diritto: solo e soltanto a quel documento gli Uffici devono fare riferimento. Chi non rientra nell’elenco dei beneficiari non ne ha evidentemente diritto.» 

«“Tolleranza zero”, dunque, perché questo atteggiamento irrispettoso delle istituzioni ha un impatto negativo, sia sulle casse comunali – aggiunge il sindaco di Sant’Antioco – sia su tutti gli aventi diritto che attendono pazientemente di poter beneficiare di un loro diritto. Senza dimenticare che vengono danneggiati anche coloro che pagano regolarmente. Deve essere chiaro che chi vive in una casa comunale a canone agevolato è tenuto a pagare quantomeno l’affitto e le spese di manutenzione ordinaria. Forse non tutti sanno che il comune di Sant’Antioco spende annualmente circa 200mila euro e per il 2019 è stata stanziata la somma di 300mila euro per la sottoscrizione di un accordo quadro con un solo operatore che si concentrerà sulla manutenzione straordinaria, sull’adeguamento e sul recupero funzionale del patrimonio edilizio comunale. Abbiamo il dovere di ripristinare la legalità e di dare la casa a chi ne ha realmente bisogno. E questo – conclude Ignazio Locci – è quello che faremo.»