15 August, 2026

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La famosa peste manzoniana di Milano, esplosa nel 1629, fu conseguente allo spostamento massivo, dalla Germania alla Lombardia, delle truppe di Lanzichenecchi che portarono con sé i germi del contagio. E’ recente acquisizione che gli spostamenti massivi dall’Oriente all’Occidente hanno portato il Coronavirus. E, sempre recentemente, abbiamo avuto, verso la Sardegna Covid-free, spostamenti massivi di turisti provenienti da luoghi non Covid-free, e se ne sono viste le conseguenze.
Ora siamo alla vigilia di un altro spostamento massivo di popolazione: una massa di 12 milioni di persone costituita da studenti, insegnanti, personale della scuola e genitori, si sposteranno quotidianamente, soffermandosi negli Istituti per 5-8 ore. Nell’ultimo numero della rivista scientifica “NATURE” è stato pubblicato un articolo in cui gli autori esaminano come si è evoluta l’epidemia nelle scuole, appena riaperte, in Sud-Corea, Australia, Israele, Cile, Germania e Stati Uniti. Si è visto che il massimo rischio di focolai a scuola viene corso in quelle Nazioni dove la curva di incidenza dell’infezione nella popolazione generale non è stata ancora appiattita. Se c’è infezione nella popolazione è sicuro che l’infezione esploderà a scuola. Questo è il primo fattore di rischio.
Gli altri fattori di rischio sono:
– Classi troppo numerose,
– Negligenza nel rispetto delle regole di: distanziamento, igiene delle mani e utilizzo delle mascherine di protezione.
Il Comitato Tecnico Scientifico ha suggerito al Governo Italiano di adottare ulteriori provvedimenti, e cioè:
– Test sierologico a tutto il personale delle scuole da eseguirsi presso gli Studi privati dei medici di base;
– Attribuzione di responsabilità ai presidi degli Istituti sulle azioni di controllo, segnalazione ed eventuale chiusura di scuole in caso di focolai di Coronavirus.
Alle scuole verranno consegnati 2 milioni di test sierologici per testare se il personale docente abbia avuto o no l’infezione. Lo screening inizierà lunedì 24 agosto. Dovrà essere concluso entro il 14 settembre.
Vi sono però questi problemi:
– Lo screening negli studi privati è stato deciso senza consultare le rappresentanze sindacali dei medici.

– I sindacati dei medici di base hanno mosso rilievi che riguardano la gestione delle prenotazioni, il personale ausiliario, la tutela propria e degli altri pazienti, la gestione dello smaltimento dei rifiuti speciali, la bonifica dello studio, l’eventuale messa in quarantena qualora il medico o il personale sanitario dovesse contrarre la malattia. E inoltre la retribuzione.
– I presidi, responsabili del controllo, rifiutano la “responsabilità penale” per l’eventuale diffusione colposa di contagio nei loro Istituti.
– Gli insegnanti, tenuti alla presenza fisica in classe per 5 ore al giorno, sono preoccupati per la loro incolumità.
– I genitori temono che l’eventuale chiusura delle Scuole, per messa in quarantena, obblighi i figli a lezioni in “smart working” nel loro domicilio. Ciò comporterebbe la necessità che un genitore debba restare a casa abbandonando il lavoro.
– Esiste, inoltre, il problema del percorso da farsi per raggiungere la scuola. Nelle grandi città, avviene tramite mezzi pubblici superaffollati, e quindi pericolosi.
– Gli adulti attempati, oltre i 50 anni, con uno stile di vita più casalingo, temono il rientro a casa di figli e nipoti che possono essere “vettori” inconsapevoli di un Coronavirus “pescato” a scuola, in autobus, o in treno.
Esiste poi un problema logistico: quello dei locali scolastici, relativamente insufficienti in rapporto alla necessità di suddividere le classi, moltiplicandole.
L’ultimo problema è quello molto citato dei banchi monoposto con rotelle.
Vi sono poi le disposizioni governative, facili da scrivere ma difficili da applicare, come:
– Le mascherine per bambini oltre i 6 anni per 5-8 ore al dì,
– La distanza di 1 metro da una rima labiale all’altra (distanza delle bocche),
– L’immobilizzazione prolungata del bambino al proprio banco anche durante il pasto,
– I doppi turni mal gestibili dai genitori che non possono derogare agli orari imposti dai loro datori di lavoro.
– L’affitto di spazi e l’acquisto, il noleggio o il leasing di strutture temporanee da utilizzare per le attività didattiche, per garantire il distanziamento e, dunque, la sicurezza di studentesse, studenti e personale didattico.
– I doppi turni.
Per credere alla concreta realizzazione di quanto detto, non basta la fiducia nei Governi, ma ci vuole un vero e proprio atto di fede.

Dal 31 gennaio, cioè da prima che vi fossero i casi di Codogno e Vò Euganeo, questo giornale ha ripetutamente insistito su alcuni punti:
1 – Il Coronavirus ha innescato un’emergenza sanitaria che ha generato un’emergenza economica. Vedremo future trasformazioni sociali e politiche radicali.
2 – L’epidemia senza controllo per molto tempo ancora, indurrà cambiamenti nella vita di tutti.
3 – I malati sintomatici di Covid-19 sono, tutto sommato, i soggetti meno pericolosi perché sono già classificati, isolati, e in cura.

4 – I soggetti più pericolosi sono i portatori sani asintomatici che fungono da “diffusori silenziosi”.
5 – Per battere oggi il virus bisogna individuare i portatori sani ed isolarli.

A questo punto, è giusto porsi la domanda: chi sono i “portatori sani”?
Rispondere, fino ad oggi, è stato molto difficile.
La difficoltà è stata determinata, per mesi, dalla convinzione che la malattia interessasse gli ultracinquantenni, perché le età dei ricoverati in Terapia Intensiva erano comprese tra i 50 e 85 anni.
Oggi quella “verità” si è invertita: il Coronavirus non ha rispetto per nessuna età. Chiunque può esserne infettato e morirne.
Un fondamentale studio scientifico pubblicato in questi ultimi giorni sul Journal of Pediatrics, ha dimostrato definitivamente che quell’idea era un’illusione. Ha condotto lo studio il professor Lael Yonker, dirigente medico del Massachusetts General Hospital for Children, esperto di pazienti pediatrici affetti da Covid-19. Egli afferma testualmente: «Sono rimasto sbalordito dagli alti livelli di virus riscontrati in bambini di tutte le età. Non mi aspettavo che la carica virale fosse così alta. Pensate ad un ospedale e a tutte le precauzioni prese per curare adulti gravemente ammalati. Ebbene, sappiate che le cariche virali di questi pazienti ospedalizzati sono molto inferiori a quelle di un “bambino” ritenuto “sano” che se ne va in giro con un’alta carica virale di SARS-CoV2».
Lo studio smentisce un’ipotetica immunità dei ragazzi e dice: «I ragazzi non sono affatto immuni da questa infezione. Se le scuole dovessero riaprire a pieno regime senza le necessarie precauzioni, è verosimile che i bambini e ragazzi giocherebbero un ruolo centrale nella diffusione ulteriore di questa Pandemia».
I risultati scientifici sono appena arrivati e, purtroppo, sono già confermati sia dalla precoce chiusura per Covid di scuole recentemente aperte in Germania, Francia, Israele, Australia, Cile, Stati Uniti, sia dall’enorme laboratorio a cielo aperto della Sardegna. Qui, l’arrivo indiscriminato di portatori di virus senza controllo, l’apertura delle discoteche e l’assembramento anarchico nelle spiagge, hanno dato il via ad un’ondata di contagi.
La Sardegna non è generatrice di contagi; lo sono le regole burocraticamente perfette, ma inapplicabili, ideate dal mondo degli umani e disconosciute dai virus.
Già dal mese di aprile 2020 chiedemmo ripetutamente di dare al Sulcis Iglesiente un laboratorio attrezzato per l’estrazione di RNA virale dai tamponi nasofaringei. Alla fine, rafforzati dalle istanze delle forze sociali come Spi CGIL di Carbonia e Consulta Anziani di Iglesias, vi è stata una risposta: la Fondazione di Sardegna ha donato all’ATS le risorse necessarie per acquisire la tecnologia.
Eravamo già allora convinti che fosse necessario fare la mappa dei “portatori asintomatici sani” allo scopo di renderli inoffensivi.
Dopo tanta attesa, lo strumento è oggi nelle mani della ASSL di Carbonia Iglesias. Tuttavia, ad oggi, non è ancora in grado di funzionare. Il motivo non è dovuto a difetto dello strumento ma a un problema che definiremmo “organizzativo”. Purtroppo, per un inghippo burocratico, non può essere utilizzato: è necessario eseguire ancora un test di “confronto” con lo strumento già operante al Policlinico di Monserrato, al fine di ottenere l’”accreditamento”. Insomma, ci serve il “pezzo di carta”. Il “confronto” consiste nell’eseguire 10 test in parallelo utilizzando 10 tamponi. Cinque di questi devono essere negativi, e cinque devono contenere il virus, quindi dare risultato positivo.
L’accreditamento dello strumento è necessario con grande urgenza perché:
– Sta aumentando il numero delle persone che hanno necessità di essere sottoposte a tampone;
– Ormai abbiamo diversi casi di positivi al Coronavirus nelle cittadine del nostro territorio,
– I servizi pubblici hanno necessità d’essere pienamente aperti al pubblico, e quindi il personale deve essere testato,
– Gli ospedali sono sottoposti a limitazioni, perché devono trattenere per almeno 48 ore i pazienti da operare in attesa che arrivi il risultato del test da Cagliari. Ciò aumenta i tempi di degenza, e diminuisce la disponibilità di posti letto.
– Le attività produttive del territorio hanno bisogno di lavorare in sicurezza, con personale ed utenti, Covid negativi al test.
E, soprattutto:
– Le Scuole stanno per essere riaperte e vi affluirà il 20 per cento della popolazione del territorio (stimate 22.000 persone). La massa in movimento sarà costituita proprio da quella popolazione giovanile che oggi gli studi scientifici indicano come il serbatoio di virus pronto ad attaccare.
Lo screening di tutta la popolazione scolastica è urgentissimo (prof. Andrea Crisanti).
Siamo assolutamente d’accordo con il presidente di Confindustria Carlo Bonomi che, agli Stati Generali, ha affermato: «Non si capisce perché si sia perso tanto tempo».
Ci serve assolutamente un controllo autorevole che sblocchi il meccanismo che sta frenando tutto. Ci serve che i politici nostrani si sveglino e presentino un’interrogazione alla Giunta regionale pretendendo una indagine che individui le responsabilità dei ritardi fin qui accumulati.

Mario Marroccu

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Sono ben 81 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna: 56 nella provincia di Sassari e 17 nella Città Metropolitana di Cagliari, la maggior parte individuati in seguito all’attività di tracciamento dei contatti dei casi precedentemente accertati, a cui si aggiungono 3 casi nella provincia del Sud Sardegna, di cui 2 turisti provenienti dalla Spagna e 1 proveniente da altra regione, e 5 nella provincia di Nuoro, 4 turisti e 1 residente. Salgono a 1.734 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. Resta invariato il numero delle vittime, 134. In totale sono stati eseguiti 124.137 tamponi (1.081 nelle ultime 24 ore).

I pazienti ricoverati in ospedale sono 18 (+4 rispetto a ieri), nessuno in terapia intensiva, mentre sono 320 le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.259 (+1) pazienti guariti, più altri 3 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 1.734 casi positivi complessivamente accertati, 326 (+17) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 172 (+3) nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 108 (+5) a Nuoro, 1.067 (+56) a Sassari.

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Proseguono gli appuntamenti con ArtAngo & jazz festival, la rassegna organizzata dall’associazione Anton Stadler che esplora le potenzialità di uno strumento come il bandoneon.

Martedì 25 agosto, alle 22.00, nell’antica tonnara “Su Pranu” di Portoscuso, arriva il duo composto dall’arpista Floraleda Sacchi, considerata tra le maggiori artiste del panorama internazionale, e dal sassofonista Damiano Grandesso, uno tra i musicisti più interessanti della nuova generazione.

I due artisti proporranno Duo noir, un concerto dedicato alle più belle colonne sonore e sigle di alcune serie Tv, arrangiate in una rivisitazione del tutto inedita.

Da mercoledì 26 agosto ArtAngo & jazz festival ospita anche VI edizione della Masterclass internazionale di bandoneonsino al 28 agosto allievi in arrivo da tutto il mondo si daranno appuntamento nel Teatro Electra di Iglesias per perfezionarsi accanto a bandoneonisti di fama internazionale come l’argentino Daniel Binelli, universalmente riconosciuto come il massimo esponente della musica di Astor PiazzollaSantiago Cimadevilla, insegnante argentino di bandoneon da tempo trapiantato nei Paesi Bassi, Yvonne Hann, insegnante di bandoneon nel Conservatorio di Avignone, e Fabio Furìa, tra i maggiori bandoneonisti in Europa e direttore artistico di ArtAngo & jazz festival.

 

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Un’immediata e straordinaria convocazione del Consiglio regionale per valutare l’assunzione di eccezionali provvedimenti a tutela della reputazione della Sardegna, dei sardi e dei suoi imprenditori turistici. 

Il presidente del Consiglio regionale Michele Pais sta concordando con i capigruppo di maggioranza e di opposizione una seduta dell’Assemblea per dare una risposta unitaria e istituzionale alla campagna orchestrata contro la nostra isola, descritta come focolaio d’Italia del Covid-19.

«E’ importante che il Consiglio regionale scrive Michele Pais – assuma al più presto una decisa posizione sul tema, facendo luce su una vicenda dai tratti opachi ed inquietanti. E’ necessaria una risposta univoca per far sentire la voce della Sardegna anche al di fuori della nostra isola. Sono certo che i Capigruppo accoglieranno la mia richiesta di convocazione immediata dell’Assemblea. Dopo un’analisi della situazione, unitariamente, si decideranno  le azioni più idonee per tutelare la nostra terra che è stata, oltre che contagiata, offesa e accusata con gravi danni sia di immagine che economici.»

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«Caro Presidente, Mi pare che la campagna di stampa orchestrata contro la Sardegna, dipingendola come il luogo privilegiato del contagio del Coronavirus, sia di una gravità davvero eccezionale. La massima assemblea dell’Isola deve assumere una decisa posizione sul tema, facendo luce su una vicenda dai tratti opachi ed inquietanti. Ti chiedo, pertanto, di valutare un’immediata e straordinaria convocazione del Consiglio regionale per valutare l’assunzione di eccezionali provvedimenti a tutela della reputazione della Sardegna, dei suoi cittadini e dei suoi imprenditori turistici.»

Lo ha scritto Roberto Deriu, consigliere regionale del Partito democratico, in una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale, Michele Pais.

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Un elicottero del Corpo forestale proveniente dalla base di Marganai sta intervenendo su un incendio nelle campagne di Iglesias, in località Palmieri.

Sul posto, coordina le operazioni di spegnimento il D.O.S. (Direttore delle operazioni di spegnimento) appartenente alla pattuglia del Corpo forestale di Iglesias.

Foto di archivio

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«Troppo tempo è passato da quando la Camera di Commercio non esiste più nella nostra città, un servizio fondamentale. Spiace constatare ancora una volta che questa Amministrazione comunale è distante dalle esigenze reali dei cittadini, esempio concreto rappresentato dalla totale mancanza di una strategia per una battaglia comune per “riottenere” la presenza degli uffici della Camera di Commercio.»

A dirlo è Pippo Oliva, ex consigliere comunale di minoranza, oggi rappresentante dell’associazione “Carbonia Avanti”.

«Sono pronto ad attivarmi per una mobilitazione del comparto affinché la nostra voce si possa sentire. Non possiamo permetterci di lasciar stare le cose così come sono. Se la Sindaca non si muove, lo faremo noiconclude Pippo Oliva -. Tutto ciò sta rappresentando un “gravissimo” danno alla città, causando “gravissimi disagi” per il commercio ed i commercianti.»

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Il Comitato di Quartiere di Serbariu, in collaborazione con l’associazione O.D.V. Il Pane e le Rose e con il patrocinio del comune di Carbonia, organizza il Mercatino dell’usato all’aperto, fiera del collezionismo e del vintage.

Il Mercatino si svolgerà venerdì 28 agosto 2020, dalle 19.00 alle 23.00, presso il piccolo parco di via Sanzio, fianco SuperPan di via Santa Caterina.

Per esporre. contattare il Comitato di Quartiere, al numero 3494128532.

Il mercatino è un’occasione di socializzazione, nel rispetto delle normative contro la diffusione del Covid-19, dove gli abitanti del quartiere e della città tutta si potranno incontrare in un ampio parco all’aria aperta e fare piccoli affari.

Il mercatino è un’occasione per uscire dalla crisi, vendendo i propri oggetti usati, le famiglie possono arrotondare il bilancio famigliare ed avere piccole cifre da reinvestire in casa per le esigenze correnti.

Il mercatino è un’occasione per ridar vita ad oggetti che teniamo conservati da anni in attesa di una nuova vita. Il mercatino dell’usato è riuso, è risparmio di materie prime, è una scelta di vita ecologica nel rispetto dell’ambiente.

 

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Il comune di Carbonia ha aperto, fino al 15 settembre 2020, i termini per la presentazione delle domande di ammissione ai contributi per l’abbattimento della retta per la frequenza di nidi o micronidi. L’intervento, previsto dalla Regione Sardegna, si integra con il già previsto “Bonus nido” Inps.

Il bonus “Nidi gratis” può essere concesso per un importo massimo di 205,65 euro mensili per ciascun figlio a carico da 0 a 36 mesi, per la durata di 8 mesi.

I moduli di iscrizione sono disponibili al seguente link:

https://www.comune.carbonia.su.it/amministrazione-trasp/altri-contenuti/dati-ulteriori/item/3581-bando-pubblico-bonus-nidi-gratis-per-accedere-ai-contributi-per-l-abbattimento-della-retta-per-la-frequenza-di-nidi-o-micronidi-ai-sensi-dell-art-4-c-8-della-l-r-20-2019

La domanda di contributo “Bonus nidi gratis” dovrà essere presentata da uno dei genitori o tutori, preferibilmente per via telematica all’Ufficio Protocollo del comune di Carbonia e/o tramite Pec.

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Carbonia ha festeggiato ieri la sua nuova centenaria, Margherita Nurchis. La città mineraria si conferma così una delle più longeve della nostra Regione. Dopo i recenti festeggiamenti a Bacu Abis per nonna Elvira Gaviano, vedova Macrì, il sindaco Paola Massidda si è recato ieri da nonna Margherita Nurchis, per farle i migliori auguri – a nome dell’intera Amministrazione comunale – per il suo 100° compleanno, festeggiato appunto ieri, sabato 22 agosto 2020.
Il raggiungimento di un secolo di vita è uno straordinario traguardo e un’occasione da festeggiare per nonna Margherita, circondata e coccolata dall’amore di 7 figli, 12 nipoti, 9 pronipoti e 1 in arrivo.
Margherita Nurchis, nata ad Orotelli nel 1920, attualmente vive in via Gisella Orrù, nella casa delle figlie Rosalba ed Ornella Pinna, quest’ultima ex dipendente del comune di Carbonia.  Si trasferì dalla Barbagia nel Sulcis nel 1947. La scelta di Carbonia fu dettata da esigenze lavorative: il marito, Pasquale Pinna, infatti, era un minatore e le tradizioni del lavoro minerario sono intessute nella famiglia Nurchis-Pinna, che va fiera delle sue origini. Ma non solo. Nonna Margherita, fin da bambina, ha coltivato una passione che custodisce tutt’ora, quella per il cucito ed il ricamo, con una particolare passione per il costume sardo, tipico di Orotelli. Sono particolarmente apprezzati i suoi lavori di ricamo nelle bluse bianche ed i ricami dorati sui velluti, con i quali ha partecipato alle principali sagre della Sardegna, da Sant’Efisio a Cagliari al Redentore a Nuoro.